RICEVIAMO DALLA SENATRICE PD VALERIA FEDELI

Inserito da casoledelsa il 23 Giugno 2016

ANALISI DEL VOTO AMMINISTRATIVO .

Con i ballottaggi di domenica si sono concluse le elezioni amministrative, e nel quadro molto articolato che emerge possiamo dire che il Partito Democratico ha perso nelle sfide più importanti contro il M5S, come a Roma e Torino, e ha vinto in quelle contro il centro destra, come a Bologna e Milano, dove Beppe Sala ha saputo puntare sugli obiettivi chiari e concreti con cui realizzare una città “sempre più inclusiva, aperta, internazionale”.

Indubbiamente i dati più emblematici della sconfitta del Partito Democratico sono quelli registrati a Roma e Torino. Nel primo caso l’esito era in buona parte prevedibile, perché nonostante l’alta qualità della squadra messa in campo dal candidato Roberto Giachetti, e nonostante il suo programma di governo della città serio, aggiornato e innovativo, sapevamo di uscire dalle difficili esperienze degli scandali di “mafia capitale” e delle dimissioni di Ignazio Marino. Una situazione che ha favorito la candidata del M5S indipendentemente dalle sue proposte, poche e confuse, e che molto si discosta da quanto accaduto a Torino, dove il risultato elettorale era molto meno prevedibile; il buon governo della giunta Fassino era riconosciuto ampiamente anche da osservatori non riconducibili al centrosinistra, ed è chiaro che a prevalere è stata la scelta dei partiti e degli elettori di centrodestra di votare il M5S contro il PD.

Questa è la dinamica di ciò che accade ogni volta in cui, in un contesto fortemente tripolare, due poli si uniscono per far perdere il terzo: dai voti di Casapound a quelli di Forza Italia, da quelli della Lega e di tutte le liste civiche create in funzione anti-PD, il M5S ha potuto raccogliere consensi nei ballottaggi in quantità sufficiente a garantirne il successo, e questo spiega in buona parte perché questi risultati erano poco prevedibili.

È opportuno ora riflettere, fare un’analisi reale e seria di ciò che è avvenuto a partire dalle elezioni del 2013, con la sorpresa del 25% ottenuto dal M5S, consapevoli che il voto è un segnale di malessere più generale rivolto al Partito Democratico oltre che alle singole leadership locali. Le cose fatte dal PD e realizzate grazie al PD sono molte, alcune auspicate dagli elettori e dalle elettrici di centrosinistra da molti anni, eppure paghiamo caro il fatto di non essere più percepiti pienamente come una comunità politica che ascolta, si confronta, e poi decide per il bene del Paese, allora vuol dire che dobbiamo tornare a comunicare un vero progetto politico ai tanti milioni di donne e uomini che in queste elezioni hanno preferito non votare o votare contro il PD. C’é bisogno di una qualità dell’analisi per scegliere come innovare e rilanciare il PD, rivedere ruoli e posizioni nella gestione del potere, ricostruire alleanze locali e radicamento nel territorio, ma anche ridefinire contenuti programmatici che sappiano concretamente rispondere in maniera più profonda i bisogni delle persone e alle domande di cambiamento, in particolare quelle provenienti dal mondo del lavoro, dai giovani, dalle donne, dalle forze produttive, dalle periferie.

Una prima fase della riflessione partirà già da venerdì, in occasione della direzione nazionale convocata da Matteo Renzi, e dovrà proseguire celermente in tutti i nostri opportuni spazi di espressione e decisione, con un focus sulla necessità di un comunità politica più unita nel suo importante pluralismo e capace di rappresentare fino in fondo i propri valori fondativi.

C’è da augurare un buon lavoro ai nuovi sindaci, e da auspicare che sappiano agire nel pieno interesse della collettività e con grande senso di responsabilità. Auguri da rivolgere a tutti loro, e in particolare alle due giovani donne elette alla guida di città importanti come Roma e Torino.

Infine, un ultimo pensiero lo rivolgo alla deputata Helen Joanne Cox, Presidente della Rete delle Donne Laburiste, barbaramente uccisa la settimana scorsa, durante una manifestazione nello Yorkshire, da un fanatico di estrema destra. Era una giovane donna che aveva portato con sé, nel proprio impegno politico, le tante esperienze maturate nelle campagne umanitarie e pacifiste, si batteva contro le discriminazioni e credeva profondamente nell’integrazione europea, per questo era divenuta protagonista della campagna per la permanenza del Regno Unito nella UE. Ho voluto sottoscrivere, insieme ad altri Senatori e Deputati, la dichiarazione di Crisis Action, organizzazione dedicata alla protezione dei civili nelle zone di guerra con la quale Joanne Cox collaborava molto da vicino. Donne e uomini di questa organizzazione si sono dichiarati scioccati “da questo violento attacco alla democrazia e ai nostri valori”, e hanno voluto ricordare Joanne Cox, “attivista, madre e collega infaticabile e compassionevole”, con le sue stesse parole, pronunciate nel suo primo discorso in Parlamento, appena un anno fa: “Pur celebrando la nostra diversità, noi siamo molto più uniti e abbiamo molto più in comune di quante siano le cose che ci dividono”. Parole che mi auguro ciascun parlamentare, anche in Italia, sappia fare proprie e tenere in vita in ogni scelta quotidiana, e che sono la migliore risposta alle provocazioni demagogiche e populiste che mettono insieme destra, Lega e M5S.
Grazie

Categoria: Dibattito, Segreteria

 

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Claudio Cavicchioli

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