Strage Di Sant’Anna Di Stazzema, la procura tedesca archivia l’inchiesta contro gli ex SS

Inserito da casoledelsa il 3 Ottobre 2012

 

Strage Di Sant’Anna Di Stazzema, la procura tedesca archivia l’inchiesta contro gli ex SS
Non c’è giustizia, a 68 anni di distanza, per le 560 vittime dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. A causa di “elementi insufficienti”, la giustizia tedesca ha archiviato l’inchiesta nei confronti di otto ex funzionari delle SS, sospettati di avere partecipato alla strage: Gli unici rimasti in vita dei 17 indiziati.

Al termine di un’inchiesta durata 10 anni, i giudici hanno annunciato che la partecipazione di 17 uomini, otto dei quali ancora vivi, al massacro compiuto il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema “non può essere provata”, ha scritto la procura di Stoccarda in un comunicato. “‘Dalle indagini, condotte in maniera ampia ed estremamente approfondita insieme all’ufficio criminale del Baden-Wuertemberg, è emerso che non è possibile dimostrare una partecipazione dei 17 indiziati - in particolare degli otto ancora in vita - agli avvenimenti del 12 agosto 1944 nel paese di Sant’Anna di Stazzema punibile con una pena che non sarebbe prescritta”. Il processo italiano aveva portato nel 2007 alla condanna definitiva all’ergastolo, in contumacia, dei dieci imputati.

“Non ci credo, che abbiano deciso una cosa del genere, non è possibile, è una offesa per tutte le 560 vittime e tra queste bambini e donne innocenti, non si può accettare un verdetto del genere”, ha commentato Enrico Pieri, uno dei superstiti della strage. Fortemente critico anche il sindaco Di Sant’Anna di Stazzema Michele Silicani. “. E’ una notizia che ci ha profondamente offesi e addolorati”.

“Mi sento di assicurare ai sopravvissuti e ai parenti delle vittime che la procura di Stoccarda ha fatto tutto il possibile’, ha precisato la procuratrice capo di Stoccarda Claudia Krauth, che ha coordinato le indagini.

Parole di rammarico sono arrivate dal ministro socialdemocratico della Giustizia del Baden-Wuerttemberg, Rainer Stickelberger: “Sono consapevole che si tratta di un grave prova per i familiari delle vittime di questo crimine di guerra”, ha affermato Stickelberger, secondo il quale le autorità inquirenti, pur di fronte alla gravità delle accuse, sono tuttavia tenute al rispetto del diritto e della legge. Di ciò fa parte anche il rispetto della sentenza della Corte di Cassazione tedesca relativa alla questione delle circostanze in base alle quali può essere definita la responsabilità per omicidio e concorso in omicidio di militari coinvolti in uccisioni avvenute durante la guerra.

“Siamo addolorati e sconfortati per la notizia che non verrà svolto il processo per otto ex gerarchi delle SS sospettati di aver preso parte al massacro di S. Anna di Stazzema. Non siamo però rassegnati, quella strage deve trovare verità e giustizia: presenterò una interrogazione per chiedere al governo l’acquisizione degli atti e per sapere in che modo intenta proseguire l’azione per impedire l’impunità dei responsabili”, il commento del deputato del Pd Paolo Corsini, componente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa.

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APPELLO AL PRESIDENTE ROSSI

Inserito da casoledelsa il 3 Ottobre 2012

COMUNICATO INVIATOCI DALL’ANPI DI CASOLE D’ELSA

Siena 28.09.2012Contro il razzismo, solidarietà ai migranti, chiudiamo Casa Pound!

PREMESSA:

Dopo mesi di attesa siamo riusciti ad ottenere per la giornata del 5 ottobre 2012, un appuntamento in Regione per chiedere la chiusura ,almeno in tutto il territorio della Toscana, delle sedi di Casa Pound e non solo:facciamo presente che in Toscana, regione che è stata in prima linea nella guerra partigiana, esiste fin dal 1986 a Terranova Bracciolini Loc. La Cicogna (AR). La Fondazione RSI Istituto Storico, fondato da reduci della Repubblica di Salò, tuttora vera e propria scuola di fascismo frequentata anche dai militanti di Casa Pound.
Tuttavia la richiesta di consegnare personalmente al Presidente Rossi la lettera con spiegate le motivazioni che ci hanno spinto a mobilitarci è stata disattesa: non ci è stato neppure specificato se la delegazione che ci rappresenta, il giorno 5 ottobre, incontrerà il Capo di Gabinetto o l’Amministratore al Welfare. Tale disinteresse da parte delle figure istituzionali è inaccetabile! E’ passato meno di un anno dai fatti tristemente noti di Piazza Dalmazia e ci appare oggi evidente come l’assassinio dei due ragazzi senegalesi abbia rappresentato per la nostra classe dirigente politica, solo un mero pretesto per darsi una patente di antifascismo. Un anno fa chi ci governa si prodigava nell’esprimere cordoglio ai media più disparati, nello sfilare in testa a manifestazioni capaci di radunare a Firenze quasi 20000 persone, nel farsi portavoce di un’esigenza diffusa di vedere confinate all’illegalità tutte le associazioni che svolgono attività sulla base di principi razzisti e omofobi. Oggi il governatore non trova il tempo per accogliere una delegazione che rappresenta la quasi totalità delle realtà antifasciste e antirazziste attive nella nostra regione: un numero massiccio di attivisti che chiedono a Rossi di dimostrare con i fatti quanto affermato un anno fa.
L’appuntamento del 5 ottobre non rappresenta che una fase di quello che sarà il nostro percorso: siamo intenzionati a continuare per la nostra strada.
I covi fascisti devono essere chiusi!
I partiti di regime non possono più finanziare e proteggere associazioni che inneggiano al Fascismo !
Le istituzioni devono farsi garanti del rispetto della Costituzione e agire concretamente affinchè il Fascismo venga definitivamente smantellato.
TESTO LETTERA A ROSSI:

Martedì 13 dicembre 2011, a Firenze, vengono assassinati due cittadini senegalesi e altri 4 vengono feriti dalla stessa arma. Arma impugnata da Gianluca Casseri, militante di Casa Pound Pistoia nonché assiduo frequentatore e collaboratore di diverse sedi di Casa Pound in Toscana. Questo fatto cruento non può certo essere interpretato come il sintomo della follia di un individuo, si tratta, piuttosto, della punta di un iceberg.
L’odio razziale, propagandato per più di un decennio anche dalle destre parlamentari, è una caratteristica centrale del discorso neo-fascista diffuso da queste stesse organizzazioni. Nonostante la nostra Costituzione vieti espressamente l’apologia di fascismo e di razzismo, questi gruppi sono oggi largamente diffusi sul territorio Toscano e Nazionale.
La loro legittimazione è da sempre funzionale ad un potere politico ed economico che utilizza questi sessi elementi come bassa manovalanza e come strumento di divisione sociale. Lo scopo è di scongiurare un’unità pericolosa per l’attuale sistema, alimentare le paure e le frustrazioni delle classi meno abbienti.
L’odio per il diverso è funzionale alla distrazione delle masse dai reali problemi sociali ed economici del paese.
Ad una repressione politica segue necessariamente l’attuazione di strategie di controllo diversificate e locali; a questi gruppi neo-fascisti di fatto, è stato affidato il compito di reprimere ciò che una legge non potrà mai cancellare: la lotta ed il libero dissenso.
Non è più possibile ignorare questi gruppi dell’estrema destra, coltivando l’illusione che, in fondo, si tratti di pochi e ininfluenti personaggi.
Gli ultimi anni hanno visto il coinvolgimento di militanti neo-fascisti in numerosi episodi di aggressione nel nostro territorio ed in quello Nazionale, con la complicità, a volta evidente, di certi settori istituzionali.
Vogliamo ricordare i Fatti di Pistoia che hanno visto il coinvolgimento diretto dell’assassino Casseri. Egli era presente a tutte le udienze del processo contro gli antifascisti toscani, che si erano riuniti per discutere dell’emergenza democratica delle ronde leghiste, accusati invece di aver devastato la sede del circolo Casa Pound di Pistoia.
La memoria ha valore se conservata e protetta, altrimenti gli orrori del secolo passato si ripeteranno inesorabilmente.
Dare spazio a simili frange estremiste, in nome della tolleranza e della libertà di parola, significa lasciare che si diffonda un pensiero e delle pratiche già giudicate dalla storia e bollate come crimini contro l’umanità. Se ora vediamo questi sparuti, e neanche troppo, nuclei, utilizzare APPARENTEMENTE le regole del gioco democratico, è soltanto perché al momento attuale è l’unica via per avere una certa diffusione a livello formale e mediatico.
Gli incendi dei campi Rom sono passati come uno sfogo alla frustrazione e non come il sintomo di un crescente odio razziale. Odio suscitato ad arte proprio da quei gruppi di estrema destra dei quali chiediamo la messa fuorilegge, in ottemperanza alla NOSTRA Costituzione e alle leggi dello Stato Italiano.

In questo contesto e con l’aggravarsi della crisi economica, è più che mai necessario rispondere con forza a queste organizzazioni e alla cultura dell’odio da esse propagandata.
Con questo documento le chiediamo di intervenire con gli strumenti a sua disposizione per far chiudere le sedi di Casa Pound e tutte le organizzazioni ad essa affiliate in Toscana, dichiarando la loro illegalità . Le chiediamo di fare da apripista al resto d’Italia e di far rispettare la Costituzione italiana e le leggi dello Stato .
Mai più diffusione dell’odio razziale, mai più omicidi xenofobi.

Questo sarà solo il primo passo per poter rispondere al discorso razzista, dimostrarne l’incoerenza logica, ricostruendo finalmente nel nostro Paese una cultura del rispetto verso le differenze religiose, sessuali, culturali, etniche e di genere.
I firmatari:
SIENA BENI COMUNI
100 IDEE PER LA PACE
CAAT REGIONALE
PARTITO DEI CARC
ANPI PROVINCIALE SIENA
ANPI UNIVERSITA’ SIENA
CONFEDERAZIONE DEI COBAS
USB
GIOVANI COMUNISTI
BRIGATE DI SOLIDARIETA’ PER LA PACE
PRC SOVICILLE
SERPE REGOLO
COMITATO ACQUA DI SIENA
PCL SIENA
RETE DEI COMUNISTI DI PISA
PRC DI ABBADIA SAN SALVATORE
COMITATO COMUNISTA TOSCANO SEZ.FIRENZE
REDAZIONE “NUOVA UNITA”FIRENZE
SINISTRA CRITICA TOSCANA
ASSEMBLEA ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA MASSA CARRARA
MICHELE VITTORI
ANNALISA VIOLINI
SONIA MASI
ANDREINI FRANCESCO(SEGRETARIO PRC SIENA)
CASOLE NOSTRA
COSTANTINO BORGOGNI (PRC POGGIBONSI)
PARTITO COMUNISTI ITALIANI(MASSIMILIANO STUMPO SEGRETARIO PROVINCIALE)
ANTONIO FALCONE(CONSIGLIERE PROVINCIALE PRC - P.d.C.I SIENA)
LAURA VIGNI
ANPI POGGIBONSI
ANPI CECINA
ANPI COLLE DI VAL D’ELSA
ANPI CASOLE D’ELSA
PRC POGGIBONSI
PRC MASSA
DAS(Dimensione Autonoma Studentesca)
LINK(Sindacato degli studenti)
ANPI AREZZO
VALDARNO ANTIFASCISTA
COLLETTIVO COMUNISTA LUCIO NENCETTI
COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA JUGOSLAVIA
COMITATO ANTIFASCISTA S.LORENZO DI PISTOIA

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LA COERENZA DI UN SINDACO

Inserito da casoledelsa il 2 Ottobre 2012

Ho letto almeno due volte l’appello in difesa della provincia di Siena riportato sulla stampa e poi pubblicato anche nel nostro blog.

Non tanto per il suo contenuto , che anche io nel merito ho sostenuto in un documento del partito democratico nel quale si riportava in concreto quanto scritto anche nell’appello.

E neppure per il fatto che tra i firmatari ci siano anche sindaci non del pd, anzi, considerato che Siena rischia davvero di essere fortemente penalizzata, perdendo la gestione di funzioni determinanti per lo sviluppo e la crescita economica del nostro territorio, io sono la prima a sostenere che per il bene dei cittadini e la tutela dei suoi servizi non dovrebbero esserci colori politici.

Se ci fermassimo solamente a queste valutazioni, infatti, sembrerebbe più che lecito che i 35 sindaci della provincia di Siena, congiuntamente, abbiamo deciso di sottoscrivere un appello di protesta sul riordino delle Province e sui nuovi assetti istituzionali, per salvaguardare le competenze territoriali, rivedere i parametri di legge e soprattutto tutelare la vocazione storico-culturale di Siena come capoluogo.

A tutto questo però non può sfuggire un piccolo, grande, particolare.

Tra i firmatari c’è anche il nostro sindaco Piero Pii  (a meno che non si tratti di un mero errore di battitura) che solo pochi giorni fa, all’assemblea del 27, ha urlato alla platea l’assoluta inutilità delle Provincie; accennando addirittura , con la speranza della sua abolizione , alla necessità di un progetto di rafforzamento dei rapporti tra Regione e Comuni, nonché  addirittura lanciando proposte  di reimpiego della nuova sede in costruzione (stante lo spreco in caso di giusta soppressione!).

E’ davvero bizzarro che davanti ai suoi cittadini il nostro Sindaco abbia sostenuto apertamente una posizione e dopo pochi  giorni , a mezzo stampa , abbia aderito ad un documento dove si sostiene l’esatto opposto.

A questo punto, allora, non solo come segretario di un partito, ma prima ancora come singolo cittadino, mi piacerebbe davvero sapere quale è la sua opinione, senza prima però non aver rilevato, che per tutti, ma  a maggior ragione per un Sindaco, la coerenza non puó essere un optional.

CLAUDIA RUMACHELLA

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L’ESIGENZA DI UN GIUSTO CONTRADDITTORIO

Inserito da casoledelsa il 1 Ottobre 2012

Alla luce dell’assemblea indetta dall’Amministrazione, riteniamo che sia quanto più necessario e urgente un confronto diretto tra il Comune e Sienambiente.

In quella sede infatti, ma già nella lettera inviata dall’Amministrazione a tutti i cittadini,  c’è stato un chiaro richiamo ad un elevato costo del servizio da parte del Sienambiente.

Noi non vogliamo qui fare i difensori di nessuno né puntare il dito su altri, ma è nostro compito permettere ai cittadini di capire qual’è la verità.

Riteniamo che questo sia possibile solo tramite un aperto contraddittorio tra i soggetti interessati.

Ecco perché avendo ritenuto doveroso contattare il Presidente di Sienambiente, il quale si è già reso disponibile a chiarire la posizione della società, abbiamo chiesto ufficialmente al consiglio comunale di sabato scorso di convocare in termini brevissimi un consiglio comunale aperto sull’argomento.

Sarà quella l’occasione per chiarire i numeri.

Per quanto ci compete possiamo solo rilevare il fatto che in base al Piano Finanziario 2011 del Comune,  quanto richiesto al Comune da Sienambiente in base alla Tariffa deliberata dall’ATO è  stato di circa  € 561.000, e guardando il  Piano Finanziario 2012 la parte di competenza di Sienambiente sarà pari a circa gli stessi €561.000 dell’anno precedente.

A quando sembra, infatti, la tariffa riconosciuta al gestore Sienambiente e applicata di conseguenza al Comune non è  variata tra il 2011 e il 2012.

Ciò fa sospettare, perciò, che l’aumento della TARSU 2012 che i cittadini hanno trovato in bolletta non  derivi prevalentamente da un incremento dei costi di gestione,  quanto piuttosto, in maggior parte, dal fatto che  il Comune per il 2012 ha deciso di elevare al 95% il grado di copertura del servizio a fronte del 66% dell’anno precedente.

Ciò significa quindi che, mentre per gli anni precedenti il Comune aveva deciso di farsi carico di una percentuale di spesa scomputandola dal totale, ed evidentemente scaricandola sulla fiscalità generale quindi ripartendola tra tutti i cittadini indifferentemente,   per quest’anno non è stato così e i cittadini hanno pagato anche quella percentuale di spesa che nel passato era inserita nella parte corrente del bilancio del Comune di Casole d’Elsa.

Inutile cercare strumentalizzazioni, queste sono solo scelte che attengono al bilancio prettamente legate a valutazioni e priorità che ogni Comune in propria autonomia e legittimità decide, assumendosene però la responsabilità politica di averle adottate.

Se poi vogliamo travalicare i numeri e indirizzare la questione su altri temi, come anche all’assemblea si è tentato di fare,  strumentalizzando la cosa al solo scopo di cercare consensi elettorali, facendo riferimenti a nomine effettuate dal Partito Democratico all’interno del c.d.a. di Sienambiente o richiami al fatto che il Presidente Fabrizio Vigni sia stato un esponente del PD, vorremo per onestà  ricordare, che di questi presunti “giochi di nomine” a cui si allude, si parlava  già venti anni fa.

Ma forse, nel passato, qualcuno non era nelle condizioni per poterne parlare , quindi se non per onestà politica quantomeno per coerenza, non dovrebbe farlo neppure oggi.

IL PD DI CASOLE D’ELSA

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Dai 35 sindaci del territorio un appello per salvare la Provincia di Siena

Inserito da casoledelsa il 1 Ottobre 2012

Dai 35 sindaci del territorio un appello per salvare la Provincia di Siena

Un appello indirizzato a Cal, Regione, Anci e Upi Toscana sul riordino delle Province e dei nuovi assetti istituzionaliUn appello sul riordino delle Province e dei nuovi assetti istituzionali, per salvaguardare le competenze territoriali, rivedere i parametri di legge e tutelare la vocazione storico-culturale di Siena come capoluogo. È quello firmato unitariamente da tutti i 35 sindaci della provincia di Siena, indirizzato alla Regione Toscana, al Consiglio delle autonomie locali, all’Anci e all’Upi Toscana per deliberare una proposta che chieda al governo di riconoscere il rispetto di uno soltanto dei due parametri previsti dalle legge.

“In merito al tema del riordino delle Province e dei nuovi assetti istituzionali - si legge nell’appello - ribadiamo la nostra contrarietà a una riforma che si prospetta come un pasticcio istituzionale, recando danni ai territori, che non porterà a risparmi rilevanti ma che finirà per allontanare i servizi dai cittadini. La legge, allo stato attuale, cancella la Provincia di Siena, smantellando funzioni determinanti per lo sviluppo e la crescita economica del nostro territorio. L’Italia, invece, ha bisogno di una riforma organica del sistema istituzionale a tutti i suoi livelli e di una pubblica amministrazione più efficiente. Tra le storture più rilevanti della legge, c’è la questione delle differenti competenze affidate alle nuove Province e alle Città metropolitane: ai nuovi enti di secondo grado rimarranno soltanto alcune funzioni gestionali e residuali, mentre alle città metropolitane andranno competenze strategiche, come il coordinamento delle politiche di sviluppo, e sarà garantita un’enorme autonomia statutaria. Per legge, ci saranno quindi territori di serie A e di serie B e una centralizzazione dei poteri sui capoluoghi di Regione. In Toscana le scelte strategiche su economia, lavoro e sviluppo, ad esempio, passeranno da Firenze, mentre ai nuovi enti di secondo grado rimarranno soltanto attività gestionali”.

“La Provincia - si legge ancora nell’appello - svolge un lavoro di coordinamento e promozione molto importante per quanto riguarda lo sviluppo economico, il lavoro, l’agricoltura, il turismo e la formazione. Queste funzioni devono rimanere di competenza delle amministrazioni provinciali. È necessario analizzare funzioni e competenze oggi sovrapposte tra i vari livelli istituzionali, senza però procedere a un allontanamento delle funzioni e dei servizi dal territorio. Siena è disponibile a ragionare di un’aggregazione di area vasta che vada oltre i parametri di legge e porti all’individuazione di tre sole province in Toscana. Se, come sembra, questo disegno sta tramontando, è evidente che dovranno essere rivisti i parametri di legge che stanno penalizzando fortemente il nostro territorio. La Toscana, da sempre terra di buon governo locale, deve prospettare un disegno di riorganizzazione complessiva degli assetti istituzionali che possa andare oltre un’applicazione pedissequa della legge. Noi chiediamo una deroga per la Provincia di Siena, che tenga conto solo della dimensione territoriale come criterio per definirne l’autonomia”.

“Per la sua storia, il prestigio nazionale e internazionale delle sue istituzioni e per la sua posizione geografica - prosegue l’appello - Siena ha tutte le carte in regola per poter continuare a svolgere il ruolo di capoluogo. Il numero degli abitanti non è assolutamente un criterio adeguato per la scelta e la collocazione del capoluogo, Siena possiede le caratteristiche tipiche delle grandi realtà urbane: è tra le città d’arte italiane più conosciute e apprezzate nel mondo, è sede di due università di rilievo nazionale e internazionale, di un’Azienda Ospedaliera e di altre importantissime Istituzioni e soprattutto, oltre ai residenti, vi è una presenza costante di migliaia di turisti e di persone cha hanno a Siena la propria sede di lavoro. La proposta di un’aggregazione tra Siena e Grosseto e la conseguente perdita del capoluogo per la nostra Provincia è inaccettabile, perché si basa solo su criteri numerici, senza valutare gli elementi storici, sociali ed economici e non tiene conto delle implicazioni negative per i cittadini”.

I 35 sindaci firmatari dell’appello. Roberto Bozzi (Castelnuovo Berarenga); Roberto Machetti (Trequanda); Giordano Santoni (Torrita di Siena); Alessandro Masi (Sovicille); Maurizio Botarelli (Sinalunga); Francesco Landi (Sarteano); Roberto Rappuoli (San Quirico d’Orcia); Michele Boscagli (San Giovanni d’Asso); Giacomo Bassi (San Gimignano); Franco Picchieri (San Casciano dei Bagni); Emiliano Spanu (Rapolano Terme); Emiliano Bravi (Radicondoli); Massimo Magrini (Radicofani); Alessandro Aterini (Radda in Chianti); Lucia Coccheri (Poggibonsi); Fabrizio Fè (Pienza); Fabrizio Agnorelli (Piancastagnaio); Antonio Loia (Murlo); Sandra Becucci (Monticiano); Jacopo Armini (Monteroni d’Arbia); Bruno Valentini (Monteriggioni); Andrea Rossi (Montepulciano); Silvio Franceschelli (Montalcino); Michele Pescini (Gaiole in Chianti); Paolo Brogioni (Colle di Val d’Elsa); Stefano Scaramelli (Chiusi); Ivano Minocci (Chiusdino); Gabriella Ferranti (Chianciano Terme); Fabio Di Meo (Cetona); Marcello Bonechi (Castellina in Chianti); Piero Pii (Casole d’Elsa); Marco Mariotti (Buonconvento); Jacopo Pianigiani (Asciano); Lorenzo Avanzati (Abbadia San Salvatore); Sindaco Fabio Savelli (Castiglione d’Orcia).

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Interrogazione al Consiglio Comunale del 29.9.2012

Inserito da casoledelsa il 1 Ottobre 2012

AL SINDACO

ALL’ASSESSORE ALLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE ED AL BILANCIO

 

Interrogazione scritta con richiesta verbale

PREMESSO- Che molti cittadini hanno segnalato anche al nostro gruppo politico il proprio malcontento sull’esorbitante incremento riscontrato negli avvisi di pagamento della Tarsu (Tariffa Rifiuti Solidi Urbani);
anche a seguito dell’Assemblea Pubblica del 27-9-2012,  indetta dall’Amministrazione Comunal e caratterizzata da una grande partecipazione di cittadini interessati all’argomento;
IN CONSIDERAZIONE
della discussione emersa durante questa assemblea sui costi richiesti dall’ente gestore per l’espletamento del servizio
Chiede
che venga convocato quanto prima un Consiglio Comunale Aperto con la partecipazione del presidente del Consorzio Sienambiente, per un giusto e trasparente confronto tra cittadini, partiti politici e amministrazione comunale.
GRUPPO CONSILIARE
CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA

 

Casole d’Elsa lì 29/09/2010

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