CORDOGLIO PER LE VITTIME
Il Partito Democratico di Casole esprime tutta la propria solidarietà alla comunità Senegalese ed il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime dei tragici fatti accaduti ieri a Firenze.
Il partito condanna fermamente il gesto della persona folle, responsabile della strage, simpatizzante delle organizzazioni di estrema destra.
Questi fenomeni di razzismo vanno condannati e va debellata quella rete dell’odio contro lo straniero alimentata dai gruppi o dalle organizzazioni neonaziste che sfocia anche in questi episodi.
Il Presidente della Repubblica Giogio Napolitano profondamente amareggiato ha ricordato che “è sempre più urgente l’impegno di tutte le Autorità politiche e della società civile per contrastare sul nascere ogni forma di intolleranza e riaffermare la tradizione di apertura e di solidarietà del nostro paese”.
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE STATUTO E REGOLAMENTI:
Il 29 luglio 2009 il Consiglio Comunale approvava all’unanimità, la delibera 105 che istituiva la Commissione Consiliare per lo Statuto e i Regolamenti, i cui compiti sarebbero dovuti essere: l’aggiornamento dello Statuto Comunale e la formazione di alcuni regolamenti, tra cui quello sulla gestione degli immobili comunali.
La Commissione è composta da tre consiglieri di Pensare Comune e due del Centrosinistra per Casole d’Elsa.
Il 5 agosto 2011, due anni dopo, è stato sottoposto all’esame del Consiglio Comunale il “Regolamento Comunale per l’utilizzo del Centro Polivalente di Pievescola”, senza però che la Commissione, anche se convocata il 18 luglio scorso, quindi meno di venti giorni prima, l’avesse mai visto.
Una decisione, quella della maggioranza, che va palesemente contro una delibera del Consiglio Comunale e contro uno strumento di lavoro che tutti avevano deciso di sostenere.
Il Gruppo Consiliare “Centrosinistra per Casole d’Elsa”, durante il Consiglio Comunale, avendo anche pronta una proposta alternativa, ha ripetutamente chiesto di rinviare il regolamento alla Commissione.
Ricordiamo che il regolamento alternativo proposto dal Centrosinistra per Casole d’Elsa prevedeva alcuni emendamenti di merito molto importanti: la possibilità di utilizzo della struttura a titolo gratuito per le associazioni e il passaggio all’ approvazione in Consiglio Comunale delle tariffe, che nel testo proposto dalla maggioranza, sono a completa discrezione della Giunta Comunale.
Il Luogo legittimato alla discussione e da dove si sarebbe dovuto trovare, una più ampia condivisione del testo tra la popolazione, il Consiglio di Frazione di Pievescola e le associazioni casolesi, sarebbe stato dunque la commissione.
Il mancato passaggio del Regolamento dall’apposita Commissione, da parte di questa Amministrazione è stato un atto di una gravità inaudita: la portervia e l’arroganza con cui si è condotta la discussione in Consiglio Comunale è stata veramente sconcertante, tanto più se si considera che non c’era nessun motivo di urgenza tale da impedire l’approfondimento e la condivisione e da giustificare, la rapida approvazione del testo.
A testa bassa e incuranti di quanto scritto nel proprio programma, che parlava anche di condivisione con la popolazione, delle richieste della minoranza e soprattutto della delibera del Consiglio Comunale che istituiva la Commissione, il Capogruppo Pacella e il Sindaco Pii, hanno deciso di andare avanti e votare il testo ed i nostri emendamenti, senza sottoporli alla Commissione.
Il voto finale del Centrosinistra è stato contrario al regolamento, sia dal punto di vista del merito, perché lo avevamo ritenuto, fin da subito, estremamente lacunoso, tant’è che avevamo predisposto un nostro regolamento che abbiamo consegnato , ma soprattutto dal punto di vista del metodo perché questo atteggiamento va contro tutti i principi di condivisione, che sembrano essere usati solo quando fanno comodo, e va palesemente contro una decisione unanime del Consiglio Comunale , la delibera 105/2009 nella quale fu istituita la Commissione.
Questa decisione della maggioranza ha di fatto scavalcato uno strumento di lavoro importante come la Commissione senza rispettare il lavoro, la serietà e l’indipendenza dei consiglieri di maggioranza e di opposizione che ne fanno parte, ma ancor più grave ha dato segno di una supremazia che non può e non deve essere giustificata solo dal fatto di essere stati eletti dal popolo.
Noi come Centrosinistra per Casole e come Partito Democratico, non possiamo e non vogliamo più tollerare un simile comportamento e sulla questione specifica relativa alla Commissione pertanto chiediamo al Presidente della Commissione stessa che prenda una posizione ufficiale a riguardo.
GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA
Dopo l’annuncio da parte dell’Amministrazione Comunale di rivedere le previsioni urbanistiche a Pievescola , il CentroSinistra per Casole, che si era tempestivamente mobilitato predisponendo una Osservazione alla variante al Piano Strutturale, vuole pubblicamente ringraziare tutte le persone che condividendo quel documento, hanno permesso questo grande risultato.
Ovviamente tutti noi oggi apprezziamo l’apertura mostrata dal Sindaco nel rivedere certe decisioni, ma è importante però puntualizzare che questa revisione è avvenuta anche a seguito dell’Osservazione da noi presentata e accompagnata da 167 firme; con ciò quindi ribadiamo l’importanza e il dovere morale che un’amministrazione pubblica ha, nel coinvolgere i cittadini nella formulazione delle proprie politiche.
Il “modello del confronto” a cui dei buon amministratori dovrebbero ispirarsi deve sempre partire dal presupposto che la società ha un carattere pluralista e quindi considerare la partecipazione come un confronto di natura dialogica tra cittadini che hanno idee, punti di vista, interessi diversi o contrapposti, allo scopo di elaborare soluzioni comuni e trovare punti di intesa.
L’esclusione o il non coinvolgimento dei cittadini che sono normalmente senza voce è la sconfitta peggiore per qualsiasi Amministrazione.
Il “Centrosinistra per Casole”, accogliendo la parte positiva di eliminare i mq di edificazione di Poggio ai Bimbi, ritiene di poter accogliere l’invito alla collaborazione per ridiscutere non solo la parte della Variante relativa a Pievescola ma anche la parte generale.
Noi, come rappresentanti di quasi il 50% dei cittadini, siamo pronti al confronto e al dialogo affinché di tutto questo non rimangano solo parole, ma queste si trasformino in fatti, restando ferma però la nostra non condivisione sulla scelta operata dal Comune di aver cambiato la destinazione d’uso di una parte della Lottizzazione Pacini da turistico a residenziale, così come quella di aver ridotto l’area sportiva portandola a residenziale.
CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA
Napolitano ancora una volta si fa da garante nei confronti di tutti.
Dopo il rimpasto di Governo, con la nomina di nove nuovi sottosegretari, il Presidente Napolitano firma il decreto, ma con una nota in cui dice che la scelta delle nuove nomine è sotto la piena responsabilità del Presidente del Consiglio.
Giustamente Napolitano vuole una verifica in Parlamento, dopo che sono entrate a far parte della maggioranza persone non elette dai cittadini, che si trovavano all’opposizione, e viceversa. Tutto per una sorta di compenso in cambio del voto di fiducia del 14 dicembre che ha salvato il Governo. Ma non è finita qui, il premier dicesi pronto a fare altre dieci nomine, ed a modificare la legge Bassanini che limita il numero dei posti di Governo.
Ciò non significa che necessariamente ci dovrà essere un nuovo voto di fiducia, sta ai Presidenti delle due camere ed al Presidente del Consiglio decidere su come investire il Parlamento delle novità intervenute.
Da subito duri i commenti dell’opposizione, che definisce“indecorosa” la vicenda.
Il leader del Pd Pierluigi Bersani dice: “Si sviluppano solo i sottosegretari, non l’Italia”. Dal partito gli fa eco il coordinatore della Segreteria, Maurizio Migliavacca: “Aumenta la disoccupazione, in particolare giovanile e delle donne. Cresce la precarietà. E qual è la risposta del governo ai problemi del paese e ai drammi di tante famiglie? L’aumento del numero dei sottosegretari”.
Intanto, anche per quanto riguarda i referendum del 12 e 13 giugno, Napolitano ci mette del suo: incontra i vertici della RAI e chiede che sia applicato il regolamento , dandone ampia diffusione , visto che ad oggi non ne ha parlato nessun organo di informazione televisivo.
La cultura e l’informazione sono delle priorità su cui bisogna investire, non si può sottrarre ai cittadini il diritto di essere informati , uccidendone le coscienze critiche .
LA GELMINI NON CONOSCE I TAGLI CHE HA DISPOSTO CON TREMONTI - Non è una novità se si parla dei tagli all’istruzione e alla ricerca che verranno fatti nei prossimi tre anni per una cifra di ben 12 miliardi di euro per effetto dell’ ultima manovra economica di questo governo.
La vera novità è nel fatto che il Ministro responsabile di questi settori , Mariastella Gelmini, non ne è a conoscenza e continua a negare che ci saranno tagli al settore . Lo ha fatto di recente durante una puntata televisiva di Ballarò asserendo, come un disco rotto, che i tagli non ci saranno altrimenti Tremonti glielo avrebbe detto, ci saranno, ha detto, minori spese.
Il dato è emerso da un documento che Tremonti ha portato a Bruxelles, messo in luce dal vicesegretario del Pd Enrico Letta durante la trasmissione.
La “povera” Mariastella ha collezionato l’ennesima figuraccia, questa volta in preda ad una crisi di nervi , dimostrando di non conoscere i conti che riguardano il suo Ministero . Il Ministro ha fatto trasparire che Tremonti non ha condiviso con lei la manovra, ma ha fatto da solo il programma dei tagli.
Da questo si può dedurre che la Gelmini è solo una figura di comodo , che firma senza neppure leggere ciò che il Ministro Tremonti porta avanti in totale autonomia.
La scuola pubblica si merita questo?
Si merita un Ministro che non conosce fatti riguardanti le proprie competenze?
Speriamo che non sia così!
Purtroppo spesso vengono messe a ricoprire cariche importanti persone che non sono all’altezza del ruolo, e questo accade per facilitare il compito di coloro che rivestono la massima carica , per far sì che non si creino scontri interni e che si continui a portare avanti la politica del “capo”.
Questo accade, non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale, purtroppo sempre più spesso!
BARBARA SENESI
Claudio Cavicchioli attacca duramente il sindaco di Casole d’Elsa dopo l’ultimo consiglio comunale
Cavicchioli: “Pii calpesta le regole democratiche e il ruolo del consiglio comunale”
“Arbitraria e fuori luogo”. Queste le parole utilizzate da Claudio Cavicchioli, consigliere comunale del Centrosinistra per Casole d’Elsa, per descrivere la scelta del sindaco Piero Pii di rifiutare la discussione del documento presentato dell’opposizione, nella seduta consiliare del 2 febbraio scorso, nel quale si avanzava la richiesta di dimissioni del primo cittadino. Una scelta criticata anche alla luce del fatto che Pii aveva accettato l’ordine del giorno della presentato dalla Lista civica “Pensare comune” a sostegno dell’operato della maggioranza.
“Quello che è avvenuto nel corso dell’ultimo consiglio comunale – continua Cavicchioli – è gravissimo. Pii, non si è limitato a rifiutare la discussione del nostro documento, ma ha utilizzato questo ‘colpo di mano’ per fare una lunga requisitoria contro il Partito democratico e la coalizione di centrosinistra, distogliendo l’attenzione dal tema centrale dell’assemblea, ovvero la richiesta delle sue dimissioni a seguito di una valutazione del tutto negativa, da parte dell’opposizione, dell’operato della maggioranza. Una decisione, scaturita anche dalla paradossale situazione in cui si trova il Comune di Casole d’Elsa, nel quale il primo cittadino è coinvolto in una serie di indagini giudiziare sia nel ruolo di imputato che di parte lesa, in quanto massimo rappresentante pro tempore dell’istituzione. Rivendichiamo, per questo, la legittimità politica di una richiesta di dimissioni del sindaco per le vicende giudiziarie che hanno evidenziato i reati commessi, pur riconoscendone l’estinzione in virtù del pagamento di una sanzione pecunaria”.
“Siamo convinti – prosegue Cavicchioli – che chiunque rivesta una carica istituzionale, e dunque si trovi a rappresentare tutti i cittadini, debba rispondere in ogni sede e in qualsiasi circostanza della trasparenza e alla correttezza del suo lavoro. Molti esponenti dell’attuale maggioranza, che oggi si ergono al ruolo di garantisti e si indignano per lo spazio dato dalla stampa all’ultimo consiglio comunale, nel corso della scorsa legislatura furono i primi a scagliarsi contro il sindaco Valentina Feti, strumentalizzando quelle che erano solo ipotesi di reato. Un atteggiamento incoerente e aggravato dal fatto che, in sede consiliare, sarebbe bastata una condotta meno faziosa ed arrogante da parte del sindaco per evitare che la discussione degenerasse, diventando così una brutta pagina per la storia del Comune di Casole”.
“Respingiamo al mittente – dice Cavicchioli - le accuse di scarsa democrazia e di deriva estremistica rivolte al Pd e alla coalizione di centrosinistra. La realtà è che tra le donne e gli uomini, i giovani e i meno giovani che ogni giorno lavorano per amore della politica e del nostro paese, c’è stato un ampio e vivace dibattito sull’operato di questa amministrazione e sulla richiesta di dimissioni del sindaco. Dibattito che, a larghissima maggioranza, ha portato all’approvazione del documento presentato, poi, in consiglio comunale. Un percorso che riflette il nostro modo di fare politica, caratterizzato sempre dal confronto e dal rispetto delle regole democratiche. Regole che, invece, non sembrano appartenere ad una maggioranza. ‘schiacciata’ dal decisionismo di Pii e dal suo rifiuto categorico di affrontare ogni confronto”.
RICEVIAMO DA RICCARDO GABELLIERI E CON PIACERE PUBBLICHIAMO:
Scrivo queste righe in riferimento alle affermazioni fatte dal Sindaco Piero Pii nel corso del Consiglio Comunale del 2 febbraio nei confronti degli ex amministratori accusati di incompetenza e incapacita’ amministrativa, riferendosi all’inaugurazione della nuova scuola media.
Come ex assessore ai lavori pubblici volevo ricordare al Sindaco e agli attuali amministratori che all’inizio del mio mandato mi trovai con un progetto preliminare fatto dallo studio Mendini di Milano (utilizzato soltanto per la richiesta di un finanziamento alla Fondazione MPS).
Iniziai subito a lavorare per dare concretezza al progetto:
furono eseguite le indagini geologiche dalle quali emerse la necessità di fare una palificazione che non era stata considerata in fase preliminare, quindi dovemmo rivedere completamente tutta la parte strutturale rendendola esecutiva e poi appaltare i lavori ad una ditta specializzata.
Finita la palificazione, appaltammo la parte strutturale, tutto questo eseguito nei modi e nei tempi previsti.
Nel frattempo prendemmo la decisione di inserire nel progetto la centrale a biomasse per riscaldare tutto il polo scolastico, questo rallentò per un certo lasso di tempo l’ iter dei lavori, ma poi si è rilevata un’opera di notevole importanza per l’ambiente e per le finanze del Comune.
Come il progetto strutturale, anche la parte impiantistica ed architettonica ebbe bisogno di essere rivista dalla prima bozza preliminare, (questa fase molto delicata capitò nel momento di cambiamento del responsabile dei lavori pubblici da Stefania Moschi a Roberto Donati) , ovviamente tutto questo comportò dei ritardi, ma la determinazione della mia amministrazione mise in condizioni l’attuale amministrazione di partire, con questo intervento il giorno dopo il suo insediamento, con i lavori appaltati e la copertura finanziaria.
Detto questo, colgo con rammarico le polemiche del Sindaco nei confronti di questa opera, anche perché quando nel 2004, appena nominato assessore ai lavori pubblici, ho dovuto affrontare in pochi mesi l’allagamento della scuola materna appena inaugurata, la frana del muro di Rivellino, la frana di Via della Rimembranza. Emergenze tutte risolte in pochissimi mesi, ricevendo anche i complimenti dallo stesso Pii.
Quanto alle opere realizzate come: la Biblioteca Comunale, Centro Giovani, pavimentazione Piazza della Libertà, pavimentazione Via San Donato, Centrale a Biomasse, Isola Ecologica, Deposito dell’acqua a Casole, sistemazione Campino del Muro, sistemazione Parco della Residenza, ristrutturazione uffici comunali, acquisto e sistemazione pista per il Palio, acquisto campo da tennis, ovviamente come detto sopra la palificazione e lo strutturale della scuola media, il Centro Polivalente a Pievescola, il depuratore di Pievescola, l’acquisto degli immobili e del verde pubblico sempre a Pievescola per fondi commerciali, le fognature a Maggiano, pavimentazione e Piazza del Circolo a Mensano, parcheggio pubblico a Monteguidi, marciapiedi e illuminazione al Merlo ci venne detto più volte che avevamo fatto degli ottimi lavori.
Queste sopra sono le opere più significative che mi vengono in mente in questo momento, ma inviterei il Sindaco e l’ attuale giunta a dare un’occhiata al rendiconto 2004 – 2009 della passata amministrazione e guardare la miriade di interventi fatti nel nostro territorio, non soltanto riguardanti i lavori pubblici ma in tutti i settori, forse, a quel punto , spero possano cambiare un po’ atteggiamento evitando di fare affermazioni alquanto strumentali.
Ritornando un attimo sulla capacità amministrativa, vorrei precisare che quando si fanno molte cose è facile sbagliare, e noi sicuramente abbiamo commesso degli errori (molto spesso anche per poca esperienza), ma secondo me, se il Sindaco ripercorresse il suo passato e il suo presente amministrativo, prima di dare giudizi sugli altri ne dovrebbe dare alcuni anche su te stesso.
Riccardo Gabellieri

ARTICOLO RICEVUTO DAL NOSTRO ISCRITTO BRUNO MELANI CHE CON PIACERE PUBBLICHIAMO
Ma che bella Assemblea…..peccato che……!!
L’Assemblea pubblica, di ieri 21 Gennaio, indetta dall’Amministrazione comunale aveva il seguente odg:
1. Bilancio previsione 2011
2. Rendiconto attività
Devo dire che è stata una bella Assemblea…peccato che….!!
Bilancio previsione 2011
La relazione tenuta dall’Assessore al Bilancio Sig. Grassini è stata scarna, debole e povera di contenuti tanto che l’intervento è durato 3′ 50″ (tre minuti e cinquanta secondi).
Ritengo che il tema meritasse un analisi più approfondita. Federalismo municipale, tagli governativi, crisi finanziaria mondiale, incerta ripresa economica tutti temi che meritavano una visitazione da parte dell’Assessore. Sarebbe stato interessante capire come l’amministrazione affronterà questa crisi, con quali strategie. Tutto questo niente.
Rendiconto attività
Sig. Pii è stato come consuetudine prolisso. Ha illustrato un documento che arriverà a tutte le famiglie, dove sono elencate tutte le attività svolte in questo anno e mezzo dando per ogni punto del programma di “Pensare Comune” una motivazione. Chi pagherà questo libretto “celebrativo”?
Su un punto il Sig. Pii si è molto accalorato. Un post apparso sul sito di Casole Nostra a firma Arch. Paolo Baldeschi riguardante la mala urbanistica e mala edilizia del Sig. Pii citando come ultimo esempio la Variante al Piano Strutturale.
Strali e grida da parte del sig. Pii, rafforzati da un intervento del sig. Paolo Barbagallo che non saprei definire “rancoroso” o “patriottico”.
Ma il “distratto” sig. Pii non ha parlato di un passo importante di questo articolo: stralcio conclusioni indagini su San Severo da parte del PM Formisano.
” (…) è evidente che in tanto l’impresa ha edificato oltre il consentito in quanto era certa che l’Amministrazione avrebbe comunque assentito ogni eventuale abuso. I rapporti con l’Amministrazione erano di tale natura che mai vi sarebbe stato un controllo con successivi provvedimenti di demolizione degli abusi realizzati. Il silenzio serbato dell’Amministrazione, che si è limitata ad attendere gli sviluppi delle indagini ed a porre in essere solo gli accertamenti obbligati, dimostra in modo evidente la volontà di ridimensionare le condotte poste in essere dagli indagati. Appare sin troppo evidente che si ignorano le responsabilità e gli obblighi che la normativa urbanistica riserva agli uffici comunali in materia”. (…)
Il Sig. Pii, si è dimenticato” di relazionare sul ricorso al TAR Regionale da parte della soc. ISA Berignone contro il Comune, che se accolto può pesare in modo preoccupante sul Bilancio 2011. Isa-Berignone chiede al TAR l’annullamento della Variante al RU dell’Aprile 2009 e successiva approvazione. Il dibattito di fronte al TAR Regione Toscana è arrivato alla seconda e ultima udienza. Perché il Sig. Pii o il Consigliere alla trasparenza non hanno ritenuto “doveroso” informare i cittadini?
La Chiesa invita tutti, ma soprattutto coloro che hanno responsabilità pubblica “ad assume l’impegno di una robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità”.
Il Capo dello Stato Napolitano dichiara ” chiedo alle forze sociali e politiche ed a ogni cittadino una maggiore consapevolezza e concreta assunzione di responsabilità e la necessità di riconoscersi in valori comuni nell’interesse di tutti”
Il Segretario del PD Bersani ricorda l’art. 54 della Costituzione dove si legge che ogni rappresentante istituzionale deve svolgere il proprio ruolo con “onore” e “moralità”.
Valori quali “questione morale” “onore” “legalità” “moralità” “giustizia” “trasparenza” non sono ne di “destra” ne di “sinistra” ma per il Sig. Pii e i suoi “amici” di Pensare Comune (lista civica ibrida) queste sono solo scocciature che non meritano ne tempo ne parole.
Peccato…..poteva essere veramente una bella Assemblea !!!!
Casole d’elsa
22 Gennaio 2010 Bruno Melani
Lui si diverte… noi per niente
Mi sarebbe piaciuto parlare con voi in questa newsletter di quanto è avvenuto a Mirafiori, di quanto il dibattito tre le ragioni del ‘sì’ e quelle del ‘no’ al referendum e abbiano nascosto il tema vero di cui dovremmo discutere, e cioè di come un Paese in declino sia in grado di risalire mettendo in campo innovazione (non è il caso dei Suv di Mirafiori), di come ragionare nel 2011 di rappresentanza piena dei lavoratori nell’ambito di divisioni sindacali profonde, di come gestire la crisi occupazionale che a breve non è destinata a migliorare e che, lo conferma in questi giorni Bankitalia, rappresenta un enorme problema, soprattutto per le nuove generazioni di Italiani e di Italiane.
Mi sarebbe piaciuto dirvi la mia e sentire la vostra sullo stato di salute del Pd, sulla necessità di produrre un collante vero e forte alla scommessa che abbiamo messo in campo tre anni or sono, della strana vocazione alla divisione presente nel Dna della sinistra: una vocazione ai distinguo, all’esercizio del tiro al piccione nei confronti del proprio leader, proprio mentre il centro destra ed il suo unico capo vivono la più grave crisi dalla loro nascita.
Mi sarebbe piaciuto raccontarvi dei passi avanti che la Fondazione Nilde Jotti sta compiendo dopo la sua nascita, degli appuntamenti che toccheranno anche Siena (il 25 febbraio), dell’interesse che la cosa sta suscitando in tante donne, in tante ragazze (ed anche in molti uomini).
Mi sarebbe piaciuto parlare della riflessione che il nostro segretario ha messo in campo, anche con la sua lettera al Messaggero di una settimana fa, chiamando le forze di opposizione e responsabili di questo Paese ad un Comune impegno per una rifondazione democratica di questo nostro Paese che si sta sgretolando giorno dopo giorno e precipitando verso il basso nell’economia, nella coesione sociale, nella tenuta civile, sociale, politica e democratica.
Purtroppo è nuovamente esploso un tema che riguarda lo stile di vita del nostro Premier, e stavolta la deflagrazione proviene dai magistrati milanesi. L’accusa è gravissima e, che si accerti o meno l’effettiva presenza di un reato compiuto da Berlusconi, la vicenda e i personaggi coinvolti (Fede, Lele Mora, Minetti) ci costringono a fare i conti con uno spettacolo indegno per l’Italia, umiliante per il Paese di fronte al mondo. Le pagine di tutti i giornali italiani ed esteri da giorni pubblicano stralci delle intercettazioni, dichiarazioni di testimoni, foto di splendide giovani ragazze che hanno frequentato cene, feste e probabili dopocena, ma stavolta c’è anche un pesante e corposo fascicolo che la giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati deve esaminare, c’è una convocazione del premier in tribunale, che quindi potrebbe tranquillamente fare chiarezza della vicenda recandosi, come ogni cittadino è tenuto a fare, davanti ai magistrati. Invece ancora una volta lui ha scelto un’altra strada: il messaggio televisivo, le dichiarazioni, gli avvocati, i difensori politici in tv, l’attacco ai magistrati, ai comunisti, ai giornali, addirittura alle tv. E ha detto che si sta divertendo davanti a questo spettacolo.
Martedì Dario Franceschini in aula, ad inizio lavori, ha chiesto al premier un sussulto di dignità: “si dimetta e chiarisca”. Lo ha chiesto Bersani. Lo hanno fatto le donne del Pd, anche noi parlamentari con un nostro documento. Lo hanno fatto le altre opposizioni. La Lega invece, ancora nascosta dietro al lenzuolino sempre più sdrucito di un federalismo che purtroppo si preannuncia vuoto e peggiorativo per molte realtà locali, tace.
Io temo che il voto sia sempre più vicino, e temo che avverrà in un Paese che non ne può più, un Paese arrabbiato, un Paese lacerato. Noi vorremmo altro, ma certo non dobbiamo averne paura: abbiamo molte cose da dire e da ricordare agli Italiani, abbiamo un’idea di Paese ben diversa da quella che Berlusconi sta mostrando a noi e al mondo.
Lui si diverte? Noi francamente no, per niente. Se ne vada, lui e la sua corte di servitori, nani e ballerine. Se ne vada. Lo faccia con dignità, preparando una soluzione oppure chiedendo le urne, purché lasci quel ruolo che è incapace di esercitare, lasci quel palazzo dal quale pensa di poter comprare qualsiasi cosa (parlamentari, calciatori, corpi femminili) e ci consenta di occuparci delle cose serie di cui questa Italia ha un infinito bisogno.
Susanna Cenni
«Sì agli investimenti, no allo strappo sui diritti»
Fiat, Bersani: non si può escludere dalla rappresentanza sindacale chi dissente. La posizione del Pd è univoca e chiara e la sosteniamo tutti
di Pier Luigi Bersani.
“Gli investimenti della Fiat sono importanti, preziosi per i territori interessati, per il nostro futuro industriale, per i redditi dei lavoratori. Ma non si può escludere dalla rappresentanza sindacale chi dissente e su questo la posizione del Pd è univoca e chiara e la sosteniamo tutti”, ha chiarito oggi il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani in un’intervista al Messaggero. “Se Marchionne dirottasse altrove gli investimenti, sarebbe un colpo micidiale”, ha dichiarato. Ma il Segretario del Pd si ribella a quanti gli chiedono di scegliere tra un si e un no integrale agli accordi senza Fiom - il governo da destra e Vendola da sinistra -. Bersani ha sottolineato: “La nostra è una posizione forte e unitaria”. E per questo ha giudicato superficiale la lettura di un Pd diviso tra filo-Cisl e filo-Cgil. Oppure diviso tra chi guarda al Terzo Polo e chi invece tiene di più a Vendola, oggi schieratissimo con la Fiom.Per vocazione Bersani attribuisce sempre al Pd un ruolo più ampio di ricomposizione politica. Non rinunciando, ad esempio, a rivolgersi a “tutte le opposizioni”. E sostenendo che, anche a partire dai problemi aperti sulla Fiat, «un governo serio dovrebbe sedersi al tavolo portando una sua politica industriale e cercando di coinvolgere le parti sociali in una nuova concertazione orientata alla crescita”. Il governo Berlusconi invece “non fa questo e anzi punta sulla divisione”. Ed anche sul referendum, la posizione espressa è stata molto chiara: «Quella scelta tocca ai lavoratori, anche perché costerà loro sacrifici. E il Pd non farà il mestiere del sindacato». Ha detto si agli investimenti, ma al tempo stesso battaglia in fabbrica e fuori contro la privazione dei diritti sindacali. E il Segretario del Pd riconosce a Marchionne il diritto di “esigere il rispetto degli accordi aziendali”: dopo il referendum le regole varranno per tutti. “Ma non si può escludere dalla rappresentanza chi ha espresso un’opinione contraria. Così si intacca un principio democratico”.
Per il leader del Pd questa è la battaglia che la politica deve portare avanti prima e dopo il referendum. Nel documento Pd diffuso ieri a Torino si chiede di ripartire dall’intesa del 2008 tra Cgil, Cisl e Uil per definire nuove regole condivise sulla rappresentanza. Il Pd ha anche presentato una sua proposta di legge al riguardo. Ma Bersani spera che siano prima “le parti sociali a sedersi a un tavolo e definire insieme le norme”.
Il Segretario democratico per ribadire pubblicamente che il Pd discute al suo interno, si confronta, ma mantiene una posizione univoca, è stato ospite di Sky Tg 24, rilasciando un’intervista sugli ultimi risvolti del caso Fiat e della politica nazionale. “Perchè si parla di Pd diviso? Abbiamo una posizione molto chiara e la sosteniamo tutti. Siamo un Partito che discute, capiamo che può sembrare una stranezza in Italia, ma noi discutiamo”. Ha detto Bersani parlando dell’accordo di Mirafiori. “Piuttosto è il governo che dovrebbe favorire i meccanismi di partecipazione. Perché se non correggiamo questo andamento, c’è una palla di neve che può diventare una valanga. È necessario che le grandi forze sociali riprendano il filo di un accordo sulla rappresentanza e sulla rappresentatività ma il governo non deve fare l’agnostico”.
Durante l’intervista video si è discusso anche su un futuro quadro di possibili alleanze e su questo Bersani ha dichiarato: “Negli ultimi due anni si è creata una formazione politica che nasce dal rifiuto di una deriva populista del centrodestra. E con questi siamo pronti a discutere. Anzi per noi è l’occasione per vedere oltre Berlusconi, per rivolgerci a tutte le forze di opposizione per una riforma della Repubblica, per un grande patto per il lavoro e la crescita, per uscire da una fase decennale e entrare in un’altra fase”.. Per questo secondo Bersani risulta assai improbabile che l’Udc entri nel governo, “perchè sarebbe un venir meno alle cose dette fin qui”, ha dichiarato al giornalista.
Sempre a proposito delle alleanze, Bersani però ha invitato a uscire dal politicismo: “Parliamo degli italiani, abbiamo un sacco di problemi. Io intendo che il Pd presenti una piattaforma di riforme su democrazia e lavoro e su quella aprire il confronto con tutte le forze di opposizione, chiedendo a tutte di non auto escludersi, con uno sforzo comune per uscire da questo decennio. Se anche qualcuno si riatresse - ha chiarito Bersani- noi terremo ferma la nostra proposta larga e aperta. I disastri sono troppo gravi per uscirne senza la generosità di uno sforzo comune, mettendo da parte egoismi di Partito. Questo è il messaggio”.
Quanto alla possibilità di elezioni, il Segretario del Pd ha detto ironicamente: “Sulle elezioni io non ci scommetto. Ci deve scommettere Berlusconi perchè se arriviamo lì è tutto merito suo ed è il suo fallimento totale. Io aspetto l’estrazione del lotto…”.
Nel corso dell’intervento sul canale Sky, Bersani ha difeso il patrimonio riformista del centrosinistra, dalle assurde accuse di “conservatorismo” che sono apparse nel Corriere della sera in diverse circostanze.”La rappresentazione della sinistra come ‘conservazione’ è inaccettabile. Come se non essere d’accordo con la Gelmini o chiedere a Marchionne come investirà i 18 miliardi, avendo chiarito solo come ne spenderà 2, fosse conservazione”. “Ne faccio anche un caso personale - ha aggiunto - io faccio il Segretario del Pd ma ho fatto anche il ministro: mettiamo in elenco le riforme che ho fatto io e quelle dei miei pari grado del centrodestra… e vediamo chi è riformista”.
A margine dell’intervista è stato chiesto a Bersani di vestire simbolicamente i panni del professore e compilare una pagella sul proprio Partito. Nel complesso il Segretario ha ovviamente promosso il progetto dei Democratici, ma ha lasciato ampi margini di miglioramento. In “coesione interna”, Bersani ha assegnato al Pd sei meno. “In iniziativa politica” invece - ha ribadito - va molto meglio”. Posto infatti che il mestiere più difficile è fare opposizione durante il berlusconismo, il leader Pd ha riconosciuto che i Democratici hanno azzeccato l’analisi: “Ci siamo tenuti attaccati ai problemi, il voto è quindi sette, in attesa di dare sette più l’anno prossimo. Da migliorare anche il rendimento elettorale -ha concluso - ma il sondaggio vero saranno le elezioni vere. Quando si arriverà al dunque sono convinto che ci sarà un ruolo del Pd nell’indicare le prospettive non solo nel prossimo anno ma nel prossimo decennio “.