I tanti “non si esita” della Giunta PII.

Inserito da casoledelsa il 14 Settembre 2010

L’intervista che il Sindaco di Siena Maurizio Cenni ha rilasciato all’Unità di Domenica 12 Settembre, ci porta ad alcune riflessioni e considerazioni.

 

Dice Cenni: Tornare al lavoro (..), ma significa anche che sono contrario alla politica intesa come carriera, ho sempre ritenuto che questa deve e può essere un’esperienza di vita temporanea e non solo per le legittime e sacrosante limitazioni legislative, ma perché c’è un tempo per tutto e tutti. Politica si può fare anche senza avere incarichi istituzionali, è una passione ed un dovere civico e morale. Quando uno ha avuto la soddisfazione di fare per dieci anni il Sindaco della propria città ritengo che sia sufficiente. Anche per non ingenerare nei giovani la sensazione che attraverso la politica si possa rispondere alla crisi economica inventandosi un mestiere, perché la politica deve essere tutto fuorché un mestiere o un mezzo per acquisire vantaggi e privilegi.

A Casole il Sig. Piero Pii vede nella politica “un mestiere per il bene comune”.

Non si esita a buttare a mare rinnegando  tutto il proprio passato politico – salvo con ipocrisia – dichiarare il diverso, per lasciarsi una porta aperta al fine di ingannare (per un voto) quei cittadini che invece in quei “valori” hanno sempre creduto e mai rinnegheranno.

Non si esita ad allearsi con quelle forze politiche di centrodestra – da lui sempre combattute – pur di raggiungere l’obbiettivo che è solo quello di “esercitare un mestiere”.

Non si esita a cercare “sponde” con quelle forze politiche tradite e in più di un occasione  vilipese.

Non si esita a fare un  “cambio di maglia” per esercitare il “mestiere politica”  gettando arnesi (valori) inutili, sostituendoli con dei nuovi arnesi (interessi).

Categoria: News | Nessun Commento »

 

IL PASTICCIO “LE VIGNE”

Inserito da casoledelsa il 11 Settembre 2010

Le Vigne anni 90/2000

le-vigne-oggi

le-vigne-oggi

Le Vigne come sono oggi dopo costruzioni

Viene pubblicato sul web ad Agosto 2010 la delibera di Giunta n. 110 del 19 Maggio 2010

 

 

 

 

 

“ Atto di indirizzo della Giunta Comunale circa il complesso “Le Vigne””.

 

Diverso modo di interpretare il mandato amministrativo di un Sindaco nei confronti dei propri cittadini.

A Fiesole  il sindaco Fabio Incatasciato dice
. “Finalmente dopo sei anni siamo riusciti a sanare uno degli abusi edilizi più grandi mai avvenuti sul nostro territorio. Ripristineremo la collina, non dovrà restare traccia della cementificazione

A Casole il Sindaco Piero Pii e la sua Giunta deliberano di “CONDIVIDERE il podere “Le Vigne ”. Con CHI?.

 

A Fiesole  il sindaco Fabio Incatasciato risponde ad un signore che durante la demolizione,  chiede come mai non le avessimo espropriate come si fa con i beni confiscati alla mafia.

 Domanda giusta: ma quelle villette erano una ferita a tutta una comunità, un colpo all’ idea che si possa, nelle regole e nella legalità, pianificare ancora il futuro e la salvaguardia ambientale. Quando la demolizione sarà finita, avremo tutti vinto una battaglia più grande.

A Casole il problema della LEGALITA’ è ORTICANTE per il Sindaco Piero Pii. L’idea è che si vuol dimostrare “CHE TUTTI SIANO COLPEVOLI”.

 

Ma la vicenda di Ontignano (Fiesole) ci insegna che l’ urbanistica è altra cosa. Ci insegna che il territorio, le colline, lo straordinario patrimonio della nostra regione si difendono con le norme, i piani regolatori, le scelte condivise.

Torniamo alla delibera 110/2010 sul Podere Le Vigne.

 

 Da uno stralcio della Delibera  rileviamo:

 

PRESO ATTO (…) 

a) se la Comunità Montana rilasciò l’autorizzazione in sanatoria ( 3766 del 17.10.2006 ) sulla base (“assolutamente determinante”) della relazione Nannetti è poco verosimile che l’Ufficio abbia rilasciato un parere tanto importante senza la conoscenza dello stato dei luoghi su cui stava per attuare un intervento edilizio consistente. Infatti questi sono i fatti che precedono lo stesso rilascio dell’autorizzazione in sanatoria: in data 14 settembre 2006 venne richiesta alla Comunità Montana l’autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico ma quando il 19/9/2006 i tecnici della Comunità Montana si recarono sul posto per le verifiche istruttorie riscontrarono l’esecuzione anticipata di alcuni lavori da parte dell’impresa appaltatrice. Seguì così ulteriore sopralluogo del Corpo Forestale dello Stato che emise verbale amministrativo prot. n.605 per violazione art.82 della Legge Forestale. Sembra pertanto contraddittorio affermare da parte della Comunità Montana che l’autorizzazione in sanatoria sarebbe stata rilasciata sulla base determinante della Relazione Nannetti. Occorre inoltre far notare che al rilascio di un’autorizzazione tanto importante non può applicarsi una sorta di procedura equivalente all’autocertificazione dei requisiti.

b) Oltre a quanto rappresentato al punto precedente dobbiamo comunque far notare che la richiesta di autorizzazione in sanatoria fu richiesta in data 16 ottobre e rilasciata il giorno successivo. La Comunità Montana rilasciò l’autorizzazione in tempi così celeri ( 24 ore dall’istanza ) che sono inusuali anche per amministrazioni efficienti come le nostre. La celerità non può avere indotto alla superficialità. Infatti adeguati sopralluoghi erano stati fatti e se fosse stata rilevata la presenza di bosco ciò avrebbe avuto sicuramente rilievo in sede di redazione dei verbali di infrazione alla legge forestale. A nostro avviso c’era una diffusa consapevolezza che l’area d’intervento de LE VIGNE ( interessata dalla previsione urbanistica comunale ) non era caratterizzata da bosco come è sempre risultato dalle carte tecniche del Regolamento urbanistico.

RILEVATO che la Regione Toscana con nota del Dirigente Dr. Marco Gamberini chiedeva chiarimenti circa tempi e modalità per le determinazioni di competenza del comune.

A voti unanimi resi nei modi di legge,

D E L I B E R A

1. di evidenziare che tutta la vicenda mostra aspetti che meritano definitivi approfondimenti da parte di tutti gli uffici e le istituzioni coinvolte per riportare a sintesi un quadro conclusivo di “ certezze “ condivise.

2. di confermare la coerenza e la trasparenza degli atti compiuti dal Comune negli anni.

3. di dare atto che è interesse precipuo dell’Amministrazione tutelare la correttezza delle previsioni urbanistiche effettuate nel pieno rispetto delle normative regionali con il fine, come nel caso de LE VIGNE, di promuovere lo sviluppo e la qualificazione del territorio.

4. di ritenere che lo strumento idoneo per svolgere valutazioni di tutta la vicenda e degli atti amministrativi correlati sia una CONFERENZA DI SERVIZI tra tutte le istituzioni coinvolte.

5. di dare mandato al Sindaco di intraprendere tutte le azioni necessarie ad espletare gli indirizzi sopra espressi.

 

Il tutto ci porta a delle riflessioni e considerazioni:

1)    Il Sindaco Pii e la sua Giunta deliberano a Maggio 2010 quello che tranquillamente potevano deliberare al 7 Giugno del 2009 non essendoci stati nel frattempo fatti diversi da quelli citati. Perché solo adesso? Forse perché il 17 di Settembre si svolgerà l’ udienza preliminare sia per Le Vigne che per San Severo?

2)    Il Sindaco Pii e la sua Giunta, che si dicono profondi conoscitori del territorio, hanno delle “nebbie” su un luogo conosciutissimo da cacciatori, cercatori di funghi, turisti, per la sua bellezza boschiva.

3)    Il Sindaco a più interrogazioni sul Pod. Le Vigne da parte del Gruppo consiliare Centrosinistra per Casole rispondeva che sulla materia è stato chiesto un parere all’Avv. Tagliaferro, il quale essendo molto preso ancora non ha dato seguito all’incarico (è passato un anno!!).

 

 

4)    Il Comune di Casole si è avvalso di parere tecnico di noto urbanista della Regione Arch. Del Zotto e dell’Arch. Blanco (a cui Pii ha commissionato il nuovo Piano regolatore!!), ma detti pareri non solo non vengono menzionati ma addirittura ignorati.

5)    E’ sicuramente a conoscenza del Sindaco Pii, che esiste una memoria DELLA PROPRIETA’ dove si afferma che in quel luogo ESISTEVA UN BOSCO (avete letto bene LA PROPRIETA’).

6)    E’ il Sindaco che su interrogazione del Gruppo Centrosinistra per casole in data 30/4/2010 ha consegnato nota di sanzioni comminate dal Min. Politiche agricole e forestali e Corpo Forestale dello Stato per importo totale di 99.598,70 per “trasformazione di bosco in altra destinazione d’uso. Movimentazione di terra realizzazione di nuovi edifici, piscina. Posa in opera di serbatoi con sbancamenti  ed asportazione di piante forestali e conseguente danno al bosco. Movimentazione di terreno a bosco con asportazione di piante forestali e ceppaie”. Tra le persone sanzionate risulta esserci anche un dipendente comunale. Ma di tutto questo nella delibera non si fa cenno.

7)    E’ sicuramente a conoscenza del Sindaco che nel Regolamento Urbanistico di Casole troviamo

                Scheda rilievo n° 261  PODERE  LE VIGNE  ( sono riportati 4 edifici)

Ø     edificio 001: restauro; ….non è stato restaurato: è stato DEMOLITO

Ø     edificio 002: conservazione di tipo 2;  ß E’ STATO DEMOLITO .. COME MAI?

Ø     edificio 003: demolizione con ricostruzione senza aumento di volume e con tecnologie costruttive, materiali e finiture conformi a quelle dell’edificio principale; ß IL VOLUME E’ STATO AUMENTATO ?

Ø     edificio 004: demolizione con ricostruzione senza aumento di volume - con eventuale adeguamento dell’altezza - con tecnologie costruttive, materiali e finiture conformi a quelle dell’edificio principale.   ß IL VOLUME E’  STATO AUMENTATO?

 

Ø     MODALITA’ DI ATTUAZIONE: Programma Integrato di Intervento 

questo è illegittimo in quanto i P.I.I. devono essere indicati nel  Piano Strutturale e Pod. Le Vigne non lo è.

8)     Non spiega il Sindaco qual è la normativa richiamata per convocare UNA CONFERENZA DEI SERVIZI. Non è sicuramente tra le specificità di questi ATTI quello di CONDIVIDERE dei dubbi di un Sindaco. Quindi cosa sarà, una riunione tra amici?

9)    Perché il Sindaco (della trasparenza) non ha ritenuto informare il Consiglio Comunale (luogo di massima rappresentanza dei cittadini e organo di indirizzo e di controllo dell’attività amministrativa ) di detta delibera? Strano uomo il nostro Sindaco, vuol dibattere e poi su argomenti di carattere Urbanistico TACE.

        In definitiva mica chiediamo che ci spieghi del “BILANCINO”!

 

CONCLUSIONE:

q       L’Assessore ai LL. PP. Mansueto, come può dare mandato al Sindaco su un fatto che coinvolge un dipendente comunale di cui  lui stesso aveva pubblicamente denunciato  il comportamento professionale quando era all’opposizione e quindi è sicuramente a conoscenza degli abusi perpetrati?

q       L’Ass. all’ Urbanistica Pieragnoli si è documentato prima di dare assenso alla richiesta del Sindaco? Chi svolge un incarico così delicato non può assentire solo per piacere al Sindaco ma deve “servire  la cittadinanza nell’interesse generale”.

q       Il Sindaco Pii, che è stato ideatore dei P.I.I. e del Piano Strutturale, sul Podere Le Vigne dica invece alla cittadinanza perché ancora non ha annullato i titoli abilitativi e, nell’interesse della comunità, il Comune non si è costituito Parte Civile” rimuovendo chi è stato poco “fedele e leale  al proprio incarico”?

Pubblicare questo è per Il Sindaco la sua Giunta, i consiglieri di maggioranza,il Presidente di Pensare Comune e il sig. Barbagallo Paolo 

perversa logica di divisione e di contrapposizione?. 

 

Categoria: Informazioni, News | Nessun Commento »

 

Il Partito democratico senese al fianco di Sakineh

Inserito da casoledelsa il 8 Settembre 2010

“Combattere per il diritto alla vita di Sakineh significa stare al fianco di tutte le donne che, nel mondo, sono vittime di soprusi e di violenza da parte di regimi autoritari e liberticidi. Per questo non l’abbandoneremo e cercheremo, attraverso la nostra voce, di far sentire la sua voce”. Con queste parole il Partito democratico senese interviene in merito alla vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana che si trova in carcere da cinque anni con l’accusa di adulterio e rischia di essere presto uccisa.

“Il Partito democratico – si legge nella nota – è da sempre al fianco degli iraniani che si battono per i loro diritti e oggi chiediamo a Teheran di accogliere le sollecitazioni della comunità internazionale perché Sakineh venga salvata. Come Pd senese faremo quanto è in nostro potere per tenere alta l’attenzione su questa vicenda, a cominciare dal sostegno e dalla diffusione alla mobilitazione attivata sul sito nazionale del Pd, www.partitodemocratico.it. Siamo convinti che la mobilitazione di tutti, anche solo facendo conoscere la vicenda di Sakineh, possa essere l’opportunità anche di diffondere quei valori di democrazia, libertà e pace che in troppe parti del mondo continuano ad essere calpestati”.

Categoria: Dibattito, News | Nessun Commento »

 

IL SOGNO UCCISO

Inserito da casoledelsa il 7 Settembre 2010

Editoriale di oggi del Direttore Unità  Concita De gregorio, merita una profonda riflessione. 

 

La striscia rossa recita:

DOVE NON VI E’ LIBERTA’ NON PUO’ ESSERCI LEGALITA’ .

di Piero Calamandrei

 

Siamo tutti sotto tiro

Ma in che Paese viviamo? Ma che Paese è quello dove un uomo giusto e mite - un pescatore che fa il sindaco - torna a casa la sera, attraversa in auto le strade di ogni giorno, saluta dal finestrino un amico, si ferma, la moglie lo aspetta a cena, tira il freno a mano che la strada è in salita, si volta e gli sparano nove colpi dal finestrino: alla testa, alla gola. Chi è stato? Perché? Come mai ad Acciaroli, una manciata di case qualche migliaio di persone, chi ha in carico la sicurezza dei cittadini - lo Stato, sì, lo Stato - non ha saputo dire dopo un’ora i nomi degli assassini? Eccoli, li hanno visti, si preparavano da giorni, il sindaco era minacciato, lo sapevamo, lo proteggevamo. Perché no? Certo, figurarsi: la camorra. Nove colpi, un’esecuzione, la camorra. Dunque di fronte all’entità astratta la parola vacilla, la ragione abdica: la camorra è tutti e nessuno, è nell’aria, è più potente è imprendibile. Quindi scusate: quali altre possono essere le emergenze di un paese dove il fantasma concretissimo di un killer implacabile agisce indisturbato, detta la sua legge, elimina i giusti che si azzardano a dire di no? Possiamo ancora parlare d’altro? Credo proprio di no, davvero. Penso che nell’Italia dove muore ammazzato Angelo Vassallo ogni altro dire si dovrebbe sospendere adesso. Ogni energia dovrebbe essere impiegata per rispondere prima alla paura di chi vede vanificati tutti i suoi sforzi di proporre legalità, onestà, dignità davanti alla resa di chi dovrebbe proteggerci. Siamo tutti sotto il tiro di quella pistola, tutti.
Ci sono cose che si fa fatica a raccontarle. Marco Giovannelli, che per l’Unità ha girato l’Italia in Vespa ad agosto, aveva incontrato Angelo l’11, abbiamo pubblicato l’intervista il 14. Il video che trovate sul sito raccoglie le sue ultime parole. Da allora Marco non faceva che parlarmene: è quello il Pd in trincea, il suo. Sta facendo cose incredibili. Lo hanno invitato in Cina per fargli raccontare del suo buongoverno e qui nessuno ne parla. Ha trasformato questo fazzoletto della provincia di Salerno in un paradiso. Gli ho chiesto della Lega, mi ha detto il federalismo è giusto, poi con una battuta: sono leghista anch’io. Intendeva: non lasciamo alla Lega una battaglia nostra. Gli imbecilli diranno ora che era diventato leghista, ma l’imbecillità è un cancro, lascia perdere. Vuoi venire a Varese a parlare di lui? Così sono andata: a Varese, sabato, a parlare anche di lui. Noi eravamo lì a proiettare davanti alla platea fittissima le sue immagini, a raccontare la storia di Pollica, a discutere del paradosso di un uomo di sinistra che deve ricorrere alla categoria del leghismo per dire che se uno risana il suo lungomare è assurdo che debba pagare pegno, così si indebolisce chi sta in trincea. Sabato sera, questo. I killer di Angelo Vassallo stavano probabilmente ripassando l’itinerario. Erano pronti, mancavano poche ore. Ma di cosa discutiamo, cosa parliamo a fare se poi lasciamo che Angelo Vassallo muoia così? Andiamo tutti al suo funerale, a migliaia: pretendiamo dalla politica e dal governo una risposta adesso. Non lasciamo correre, questa volta. Se lo faremo sarà perché siamo già morti. Morti con lui, e anche prima.

 

Categoria: Informazioni, News | Nessun Commento »

 

Costi Fonti di Energia

Inserito da casoledelsa il 5 Settembre 2010

Riportiamo un interessante  articolo sui costi delle energie “rinnovabili” che ci deve far riflettere e meditare ora che il Sindaco PII ha cambiato le carte in tavola con il Piano Fotovoltaico, senza spiegare ai cittadini il perchè del gioco delle tre carte. Quando si chiede ai cittadini la partecipazione finanziaria per il raggiungimento dell’obbiettivo di un “lucro verde” e si parte mischiando le carte, rendendo il gioco “nebuloso” ci viene da riflettere che ciò che dice l’ autore dell’articolo può corrispondere alla realtà. Poco guadagno, molta speculazione. BM

Gli investimenti nel fotovoltaico, fiorenti grazie agli incentivi introdotti nel 2007, rappresentano un perdita secca per la collettività. Non riescono ad ammortizzarsi nemmeno in parte. Probabilmente si raggiungerà una potenza installata vicina ai duemila megawatt e l’onere annuale per il Gse salirà così ben oltre il miliardo. Fuorviante definirla una energia “rinnovabile”: finito il sussidio non resterà nulla, mentre si dovranno smaltire milioni di pannelli obsoleti.
Giorgio Ragazzi su lavoce.info
Gli investimenti nella produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici stanno crescendo a dismisura: quali saranno i costi per la collettività e la competitività?

INVESTIMENTI E INCENTIVI

Incentivi assai generosi furono introdotti nel 2007 (decreto 19/2/2007 a firma Pier Luigi Bersani e Alfonso Pecoraro Scanio), con l’obiettivo di arrivare a una potenza installata di 1.200 MW. Il Gestore servizi energetici ha recentemente comunicato che l’obiettivo è stato raggiunto, ma il decreto non fissa un tetto perché prevede che possano fruire degli stessi incentivi anche tutti gli impianti che entreranno in esercizio nei successivi quattordici mesi. Grazie anche alla riduzione nel costo dei pannelli, è dunque in atto una corsa a investire, da parte di numerosissimi soggetti, inclusi fondi esteri, attratti da rendimenti molto elevati e praticamente senza rischio.

Vediamo quale è l’economia del settore, prescindendo per il momento dal sussidio erogato dal Gse. L’investimento in un tipico impianto a terra di un megawatt di potenza costa attorno a 3-3,3 milioni. L’energia prodotta, ceduta al Gse a un buon prezzo, vale circa 120mila euro l’anno (a seconda della insolazione); dedotti i costi di esercizio (manutenzione, assicurazioni eccetera) restano circa 30mila euro l’anno, non sufficienti nemmeno a coprire gli interessi. Si prevede che, dopo venti anni, quando terminerà il sussidio del Gse, l’impianto verrà smantellato. L’intero investimento rappresenta dunque una perdita secca per la collettività, in quanto non riesce ad ammortizzarsi nemmeno in parte. Appare invero sviante definire questa una energia “rinnovabile”: finito il sussidio non resterà nulla, mentre si dovranno smaltire milioni di pannelli obsoleti.

 

Naturalmente, tutti i conti cambiano se si considera il sussidio di circa 350 euro per MWh erogato dal Gse per venti anni. Nel ventennio, il Gse avrà trasferito agli investitori, circa 9 milioni di euro (tre volte il costo dell’investimento), prelevati sulla bolletta a carico dei consumatori. Un onere che appare davvero sproporzionato a fronte del beneficio di aver prodotto, nei venti anni, energia dal sole per un valore di circa 2 milioni. Se si considera anche l’energia assorbita per la produzione dei pannelli e dell’impianto, il beneficio netto in termini di minori emissioni nocive si riduce a ben poca cosa.

Se la corsa a investire prima che siano abbassati gli incentivi porterà entro pochi mesi a raggiungere una potenza installata di 1.500 - 2000 MW, come appare probabile, l’onere annuale sul Gse salirà ben oltre il miliardo, e per venti anni. Oggi tutti festeggiano, imprese, investitori, ministri ed ecologisti, mentre i consumatori sono ignari dell’onere che graverà su di loro in futuro.

Ai francesi l’energia nucleare costa circa 35 euro per MWh, una buona centrale termica produce a 60 euro, il fotovoltaico ne costa almeno 450: l’effetto sulla competitività del paese è dunque molto pesante, come pure l’onere sui consumatori che già oggi pagano tariffe assai più elevate della media europea.
Se si considerano poi altre fonti “rinnovabili” quali le biomasse e l’eolico, per il quale già oggi siamo a quasi 5mila MW installati, e il relativo costo dei certificati verdi, l’incidenza dei sussidi per le rinnovabili potrebbe salire a breve a oltre il 10 per cento del prezzo registrato alla borsa dell’energia. L’Autorità per l’energia indica che già oggi gli oneri per la produzione di energia elettrica da fonti qualificate “rinnovabili” pesano per il 7 per cento sulla spesa del cliente domestico medio, al netto delle imposte. Dove arriveremo, se venisse raggiunto l’obiettivo dichiarato dal governo di incentivare il fotovoltaico sino a raggiungere una potenza 20mila MW?
Se l’obiettivo è ridurre il livello di inquinamento, o sostenere la domanda, vi sono certamente strumenti più efficaci e assai meno costosi per la collettività.

 

 

Categoria: Dibattito, News | Nessun Commento »

 

Giunta Pii - La scuola – cultura e la DESTRA.

Inserito da casoledelsa il 27 Agosto 2010

Dove sono il Sindaco Pii, la sua Giunta il  Consigliere alla scuola  Sig.ra Frati mentre la Riforma Gelmini inizia a far vedere i suoi effetti (danni)?

 

La Giunta Pii, prima vota “NO” in Consiglio Comunale, alla mozione del Centrosinistra per Casole contro la “riforma Gelmini”, poi non aderisce alla protesta dei Sindaci della Valdelsa ( Colle, Poggibonsi San Gimignano,  Certaldo) contro i tagli di 2 classi al Liceo A.Volta di Colle, che ha ripercussioni anche su famiglie e giovani di Casole. Protesta portata avanti in sede Parlamentare dai deputati del PD Ceccuzzi e Cenni.

 

Spieghi la DESTRA di Pensare Comune e di Pii, la contraddizione tra “Creiamo il polo culturale della Valdelsa” e l’adesione ad una riforma fatta di soli tagli all’istruzione pubblica, portata avanti dal Governo Berlusconi.

“Il liceo A. Volta” è una scuola di eccellenza e tale deve restare. E’ inaccettabile che la scuola pubblica sia penalizzata in questo modo.

 

Non è più il tempo di ingannare i cittadini, dica Pii, la sua Giunta, il consigliere alla scuola Sig.ra Frati, perché non hanno fatto niente per risolvere i problemi prodotti dalla “Gelmini” nelle scuole della Valdelsa. Basta nascondersi dietro lo slogan del “siamo una lista civica”.

Siete una DESTRA MASCHERATA e SMASCHERATA!!.

QUESTO E’ IL VERO VOLTO DI PIERO PII E DELLA SUA GIUNTA.

 

Dire questo per il Sindaco Pii, il Pres. di Pensare Comune, il Sig. Paolo Barbagallo è   perversa logica di divisione e di contrapposizione?.

Categoria: Dibattito, News | Nessun Commento »

 

Direzione Provinciale del PD Siena

Inserito da casoledelsa il 23 Agosto 2010

Bozza del documento finale della Direzione Provinciale del Partito Democratico di giovedì 19 agosto, a Siena, presso il circolo Arci del Ruffolo.

 

 La Direzione provinciale del Partito Democratico esprime solidarietà al Presidente della Repubblica Napolitano, supremo garante delle istituzioni che è stato oggetto di attacchi inaccettabili da parte di una maggioranza di governo allo sbando  che scarica le proprie tensioni sul punto di riferimento di tutti gli italiani.

Pdl e Lega, sono tenute insieme esclusivamente da un patto di potere che si basa sullo scambio federalismo/presidenzialismo, capace di stravolgere le istituzioni democratiche e la coesione del Paese, sulla blindatura dell’attuale legge elettorale, che priva gli italiani della libertà di scegliere i parlamentari, un cinico avanzamento della Lega Nord che incurante della gigantesca questione morale scoppiata nel partito di Berlusconi, si avvantaggia del crescente degrado del Pdl, che ha in Denis Verdini un coordinatore nazionale accusato di reati gravissimi oltre che dalla magistratura dalla Banca d’Italia.

La maggioranza di governo che disponeva di cento deputati di vantaggio ha fallito. Correttezza istituzionale impone che il Presidente del Consiglio si presenti alle Camere per verificare se è in grado di governare, altrimenti l’iniziativa deve passare al Quirinale. Il Pd è pronto alle elezioni politiche anticipate per cambiare, chiudere la stagione sciagurata di Berlusconi, meglio passando per un esecutivo di breve durata che governi la finanza pubblica, assuma misure di sostegno alla ripresa e di equità sociale, cambi la legge elettorale”.

I partiti di centrodestra non hanno alcuna legittimità etica e politica a livello locale per sollevare una questione morale nel territorio senese, strumentalizzando le inchieste in corso. Il Pd ribadisce la propria fiducia nell’azione della magistratura e chiede che venga fatta chiarezza al più presto su tutte pratiche aperte e sin qui conosciute: Ampugnano, Monte dei Paschi, Università, cavalli del Palio. Istituzioni e temi che rappresentano al massimo l’identità della città e hanno una intima ed esteriore delicatezza.

 

La correttezza del PD e dei suoi iscritti, e dei suoi eletti è sempre stata massima. In questo senso vogliamo ricordare il caso di Casole d’Elsa e la scelta di non ricandidarsi da parte del Sindaco uscente Valentina Feti, coinvolta da un’inchiesta che a distanza di due anni non ci risulta ancora aver avuto ulteriori sviluppi. Una scelta completamente diversa rispetto a quella dell’attuale sindaco Piero Pii, esponente di una lista civica, rinviato a giudizio nella stessa inchiesta.

 

Vi è un chiaro intento da parte delle liste civiche, del Pdl e della Lega, di intimidire il governo locale, di fare della pratica dell’esposto penale, del blocco amministrativo, dei libri patacca la cifra della propria iniziativa politica. Il fallimento ottenuto al Comune di Siena, prima con la cocente sconfitta elettorale di Piccini, poi con il tentativo di paralisi amministrativa, utilizzando anche una certa familiarità con gli apparati dello Stato, è ora rivolto verso l’Amministrazione Provinciale di cui si teme lo svilupparsi di una qualificata e organica politica di sviluppo del territorio, dopo che ha garantito tenuta sociale e produttiva durante la crisi. La ricerca ossessiva e violenta di episodi di corruzione tra gli amministratori pubblici della provincia di Siena non ha dato per il momento alcun frutto e si rivolgerà contro chi ha alimentato un clima di veleni. Il Pd è sereno in quanto partito di donne e uomini che vivono la politica con passione e che ora è chiamato a rispondere con vigore a questa campagna denigratoria e trasversale con l’iniziativa politica ed il rinnovamento dei gruppo dirigenti su basi esclusivamente meritocratiche, respingendo i tentativi di chi vuole utilizzare le relazioni o le pratiche correntizie. Il Pdl locale è ancora devastato dal vizio originale di essere nato sull’asse Verdini-Piccini, e di essere rappresentato in regione proprio da un consigliere nominato da Verdini, mentre la Lega Nord è ridotta all’ultima lista civica in ordine d’importanza. Si tratta di forze inaffidabili per la città, pronte, come hanno dimostrato in questi anni, a minare la credibilità di Siena pur di far avanzare il proprio disegno distruttivo”.

Su l’aeroporto di Ampugnano si ribadisce che la pista non sarà allungata né saranno aumentate le cubature edificate, né il limite massimo di traffico per la struttura. “L’obiettivo è solo quello di adeguare l’impianto alle vigenti normative e di ridurre l’impatto della struttura nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Un adeguamento necessario per il rispetto delle norme di sicurezza previste dall’Enac e propedeutico alla permanenza della concessione alla società aeroportuale da parte dello stesso ente. Una volta superata l’attuale fase critica rimarrà la necessità di individuare un socio industriale che abbia capacità gestionali e sgravi il pubblico da quei costi di apertura dell’impianto che da decenni gravano sulla struttura, in particolare con gli attuali vincoli di finanza pubblica. Siena è un territorio piccolo, ma che ha luoghi ed eccellenze di carattere nazionale ed internazionale che sono tipici di aree ben più grandi della nostra. Per questo la provincia di Siena necessita di connessioni con l’Italia ed il resto del mondo che l’attuale struttura dell’aeroporto di Ampugnano può senza dubbio implementare, pur in un quadro in cui rimane prioritario investire sulle strade e sulla rotaia. Una visione eccessivamente conservatrice del nostro territorio non è oggi sufficiente a garantire i livelli di benessere a cui siamo abituati ed è destinata a favorire la rendita, a danno del reddito e dell’occupazione. L’obiettivo del Partito democratico è quello di dare una scossa al nostro territorio tutelandone le eccellenze e valorizzando l’innovazione. Chi in questo vuole leggere una mancanza di rispetto per il nostro ambiente non conosce la provincia di Siena, non conosce il nostro partito, non conosce i nostri amministratori: noi abbiamo intenzione di batterci per far crescere e migliorare il nostro territorioattraverso programmi, contenuti e donne ed uomini in grado di affrontare le sfide che ci attendono per continuare a governare questa provincia con successo.

 

Categoria: Informazioni, News | Nessun Commento »

 

Amianto nelle scuole italiane. quante sono le scuole a rischio?

Inserito da casoledelsa il 13 Agosto 2010

Proponiamo un contributo che ci arriva dal Compagno Gianni Bassanini. L’argomento merita attenzione e riflessione, quella che oggi il Governo Berlusconi dirotta su temi di interesse solo suoi.

Come la vicenda della casa di Montecarlo ci fa perdere di vista le divisioni all’interno del PDL e lo sfascio di una maggioranza che lascia il paese alla deriva. 

Vorremmo che alla Fiera dell’Alberaia il Sindaco Pii rassicurasse la popolazione che nella zona industriale del Piano non ci sono problemi di tetti con amianto.  BM


In Italia ben 2.400 scuole sono a rischio amianto, i numeri li offre
direttamente il Ministero della Pubblica Amministrazione che avrebbe (notizia
apparsa sul quotidiano Il Messaggero ) commissionato uno studio con tanto di
dossier. Come si sa l’amianto è la causa di mortali tumori e migliaia sono i
lavoratori e i cittadini italiani colpiti o uccisi. Con la legge n. 257 del
1992 è stata vietata nel nostro Paese l’estrazione, l’importazione,
l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, prodotti di
amianto o contenenti amianto. Questa legge arriva con anni di ritardo visto che
già dagli anni settanta in Usa la produzione di amianto era vietata perchè
considerata cancerogena.

Ma l’approvazione di questa legge non ci mette al riparo dalle malattie,
infatti le patologie causate dalla respirazione di fibre di amianto sono
caratterizzate da tempi di latenza molto lunghi. Dall’esposizione al
manifestarsi della malattia possono trascorrere diverse decine di anni, se oggi
scomparisse l’amianto e i suoi prodotti bisognerebbe aspettare quasi 50 anni
prima di definire debellato il pericolo di malattie .

Nelle scuole italiane il materiale cancerogeno è  nei tetti, nelle palestre,
nei muri, ma non stanno meglio gli ospedali di vecchia costruzione e molti
addetti alla manutenzione degli impianti sono stati colpiti o da absteosi o
mesotelioma o carcinoma polmonare(le classiche malattie provocate appunto
dall’amianto)

Le scuole italiane sono 41.900 circa, quindi stando al dossier il 20% delle
scuole è a rischio.  Ci chiediamo quanti altri edifici pubblici siano nella
stessa condizione e quante altre vittime  causerà l’amianto nei prossimi
decenni .

Ma nonostante la gravità della situazione il Governo taglia i  fondi destinati
alla bonifica per esempio i 358 milioni di euro per l’edilizia scolastica  di
cui si è persa traccia nell’ultima Finanziaria estiva. E se la situazione non
fosse tragica potremmo concludere con una battura: scappati buoi si chiude la
stalla. Stiamo parlando di vite umane e di bambini in età scolare per la
sicurezza dei quali occorrerebbe l’obbligo morale di reperire i fondi atti alla
bonifica degli istituti scolatici. Ma appunto occorrerebbe perchè nei fatti il
Governo questa assunzione di responsabilità civile non ha alcuna intenzione di
rispettarla, salvo poi parlare a sproposito sui Tg di sicurezza.

 

 

 

 

www.confederazionecobaspisa.it

Categoria: Dibattito, News | Nessun Commento »

 

L’Azzeccagarbugli dè Noialtri

Inserito da casoledelsa il 10 Agosto 2010

Bene fece il gruppo consiliare “Centrosinistra per Casole” a non partecipare alla discussione sul Regolamento fotovoltaico, non avendo avuto il tempo per una riflessione attenta ed esaustiva alla proposta del Sindaco Pii.

C’è  “l’uomo del gioco delle tre carte”, “l’Azzeccagarbugli dè noialtri”,  “il pifferaio magico”, “l’uomo del fare”.

 

Io, dopo la lettura dell’ultima versione (siamo sicuri che sia l’ultima) del Regolamento fotovoltaico, scelgo la definizione “l’Azzeccagarbugli dè noialtri”.

 

Nella prima stesura del Regolamento del 9 Luglio, si parlava di potenza massima per  UTOIE di 1Mw annuo.

Nel versione del 30 Luglio, il Sindaco ha voluto mischiare un po’ le carte cercando attraverso leggi e leggine di confondere il povere lettore.

Ø     Ha tolto le UTOIE ( di fatto peggiorando le cose, in quanto come da lui stesso affermato, nell’UTOIE Casole Centro non saremmo mai arrivati a simili installazioni), quindi nessun vincolo per il territorio. Immaginatevi cosa potrebbe diventare Monteguidi o Berignone o il Piano ( qui giorni fa si aggirava noto imprenditore casolese a fare foto al paesaggio zona: isola ecologica!!!).

Ø    Ha  inserito art 3, comma 2, lett C che permette di derogare il limite di 200 kwh/p sino a 1000 kwh/p semplicemente ed arbitrariamente affermando che ‘entro il limite di 1 Mw per azienda, per ogni 10 kw/ di potenza installata eccedente il limite dei 200 kw l’imprenditore deve dimostrare di detenere almeno 1 ettaro di terreno utilizzato per l’attività agricola, il tutto ricorrendo al trucco di incrociare tra loro 2 diversi articoli inseriti nella L. 244/2007 e prec.  art 2 comma 150 lett. A e art 2 commi 144 e 145.   

     In definitiva  il limite non e’ di 200 kw ma di 1000 kw .

Ø     Nell’ art. 4 del Regolamento proposto, si dice che il richiedente si impegna: punto 3) effettuare i miglioramenti ambientali previsti nel progetto presentato e approvato dall’amministrazione comunale.    Ci chiediamo: quali sono le regole per i miglioramenti ambientali? chi nell’amministrazione è preposto all’approvazione ed al controllo?

 

Aspettiamo dal Sindaco l’elenco dei richiedenti, ad oggi, di impianti fotovoltaici a terra in terreno agricolo, relativo parere dell’amministrazione, parere Provincia e Regione.

Chiedere questo per il Sindaco Pii, il Pres. di Pensare Comune, il Sig. Paolo Barbagallo è “veleno” o “ trasparenza e chiarezza verso i casolesi?”.

Mai più un altro San Severo!!

Categoria: Informazioni, News | Nessun Commento »

 

Mai più un altro San Severo

Inserito da casoledelsa il 10 Agosto 2010

Ancora il Sindaco Pii e Assessore all’Urbanistica Sig. Pieragnoli non hanno reso pubblico “IL MODELLO DI IMPATTO AMBIENTALE DEL CAMPO FOTOVOLTAICO COMUNALE”, che sicuramente avranno fatto prima di indire il Bando di Gara per la sua realizzazione.     NON VIENE RESO NOTO PERCHE’ NON C’E’ O PERCHE’ CI SONO DEI PROBLEMI?

Noi abbiamo fatto una simulazione e lasciamo ai cittadini le considerazioni (FIG. 1 PRIMA DELLA SIMULAZIONE, fIG. 2 DOPO LA SIMULAZIONE - FOTO FATTA DALLA TORRE DEI SERVITI).

Per il Sindaco Pii, il Pres. di Pensare Comune, il Sig. Paolo Barbagallo questi “murali” sono solo “veleno” per Noi invece sono ” avere delle attenzioni postive verso il bene comune”.   MAI PIU’ UN ALTRO SAN SEVERO!!!!!

Categoria: Attività, News | Nessun Commento »

 

« Older Entries
Newer Entries »

Scrivi a:

Per Informazioni scrivi a:
info@pdcasoledelsa.net
oppure direttamente a:
Claudio Cavicchioli

Calendario

Maggio 2012
L M M G V S D
« Apr    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

RSS News

Categorie

Archivi

LINK

Meta