Governo battuto sui giudici Colle: rispettare indipendenza

Inserito da casoledelsa il 12 Giugno 2014

Primo via libera dalla Camera dei Deputati alla Legge Europea 2013 con 357 voti a favore, 16 contro e 30 astenuti. Il provvedimento contiene misure che interessano diverse materie con l’obiettivo di adeguare l’ordinamento giuridico italiano a quello europeo.

Durante l’esame in aula a Montecitorio è stato inoltre approvato con voto segreto (187 sì e 180 no) un emendamento del leghista Gianluca Pini che introduce la responsabilità civile diretta dei magistrati.

A chiedere il voto segreto è stato il gruppo del Carroccio e i deputati del M5S si sono astenuti, mentre il governo e il relatore avevano espresso parere contrario. Nella modifica votata dall’Assemblea si prevede che «chi ha subìto un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato - si legge nel testo approvato - in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. Costituisce dolo il carattere intenzionale della violazione del diritto».

Immediata la reazione dell’Associazione nazionale magistrati che con il suo presidente Rodolfo Sabelli definisce ciò che è accaduto a Montecitorio «un fatto grave», che avviene «in un momento che vede la magistratura fortemente impegnata sul fronte del contrasto alla corruzione nelle istituzioni pubbliche». Secondo Sabelli la norma approvata «costituisce un grave indebolimento della giurisdizione», che è oltretutto in contraddizione con la volontà di governo e Parlamento di rafforzare il ruolo dell’autorità anticorruzione. Con l’emendamento votato oggi, spiega il numero uno del sindacato delle toghe, «si vorrebbe reintrodurre ciò che non si riuscì ad approvare nel 2012, cioè un’introduzione dell’azione diretta di responsabilità civile che non ha eguale in nessun ordinamento occidentale e che presenta evidenti profili di incostituzionalità». E poi, sottolinea il presidente dell’Anm, «un’azione diretta senza filtri si presta ad evidenti strumentalizzazioni» perché «chiunque potrà agire contro un magistrato sgradito per paralizzarne l’azione».

A difendere con forza il provvedimento, invece, è naturalmente il suo proponente, Gianluca Pini: «L’Anm non cerchi di confondere le acque, la norma è chiarissima e non tocca magistrati e giudici che lavorano seriamente, ma solo quelli che non sanno fare il loro lavoro o non lo vogliono fare con onestà e rovinano la vita alla gente».

Il Pd già in aula dopo l’approvazione dell’emendamento ha sottolineato che la norma verrà modificata al Senato mentre il capogruppo Roberto Speranza parla di «un vero e proprio colpo di mano del centrodestra con la complicità del M5S». E a dire con chiarezza quale sarà la linea del Partito democratico nel passaggio a Palazzo Madama è il capogruppo dei senatori Luigi Zanda: «Il Pd, che ha già presentato proposte di legge per affrontare in modo organico il tema della responsabilità civile dei magistrati, è contrario all’emendamento leghista alla legge comunitaria - spiega Zanda - che grazie ad un colpo di mano del centrodestra con la complicità del M5S, è passato alla Camera».

Ma nel Pd c’è anche chi ha votato convintamente sì. «Ho votato sì all’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati» scrive su Twitter il democratico Roberto Giachetti che ha spiegato le ragioni del suo voto a favore della norma proposta dall’opposizione e su cui la maggioranza è stata battuta, allegando anche il video del suo intervento in aula a Montecitorio.

Il disegno di Legge Europea 2013 bis approvato si concentra su quei casi di non corretto recepimento della normativa europea e mira a chiudere 8 procedure di infrazione, risolvere 12 casi di pre-contenzioso e conformare l’ordinamento italiano a principi interpretativi stabiliti da 2 sentenze emesse dalla Corte di giustizia europea su rinvii pregiudiziali di giudici nazionali - prevenendo il possibile avvio di nuove procedure di infrazione - nonché a dare tempestiva e piena attuazione a 5 atti normativi dell’Ue, anche in questo caso a rischio procedure di infrazione.

Tra le materie affrontate ci sono le borse di studio universitarie per il perfezionamento all’estero, l’immigrazione e i rimpatri, la commercializzazione di camini o condotti in plastica, i servizi investigativi privati, la protezione della fauna selvatica, gli affidatari di incarichi di progettazione, la riduzione dei prezzi dell’energia elettrica e le nuove attribuzioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg). E poi le stazioni di distribuzione dei carburanti in città, la protezione del diritto d’autore nel disegno industriale, la lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, la responsabilità dello Stato per violazione grave e manifesta del diritto dell’Unione europea da parte di un organo giurisdizionale.

Molte anche le misure che riguardano temi fiscali e finanziari come il regime applicabile ai contribuenti fiscalmente residenti in un altro Stato membro che producono o ricavano la maggior parte del loro reddito in Italia, le imposte sul valore delle attività finanziarie all’estero (Ivafe) o la riscossione coattiva dei dazi doganali e dell’Iva alle importazioni. Ci sono inoltre le disposizioni che riguardano la materia ambientale e intervengono in merito alla infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire), alla partecipazione del pubblico nell’elaborazione di alcuni piani o programmi, alla assoggettabilità alla procedura di valutazione di impatto ambientale o all’inquinamento acustico e al danno ambientale. Nell’ambito del lavoro e delle politiche sociali sono previste disposizioni inerenti la salute e sicurezza dei lavoratori durante il lavoro e il riordino della normativa sui lavoratori nel settore delle navi da pesca.

RENZI, E’ TEMPESTA IN BICCHIER D’ACQUA
«Tecnicamente parlando è quella che si può definire una tempesta in un bicchier d’acqua». Così ha definito il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, la vicenda legata all’emendamento della Lega alle legge Ue che introduce la responsabilità civile per i magistrati per il quale il governo è stato battuto alla Camera dei Deputati. Il voto in aula è importante e assolutamente significativo, ma le reazioni che ho letto, ha detto Renzi ai suoi collaboratori in missione in Cina, rappresentano «una realtà parallela». Il voto a scrutinio segreto è «l’occasione per trappoloni» e il presidente del Consiglio si è detto colpito della reazione dei media al voto, definendo «una cosa che può capitare cento volte in una legislatura» quella del governo che si trova in minoranza in aula.

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