DENARO PUBBLICO

Inserito da casoledelsa il 15 Ottobre 2012

PUBBLICHIAMO ARTICOLO RICEVUTO DA CASOLE NOSTRA

Nelle ultime settimane è stato fatto osservare diverse volte che negli anni 2010–2011 l’Amministrazione Comunale di Casole d’Elsa ha speso, per pratiche legali e consulenze urbanistiche l’impressionante cifra di150.232,00 €
È stato anche osservato come tale uso di denaro pubblico sia difficile da accettare da parte dei cittadini, dal momento che l’esborso è conseguenza di una cattiva politica da parte di diverse amministrazioni (si legga per esempio l’opinione di Paolo Baldeschi sulla Variante al Piano Strutturale alla luce dei costi recentemente pubblicati). 
Non è infatti moralmente corretto caricare i cittadini di spese per atti nei quali i cittadini non hanno alcuna responsabilità e dai quali non ricavano alcun beneficio.

Sono passati pochissimi giorni da quelle considerazioni, e in data 05/10/2012 con determinazione n. 392, il Comune di Casole d’Elsa pubblica il “Conferimento di incarico professionale per resistenza in giudizio contro atto di citazione promosso da parte della Società Immobiliare Le Vigne srl innanzi al Tribunale di Siena”
Nella delibera, dopo due pagine di punti di chiarificazione, viene determinato di affidare all’Avvocato Gaetano Viciconte la difesa del Comune di Casole, di impegnare la somma di 8.000,00 €, di imputare la somma complessiva al Bilancio Provvisorio 2012, di dare atto che i rapporti con il Professionista, considerato il modesto importo saranno regolati con scambio di corrispondenza e così via.

Una delibera di questo tipo, in piena crisi economica, suggerisce considerazioni molto semplici:

A pagina 2 della determinazione Comunale, al punto 4 si legge che la cifra di 8.000,00 € compresa di IVA si riferisce a “spese ed oneri previdenziali relativi alla prima fase di studio propedeutica alla prima Udienza”. Quindi, se le parole non solo vane, solo la parte iniziale del lavoro dell’Avvocato Viciconte costa ai cittadini il modesto importo di 8.000,00 €

Il successivo lavoro ovviamente dovrà essere valutato e pagato in base alla mole di attività dell’Avvocato stesso. Quindi la Comunità Casolese si vede capitare sulla testa una spesa di 8.000,00 € per un procedimento di cui non conosce assolutamente nulla (la citazione in giudizio non è stata allegata alla delibera) ma nel quale sembrerebbe che è il Comune a doversi difendere. Da quali accuse? La delibera non lo dice.

La Procura di Siena sostiene che l’insediamento delle Vigne è irregolare, e per questo ci sono stati rinvii a giudizio, patteggiamenti e anche una richiesta di demolizione da parte del giudice. 
Perché allora questa nuova citazione in giudizio? 
E perché non c’é un Garante della Comunicazione del Bilancio che informa i cittadini di come e perché vengono spesi i loro soldi?

Eppure, se abbiamo capito bene, i Cittadini di Casole, pur non avendo alcuna responsabilità nel disastro de Le Vigne, pagheranno 8.000,00 € subito perché l’Avvocato Viciconte guardi le carte, e una cifra che non è quantificata perché l’Avvocato Viciconte prosegua la causa e, qualora la causa venga persa rischiano di pagare una parte dei6.400.000,00 € per risarcire la proprietà danneggiata.

Ci si domanda allora
- perché il denaro pubblico debba essere utilizzato in questo modo e se, in un momento in cui i pochi fondi disponibili andrebbero utilizzati per i servizi sociali, la scuola, l’agricoltura e il rilancio dell’economia, non sia possibile evitare queste spese.

- cosa ci sia scritto nella citazione in giudizio e perché questa non sia stata allegata alla delibera. 
- se sia corretto che i cittadini debbano pagare avvocati per una vicenda giudiziaria della quale non sono stati informati.
- se ci sono responsabilità personali in questa vicenda e se in questo caso gli avvocati non debbano essere pagati con denaro personale e non pubblico.
- perché non si chiede ai cittadini stessi (per esempio con un referendum comunale) se vogliono che il denaro pubblico venga adoperato per spese legali in questioni nelle quali non hanno alcuna responsabilità.
- perché se la stessa compagnia assicuratrice (che certamente ha potuto vedere i documenti) si è rifiutata di prendere direttamente in carico la questione (Gli Assicuratori non intendono assumere la gestione diretta della lite e che qualora ricorrano tutti i presupposti di operatività della garanzia assicurativa, il rimborso dei costi di difesa verrà effettuato utilizzando quale parametro i minimi del tariffario forense) dobbiamo essere noi cittadini e non i diretti responsabili a pagare gli avvocati in una vicenda della quale non sappiamo nulla.
- se c’é uno Stato, una Magistratura, un Garante che tuteli i proventi delle nostre tasse in tale situazione e se c’è un altro Paese del mondo civile in cui sia possibile questo stato di cose.

Probabilmente queste domande non troveranno mai una risposta, ma se aggiungiamo alla cifra di 150.232,00 € spesi nel 2010 – 2011 per spese legali e urbanistiche la cifra di 8.000,00 € richiesta dall’Avvocato Viciconte solo per visionare le carte in vista della prima udienza, si ottiene un totale di 158.232,00 €

Sapendo, come emerge dal sito del Comune che la popolazione di Casole è di 3.841 abitanti, si deduce che ogni Casolese, anche appena nato, ha già un debito di 41,19 € solo per le spese legali e urbanistiche del Comune dal 2010 a oggi.
Si deduce anche che una famiglia Casolese di 5 persone ha speso 205,95 € dal 2010 per questioni legali e urbanistiche dalle quali non ottiene alcun beneficio diretto.

In tempi di crisi nera sarebbe stato molto meglio spendere questi soldi in maniera diversa?
E alla luce di questi numeri sarebbe ancora più interessante ricostruire l’esatto ammontare delle spese legali sostenute dall’Amministrazione Comunale dal 2007 ad in modo da ricostruire esattamente l’ammontare del contributo che ogni Casolese ha dovuto dare per cause delle quali non aveva alcuna responsabilità. 

Sono trascorsi tre anni e quattro mesi dall’intervista al sindaco Pii sul corriere di Siena nella quale lo stesso sindaco affermava San Severo e Le Vigne? Saranno una nostra priorità. Dopo tre anni e quattro mesi sembra non essere successo nulla, se non un esborso di denaro da parte dei cittadini per un motivo che non conosciamo. 
Non sarebbe opportuno che il Comune indicesse un’assemblea pubblica solo su questo argomento

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Principi regolamentari- Primarie 2012

Inserito da casoledelsa il 15 Ottobre 2012

Per la scelta del candidato comune alla Presidenza del Consiglio alle elezioni politiche del 2013, PD, SEL, e PSI promuovono primarie aperte alle cittadine e ai cittadini che si riconoscono nei contenuti della “Carta d’intenti per l’Italia Bene Comune“, frutto di un’ampia discussione con associazioni, movimenti e amministratori.
Le primarie sono un passaggio essenziale per fondare sulla più larga partecipazione democratica la candidatura al governo dell’Italia e, insieme, uno strumento utile per promuovere la riscossa democratica e civica del Paese. Le elettrici e gli elettori che parteciperanno alle primarie si assumeranno perciò una duplice responsabilità: scegliere il candidato più rappresentativo e unificante alla guida del Governo e contribuire attivamente al successo del centrosinistra alle prossime elezioni politiche.
È costituito il Collegio nazionale dei Garanti, formato da Luigi Berlinguer, Francesca Brezzi, Mario Chiti, Francesco Forgione, a cui è delegato il compito, previa consultazione dei rappresentanti dei candidati, di approvare i Regolamenti per lo svolgimento delle primarie, sulla base dei principi che seguono. Il Collegio nazionale dei Garanti ha, inoltre, il compito di verificare e certificare la regolarità dell’intero procedimento elettorale, proclamandone il risultato.
1) Le primarie si svolgeranno domenica 25 novembre 2012. Al fine di individuare il candidato più rappresentativo e unificante alla Presidenza del Consiglio e di garantirgli la più forte legittimazione democratica, qualora nessun candidato raggiunga al primo turno il 50% più uno dei voti validamente espressi, si procederà a un turno di ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggiore numero di voti. L’eventuale ballottaggio si svolgerà domenica 2 dicembre 2012.
2) La partecipazione alle primarie è aperta a tutte le elettrici e gli elettori, in possesso dei requisiti previsti dalle legge, ai cittadini immigrati in possesso di carta d’identità e di regolare permesso di soggiorno, che dichiarano di riconoscersi nella Carta d’intenti , versano un contributo di almeno 2 euro e si impegnano a sostenere il centrosinistra alle elezioni politiche del 2013, sottoscrivendo un appello pubblico per la sua affermazione elettorale e iscrivendosi all’Albo delle sue elettrici ed elettori. Questo Albo rappresenta un essenziale strumento di consultazione e di partecipazione delle elettrici e degli elettori alla campagna elettorale, al fine del successo dell’ “Italia Bene Comune” alle elezioni politiche.
3) Il Regolamento per lo svolgimento delle primarie, approvato dal Collegio dei Garanti entro il 21 ottobre, disciplina le modalità organizzative volte a garantire:
a) il carattere aperto delle primarie;
b) la registrazione, dal 4 novembre fino al giorno del voto, con la sottoscrizione dell’Appello pubblico, l’iscrizione all’Albo delle elettrici e degli elettori, e la consegna a ciascun elettore, ai fini dell’esercizio del voto, del “Certificato di elettore del centrosinistra per l’Italia Bene Comune”. Tale registrazione dovrà avvenire con procedure distinte dalle operazioni e dall’esercizio del voto. Le iscritte e gli iscritti all’Albo costituiranno la base elettorale delle primarie e avranno automaticamente diritto di voto all’eventuale secondo turno. Il Collegio dei Garanti disciplinerà le modalità di iscrizione all’Albo da parte di coloro che si sono trovati nell’impossibilità di registrarsi nel periodo dal 4 al 25 novembre.
c) il corretto e trasparente svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio.
4) All’atto del deposito della candidatura, ciascun candidato/a alle primarie sottoscrive l’impegno a rispettarne l’esito, a collaborare pienamente e lealmente, in campagna elettorale e per tutto l’arco della legislatura, con il candidato premier scelto dalle primarie, ad attenersi ai contenuti della Carta d’intenti nella costruzione del profilo politico e programmatico del futuro governo. Ciascun candidato sottoscrive, inoltre, il Codice di comportamento dei candidati di cui al punto 6, impegnandosi a onorarlo.
5) Per essere ammessi alle primarie, i candidati devono depositare, entro il 25 ottobre, almeno 20.000 firme di sottoscrittori che contestualmente si dichiarino elettori del centrosinistra, di cui non più di 2000 in ogni Regione, secondo le modalità stabilite dal Collegio dei Garanti entro 3 giorni dalla data odierna.
6) Il Codice di comportamento dei candidati, emanato dal Collegio dei Garanti entro 3 giorni dalla data odierna, si ispira ai principi della comune responsabilità rispetto al progetto “Italia Bene Comune”, della correttezza reciproca, della più rigorosa trasparenza e sobrietà nella raccolta e nell’uso delle risorse.
7) Ai fini della trasparenza, è fatto obbligo a ciascun candidato/a di comunicare al Consiglio dei Garanti e di pubblicare online, con cadenza settimanale, ogni contributo, diretto o indiretto, superiore ai 500 euro, nonché di rendere disponibile al Consiglio dei Garanti tutta la documentazione relativa alle entrate e alle spese per le primarie. Ai fini della sobrietà della campagna elettorale e della riduzione dei costi della politica, è fatto divieto ai candidati e ai loro sostenitori di ricorrere a qualsiasi forma di pubblicità a pagamento, come, ad esempio, spot su radio, televisioni, giornali, internet, o affitto di spazi su cartelloni pubblicitari.
8 ) Il Collegio dei Garanti vigila sul rispetto del Codice di comportamento dei candidati e sanziona eventuali comportamenti difformi secondo le modalità stabilite dallo stesso Codice.
9) Il Collegio dei Garanti nomina, entro 2 giorni dalla data odierna, un coordinamento operativo incaricato di promuovere e monitorare le diverse fasi di organizzazione delle primarie nel territorio nazionale e nella circoscrizione degli italiani all’estero. Ai lavori del coordinamento operativo partecipa, come invitato di diritto, un delegato/a per ciascun candidato/a ammesso alle primarie.
10) Con apposito Regolamento il Consiglio dei Garanti disciplina le modalità di utilizzo dell’Albo pubblico delle elettrici ed elettori del centrosinistra, ai fini della loro consultazione e mobilitazione in vista delle elezioni politiche, nonché del loro coinvolgimento nella raccolta fondi per la campagna elettorale.

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IL PD SI PREPARA AD APRIRE LA CONFERENZA PROGRAMMATICA

Inserito da casoledelsa il 11 Ottobre 2012

Un percorso di partecipazione e discussione per raccogliere idee e proposte concrete per il rilancio del territorio senese. E’ quello che si avvia a intraprendere il Partito democratico di Siena che, nel corso della direzione provinciale svoltasi nei giorni scorsi ha approvato l’avvio della Conferenza programmatica. Nelle prossime settimane, negli oltre 120 circoli presenti in tutti il territorio senese, i democratici si troveranno per elaborare e costruire un documento politico che, poi, sarà presentato alla conferenza programmatica provinciale. Al momento è già online una sezione dedicata alla conferenza sul sito www.sienapartitodemocratico.it, nella quale, a partire dai prossimi giorni saranno inseriti tutti gli aggiornamenti anche sugli incontri che si svolgeranno nei circoli.

“Ci aspettano – afferma Luigi Dallai, responsabile conferenza programmatica del Pd senese – settimane di grande lavoro, nel corso delle quali coinvolgeremo tutti i circoli per riflettere sulla nostra idea di sviluppo, di governo e di progresso. Stiamo attraversando una fase in cui la politica sembra spesso inerme di fronte a scenari dominati dall’economia e dalla finanza, ma siamo convinti che proprio la politica sia, di per sé, l’unica garanzia affinché i cittadini possano esprimere le proprie posizioni e vedere rappresentati i propri diritti”.

“Già da alcuni mesi – continua Dallai - sono iniziati incontri nei circoli e nelle Unioni comunali, che ci hanno portato a condividere alcune idee che saranno alla base della proposta politica del Pd. Sul fronte delle politiche del territorio, per esempio, crediamo che il ruolo delle amministrazioni locali e il coordinamento a livello provinciale abbiano creato una rete istituzionale utile allo sviluppo del nostro territorio e al raggiungimento di elevati standard di vivibilità. Molte delle conquiste economiche e sociali della provincia di Siena sono state messe in discussione dai cambiamenti economici degli ultimi anni, che ci pongono di fronte a sfide nuove e da affrontare in tempi rapidi. Siamo consapevoli che si apre una fase in cui per creare nuove opportunità dovremo essere in grado di riorganizzare la macchina pubblica. Per fare questo dobbiamo chiederci e dare delle risposte su come i cittadini possano esprimere le proprie esigenze rispetto alla richiesta di servizi essenziali, rispetto alle decisioni da prendere per il futuro, dalle politiche del territorio all’economia, dall’istruzione al lavoro. La conferenza programmatica si pone come obiettivo quello di coinvolgere gli iscritti al Pd in un grande dibattito in cui, accanto all’analisi del difficile contesto che stiamo attraversando, emergano con decisione i punti di forza, le priorità e le idee per uscire dalla crisi e disegnare il nuovo approdo e la nuova idea di società cui dovremo giungere”.

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Pd Val d’Elsa sulla conferma della Ftsa

Inserito da casoledelsa il 8 Ottobre 2012

«Le decisioni assunte dai consigli comunali della Valdelsa assicurano continuità e tutela, almeno per i prossimi cinque anni, a un comparto importante come quello dei servizi sociali della zona». Inizia così la nota del Coordinamento di area Valdelsa del Partito democratico, a seguito della delibera adottata dai consigli comunali di Casole, Colle di Val d’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano e Radicondoli, in base alla quale vengono ridistribuite le deleghe per la gestione dei servizi sociali alla Fondazione territori sociali Altavaldelsa fino al 2017.

«La Fondazione - si legge nella nota - gestisce dal 2006, per conto dei Comuni valdelsani, l’intero sistema integrato di interventi e servizi sociali, concretizzando la decisione della Conferenza dei sindaci di ritirare le deleghe per questi servizi alla Usl 7 di Siena, che fino ad allora aveva gestito gli interventi socio-assistenziali per conto delle amministrazioni comunali. Con la legge 148 del 2011, invece, veniva consentito di affidare a terzi, tramite apposita gara, anche la gestione dei servizi pubblici. In questa prospettiva la Società della salute, nata nel 2010 con la forma di consorzio pubblico, aveva autorizzato una proroga tecnica alla Ftsa per la gestione dei servizi sociali fino alla fine del 2012, in modo da definire l’intera questione. La Corte costituzionale ha, però, dichiarato incostituzionale tale norma, riportando quindi la disciplina nell’ambito di un affidamento più casalingo».

«È stata quindi di grande importanza - si legge ancora nella nota - la decisione assunta dai Comuni della Valdelsa di affidare direttamente la gestione dei servizi sociali alla Fondazione territori sociali da gennaio 2013 a dicembre 2017, perché in un quadro normativo ancora confuso ha consentito di evitare la paralisi di un settore strategico e delicato, oltre che fondamentale per tutti i cittadini. Una scelta politica importante che permetterà di proseguire il percorso di gestione diretta dei Comuni, tramite la Ftsa, dei servizi sociali di zona, per rendere ancora più efficiente la risposta delle amministrazioni alle necessità e ai bisogni di assistenza delle nostre comunità».

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Rifiuti, cresce ancora la raccolta differenziata, aumenta il riciclo

Inserito da casoledelsa il 6 Ottobre 2012

Rifiuti, cresce ancora la raccolta differenziata, aumenta il riciclo

FIRENZE - La Raccolta differenziata in Toscana nell’anno 2011 si è attestata a quota 42,21% con un incremento rispetto all’anno precedente di oltre due punti, confermando l’andamento positivo iniziato nel 2008.La produzione di rifiuti urbani nel 2011 è diminuita significativamente, col dato pro capite che è passato da 670 a 630 kg/abitante, valore analogo a quello del 2000: una diminuzione confrontabile si era avuta nell’intero periodo tra il 2006 e il 2009. Anche il dato assoluto di produzione di rifiuti urbani, pari a circa 2,37 milioni di tonnellate, è in sostanziale diminuzione rispetto al 2010 (-5,6 %).

«Il trend della raccolta differenziata è positivo - commenta l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini - ma i dati che emergono dimostrano che ancora molto c’è da fare, che occorre velocizzare gli investimenti da parte degli Ato e che siamo ancora lontani dall’obiettivo nazionale che fissa la raccolta differenziata al 65% nel 2012. Tutto lavoro che sarà ben presente nel prossimo piano dei rifiuti. Il fatto che la raccolta differenziata cresca con un trend costante - continua Bramerini - conferma il grande impegno che la Regione sta dedicando alla riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti e alla promozione della raccolta differenziata. In particolare sottolineo gli accordi di filiera con Corepla per il riciclaggio effettivo di materiali plastici e il lavoro con Coreve per impostare gli utilizzi alternativi al vetro non riciclabile nelle vetrerie. L’obiettivo vero, infatti, è e deve essere sempre di più, quello di far tornare a nuova vita la materia che viene raccolta in modo differenziato cosicché i cittadini possano vedere concretamente gli oggetti prodotti dal loro impegno. La Regione Toscana ha già finanziato quattro bandi per un totale di 8 milioni di euro per incentivare gli acquisti verdi, una tappa decisiva per lo sviluppo del riciclo che prende il via dalla raccolta differenziata, perché va ricordato che la raccolta differenziata è un mezzo non un fine”.
Per il 2011 a scala di Ambito il risultato migliore in termini di efficienza della raccolta differenziata è stato quello dell’ATO Toscana Centro (province di Firenze, Pistoia e Prato) che, con il 47,42%, ha superato per la prima volta l’obiettivo del 45% di raccolta differenziata previsto dal D.Lgs. 152/2006. Seguono l’ATO Toscana Costa (province di Livorno, Lucca, Massa e Pisa) con il 42,40% e l’ATO Toscana Sud (province di Arezzo, Grosseto e Siena) con il 38,11%.
A livello provinciale l’obiettivo di legge è stato superato dalle province di Firenze (49,55%), Lucca (48,92%), Prato (48,45%) e Siena (46,46%), mentre è ancora al 30% di raccolta differenziata la provincia di Grosseto (30,05%).
Il decreto dirigenziale appena emanato stabilisce per ogni comune della regione l’entità del tributo per lo smaltimento in discarica in funzione dell’efficienza della raccolta differenziata e della produzione pro capite di rifiuti urbani, oltre all’applicazione dell’addizionale del 20% prevista dalla norma nazionale (D.Lgs. 152/2006) per chi non avesse superato l’obiettivo di raccolta differenziata.
L’addizionale non sarà applicata ai 70 comuni dell’ATO Toscana Centro e ad altri 57 comuni toscani che nel 2011 hanno superato l’obiettivo di raccolta differenziata del 45% (32 comuni dell’ATO Toscana Costa e 25 comuni dell’ ATO Toscana Sud); lo scorso anno l’addizionale non si applicava solo a 78 comuni.

La Raccolta differenziata in Toscana

In Toscana nel 2011 si sono raccolte in forma differenziata e avviate a riciclaggio 297 mila tonnellate di carta e cartone (32% del totale RD), 228 mila tonnellate di rifiuti organici (25%), 107 mila tonnellate di sfalci e potature (11%), 66 mila tonnellate di legno (7%), 92 mila tonnellate di vetro (10%), 30 mila tonnellate di metallo (3%), 48 mila tonnellate di plastica (5%), 21 mila tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (2%), circa 9 mila tonnellate di altri rifiuti ingombranti (1%), 7 mila tonnellate di stracci (1%), e circa 2.300 tonnellate di rifiuti urbani pericolosi (ad es. pile esaurite) che rappresentano lo 0,2% delle RD.

La raccolta differenziata pro capite annua regionale è stata pari a 247 kg/abitante (in leggera flessione di 3 kg/abitante rispetto al 2010). Questo dato è variabile a seconda delle Province: ad Arezzo i kg pro capite sono stati 191, a Firenze 270, a Grosseto 185, a Livorno 237, a Lucca 296, a Massa 197, a Pisa 236, a Pistoia 208, a Prato 313, a Siena 262.

I Comuni più virtuosi

Secondo i dati certificati, i Comuni toscani che hanno superato l’obiettivo del 45% (fissato dal D.Lgs. 152/2006) di raccolta differenziata sono 95, tra questi, 21 hanno superato anche l’obiettivo del 65% previsto per il 2012. Addirittura 9 hanno superato l’85% , traguardo che testimonia l’attenzione particolare che quella amministrazione comunale dedica alla raccolta differenziata.

Ecco l’elenco dei 95 Comuni:

98,25% Lamporecchio
97,50% Larciano
95,40% Capraia e Limite
94,59% Montelupo Fiorentino
94,33% Cerreto Guidi
93,50% Fucecchio
91,78%Montespertoli
89,66% Vinci
87,70% Serravalle Pistoiese
78,96% Capannori
77,28% Seravezza
77,20% Vaiano
72,43% Porcari
71,92% San Giuliano Terme
71,28% Villa Basilica
71,25% Vecchiano
69,27% Montecarlo
67,07% Calci
66,43% Altopascio
66,40% Incisa Val d’Arno
66,36% Capolona
63,00% Empoli
62,46% Poggio a Caiano
61,04% Calenzano
60,92% Londa
60,80% Chiusi
60,74% Tavarnelle Val di Pesa
59,91% Bientina
59,68% San Godenzo
59,60% Rufina
59,39%Pontassieve
57,55% Carmignano
56,67% Terranuova Bracciolini
56,44% Magliano in Toscana
56,42% Colle di Val d’Elsa
55,61% Sesto Fiorentino
54,24% Buonconvento
53,38% Lucca
52,85% Monteriggioni
52,81% Monteroni d’Arbia
52,25% Castagneto Carducci
51,95% Aulla
50,98% S. Casciano Val di Pesa
50,71% Barga
50,53% Villafranca in Lunigiana
50,47%,Dicomano
50,45% Poggibonsi
50,27% Fiesole
50,23% Pergine Valdarno
49,99% Reggello
49,87% Pietrasanta
49,56% Figline Val d’Arno
49,46% Castelfranco di Sotto
49,25% Borgo a Mozzano
48,98% Sassetta
48,66% Santa Maria a Monte
48,53% Sinalunga
48,49% Calcinaia
48,22% Chianciano Terme
48,05% Bagno a Ripoli
48,04% Rignano sull’Arno
47,96% Asciano
47,94% Licciana Nardi
47,92% Campi Bisenzio
47,87% Prato
47,87% Lari
47,86% Barberino Val d’Elsa
47,83% San Gimignano
47,82%Montalcino
47,76% Castelfiorentino
47,72% Scandicci
47,46% Subbiano
47,40% San Vincenzo
47,12% Greve
47,05% Impruneta
46,97% San Giovanni Valdarno
46,82% Siena
46,72% Bibbona
46,71% Castelnuovo di Val di Cecina
46,33% Filattiera
46,11% Casole d’Elsa
46,08% Montevarchi
45,99% Montemurlo
45,94% San Quirico d’Orcia
45,85% Pian di Sco’
45,84% Pescaglia
45,82% San Miniato
45,76% Pontedera
45,57% Pieve Santo Stefano
45,35% Sovicille
45,33% Viareggio
45,31% Pelago
45,01% Caprese Michelangelo
45,00% Firenze

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LA MIA TERRA : CENA DI AUTOFINANZIAMENTO

Inserito da casoledelsa il 4 Ottobre 2012

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Intervento di Valentini: “Banca, non è ammissibile assistere passivamente”

Inserito da casoledelsa il 4 Ottobre 2012

 Valentini: “Banca, non è ammissibile assistere passivamente”
«Il territorio senese ha già pagato duramente sulla propria pelle l’aver dato mano libera agli amministratori di Banca MPS e Fondazione su decisioni che si sono poi rivelate fatali, facendo saltare un modello di sviluppo che era costruito intorno a questi due pilastri. Il sostegno agli investimenti degli Enti Locali, l’occupazione diretta ed indiretta, la disponibilità di credito per famiglie ed imprese, l’indotto per forniture di beni e servizi, sono in corso di drastico ridimensionamento e chi è colpevole della crisi di Banca e Fondazione, lo è nei confronti di un’intera comunità che va dall’Amiata alla Valdelsa. Tutto ciò ha precise responsabilità in chi ha diretto la banca, in chi ha amministrato la Fondazione, negli enti nominanti, nell’establishment politico e sociale che ha avvallato tutto questo, nelle autorità di vigilanza che non hanno esercitato la propria funzione di controllo».Bruno Valentini, sindaco di Monteriggioni, interviene per commentare la situazione della Banca Monte dei Paschi e dell’economia cittadina anche a seguito della difficile vertenza sindacale all’interno della banca.

«Dopo le terribili lezioni del recente passato, non è ammissibile che la comunità senese assista passivamente al rischio di un ulteriore colpo alla sua autonomia, che sarebbe quello definitivo. A nessuno sarà più consentito di dire che tutto ciò è avvenuto a sua insaputa. Non sono certo Profumo e Viola ad aver azzoppato Banca MPS ed il primo compito del nuovo management è quello di riportare alla redditività la banca, altrimenti non c’è futuro. Il passaggio decisivo è quello del recupero di produttività, che comporterà un duro ripensamento del contributo dei lavoratori alla loro azienda, ma che ho l’impressione venga affrontato dal lato sbagliato. È stato lo stesso presidente Profumo a dichiarare che il rilancio del sistema Italia è “più un problema di investimenti e innovazione che di costo del lavoro. Scaricare solo o prevalentemente sul lavoro non risolve il problema e riduce un reddito disponibile già basso. Bisogna lavorare sulla qualità della gestione, sulla flessibilità, sul quadro normativo…”. Non mi pare che ciò stia ancora accadendo in Banca MPS e sono meravigliato che gli osservatori locali esterni, partiti compresi, non reclamino a gran voce proprio quel rilancio commerciale, di prodotti e di efficienza che non è ancora avvenuto e che sarebbe la leva della ripartenza».

Un po’ tutte le grandi banche italiane in crisi si stanno concentrando, sotto la guida dell’ABI, sul taglio al costo del lavoro ed agli organici, alle esternalizzazioni di segmenti aziendali con peggioramento delle condizioni contrattuali, anziché su processi di innovazione e di recupero del rapporto di servizio e di fiducia con i clienti. A molti sfugge il significato di laboratorio di alcune vertenze in corso, come quella in corso in Banca MPS, che segneranno il futuro delle relazioni sindacali nel sistema creditizio, che non pongono al centro né il nodo della produttività e né di quali servizi mettere a disposizione di un mercato evoluto. Un altro passaggio decisivo è quello legato all’equilibrio di poteri fra nominanti e nominati».

«Ho già avuto modo di dire che la politica ed in particolare il PD, partito di maggioranza relativa, ha una responsabilità in più in una fase nella quale il commissariamento del Comune di Siena e l’incertezza sull’Amministrazione Provinciale, unite alla oggettiva debolezza di una Fondazione MPS super-indebitata rischiano di accentuare oltre misura lo spazio decisionale dei nuovi vertici della banca. Credo vada fatto di tutto per non sbilanciare l’equilibrio fra proprietà ed amministratori, fra azionisti e top management. Troppo facile prendere decisioni azzardate coi soldi degli altri. Già è accaduto per l’incauto acquisto di Antoveneta, adesso significherebbe rendersi esecutori testamentari di quello che resta dell’unica grande banca nazionale che non aveva radici nei templi del potere nazionale. Il punto cruciale è che però questa autonomia non te la regala nessuno perché sei in una città o in una provincia straordinaria (lo stesso vale per la difesa della Provincia) ma solo se hai un progetto adeguato. Pertanto ogni giorno in più perduto a litigare su quanti dipendenti vanno rimossi dal monte salari della banca piuttosto che ad inventare nuovi prodotti, a rendere più utili e convenienti i servizi offerti, a rimuovere sprechi e privilegi interni, è un giorno buttato»

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OTTOBRE 2012 SEZIONE APERTA

Inserito da casoledelsa il 4 Ottobre 2012

DOMENICA 5  E TUTTE LE DOMENICHE DEL MESE DI OTTOBRE LA SEZIONE DEL PD DI CASOLE RIMANE APERTA

SARANNO PRESENTI CONSIGLIERI COMUNALI E RAPPRESENTANTI POLITICI DEL PD DI CASOLE D’ELSA

VI ASPETTIAMO

PD CASOLE D’ELSA

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LEGGE ANTICORRUZIONE: APPELLO DI EZIO MAURO

Inserito da casoledelsa il 3 Ottobre 2012

Ormai è una questione di decenza, e anche di sopravvivenza. La legge anti corruzione non può rimanere ostaggio di una destra allo sbando, arroccata nelle paure personali del suo leader, politicamente suicida al punto da non avvertire l’urgenza assoluta di mettere il nostro sistema al passo con l’Europa: ma anche, e soprattutto, con la sensibilità acutissima del Paese, che non tollera più abusi e furbizie.
La cintura di illegalità corruttiva che soffoca l’Italia e la sua libertà tiene lontani gli investimenti stranieri, penalizza le imprese, altera il mercato. Ma soprattutto pesa sul sistema per 60 miliardi all’anno, una cifra enorme che è il segno dell’arretratezza del Paese e del condizionamento di una diffusa criminalità quotidiana.
A tutto ciò si aggiungono l’uso disinvolto del denaro pubblico e gli sprechi del sistema politico. Lo scandalo della Lombardia, con le vacanze pagate al presidente Formigoni da un faccendiere della sanità, e la vergogna del Lazio, con cifre da capogiro intascate dai consiglieri regionali per spese private, fanno ormai traboccare il vaso. Ieri Napolitano ha definito la corruzione “vergognosa”, il giorno prima Monti aveva denunciato “l’inerzia” della destra.
Ora non ci sono più alibi. Il governo non può fare il notaio delle inerzie altrui: vada avanti con forza e il Premier chieda al Parlamento di approvare subito la legge. Chi non la vuole, se ne assuma la responsabilità. E l’opinione pubblica faccia sentire la sua voce. Il cambiamento può cominciare qui, oggi.
Ezio Mauro

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COSTI DELLA POLITICA: COMUNICATO DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCIE AUTONOME

Inserito da casoledelsa il 3 Ottobre 2012

 

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

12/132/CRFS

 

 

 

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel ribadire la necessità improrogabile di una riforma complessiva e coerente degli assetti istituzionali, ritiene indispensabile intervenire al più presto sui seguenti punti:

·       una riduzione netta e significativa di tutti i costi della politica, a partire, per le Regioni che non si sono ancora adeguate, dalla piena applicazione delle norme per la riduzione del numero dei consiglieri regionali di cui al Decreto Legge n. 138 del 2011, promuovendo l’omogeneizzazione delle diverse situazioni regionali anche attraverso  la valorizzazione delle migliori pratiche;

 

·       un’azione volta ad assicurare la piena trasparenza dei dati relativi ai costi di funzionamento delle Istituzioni e dei gruppi consiliari;

 

·       l’attivazione di procedure di controllo, attraverso la Corte dei Conti, anche per quelle spese connesse ai costi della politica, oggi ancora non sottoposte a tale forma di controllo.

A tal fine, propone al Governo l’adozione di un provvedimento legislativo concordato urgente, da emanare entro la prossima settimana, che consenta il raggiungimento dei citati obiettivi in tutto il territorio nazionale.

 

 

 

Roma, 26 settembre 2012

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