Riceviamo da Valeria Fedeli

Inserito da casoledelsa il 22 Luglio 2014

Dopo una settimana di discussione e lavoro preparatorio in aula oggi è iniziato in Senato il voto sulla riforma costituzionale. Andremo avanti senza rallentamenti, con l’obiettivo di approvare il testo uscito dalla Commissione entro metà agosto, per poi passare da settembre alla Camera.

Ho sempre sostenuto l’urgenza e la necessità di procedere con le riforme, motore poi di un cambiamento culturale, sociale, politico ed economico che dovremo saper realizzare nei prossimi anni.

Di riforme discutiamo da tempo, ed in questo scorcio di legislatura in modo quanto mai deciso e serio. Ora siamo arrivati al dunque, e si vedrà chi davvero crede al cambiamento e chi si limita a frenare, lasciando emergere resistenze strumentali e ostruzionismi a danno del Paese.

Non posso infatti leggere in altro modo la scelta - pur legittima formalmente - di quelle forze, come Sel, che hanno presentato 6000 emendamenti, con l’unica evidente intenzione di rallentare se non bloccare definitivamente la riforma.

Gli emendamenti non puntano a migliorare il testo - già cambiato e migliorato dal lavoro in Commissione - né sono inseriti in un clima di dialogo istituzionale, producendo invece un esito solo di conservazione.

Mentre a parole tutti - tutti non per dire, ma effettivamente tutti i gruppi presenti in Senato - sono a favore del superamento del bicameralismo paritario, nei fatti e nei comportamenti istituzionali si distingue l’atteggiamento costruttivo e dialogante di chi vuole approvare la riforma da quello di chi - per retaggi ideologici o convenienze politiche di parte - si oppone ad essa.

Eppure la riforma riporta efficienza al sistema istituzionale e legislativo, garantisce che la rappresentanza trovi nel Senato lo spazio delle autonomie locali, come indicato anche dai padri fondatori della Repubblica, fa avanzare l’Italia verso una direzione di credibilità e fiducia, internazionale e interna.

Non ci sono state forzature, non ci sono elementi di illegittimità, non ci sono rischi di perdita di garanzie democratiche, e d’altra parte la riforma non interviene sulla forma di Governo e di Stato, permettendo quindi sono un migliore funzionamento senza in alcun modo toccare i valori costituzionali - anzi restituendo loro efficacia.

In questo senso, come ha ricordato Anna Finocchiaro nella sua replica oggiAggiungi un appuntamento per oggi, prima dell’avvio del voto, abbiamo il “dovere Costituzionale di riformare il nostro sistema”.

Mi impegnerò con responsabilità, insieme a tanti altri colleghi, e lavorerò concretamente perché la riforma sia approvata presto e bene, per dare un segno tangibile della capacità del Parlamento di dare seguito alle proposte e alle decisioni che emergono dal dibattito e che rispondono alle esigenze del Paese.

Grazie.


www.valeriafedeli.it
Valeria Fedeli

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