CASOLE TRA I COMUNI AD EMERGENZA IDRICA, L’INVITO E’ AD UN USO RESPONSABILE DELL’ACQUA

Inserito da casoledelsa il 20 Luglio 2012

Emergenza idrica, Acquedotto del Fiora al lavoro in provincia di Siena per rendere possibile l’approvvigionamento a tutti grazie alle circa 15 autobotti che ogni giorno si muovono sul territorio. La stagione particolarmente siccitosa sta infatti facendo sentire i propri effetti, con una drastica riduzione – in alcuni casi nell’ordine del 50% - della portata di sorgenti e pozzi che alimentano gli acquedotti della zona senese. I comuni a rischio idrico più elevato sono Asciano, Casole d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Cetona, Gaiole in Chianti, Monticiano, Chiusdino, Montieri, Radda in Chianti e San Casciano Bagni.

Attualmente l’azienda sta movimentando ogni giorno circa 15 autobotti sul territorio provinciale, servendo in via preventiva alcuni depositi per evitarne il completo svuotamento. Tra questi ci sono San Sano e Lecchi in Chianti nel comune di Gaiole in Chianti - con chiusure notturne dell’erogazione idrica per permettere il completo riempimento dei depositi – Radda in Chianti e la frazione di Badia Montemuro, Castellina in Chianti, le frazioni di Pievescola e Maggiano nel comune di Casole d’Elsa, le frazioni di Lornano e Bracciano nel comune di Monteriggioni e la zona di Orgia-Brenna-Stigliano nel comune di Sovicille.

Situazioni di criticità si registrano inoltre a Torre a Castello, Chiusure e Castelnuovo Scalo nel comune di Asciano e in generale su tutto il Chianti, la Montagnola senese, le Crete Senesi e la Val di Merse oltre al comune di Sovicille, dove le forti escursioni di portata stanno mettendo a dura prova la rete idrica sottoposta a improvvise rotture.

“Vista la scarsità della risorsa e le previsioni non certo incoraggianti per i prossimi due mesi invito i cittadini a un uso responsabile dell’acqua – dice Claudio Ceroni, presidente di Acquedotto del Fiora – La nostra azienda sta approvvigionando con autobotti tutte quelle situazioni in cui i depositi sono a rischio svuotamento e sta provvedendo alla chiusura notturna laddove le condizioni locali non consentono soluzioni alternative, ma è necessaria la collaborazione di tutti: deve essere chiaro che chi riempie piscine, annaffia giardini o lava la macchina utilizzando l’acqua potabile, la toglie a tutti gli altri, causando un danno alla collettività”.

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Uffici postali a rischio chiusura, la Regione chiede un incontro a Poste

Inserito da casoledelsa il 20 Luglio 2012

FIRENZE - La Regione chiederà un incontro all’amministratore delegato di Poste spa dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi sulla possibile chiusura di 174 uffici periferici, concentrati per lo più in montagna o in piccole frazioni. Ma all’incontro con Poste la Regione non chiederà solo all’azienda di ritornare sui propri passi, perchè chiudere un ufficio in montagna o in piccoli paesi sperduti può avere un forte impatto sociale sulla popolazione, spesso magari anziana e più in difficoltà a spostarsi. “All’incontro - spiega il presidente della Toscana, Enrico Rossi - la Regione si presenterà anche con una proposta per rendere più produttivi questi uffici, offrendo una giustificazione, oltre che sociale, anche economica al mantenimento in funzione degli sportelli”.Degli uffici postali a rischio chiusura si è parlato oggi a Firenze, nel corso di una riunione istituzionale a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione. Sui servizi postali la Regione non ha competenze dirette. Chiudere un ufficio può avere però ripercussioni sociali. All’incontro con il presidente Rossi sono intervenuti il presidente dell’Uncem, l’unione dei Comuni e degli enti montani, Oreste Giurlani, il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras e l’assessore della Provincia di Pistoia Lidia Martini.

Le possibili vie da intraprendere sono varie e potranno essere diverse da realtà a realtà, percorse in parte anche in passato. Il Comune può firmare un accordo con Poste per far sì che lo sportello svolga altre funzioni su convenzione, come una sorta di sportello comunale decentrato. A Poste potrebbero altrimenti essere offerti locali in uso gratuito. Il tutto per abbattere i costi di gestione o rendere l’apertura economicamente sostenibile.

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