PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SULLE RICERCHE GEOTERMICHE

Inserito da casoledelsa il 12 Febbraio 2015

Ieri 11 Febbraio il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una proposta di legge sulle ricerche geotermiche.
Rosanna Pugnalini consigliere regionale senese del PD , presidente della commissione sviluppo, illustrando all’aula l’atto, ha spiegato che la proposta si pone nel rispetto degli indirizzi dettati dal Paer (Piano Ambientale ed Energetico regionale), e tenuto conto che il numero dei permessi di ricerca richiesti è apparsa potenzialmente superiore a quello necessario per il perseguimento dell’obiettivo del burden sharing regionale (ossia la ripartizione dell’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni e di sviluppo delle rinnovabili), essa “intende assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio attraverso l’individuazione di un numero massimo di pozzi esplorativi da consentire e dei criteri per la loro distribuzione sul territorio”.
La proposta di legge contiene un unico articolo, diviso in due commi.
Il comma 1 stabilisce “che la Giunta, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, individui con deliberazione il numero massimo dei pozzi, i criteri e i parametri per operare la loro distribuzione sul territorio”.
Il comma 2, “rispondendo all’esigenza di cautela che è la ratio ispiratrice della legge stessa e per non compromettere in maniera irreversibile il territorio, stabilisce che non oltre sei mesi dall’entrata in vigore della legge sono sospesi i procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle relative proroghe, degli atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi e gli atti ad essi preordinati.”
Anche Ivan Ferrucci (Pd) interviene in aula dichiarando che sulla geotermia si sono sprecati “molti aggettivi a sproposito”, perché “la geotermia è indiscutibilmente una fonte di energia rinnovabile e perché gli obiettivi che ci diamo con il Piano ambientale ed energetico regionale sono importanti”.
La moratoria, ha spiegato, “non significa fermare il settore, ma affrontare il merito delle questioni per ridare slancio a questa fonte rinnovabile”.
Secondo l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, l’idea di fondo, “è quella di tutelare l’interesse pubblico e, allo stesso tempo, quello della libera impresa. Per questo servono criteri oggettivi che la Giunta si darà da qui a sei mesi”.

Fonte: Consiglio regionale - ufficio stampa

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Cenni e Dallai, interrogazione sulla chiusura degli uffici postali

Inserito da casoledelsa il 12 Febbraio 2015

Un’interrogazione al Ministro per lo Sviluppo Economico sui disagi che sta comportando per i territori periferici la prevista chiusura di numerosi sedi di Poste Italiane. E’ quella che hanno firmato congiuntamente i parlamentari senesi del Partito democratico Susanna Cenni e Luigi Dallai. Nell’interrogazione, il cui primo firmatario è l’onorevole Enrico Borghi, presidente dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, si chiede in particolare “quali azioni il Ministro intenda intraprendere per garantire il rispetto dei disposti stabiliti dall’Autorità per il Garante delle Comunicazioni in ordine al divieto di chiusura degli uffici postali nelle aree svantaggiate, e conseguentemente favorire una concertazione tra la direzione di Poste Italiane Spa e le amministrazioni locali, al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni più piccoli del territorio nazionale”. Inoltre i firmatari chiedono “come si intenda intervenire per evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane Spa arrechino disagi ai cittadini - utenti che non vedono garantita l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, nel rispetto dell’ accordo siglato fra le Poste Italiane Spa e lo Stato”. “Già nella scorsa legislatura - ricorda Susanna Cenni - eravamo intervenuti nei confronti di Poste per le conseguenze di operazioni di razionalizzazione nel nostro territorio, rammentando come questi servizi rappresentino presidi fondamentali per la vivibilità delle aree rurali. OggiAggiungi un appuntamento per oggi siamo di nuovo a chiedere a Poste Italiane di riflettere attentamente su queste chiusure e, soprattutto, di non effettuarle in maniera unilaterale, senza concertazione con regioni, ed enti locali. Ci impegneremo in Parlamento per un intervento immediato”. “Gli uffici postali - dichiara Luigi Dallai - costituiscono un importante presidio sul territorio, sia per le aziende che per la popolazione, soprattutto per i più anziani che risiedono nelle zone periferiche. Un vero e proprio punto di riferimento, anche dal punto di vista sociale che non possiamo permetterci di perdere”.

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