L’ESIGENZA DI UN GIUSTO CONTRADDITTORIO

Inserito da casoledelsa il 1 Ottobre 2012

Alla luce dell’assemblea indetta dall’Amministrazione, riteniamo che sia quanto più necessario e urgente un confronto diretto tra il Comune e Sienambiente.

In quella sede infatti, ma già nella lettera inviata dall’Amministrazione a tutti i cittadini,  c’è stato un chiaro richiamo ad un elevato costo del servizio da parte del Sienambiente.

Noi non vogliamo qui fare i difensori di nessuno né puntare il dito su altri, ma è nostro compito permettere ai cittadini di capire qual’è la verità.

Riteniamo che questo sia possibile solo tramite un aperto contraddittorio tra i soggetti interessati.

Ecco perché avendo ritenuto doveroso contattare il Presidente di Sienambiente, il quale si è già reso disponibile a chiarire la posizione della società, abbiamo chiesto ufficialmente al consiglio comunale di sabato scorso di convocare in termini brevissimi un consiglio comunale aperto sull’argomento.

Sarà quella l’occasione per chiarire i numeri.

Per quanto ci compete possiamo solo rilevare il fatto che in base al Piano Finanziario 2011 del Comune,  quanto richiesto al Comune da Sienambiente in base alla Tariffa deliberata dall’ATO è  stato di circa  € 561.000, e guardando il  Piano Finanziario 2012 la parte di competenza di Sienambiente sarà pari a circa gli stessi €561.000 dell’anno precedente.

A quando sembra, infatti, la tariffa riconosciuta al gestore Sienambiente e applicata di conseguenza al Comune non è  variata tra il 2011 e il 2012.

Ciò fa sospettare, perciò, che l’aumento della TARSU 2012 che i cittadini hanno trovato in bolletta non  derivi prevalentamente da un incremento dei costi di gestione,  quanto piuttosto, in maggior parte, dal fatto che  il Comune per il 2012 ha deciso di elevare al 95% il grado di copertura del servizio a fronte del 66% dell’anno precedente.

Ciò significa quindi che, mentre per gli anni precedenti il Comune aveva deciso di farsi carico di una percentuale di spesa scomputandola dal totale, ed evidentemente scaricandola sulla fiscalità generale quindi ripartendola tra tutti i cittadini indifferentemente,   per quest’anno non è stato così e i cittadini hanno pagato anche quella percentuale di spesa che nel passato era inserita nella parte corrente del bilancio del Comune di Casole d’Elsa.

Inutile cercare strumentalizzazioni, queste sono solo scelte che attengono al bilancio prettamente legate a valutazioni e priorità che ogni Comune in propria autonomia e legittimità decide, assumendosene però la responsabilità politica di averle adottate.

Se poi vogliamo travalicare i numeri e indirizzare la questione su altri temi, come anche all’assemblea si è tentato di fare,  strumentalizzando la cosa al solo scopo di cercare consensi elettorali, facendo riferimenti a nomine effettuate dal Partito Democratico all’interno del c.d.a. di Sienambiente o richiami al fatto che il Presidente Fabrizio Vigni sia stato un esponente del PD, vorremo per onestà  ricordare, che di questi presunti “giochi di nomine” a cui si allude, si parlava  già venti anni fa.

Ma forse, nel passato, qualcuno non era nelle condizioni per poterne parlare , quindi se non per onestà politica quantomeno per coerenza, non dovrebbe farlo neppure oggi.

IL PD DI CASOLE D’ELSA

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Dai 35 sindaci del territorio un appello per salvare la Provincia di Siena

Inserito da casoledelsa il 1 Ottobre 2012

Dai 35 sindaci del territorio un appello per salvare la Provincia di Siena

Un appello indirizzato a Cal, Regione, Anci e Upi Toscana sul riordino delle Province e dei nuovi assetti istituzionaliUn appello sul riordino delle Province e dei nuovi assetti istituzionali, per salvaguardare le competenze territoriali, rivedere i parametri di legge e tutelare la vocazione storico-culturale di Siena come capoluogo. È quello firmato unitariamente da tutti i 35 sindaci della provincia di Siena, indirizzato alla Regione Toscana, al Consiglio delle autonomie locali, all’Anci e all’Upi Toscana per deliberare una proposta che chieda al governo di riconoscere il rispetto di uno soltanto dei due parametri previsti dalle legge.

“In merito al tema del riordino delle Province e dei nuovi assetti istituzionali - si legge nell’appello - ribadiamo la nostra contrarietà a una riforma che si prospetta come un pasticcio istituzionale, recando danni ai territori, che non porterà a risparmi rilevanti ma che finirà per allontanare i servizi dai cittadini. La legge, allo stato attuale, cancella la Provincia di Siena, smantellando funzioni determinanti per lo sviluppo e la crescita economica del nostro territorio. L’Italia, invece, ha bisogno di una riforma organica del sistema istituzionale a tutti i suoi livelli e di una pubblica amministrazione più efficiente. Tra le storture più rilevanti della legge, c’è la questione delle differenti competenze affidate alle nuove Province e alle Città metropolitane: ai nuovi enti di secondo grado rimarranno soltanto alcune funzioni gestionali e residuali, mentre alle città metropolitane andranno competenze strategiche, come il coordinamento delle politiche di sviluppo, e sarà garantita un’enorme autonomia statutaria. Per legge, ci saranno quindi territori di serie A e di serie B e una centralizzazione dei poteri sui capoluoghi di Regione. In Toscana le scelte strategiche su economia, lavoro e sviluppo, ad esempio, passeranno da Firenze, mentre ai nuovi enti di secondo grado rimarranno soltanto attività gestionali”.

“La Provincia - si legge ancora nell’appello - svolge un lavoro di coordinamento e promozione molto importante per quanto riguarda lo sviluppo economico, il lavoro, l’agricoltura, il turismo e la formazione. Queste funzioni devono rimanere di competenza delle amministrazioni provinciali. È necessario analizzare funzioni e competenze oggi sovrapposte tra i vari livelli istituzionali, senza però procedere a un allontanamento delle funzioni e dei servizi dal territorio. Siena è disponibile a ragionare di un’aggregazione di area vasta che vada oltre i parametri di legge e porti all’individuazione di tre sole province in Toscana. Se, come sembra, questo disegno sta tramontando, è evidente che dovranno essere rivisti i parametri di legge che stanno penalizzando fortemente il nostro territorio. La Toscana, da sempre terra di buon governo locale, deve prospettare un disegno di riorganizzazione complessiva degli assetti istituzionali che possa andare oltre un’applicazione pedissequa della legge. Noi chiediamo una deroga per la Provincia di Siena, che tenga conto solo della dimensione territoriale come criterio per definirne l’autonomia”.

“Per la sua storia, il prestigio nazionale e internazionale delle sue istituzioni e per la sua posizione geografica - prosegue l’appello - Siena ha tutte le carte in regola per poter continuare a svolgere il ruolo di capoluogo. Il numero degli abitanti non è assolutamente un criterio adeguato per la scelta e la collocazione del capoluogo, Siena possiede le caratteristiche tipiche delle grandi realtà urbane: è tra le città d’arte italiane più conosciute e apprezzate nel mondo, è sede di due università di rilievo nazionale e internazionale, di un’Azienda Ospedaliera e di altre importantissime Istituzioni e soprattutto, oltre ai residenti, vi è una presenza costante di migliaia di turisti e di persone cha hanno a Siena la propria sede di lavoro. La proposta di un’aggregazione tra Siena e Grosseto e la conseguente perdita del capoluogo per la nostra Provincia è inaccettabile, perché si basa solo su criteri numerici, senza valutare gli elementi storici, sociali ed economici e non tiene conto delle implicazioni negative per i cittadini”.

I 35 sindaci firmatari dell’appello. Roberto Bozzi (Castelnuovo Berarenga); Roberto Machetti (Trequanda); Giordano Santoni (Torrita di Siena); Alessandro Masi (Sovicille); Maurizio Botarelli (Sinalunga); Francesco Landi (Sarteano); Roberto Rappuoli (San Quirico d’Orcia); Michele Boscagli (San Giovanni d’Asso); Giacomo Bassi (San Gimignano); Franco Picchieri (San Casciano dei Bagni); Emiliano Spanu (Rapolano Terme); Emiliano Bravi (Radicondoli); Massimo Magrini (Radicofani); Alessandro Aterini (Radda in Chianti); Lucia Coccheri (Poggibonsi); Fabrizio Fè (Pienza); Fabrizio Agnorelli (Piancastagnaio); Antonio Loia (Murlo); Sandra Becucci (Monticiano); Jacopo Armini (Monteroni d’Arbia); Bruno Valentini (Monteriggioni); Andrea Rossi (Montepulciano); Silvio Franceschelli (Montalcino); Michele Pescini (Gaiole in Chianti); Paolo Brogioni (Colle di Val d’Elsa); Stefano Scaramelli (Chiusi); Ivano Minocci (Chiusdino); Gabriella Ferranti (Chianciano Terme); Fabio Di Meo (Cetona); Marcello Bonechi (Castellina in Chianti); Piero Pii (Casole d’Elsa); Marco Mariotti (Buonconvento); Jacopo Pianigiani (Asciano); Lorenzo Avanzati (Abbadia San Salvatore); Sindaco Fabio Savelli (Castiglione d’Orcia).

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Interrogazione al Consiglio Comunale del 29.9.2012

Inserito da casoledelsa il 1 Ottobre 2012

AL SINDACO

ALL’ASSESSORE ALLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE ED AL BILANCIO

 

Interrogazione scritta con richiesta verbale

PREMESSO- Che molti cittadini hanno segnalato anche al nostro gruppo politico il proprio malcontento sull’esorbitante incremento riscontrato negli avvisi di pagamento della Tarsu (Tariffa Rifiuti Solidi Urbani);
anche a seguito dell’Assemblea Pubblica del 27-9-2012,  indetta dall’Amministrazione Comunal e caratterizzata da una grande partecipazione di cittadini interessati all’argomento;
IN CONSIDERAZIONE
della discussione emersa durante questa assemblea sui costi richiesti dall’ente gestore per l’espletamento del servizio
Chiede
che venga convocato quanto prima un Consiglio Comunale Aperto con la partecipazione del presidente del Consorzio Sienambiente, per un giusto e trasparente confronto tra cittadini, partiti politici e amministrazione comunale.
GRUPPO CONSILIARE
CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA

 

Casole d’Elsa lì 29/09/2010

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