FEDERALISMO FISCALE:FONDO SPERIMENTALE DI RIEQUILIBRIO

Inserito da casoledelsa il 6 Giugno 2011

Fondo sperimentale di riequilibrio: accordo Governo-enti locali
Via libera da parte della Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali all’accordo che stabilisce le modalità di alimentazione e di riparto del Fondo sperimentale di riequilibrio che dovrà accompagnare i Comuni delle regioni a statuto ordinario da qui al 2013.
Il decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, recante disposizioni in materia di federalismo municipale, prevede infatti che ai Comuni sia attribuita una compartecipazione al gettito IVA e prevede inoltre l’istituzione di un fondo sperimentale di riequilibrio per realizzare in forma progressiva e territorialmente equilibrata la devoluzione ai Comuni dei tributi immobiliari.I trasferimenti fiscalizzabili, considerati gli effetti della riduzione delle risorse di cui al decreto legge 78 del 2010, ammontano, per l’anno 2011, a 11.265 milioni di euro e, per l’anno 2012 e seguenti, a circa 11.070 milioni di euro.

Ricordiamo che le entrate dei Comuni sostitutive per gli anni 2011/2013 (definita fase transitoria) saranno composte dalla compartecipazione IVA, dal gettito dei tributi statali sui trasferimenti immobiliari, dal gettito della componente immobiliare dell’Irpef e delle imposte di registro e di bollo sugli affitti e dal gettito della cedolare secca sugli affitti.

Nel fondo sperimentale di riequilibrio, istituito per tre anni e comunque fino all’entrata in vigore del fondo perequativo vero e proprio, convergono tutti i gettiti sopra menzionati. La distribuzione del fondo sperimentale avverrà in due tranche: a giugno (i due terzi) e a novembre.

La compartecipazione IVA è distribuita ai singoli Comuni in relazione al territorio su cui si è determinato il consumo che ha dato luogo al prelievo, l’assegnazione avviene sulla base del gettito dell’IVA regionale ed è distribuito in base alla popolazione del comune.

Il vice presidente Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio si è detto soddisfatto dell’accordo siglato con il Governo e ha spiegato che “il 30% dell’ammontare complessivo del Fondo sperimentale di riequilibrio deve essere distribuito ai Comuni in base al numero dei residenti. Risorse specifiche sul Fondo saranno invece attribuite ai Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, al fine di assicurare risorse in misura pari alla spettanza dei trasferimenti erariali fiscalizzabili elaborata per l’anno 2011. Inoltre, ai Comuni con popolazione superiore ai 5mila abitanti viene anche assegnata una quota pari al 10% del fondo assegnato in proporzione al peso di ciascun Comune dei tributi di fiscalità immobiliare, con una clausola di sbarramento pari al 110% della spettanza figurativa dei trasferimenti fiscalizzati dell’anno 2011″. Infine, come richiesto dall’Anci, è stata predisposta l’istituzione di un tavolo tecnico-politico in materia di finanza locale per l’analisi e la condivisione dei dati relativi ai tributi devoluti per dare piena attuazione alle disposizioni relative all’autonomia finanziaria dei Comuni.

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Un bluff per aggirare il referendum sul nucleare

Inserito da casoledelsa il 30 Maggio 2011

Dl omnibus

Un bluff per aggirare il referendum sul nucleare

I gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera e Senato e la segreteria nazionale hanno presentato alla Suprema Corte di Cassazione una documentata memoria per chiedere la conferma del referendum sul nucleare. Il dl omnibus approvato definitivamente questa settimana non rappresenta infatti un ripensamento della scelta atomica del governo. Si tratta piuttosto di un rinvio, o meglio, di un imbroglio creato ad arte per cercare di aggirare la volontà popolare. Del resto è stato lo stesso presidente del consiglio a dire che dopo la tragedia della centrale atomica di Fukushima, ‘gli italiani si sono spaventati e che per questo il governo ha deciso di aspettare uno o due anni perchè si tranquillizzino attendendo così che ci sia un’opinione pubblica più consapevole della necessità di tornare al nucleare’. Si tratta di dichiarazioni molto esplicite che dimostrano chiaramente il bluff delle norme su cui il governo ha ottenuto la 43esima fiducia con una manciata di voti di scarto. Più che di fiducia si dovrebbe parlare dell’ennesimo atto di sfiducia nei confronti degli italiani che il governo considera incapaci di intendere e di volere.

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IL COMUNE DI CASOLE AUMENTA DEL 15% LA TARSU

Inserito da casoledelsa il 31 Marzo 2011

IL COMUNE DI CASOLE AUMENTA

DEL 15% LA TARSU

 

Con la delibera di giunta n°49 del 9/03/2011, sono state stabilite le nuove aliquote per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) dal Comune di Casole d’Elsa, da questa si rileva la decisione dell’Amministrazione di aumentare del 15% la tariffa rispetto all’anno precedente.

Tale aumento è imputabile in parte  anche all’incapacità dell’Amministrazione che non è stata in grado di vigilare sul conteggio dello smaltimento dei materiali industriali portati in discarica , dovendo  così pagare il 20% in più a SienAmbiente.

C’è infatti un provvedimento della Regione Toscana, per scoraggiare il confluire dei rifiuti in discarica, che stabilisce un tributo più alto del 20% per tutti i Comuni che non riescono a raggiungere la soglia del 45% della raccolta differenziata.

Nel 2009 il nostro Comune si è attestato purtroppo intorno al 40%, ben lontano quindi dal 58% che si era raggiunto nel 2008.

La logica politica del PD, per reperire le risorse sufficienti  e rientrare del debito per lo smaltimento dei rifiuti, avrebbe piuttosto previsto l’aumento  dell’ addizionale comunale IRPEF  e questo perchè, essendo questa un’aliquota progressiva, avrebbe inciso in modo più proporzionale rispetto al reddito, con una distribuzione più equa tra i contribuenti.

Aumentare la TARSU, invece, significa tassare indistintamente tutti i cittadini, non in base al reddito, ma in base alla superficie occupata dall’unità immobiliare in cui risiedono.

Secondo il PD è indispensabile perseguire una politica di minor produzione di rifiuti urbani attraverso il riciclo, ad esempio, dei contenitori di plastica di cui le Coop si stanno già attrezzando e che ormai da anni sono in uso nei grandi centri commerciali.

Crediamo infatti che l’Amministrazione Comunale debba incrementare la raccolta differenziata ampliando il servizio di raccolta porta a porta, non solo nel centro storico ma anche nelle frazioni, e che debba impegnarsi a distribuire  i composter per la materia organica in modo da incentivare la popolazione nel loro utilizzo.

Sarebbe inoltre fondamentale investire su una campagna di sensibilizzazione ed educazione ambientale  per tutti i cittadini, con un’informazione adeguata e dettagliata sulla raccolta differenziata, partendo magari dalle scuole cercando così di incentivare anche gli alunni per esempio con concorsi a premi all’isola ecologica come già stà facendo il Comune di Colle Val d’Elsa.

 

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PROGRAMMA MONTEMAGGIO

Inserito da casoledelsa il 25 Marzo 2011

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Il decreto anti-lavoro

Inserito da casoledelsa il 14 Marzo 2011

Il decreto anti-lavoro

 

A  pochi giorni di distanza dal decreto catastrofe che blocca gli incentivi al fotovoltaico per la fine di maggio, si hanno già le prime ripercussioni sul mondo del lavoro.

Alla ex-Electrolux (ISI) di Scandicci, per colpa del decreto, si sono fermate le trattative che prevedevano la concessione in affitto di un ramo della stessa azienda alla Easy Green, per la produzione di pannelli solari. In Provincia, il 15 marzo verrà attivata la procedura per la richiesta di cassa  integrazione straordinaria per cessazione di attività.

Il futuro di 370 famiglie è a rischio, con un passato di 6 anni trascorsi tra cassa integrazione e stipendi non pagati.

Gli operai hanno risposto occupando la fabbrica almeno fino al 22 di marzo, quando ci sarà un tavolo istituzionale al Ministero. Per il giorno dopo il Ministero ha convocato i rappresentanti delle regioni.

Il Presidente della Regione Enrico Rossi, esprime tutta la sua solidarietà ai lavoratori della ISI e si batterà, dice, affinchè sia ripristinato il sistema degli incentivi , cambiando il decreto. 

Contro il decreto, anche la CNA  chiede aiuto alla prefettura perchè, solo in Toscana, il provvedimento metterà a rischio 40mila imprese e 120mila addetti.

Giuseppe Ricci, il direttore della Power One, la multinazionale di Terranova Bracciolini che è la seconda azienda produttrice di inverter nel mondo, dice essere pronto a lasciare l’Italia se il decreto non cambia. Intanto nel mese di marzo, ha già previsto una riduzione di 5 giorni lavorativi utilizzando ferie, ma non basta, se si va avanti così, ha detto, l’organico subirà una forte riduzione.

Il problema di fondo è che il decreto taglia qualsiasi tipo di certezza: i fornitori hanno annullato gli ordini, le banche hanno bloccato i finanziamenti e le imprese rischiano di perdere tutto.

Un quadro molto desolante che mette in ginocchio uno dei pochi settori, che fino ad ora, è stato trainante per l’economia italiana, un settore in cui , evidentemmente il Governo non crede, dimostrandolo con le sue continue messe in discussione agli incentivi, con la mancanza di indirizzi e regolamenti veri e propri.

Comunque, ciò che il Governo risparmierà togliendo gli incentivi, lo spenderà per l’aumento degli ammortizzatori sociali a cui numerose imprese del settore ricorreranno.

E chi paga le conseguenze finali? Sicuramente il lavoratore dipendente che si troverà a dover fare i conti con un presente fatto di cassa integrazione, e un futuro senza certezze, che investe se stesso e la propria famiglia, il proprio modo di vivere e di agire.

Una situazione molto difficile e deprimente, che  i nostri ministri dovrebbero provare in prima persona, per sensibilizzarsi e rendersi veramente conto che  il problema lavoro esiste, soprattutto se sei giovane e di sesso femminile.

Lavoro che le fonti rinnovabili in questi anni hanno prodotto, ma che da ora in poi verrà meno;

tutto per colpa di una politica di governo che non crede e  non investe nel futuro e sui giovani, un governo che pensa  a tutt’altro, un governo che pensa solo ad emanare  riforme e leggi che tutelano i soliti noti.

 

Barbara Senesi

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Pievescola:Osservazione alla Variante- LA FORZA DEI 167

Inserito da casoledelsa il 9 Marzo 2011

La forza dei 167, perchè 167 sono gli abitanti di Pievescola che hanno aderito, controfirmando il documento che il Circolo del Pd di Pievescola aveva predisposto.  Il Circolo del PD di Pievescola ha da sempre dimostrato la non condivisione di queste scelte urbanistiche e quindi non poteva rimanere a guardare;  vista la grande incidenza che questa Variante avrà soptrattutto nella nostra frazione era quindi doveroso che facesse sentire la sua voce!   Così è stato, e con grande piacere ha trovato la condivisione di tantissima gente, segno questo del malcoltento comune a Pievescola su questo argomento.

Vi riportiamo di seguito il testo del documento congiunto tra PD e SEL, depositato in Comune il 7 Marzo.

-Un piano strutturale di un Comune non è cosa da poco, naturalmente il periodo scelto per poter presentare le osservazioni, inizialmente scadenzato per il 17 gennaio (prorogato in seguito per ovviare, sembra, a sopraggiunti “problemi tecnici” riguardanti la procedura seguita per la pubblicazione nel BURT)  non è certo casuale anzi è tipico di chi fa politica cercando di non tener conto dei cittadini.

Per dare dei giudizi tecnici occorre un’ attenta lettura e soprattutto estrema competenza, ma in questa sede non ci interessa dare pareri tecnici, noi vogliamo piuttosto dare un giudizio squisitamente politico e lo riassumiamo in pochi punti.

1.      Si nota subito scorrendo detta Variante, per quanto attiene la nostra frazione, che ha principalmente lo scopo di correggere scelte e macroscopici errori fatti nel passato, errori guarda caso, compiuti da chi oggi intenderebbe far passare queste nuove previsioni urbanistiche come operazioni di lungimiranza. (ma non c’è da stare molto tranquilli quando un amministratore dice di vedere le cose a lungo, ma poi va a correggere gli errori  fatti dieci anni prima!)

2.      Le correzioni volumetriche degli errori passati, con questa Variante, andrebbero a cadere in modo massiccio nella nostra frazione. Valutando in termini demografici, solo a Pievescola, si andrebbe a quasi raddoppiare gli attuali abitanti con una cementificazione di circa 20.000 metri cubi

Perchè non siamo d’accordo e ci opponiamo a queste scelte?

Nessuno deve  credere che viviamo con la testa sotto la sabbia e diciamo no per principio. Queste osservazioni le facciamo non da Roma o da Milano ma da cittadini di Pievescola, per il quale ci immaginiamo uno sviluppo e un futuro  più graduale e compatibile con il suo territorio ed il suo tessuto sociale.  Certamente questo non significa che a Pievescola  non si debba più costruire, ma  prima di andare a fare un intervento cosi pesante, chiediamo che si valuti con attenzione le zone ancora disponibili o le case invendute.

Queste nostre valutazione derivano principalmente dalla consapevolezza che a Pievescola non è certo cent’anni che non si costruiscono case, anzi, negli ultimi dieci anni ne sono state costruite circa cento, portandoci evidentemente alla soglia di quella configurazione da dormitorio che tanto avversiamo e le zone costruite recentemente, sono ancora evidentemente incomplete anche nei servizi.

Se l’Amministrazione Comunale facesse una ricerca accurata sugli immobili esistenti in loco si renderebbe conto che ci sono ad oggi centinaia di metri quadrati ancora disponibili e che il tempo, ineluttabilmente con il suo naturale ciclo di vita, ce ne renderà disponibili ancora di più.

 Cassiodoro potente personaggio politico della Roma di inizi 500, cioè circa 1500 anni orsono diceva discutendo con il re Ostrogoto Teodorico, che non bisogna distruggere quello che già c’è per creare nuove costruzioni la cui necessità non sia comprovata.

Pievescola non ha bisogno di case ma di altro.

Noi, cittadini di Pievescola, non abbiamo ambizioni di diventare una città o un grande paese, se amassimo certe dimensioni ci saremo già trasferiti, siamo contenti della peculiarità di realtà come la nostra.

Nell’Assemblea pubblica per le candidature del consiglio di quartiere, il Sindaco cercò di giustificare tutto questo impianto edificatorio con l’esigenza di fare le case ai “figli”, ma se ci guardiamo intorno quanti “figli” hanno comprato la casa nelle nuove edificazioni?

Questi sono i motivi principali per cui non approviamo interventi quasi forzosi di raddoppiamento della popolazione in realtà senza un giustificato motivo, ma solo per andare a rimediare guasti fatti in altre parti del territorio comunale.


I termini per presentare formali osservazioni sono scaduti, ma alla data di oggi non abbiamo ancora visto l’amministrazione con a capo il suo Sindaco venire nella frazione a spiegare i motivi di certe scelte, lo invitiamo a farlo, soprattutto per spiegare se davvero le sue sono scelte di lungimiranza, o sono solo dettate dal fatto di dover fare una buca per buttarci la terra scavata da altre parti.

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AL SINDACO PIERO PII

Inserito da casoledelsa il 8 Febbraio 2011

 

RICEVIAMO DA RICCARDO GABELLIERI E CON PIACERE PUBBLICHIAMO: 

 

Scrivo queste righe in riferimento alle affermazioni fatte dal Sindaco Piero Pii nel corso del Consiglio Comunale del 2 febbraio nei confronti degli ex amministratori accusati di incompetenza e incapacita’ amministrativa, riferendosi all’inaugurazione della nuova scuola media.

Come ex assessore ai lavori pubblici volevo ricordare al Sindaco e agli attuali amministratori che all’inizio del mio mandato mi trovai con un progetto preliminare fatto dallo studio Mendini di Milano (utilizzato soltanto per la richiesta di un finanziamento alla Fondazione MPS).

Iniziai subito a lavorare per dare concretezza al progetto:

furono eseguite le indagini geologiche dalle quali emerse la necessità di fare una palificazione che non era stata considerata in fase preliminare, quindi dovemmo rivedere completamente tutta la parte strutturale rendendola esecutiva e poi appaltare i lavori ad una ditta specializzata.

Finita la palificazione, appaltammo la parte strutturale, tutto questo eseguito nei modi e nei tempi previsti.

Nel frattempo prendemmo la decisione di inserire nel progetto la centrale a biomasse per riscaldare tutto il polo scolastico, questo rallentò per un certo lasso di tempo l’ iter dei lavori, ma poi si è rilevata un’opera di notevole importanza per l’ambiente e per le finanze del Comune.

Come il progetto strutturale, anche la parte impiantistica ed architettonica ebbe bisogno di essere rivista dalla prima bozza preliminare, (questa fase molto delicata capitò nel momento di cambiamento del responsabile dei lavori pubblici da Stefania Moschi a Roberto Donati) , ovviamente tutto questo comportò dei ritardi, ma la determinazione della mia amministrazione mise in condizioni l’attuale amministrazione di partire,  con questo intervento il giorno dopo il suo insediamento,  con i lavori appaltati e la copertura finanziaria.

Detto questo, colgo con rammarico le polemiche del Sindaco nei confronti di questa opera, anche perché quando nel 2004,  appena nominato assessore ai lavori pubblici, ho dovuto affrontare in pochi mesi l’allagamento della scuola materna appena inaugurata, la frana del muro di Rivellino, la frana di Via della Rimembranza. Emergenze tutte risolte in pochissimi mesi, ricevendo anche  i complimenti dallo stesso Pii.

Quanto alle opere realizzate come: la Biblioteca Comunale, Centro Giovani, pavimentazione Piazza della Libertà, pavimentazione Via San Donato, Centrale a Biomasse, Isola Ecologica, Deposito dell’acqua a Casole, sistemazione Campino del Muro, sistemazione Parco della Residenza, ristrutturazione uffici comunali, acquisto e sistemazione pista per il Palio, acquisto campo da tennis, ovviamente come detto sopra la palificazione e lo strutturale della scuola media, il Centro Polivalente a Pievescola, il depuratore di Pievescola, l’acquisto degli immobili e del verde pubblico sempre a Pievescola per fondi commerciali, le fognature a Maggiano, pavimentazione e Piazza del Circolo a Mensano, parcheggio pubblico a Monteguidi, marciapiedi e illuminazione al Merlo  ci venne detto più volte che avevamo fatto degli ottimi lavori.

Queste sopra sono le opere più significative che mi vengono in mente in questo momento, ma inviterei il Sindaco e l’ attuale giunta a dare un’occhiata al rendiconto 2004 – 2009 della passata amministrazione e guardare la miriade di interventi fatti nel nostro territorio, non soltanto riguardanti i lavori pubblici ma in tutti i settori, forse, a quel punto , spero possano cambiare un po’ atteggiamento evitando di fare affermazioni alquanto strumentali.

Ritornando un attimo sulla capacità amministrativa, vorrei precisare che quando si fanno molte cose è facile sbagliare, e noi sicuramente abbiamo commesso degli errori (molto spesso anche per poca esperienza), ma secondo me, se il Sindaco ripercorresse il suo passato e il suo presente amministrativo, prima di dare giudizi sugli altri ne dovrebbe dare alcuni anche su te stesso.

 

Riccardo Gabellieri

 

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CENTRO DIURNO ALZHEIMER A SIENA

Inserito da casoledelsa il 31 Gennaio 2011

CENTRO DIURNO ALZHEIMER A SIENA 

Grazie al lavoro svolto in sinergia tra la Fondazione Monte Paschi Siena, il Comune di Siena, le Pie Disposizioni, l’Azienda USL 7 e la conferenza dei sindaci è stato possibile realizzare l’apertura di un centro diurno per persone affette da alzheimer a Villa Le Rose, poco fuori da Porta Romana, a Siena.
Le Pie Disposizioni hanno concesso in comodato d’uso gratuito uno spazio, ristrutturato grazie al contributo della Fondazione MPS. Il nuovo centro diverrà operativo a febbraio ed accoglierà gli utenti dai 15 Comuni della zona socio-sanitaria senese offrendo assistenza di base, riabilitativa, infermieristica e specialistica nei giorni feriali dalle 8.00 alle 20.00.
Il nuovo centro, non solo aiuterà i malati, ma anche le loro famiglie, in quanto gestire un malato con una sindrome che intacca ogni aspetto della vita quotidiana, non è cosa da poco.
Per il Sindaco e Presidente della società della salute Maurizio Cenni, si è realizzato un grande progetto grazie alla sinergia tra le istituzioni , che non dovrebbe mai mancare quando si lavora per il sociale ed è un modello da seguire nei prossimi anni, per mantenere il livello qualitativo dei servizi che abbiamo.
Un modello da seguire, anche per le altre zone socio-sanitarie della provincia.

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il 27 Gennaio “Il giorno della Memoria”-Per non dimenticare mai

Inserito da casoledelsa il 26 Gennaio 2011

Il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è “Giorno della Memoria”, per ricordare la Shoah, le leggi raziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

“Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,voi che trovate tornando la sera il cibo caldo e i visi amici:considerate se questo è un uomo. Che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo. Come un rana d’inverno.

Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro  cuore”

Primo Levi, “Se questo è un uomo”

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Lui si diverte… noi per niente

Inserito da casoledelsa il 21 Gennaio 2011

Lui si diverte… noi per niente
Mi sarebbe piaciuto parlare con voi in questa newsletter di quanto è avvenuto a Mirafiori, di quanto il dibattito tre le ragioni del ‘sì’ e quelle del ‘no’ al referendum e abbiano nascosto il tema vero di cui dovremmo discutere, e cioè di come un Paese in declino sia in grado di risalire mettendo in campo innovazione (non è il caso dei Suv di Mirafiori), di come ragionare nel 2011 di rappresentanza piena dei lavoratori nell’ambito di divisioni sindacali profonde, di come gestire la crisi occupazionale che a breve non è destinata a migliorare e che, lo conferma in questi giorni Bankitalia, rappresenta un enorme problema, soprattutto per le nuove generazioni di Italiani e di Italiane.
Mi sarebbe piaciuto dirvi la mia e sentire la vostra sullo stato di salute del Pd, sulla necessità di produrre un collante vero e forte alla scommessa che abbiamo messo in campo tre anni or sono, della strana vocazione alla divisione presente nel Dna della sinistra: una vocazione ai distinguo, all’esercizio del tiro al piccione nei confronti del proprio leader, proprio mentre il centro destra ed il suo unico capo vivono la più grave crisi dalla loro nascita.
Mi sarebbe piaciuto raccontarvi dei passi avanti che la Fondazione Nilde Jotti sta compiendo dopo la sua nascita, degli appuntamenti che toccheranno anche Siena (il 25 febbraio), dell’interesse che la cosa sta suscitando in tante donne, in tante ragazze (ed anche in molti uomini).
Mi sarebbe piaciuto parlare della riflessione che il nostro segretario ha messo in campo, anche con la sua lettera al Messaggero di una settimana fa, chiamando le forze di opposizione e responsabili di questo Paese ad un Comune impegno per una rifondazione democratica di questo nostro Paese che si sta sgretolando giorno dopo giorno e precipitando verso il basso nell’economia, nella coesione sociale, nella tenuta civile, sociale, politica e democratica.
Purtroppo è nuovamente esploso un tema che riguarda lo stile di vita del nostro Premier, e stavolta la deflagrazione proviene dai magistrati milanesi. L’accusa è gravissima e, che si accerti o meno l’effettiva presenza di un reato compiuto da Berlusconi, la vicenda e i personaggi coinvolti (Fede, Lele Mora, Minetti) ci costringono a fare i conti con uno spettacolo indegno per l’Italia, umiliante per il Paese di fronte al mondo. Le pagine di tutti i giornali italiani ed esteri da giorni pubblicano stralci delle intercettazioni, dichiarazioni di testimoni, foto di splendide giovani ragazze che hanno frequentato cene, feste e probabili dopocena, ma stavolta c’è anche un pesante e corposo fascicolo che la giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati deve esaminare, c’è una convocazione del premier in tribunale, che quindi potrebbe tranquillamente fare chiarezza della vicenda recandosi, come ogni cittadino è tenuto a fare, davanti ai magistrati. Invece ancora una volta lui ha scelto un’altra strada: il messaggio televisivo, le dichiarazioni, gli avvocati, i difensori politici in tv, l’attacco ai magistrati, ai comunisti, ai giornali, addirittura alle tv. E ha detto che si sta divertendo davanti a questo spettacolo.
Martedì Dario Franceschini in aula, ad inizio lavori, ha chiesto al premier un sussulto di dignità: “si dimetta e chiarisca”. Lo ha chiesto Bersani. Lo hanno fatto le donne del Pd, anche noi parlamentari con un nostro documento. Lo hanno fatto le altre opposizioni. La Lega invece, ancora nascosta dietro al lenzuolino sempre più sdrucito di un federalismo che purtroppo si preannuncia vuoto e peggiorativo per molte realtà locali, tace.
Io temo che il voto sia sempre più vicino, e temo che avverrà in un Paese che non ne può più, un Paese arrabbiato, un Paese lacerato. Noi vorremmo altro, ma certo non dobbiamo averne paura: abbiamo molte cose da dire e da ricordare agli Italiani, abbiamo un’idea di Paese ben diversa da quella che Berlusconi sta mostrando a noi e al mondo.

Lui si diverte? Noi francamente no, per niente. Se ne vada, lui e la sua corte di servitori, nani e ballerine. Se ne vada. Lo faccia con dignità, preparando una soluzione oppure chiedendo le urne, purché lasci quel ruolo che è incapace di esercitare, lasci quel palazzo dal quale pensa di poter comprare qualsiasi cosa (parlamentari, calciatori, corpi femminili) e ci consenta di occuparci delle cose serie di cui questa Italia ha un infinito bisogno.

Susanna Cenni

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