LEGGE ANTICORRUZIONE: APPELLO DI EZIO MAURO

Inserito da casoledelsa il 3 Ottobre 2012

Ormai è una questione di decenza, e anche di sopravvivenza. La legge anti corruzione non può rimanere ostaggio di una destra allo sbando, arroccata nelle paure personali del suo leader, politicamente suicida al punto da non avvertire l’urgenza assoluta di mettere il nostro sistema al passo con l’Europa: ma anche, e soprattutto, con la sensibilità acutissima del Paese, che non tollera più abusi e furbizie.
La cintura di illegalità corruttiva che soffoca l’Italia e la sua libertà tiene lontani gli investimenti stranieri, penalizza le imprese, altera il mercato. Ma soprattutto pesa sul sistema per 60 miliardi all’anno, una cifra enorme che è il segno dell’arretratezza del Paese e del condizionamento di una diffusa criminalità quotidiana.
A tutto ciò si aggiungono l’uso disinvolto del denaro pubblico e gli sprechi del sistema politico. Lo scandalo della Lombardia, con le vacanze pagate al presidente Formigoni da un faccendiere della sanità, e la vergogna del Lazio, con cifre da capogiro intascate dai consiglieri regionali per spese private, fanno ormai traboccare il vaso. Ieri Napolitano ha definito la corruzione “vergognosa”, il giorno prima Monti aveva denunciato “l’inerzia” della destra.
Ora non ci sono più alibi. Il governo non può fare il notaio delle inerzie altrui: vada avanti con forza e il Premier chieda al Parlamento di approvare subito la legge. Chi non la vuole, se ne assuma la responsabilità. E l’opinione pubblica faccia sentire la sua voce. Il cambiamento può cominciare qui, oggi.
Ezio Mauro

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COSTI DELLA POLITICA: COMUNICATO DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCIE AUTONOME

Inserito da casoledelsa il 3 Ottobre 2012

 

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

12/132/CRFS

 

 

 

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel ribadire la necessità improrogabile di una riforma complessiva e coerente degli assetti istituzionali, ritiene indispensabile intervenire al più presto sui seguenti punti:

·       una riduzione netta e significativa di tutti i costi della politica, a partire, per le Regioni che non si sono ancora adeguate, dalla piena applicazione delle norme per la riduzione del numero dei consiglieri regionali di cui al Decreto Legge n. 138 del 2011, promuovendo l’omogeneizzazione delle diverse situazioni regionali anche attraverso  la valorizzazione delle migliori pratiche;

 

·       un’azione volta ad assicurare la piena trasparenza dei dati relativi ai costi di funzionamento delle Istituzioni e dei gruppi consiliari;

 

·       l’attivazione di procedure di controllo, attraverso la Corte dei Conti, anche per quelle spese connesse ai costi della politica, oggi ancora non sottoposte a tale forma di controllo.

A tal fine, propone al Governo l’adozione di un provvedimento legislativo concordato urgente, da emanare entro la prossima settimana, che consenta il raggiungimento dei citati obiettivi in tutto il territorio nazionale.

 

 

 

Roma, 26 settembre 2012

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Strage Di Sant’Anna Di Stazzema, la procura tedesca archivia l’inchiesta contro gli ex SS

Inserito da casoledelsa il 3 Ottobre 2012

 

Strage Di Sant’Anna Di Stazzema, la procura tedesca archivia l’inchiesta contro gli ex SS
Non c’è giustizia, a 68 anni di distanza, per le 560 vittime dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. A causa di “elementi insufficienti”, la giustizia tedesca ha archiviato l’inchiesta nei confronti di otto ex funzionari delle SS, sospettati di avere partecipato alla strage: Gli unici rimasti in vita dei 17 indiziati.

Al termine di un’inchiesta durata 10 anni, i giudici hanno annunciato che la partecipazione di 17 uomini, otto dei quali ancora vivi, al massacro compiuto il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema “non può essere provata”, ha scritto la procura di Stoccarda in un comunicato. “‘Dalle indagini, condotte in maniera ampia ed estremamente approfondita insieme all’ufficio criminale del Baden-Wuertemberg, è emerso che non è possibile dimostrare una partecipazione dei 17 indiziati - in particolare degli otto ancora in vita - agli avvenimenti del 12 agosto 1944 nel paese di Sant’Anna di Stazzema punibile con una pena che non sarebbe prescritta”. Il processo italiano aveva portato nel 2007 alla condanna definitiva all’ergastolo, in contumacia, dei dieci imputati.

“Non ci credo, che abbiano deciso una cosa del genere, non è possibile, è una offesa per tutte le 560 vittime e tra queste bambini e donne innocenti, non si può accettare un verdetto del genere”, ha commentato Enrico Pieri, uno dei superstiti della strage. Fortemente critico anche il sindaco Di Sant’Anna di Stazzema Michele Silicani. “. E’ una notizia che ci ha profondamente offesi e addolorati”.

“Mi sento di assicurare ai sopravvissuti e ai parenti delle vittime che la procura di Stoccarda ha fatto tutto il possibile’, ha precisato la procuratrice capo di Stoccarda Claudia Krauth, che ha coordinato le indagini.

Parole di rammarico sono arrivate dal ministro socialdemocratico della Giustizia del Baden-Wuerttemberg, Rainer Stickelberger: “Sono consapevole che si tratta di un grave prova per i familiari delle vittime di questo crimine di guerra”, ha affermato Stickelberger, secondo il quale le autorità inquirenti, pur di fronte alla gravità delle accuse, sono tuttavia tenute al rispetto del diritto e della legge. Di ciò fa parte anche il rispetto della sentenza della Corte di Cassazione tedesca relativa alla questione delle circostanze in base alle quali può essere definita la responsabilità per omicidio e concorso in omicidio di militari coinvolti in uccisioni avvenute durante la guerra.

“Siamo addolorati e sconfortati per la notizia che non verrà svolto il processo per otto ex gerarchi delle SS sospettati di aver preso parte al massacro di S. Anna di Stazzema. Non siamo però rassegnati, quella strage deve trovare verità e giustizia: presenterò una interrogazione per chiedere al governo l’acquisizione degli atti e per sapere in che modo intenta proseguire l’azione per impedire l’impunità dei responsabili”, il commento del deputato del Pd Paolo Corsini, componente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea del Consiglio d’Europa.

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APPELLO AL PRESIDENTE ROSSI

Inserito da casoledelsa il 3 Ottobre 2012

COMUNICATO INVIATOCI DALL’ANPI DI CASOLE D’ELSA

Siena 28.09.2012Contro il razzismo, solidarietà ai migranti, chiudiamo Casa Pound!

PREMESSA:

Dopo mesi di attesa siamo riusciti ad ottenere per la giornata del 5 ottobre 2012, un appuntamento in Regione per chiedere la chiusura ,almeno in tutto il territorio della Toscana, delle sedi di Casa Pound e non solo:facciamo presente che in Toscana, regione che è stata in prima linea nella guerra partigiana, esiste fin dal 1986 a Terranova Bracciolini Loc. La Cicogna (AR). La Fondazione RSI Istituto Storico, fondato da reduci della Repubblica di Salò, tuttora vera e propria scuola di fascismo frequentata anche dai militanti di Casa Pound.
Tuttavia la richiesta di consegnare personalmente al Presidente Rossi la lettera con spiegate le motivazioni che ci hanno spinto a mobilitarci è stata disattesa: non ci è stato neppure specificato se la delegazione che ci rappresenta, il giorno 5 ottobre, incontrerà il Capo di Gabinetto o l’Amministratore al Welfare. Tale disinteresse da parte delle figure istituzionali è inaccetabile! E’ passato meno di un anno dai fatti tristemente noti di Piazza Dalmazia e ci appare oggi evidente come l’assassinio dei due ragazzi senegalesi abbia rappresentato per la nostra classe dirigente politica, solo un mero pretesto per darsi una patente di antifascismo. Un anno fa chi ci governa si prodigava nell’esprimere cordoglio ai media più disparati, nello sfilare in testa a manifestazioni capaci di radunare a Firenze quasi 20000 persone, nel farsi portavoce di un’esigenza diffusa di vedere confinate all’illegalità tutte le associazioni che svolgono attività sulla base di principi razzisti e omofobi. Oggi il governatore non trova il tempo per accogliere una delegazione che rappresenta la quasi totalità delle realtà antifasciste e antirazziste attive nella nostra regione: un numero massiccio di attivisti che chiedono a Rossi di dimostrare con i fatti quanto affermato un anno fa.
L’appuntamento del 5 ottobre non rappresenta che una fase di quello che sarà il nostro percorso: siamo intenzionati a continuare per la nostra strada.
I covi fascisti devono essere chiusi!
I partiti di regime non possono più finanziare e proteggere associazioni che inneggiano al Fascismo !
Le istituzioni devono farsi garanti del rispetto della Costituzione e agire concretamente affinchè il Fascismo venga definitivamente smantellato.
TESTO LETTERA A ROSSI:

Martedì 13 dicembre 2011, a Firenze, vengono assassinati due cittadini senegalesi e altri 4 vengono feriti dalla stessa arma. Arma impugnata da Gianluca Casseri, militante di Casa Pound Pistoia nonché assiduo frequentatore e collaboratore di diverse sedi di Casa Pound in Toscana. Questo fatto cruento non può certo essere interpretato come il sintomo della follia di un individuo, si tratta, piuttosto, della punta di un iceberg.
L’odio razziale, propagandato per più di un decennio anche dalle destre parlamentari, è una caratteristica centrale del discorso neo-fascista diffuso da queste stesse organizzazioni. Nonostante la nostra Costituzione vieti espressamente l’apologia di fascismo e di razzismo, questi gruppi sono oggi largamente diffusi sul territorio Toscano e Nazionale.
La loro legittimazione è da sempre funzionale ad un potere politico ed economico che utilizza questi sessi elementi come bassa manovalanza e come strumento di divisione sociale. Lo scopo è di scongiurare un’unità pericolosa per l’attuale sistema, alimentare le paure e le frustrazioni delle classi meno abbienti.
L’odio per il diverso è funzionale alla distrazione delle masse dai reali problemi sociali ed economici del paese.
Ad una repressione politica segue necessariamente l’attuazione di strategie di controllo diversificate e locali; a questi gruppi neo-fascisti di fatto, è stato affidato il compito di reprimere ciò che una legge non potrà mai cancellare: la lotta ed il libero dissenso.
Non è più possibile ignorare questi gruppi dell’estrema destra, coltivando l’illusione che, in fondo, si tratti di pochi e ininfluenti personaggi.
Gli ultimi anni hanno visto il coinvolgimento di militanti neo-fascisti in numerosi episodi di aggressione nel nostro territorio ed in quello Nazionale, con la complicità, a volta evidente, di certi settori istituzionali.
Vogliamo ricordare i Fatti di Pistoia che hanno visto il coinvolgimento diretto dell’assassino Casseri. Egli era presente a tutte le udienze del processo contro gli antifascisti toscani, che si erano riuniti per discutere dell’emergenza democratica delle ronde leghiste, accusati invece di aver devastato la sede del circolo Casa Pound di Pistoia.
La memoria ha valore se conservata e protetta, altrimenti gli orrori del secolo passato si ripeteranno inesorabilmente.
Dare spazio a simili frange estremiste, in nome della tolleranza e della libertà di parola, significa lasciare che si diffonda un pensiero e delle pratiche già giudicate dalla storia e bollate come crimini contro l’umanità. Se ora vediamo questi sparuti, e neanche troppo, nuclei, utilizzare APPARENTEMENTE le regole del gioco democratico, è soltanto perché al momento attuale è l’unica via per avere una certa diffusione a livello formale e mediatico.
Gli incendi dei campi Rom sono passati come uno sfogo alla frustrazione e non come il sintomo di un crescente odio razziale. Odio suscitato ad arte proprio da quei gruppi di estrema destra dei quali chiediamo la messa fuorilegge, in ottemperanza alla NOSTRA Costituzione e alle leggi dello Stato Italiano.

In questo contesto e con l’aggravarsi della crisi economica, è più che mai necessario rispondere con forza a queste organizzazioni e alla cultura dell’odio da esse propagandata.
Con questo documento le chiediamo di intervenire con gli strumenti a sua disposizione per far chiudere le sedi di Casa Pound e tutte le organizzazioni ad essa affiliate in Toscana, dichiarando la loro illegalità . Le chiediamo di fare da apripista al resto d’Italia e di far rispettare la Costituzione italiana e le leggi dello Stato .
Mai più diffusione dell’odio razziale, mai più omicidi xenofobi.

Questo sarà solo il primo passo per poter rispondere al discorso razzista, dimostrarne l’incoerenza logica, ricostruendo finalmente nel nostro Paese una cultura del rispetto verso le differenze religiose, sessuali, culturali, etniche e di genere.
I firmatari:
SIENA BENI COMUNI
100 IDEE PER LA PACE
CAAT REGIONALE
PARTITO DEI CARC
ANPI PROVINCIALE SIENA
ANPI UNIVERSITA’ SIENA
CONFEDERAZIONE DEI COBAS
USB
GIOVANI COMUNISTI
BRIGATE DI SOLIDARIETA’ PER LA PACE
PRC SOVICILLE
SERPE REGOLO
COMITATO ACQUA DI SIENA
PCL SIENA
RETE DEI COMUNISTI DI PISA
PRC DI ABBADIA SAN SALVATORE
COMITATO COMUNISTA TOSCANO SEZ.FIRENZE
REDAZIONE “NUOVA UNITA”FIRENZE
SINISTRA CRITICA TOSCANA
ASSEMBLEA ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA MASSA CARRARA
MICHELE VITTORI
ANNALISA VIOLINI
SONIA MASI
ANDREINI FRANCESCO(SEGRETARIO PRC SIENA)
CASOLE NOSTRA
COSTANTINO BORGOGNI (PRC POGGIBONSI)
PARTITO COMUNISTI ITALIANI(MASSIMILIANO STUMPO SEGRETARIO PROVINCIALE)
ANTONIO FALCONE(CONSIGLIERE PROVINCIALE PRC - P.d.C.I SIENA)
LAURA VIGNI
ANPI POGGIBONSI
ANPI CECINA
ANPI COLLE DI VAL D’ELSA
ANPI CASOLE D’ELSA
PRC POGGIBONSI
PRC MASSA
DAS(Dimensione Autonoma Studentesca)
LINK(Sindacato degli studenti)
ANPI AREZZO
VALDARNO ANTIFASCISTA
COLLETTIVO COMUNISTA LUCIO NENCETTI
COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA JUGOSLAVIA
COMITATO ANTIFASCISTA S.LORENZO DI PISTOIA

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