Mobilitazione Circoli Aperti

Inserito da casoledelsa il 29 Settembre 2013

Mobilitazione “circoli aperti” .

In vista dei congressi, momenti di incontro e l’occasione ,per chi ancora non lo avesse fatto, per ritirare la tessera 2013 necessaria per votare ai congressi.

CIRCOLO PD MONTEGUIDI MARTEDÌ 1 OTTOBRE ore 21.15 c/o CIRCOLO

CIRCOLO PD PIEVESCOLA MERCOLEDÌ 2 OTTOBRE ore 21.15 c/o CENTRO POLIVALENTE

UNIONE COMUNALE PD GIOVEDÌ 3 OTTOBRE ore 21.15 sede via Casolani

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RIMBORSI: ACQUEDOTTO DEL FIORA PRONTO A RESTITURIRE QUANTO L’AIT DECIDERA’ NELLE PROSSIME SETTIMANE

Inserito da casoledelsa il 26 Settembre 2013

”Rimborsi: Acquedotto del Fiora pronto a restituire quanto l’AIT deciderà nelle prossime settimane”

L’azienda interviene per precisare che l’udienza di  lunedì 24 settembre, presso il Giudice di Pace di Siena riguarda il coinvolgimento in giudizio dell’Autorità Idrica Toscana nel ricorso presentato da alcuni cittadini per il rimborso post referendum
Il presidente Tiberi: “Ribadiamo con forza che siamo totalmente favorevoli alla restituzione

“Per quanto riguarda i rimborsi post referendum, Acquedotto del Fiora è in attesa che l’Autorità Idrica Toscana (AIT) ne decida le modalità di erogazione”.

Il Gestore del servizio idrico integrato nei territorio di Siena e Grosseto interviene nuovamente sulla questione del rimborso della quota corrispondente alla remunerazione del capitale investito per il periodo 21 luglio - 31 dicembre 2011, successivo all’esito del referendum che ne ha approvato l’abolizione. L’occasione è l’udienza di oggi (24 settembre) presso il Giudice di Pace di Siena, riguardante la comparizione ai fini della costituzione in giudizio dell’Autorità Idrica Toscana nel ricorso presentato da alcuni cittadini per ottenere tale rimborso.

“La prima cosa che vogliamo sottolineare con forza è che siamo totalmente favorevoli al rispetto dell’esito referendario – afferma il presidente di Acquedotto del Fiora Tiberio Tiberi – In quanto ente gestore però dobbiamo attenerci strettamente ai dettami del legislatore: ci siamo dovuti costituire in giudizio per ribadire che allora non potevamo ottemperare alla richiesta, sia perché non legittimati a farlo, sia perché la normativa non ce lo consentiva. Per questo è stata chiamata in causa l’AIT che, secondo la delibera dell’AEEG n. 38 del 31 gennaio 2013, è l’ente preposto a definire importi e procedure per erogare i rimborsi dovuti. Ricordiamo che il Giudice di Pace di Abbadia San Salvatore, in un ricorso come quello in argomento, si è già pronunciato dichiarando la cessazione della materia del contendere.”

Nel frattempo L’AIT ha lavorato per definire le modalità di restituzione che saranno rese note nelle prossime settimane. Pertanto, la vicenda della restituzione si concluderà nei prossimi mesi

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Guicciardini: “Ci hanno scippato il futuro, adesso tocca a noi”

Inserito da casoledelsa il 25 Settembre 2013

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ORA TOCCA A NOI

Inserito da casoledelsa il 24 Settembre 2013

Sicuramente stiamo vivendo un momento particolarmente difficile e l’Assemblea Nazionale di qualche giorno fa ne è stato lo specchio.

Siamo però alle porte dell’inizio del percorso congressuale, sia a livello locale che nazionale, con il rinnovo degli organismi di partecipazione (circoli, unioni comunali, federazioni provinciali e territoriali , fino all’assemblea e al segretario nazionale) e questa è , forse, l’ultima occasione che abbiamo per cambiare qualcosa.

La democrazia del nostro partito è anche questo.

Ma per cambiare serve la massima partecipazione.

Qui non si tratta, come qualcuno vorrebbe far credere, solo di lotte interne, qui ci giochiamo la rinascita del nostro partito, del nostro futuro e del nostro paese.

Gli interessi in gioco, questa volta, sono troppo importanti per non provare a cambiare qualcosa.

Prendere le tessera e cercare di determinare in meglio questo nostro partito, che si trascina dietro da troppo tempo logiche spesso incomprensibili, è l’impegno che tutti noi dovremmo sentirci sulla pelle ed è l’appello che mi sento di rivolgere a tutti i nostri militanti.

Lasciamo da parte le eventuali polemiche, seppur spesso condivisibili, sulle regole e sui metodi e cerchiamo di prendere il buono che questo congresso può offrirci.

Perchè dobbiamo farlo? A chi me lo ha chiesto la  risposta è stata semplice…perchè seppur riconoscendo al mio partito, a tutti i livelli, tanti errori alcuni dei quali al limite dell’imperdonabile..come dice il nostro segretario Provinciale Niccolò Guicciardini…ORA TOCCA A NOI.

CLAUDIA RUMACHELLA

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TESSERAMENTO , PERCHE’?

Inserito da casoledelsa il 24 Settembre 2013

DOMENICA 29 SETTEMBRE 2013

Dibattito Pubblico

Tesseramento Perché??”

ore 10.30 Circolo Casole – Cavallano (Via Casolani – Casole d’Elsa)

TUTTA LA CITTADINANZA E’ INVITATA

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COMUNICATO ALLA POPOLAZIONE CASOLESE

Inserito da casoledelsa il 24 Settembre 2013

L’Assemblea di Circolo del PD Casole – Cavallano, riunitasi sabato 14 settembre 2013,

ESPRIME PROFONDO SDEGNO

per le inqualificabili parole contenute nel manifesto di “Pensare Comune” e che si riferiscono allo “sfascio politico e morale” in cui sarebbe stato trovato il Comune all’inizio del mandato 2009 – 2014 da parte dell’attuale Amministrazione. Nell’affermare con fermezza che quanto avvenuto tra il 2004 e il 2009 nasceva da lontano ed era stato programmato già da prima proprio da chi oggi si erge a difensore della moralità,

RIBADISCE

piuttosto, l’ assoluta inadeguatezza delle molte scelte assunte dall’Amministrazione in questi anni

E RIMANDA AL MITTENTE

qualsiasi lezioni di moralità e di etica comportamentale, evidentemente sollevata da chi non ha alcuna autorità in questo senso.

L’Assemblea, con decisione forte e unanime,

CONFERMA

il suo costante impegno a difendere e sostenere una cultura di equità sociale, di correttezza,legalita’ e trasparenza.

Casole d’Elsa settembre 2013 PD Casole - Cavallano

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FISCALITA’ LOCALE

Inserito da casoledelsa il 18 Settembre 2013

Focus/ Dopo l’Imu la Service Tax: Comuni preoccupati

Filippeschi: “Fare chiarezza in tempi brevi. Criteri di equità fiscale, sostenibilità per le famiglie ed essere nella completa disponibilità dei Comuni”
Dal primo gennaio non ci sarà più l’Imu. La temuta “Imposta municipale propria”, nonostante il governo non abbia ancora indicato le risorse finanziarie per coprirne il pagamento della seconda rata, è ormai acqua passata e sarà sostituita dalla Service tax.
La nuova tassa sui servizi, che rimpiazzerà anche la Tares, è ancora tutta da scrivere, ma stando ai piani di Palazzo Chigi sarà federalista, ovvero saranno i Comuni a decidere come e quanto si pagherà.
La Service tax avrà due componenti: la prima, denominata ‘Tari’, servirà a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (la vecchia Tares appunto), mentre la seconda si chiamerà “Tasi” e andrà a finanziare i cosiddetti ’servizi indivisibili’, (come ad esempio l’arredo urbano e la manutenzione dei giardini pubblici e l’illuminazione). Quest’ultima sarà a carico sia del proprietario dell’immobile (in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore) che degli inquilini(in quanto fruitore dei beni e servizi locali). La nuova imposta cioè introdurrà il principio che ha pagare non sarà più soltanto chi possiede il patrimonio ma anche chi per quello stabile paga già un affitto.
L’Unione inquilini parla già di “conseguenze catastrofiche per 3 milioni di affittuari” e per le giunte comunali, che dovranno gestire la tassa, si preannunciano tempi duri, anche in considerazione del fatto che il governo, nonostante i tagli riservati alle amministrazioni locali negli ultimi anni, ha imposto un tetto del 20% alle aliquote della Service tax.
Focus/ Dopo l'Imu la Service Tax: Comuni preoccupati

“Sarà fondamentale fare chiarezza in tema di fiscalità locale in tempi brevi, perché ad oggi, al di là del dibattito che c’è stato e le significative, e apprezzate, aperture da parte dell’esecutivo guidato da Enrico Letta, ancora non è stata fatta”. Così il sindaco di Pisa e presidente di Legautonomie, Marco Filippeschi fa il punto sulla Service tax, in un’intervista alla Dire.

Filippeschi, entro metà ottobre la Legge di stabilità con annessa Service tax dovrà essere operativa. Quali sono i principi entro i quali la nuova imposta dovrà essere necessariamente incardinata?

“La service tax dovrà corrispondere a un criterio di equità fiscale, dovrà essere sostenibile per le famiglie italiane ed essere nella completa disponibilità dei comuni, i quali dovranno poterne decidere le aliquote con la dovuta flessibilità e differenziazione, questi sono i criteri che chiederemo al governo al momento di mettere nero su bianco la norma. La discussione sulla service tax dovrà anche procedere parallelamente a quella della riforma della fiscalità immobiliare, di cui il catasto rappresenta uno dei capisaldi principali. Ad ogni modo, sarà fondamentale fare chiarezza in tema di fiscalità locale in tempi brevi, perché ad oggi, al di là del dibattito che c’è stato e le significative, e apprezzate, aperture da parte dell’esecutivo guidato da Enrico Letta, ancora non è stata fatta. I comuni versano in difficoltà davvero gravissime, soffrono incertezze inaccettabili e il fatto che devono approvare i bilanci entro il 30 novembre, quasi alla fine dell’anno, rappresenta un’anomalia che nel futuro dovremo assolutamente correggere. E’ importante che la nostra richiesta di una copertura del mancato gettito Imu del 2013 sia stata accolta. Ora deve essere soddisfatta concretamente e bisogna trovare la copertura per la seconda rata. I Comuni hanno fatto la loro parte, si sono visti tagliare milioni di euro di trasferimenti statali negli ultimi anni, nonostante ciò hanno portato avanti un lavoro incredibile per garantire i servizi. Non possono essere i Comuni a pagare ora il conto dell’abolizione dell’Imu, sono già sfiancati”.

Intanto c’è già chi definisce la nuova tassa una vera e propria sciagura, in particolare per gli affittuari..

“Si deve investire selettivamente e con rigore sulla capacità dei comuni di affrontare una parte del disagio sociale e di generare nuove economie per la crescita. La Service Tax tratteggiata nel documento allegato al verbale del consiglio dei ministri va nella direzione di un impianto federale dell’imposta, che tiene conto della rendita catastale come base imponibile e il contributo prevalente, nel caso di abitazioni affittate, è a carico del proprietario. Semmai va trovato il modo di garantire l’esenzione Imu a quei proprietari che danno l’usufrutto dell’abitazione ai propri figli, si tratta di una cifra abbordabile. Ma stiamo parlando comunque di una norma ancora tutta da scrivere e, sebbene siano comprensibili gli allarmi e i timori di cittadini e categorie sociali, siamo ancora in una fase embrionale. Anche per questo è necessaria una cabina di regia, un tavolo di concertazione, in cui il sistema delle autonomie locali sia protagonista accanto al governo nelle scelte che verranno fatte per ridisegnare il sistema fiscale e tributario, perché i comuni sono gli enti più vicini ai bisogni dei cittadini”.

“L’abolizione elettoralistica dell’Imu ci ha messo in una situazione di grande incertezza, ma abbiamo la parola di Letta che la copertura rispetto alle previsioni di incasso 2013 verrà trovata” spiega Virginio Merola, sindaco di Bologna, interpellato dalla Dire.

Sindaco Merola, i bilanci dei comuni italiani sono stati duramente colpiti e c’è grande difficoltà. Con la service tax si risolve?

“Se così non fosse si creerebbe una situazione di difficile gestione, non riusciremo a chiudere il bilancio. Il Governo si è inoltre impegnato a non fare ulteriori tagli ai Comuni nel 2014 e a definire insieme alle realtà locali la ’service tax’. Su quest’ultima serve un confronto serio se l’impianto della nuova imposta deve essere davvero federale, chiederemo che la decisione sulle aliquote sia lasciata ai Comuni. Per essere seria, la ’service tax’ deve essere equa, sostenibile e progressiva, basata sulle rendite catastali aggiornate e sui redditi. Il semplice conteggio dei metri quadrati non va bene”.

Bologna su che cosa sta puntando per mantenere i servizi e non aumentare le spese per i cittadini?

“Dall’inizio del mio mandato il Comune di Bologna ha ricevuto 150 milioni di euro di tagli, su un bilancio di poco più di 500 milioni. I trasferimenti dallo Stato sono ormai poca cosa. Mantenere i servizi ai cittadini è stato già un risultato straordinario. Abbiamo fatto un’attenta spending review al nostro interno, rimborsato mutui per ridurre il pagamento degli interessi passivi e ridotto la spesa di personale per effetto del calo del turn over. Il nostro bilancio non può più sopportare altri tagli, senza avere conseguenze sui servizi”.

A livello nazionale su che cosa spingerete in che modo incalzerete il governo Letta?

Continueremo il lavoro di confronto quotidiano con il Governo, sia come singola città sia all’interno dell’Anci, per chiedere l’allentamento del Patto di stabilità e fare così ripartire gli investimenti sulla città. Continueremo inoltre a chiedere una riforma federalista della fiscalità locale, che dia la possibilità ai singoli comuni, per una maggiore equità dell’imposizione. Solo se si torna ad investire sulle città il Paese potrà ripartire”.
L’Imu era una tassa ingiusta almeno quanto la Service tax”. Cosi’ Paolo Perrone, sindaco di Lecce, commenta la nuova imposta che entrerà in vigore con la legge di stabilità, conversando con la Dire.

Sindaco Perrone la Service tax non è ancora entrata in vigore e già si levano le prime critiche…

“Come sindaci, purtroppo, dobbiamo fare i conti con una finanza derivata dallo Stato centrale sempre più esigua. Anzi azzerata. Il comune di Lecce, ad esempio, è passato dai 25 milioni di contributi del 2011, al bilancio attuale, nel quale è il governo a chiederci 2 milioni. Intendiamoci, secondo me l’Imu era una tassa ingiusta almeno quanto la Service tax ed è chiaro che gli inquilini si sentano sotto pressione, il problema sarà riuscire a garantire un buon livello dei servizi”.

A proposito, voi come Comune di Lecce riuscirete a garantire che il costo complessivo della Service tax, come promesso dal presidente del Consiglio, non superi quello delle vecchie tasse che ingloba?

“Se lo Stato non imporrà nuovi tagli ai Comuni la cosa è fattibile, ma se continuerà con i tagli sarà un impegno sempre più difficile da mantenere”.
Secondo lei come se ne esce? “Innanzitutto bisogna rivedere il federalismo fiscale. Siamo enti autonomi, e come tali dobbiamo essere trattati. Questi tentativi di neo-centralismo, messi in atto dal governo non aiutano. E in questo solco va assolutamente riformulato anche il patto di stabilità: questi sono gli argomenti sui quali i comuni dovranno insistere”.

“Noi dovremmo scaricare quella che era una tassa sulla proprietà su tutti i cittadini, in teoria, c’è un certo tasso di iniquità in tutto questo”. Cosi’ Enrico Campedelli, sindaco di Carpi, dice la sua sulla Service tax, in un’intervista alla Dire.

Campedelli quando bisognerà scrivere la norma, prevista all’interno della legge di Stabilità, quali saranno le proposte sulle quali i sindaci dovranno necessariamente insistere?

“Bisogna prima di tutto capire: ci sono ancora talmente tante incognite sul provvedimento che certi tipi di considerazioni sono ancora premature. Di certo c’è solo che bisognerà continuare a garantire i servizi sul territorio ai cittadini”.

Voi a Carpi riuscirete a garantire che il costo complessivo della Service tax, come promesso dal presidente del Consiglio, non superi quello delle vecchie tasse che ingloba?

“Dipende quanto andrà a coprire i mancati trasferimenti dell’Imu e sinceramente questo ancora non lo so. La questione e’ questa: negli anni si sono fatti i salti mortali per garantire i servizi, noi ad esempio, abbiamo una copertura al 100% della scuola, stiamo parlando solo di una delle tante voci che gli amministratori hanno il dovere di garantire”.

L’unione inquilini parla già di “conseguenze catastrofiche per 3 milioni di affittuari”, secondo lei l’allarme è giustificato?

“Secondo me sì. Noi, se la norma rimane come è prevista, di fatto dovremmo scaricare quella che era una tassa sulla proprietà su tutti i cittadini. Tra l’altro, in teoria, c’è un certo tasso di iniquità in tutto ciò. Detto questo bisognerà vedere effettivamente come verrà declinata la legge. Per adesso c’è solo un grande marasma generale”.

“E’ difficile prendersi impegni di questo tipo quando siamo in presenza di un governo che taglia risorse sui bilanci già chiusi o che a Ferragosto se ne esce facendo sconti sulle multe facendosi bello con i soldi degli enti locali”. Cosi’ Luigi Marattin assessore al Bilancio e Partecipazioni al Comune di Ferrara, commenta la possibilità di garantire che il costo complessivo della Service tax, non superi quello delle vecchie tasse che ingloba, in un’intervista alla Dire.

Marattin quando bisognerà scrivere la norma, prevista all’interno della legge di Stabilità, quali saranno le proposte sulle quali i sindaci dovranno insistere?

“Tre in particolare. In primis che nell’assetto post-riforma i Comuni non abbiano un solo euro di capacità fiscale in meno rispetto a quest’anno; già veniamo da tre anni di tagli espliciti o più abilmente occultati, questa non può essere l’occasione per diminuire ulteriormente le risorse a chi in questi anni ha dimostrato di saper tagliare la spesa di più di quanto abbia fatto lo Stato. Poi che dei 6,9 miliardi di gettito totale potenziale (5,9 dall’ex-Imu prima casa più un miliardo dalla maggiorazione Tares servizi indivisibili), almeno 2 miliardi vengano compensati da trasferimenti erariali, come previsto anche dall’Ipotesi 8 del documento del Mef di Ferragosto. Questo permetterebbe sia di alleggerire il peso della Service Tax sui cittadini (che altrimenti sarebbe semplicemente l’Imu col nome cambiato), sia di far sì che ritorni un minimo di principio di responsabilità: è lo Stato che ha insistito per abolire l’Imu, che sia lo Stato (e non i cittadini o i comuni) a pagarla almeno per meno di un terzo del totale complessivo. Infine che sia lasciata ai Comuni il massimo di autonomia possibile, sia nell’individuazione dell’aliquota, sia nella scelta dell’allargamento o diminuzione della base imponibile: proprietari, affittuari o imprese”.

Voi, come Comune di Ferrara, riuscirete a garantire che il costo complessivo della Service tax, come promesso dal presidente del Consiglio, non superi quello delle vecchie tasse che ingloba?

“E’ difficile prendersi impegni di questo tipo quando siamo in presenza di un governo che taglia risorse sui bilanci già chiusi come ha fatto nel giugno 2013 sui bilanci 2012, o che a Ferragosto se ne esce facendo sconti sulle multe (30% in meno a chi paga entro 5 giorni), ignorando il fatto che si sta facendo bello con i soldi degli enti locali quali sono, infatti, i proventi delle multe, aprendo pericolosi ed ennesimi buchi nei conti comunali ad esercizio quasi chiuso. Comunque a Ferrara stiamo cominciando a cogliere i frutti dell’incisivo risanamento di bilancio operato negli ultimi anni, quindi mi sento di garantire che la pressione fiscale nel 2014 non verrà aumentata”.

L’unione inquilini parla già di “conseguenze catastrofiche per 3 milioni di affittuari” legate alla Service Tax, secondo lei è un rischio reale?

“Come dicevo prima, sarebbe opportuno che il governo lasciasse autonomia ai Comuni di decidere la base imponibile della Service tax. Un ente locale potrebbe ad esempio decidere di insistere maggiormente su proprietari di prima casa ed esentare imprese ed inquilini, o ogni altra combinazione possibile. Almeno si rafforzerebbe un qualche minimo elemento federalista in un Paese che negli ultimi vent’anni non è mai stato così centralista come ora. Ma la sfida del federalismo, in fondo, è solo una delle tante promesse mancate di questi ultimi orrendi vent’anni della politica italiana”.

“Così com’è stata preannunciata, si tratta di una tassa estremamente iniqua”. Cosi’ Cesare Cava, esperto Finanza locale di Legautonomie, fa il punto sulla Service tax con la Dire.

Cava l’unione inquilini parla di “conseguenze catastrofiche per 3 milioni di affittuari” legate alla Service tax, secondo lei è un rischio reale?

“L’allarme è in parte giustificato dall’incertezza che il legislatore lascia trapelare. Di fatto, pare proprio che una parte del gettito dell’Imu, ora cancellata, verrà spalmata sugli inquilini. la tassa libera anche anche proprietari di case di grandi dimensioni del balzello, trasferendolo su fasce sociali più deboli”.

Per lei quindi si tratta di una tassa iniqua?

“Così com’è stata preannunciata, si tratta di una tassa estremamente iniqua. I sindaci hanno la necessità di pretendere che la nuova tassa sia scritta di concerto con i Comuni e poi appunto che il trasferimento dei costi non venga spostato dalla proprietà agli affittuari. Anche perchè si arriverebbe al paradosso di chiedere un’imposta salata anche a quelle fasce alle quali poi spesso i Comuni rilasciano sussidi”.

Il premier ha comunque garantito che il costo complessivo della Service tax non supererà quello delle vecchie tasse che ingloba…

“Al momento le promesse del governo sono certamente apprezzabili, ma devono essere garantite da una copertura finanziaria e al momento no ci sono garanzie di copertura neanche sulla rata dell’Imu rinviata.

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GEOTERMIA ED AMBIENTE

Inserito da casoledelsa il 18 Settembre 2013

FIRENZE - Salute, sismicità, qualità dell’aria e della falda: continua il monitoraggio della Regione Toscana sull’andamento dell’attività geotermoelettrica sull’Amiata. Il piano, che prevede approfondimenti per i prossimi tre anni, è stato elaborato d’accordo con le amministrazioni locali per continuare a tenere alta l’attenzione sulla geotermia e sui suoi possibili impatti sul territorio.

Ecco le iniziative in cantiere:

Studio di approfondimento a cura di Ars (Agenzia Regionale di Sanità) sui temi epidemiologici

La Regione e ARS stanno programmando questo lavoro per il triennio 2014-2016, si tratta di un approfondimento epidemiologico nelle aree geotermiche (Geotermia - fase III), passando a valutazioni più orientate a livello individuale in modo da arricchire ulteriormente il quadro di conoscenze già di per sé ampio e non lasciare spazi inespolorati .

E’ prevista la costituzione di un gruppo di lavoro interdisciplinare, coordinato da ARS, con funzione di osservatorio permanente su “Geotermia e salute”, con la partecipazione di ARPAT, ASL di Siena e di Grosseto, medici di medicina generale e pediatri, Società della salute Amiata senese e Amiata grossetana, ed Enti ed Istituti di ricerca di supporto. Sulla stessa popolazione verrà effettuato un biomonitoraggio di marcatori della presenza di metalli nel sangue e nelle urine, con particolare riferimento ad arsenico e mercurio.

Studio sulla correlazione tra l’attività produttiva di energia geotermica e la sismicità registrata nell’area amiatina

Si tratta di continuare un’attività iniziata nel 2000 e che proseguirà per il triennio 2014-2016. E’ previsto un approfondimento in materia per fornire un quadro più completo possibile della distribuzione della micro sismicità e definire parametri specifici utili alle valutazioni di pericolosità sismica. A suo tempo, lo studio concluse che “non esistevano prove evidenti di un’influenza delle operazioni di coltivazione del campo geotermico sulla sismicità del sito”. L’obiettivo della prosecuzione dello studio è quello di definire criteri per discriminare la sismicità di fondo indotta da quella naturale.

Studio di approfondimento sugli isotopi

Questa attività, proposta a suo tempo dall’INGV, comporterà un approfondimento attraverso l’analisi dei pozzi geotermici relativi al serbatoio geotermico per indagare le eventuali interferenze sulla base di dati oggettivi. L’obiettivo è di ottenere valori di fondo della componente “superficiale” e di quella “geotermica”. Tale lavoro si aggiunge al monitoraggio svolto grazie alla presenza dei tre piezometri installati dalla Regione che misurano in continuo la soggiacenza della falda (profondità dal piano di campagna): il “S.Fiora 8″ “S.Fiora11bis” “David Lazzaretti” (in loc. Poggio Trauzzolo) e dei due installati da Enel nel Comune di S.Fiora, denominate “La Valle” e “Madonna del Castagno”. Questo assetto consente ad oggi un’osservazione costante attraverso i dati prelevati dalle stazioni di D. Lazzaretti, S. Fiora 8 e S. Fiora 11bis, Stazioni P7 La Valle e P8 Madonna del Castagno, Stazione Galleria Nuova (dati Acquedotto del Fiora S.p.A.).

Tavolo tecnico di monitoraggio

Nel corso del 2013 è stato istituito il Tavolo tecnico di monitoraggio dei dati ambientali relativi all’attività geotermoelettrica sull’Amiata (TTGA), di cui fanno parte i settori competenti della Regione Toscana, il Genio Civile dell’Area vasta Grosseto-Siena e l’ARPAT – Area vasta Sud. Il Tavolo vuole analizzare e valutare i dati disponibili relativi ai monitoraggi ambientali connessi allo sfruttamento geotermoelettrico dell’area amiatina. L’attività si concretizza nella raccolta dei dati su acqua e aria, e nella produzione di report sui dati rilevati dai piezometri (a cura di Servizio idrologico e di ARPAT) che saranno analizzati in riunioni periodiche. Inoltre, in occasione della costruzione della nuova centrale geotermoelettrica denominata Bagnore 4, il Tavolo dedicherà un focus specifico, il cui andamento potrà essere seguito in una apposita sezione del sito dedicato alla geotermia (www.regione.toscana.it/cittadini/ambiente/energia).

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EDILIZIA SCOLASTICA

Inserito da casoledelsa il 17 Settembre 2013

 

FIRENZE - Sono 138 le domande arrivate, in Regione, sull’edilizia scolastica entro la scadenza fissata (le ore 12 di oggi, lunedì 16 settembre) per concorrere alla ripartizione dei 10 milioni che lo Stato ha recentemente assegnato alla Regione Toscana. In ballo la riqualificazione e messa in sicurezza di immobili che ospitano scuole statali. Il totale delle richieste (pervenute da tutte le 10 Province toscane e da 94 Comuni) sfiora i 40 milioni.

Lo comunica Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana con delega all’Istruzione. Adesso gli uffici regionali, in base alla procedura valutativa contenuta nella delibera approvata in Giunta lo scorso 2 settembre, hanno tempo fino al 15 ottobre per formare le graduatorie e per inviarle a Roma. I progetti presentati devono essere immediatamente cantierabili. Gli interventi finanziabili riguardano eliminazione dell’amianto, adeguamento alle norme vigenti in materia di sicurezza, ristrutturazioni e riqualificazioni. Ciascun ente locale ha potuto presentare soltanto un massimo di due domande indicando quale è prioritaria rispetto all’altra.

“Gocce - conferma Stella Targetti riferendosi ai 10 milioni oggi disponibili - rispetto al mare di problemi che ci sono, anche in Toscana, nell’edilizia scolastica, ma comunque un segnale che forse qualcosa sta cambiando”.

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