PRIMARIE A SIENA

Inserito da casoledelsa il 6 Aprile 2013

“L’assemblea dell’Unione comunale del Partito democratico di Siena, delibera di indire le primarie di partito per la selezione della candidatura a Sindaco di Siena”. E’ questo il passaggio più significativo del documento approvato ieri, venerdì 5 aprile dall’assemblea comunale del Pd di Siena. Assemblea che ha approvato anche la relazione del segretario Giulio Carli.

Regole e procedure per le primarie del Pd “Le elezioni– continua il documento – sono convocate per sabato 20 aprile e i seggi resteranno aperti dalle ore 8 alle ore 20. Il numero dei seggi, le modalità di svolgimento, le procedure relative alla campagna elettorale e allo svolgimento delle operazioni di voto, saranno stabilite dal comitato organizzatore delle elezioni primarie. Potranno votare tutti gli elettori del comune di Siena, che si dichiarino elettori del Pd. Le candidature potranno essere presentate entro le ore 12 di domenica 7 aprile in base ai requisiti previsti dallo statuto nazionale del Pd. Al comitato organizzatore sono demandati tutti i compiti relativi alla gestione e all’organizzazione, nonché di emanare direttive e regole attuative per lo svolgimento delle elezioni. Regole che saranno ispirate, nel rispetto degli statuti, ai principi della massima apertura e partecipazione. Il comitato organizzatore sarà nominato della direzione dell’Unione comunale, garantendo il rispetto del pluralismo interno del Pd. Al comitato organizzatore parteciperanno un rappresentante per ciascun candidato”.

La scelta dei candidati per il consiglio comunale L’assemblea comunale, inoltre, ha dato mandato al segretario “di predisporre tutti gli atti per giungere alla stesura della lista dei candidati del Pd al consiglio comunale, attraverso la selezione regolata. In tal senso, per ragioni di urgenza legate alla presentazione della lista, è revocata la delibera dell’ottobre 2012 che aveva indetto le primarie di lista. La direzione approverà il regolamento per la selezione regolata, contenente le modalità di coinvolgimento dei circoli e degli iscritti nella fase di proposta delle candidature”.

Un forte investimento sulle persone e suoi giovani “La prossima amministrazione – continua il documento – dovrà accentuare il rinnovamento della classe dirigente e l’innovazione dei contenuti. Il futuro si può costruire solo con la chiarezza. Il centrosinistra che governa Siena dal dopoguerra ha la responsabilità di indicare un progetto che valorizzi e recuperi i punti di forza della città: la piccola e media impresa sostenuta da una burocrazia attenta ed efficiente, i beni culturali, l’attrattività turistica; il settore delle scienze della vita; il Policlinico senese e il sistema sanitario; il recupero edilizio; l’economia verde; il rilancio della vocazione universitaria e finanziaria, abbandonandone degenerazioni e l’eccesso di ‘monocultura’ che ne è derivato. Serve un forte investimento sulle persone ed in particolare sulle giovani generazioni, sostenendo il merito e la capacità, la creatività e la voglia di intraprendere. Occorre dar vita a un progetto di rilancio in chiave internazionale che faccia leva anche sulla candidatura a capitale europea della cultura per il 2019 come percorso di riconversione del proprio modello di sviluppo”.

 

Unire ed allargare il centrosinistra Per raggiungere questi obiettivi – si legge ancora nel documento – c’è bisogno dell’apporto di più culture politiche e di più esperienze riformiste: da quelle cattoliche, a quelle socialiste fino a quelle laiche e libertarie. Il governo della città ha bisogno di un’ampia aggregazione fondata sulla chiarezza, che escluda il populismo e la demagogia di chi vorrebbe azzerare una lunga storia di buongoverno. Dobbiamo unire ed allargare il centrosinistra, coinvolgendo movimenti civici di cui si apprezzano lo sforzo sui contenuti e la sintonia sulla lettura della crisi cittadina e sul progetto di rinnovamento intrapreso dal Pd sin dalla ‘giunta Ceccuzzi’ e forze come l’Udc e Italia Futura che possono dare un apporto riformista al programma di governo. Un percorso già annunciato con la direzione dell’Unione Comunale del febbraio scorso”.

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CIRCOLO PD MENSANO - APERTURA CAMPAGNA DI TESSERAMANTO 2013

Inserito da casoledelsa il 6 Aprile 2013

Circolo di Mensano

DOMENICA 14 APRILE 2013

Saletta Casolani

Dalle ore 9,00 alle ore 12,30

 

APERTURA

CAMPAGNA DI

TESSERAMENTO 2013

 

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Intervento di Guicciardini sulle primare per Siena

Inserito da casoledelsa il 6 Aprile 2013

L’opinione di Guicciardini sulle primariePiazza del Campo
Le primarie hanno sempre rappresentato la nostra prima scelta, ma era giusta una cessione di sovranità alla coalizione prima di giungere alla convocazione. Sottoporrò all’assemblea di questa sera la convocazione delle primarie consapevole del lavoro serio e generoso che abbiamo fatto per il centrosinistra. ll Pd cittadino, infatti, si è speso e continuerà a spendersi anche nelle prossime settimane per l’unità della coalizione. E’ solo questo arco di forze politiche e sociali, insieme a nuovi movimenti civici di grande interesse, ed al centro riformista che può garantire alla città un progetto di rilancio e di sviluppo per il futuro. E’ stato doveroso ricercare insieme una soluzione unitaria ed il lavoro che è stato fatto in queste settimane costituisce un patrimonio prezioso di idee che tornerà ad unire nella campagna elettorale. Voglio ringraziare i gruppi dirigenti comunali e provinciale di Sel e Riformisti per lo sforzo comune compiuto, come il nostro segretario territoriale Niccolò Guicciardini e l’onorevole Luca Sani. Voglio ringraziare anche le personalità che con serietà e disinteresse avevano dato la loro disponibilità all’impegno civico in questa fase così delicata per la città e di fronte alle difficoltà che vivrà la prossima amministrazione comunale. Una disponibilità che sia Stefano Maggi che Piero Ricci avevano condizionato al consenso di tutte e tre le forze politiche, accanto a quello del Pd che c’è sempre stato. L’unità del centrosinistra è per il Pd un obiettivo fondamentale ed è molto spiacevole dover constatare che da mesi c’è il sindaco di un comune limitrofo che a causa delle sue smisurate ambizioni personali ha lavorato con crescente animosità per dividere la coalizione e per affossare ogni proposta di valore che è stata avanzata, sino a minacciare di uscire dal partito. Questo modo di fare è sempre più estraneo ad una cultura di partito fondata sul pluralismo, sul rispetto reciproco e sulla lealtà e suggerisce quanto prima un intervento del segretario regionale del Pd che dovrà rendersi conto che questa iniziativa rappresenta un progetto alternativo al Pd

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L’AQUILA - 4 ANNI DOPO

Inserito da casoledelsa il 6 Aprile 2013

Non c’è la parola per dirlo, c’è la parola orfano, c’è la parola vedovo o vedova. Non c’è quella per dire la condizione di chi perde la figlia o il figlio. Forse per questo il 6 aprile è prima di tutto il ricordo delle ragazze e dei ragazzi, dei bambini vittime del sisma.

Degli aquilani e degli studenti di cui le istituzioni a cui erano affidati avrebbero dovuto prendersi cura. Renza Bucci avrebbe dovuto diventare nonna, il 6 aprile 2009, per il parto programmato della figlia. Ha perso sotto le macerie la figlia e la nipotina, la 309ma vittima, insieme al genero.

Renza non ha mancato una udienza di quello che sulla stampa è stato chiamato il «processo alla scienza», eppure il suo nome non è fra quelli del ricorso contro la Commissione grandi rischi, perché per lei non c’è compensazione possibile, c’è invece il bisogno di sapere. Renza, prima che il tempo si fermasse alle 3 e 32 del 6 aprile, lavorava come amministrativa all’università. Nel crescendo delle scosse a L’Aquila, ai dipendenti dell’università era fatto divieto di avere paura e uscire dalle sedi. Obbligo di ferie per i «paurosi».

Oggi gli uffici di palazzo Carli, il rettorato, sono un cumulo di macerie e si deve solo ringraziare che la scossa fatale fu di notte perché la strage, altrimenti, sarebbe stata ancora più terribile. Negli uffici e nelle aule. Marta Valente è rimasta 23 ore sotto le macerie che hanno sepolto per sempre Ivana Lannutti, l’amica con cui divideva l’appartamento. Ha speso per le cure 130.000 euro. Ma a L’Aquila era una fuorisede, non è tecnicamente una terremotata. Dice Sergio Bianchi, papà di un altro fuori sede, Nicola, morto in via D’Annunzio: «Non è che siamo stati dimenticati, lo Stato non ci ha proprio visti. Ma non vogliamo che sia cancellato il nome dei nostri figli».

on c’è la parola per dirlo, c’è la parola orfano, c’è la parola vedovo o vedova. Non c’è quella per dire la condizione di chi perde la figlia o il figlio. Forse per questo il 6 aprile è prima di tutto il ricordo delle ragazze e dei ragazzi, dei bambini vittime del sisma.

Degli aquilani e degli studenti di cui le istituzioni a cui erano affidati avrebbero dovuto prendersi cura. Renza Bucci avrebbe dovuto diventare nonna, il 6 aprile 2009, per il parto programmato della figlia. Ha perso sotto le macerie la figlia e la nipotina, la 309ma vittima, insieme al genero.

Renza non ha mancato una udienza di quello che sulla stampa è stato chiamato il «processo alla scienza», eppure il suo nome non è fra quelli del ricorso contro la Commissione grandi rischi, perché per lei non c’è compensazione possibile, c’è invece il bisogno di sapere. Renza, prima che il tempo si fermasse alle 3 e 32 del 6 aprile, lavorava come amministrativa all’università. Nel crescendo delle scosse a L’Aquila, ai dipendenti dell’università era fatto divieto di avere paura e uscire dalle sedi. Obbligo di ferie per i «paurosi».

Oggi gli uffici di palazzo Carli, il rettorato, sono un cumulo di macerie e si deve solo ringraziare che la scossa fatale fu di notte perché la strage, altrimenti, sarebbe stata ancora più terribile. Negli uffici e nelle aule. Marta Valente è rimasta 23 ore sotto le macerie che hanno sepolto per sempre Ivana Lannutti, l’amica con cui divideva l’appartamento. Ha speso per le cure 130.000 euro. Ma a L’Aquila era una fuorisede, non è tecnicamente una terremotata. Dice Sergio Bianchi, papà di un altro fuori sede, Nicola, morto in via D’Annunzio: «Non è che siamo stati dimenticati, lo Stato non ci ha proprio visti. Ma non vogliamo che sia cancellato il nome dei nostri figli».

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