Verità e demagogia

Inserito da casoledelsa il 31 Agosto 2012

L’EDITORIALE di EZIO MAURO

SIAMO ARRIVATI A QUESTO. Il settimanale ideologico della destra berlusconiana finge di conoscere il testo delle conversazioni intercettate tra Mancino e Napolitano. Non è così, perché la Procura ha tenuto segrete quelle conversazioni e le ha anzi stralciate in un fascicolo “morto”, giudicandole del tutto irrilevanti per l’inchiesta. Quelle pubblicate sono dunque soltanto ipotesi, illazioni e allusioni. Ma sufficienti per confezionare un’operazione politica, com’è ben chiaro dal titolo: “Ricatto al Presidente”.

Lo sbandamento del mondo berlusconiano può trovare interesse, in questa fase di incertezza sui destini dell’ex Premier, a tenere sotto pressione il Capo dello Stato. E infatti i giornali della destra subito cavalcano questa manovra spacciata per notizia, pur essendo evidente l’inconsistenza. L’obiettivo è comunque raggiunto: scrivere che Napolitano deve “mostrare le carte”, rendendo noto il testo di quelle telefonate, anzi “mostrandole al popolo”. Solo così, si fa capire, finirà questa stagione di veleni, di ricatti e misteri.

Naturalmente in questa storia la verità non conta nulla. Napolitano non ha le “carte” da “mostrare al popolo”, perché i magistrati le tengono riservate. I misteri e i segreti italiani poi (come spiega qui in un’intervista il procuratore Ingroia) in quelle carte semplicemente non ci sono, salvo per chi denuncia una congiura di palazzo contro la democrazia: un falso palese, costruito all’ingrosso, in

nome di una bassa politica.

Abbiamo vissuto per anni con un Premier pubblicamente strangolato dai ricatti dei personaggi di cui si circondava. Oggi siamo davanti alla costruzione artificiale di una “torbida manovra destabilizzante”, come denuncia Napolitano e come conferma Ingroia. Trasparenza, libertà e verità non c’entrano nulla, com’è chiaro. C’entra solo la demagogia di chi dipinge la nostra democrazia come un sistema marcio dal suo vertice fino alla base: per aprire la strada al ribellismo populista, che già una volta ci ha regalato la peggiore esperienza della storia repubblicana.
(31 agosto 2012)

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«Ragazzi si deve vincere, sennò ritorna…» Benigni alla festa del pd

Inserito da casoledelsa il 29 Agosto 2012

Buonasera amici del Pd, questa è la festa della vita, la festa delle persone oneste, che lavorano, coraggiose, con belle idee nella testa. Un saluto al sindaco di Reggio Emilia e a tutti i sindaci delle popolazioni colpite dal terremoto alle quali va il nostro pensiero. Siete stati un esempio non per l’Italia ma per tutto il mondo.

Campovolo, questi sì che sono esempi. Da qui poi bisogna volare eh? C’è chi scende in campo e chi va a Campovolo. E qui abbiamo il signor Pier Luigi Bersani. Adesso Bersani devi farci veramente volare. Si sta seduti per terra. Il Pd non ha ancora dimestichezza con le poltrone.

Vi porto i saluti di Beppe Grillo. Siamo colleghi. Mi ha mandato un fax, che vi leggo. Cari elettori del Pd, vi volevo salutare e dirvi di andare affanculo stronzi piduisti.. vabbè è una cosa personale ve la leggo dopo. Sono comici. Lui ti tende la mano, è fatto così. A me ha detto come stai vecchio cadavere putrefatto salma piduista? Questo quando è di buon umore. Quando è arrabbiato, Bossi in confronto è Lord Byron.

Gli ha detto pidduista e questa cosa va chiarita. Ne discuteremo comunque domani sera con Licio Gelli che sarà ospite d’onore qui in questo palco… Stavolta Bersani non ci può fermare nessuno. Siete costretti a vincere e potete allearvi con chi vi pare. Vi votiamo in tutte le maniere, anche se vi alleate con Casini.
Se intanto avessimo cominciato così…Siamo a Reggio Emilia la città del tricolore. Che gioia essere qua. A Delrio lo dicevo prima: il primo tricolore, la bellezza di essere italiana, medaglia d’oro al valor militare, la Resistenza. Se stiamo qua a dire queste cose, se anche Grillo può dire le sue è grazie a persone come queste di Reggio Emilia, città dell’amore fraterno.

Non ci sono odii regionali come in tante altre città: io sono arrivato sabato sera, sono andato in piazza c’era un casino, caroselli di macchine per le strade. Ho detto: che è, per l’apertura della festa del Pd? Nooo, di più… mi dicevamo… Il discorso di Bersani? Di più, è cominciato il campionato di calcio. Ah, ha vinto la Reggiana? Di più, ha perso il Parma…

La festa del Pd è una festa democratica, l’anno prossimo con Casini e Vendola sarà una festa problematica, ragazzi… Ci saranno quindici feste in quindici città in cui ognuno la pensa in maniera diversa… Ragazzi, sono bellisimi i ponti di Calatrava. Lui si è innamorato di queste zone, gli piace proprio lo gnocco fritto e il prossimo anno farà un ponte fra Reggio e Modena, il famoso ponte sullo Strutto.

La bellezza è la bellezza, su questo avete fatto una delle scelte più straordinarie perché la bellezza ci salverà. La sindrome di Stendhal, sapete quella sindrome quando uno vede una cosa talmente bella che deborda la resistenza umana e sviene… Stendhal era uno scrittore francese che a metà dell’800 svenne quando arrivò a vedere la Firenze antica e non resse alla bellezza.

Uno crolla quando vede una cosa troppo bella, come i ponti di Calatrava e un po’ l’opposto della sindrome di Bondi. Ve lo ricordate Bondi? Quando era ministro della Cultura, crollavano i monumenti, quando arrivava davanti ad un monumento crollava. E poi c’era la sindrome di Scajola, uno viene qui per pagare il biglietto dice: siamo dieci, quant’è? È già pagato. E da chi? Non si sa, e sviene. La sindrome di Scajola è bellissima.

E poi c’è Berlusconi che come voi saprete si crede Dio ed è affetto dalla sacra sindrome: Una malattia rarissima, però quando piglia è tremenda anche quella… Presto ci saranno le primarie ragazzi. Tutti si stanno iscrivendo alle primarie del Pd. Il Pd sta andando fortissimo, lo danno primo nei sondaggi delle primarie: vedrete, arriverà primo alle primarie. L’ultima volta c’erano uno o due candidati e tre milioni di votanti, oggi ci sono tre milioni di candidati.

Anche Di Pietro vuole fare le primarie, poi se passa finalmente farà le superiori. Estate, tutti che sbuffano, si lamentano vorrebbero essere da un’altra parte, un caldo tremendo. Ma poi non so scusate una parentesi di un un secondo: non so voi su sta storia del caldo, ma io vorrei chiarire una cosa. Tutti gli anni, e sono 140 anni, ogni settimana arriva sempre quello che dice: bevete molto, non caldo ma fresco, ciò che è leggero, non uscite quando fa caldo e non fate il bagno freddo subito dopo aver mangiato tanto.

Magari c’è uno che non ha capito, magari c’è uno qui in mezzo di Reggio Emilia che la mattina quando è fresco sta in casa, poi verso l’una, l’una e mezzo esce di casa con il cappotto. E la mamma: ti fa male giovane. Ma no portami i ciccioli di maiale, un lambrusco. Fa caldo, ti porto un pò di cocomero. Mi fa schifo, a me mi piace il cicciolo caldo che è fresco.

Poi appena dopo mangiato: preparami la vasca con del ghiaccio che ho appena mangiato il cicciolo. Ragazzi, ora a parte l’estate, c’è la crisi e molti non sanno più come fare. Volevano venire e vedere lo spettacolo, oggi mi ha chiamato, ho capito subito che era lui. Ero in albergo e mi dicono: guardi c’è una telefonata a carico del destinatario…Mario, non ti posso far entrar gratis. Mario, come persona a me piace moltissimo, è sobrio, è molto sobrio.

Non so se vi ricordate quando è andato a vedere l’ultima partita degli europei, la ola quando arrivava a lui tornava indietro…Non si muove. Monti è una persona seria, aveva detto prima fase è la fase uno, che noi facciamo le tasse i tagli eccetera, e poi ci sarà la fase due, la ripresa. Hai capito, è quella che deve far paura: la ripresa. Dice usciamo dall’euro, non c’è bisogno: è l’euro che è uscito da noi. Facciamo la moneta unica, no abbiamo l’unica moneta, nessuno paga più le tasse, infatti il modello delle tasse si chiama il modello unico, c’è solo uno che le paga, unico.

È una situazione difficile, gli italiani si stanno allenando e infatti non so se avete notato alle Olimpiadi le medaglie che abbiamo vinto. La prima quella del tiro con l’arco anche perché è l’unica maniera che ci è rimasta per procurarci da mangiare. Comunque abbiamo vinto, vi faccio l’elenco delle categorie: tiro con l’arco, spada, pistola da 120, pugilato pesi massimi, judo, taekwondo quello con calci nel viso, tiro al piattello…Ragazzi ci manca solo il bazooka nei dieci metri… Eppoi sul Resto del Carlino in prima pagina alla fine delle Olimpiadi ho letto una notizia che mi ha impressionato: diceva che avevano distributito per gli atleti 150.000 preservativi.

Ma che so’ le Olimpiadi di Arcore! Una cosa impressionante! Siamo in crisi ragazzi, la Grecia ha chiesto tempo ha detto che secondo il loro calendario ha detto pagheremo alla calende, E l’avete vista la benzina che è diventata? Per venire qua ho preso l’aereo privato, ho risparmiato! La gente va a fare il pieno in Svizzera, partono dalla Calabria! Oramai per far capire che sei milionario non è che devi dire c’ho lo yacht, c’ho la villa, basta dire oh stamani ho fatto il pieno! Pierluigi dobbiamo vincere.

Bisogna mettersi d’accordo anche con Casini…ma avete visto sui matrimoni gay, come si è arrabbiato Casini. Gli è presa una crisi isterica: non voglioooo. C’aveva una paura tremenda, che se passa la legge lo costringono per forza a sposarsi con un uomo. Pierferdinando! Non è che se passa legge sui matrimoni gay ti devi sposare con Giovanardi per forza non è così.

E la legge elettorale! Non si fa, la legge elettorale…Berlusconi voleva fare il semipresidenzialismo: Lui ci pensa sul serio, dopo tutto quello che ha fatto, ci ha fatto vedere di tutto che di più non si può. Ma che poteva fare, all’ultimo è arrivato quel telegramma di quel Lavitola, quello è micidiale: torno, parlo e ti faccio un coso così… Ormai che dobbiamo sapere più di Berlusconi, ha fatto di tutto…avvocati, minorenni, ha fatto l’amore con avvocati-minorenni ha fatto qualsiasi cosa. Lui vorrebbe fare il presidente della Repubblica. Poi ci sarebbero le sue foto in tutti i luoghi pubblici, è vero. Però sarebbe l’unico modo di vederlo dentro una caserma dei carabinieri…

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La Costituente nel 2014

Inserito da casoledelsa il 27 Agosto 2012

Pier Luigi Bersani - L’Unità

È giunto il momento di chiederci se è la stessa idea dell’Europa unita ad essere poggiata su fragili fondamenta o se sono stati gli architetti che nei decenni si sono succeduti alla guida dei lavori di edificazione a non averla saputa realizzare compiutamente.
Le forze politiche europee che hanno espresso alternativamente le classi dirigenti negli organismi comunitari portano una grande responsabilità rispetto alla crisi di legittimazione che il progetto d’integrazione soffre in questi anni.
Le principali famiglie politiche, pur avendo infatti contribuito al disegno comune investendo di responsabilità europea personalità di grande carisma e capacità di visione, non hanno poi saputo, e in alcuni casi voluto, mantenere vivo e alimentare negli anni il legame tra i cittadini e l’idea di Europa. L’idea vera e originaria. Un’idea che è per noi fondata innanzitutto sui valori di pace, democrazia, giustizia e solidarietà.
Un’idea che ispira un progetto mirato a fare della nostra regione l’area con il più alto tasso di sviluppo e conoscenza dell’intero pianeta. Un’idea nata dalle ceneri dei nazionalismi fascisti e nazisti, e la cui prospettiva era di liberare le donne e gli uomini europei dalla minaccia delle ideologie totalitarie e dalle demagogie populiste.
Quest’idea appare oggi sfibrata, pallida rispetto alla luce che emanava nel passato. Dopo anni di scontri ai vertici europei, i processi decisionali sono divenuti inintelligibili per i nostri concittadini.
Attraversiamo una crisi senza precedenti, la cui natura è finanziaria, economica, sociale e quindi politica, ma diamo, agli occhi di chi vive, lavora e studia in Europa per costruire il proprio futuro, l’impressione di navigare a vista, quasi in balia tra le ondate delle agenzie di rating e le sirene della miopia politica comune a gran parte delle leadership europee.
La sfida del nostro tempo è di una complessità inedita. Saper coniugare la partecipazione democratica all’esercizio della sovranità in un contesto di globalizzazione economica e finanziaria è il vero compito di una leadership politica progressista con l’ambizione di governare per il bene comune la propria società (o comunità).
Vincere questa sfida è vitale per il rilancio dell’integrazione europea e la politica democratica che ne deve essere cardine principale. È imperativo rimettere al centro della partita i cittadini, gli elettori, le pubbliche opinioni.
Dimostrare che solo con la loro partecipazione attiva il motore di un’Europa giusta e democratica può ripartire e finalmente portarci al traguardo di un’integrazione politica, sociale ed economica sana ed equilibrata. Non si tratta semplicemente di trasferire la sovranità da un piano all’altro.
La sovranità è dei cittadini e deve rimanere tale. Si tratta invece di far condividere agli stessi cittadini europei il progetto di un’Unione la cui sovranità si legittima su una base di condivisone tra eguali.
Per questo obiettivo sarà necessario ripartire dall’unica vera istituzione comunitaria direttamente rappresentativa della cittadinanza europea.
Il Parlamento, in cui già oggi l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici svolge un lavoro prezioso, sarà il luogo di partenza per effettuare il salto di qualità necessario a costruire una nuova Europa. Se lo vorremo tutti saranno le prossime elezioni europee del 2014 ad essere le prime elezioni democratiche sul percorso di una Costituente Europea. Riscrivere le regole della nostra Unione. Permettere a tutte e tutti di scegliere quale strada perseguire per il proprio futuro insieme. Pensando alle nuove generazioni è nostro dovere dedicare tutti noi stessi a questa sfida.

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Guicciardini: “Per Siena e provincia non servono strumentalizzazioni ma proposte concrete”

Inserito da casoledelsa il 27 Agosto 2012

Riforma delle Province, crisi aziendali, chiusura del Santa Maria della Scala e Banca Mps. Sono stati questi alcuni degli argomenti affrontati ieri, sabato 25 agosto, dal segretario provinciale Pd di Siena, Niccolò Guicciardini che, presso lo spazio dibattiti della Festa democratica alla Fortezza Medicea, ha risposto alle domande del giornalista Daniele Magrini, ribadendo le idee del Pd anche in vista delle prossime elezioni politiche e amministrative.

“Siamo di fronte a un patrimonio artistico e culturale – ha detto Guicciardini in merito al Santa Maria della Scala – importante non solo per Siena, ma per tutto il Paese. Il Santa Maria della Scala può rappresentare il cuore del rilancio di Siena, una città che fa della cultura uno dei suoi motori economici principali, oltre ad essere il luogo fisico e metaforico da cui rilanciare la candidatura di Siena a capitale europea della cultura. Adesso ci troviamo davanti al rischio di una chiusura temporanea, a causa della fine anticipata del mandato, che fa molto male e per la quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà a coloro che vi lavorano. Il progetto della Fondazione di partecipazione che avevamo ipotizzato avrebbe corrisposto in pieno all’obiettivo di un rilancio del complesso museale. Mentre in tanti scrivono e fanno facili affermazioni, il Pd si sta attivando per costruire strade credibili di rilancio e l’impegno del presidente della Regione, Enrico Rossi è una testimonianza della veridicità di quello che sto dicendo”.

“La questione Mps – ha continuato Guicciardini – è sicuramente un altro dei temi caldi per la città. Purtroppo siamo consapevoli della situazione che stiamo attraversando nel nostro Paese e in Europa, ed è doveroso chiarire gli obiettivi che ci poniamo. Prima di tutto crediamo che la Banca Mps debba recuperare la sua redditività e mantenere i livelli occupazionali; poi è necessario mantenere il legame con il territorio. Pur in un quadro difficile, le scelte fatte nel 2012 sono state di forte consapevolezza, di credibilità nazionale e internazionale, con l’obiettivo di condurre a un’operazione verità. La situazione del Monte dei Paschi si inserisce in una crisi più ampia del sistema. In Italia, da qui al 2015, sono previsti 19 mila esuberi di bancari e la chiusura di 2700 sportelli. Di questi ben 350 in Toscana. In questo contesto, molte banche stanno facendo dolorosi piani di risanamento e rilancio”.

“Sul lato occupazionale – continua Guicciardini – ci siamo schierati vicino ai lavoratori, auspicando una trattativa che certamente è complessa e che dovrà definire anche il destino del back office. Sulla nostra posizione in merito ho sentito molta strumentalità. Un punto sicuro è che noi faremo le barricate per far rimanere il consorzio operativo di gruppo di Banca Mps a Siena, come punto produttivo unitariamente inteso e fulcro del polo della monetica. Io credo che siano poi importanti anche le autocritiche che come Pd abbiamo fatto sulla questione della banca. Un’autocritica non strumentale ma seria, tesa a mettere in luce gli errori commessi e a cercare possibili vie d’uscita. Trovo davvero triste che ci siano persone affacciate alla finestra che aspettano qualche sussulto negativo solo per cavalcarlo e mi fa sorridere che ci sia qualcuno che adesso accusa e che magari faceva il sindaco quando io andavo alle elementari o, ancora, mi fanno sorridere le critiche mosse da dietro un pc, senza il coraggio di metterci la faccia e il proprio nome. Noi la faccia ce la mettiamo e cerchiamo solo l’interesse delle nostre comunità, aperti e con la voglia di costruire il futuro oltre la crisi”.

Il segretario ha affrontato, poi, il tema del riordino delle Province. “Il problema di questa riforma è che è partita dal fondo, senza eliminare prima gli sprechi ai vertici. Il risultato di questa legge, che vedremo in pochi mesi, sarà la creazione di notevoli costi. I tagli degli sprechi dovrebbero, invece, partire dall’alto: come Pd abbiamo presentato una proposta per dimezzare il numero di parlamentari e un’altra per trasformare il Senato in una Camera delle Regioni. È necessario intervenire sulle Regioni, alcune delle quali sono più piccole del nostro territorio, e su quelle a Statuto speciale. Tra pochi giorni partirà anche una petizione che come Pd provinciale abbiamo ritenuto giusto fare per spiegare in modo vero e concreto ai cittadini, come e dove si può risparmiare. Non è tagliando il numero di consiglieri nei Comuni o nelle Province che si risolvono i debiti del Paese. In questo modo si va incontro all’idea perversa che la democrazia funziona meglio tanto più è ridotta. Dalla crisi, invece, si esce meglio se c’è più democrazia”.

Guicciardini si è poi soffermato a parlare delle aziende in crisi in provincia di Siena, soffermandosi in particolare sulla situazione di Floramiata. “Siamo andati ad Abbadia San Salvatore – ha raccontato il segretario – a parlare con i lavoratori che da tre mesi non prendono lo stipendio che gli spetta. Non si tratta di un’azienda che deve chiudere. Floramiata ha grandi potenzialità non solo a livello locale ma anche a livello nazionale e internazionale. I lavoratori, nonostante tutto, continuano a lavorare, portando avanti al contempo la loro legittima protesta, dimostrando così un grande senso di responsabilità nei confronti di un lavoro che, se interrotto, porterebbe al deperimento dei prodotti e quindi a grandi perdite economiche. A loro ovviamente va tutta la nostra solidarietà e saremo fisicamente al loro fianco anche domani, lunedì 27 agosto, durante la marcia di protesta, e sosteniamo, insieme alle istituzioni, che sia necessario un atto di responsabilità da parte della proprietà, che dovrebbe agevolare tutti quei percorsi che possono consentire all’azienda di uscire da questa crisi. Anche in questo caso il ruolo ricoperto dalla Provincia di Siena è molto importante e credo sia doveroso tenere in considerazione la sua operatività quando si parla di riorganizzazione degli enti”.


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Rossi a Sant’Anna di Stazzema: “Qui i valori che fondano un’Europa sociale e inclusiva”

Inserito da casoledelsa il 13 Agosto 2012

SANT’ANNA DI STAZZEMA (Lu) - “Vogliamo un’Europa unita non con il dominio ma con il diritto e con la giustizia; un’Europa dello sviluppo e della crescita senza la quale le ombre del passato potrebbero tornare; un’Europa che ascolta la sofferenza civile del continente, le persone più deboli e fragili, i giovani precari e senza futuro, gli immigrati, le minoranze, i disoccupati, i lavoratori e gli imprenditori lasciati troppe volte soli. Vogliamo un’Europa sociale e inclusiva. E questo domanda una nuova politica capace di guardare lontano, ispirata ai valori profondi di cui questi luoghi sono segno”.E’ questo l’appello lanciato oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi nel suo discorso pronunciato alla cerimonia commemorativa del 68esimo anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema. Con Enrico Rossi c’era anche il presidente del Consiglio Europeo Martin Schulz, la cui presenza è stata salutata dai tanti partecipanti alla cerimonia con vera gratitudine. All’ossario di Sant’Anna tanta gente arrivata da tutta la Toscana, sopravvissuti e familiari delle vittime, autorità civili e militari, gonfaloni degli enti locali e labari delle associazioni. Due bambine hanno consegnato un mazzo di fiori al presidente Schulz, una delegazione della comunità senegalese in Toscana gli ha portato un dono. Dopo la lettura dei messaggi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del vice presidente del Senato Vannino Chiti, hanno parlato il presidente dell’Associazione Martiri di Sant’anna di Stazzema Graziano Lazzeri e il sindaco di Stazzema Michele Silicani. Quindi hanno preso la parola Rossi e Schulz.

Rossi ha definito la scelta di Schulz una gesto che “sancisce in modo solenne che questo dolore appartiene ad una nuova cittadinanza europea” e ha affermato che proprio un’Europa più forte, “sociale e inclusiva” e una nuova politica “capace di guardare lontano” potrà far sì che questi crimini non si ripetano e vengano sempre ricordati. Perchè, ha affermato il presidente Rossi, “dimenticare è colpevole”. E potrà anche fare sì che i “rischi insiti nel populismo, nell’idea che la democrazia può contare meno della finanza, nelle esaltazioni etnocentriche, nella xenofobia” vengano evitati e sconfitti nel nascere.

Ecco il testo integrale del discorso pronunciato dal presidente Enrico Rossi:

“Sono molto onorato di celebrare l’anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema insieme a tutti voi e alla presenza del presidente Martin Schulz. Grazie presidente per questo bellissimo gesto, denso di significati; per avere scelto come tedesco di essere qui a rappresentare tutta l’Europa, tutti i cittadini europei in questo luogo simbolo; uno dei punti in cui si è concentrato il dolore del 900, dove centinaia di innocenti furono trucidati da una furia omicida implacabile, da una ferocia che ancora oggi suscita in tutti noi indignazione e vergogna.

Abbiamo già avuto altri momenti importanti e commoventi, altre celebrazioni i cui cittadini italiani ed europei hanno pianto insieme questa tragedia. Ma la sua presenza, oggi, qui, sancisce in modo solenne che questo dolore appartiene a una nuova cittadinanza europea che è emersa e si è formata proprio dagli orrori di cui siamo eredi. Caro presidente, il mio è anche un messaggio di speranza in questi tempi difficili: è un segno dei passi avanti compiuti dal nostro continente verso un’Europa di pace e di fratellanza, capace di costruire la propria identità riflettendo insieme sulle divisioni che l’hanno attraversato e sui crimini di cui si è macchiata.

La sua scelta presidente è quindi una precisa indicazione per affrontare i problemi economici, sociali e morali che a volte sembrano soverchiarci. La risposta non può che essere una maggiore unità dell’Europa e un sentimento più alto e più forte di solidarietà tra i cittadini e i popoli europei. Sono passati novant’anni da quando il male politico, la bestia immonda iniziò a impossessarsi dell’Europa, a cominciare proprio dall’Italia con la marcia su Roma. Ma già la prima guerra mondiale aveva inaugurato con i suoi venti milioni di morti lo sterminio di massa. Il delirio dei totalitarismi e dei nazionalismi del secolo scorso prevedeva la costruzione dell “uomo nuovo” e la rigenerazione dei popoli attraverso la soppressione degli altri, i diversi, le “razze inferiori”, i nemici di classe.

Ci preme ricordare chi, nonostante il diffuso consenso e l’indifferenza e l’assuefazione dei più, si schierò contro le dittature anche a costo della propria libertà e della propria vita. E’ una lezione di storia di cui tenere conto ancora oggi. I rischi insiti nel populismo, nell’idea che la democrazia può contare meno della finanza, nelle esaltazioni etnocentriche, nella xenofobia, vanno evitati e sconfitti nel nascere, prima che sia troppo tardi.

Dimenticare è colpevole.

Non tutti i paesi dell’Europa hanno avuto la capacità di ammettere le proprie responsabilità passate, a cominciare dall’Italia che troppo si culla nel mito giustificativo degli “italiani brava gente”. E invece, le nostre responsabilità di popolo italiano, anche se riscattato dalla lotta di liberazione, non possono essere dimenticate laddove siamo stati artefici di delitti efferati come in Albania, in Libia, in Grecia e in altre ex colonie e teatri di guerra. E i fatti spesso si sono ripetuti simili a quanto è avvenuto qui. Così come simili si sono ripetuti di recente nella ex Jugoslavia o in altre parti del mondo: una violenza inenarrabile, l’assassinio e l’accanimento sui più deboli, senza pietà.

Sono delitti, da chiunque commessi, che non devono restare impuniti. Non ci interessa, a distanza di tanti anni, che i colpevoli scontino la pena; ci interessa la ricostruzione dei fatti, la comprensione delle modalità, dopo l’accertamento della verità e la sentenza di condanna come monito perchè questi atti non debbano più ripetersi. La Germania, che sicuramente ebbe colpe pesanti e decisive nella tragedia del ‘900 oggi è impegnata quotidianamente nella ricostruzione di una identità nazionale che riconosce le proprie terribili colpe. Chi ha modo di visitare Berlino, i suoi musei, i suoi monumenti può capire cosa vuol dire chiedere perdono al mondo.

Caro presidente, lei oggi ci testimonia che solo l’accordo dei popoli europei può metterci al sicuro da quei bagni di sangue che purtroppo non sono solo un brutto ricordo del passato. A questo doverebbero pensare coloro che si ostinano a dividere, a perseguire i privilegi, a immaginare che si possa vivere meglio facendo a meno degli altri o addirittura annientando gli altri.

Altiero Spinelli, un grande europeista italiano, indicava dal confino di Ventotene la via dell’Europa libera e unita e concludeva: “La via da percorrere non è facile né sicura ma deve essere percorsa e lo sarà”. Noi vogliamo andare in questa direzione. Vogliamo un’Europa unita non con il dominio ma con il diritto e con la giustizia; un’Europa dello sviluppo e della crescita senza la quale le ombre del passato potrebbero tornare; un’Europa che ascolta la sofferenza civile del continente, le persone più deboli e fragili, i giovani precari e senza futuro, gli immigrati, le minoranze, i disoccupati, i lavoratori e gli imprenditori lasciati troppe volte soli. Vogliamo un’Europa sociale e inclusiva. E questo domanda una nuova politica capace di guardare lontano, ispirata ai valori profondi di cui questi luoghi sono segno.

Le incertezze, le lentezze, i piccoli egoismi sono il risultato di una politica corta che stupisce e sorprende. Certo non hanno agito così i padri fondatori dell’Europa, coloro che l’Europa l’hanno costruita; penso a De Gasperi, a Schumann, ad Adenauer; ma anche a Prodi, a Ciampi, a Napolitano a Kohl e Willy Brandt, ad Helmut Schmidt che anche di recente a 94 anni ci ha esortato nella via della solidarietà europea. La speculazione finanziaria e il dominio della finanza non possono essere sconfitti solo dalla tecnica e dall’economia, ma prima di tutto da quella forza morale che trae origine dal rispetto della vita e della dignità della persona, che sono valori fondamentali della costruzione europea, scaturiti proprio da questi luoghi e dal sacrificio di tante vittime innocenti, dal quale è nata appunto la speranza di una nuova Europa.

Grazie ancora presidente anche a nome dei cittadini della Toscana tutta”.

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RISOLUZIONE PRESENTATA DALL’ONOREVOLE SUSANNA CENNI IN COMMISSIONE AGRICOLTURA SUL MADE IN ITALY, TRACCIABILITA’ E TRASPARENZA, PAESAGGIO OLIVICOLO ITALIANO E PER DIFENDERE LE NOSTRE PRODUZIONI DI QUALITA’”

Inserito da casoledelsa il 10 Agosto 2012

Comunicato stampa n.59 di mercoledì 8 agosto 2012

La risoluzione presentata dall’onorevole Susanna Cenni e sottoscritta da molti parlamentari Pd
Cenni (Pd): “Made in Italy, tracciabilita e trasparenza, paesaggio olivicolo italiano per difendere le nostre produzioni di qualità ”

Sostenere la produzione dell’olio di oliva italiano di qualità, allontanando il rischio di truffe , sostenere il rafforzamento delle imprese, tutelare i paesaggi olivicoli del nostro Paese, riconoscendone il rilievo per il nostro patrimonio paesaggistico. Sono questi i punti centrali della risoluzione presentata in commissione agricoltura dall’onorevole Susanna Cenni, parlamentare toscana del Partito democratico, in merito alla salvaguardia della produzione olearia italiana, anche in seguito ai numerosi casi di contraffazione e truffa relativi all’olio d’oliva, verificati nei mesi scorsi in Toscana, Emilia Romagna e nel Lazio. La risoluzione è stata firmata anche dai deputati Giuseppina Servodio, Nicodemo Nazzareno Oliverio, Angelo Zucchi, Sandro Brandolini, Luciano Agostini, Luca Sani, Carlo Trappolino, Massimo Fiorio.

I numeri del comparto dell’olio d’oliva. “Le coltivazioni di ulivi in Italia - si legge nel testo depositato dai parlamentari - rappresentano oltre il 70% della produzione mondiale. L’olio d’oliva è un prodotto di qualità ed eccellenza del nostro Paese, la cui coltura riviste un’importanza vitale in termini di mantenimento dell’occupazione, e come fondamentale presidio paesaggistico e territoriale nelle zone rurali. L’Italia, infatti, ha una produzione nazionale di circa 480 mila tonnellate, due terzi dei quali extravergine e vanta con 43 denominazioni certificate ( tra Dopp e Igp), il maggior numero di produzioni riconosciute dall’Unione Europea. Un comparto produttivo fondamentale per l’economia, che però nel nostro Paese ha registrato, negli ultimi anni, alcuni preoccuparti segnali di crisi, causati dagli alti costi di produzione, dalla scarsa remunerazione per i produttori, dai mutamenti climatici e dal crescente e preoccupante fenomeno delle contraffazioni. Le frodi e le falsificazioni, secondo la Coldiretti, sottraggono all’agroalimentare nazionale ben 164 milioni al giorno, che potrebbero invece generare reddito e profitto”.

“Per scongiurare la crescita del fenomeno della contraffazione, tutelare i consumatori e garantire la crescita di uno dei comparti agricoli più importanti dell’economia italiana- ha concluso Susanna Cenni, estensore e prima firmataria della risoluzione- è importante rispondere con norme certe che garantiscano la tracciabilità del prodotto e accertino controlli e sanzioni nei confronti di chi compie frodi e truffe, anche attivando la possibilità di inasprire le pene previste per i reati legati alla contraffazione di alimenti come indicato dai primi passi della commissione anticontraffazione. Oggi, ricorda la parlamentare, i produttori di olio di oliva, necessitano di un aiuto almeno nella certezza di una concorrenza leale e trasparente che si può ottenere solo con tracciBilita su provenienza delle olive e lavorazione, e su analisi indiscutibili. Se l’Italia vuol davvero investire su questo straordinario prodotto si avvii seriamente un piano olivicolo nazionale, anche attraverso l’uso degli strumenti dell’Unione europea, per incentivare il mantenimento, ilmiglioramento e rinnovo degli uliveti al fine di migliorare la produzione già eccellente e contestualmente tutelare il paesaggio olivicolo italiano.” La mozione riprende anche una proposta avanzata dall’Associazione italiana «Città dell’olio» circa la candidatura del «Paesaggio olivicolo mediterraneo» quale patrimonio Unesco. Un riconoscimento proposto durante l’assemblea nazionale che si è svolta, poche settimane fa, a Montalcino per promuovere e valorizzare i territori di produzione evidenziando la relazione tra gli aspetti di competitivita del prodotto.
Il testo depositato ricorda che in tale direzione si muoverebbero alcune iniziative parlamentari bipartisan. “spero che la nostra iniziativa possa incoraggiare e supportare anche un veloce iter, come richiesto in questi giorni al senato, per queste norme, utili a quei produttori che hanno scelto di investire su produzioni di assoluta eccellenza”
La mozione sara discussa presumibilmente a settembre..

Categoria: Consiglio Comunale, GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA | Nessun Commento »

 

SERGIO KUZMANOVIC NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE DEI GIOVANI DEMOCRATICI

Inserito da casoledelsa il 8 Agosto 2012

SERGIO KUZMANOVIC NUOVO SEGRETARIO PROVINCIALE DEI GIOVANI DEMOCRATICI
Continua il progetto di rinnovamento del Pd senese.Sergio Kuzmanovic, classe 1990, nato in Bosnia ma residente in Italia dall’età di dieci anni, è stato eletto all’unanimità segretario dei Giovani democratici, durante l’assemblea provinciale svoltasi nei giorni scorsi, a Montepulciano, nell’ambito della Festa Democratica. Kuzmanovic, che faceva già parte dell’esecutivo come responsabile del lavoro, prenderà il posto del segretario provinciale uscente, Andrea Biagianti.

“Abbiamo bisogno - commenta il neo segretario, Sergio Kuzmanovic - di un’organizzazione giovanile che sia in grado di partecipare alla discussione su alcuni temi importanti. Sono stati molti i giovani democratici che mi hanno chiesto di guidare i Gd in provincia di Siena e di questo sono lusingato. La nostra priorità, adesso, sarà quella di rinnovarci, portando avanti un progetto politico a lungo termine, perché davanti a noi abbiamo sfide importanti e difficili da affrontare. La cultura, quella vera, i precari e gli studenti che hanno protestato nelle piazze per far valere i propri diritti, sono stati considerati per troppo tempo il lato peggiore di questo Paese. I giovani, invece, sono il futuro dell’Italia, i cittadini e la classe politica di domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani. Il primo e maggiore impegno che mi prendo con i Giovani democratici senesi è quello di metterci sempre la testa e il cuore per affrontare insieme a tutti coloro che vorranno sostenermi, le sfide che si presenteranno sul nostro cammino”.

“Alla guida dei Giovani democratici - aggiunge il segretario provinciale del Pd, Niccolò Guicciardini - è stato eletto un ragazzo molto giovane, ma che già si è distinto per impegno e sincera passione politica. Un importante segnale di quel rinnovamento di cui abbiamo bisogno per dare una svolta al nostro partito e poter guardare con maggiore fiducia al futuro, dimostrando la freschezza e la vivacità del Pd e dei Gd senesi. L’elezione del nuovo segretario dei Gd, inoltre, è segno anche di un’apertura del nostro partito all’esterno. Sergio, infatti, è nato in Bosnia e ancora non è ufficialmente un cittadino italiano, ma questo non gli ha mai impedito, in questi anni, di appassionarsi e di trovare nei Giovani democratici e nel Partito democratico una casa aperta e libera dove non servono presentazioni, ma serve solo la capacità di mettersi a disposizione delle nostre comunità in modo disinteressato. A lui, quindi, vanno i migliori auguri da parte mia e di tutto il Partito democratico per l’importante impegno appena assunto, sicuri che le sue capacità e la fresca autonomia dei giovani democratici non potranno che essere di aiuto per affrontare le sfide del futuro”.

Sergio Kuzmanovic è nato a Banja Luka, in Bosnia, il 21 agosto 1990, e abita a San Gimignano da 11 anni. Dopo essersi diplomato in Ragioneria presso l’Itis Sarrocchi-Roncalli, si è iscritto alla facoltà di scienze politiche, presso l’Università degli Studi di Siena, dove fa parte dell’associazionismo universitario. Ha giocato a calcio nel San Gimignano, dalle giovanili fino alla prima squadra dove ha disputato alcune presenze in Eccellenza. Il suo percorso politico inizia nel 2001, con i DS partecipando alle feste dell’unità, ma inizia la sua vera attività politica a 15 anni entrando a far parte della Sinistra giovanile e, due anni dopo, diventando membro dell’assemblea provinciale della Sinistra giovanile. Ha aderito con convinzione al progetto del Partito democratico e, nel 2009, è diventato il Segretario dei Giovani democratici di San Gimignano, dove fa ancora parte dell’esecutivo e dell’assemblea comunale del Partito democratico. Nel febbraio dello scorso anno, infine, è entrato a far parte della segreteria provinciale dei Giovani democratici come il responsabile lavoro

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Sezioni Pegaso, ecco le scuole “salvate” dalla Regione Comune per Comune

Inserito da casoledelsa il 7 Agosto 2012

L’INTERVENTO REGIONALE A SOSTEGNO DELLE SCUOLE DELL’INFANZIA HA RIGUARDATO ANCHE  CASOLE D’ELSA CHE FIGURA NELL’ELENCO DELLE SEZIONI PEGASO.

Sezioni Pegaso, ecco le scuole “salvate” dalla Regione Comune per Comune

FIRENZE – Sono oltre 107 le sezioni di scuola dell’infanzia “salvate” grazie all’intervento della Regione che, anche per il prossimo anno scolastico, ha deciso di intervenire con proprie risorse per coprire le spese necessarie a pagare gli stipendi per 215 insegnanti e garantire così, a settembre, un posto a circa 3 mila bambini che, altrimenti, sarebbero stati esclusi.

Anche per il prossimo anno scolastico, infatti, le scuole dell’infanzia statali non sarebbero state in grado di accogliere tutte le richieste di iscrizione. Per questo la Regione è intervenuta con 6,5 milioni di euro per garantire ai bambini toscani un posto alla scuola dell’infanzia.
Se a questo si aggiunge il contributo di 4 milioni, in corso di approvazione, per assegnare, tramite i Comuni, alle famiglie che ne hanno diritto i “buoni servizio” per l’iscrizione dei figli all’asilo nido, sale a 10 milioni complessivi il costo sostenuto dalla Regione per quella che si può definire come “operazione 0-6”, ovvero un pacchetto di misure ad hoc per l’infanzia e la prima infanzia.

“Le sezioni Pegaso e i buoni servizio per gli asili nido – afferma la vicepresidente della Regione con delega all’istruzione Stella Targetti – sono due modi di tradurre nella realtà l’impegno che abbiamo voluto prenderci come Regione Toscana: mettere al centro l’infanzia, perché significa investire sul futuro. Un impegno che sentiamo ancora più forte in questo tempo di crisi e di tagli”.

“A settembre – spiega ancora Stella Targetti – tre mila bambini potranno andare alla scuola dell’infanzia grazie all’impegno della giunta regionale. Purtroppo, da qualche anno, questo non è più, di fatto, un diritto di tutti: a causa dei tagli le scuole statali non possono più accogliere tutte le domande di iscrizione. Noi invece continuiamo a considerarlo tale e anche per l’anno 2012/2013 siamo riusciti a soddisfare quasi tutte le richieste”.

Il decreto che assegna le risorse alle scuole che avranno le risorse per aprire sezioni Pegaso è già stato pubblicato. L’impegno di spesa previsto è di 5 milioni e 736 mila euro (il resto – circa 800mila euro – servirà per le supplenze). Le sezioni attivate (in alcuni casi si tratta di riconferme, in altri di nuove sezioni supplementari rispetto allo scorso anno) sono in tutto 107,5 (mezza sezione significa che è stato assegnato un insegnante a completamento dell’orario), in tutto 215 insegnanti.

Questo l’elenco delle 107,5 sezioni, ripartito per i territori provinciali: 8 in provincia di Arezzo; 13 Firenze; 2 Grosseto, 7,5 Livorno; 12,5 Lucca; 26,5 Pisa; 15 Prato; 14,5 Pistoia; 8,5 Siena. I comuni interessati sono 78: 6 Comuni in provincia di Arezzo, 12 Firenze, 2 Grosseto, 6 Livorno, 9 Lucca, 18 Pisa, 7 Prato, 8 Pistoia, 10 Siena.

Buoni servizio asili, un colpo che riduce le liste d’attesa
La Regione ha impegnato 4 milioni di euro e si sta lavorando per mettere a punto il provvedimento che permetterà, grazie a queste risorse, di erogare il contributo per riduzioni sulle rette applicate dai nidi privati convenzionati e accreditati nei Comuni dove c’è lista d’attesa per le strutture pubbliche. I contributi regionali vengono assegnati ai Comuni, che li erogano ai servizi convenzionati i quali possono così applicare sconti sulle rette per gli asili (da un minimo di 100 euro a un massimo di 250 euro al mese ad ogni famiglia).

L’obbiettivo dei buoni servizio è quello di promuovere e sostenere l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, nell’ambito di progetti di conciliazione fra vita familiare e vita lavorativa presentati dalle amministrazioni comunali nei casi in cui sia presente una lista di attesa per i servizi all’infanzia comunali o non siano attivi servizi per la prima infanzia. I Comuni interessati sono 96: 6 in provincia di Arezzo, 32 Firenze, 4 Grosseto, 3 Livorno, 7 Lucca, 2 Massa-Carrara, 14 Pisa, 6 Prato, 12 Pistoia, 10 Siena.

“Anche per la prima infanzia, cioè per i bambini sotto i 3 anni, stiamo facendo qualcosa di importante. Con questo provvedimento, infatti, contiamo di dare un bel colpo alle liste d’attesa per gli asili, sostenendo concretamente chi – penso soprattutto alle donne – ha bisogno di conciliare famiglia e lavoro. Se saranno confermati i numeri dell’anno scorso, le mamme che beneficeranno degli effetti dei buoni servizio dovrebbero essere circa 4 mila”.

L’elenco delle sezioni Pegaso Comune per Comune

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RESOCONTO FESTA DEMOCRATICA - MENSANO

Inserito da casoledelsa il 4 Agosto 2012

Pubblichiamo, com’ è nostra consuetudine, il resoconto sintetico della festa del Partito Democratico tenutasi a Mensano dal 19 al 22 luglio 2012.

INCASSI COMPLESSIVI ( GARA DI BRISCOLA, CUCINA E BAR) €URO 3.336,00

SPESE TOTALI ( SPETTACOLI - ALIMENTI E MERCI VARIE - PUBBLICITA) €URO 2.778,49

 UTILE NETTO €URO 557,51

IL COMITATO DELLA FESTA ESPRIME UN SENTITO RINGRAZIAMENTO A TUTTI I VOLONTARI, ALLA CITTADINANZA DI MENSANO, AL CIRCOLO DEL PD DI CASOLE - CAVALLANO E AL CIRCOLO PD DI PIEVESCOLA.

SI RINGRAZIA ANCHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER LA CONCESSIONE DELLA STRUTTURA DEL CENTRO-POLIVALENTE  “I TRAMEZZI” -

PARTITO DEMOCRATICO - MENSANO

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Dal 20 al 23 settembre 2012 torna a Firenze EXPO RURALE TOSCANA 2012

Inserito da casoledelsa il 2 Agosto 2012

CLICCARE QUI SOTTO PER VEDERE LA PRESENTAZIONE VIDEO

regione-toscana-exporurale2012

Dal 20 al 23 settembre 2012 torna a Firenze EXPO RURALE TOSCANA 2012. 

 

L’esperienza di “EXPO RURALE 2011″ ha rappresentato la prima edizione di una rassegna del mondo della ruralità, cercando di mettere in mostra tutte le attività che sono protagoniste nelle aree rurali della Toscana, anche se non strettamente agricole, a partire dalla gestione e dal governo delle foreste, dalle attività micro-artigianali, dai servizi, dall’ambiente, dal turismo, per arrivare all’attività venatoria ed alieutica.

Il tema conduttore della passata edizione è stato quello della rappresentazione del territorio rurale, che nella nostra regione deve intendersi come valorizzazione dello “Stile di vita rurale toscano”.

La ruralità dovrà esprimersi come il “motore” dello sviluppo economico dell’intera Regione, rappresentando con l’innovazione nuove opportunità e fattori di sviluppo evolutivo, investendo su nuovi prodotti e nuovi processi, in integrazione con tutto il mondo agricolo e soprattutto mettendo al centro del nostro “fare” i tanti giovani che recentemente, aderendo al bando della Regione “GiovaniSi’ - Fare impresa in agricoltura” hanno espresso l’intenzione di investire le proprie capacità ed aspettative in questo difficile ma stimolante ruolo.

L’intenzione è di mettere a fuoco il settore agricolo, riportandolo al centro dell’opinione pubblica e dell’agenda politica, evidenziando il ruolo che ha l’agricoltura nelle politiche di coesione del Paese e della Unione Europea, ed in larga visione del bacino del mediterraneo, rispondendo a recenti tentativi di ridimensionare l’intervento pubblico a favore delle politiche agricole.

La Regione Toscana parteciperà alla Esposizione internazionale EXPO 2015: il tema principale della manifestazione sarà il diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra.

La Toscana intende prepararsi per questo evento attraverso tre passaggi intermedi di avvicinamento a cadenza annuale, in coincidenza con l’organizzazione di EXPO RURALE. A partire dal 2012 la Regione Toscana ha pertanto la possibilità di sviluppare, per ogni anno, un argomento che, in coerenza con il focus messo al centro di EXPO 2015, rappresenti con originalità la “via toscana nell’agroalimentare”.

Per il 2012, nell’intento di dare continuità agli obiettivi programmatici contenuti nel Piano Regionale di Sviluppo e con l’obiettivo di consolidare il ruolo delle giovani generazioni nei sistemi produttivi regionali, il tema conduttore della manifestazione è rappresentato dalla diffusione della corretta educazione alimentare come componente fondamentale per favorire nuovi stili di vita fra i giovani.

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Claudio Cavicchioli

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