REGOLAMENTO PER LE CANDIDATURE AL PARLAMENTO PER LE ELEZIONI POLITICHE 2013

Inserito da casoledelsa il 21 Dicembre 2012

Ai fini della più ampia partecipazione e del rinnovamento della politica, il Partito democratico promuove primarie aperte per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale per le elezioni politiche del 2013.
Attraverso lo strumento delle primarie il Partito democratico intende selezionare i propri candidati in coerenza con i suoi principi statutari e con la vocazione di partito di governo, aperto alla società, in grado di promuovere nelle composizione delle liste, e in particolare nelle posizioni eleggibili, competenze di donne e di uomini.
Come affermato nell’art. 1 dello Statuto, il PD si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne e al raggiungimento della democrazia paritaria.

1. DATE E MODALITÀ DI VOTO

1. Le primarie per la selezione del 90% delle candidature del PD al Parlamento nazionale si svolgono nei giorni 29 o 30 dicembre 2012. Non vengono computate le posizioni di capilista che saranno definite d’intesa tra la Direzione nazionale e le Unioni regionali.

2. Le Direzioni delle Unioni regionali si riuniscono entro il 21 dicembre e stabiliscono se nella regione le primarie si svolgono il 29 oppure il 30 dicembre 2012.

3. Si vota dalle ore 08.00 alle ore 21.00 del giorno stabilito dalla relativa Unione regionale nei seggi istituiti, di norma, presso i circoli del PD.

4. L’elettrice/ore può esprimere fino ad un massimo di due preferenze, differenti per genere. Qualora le due preferenze siano dello stesso genere, la seconda nell’ordine è nulla.

2. ELETTORI

1. Possono partecipare al voto per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale:
a) le/gli elettrici/ori compresi nell’Albo delle primarie dell’“Italia Bene Comune”;
b) le /gli iscritte/i al PD nel 2011 che abbiano rinnovato l’adesione fino al momento del voto.

2. Per esercitare il diritto di voto ciascun/a elettore/ice deve:
a) dichiararsi elettrice/ore del PD e sottoscrivere un pubblico appello per il voto al PD secondo le modalità di cui al Regolamento per le primarie “Italia Bene Comune”;
b) versare una sottoscrizione di almeno due euro per la campagna elettorale;
c) sottoscrivere l’impegno a riconoscere gli organismi di garanzia previsti nel presente Regolamento come uniche sedi per ogni eventuale interpretazione, contestazione o controversia riferibile all’organizzazione e allo svolgimento delle elezioni primarie.

3. CANDIDATI

1. Possono essere candidati/e alle primarie gli/le iscritti/e al PD e i/le cittadini/e che si dichiarino elettori/ici del PD, che abbiano i requisiti richiesti dalla legge e dal Codice etico del PD e che sottoscrivano gli impegni in esso previsti. Si può essere candidati in un solo ambito provinciale/territoriale.

2. All’atto della presentazione della candidatura ciascun/a candidato/a dichiara di accettare in ogni sua parte il presente Regolamento e di deferire qualsiasi controversia, quesito o interpretazione -di tipo regolamentare, interpretativo o inerente allo svolgimento della campagna delle operazioni di voto e di scrutinio- esclusivamente agli organi di garanzia previsti dal presente Regolamento.

3. I candidati devono sottoscrivere inoltre, a pena di decadenza, un impegno a:
a) svolgere la campagna elettorale con lealtà nei confronti degli altri candidati evitando ogni azione che possa lederne la dignità oppure danneggiare l’immagine del PD;
b) non avvalersi di qualsiasi forma di pubblicità a pagamento;
c) contribuire, all’atto dell’eventuale accettazione della candidatura alle elezioni politiche, all’attività del PD secondo quanto stabilito nell’apposito Regolamento finanziario del PD.

4. Non sono candidabili alle primarie coloro che:
a) si trovino nelle condizioni di cui all’art. 5 del Codice etico oppure non risultino in regola con le norme che prevedono il dovere degli eletti di contribuire al finanziamento del partito, come da art. 22 comma 2 dello Statuto del PD;
b). I parlamentari europei, i Sindaci dei Comuni superiori ai 5.000 abitanti, i Presidenti dei Municipi/Circoscrizioni delle città metropolitane eletti direttamente, i Presidenti di Provincia e di Regione, gli assessori e i consiglieri regionali in carica, in Enti in cui non sia già stato disposto lo scioglimento, non sono candidabili, salvo deroghe motivate, richieste al Comitato nazionale elettorale entro il 19 dicembre, che si pronuncia sull’accoglimento o meno, d’intesa con i Segretari regionali, entro le 24 ore successive;
c) non abbiano avuto deroga dalla Direzione nazionale, come previsto all’art. 21 commi 8 e 9 dello Statuto, avendo superato quindici anni di mandato parlamentare, come da comma 3 art.21 dello Statuto;
d) i membri delle Commissioni di Garanzia.

5. Coloro che si candidano alle primarie per il Parlamento nazionale non possono essere candidati alle elezioni regionali e delle città metropolitane che si svolgono contestualmente o nei 6 mesi successivi alle elezioni politiche.

4. FORMAZIONE DELLE ROSE DI CANDIDATURE

1. Le rose di candidature alle primarie sono uniche per Camera e Senato e sono esaminate, definite e approvate a maggioranza dalle Direzioni dei Coordinamenti provinciali/territoriali.

2. Concorrono a formare le rose di candidature alle primarie:
a) le/gli iscritte/i e le /gli elettrici/ori del PD, che entro le ore 20 del giorno precedente la riunione della relativa Direzione provinciale, abbiano raccolto sui moduli di cui all’art. 7 del presente Regolamento e depositato presso la Direzione provinciale/territoriale un numero di firme pari al 5% - e comunque non meno di 50 e non più di 500- degli iscritti PD 2011, in almeno 3 circoli, in quell’ambito provinciale/territoriale. Con la maggioranza qualificata dei due terzi dei votanti le Direzioni regionali possono ridurre la percentuale di firme necessarie dal 5% al 3% degli iscritti PD 2011. Ciascun/a iscritto/a può sottoscrivere una sola candidatura.
b) I parlamentari uscenti, iscritti ai gruppi parlamentari del PD, che ne facciano richiesta alla Direzione provinciale entro le ore 20 del giorno precedente alla riunione della stessa.

3. Le rose dei candidati/e, da sottoporre alle primarie, sono formate dalle Direzioni provinciali in un numero di candidature non superiore al doppio delle posizioni in lista complessivamente assegnate a ciascun ambito provinciale/territoriale. Le rose devono rispettare il principio della parità di genere e rispondere a criteri di radicamento territoriale, proiezione nazionale, competenza e apertura alla società;

4. Qualora le candidature proposte eccedano il doppio delle posizioni complessivamente assegnate a ciascun ambito provinciale/ territoriale, nel rispetto della parità di genere e del pluralismo, la Direzione provinciale/ territoriale decide a maggioranza dei votanti la composizione della rosa delle candidature entro il tetto indicato. La composizione di una rosa di candidature che superi il tetto indicato può essere decisa con il voto favorevole dei due terzi dei votanti.

5. DIREZIONE NAZIONALE

1. La Direzione nazionale:
a) elegge il Comitato elettorale nazionale, composto sulla base delle funzioni statutarie e delle rappresentanze dei territori, al quale - nell’ambito dei principi del presente Regolamento e secondo il criterio della più ampia condivisione - è affidato il compito garantire il buon svolgimento della intera fase di selezione delle candidature;
b) approva i capilista sulla base delle proposte avanzate dal Segretario nazionale, sentiti i Segretari regionali;
c) indica candidature rispondenti a riconoscibili criteri di competenza e apertura alla società, con riferimento all’art 19 comma 2 lettere b,e, f dello Statuto, in misura non superiore al 10% delle candidature del PD;
d) approva in via definitiva le liste per Camera e Senato nella seduta dell’8 gennaio 2013, sulla base delle diverse fasi del procedimento istruttorio di selezione delle candidature.

2. Al fine di garantire il regolare e tempestivo svolgimento delle primarie e dei relativi adempimenti, le Unioni regionali e il Comitato elettorale nazionale, in caso di necessità e urgenza, esercitano poteri sostitutivi rispetto agli organi territoriali, previo parere delle rispettive Commissioni dei garanti.

6. UNIONI REGIONALI

1. Le Unioni regionali in raccordo con la Direzione nazionale:
a) coordinano lo svolgimento delle primarie nell’ambito territoriale di competenza;
b) definiscono, a maggioranza dei votanti, i criteri per le candidature sulla base dei principi della parità di genere, della competenza e dell’apertura alla società;
c) assegnano, nella stessa seduta, a ogni Coordinamento provinciale/territoriale il numero delle candidature complessivamente spettanti per la Camera e il Senato sulla base dei risultati delle elezioni politiche 2008. Per stabilire il numero delle candidature e la proporzione delle posizioni eleggibili tra i diversi ambiti provinciali/territoriali nelle liste di Camera e Senato, si suddivide, per 1,3,5,7 e così via, il totale dei voti al PD in ciascun ambito provinciale/territoriale nelle elezioni per la Camera dei Deputati nel 2008, ottenendo una serie di quozienti di entità decrescente.

2. Le Direzioni regionali possono decidere di introdurre delle deroghe a questo metodo per assicurare una più ampia rappresentanza degli ambiti provinciali/territoriali della Regione, assegnando a quelli che non raggiungono il quoziente necessario almeno una candidatura in posizione eleggibile, oppure possono decidere di accorpare gli ambiti provinciali/territoriali che non raggiungono il quoziente necessario in aree subregionali.

3. Al fine del raggiungimento dell’obiettivo della parità di genere , ciascuna Unione regionale è impegnata a realizzare un significativo avanzamento della presenza femminile rispetto alle elezioni politiche del 2008. In ogni caso, nessuna Unione regionale può scendere sotto la soglia minima del 33% della rappresentanza di genere tra le posizioni eleggibili, al fine di concorrere all’obiettivo nazionale della soglia del 40%, cioè del rispetto della norma antidiscriminatoria.

4. Per ridurre al minimo la necessità di interventi di riequilibrio di genere su base regionale dopo le primarie, le Direzioni regionali assumono il criterio dell’alternanza di genere per gli ambiti provinciali/territoriali con più di una posizione eleggibile. In ogni caso, nella riunione del 4 o 5 gennaio 2013 le Direzioni regionali decidono l’eventuale riequilibrio di genere che si renda necessario.

5. Nella stessa seduta le Direzioni regionali formulano, nel rispetto dei risultati scaturiti dalle primarie negli ambiti provinciali/territoriali e dell’equilibrio di genere, le proposte da avanzare alla Direzione nazionale, articolandole tra Camera e Senato.

6. Il Comitato elettorale nazionale assume le proposte delle Direzioni Regionali, le integra, d’intesa con i Segretari Regionali, con le proposte di cui all’art. 5, comma 1, lettera b del presente regolamento; interviene, ove necessario, per garantire l’attuazione delle regole a garanzia della rappresentanza di genere.

7. Il Comitato elettorale nazionale propone alla Direzione nazionale le candidature al Parlamento nazionale per l’esame e la definitiva approvazione.

7. COORDINAMENTI PROVINCIALI/TERRITORIALI

1. Le primarie si svolgono su base provinciale, oppure, dove esistono, sulla base dell’ambito dei Coordinamenti territoriali.

2. Le Direzioni provinciali/territoriali:
a) formano e deliberano, a maggioranza dei votanti, le rose di candidature nella seduta di sabato 22 o di domenica 23 dicembre 2012;
b)predispongono, almeno tre giorni prima di tali riunioni, i moduli per la raccolta delle firme degli iscritti da parte dei candidati;
c) assicurano ai/lle candidati/e l’accesso all’Anagrafe degli/lle iscritti/e PD 2011 e all’Albo degli/lle elettori/rici dell’Italia Bene Comune nel rispetto della normativa sulla privacy;
d) promuovono un’azione di comunicazione diretta a favorire la più ampia partecipazione alle primarie e la conoscenza delle candidature;
e) trasmettono, entro le ore 14 del giorno successivo lo svolgimento delle primarie, i risultati alle Unioni regionali, che a loro volta li trasmettono al Comitato elettorale nazionale.

8. GARANZIE

1. La Direzione nazionale affida alla Commissione nazionale le funzioni di cui all’art.19 comma 3 c dello Statuto nazionale.
2. Eventuali ricorsi, in ogni fase dello svolgimento del procedimento delle primarie, debbono essere rivolti in prima istanza alla Commissione regionale di Garanzia, che esamina e delibera entro 12 ore, e in seconda istanza alla Commissione nazionale di Garanzia, che delibera in via definitiva entro le successive 12 ore.

9. NORMA DI RINVIO

Per quanto non espresso e previsto dal presente Regolamento, hanno valore normativo le decisioni assunte con delibera dal Comitato elettorale nazionale e dalla Commissione nazionale di Garanzia.

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IPOTETICO ACQUISTO

Inserito da casoledelsa il 19 Dicembre 2012

La questione relativa all’ipotetico acquisto, da parte del Comune di Casole D’elsa del “Granaione”, è stato e tutt’ora continua ad essere un argomento molto dibattuto tra la gente.

Il Centrosinistra per Casole ed il Pd rimane fermo sulle proprie considerazioni.

Io ritengo che, nonostante sia stata già espressa in modo chiaro e preciso, la posizione del PD, sia comunque utile ritornare sull’argomento aggiungendo ulteriori tasselli al ragionamento per contestualizzare ancor meglio i motivi che ci hanno portato ad assumere questa posizione.

E’ chiaro a tutti, infatti, che le condizioni economiche in cui versano gran parte dei Comuni Italiani sia estremamente preoccupante.

In questi anni, in maniera continuativa, le manovre finanziarie che si sono succedute hanno infatti portato ad una significativa riduzione delle risorse disponibili in capo ai Comuni italiani, tale contrazione ha generato inevitabilmente la necessità di attuare azioni per il riequilibrio dei bilanci con la logica conseguenza, al fine di assicurare almeno i servizi più essenziali, di un’evidente frenata sotto il profilo degli investimenti.

Non a caso, infatti, molti sono stati i Sindaci che hanno alzato la voce su questo delicato tema, tornato tra l’altro di estrema attualità proprio in concomitanza con la riscossione dell’IMU, perché tale imposta, seppur pesante per i cittadini, poco o nulla porta alle casse dei Comuni che invece ne avrebbe estremamente bisogno.

Il Comune di Casole D’Elsa, è vero, per il caso specifico dell’IMU ha mantenuto l’aliquota sotto la soglia dello 0,4% per la prima casa, ma non possiamo non ricordare la stangata della TARSU.

Evidente sintomo, quest’ultimo, che anche il nostro Comune non è immune dalla crisi generalizzata.

Crisi, tra l’altro, mai smentita neppure dagli stessi amministratori locali.

Mi preme anche ricordare che nei giorni scorsi, proprio mentre a Casole era accesa la discussione sul “Granaione” , prima il Comune di Poggibonsi e subito dopo il Comune di Colle Val d’Elsa, in coerenza con la situazione economica prima delineata, hanno deciso di adottare importanti misure per la riduzione del debito pubblico estinguendo anticipatamente parte dei mutui che avevano acceso negli anni precedenti.

Ancor di più, quindi , la scelta dei nostri Amministratori appare in assoluta controtendenza.

Io credo che governare un paese significhi non solo gestire il presente, ma anche, e soprattutto guardare al futuro.

Proprio alla luce di questo scenario, sono in molti a ritenere che l’unica via percorribile per il futuro dei Comuni medio-piccoli sia quella dell’associazione dei Comuni, non pochi, infatti, stanno valutano la possibilità, tramite referendum consultativi, di spingere verso l’ipotesi di accorpamenti.

Certamente ad oggi la politica necessaria per razionalizzare i costi e mantenere i servizi è quella di pensare e progettare sempre più servizi associati con i comuni limitrofi.

Come PD infatti, consapevoli di questo, mai ci siamo opposti a scelte simili ma anzi più volte abbiamo ribadito l’importanza e la necessità di politiche di area.

Ma come si può allora, in uno scenario del genere, non sostenere che oggi l’acquisto di un immobile come quello del Granaione, non sia una scelta decontestualizzata e fuori da una visione di lungimiranza ?

CLAUDIA RUMACHELLA

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IL GRANAIONE E LO STATO

Inserito da casoledelsa il 19 Dicembre 2012

RICEVIAMO DA BRUNO MELANI E PUBBLICHIAMO

Il Granaione e lo Stato.
Non ho partecipato al Consiglio Comunale del 30 Novembre u.s. in quanto impegnato fuori Casole ma oggi ho potuto vedere la seduta dal sito del Comune di Casole e ascoltare quanto il Sindaco ha comunicato in merito all’acquisto del Granaione. Tralascio alcune considerazioni di carattere procedurale su quanto scritto nelle delibere menzionate dal Sindaco e quanto in effetti verificatosi. Mi soffermerò sul punto che riguarda il valore dell’immobile. Da una parte la Nuova Mensano srl stima in circa € 1.500,00 al mq per un valore totale di € 506.000,00, dall’altra il perito del comune in un centinaio di euro in meno al mq per un valore totale di € 470.000,00 per poi accordarsi Venditore e Acquirente per € 450.000,00 più € 20.000,00 per spese burocratiche . Ricordo che l’immobile è di origine datata, senza pavimentazione con l’unico impianto quello elettrico non a norma.
Andando sul sito dell’agenzia del Territorio per strutture similari ma in stato normale, quindi immediatamente utilizzabili ed a norma negli impianti , ubicati fuori Casole la valutazione al mq è massimo € 650,00.
Sentendo la discussione consiliare (minuto 30 della registrazione) come cittadino mi sono tranquillizzato perché il Sindaco ha dichiarato “… Come si procederà in modo più preciso…….sarà in ogni caso prima dell’acquisto periziato dagli uffici competenti dello Stato.. periziato anche dalla’ Agenzia del Territorio, non risiedono qui gli sprovveduti dal punto di vista Amministrativo… forse risiedono da qualche altra parte ….” Conclude questo passaggio il Sindaco ribadendo “dovremo avere una perizia dall’agenzia del territorio, per le condizioni più favorevoli”.
Rimane in me il dubbio, di come il Sindaco (non sprovveduto) possa fare un accordo o ipotizzarlo e presentarlo in Assemblea pubblica (ma non in Consiglio Comunale) senza aspettare la Perizia dello Stato (fondamentale per acquisti da parte di Amministrazioni Pubbliche) che dati inconfutabili indicano un valore della transazione di un terzo minore di quella ipotizzata. Sicuramente il Sindaco e il consigliere alla trasparenza porteranno all’attenzione dei cittadini tutti questi documenti prima dell’acquisto che aiuteranno anche il Funzionario responsabile della Ragioneria del Comune di Casole per le autorizzazioni necessarie.
Casole d’Elsa 18 Dicembre 2012 Bruno Melani

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IL GRANAIONE :QUARTA E FORSE NON ULTIMA PUNTATA

Inserito da casoledelsa il 19 Dicembre 2012

PUBBLICHIAMO ARTICOLO CHE RICEVIAMO DA DARIO CONTE

Il Granaione: Quarta e Forse Non Ultima Puntata
Milano, 17 Dicembre 2012Chiarissimi Componenti della Giunta di Casole, Consiglieri di Maggioranza e di Opposizione,
essendo incapace di capire in quanto estraneo al Territorio, come ripetutamente sottolineato da un Esponente della Giunta, mi rivolgo a Voi per provare a ricostruire il percorso relativo all’acquisto del Granaione di Mensano.

È comprovato che il Comune di Casole è senza soldi.
Lo ha ripetuto in maniera ossessiva un autorevole Esponente la Giunta stessa (come risulta non da “ho sentito che ….” ma da registrazioni, sì registrazioni.)

Prova comprovata della mancanza di denaro è la rinuncia alla maggior parte delle Opere pubbliche che un autorevole Componente della Giunta aveva sbandierato come sicuramente pronte entro il 31 Dicembre 2010. Abbiamo solo due anni di ritardo, ma d’altra parte un Primo Ministro di cui non ricordo il nome, ma ricordo che si occupava di televisioni, aveva promesso solennemente: “i lavori della Salerno - Reggio Calabria saranno conclusi entro il Dicembre 2012″ (e purtroppo anche di questa promessa vi è registrazione).
Tanti auguri di buon anno quindi all’ex Primo Ministro e agli Esponenti della Giunta di Casole.

In questo clima di totale povertà economica e di difficoltà amministrative, il Comune di Casole decide di stornare una cifra importante per tre obiettivi specifici:

- Scuole del Capoluogo (Progetto eccellente)
- Parcheggio di Cavallano (Progetto eccellente)
- Acquisto del Granaione di Mensano per creare un luogo di aggregazione in quella Frazione
Per stabile a quale prezzo comprare il Granaione, il Comune ha a disposizione due perizie. E già qui sorge una forte perplessità: perché il Comune non si riferisce al prezzo del mercato identificato dall’Agenzia del Territorio?
Ma vi è di più. Delle due perizie, quella redatta dallo Studio Tecnico Effe Emme, non è allegata agli atti della DG 131 del 04/08/2011.

Dall’Aprile 2010 passano 32 mesi (trentadue mesi) durante i quali gran parte delle Opere Pubbliche previste nonviene realizzata ed ecco che la Giunta apre il fronte dell’acquisto del Granaione ed un suo autorevole Esponente dice addirittura la data del contratto d’acquisto della Struttura, fissata al 28/12/2012 (Notaio Pescatori di Poggibonsi).

L’atto di acquisto non è mai stato discusso e messo ai voti in Consiglio Comunale e i suoi dettagli non sono noti. Addirittura non è ancora comparsa sull’Albo Pretorio la delibera con relativo impegno di spesa e allegata bozza di contratto, impedendo così ai Cittadini (a dieci giorni dalla firma dell’atto notarile) la visione del tutto, per potere, ove sia il caso, preparare un adeguato ricorso alle Autorità Istituzionali competenti.

Non sono note le date relative a questo enorme impegno economico per il prossimo triennio.
In data 01/01/2013 scatterà per i Comuni il divieto di investimenti immobiliari a seguito del Patto di Stabilità. Ci si domanda se sia questa la causa dell’improvvisa accelerazione delle pratiche da concludere, entro il 28/12/2012 sottraendo soldi ad opere ben più urgenti dell’acquisto del Granaione, definito “immorale” da alcuni abitanti di Mensano.

I cittadini chiedono trasparenza trasparenza di cifre, di scadenze, di definizione dei soldi a disposizione, di giustificazione precisa dell’assoluta necessità di comprare il Granaione al più presto, senza indugi e senza dubbi.
Alla cifra spaventosa per l’acquisto (ma dove sono i soldi, e quale Banca si accollerà il finanziamento per un acquisto che tre giorni dopo il contratto del 28/12/2012 sarebbe proibito?) vanno aggiunti quelli necessari al ripristino strutturale del Granaione.

Come dice testualmente la perizia, nel Granaione “non sono presenti pavimentazioni e l’unico impianto in loco è quello elettrico da mettere a norma”.
Abbiamo capito bene?
Non vi è pavimentazione per 150,70 mq a piano terra e per 161,00 mq al primo piano, non vi è vespaio sottostante al piano terra che è un metro al di sotto del piano stradale, non vi sono bagni, non vi è impianto idraulico, l’impianto elettrico è da rifare e infine il vicolo di collegamento con via Ricasoli “ha bisogno di interventi di consolidamento strutturale”.

Credete che il Comune abbia indicato una previsione di spesa? Assolutamente no.
Provate allora a chiedere ad un’impresa edilizia di Casole il preventivo per 311,70 mq di pavimentazione, per 150,70 mq di vespaio per aerazione, per quattro bagni più uno per persone diversamente abili, per un impianto elettrico a norma, e per un accesso a strada di assoluta sicurezza.

Perché la Giunta non ha fatto redigere questo preventivo per renderlo pubblico?
Perché, quando non si hanno i soldi ( come ripete ossessivamente ripetuto un autorevole Esponente della Giunta cui crediamo fermamente) si sta fermi o, se ci si muove, tutto dev’essere cristallino sino all’ultimo euro e i dettagli del mutuo devono essere predefiniti con indicazione dei Contraenti e delle scadenze.

È del tutto evidente che, in assenza di totale trasparenza, le Associazioni (uso il plurale in maniera appropriata) si riserveranno di ricorrere al TAR per la valutazione della legittimità degli atti per il solo ed esclusivo bene della Comunità di Casole su cui andrebbero a ricadere tutti i costi di un’operazione come quella sopra riportata.
Si veda in proposito la lettera del 10 Dicembre 2012 intitolata “L’acquisto del Granaione, Terza Puntata” sul blog, che quantifica esattamente il debito che ogni Casolese avrebbe, indipendentemente dalla sua età ( 241,23 Euro a testa; 996,94 Euro per una famiglia di quattro persone) a seguito di avventurose operazioni.

Questa lettera viene inviata alla Giunta Comunale, all’Associazione Pensare Comune (sperando che la censura fin ora imposta alle opinioni dei cittadini sia nel frattempo caduta) al Partito Democratico, ma soprattutto alla Popolazione di Casole perché possa giudicare con consapevolezza sulla base di numeri e documenti, e possa rendersi conti di un futuro che certamente riserva un peso economico insostenibile in termini di debiti contratti.
Con i più cordiali saluti
Dario Conte
Presidente di CasoleNostra

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione

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LA DIREZIONE NAZIONALE DEFINISCE LE REGOLE DELLE PRIMARIE PER I PARLAMENTARI

Inserito da casoledelsa il 18 Dicembre 2012

La direzione del Pd vara all’unanimità le regole per la corsa che porterà alla composizione delle liste dei candidati alle politiche.

Le primarie dei parlamentari si terranno il 29 o il 30 dicembre (la data definitiva sarà decisa a livello regionale)

Secondo il regolamento approvato, possono partecipare alla corsa tutti i parlamentari uscenti che non dovranno raccogliere le firme per gareggiare.

Chi non è parlamentare uscente, per partecipare dovrà invece raccogliere firme pari al 5 per cento degli iscritti su base provinciale o essere scelto nella rosa a disposizione delle direzioni provinciali riservata a personalità della società civile.

Per ‘tutelare’ la parità di genere, è prevista la doppia preferenza uomo/donna con l’obbligo di garantire almeno il 33 per cento della presenza femminile nelle liste.

Non potranno candidarsi, invece, salvo deroga concessa dal partito, gli europarlamentari, i sindaci di città superiori a 5mila abitanti, assessori e consiglieri regionali.

Potranno votare alle primarie gli iscritti del Pd fino al 2011 e i votanti delle primarie del 25 novembre che dichiarino di essere del Pd.

A non doversi sottoporre alla prova delle primarie sarà invece chi entrerà nella ‘quota’  del 10%  che Bersani si è riservato di nominare direttamente.

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ASSEGNI DI STUDIO AGLI INFERMIERI: DALLA REGIONE 3 MILIONI E 700MILA EURO

Inserito da casoledelsa il 17 Dicembre 2012

 
   
FIRENZE – Anche per l’anno accademico 2011-2012 la Regione prosegue con l’erogazione degli assegni di studio agli studenti dei corsi di laurea in infermieristica delle tre sedi di Firenze, Pisa e Siena, per complessivi 3.700.000 euro.
Dall’anno accademico 2000/2001 la Toscana prevede incentivi economici sotto forma di assegni di studio, per promuovere l’iscrizione ai corsi di laurea in infermieristica, per sopperire alla carenza di personale infermieristico rispetto al fabbisogno registrato sia nella sanità pubblica che in quella privata. L’erogazione prosegue anche per l’anno accademico 2011/2012. Questi gli importi degli assegni di studio:
- per il primo anno: 955 euro
- per il secondo anno: 1.936 euro
- per il terzo anno: 3.227 euro
E questi i criteri di attribuzione:
- essere iscritti in corso, senza essere stati iscritti fuori corso o ripetenti per più di una volta; o essere iscritti fuori corso o ripetenti per la prima volta (limitatamente alle iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica);
se iscritti al primo e secondo anno:
- aver superato entro il 30 aprile 2013 tutti gli esami previsti per gli anni precedenti e per l’anno accademico 2011/2012, riportando per l’anno accademico 2011/2012 una media non inferiore a 22/30;
- aver superato coj esito positivo la valutazione del tirocinio;
- aver discusso la tesi di laurea, o aver superato la prova finale del corso di laurea, entro la sessione autunnale o primaverile.
L’assegno di studio viene corrisposto in un’unica soluzione alla fine di ciascun anno di corso.
Nell’anno accademico 2010/2011 sono stati erogati 1.724 assegni di studio, per una spesa totale di 3.685.980 euro.

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PRIMARIE APERTE PER I PARLAMENTARI DEMOCRATICI

Inserito da casoledelsa il 13 Dicembre 2012

Il PD farà le primarie aperte a tutti anche ai non iscritti entro fine anno, per permettere ai cittadini di scegliere i loro candidati in Parlamento. La decisione è stata presa nell’incontro tra il Segretario Pier Luigi Bersani e i Segretari regionali

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La Segreteria nazionale del Partito Democratico, riunita questa mattina con i segretari regionali, con i capigruppo del partito alla Camera e al Senato e con il presidente dell’Assemblea nazionale PD, ha deciso di svolgere in tutta Italia primarie aperte per la scelta dei candidati per le elezioni politiche alla Camera e al Senato.
Il Partito Democratico ha scelto da tempo di impegnarsi per la riforma della politica, per il rinnovamento nella qualità, per l’apertura alla società, per migliorare concretamente il rapporto tra la politica e i cittadini.
La sfida vinta con lo svolgimento delle primarie di coalizione Italia Bene Comune e con la partecipazione popolare alla scelta del candidato presidente del Consiglio del centrosinistra, impegna a proseguire nello sforzo di rinnovamento e di cambiamento della politica.
In questo contesto, la mancata riforma della legge elettorale ha reso indispensabile la scelta delle primarie per l’indicazione dei candidati, pur nella consapevolezza della ristrettezza dei tempi, della complessità organizzativa, dello sforzo che sarà necessario richiedere ai volontari e ai circoli del PD in un periodo per larga parte festivo.
La Segreteria nazionale del PD chiede ai propri iscritti, ai militanti, ai volontari un impegno straordinario per rendere possibile la migliore riuscita di questa iniziativa, pur dopo il lavoro profuso per lo svolgimento delle primarie della coalizione Italia Bene comune.
Queste primarie saranno un appuntamento decisivo per caratterizzare ancora una volta il PD come il partito dell’apertura e del rapporto con la società: saranno lo strumento che il PD offre ai cittadini per restituire loro la possibilità di avere rappresentanti scelti e non nominati dai vertici politici.
Regole e principi generali per lo svolgimento delle primarie saranno indicati nel corso della Direzione nazionale del partito Democratico convocata per lunedì 17 dicembre. Seguiranno nei giorni successivi le riunioni delle direzioni regionali e degli organismi dirigenti provinciali.
Nella riunione di oggi è emersa la condivisione di alcuni primi punti che saranno sottoposti alla Direzione, in particolare con riferimento all’elettorato attivo, che sarà riservato agli iscritti al PD e ai votanti alle primarie del 25 novembre che al momento del voto si dichiarino elettori del PD. Quanto all’elettorato passivo, saranno gli organi territoriali e gli iscritti a selezionare i candidati da sottoporre alle primarie.
Gli obiettivi da raggiungere con questa iniziativa sono: fare in modo che ogni territorio abbia i propri rappresentanti parlamentari scelti con le primarie; un rafforzamento significativo della presenza delle donne nei gruppi parlamentari del PD; una presenza di competenze e di personalità esterne, in modo da comporre una rappresentanza parlamentare del PD che sappia affrontare la responsabilità di governare il paese per offrire all’Italia la possibilità di una riscossa civica, sociale, economica, politica.
Le date per lo svolgimento delle primarie saranno decise in diretto collegamento con le date delle elezioni politiche e con le conseguenti scadenze per la presentazione ufficiale delle liste.
Se le elezioni politiche fossero fissate per il 17 febbraio, di fatto le ultime date possibili per svolgere le primarie e consentire così procedure ordinate e l’approvazione della Direzione Nazionale, che dovrà riunirsi i primi di gennaio, in tempo per la presentazione delle liste, saranno quelle del 29 e 30 dicembre.

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Parte la Tares, costerà più della Tia

Inserito da casoledelsa il 13 Dicembre 2012

Parte la Tares, costerà più della Tia

di Gianni Trovati

In questo articolo

Partirà davvero dal 2013 il nuovo tributo sui rifiuti e servizi, chiamato a sostituire Tarsu e Tia per l’igiene urbana e a finanziare i «servizi indivisibili» (illuminazione pubblica, manutenzione strade e così via). E chiamerà i cittadini alla cassa per la prima rata già dal prossimo gennaio (le altre rate sono previste ad aprile, luglio e ottobre). Il tributo, battezzato Tares, è previsto fin dal decreto salva-Italia dello scorso dicembre, ma i correttivi indispensabili ad avviare la macchina dovrebbero arrivare in extremis con gli emendamenti al Ddl di stabilità che ieri erano in corso di elaborazione per essere presentati da parte dei relatori al provvedimento.

Con le modifiche dovrebbe venire rivista la base imponibile, rimandando il calcolo basato sull’80% della superficie catastale per utilizzare in prima applicazione i parametri utilizzati oggi dai Comuni per le attuali tasse e tariffe e viene recuperata la possibilità di gestire la riscossione delle entrate da parte delle società che oggi raccolgono la tariffa, anche se il conto corrente in cui verranno depositate le somme dovrà essere intestato direttamente al Comune. Morale della favola: il nuovo prelievo partirà da subito, vedrà la scadenza della prima rata già alla fine di gennaio e, soprattutto, chiederà ai cittadini più di quanto pagano oggi.

A gonfiare i conti saranno due elementi. Con la Tares, le bollette pagate dai cittadini dovranno per legge coprire integralmente i costi del servizio, per cui i Comuni che ancora non sono arrivati a questo obiettivo nonostante gli aumenti degli ultimi anni dovranno ritoccare ancora le richieste.
Il problema è più diffuso nei Comuni che ancora oggi applicano la vecchia Tarsu, e che sono 6.700, cioè quasi l’83% del totale. A Milano, per esempio, il servizio rifiuti costa 271,4 milioni all’anno: nel 2011 la Tarsu ha raccolto in città solo 209 milioni, con gli aggiustamenti del 2012 si è saliti a 257,6 milioni, ma per raggiungere l’obiettivo della copertura totale occorrerà far crescere il gettito di un altro 5,4%.

La distribuzione del carico, naturalmente, sarà decisa in base al metodo tariffario, che i Comuni ancora legati alla Tarsu sono chiamati a introdurre nelle prossime settimane utilizzando il «metodo normalizzato» impiegato già dalle attuali tariffe e che sarà definitivamente applicato anche alla Tares, visto che è stata soppressa la norma che prevedeva l’emanazione di un nuovo regolamento ministeriale. Più semplice la partita nei circa 1.300 Comuni che oggi applicano la tariffa rifiuti (nelle forme della Tia 1 prevista dal decreto Ronchi del 1997 o, più raramente, della Tia 2 disegnata dal Codice ambiente del 2006): in pratica, per il momento, potranno continuare a seguire le vecchie regole.

Ma c’è anche un altro elemento che entrerà in campo a gennaio e produrrà aumenti per tutti a prescindere dal sistema utilizzato oggi dal Comune per far pagare il servizio rifiuti. La Tares porta infatti con sé una maggiorazione chiamata a finanziare i «servizi indivisibili comunali», come l’illuminazione pubblica o la manutenzione delle strade. Il valore di base è già fissato dalla legge, è collegato anch’esso agli immobili utilizzati a qualsiasi titolo e prevede 30 centesimi al metro quadrato, che il Comune può portare a 40 centesimi se la situazione delle casse lo impone.

Solo questa partita vale un miliardo, che lo Stato sottrae al calcolo degli ex trasferimenti (travolti anche dalle novità sull’Imu; si veda l’articolo qui a fianco), e che rappresenta la prima ragione per la quale tutte le richieste di rimandare al 2014 il debutto del nuovo prelievo sono cadute nel vuoto.
In prima applicazione, comunque, tutti i calcoli saranno fatti in base alla Tarsu o Tia attuali e sulla “tariffa” dei 30 centesimi al metro quadrato, rimandando i conguagli con gli aumenti locali all’ultima rata. Esattamente come avviene quest’anno con l’Imu.

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La scelta populista della destra è un danno per l’Italia

Inserito da casoledelsa il 8 Dicembre 2012

La scelta populista della destra è un danno per l’Italia
07 dicembre 2012
Berlusconi si ricandida e il suo rientro in campo è un atto di destabilizzazione. Il governo Monti viene investito da un improvviso vento di crisi e lo spread si allarga, tornando a misurare il costo per gli italiani del populismo berlusconiano. Ma, a differenza del passato, il Cavaliere stavolta pare privo di una bussola. Minaccia di far cadere il governo, ma non ne ha la forza. Spinge i suoi senatori all’astensione, ma poi chiede a qualcuno di restare in aula per garantire il numero legale.
Accusa Monti di aver portato il Paese sull’orlo del baratro (proprio lui!) ma la svolta propagandistica non produce comportamenti politici coerenti. Del resto, tutti sanno che il ricatto di Berlusconi punta alla legge sull’incandidabilità dei condannati (ancora la giustizia ad personam). E lo sanno bene nel Pdl, dove ormai c’è la baraonda: chi dice che Monti è un nemico, chi un amico, chi annuncia l’uscita dalla maggioranza, chi la permanenza, chi dissente dal Capo, chi dissente da Alfano, chi prepara le valige, chi non trattiene le lacrime.Siamo all’epilogo della legislatura, e probabilmente la rottura di Berlusconi è solo l’anticipo di una campagna elettorale all’insegna del peggiore populismo di destra. Peggiore di quanto lo stesso Cavaliere abbia finora espresso. Monti non sarà sfiduciato in Parlamento. Berlusconi però ha sfiduciato l’Italia, il buon senso, l’ipotesi di un approdo moderato (pur coltivato da qualcuno dei suoi), la responsabilità verso l’Europa e quegli impegni da lui stesso assunti nelle vesti di premier. Il Berlusconi rientrante dirà che l’Europa è male, che la moneta unica è male, che il rigore è male, che il risanamento di Monti non esiste, che il recupero di credibilità è una menzogna. Anziché lanciare un ponte verso i centristi vecchi e nuovi, tornerà dalla Lega e da Tremonti, e magari abbraccerà pure Borghezio.

I centristi non volevano Berlusconi, è vero. Ma lui poteva liberare nel Pdl un confronto democratico. È rimasto davanti a un bivio per molti mesi: poi ha imboccato una strada che porta danni al Paese. Perché l’Italia avrebbe bisogno di un centrodestra responsabile ed europeo. Avrebbe bisogno di ricostruire il sistema politico, devastato dalla demagogia della Seconda Repubblica. Avrebbe bisogno di una competizione dura, ma ancorata a valori condivisi. Avrebbe bisogno di un comune riconoscimento degli impegni internazionali dell’Italia. Invece quella tregua che ha consentito al governo Monti di operare nei punti più acuti della crisi (con gravi iniquità sociali, tuttavia favorendo una preziosa riduzione dei tassi) ora può evaporare in uno scontro sull’Europa. Berlusconi si illude di riconquistare consensi con gli argomenti di Grillo e della Lega. In questo modo porterà pure in Parlamento un drappello di fedelissimi, ma darà un colpo pesante alla credibilità dell’Italia. È come se tutti noi fossimo ancora sotto ricatto.

In realtà lo spettro di Berlusconi è persino sproporzionato all’estero. Lui non ha più ipoteche. La domanda di cambiamento che il Paese esprime, nelle forme più diverse, è incontenibile entro gli schemi dell’ultimo decennio. Le primarie del centrosinistra hanno aperto una nuova stagione. E il desiderio di innovazione preme da più parti.

Il dramma di questa convulsione berlusconiana è che rischia di bloccare ogni ipotesi di riforma del Porcellum. E quindi di gettare un’ombra di delegittimazione sulle prossime elezioni. Se resta imprigionata nella Seconda Repubblica, l’Italia rischia grosso. Senza un centrodestra europeo saranno menomati anche gli avversari. Ma da questa difficoltà deve nascere un supplemento di responsabilità nelle altre forze democratiche. Innanzitutto nel Pd, che oggi è il partito sul quale sono riposte le maggiori aspettative di cambiamento. Dovrà avere lo stesso coraggio che ha dimostrato aprendo le sue primarie: dovrà fare i salti mortali pur di cambiare il Porcellum, dovrà aprire consultazioni per la scelta dei suoi parlamentari qualora la legge elettorale fosse immodificabile, dovrà parlare apertamente del cambiamento necessario mentre assicura con lealtà la conclusione del mandato di Monti. Dovrà presentarsi al Paese per governare. Ma allo stesso tempo dovrà tenere aperta la porta alla collaborazione e all’impegno di tutti coloro che vogliono partecipare alla ricostruzione e sono disposti a tagliare i ponti con i populisti e i demagoghi.

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GRANAIONE

Inserito da casoledelsa il 7 Dicembre 2012

GRANAIONE

E’ ormai da svariati mesi, per non dire forse dall’inizio di questa legislatura, che il Partito Democratico, per voce anche dei propri consiglieri comunali, ha cercato di accendere i riflettori sull’incresciosa questione dell’acquisto del Granaione a Mensano.

Abbiamo assistito, in realtà, in questo periodo ad un balzello di informazioni fornite dall’amministrazione, senza riuscire a capire bene se questa operazione si sarebbe o meno concretizzata.

Oggi che il Sindaco e la sua Giunta, sembra definitivamente essersi preso la responsabilità di questa scelta, almeno da quanto si evince dalla delibera di giunta n° 123 del 24-10-2012, è nostro dovere riaffermare a gran voce la nostra contrarietà.

Tale operazione, forse, poteva essere compresa e sostenuta anche dall’opposizione in un periodo di maggior garanzie economiche, ma non certo adesso.

Pur riconoscendo l’importanza, soprattutto nelle frazioni più piccole, come potrebbe essere Mensano, di spazi messi a disposizione della cittadinanza al fine di poter realizzare incontri o feste, da sempre occasione di massima socializzazione, crediamo fortemente che oggi le priorità di spesa per un Comune dovrebbero essere ben altre.

Prendendo atto della grave situazione economica in cui versa oggi anche il nostro Comune, e di prove ne potremmo citare molte, e di una crisi che presumibilmente investirà anche gli anni successivi, impegnare € 77.000 e addossarsene per il futuro altri € 350.000, ci sembra una scelta avventata e contemporaneamente inadeguata al momento.

Analizzando tutta la vicenda poi, viene anche lecito chiedersi, oltre ai € 77.000 iniziali, quali siano le successive condizioni contrattuali prima dell’immissione nel possesso da parte dell’Amministrazione.

Nulla avremmo avuto da dire se tale indebitamento fosse servito per l’acquisto o il miglioramento di una scuola, di un immobile adibito ad attività sociali o a qualsiasi altro di strettamente necessario e veramente utile e indispensabile per il nostro Comune e per la nostra cittadinanza.

Ma pensare che l’acquisto dell’immobile del Granaione sia oggi una priorità per il nostro Comune, è per noi una cosa folle, e sottrarre quei soldi negando così servizi più utili e necessari per Casole è ancora più grave.

Che dire poi di molte altre opere pubbliche, altrettanto importanti per il nostro comune, che ancora oggi non sono state realizzate e che figuravano nel programma amministrativo dell’amministrazione comunale. Volendone citare alcune solo per la frazione di Mensano, ricordiamo la necessità di un parcheggio, la ripavimentazione delle vie nella parte alta, la sistemazione dell’impianto fognario.

Se poi il problema è quello, di destinare spazi civici più ampi ai cittadini di Mensano, proponiamo all’amministrazione, di coinvolgere la società proprietaria, in altre forme di cessione ed utilizzo dell’immobile, naturalmente a carattere non oneroso.

E’ forse giunto anche il momento, poi, di una riflessione di più ampio respiro che riguardi proprio il paese di Mensano.

Secondo quanto emerso, nel corso di un assemblea pubblica , risulterebbero in vendita gli spazi dei locali del circolo ricreativo, di proprietà della Curia di Siena;

se ciò si realizzasse quindi, verrebbe a mancare quello che è il più importante spazio di socializzazione della vita del paese e se il Comune volesse proprio impegnarsi in una spesa importante, crediamo che questa sarebbe l’operazione di carattere prioritario.

Questo argomento portato a conoscenza solamente al Consiglio di Frazione di Mensano riteniamo che riguardi in realtà l’intera comunità del Comune e come tale, quindi, avrebbe richiesto a nostro avviso un maggior coinvolgimento, oltre che delle forze politiche anche di tutti cittadini.

Il fatto dell’acquisto del Granaione, rientra in realtà in un contesto più complesso che investe sia il tema del bilancio che l’economia dell’intero comune di Casole d’Elsa.

Questi temi saranno oggetto di una assemblea pubblica che il Partito Democratico convocherà entro il mese di Dicembre.

PD CASOLE D’ELSA

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