DOCUMENTO CONCLUSIVO Associazione ecologisti democratici - CIRCOLO DI SIENA

Inserito da casoledelsa il 6 Luglio 2012

Associazione ecologisti democratici

CIRCOLO DI SIENA

I 10 PUNTI DEGLI ECODEM PER LO SVILUPPO DELLA PROVINCIA DI SIENA

1. SVILUPPO INDUSTRIALE NEL SEGNO DELLA GREEN ECONOMY

2. MADE IN ITALY E FILIERA CORTA: LA SFIDA DELLA QUALITA’ IN AGRICULTURA

3. CLIMA ED ENERGIA: LA PROVINCIA DI SIENA PROTAGONISTA

4. OPERE PUBBLICHE: PRIORITA’ LA DIFESA DEL SUOLO

5. SERVIZI PUBBLICI LOCALI: UN PILASTRO PER LA GREEN ECONOMY

6. MOBILITA’ SOSTENIBILE PER INA CITTA’ E UNA PROVINCIA ECOLOGICHE ED INTELLIGENTI

7. IL TEMA DELL’ACQUA: RIDUZIONE DEI CONSUMI E MANUTENZIONE DEGLI ACQUEDOTTI

8. RIFIUTI: PROSEGUIRE CON RACCOLTA DIFFERENZIATA E RISOLVERE PROBLEMA RIFIUTI SPECIALI

9.EFFICACIA E SNELLIMENTO DELLA BUROCRAZIA

10. FISCALITA’ ECOLOGICA

1. SVILUPPO INDUSTRIALE NEL SEGNO DELLA GREEN ECONOMY

La provincia di Siena deve puntare con sempre maggiore convinzione alla valorizzazione delle opportunità offerte dallo sviluppo di una industria pulita, sostenibile, compatibile con l’ambiente e con il nostro territorio: puntare cioè alla green economy.

La nostra provincia ha tutte le caratteristiche per svilupparsi nel segno della green economy. Già dalla fine degli anni ‘80, quando altri neppure ne parlavano,  ha scelto la via di uno sviluppo economico “sostenibile” e ad alta qualità ambientale, con risultati che nel tempo si sono dimostrati evidenti (e riconosciuti persino dall’OCSE). Inoltre in questo territorio, forse più che in ogni altra parte d’Italia, diviene evidente cosa intendiamo quando parliamo di “via italiana alla green economy”, si tratta infatti di incrociare la nuova rivoluzione industriale delle tecnologie pulite e delle produzioni ecologiche con il patrimonio ambientale, culturale, paesaggistico, di produzioni tipiche e di qualità.

Ora che le risorse si sono drasticamente ridotte si deve pensare ad interventi tesi a creare non illusori posti di lavoro, ma a sostenere riconversioni industriali e nuovi progetti economici che producano margini e reinvestimenti e che possano essere un esempio per il Paese di sviluppo e concentrazione di imprese “green”.

In questo senso va visto positivamente l’impegno della Provincia verso la creazione delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate

L’Amministrazione Provinciale deve tuttavia pensare ad un Progetto complessivo per “Siena: Provincia della Green Economy” nel quale ci si muova con chiare politiche di stimolo e sostegno sia a progetti di riconversione industriale in senso ecologista, sia a nuovi investimenti tesi all’innovazione e al risparmio energetico, attraverso:

2. MADE IN ITALY E FILIERA CORTA: LA SFIDA DELLA QUALITA’ IN AGRICULTURA

In provincia di Siena abbiamo perso nell’ultimo decennio circa il 35% delle imprese agricole e oltre il 10% della superficie coltivata; sono aumentati i costi di produzione per le aziende (+5-6% nell’ultimo anno) e diminuiti i ricavi (-7% Produzione lorda vendibile).

Il programma per l’agricoltura del futuro nel nostro territorio dovrà articolarsi su alcune priorità:

Tuttavia esistono anche aree, specie nel sud della provincia dove già oggi vi sono eccellenze alle quali fare riferimento. Qui l’agricoltura senese è sinonimo di grande qualità costruite in anni di lavoro, storia, cultura e governo del territorio. I territori delle eccellenze diventano così punti di forza dell’economia senese da valorizzare e mettere in rete.

Le eccellenze sono il biglietto da visita nel mondo del nostro territorio e quindi del suo sistema economico, della sua cultura, della sua storia, del suo paesaggio; in questi territori, spesso con piccoli centri urbani, si riscontrano le più alte sensibilità in tema di green economy e con questi territori si devono ricercare le sinergie tra pubblico e privato per costruire i nuovi percorsi di un modello di sviluppo sostenibile, come sopra evidenziato.

Il tutto senza dimenticare la normale conduzione agricola che deve porre una attenzione particolare onde evitare pratiche che danneggino il territorio e producano diseconomie che ricadono sulla collettività come per esempio utilizzo di ogm, distruzione dei suoli con sbancamenti ingenti, utilizzo incontrollato di prodotti chimici potenzialmente dannosi, spreco di acqua. Viceversa andranno incentivati quei comportamenti virtuosi che aumentano il valore ambientale e sociale del territorio come produzione locale di compost (certificato in purezza) e pratiche di miglioramento del terreno, agricoltura biologica, produzione di energia rinnovabile, fitodepurazione, raccolta e riuso dell’acqua, laboratori locali di trasformazione dei prodotti agricoli, reintroduzione mirata del lavoro animale, sistemi di garanzia partecipata e di supporto alla produzione locale tra produttori e consumatori.

3. CLIMA ED ENERGIA: LA PROVINCIA DI SIENA PROTAGONISTA

La Provincia di Siena ha attivato il progetto Siena Carbon Free 2015 al fine di azzerare le emissioni di CO2 sul proprio territorio in anticipo rispetto agli obbiettivi stabiliti dalla Comunità Europea. Il progetto comprende il calcolo annuale e la certificazione ISO 14064/1 del Bilancio delle emissioni e dei riassorbimenti di CO2 e tutta una serie di azioni che vanno dalla programmazione con la redazione del nuovo Piano Energetico Provinciale, all’erogazione di incentivi per l’efficientamento energetico e l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili, al censimento di siti di proprietà comunale per una riqualificazione energetica.

L’attività di controllo sugli impianti termici e di antincendio boschivo, contribuiranno al raggiungimento dell’obbiettivo finale per arrivare all’ambizioso traguardo di un territorio a zero emissioni.

Altrettanto importante è il corretto sviluppo degli impianti per la produzione di energia elettrica e termica nella Provincia: nessuna preclusione ideologica come spesso mostra la Soprintenza per i beni architettonici e paesaggistici, ma nel contempo una normativa chiara e trasparente sulla localizzazione dei progetti che garantisca la crescita delle FER in equilibrio ed armonia con il paesaggio e le tradizioni agro alimentari.

Tra le rinnovabili tuttavia è doveroso precisare che lo sfruttamento della risorsa geotermica rappresenta un tema sicuramente molto delicato, per motivazioni sia tecniche - ambientali che legislative.

Attualmente la Regione Toscana, per supposti geologici oggettivi, è una delle Regioni con il più alto numero di richieste (31) per permessi di ricerca. Questi permessi interessano indiscriminatamente i territori e le pubbliche amministrazioni poco o nulla possono fare per negare la ricerca e successivamente l’avvio dello sfruttamento. C’è da dire che le tecnologie attualmente proposte hanno impatti paesaggistici e ambientali alti e questo contrasta con un territorio regionale dove il paesaggio è oggetto di tutela e fonte di reddito.

Lo sfruttamento della risorsa geotermica dovrebbe essere sottoposto a una normativa aggiornata che riveda la pressoché totale autonomia dell’impresa ricercatrice e dia alle amministrazioni locali più potere di controllo e contrattuale e che incentivi, inoltre, la ricerca di nuovi processi tecnologici a bassissimo impatto ambientale, come del resto Enel sta sperimentando con successo negli USA..

4. OPERE PUBBLICHE: PRIORITA’ LA DIFESA DEL SUOLO.

Il territorio senese non è certo esente da problematiche di dissesto. ma finora la prevenzione da noi ha ben funzionato. E’ importante che il presidio/uso del territorio prosegua anche qualora si creino condizioni di possibile abbandono: non possiamo permettere che la crisi metta in discussione gli standard raggiunti. Anzi, è specialmente nel territorio aperto che la green economy può trasformare la crisi in nuove opportunità.

Proponiamo di:

a) frenare il consumo di suolo, rivedendo subito al ribasso le talvolta assurde previsioni urbanistiche dei Piani Strutturali;

b) potenziare il ruolo dell’agricoltura nelle funzioni di tutela del territorio, anche agevolando la permanenza delle Aziende grazie a produzioni alternative, ovunque ciò non comporti danno al sistema del paesaggio;

c) mappare le situazioni di “abbandono di suolo coltivato”, in cui permettere, e quando possibile incentivare, piantagioni arboree ed erbacee rigidamente a rotazione medio/breve per il supporto alla filiera energetica locale. Il ruolo delle PP.AA. dovrebbe essere di supporto diretto all’abbattimento dei costi di avvio/produzione, tramite i propri vivai, e di concertazione/agevolazione di accordi fra i produttori di biomassa e di energia, che siano coerenti con i Piani energetici locali.

d) in caso di deroga al patto di stabilità, adoperare i fondi per la manutenzione delle piccole opere pubbliche a servizio della difesa del suolo, iniziando da quelle che hanno anche una valenza storico/architettonica/paesaggistica (ponticelli, muretti a secco, ecc.) e ripristinando le infrastrutture diffuse sul territorio oggi abbandonate e nuovamente utili per l’adattamento ai cambiamenti climatici (quali ad esempio i laghetti collinari per la prevenzione delle siccità, le briglie per la mitigazione di fenomeni meteorologici intensi, ecc.).

e) prepararsi all’inevitabile ridimensionamento del Trasporto Pubblico Locale, agevolando lo sviluppo di infrastrutture a basso costo per il necessario riequilibrio modale, nei centri e nelle periferie, e per la mobilità dolce.

5. SERVIZI PUBBLICI LOCALI : UN PILASTRO PER LA GREEN ECONOMY

Il sistema dei servizi pubblici locali rappresenta un pilastro fondamentale per la green economy, considerando sia le attività già in essere – dall’energia ai rifiuti, dai trasporti all’acqua – sia quelle che potranno essere intraprese (pensiamo, per fare un solo esempio, alla prospettiva delle smart grid).

Il nostro territorio ha saputo costruire nel tempo un sistema di aziende di servizi pubblici efficienti, tra le migliori sul piano regionale. Queste aziende devono però oggi sapersi misurare con i cambiamenti in atto, a partire dalle gare per l’affidamento del servizio, dalla individuazione di nuovi ambiti territoriali di area vasta e dalla riforma degli ATO, dai processi di aggregazione industriale. Le aziende senesi possono avere un ruolo di polo aggregante nell’ambito regionale, senza per questo perdere il necessario radicamento territoriale.

E’ importante ribadire che tutti questi servizi richiedono una politica capace di garantire al tempo stesso la salvaguardia dell’interesse pubblico, una efficiente gestione industriale, investimenti per la realizzazione e la manutenzione di impianti ed infrastrutture.

Anche per gli altri servizi pubblici locali oggi interessati da processi di liberalizzazione – dai rifiuti al trasporto pubblico locale fino alla distribuzione del gas - è necessario garantire che l’affidamento del servizio avvenga sempre in un quadro di efficace regolazione pubblica e di promozione della qualità ambientale del servizio.

6. MOBILITA’ SOSTENIBILE PER UNA CITTA’ E UNA PROVINCIA ECOLOGICHE ED INTELLIGENTI.

La sfida dell’economia verde si gioca anche sul tema della mobilità dove si concentra il maggior uso dei combustibili fossili e dove più pesante si è abbattuta la scure dei tagli del Giverno Berlusconi ora appena mitigati dal governo Monti

Le nostre proposte per la mobilità nel capoluogo e nei centri maggiori sono:

· recuperare il ritardo accumulato sulla modalità elettrica, installando un adeguato numero di colonnine di ricarica, ma soprattutto annunciando politiche di accesso, transito e sosta disincentivanti per le motorizzazioni termiche ed i mezzi più ingombranti, e premianti per la trazione elettrica;

· definire percorsi di attraversamento dei centri storici aperti solamente a pedoni e ciclisti.

A Siena inoltre

· sfruttare urgentemente le opportunità concesse dallo sviluppo dei Parchi territoriali (quello del Buongoverno in primis), anche per individuare percorsi alternativi per la mobilità dolce. Poi integrare tali percorrenze nel sistema provinciale, definendo punti di approdo al centro storico;

Per tutto il territorio provinciale:

· investire nella sostenibilità dei sistemi di mobilità

· operare con ogni mezzo per avvicinare sempre più la nostra provincia al sistema dell’Alta Velocità

7. IL TEMA DELL’ACQUA: RIDUZIONE DEI CONSUMI E MANUTENZIONE DEGLI ACQUEDOTTI

L’acqua è un bene comune essenziale: questo principio, a maggior ragione dopo il referendum, non deve essere messo in discussione. E’ necessaria una forte capacità pubblica di programmazione, regolazione e controllo, in modo tale che la gestione del servizio garantisca pienamente il diritto all’acqua, il risparmio e la tutela delle risorse idriche, la realizzazione degli investimenti necessari.

In una situazione di scarsità delle risorse idriche legata anche ai cambiamenti climatici gli Ecodem, ritengono che assoluta priorità deve esser data agli obiettivi del risparmio nei consumi e della manutenzione e del rifacimento della rete acquedottistica il cui livello di perdite è ancora superiore a quelle di molte aree italiane

Tuttavia mentre la Regione Toscana tarda ad adottare quel Patto per l’acqua di cui si parla da tempo, l’Amministrazione Provinciale non può però esimersi da dare l’indicazione di quale strada si vuole seguire, considerando tra l’altro che i tempi per la realizzazione del nuovo acquedotto da Montedoglio, si fanno sempre più lunghi.

Gli EcoDem non hanno preclusioni ideologiche verso i bacini idrici di medie dimensioni, purché non sostitutivi di fonti più “sostenibili”, ma per quanto riguarda la nostra provincia riteniamo un po’ “azzardato” continuare, come fa Cispel, a proporre l’invaso del Merse, ed un grossolano errore insistere con quello di San Pietro in Campo (ambedue inizialmente progettati per alimentare un prioritario sviluppo intensivo dell’agricoltura oggi non più attuale). ai quali hanno dato già una risposta negativa lo “studio preliminare” del “Piano di Bacino del Fiume Ombrone” che la Giunta regionale, il 22.05.1989, aveva affidato ad una apposita Commissione Scientifica.

Le fonti più sostenibili, lo vogliamo ribadire, sono in realtà il risparmio e la manutenzione!

8. RIFIUTI: PROSEGUIRE CON RACCOLTA DIFFERENZIATA E RISOLVERE PROBLEMA RIFIUTI SPECIALI

Nel settore dei rifiuti, insieme a politiche di riduzione della produzione di rifiuti, è necessario sviluppare ulteriormente l’efficienza della gestione del ciclo integrato per accrescere il recupero di materia e di energia, raggiungendo gli obiettivi indicati dalla normativa italiana ed europea del 65% di raccolta differenziata e almeno del 50% di riciclo, ma per ottenere tali obiettivi è essenziale attivare azioni tese al “riuso” e coinvolgere attivamente gli utenti.

Il risultato della riduzione dei rifiuti non biodegradabili si può ottenere con incentivi e penalità che portino imprese e famiglie a modificare i comportamenti. Ma occorre incoraggiare le iniziative già in corso per l’erogazione di prodotti alla spina presso la grande distribuzione, la sostituzione dell’acqua minerale con il consumo di quella del servizio idrico, la sostituzione dell’usa e getta in plastica (buste, stoviglie, ecc.) con quello in materiale biodegradabile, ecc. L’obiettivo può e deve essere quello di sostituire materiale che richiede di essere conferito con materiale organico. Le imprese e i cittadini che, avendo lo spazio adatto, decideranno di smaltire con autonomo compostaggio tale materiale, devono potere avere una riduzione della parte variabile della tariffa.

Quanto al “riuso” si richiede la predisposizione di spazi adeguati per separare il materiale considerato rifiuto da quello che può essere suscettibile di venire nuovamente impiegato. È esperienza comune che nelle isole ecologiche finiscono oggetti che sono considerati a fine vita dal proprietario che se ne intende liberare, ma che potrebbero essere riutilizzati, tal quali o con qualche piccolo aggiustamento, da altri. Se organizzato, questo sistema potrebbe evitare il trattamento di grosse quantità di materiale (mobili, elettrodomestici, utensili, giocattoli, ecc.) che troverebbe nuova vita.

Nella nostra provincia infine va risolto con urgenza il problema dei rifiuti speciali generati dalle attività produttive per i quali devono essere sviluppate politiche adeguate per una loro corretta gestione

9.EFFICACIA E SNELLIMENTO DELLA BUROCRAZIA

Troppo spesso la burocrazia rappresenta un ostacolo allo sviluppo delle attività legate al risparmio energetico, alle fonti rinnovabili, così come al rapido avvio di progetti industriali e artigianali

Non può essere che si rallenti la green economy per posizioni preconcette o per la “paura del nuovo”:. Quanti intralci derivano da uffici comunali impreparati o soprattutto da Soprintendenze che in nome di una presunta difesa del paesaggio finiscono per dire no a tutto. E’ invece indispensabile entrare nel merito di ogni progetto ed adoperare criteri di scelta omogenei, almeno per il territorio provinciale e calcolare la convenienza ambientale complessiva di ogni realizzazione.

Chiediamo che le amministrazioni locali operino con maggior sinergia con le soprintendenze e premano perché dalla Direzione Regionale per i Beni culturali si giunga all’elaborazione di un prontuario per la valutazione dell’inserimento degli impianti per le energie alternative nel territorio, come fatto in altre regioni d’Italia. Infine è necessario snellire il sistema di procedure autorizzative, che troppo spesso rallentano o paralizzano la green economy anche a fronte di pareri positivi.

10. FISCALITA’ ECOLOGICA.

Il sistema fiscale locale deve orientare le scelte dei singoli verso l’innovazione ecologica. Proponiamo di estendere a tutto il territorio provinciale politiche già sperimentate in alcuni Comuni del senese o in altri luoghi d’Italia:

· una riforma della fiscalità urbanistica capace di rovesciare la logica perversa che oggi induce molti Comuni, anche a causa delle ristrettezze finanziarie, ad incrementare il consumo di suolo, premiando al contrario la riqualificazione delle città e del patrimonio edilizio esistente;

· IMU (almeno a partire dal 2013) ridotta per le abitazioni in cui siano installati impianti solari (termico, fotovoltaico) o a bassa entalpia

· abolizione/riduzione dei costi (ed in alcuni casi anche dei limiti) di accesso/sosta nei centri storici per i mezzi che possano attraversarli con trazione elettrica;

· l’incentivazione di produzioni, anche artigiane, che utilizzino materie prime seconde, sviluppando la filiera del riciclo.

Categoria: Informazioni | Nessun Commento »

 

Scrivi a:

Per Informazioni scrivi a:
info@pdcasoledelsa.net
oppure direttamente a:
Claudio Cavicchioli

Calendario

Luglio 2012
L M M G V S D
« Giu   Ago »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Categorie

Archivi

LINK

Meta