Il silenzio dell’Unità

Inserito da casoledelsa il 31 Luglio 2014

Il silenzio dell’Unità
31 luglio 2014
di Cristina Cella
Il vuoto nelle edicole e nel web, le pagine bianche, il silenzio da domani.Tristezza e scoramento hanno accompagnato questa giornata, per i giornalisti e per i lettori di questo giornale. Speriamo che il viaggio continui, che non sia davvero la fine della corsa. Il bagaglio di professionalità, passione e coraggio, accumulato in questi anni, non deve perdersi. Ce n’è un gran bisogno. Ho cominciato a scrivere per l’Unità nel 2010, con Concita. Ero appena tornata da Kabul con le tragiche testimonianze della non-vita delle donne afghane, delle immense difficoltà della popolazione civile, del disastro di una guerra infinita devastante. Testimonianze scomode, nel coro dilagante delle bugie sulla missione ‘umanitaria’ occidentale. Orrori e vergogne di cui difficilmente si riusciva a parlare. Difficile dire la verità, lo spazio mancava. Uno spazio che ho trovato su questo giornale che mi ha aperto le porte, valorizzando il mio lavoro, accogliendo ogni proposta, senza mai contestare una virgola. Dalle pagine dell’Unità, in questi quattro anni, ho potuto far ascoltare le voci di chi voce non ha, soprattutto nei media. Di chi, in Afghanistan, come nelle rivoluzioni arabe, o in Iran,o altrove, combatte ogni giorno, a rischio della vita, per le resistenza e la democrazia. Resistenza contro l’occupazione,la guerra, il fondamentalismo, la brutalità, l’ignoranza e la violenza contro le donne.Chi crede nei valori della sinistra dovrebbe stare al fianco della battaglia non violenta e democratica, in ogni parte del mondo, a prescindere dalle convenienze politiche. E’ questo che , secondo la mia esperienza, con stima e fiducia, ha fatto l’Unità.Ringrazio tutti per la bella collaborazione di questi anni.

Su queste pagine ha trovato spazio anche la scommessa di poter unire informazione e solidarietà.Perché testimoniare, a volte, non basta. Cosi’ è nato il progetto Vite Preziose, che da tre anni, concretamente, sostiene 28 donne afghane sulla strada del loro riscatto.L’affetto e la generosità dei lettori, che continuano a seguirci, non ci sono mai mancate. E nemmeno il sostegno politico alle donne e agli uomini democratici, vicini a noi, per sentire e convinzioni, e alla loro rischiosa lotta. Resistenza appunto.

Da oggi, in attesa di nuove possibilità, mandero’ le notizie sul nostro progetto direttamente ai lettori/sponsor. Chi vorrà partecipare puo’ scrivere a vitepreziose@gmail.com. Ma continuo a sperare che non sia finita qui.

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