Emergenza terremoto - Il Pd di Siena vicino alle comunità colpite dal terremoto

Inserito da casoledelsa il 30 Maggio 2012

Emergenza terremoto
Newsletter N.45 del 29 Maggio 2012
Il Pd di Siena vicino alle comunità colpite dal terremoto
Il Partito democratico di Siena è vicino alle comunità colpite dal terremoto che questa mattina, martedì 29 maggio, ha interessato l’Emilia Romagna, e in particolare le zone di Modena e Ferrara. Sono migliaia le persone sfollate e si contano già le prime vittime, mentre la terra continua a tremare. Una parte preziosa del patrimonio storico e architettonico è andata distrutta, così come molte abitazioni sono state gravemente danneggiate dal sisma. Un colpo durissimo per le comunità emiliane che stanno vivendo ore di angoscia e di tensione, aggravate dallo sciame sismico che sta causando ancora diverse scosse.
Fortunatamente queste comunità hanno potuto contare, sin da subito, sul sostegno delle istituzioni e della protezione civile, dimostrando di essere caratterizzate da un forte spirito di solidarietà che è fondamentale per superare questi momenti. Anche il Partito democratico dell’Emilia Romagna si è attivato immediatamente, mettendo a disposizione la propria struttura organizzativa e attivando, in collaborazione con il Pd nazionale e con le Unioni provinciali di Modena e Ferrara, un conto corrente sul quale è possibile fare donazioni.
Il conto corrente di riferimento è: IT02 N031 2702 4100 0000 000 1 494, presso UNIPOL BANCA; intestato a “EMERGENZA TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA -Partito Democratico Emilia-Romagna”. La causale del pagamento è: “Emergenza terremoto”.
Il ricavato sarà devoluto interamente alle comunità colpite dal terremoto.

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ALTRE 15 VITTIME

Inserito da casoledelsa il 29 Maggio 2012

Di fronte a fatti del genere, l’essere umano non può che sentirsi impotente.
Tutto il Pd di Casole, a seguito delle altre forti scosse che hanno fatto, secondo le ultime notizie, altre 15 vittime a seguito dei crolli,rinnova il cordoglio per le recenti vittime ed esprime altresì piena solidarietà a tutti gli sfollati che stanno vivendo in questi giorni una giustificata disperazione.

PD CASOLEDELSA

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A CAVALLANO, RICORDANDO BERLINGUER

Inserito da casoledelsa il 29 Maggio 2012

Casole d’Elsa Circolo Cavallano - Via del Gesso

Giovedì 7 Giugno 2012

Ore 19.15 Proiezione Documentario

“L’addio a Enrico Berlinguer”

Ore 20.30 Buffet offerto dall’ organizzazione

Ore 21.15 Tavola Rotonda

Inf. 333.1677884 Tutta la cittadinanza è invitata

Enrico Berlinguer

 

 

 

 

LA VITA, LA POLITICA, L’ETICA

a 90 dalla

 

 

Interventi di:

Federico Gelli

Resp. PD Reg. Toscana

“Legalità”

Matteo Mascherini

Segr. Prov. Siena PRC

Michele Menchiari

Segr. Prov. Siena Sel

Serenella Pallecchi

Segr. Prov. Siena ARCI

 

 

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SENATO: A che punto si trova la riforma del mercato del lavoro

Inserito da casoledelsa il 25 Maggio 2012

A che punto si trova la riforma del mercato del lavoro
21 maggio 2012. 

Vi dò conto, per sommi capi e attraverso una scheda che trovate di seguito, dello stato dell’arte del lavoro in Commissione sulla riforma del mercato del lavoro a giovedì scorso. Come ho già avuto modo di scrivere, sul testo originario sono confluiti gli emendamenti di tutti i gruppi parlamentari, gli emendamenti del Governo e quelli dei relatori, nonché i sub-emendamenti dei gruppi stessi a questi ultimi due testi. Il lavoro della Commissione è molto complesso, ma ciònonostante un lavoro di miglioramento del testo originario è già venuto alla luce con nuove formulazioni. Rimangono accantonati alcuni articoli e relative proposte di modifica poichè non è ancora stata raggiunta un’intesa in Commissione: su questi emendamenti e sub-emendameti riprenderemo il lavoro martedì 22 maggio, per concluderlo in nottata. L’Aula inizierà a discutere il testo licenziato dalla Commissione già a partire dal pomeriggio di mercoledì.

SENATORE ACHILLE PASSONI PARTITO DEMOCRATICO
Ecco una scheda sullo stato dell’arte della riforma:

Monitoraggio e valutazione (art. 1)
L’innovazione più significativa introdotta dai relatori alla disciplina del monitoraggio e della valutazione è la previsione che il sistema assicuri - in linea con una proposta del PD - elementi conoscitivi anche sull’andamento dell’occupazione femminile e sulla corrispondenza dei livelli retributivi al principio di parità di trattamento.
Si segnala che la questione della parità salariale è anche oggetto di un apposito emendamento del PD all’articolo 56 orientato a riconoscere alle imprese sotto questo profilo più virtuose uno specifico beneficio fiscale.

Struttura della contrattazione
Molte delle modifiche introdotte sulla c.d. “flessibilità in entrata”, su proposta del PD, sono rinviate alla contrattazione fra le Parti Sociali, cui vengono delegate eventuali deroghe alla norme di legge, in ambiti e all’interno di condizioni, definiti dalla stessa. La regolazione dei livelli di contrattazione, richiamata in diversi articoli, grazie ad una specificazione proposta dal PD, definisce la gerarchia della contrattazione; stabilendo che la titolarità della contrattazione è assegnata al livello delle rappresentanze nazionali, a livello interconfederale o di categoria, e che può essere delegata ai livelli decentrati. Questa struttura assume pienamente i contenuti dell’accordo del 28 giugno 2011 tra le OOSS e Confindustria.

Lavoro a tempo determinato (art. 3)
Con riferimento ai contratti a termine in deroga al vincolo della causale, le modifiche introdotte dai relatori riguardano:
a) l’incremento a 12 mesi, rispetto ai 6 mesi previsti, della durata massima di tali contratti;
b) in accoglimento di un’analoga proposta già presentata dal PD, la previsione che la contrattazione collettivapossa, in alternativa, stabilire che il vincolo della causale non operi per le assunzioni che avvengano nell’ambito di processi di riorganizzazione, entro il limite del 6% del totale dei lavoratori occupati nella stessa unità produttiva;
c) analogamente, la previsione che i contratti collettivi possano stabilire la riduzione dei periodi minimi previsti dalla legge ai fini della proroga e del rinnovo dei contratti - rispettivamente fino a 20 giorni e 30 giorni - nel caso di: avvio di una nuova attività; lancio di un prodotto o servizio innovativo; rilevante cambiamento tecnologico; fase supplementare di un progetto di ricerca e sviluppo; rinnovo o proroga di una commessa consistente;
d) l’esclusione delle missioni svolte dai lavoratori somministrati a tempo indeterminato dal computo dei 36 mesi di proroghe e successioni di contratti, rilevante ai fini della conversione degli stessi contratti in rapporti a tempo indeterminato.

Tra le proposte del PD che hanno trovato accoglimento si segnala la modifica dell’art. 13 del D.Lgs. n. 276/2003, in materia di inserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori svantaggiati, orientata ad escludere che si possa per essi derogare al regime generale della somministrazione di lavoro, cioè sancendo definitivamente il principio di parità di trattamento.

Apprendistato (art. 5)
Le modifiche introdotte dai relatori alla nuova disciplina dell’apprendistato riguardano in primo luogo le piccole imprese che occupano meno di 10 dipendenti. Per esse si prevede che:
a) il rapporto tra apprendisti e dipendenti sia al massimo pari a 1:1 (a fronte del rapporto di 3:2 previsto in via generale);
b) non si applichi il previsto limite minimo del 50% di apprendisti stabilizzati per l’assunzione di nuovi apprendisti.
Per le altre imprese si prevede in via generale che, qualora non venga rispettata la prevista percentuale di stabilizzazioni, possa comunque avvenire l’assunzione di un ulteriore apprendista.
Infine, con un subemendamento del PD si è espressamente esclusa la possibilità di utilizzare in somministrazione apprendisti con contratto a tempo determinato.

Lavoro intermittente (art. 7)
Un emendamento dei relatori ha modificato la disciplina del lavoro intermittente, recependo in parte le proposte del Gruppo PD. Si prevede il ripristino della possibilità (ad oggi abrogata) di concludere contratti con soggetti con più di cinquantacinque anni di età e con soggetti con meno di ventiquattro anni di età, fermo restando in tale caso che le prestazioni contrattuali debbano essere svolte entro il venticinquesimo anno di età.
Si prevede inoltre che la comunicazione preventiva che il datore di lavoro è tenuto a effettuare alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio possa essere unica nel caso di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trenta giorni e possa avvenire anche mediante sms (oltre che mediante fax e posta elettronica).
Infine, la sanzione amministrativa da 400 ad 2.400 euro, prevista in caso di violazione degli obblighi di comunicazione in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione, è stata ridotta all’importo compreso tra 200 e 1.000 euro.

Lavoro a progetto (art. 8)
In materia di lavoro a progetto ha trovato recepimento, da parte dei relatori, la proposta del PD di introdurre un riferimento per il “compenso minimo” per i collaboratori.
Si prevede infatti che il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto non possa essere inferiore ai minimi stabiliti specificamente per essi dalla disciplina collettiva per ciascun settore di attività, assumendo a riferimento i minimi salariali applicati nello stesso settore per le mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati. In assenza di contrattazione collettiva specifica, sono assunte a riferimento le retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali di settore per figure professionali di competenza ed esperienza analoghe a quelle del collaboratore.

Partite IVA (art. 9)
Le modifiche introdotte dai relatori alla disciplina delle partite IVA riguardano gli indicatori di “falsa autonomia”.
Si prevede, in particolare, che una prestazione debba essere considerata una collaborazione a progetto (e trasformata in rapporto subordinato, ove ne sussistano i presupposti) quando ricorrano almeno due delle seguenti condizioni:
la collaborazione abbia una durata superiore ad 8 mesi (a fronte dei 6 mesi inizialmente previsti);
il corrispettivo derivante dalla collaborazione costituisca più dell’80% (nel testo iniziale era il 75%) dei compensi annui complessivi;
il collaboratore disponga di una postazione fissa nell’azienda (nel testo iniziale si prevedeva la mera disponibilità di una postazione).
Si sono inoltre introdotte alcune fattispecie di esclusione da tale disciplina, prevedendo che i citati criteri di presunzione non operino quando la prestazione:
è connotata da competenze teoriche di grado elevato o da capacità tecnico-pratiche acquisite con l’esperienza;
è svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali, cioè superiore a 18.660 euro annui.
Sono inoltre escluse le prestazioni svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati, che saranno definiti da un apposito Decreto Ministeriale da emanare entro tre mesi dall’approvazione della Legge.

Lavoro accessorio (art. 11)
Occorre dire in premessa che gli emendamenti a questo articolo non sono ancora stati votati, a causa dell’insorgenza nelle ultime ore di un conflitto tra Ministeri, provocato dalla forte pressione delle Organizzazioni Professionali degli Imprenditori agricoli sul Ministro dell’agricoltura, circa l’utilizzo dei voucher in questo settore, rispetto al quale le stesse considerano l’impianto della norma, così come proposto in sede di modifica dai Relatori e condiviso dal Ministero del Lavoro e dai Gruppi di maggioranza, troppo restrittivo.
Per contro, le OOSS dei lavoratori agricoli sostengono fortemente l’equilibrio raggiunto con l’emendamento dei Relatori.
L’emendamento dei relatori propone la modifica della disciplina del lavoro accessorio, recependo in parte le proposte del Gruppo PD.
Nella versione originaria, l’articolo 11 era finalizzato a restringere il campo di operatività dell’istituto escludendo le prestazioni nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti, ma ammettendole per le sole attività agricole di carattere stagionale. L’emendamento dei relatori cambia impostazione prevedendo che, fermo restando il limite complessivo di 5.000 euro nel corso di un anno solare, nei confronti dei committenti imprenditori commerciali o professionisti, le attività lavorative possano essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro.
L’emendamento dei relatori stabilisce inoltre che nel settore agricolo il ricorso alle attività lavorative occasionali sia ammesso esclusivamente nei confronti dei produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato (o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare) un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti e non possono comunque essere svolte da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.
L’emendamento stabilisce, infine, che i voucher debbano essere “orari, numerati progressivamente e datati”, così da limitare il fenomeno della precarietà ed un uso distorto ed elusivo di tale istituto.

Tirocini (art. 12)
In linea con quanto stabilito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 50 del 2005 che ha affermato la competenza legislativa delle regioni in materia di tirocini, una modifica introdotta dal Governo ha stabilito che in sede di Conferenza Stato-Regioni si concluda un accordo per la definizione di linee-guida condivise in materia di tirocini formativi e di orientamento.
Fra i criteri individuati ai fini dell’accordo si segnala - in recepimento di una proposta del PD - “il riconoscimento di una congrua indennità, anche in forma forfettaria, in relazione alla prestazione svolta.” La mancata corresponsione dell’indennità comporta a carico del trasgressore l’irrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell’illecito commesso, in misura variabile da un minimo di 1.000 a un massimo di 6.000 euro.

Licenziamenti individuali (art. 13 e art. 14)
Nell’ambito della procedura di conciliazione di cui all’articolo 13, su proposta del Governo si è previsto che la comunicazione della Direzione territoriale del lavoro si consideri validamente effettuata quando è recapitata al domicilio del lavoratore indicato nel contratto di lavoro o ad altro domicilio formalmente comunicato dal lavoratore al datore di lavoro, ovvero sia consegnata al lavoratore che ne sottoscrive copia per ricevuta. Si precisa inoltre che, in caso di legittimo e documentato impedimento del lavoratore, la procedura possa essere sospesa per un massimo di quindici giorni.

Inoltre, i relatori hanno introdotto all’articolo 13 una norma orientata ad escludere che l’efficacia del licenziamento disciplinare possa essere sospesa dalla malattia del prestatore intervenuta nel corso del procedimento. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni a tutela della maternità e della paternità, così come rimangono sospesi gli effetti del licenziamento in caso di impedimento derivante da infortunio sul lavoro.

Infine, con riferimento ai licenziamenti disciplinari, i relatori hanno soppresso all’articolo 14 il rinvio alle previsioni della legge - previsto nella fase in cui il DDL doveva riguardare alche il Settore del Pubblico Impiego, poi stralciato - per la tipizzazione delle condotte punibili con una sanzione conservativa del posto di lavoro, con ciò mantenedo il solo riferimento alla disciplina di fonte contrattuale.

Rito speciale per le controversie in tema di licenziamenti. Impugnativa del licenziamento (artt. 17-20)
Le modifiche proposte dal Governo all’articolo 17 chiariscono che l’udienza di comparizione deve essere fissata non oltre quaranta giorni dal deposito del ricorso avente ad oggetto l’impugnativa del licenziamento. Il giudice assegna un termine per la notifica del ricorso e del decreto non inferiore a venticinque giorni prima dell’udienza, nonché un termine, non inferiore a cinque giorni prima della stessa udienza, per la costituzione del resistente. La notificazione è a cura del ricorrente, anche a mezzo di posta elettronica certificata.
Nell’ambito della tutela urgente, con riguardo all’opposizione all’ordinanza si prevede che il ricorso da depositare innanzi al tribunale che ha emesso il provvedimento debba avvenire “a pena di decadenza” entro trenta giorni dalla notificazione.
Sul reclamo alla Corte d’appello ed il ricorso alla Corte di cassazione le modifiche introdotte specificano che il reclamo si propone con ricorso da depositarsi, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla comunicazione, o dalla notificazione se anteriore.
Quanto alla norma che stabilisce che alla trattazione delle controversie di lavoro siano riservati particolari giorni nel calendario delle udienze, si aggiunge la previsione che i capi degli uffici giudiziari debbano vigilare sull’osservanza della riserva.

ASpI (art. 27)
L’emendamento dei relatori prevede che il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell’ASpI possa richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento pari al numero di mensilità non ancora percepite, al fine di intraprendere un’attività di lavoro autonomo, per avviare un’attività in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa.

Contribuzione per il finanziamento dell’ASpI (art. 29)
In linea con le proposte emendative del PD, i relatori hanno previsto l’esclusione dall’obbligo di contribuzione, fino al 2015, anche delle attività stagionali già definite dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi.
Si propone inoltre che il contributo non sia dovuto nel caso di:
a) licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto in attuazione di clausole sociali previste dai contratti collettivi nazionali, che garantiscano la continuità occupazionale;
b) interruzione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel settore delle costruzioni edili per chiusura cantiere;
NB: queste due modifiche non sono ancora state votate, in attesa del parere della Commissione Bilancio.
c) fino al 2016, quando sia dovuto il contributo di mobilità previsto dalla legge n. 223 del 1991.

Indennità una tantum per i collaboratori a progetto (art. 35)
N.B.: anche in questo caso l’emendamento, frutto di una lunga discussione tra Gruppi, Relatori e Governo, non è ancora stato votato in attesa del parere definitivo della Commissione Bilancio.
A fronte della richiesta del PD di estendere la platea di beneficiari e di limitare temporalmente l’operatività dell’indennità una tantum per i collaboratori a progetto - in vista della sua sostituzione con un vero e proprio trattamento di disoccupazione (la mini-ASpI) - i relatori hanno introdotto per il 2013-2015 un regime transitorio più favorevole.
Nell’ambito di questo triennio, il numero minimo di mensilità accreditate utili per l’accesso all’indennità è ridotto da 4 a 3 mesi e l’indennità è determinata in una somma del 7% del minimale annuo (invece del 5% previsto).
Si prevede, infine, che al termine del periodo transitorio, in sede di monitoraggio sullo stato di attuazione della riforma, si verifichi la rispondenza dell’indennità una tantum alle sue finalità di tutela, anche al fine di valutare la sua eventuale sostituzione con il trattamento breve di disoccupazione (mini-ASpI).

Transizione verso i nuovi ammortizzatori sociali (art. 37)
Su proposta del Governo - al fine di garantire il rispetto delle prerogative delle Regioni - si è soppresso l’obbligo per le regioni di organizzare i programmi di reimpiego, alla frequenza dei quali è subordinata l’erogazione dei trattamenti di sostegno del reddito, nel caso di proroghe successive alla seconda.

Fondi di solidarietà bilaterali (art. 42-bis)
NB: testo definitivo non ancora votato, in attesa del parere della Comm. Bilancio.
Un emendamento dei relatori - che recepisce in parte proposte del PD - propone che, in alternativa al modello dei Fondi di solidarietà bilaterali previsto dalla riforma, con riferimento ai settori nei quali siano operanti consolidati sistemi di bilateralità e in considerazione delle peculiari esigenze dei predetti settori, quale quello dell’artigianato, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali possano prevedere misure intese ad assicurare ai lavoratori una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, in caso di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, correlate alle caratteristiche delle attività produttive interessate.

Fondo di solidarietà residuale per l’integrazione salariale (art. 43)
La disciplina del Fondo di solidarietà residuale è stata modificata dal Governo prevedendo che alla gestione del fondo di solidarietà residuale provveda un comitato amministratore composto da esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale, nonché da due funzionari, con qualifica di dirigente, in rappresentanza, rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell’economia e delle finanze.
Le modifiche introdotte, coincidenti con quelle del gruppo PD, specificano che la partecipazione al comitato è gratuita e non dà diritto ad alcun compenso.

Incentivi alle assunzioni (art. 54)
Con un emendamento del Governo, condiviso dal gruppo PD, si è modificata la disposizione contenente i princìpi generali applicabili in materia di incentivi alle assunzioni, prevedendo che essi non spettino in caso di violazione del diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato. Gli incentivi sono esclusi anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore in somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza.

Dimissioni in bianco (art. 55) e Sostegno alla genitorialità (art. 56)
Su questi due temi la discussione è rimasta aperta registrando opinioni diverse.

Diritto al lavoro dei disabili (art. 57)
Su proposta del Governo è stata modificata la disciplina del Fondo per lo sgravio sulla retribuzione di secondo livello di cui alla legge n. 247 del 2007 (c.d. Protocollo welfare).
Diventa “strutturale” e non più ” sperimentale” la concessione, a domanda da parte delle imprese - nei limiti delle risorse del predetto Fondo (650 milioni di euro) - dello sgravio contributivo relativo alla quota di retribuzione imponibile.
Inoltre, si prevede che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali debba sentire la Conferenza unificata in sede di ridefinizione dei procedimenti relativi agli esoneri e dei criteri per la loro concessione.

Soppressione esenzione tickets (art. 64)
Il testo originario sopprimeva l’esenzione dai cosiddetti tickets in materia sanitaria in favore dei disoccupati e dei loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro (incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico).
Con un emendamento del Governo, largamente sollecitato dal Gruppo PD - che ha considerato la norma un “refuso” - l’esenzione dai tickets è stata ripristinata.

Apprendimento permanente (artt. 66-69)
NB: nessuna delle proposte relative a questo articolo è ancora stata posta in votazione. Diamo conto di seguito solo delle proposte di modifica presentate dal Governo, sulla base del confronto con le Regioni, titolari della maggior parte delle deleghe contenute nei seguenti articoli.

In materia di apprendimento permanente il Governo ha accolto, come richiesto dal Gruppo PD, attraverso i suoi emendamenti, numerose istanze e proposte formulate dalla Conferenza delle Regioni.
In particolare, con riferimento ai sistemi integrati territoriali si è previsto innanzitutto di cambiarne la denominazione in “reti territoriali dei servizi”, rinviando alla concertazione istituzionale tra Stato, regioni e autonomie locali l’individuazione degli indirizzi in materia di: istruzione, formazione, accesso al lavoro dei giovani, riforma delwelfare, invecchiamento attivo, esercizio della cittadinanza attiva, anche da parte degli immigrati.
In tali contesti, sono considerate prioritarie le azioni riguardanti:
a) il sostegno alla costruzione, da parte delle persone, dei propri percorsi di apprendimento formale, non formale ed informale;
b) il riconoscimento di crediti formativi e la certificazione degli apprendimenti comunque acquisiti;
c) la fruizione di servizi di orientamento lungo tutto il corso della vita.
Si è altresì previsto che alla realizzazione e allo sviluppo delle reti territoriali dei servizi concorrano anche le università, le imprese (attraverso le rappresentanze datoriali e sindacali) e le camere di commercio.

Inoltre, con un emendamento del Governo si propone una delega ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per la definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni, riferiti agli ambiti di rispettiva competenza dello Stato, delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali ed informali, in raccordo con il sistema nazionale di certificazione delle competenze.

Si precisa, poi, con riferimento al sistema pubblico nazionale di certificazione delle competenze, che la certificazione conduce al rilascio di un certificato, un diploma o un titolo che documenta formalmente l’accertamento e la convalida effettuati da un ente pubblico o da un soggetto accreditato e/o autorizzato e che tutti gli standard delle qualificazioni e competenze certificabili ai sensi del sistema pubblico di certificazione sono raccolti in repertori codificati a livello nazionale o regionale, pubblicamente riconosciuti e accessibili in un repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali.

Si segnala, infine, l’emendamento dei relatori orientato ad inserire ex novo nel provvedimento un articolo in materia di informazione e consultazione dei lavoratori e di definizione di misure per la democrazia economica.

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Rumachella (Pd): “Vicini ai lavoratori, Pramac trovi soluzioni al più presto”

Inserito da casoledelsa il 24 Maggio 2012

 

La segretaria dell’Unione comunale Pd di Casole d’Elsa sostiene i dipendenti dell’azienda messa in liquidazione
Rumachella (Pd): “Vicini ai lavoratori, Pramac trovi soluzioni al più presto”
“La notizia della messa in liquidazione della Pramac ci ha lasciati colpiti ed estremamente preoccupati per la sorte dei lavoratori, che da anni contribuiscono con il loro operato a portare il nome dell’azienda in tutto il mondo”. Con queste parole Claudia Rumachella, segretaria dell’Unione comunale del Pd di Casole d’Elsa commenta la decisione presa nei giorni scorsi dal consiglio di amministrazione della Pramac,e comunicata all’assemblea di mercoledì scorso, di mettere in liquidazione l’azienda quotata in Borsa che ha la sua sede legale a Casole d’Elsa, esprimendo sostegno nei confronti dei dipendenti. Un sostegno condiviso dall’intero organo esecutivo del coordinamento di Area Valdelsa e da tutti i segretari delle Unioni comunali del Pd della Valdelsa.

“L’azienda sta attraversando un momento di grandi difficoltà - continua Rumachella - attribuibile sicuramente alla crisi che ha colpito il nostro paese ma accentuato, forse, anche dall’investimento di Pramac Swiss che non ha prodotto i risultati sperati.
Pramac, conta 230 lavoratori solo nello stabilimento di Casole d’Elsa, senza quindi considerare l’indotto, con tante famiglie in tutto il territorio valdelsano che sono oggi fortemente preoccupate per le sorti occupazionali dei dipendenti dell’azienda.
Il Partito democratico terrà alta l’attenzione sulla questione e si farà promotore di tutte le iniziative necessarie per sostenere i lavoratori e garantire la tutela dei loro diritti.
Così come annunciato in merito all’altrettanto grave situazione di Triganò, anche per Pramac, insieme agli altri segretari delle Unioni comunali Pd della Valdelsa, intendiamo organizzare un tavolo di confronto con i lavoratori dell’azienda, sollecitando anche le istituzioni competenti, per affrontare la questione ed esaminare tutte le possibili iniziative da intraprendere. È necessario che l’azienda prenda al più presto delle decisioni chiare senza ovviamente scavalcare i legittimi diritti dei lavoratori”.

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VICENDA PRAMAC

Inserito da casoledelsa il 24 Maggio 2012

La PRAMAC S.p.A. sarà messa in liquidazione: notizia shock per i 230 lavoratori
Mercoledì 23 Maggio 2012 18:34

Lo comunica in una nota la FIOM CGIL di Siena”Notizie poco rassicuranti si stavano rincorrendo ormai da tempo rispetto alla situazione della PRAMAC, azienda metalmeccanica con sede legale a Casole d’Elsa. Ma è stato sufficiente che in tarda mattinata l’Azienda riferisse alle Organizzazioni Sindacali e alla RSU che nel pomeriggio l’Amministratore Delegato della Società Paolo Campinoti avrebbe chiamato a raccolta tutti i lavoratori per un’importante comunicazione per gettare nel panico tutta la forza lavoro”.

Così inizia un documento della FIOM CGIL di Siena. “Un’iniziativa insolita non rientrante nella prassi abituale osservata dall’Azienda - sottolinea Marco Goracci, Segretario Generale della FIOM CGIL Siena - comunicata di lì a poco dal termine della riunione dell’assemblea dei soci azionisti convocata nella stessa mattinata”.

“Le difficoltà economiche del Gruppo - spiega Goracci - aggravate in modo significativo dalla situazione della controllata Pramac Swisse, hanno indotto l’Azienda casolese a dichiarare senza mezzi termini la messa in liquidazione della Società”.

“Notizia shock - continua il sindacalista - che ha creato allarme e sconcerto fra i lavoratori presenti, solo parzialmente rassicurati dalle intenzioni dichiarate dall’Amministratore Delegato di voler continuare ad impegnarsi nelle produzioni locali così da scongiurare la chiusura definitiva dell’Azienda”.

“La FIOM CGIL - conclude Goracci - si attiverà immediatamente con le altre sigle sindacali e la RSU per individuare assieme ai vertici aziendali le soluzioni di salvaguardia dei circa 230 dipendenti occupati nello stabilimento valdelsano”.

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Documento dell’assemblea del Partito Democratico di Casole sulle vicende di Siena

Inserito da casoledelsa il 22 Maggio 2012

A seguito delle gravi vicende politiche che hanno colpito il Comune di Siena e indirettamente l’intero partito democratico, l’Unione Comunale di Casole D’Elsa ritiene opportuno intervenire in merito a quanto accaduto.
Con l’auspicio, così come detto nel documento della direzione provinciale, che tutte le forze del popolarismo storico radicate in provincia prendano le distanze in modo netto e inequivocabile da questo modo di intendere la politica, crediamo siamo doveroso anche per le singole unioni comunali prendere una posizione su quanto accaduto, che a nostro avviso è incompatibile sia con il Pd ma soprattutto con l’interesse generale.
Sosteniamo in pieno il documento conclusivo approvato domenica mattina dalla direzione provinciale del partito, e vogliamo qui ribadire che è gravissimo e ingiustificabile, sul piano politico, che una minoranza di Consiglieri del Pd,  abbia lavorato per settimane per provocare la crisi del Comune di Siena e indirettamente anche quella del partito.
Tutto ciò, poi, è reso ancora più grave se si considera che l’azione è stata pianificata da dopo le scelte della Fondazione sul consiglio di Banca Mps.
E’ palese che gli atti amministrativi e il bilancio consuntivo 2011 siano solo un pretesto e ciò aveva il solo obiettivo di unire i voti dei consiglieri comunali eletti nel Pd con quelli del Pdl e delle liste civiche.
Le dimissione del Sindaco Franco Ceccuzzi sono per questo un gesto coraggioso che va rispettato e difeso perché il partito non può ancora piegarsi a compromessi di potere.
Quanto accaduto in queste settimane è di inaudita gravità, che va ben oltre il tradimento del mandato elettorale e colloca fuori dal partito i consiglieri che hanno consumato questo grave atto. 

Forse anche perchè ,purtroppo, Casole nel suo piccolo conosce già troppo bene l’arte del “voltagabbana e del trasformismo” , ribadiamo con forza che non ci può e non ci deve essere spazio all’interno del nostro partito per persone che si fanno portatrici di simili  logiche.
L’assemblea dell’Unione Comunale
del PD di Casole D’Elsa
Documento approvato all’unanimità all’assemblea dell’unione comunale 21/05/2012

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REGISTRAZIONE INTERVENTO DIMISSIONI DEL SINDACO CECCUZZI

Inserito da casoledelsa il 21 Maggio 2012

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Franco Ceccuzzi ha rassegnato le sue dimissioni da sindaco di Siena

Inserito da casoledelsa il 21 Maggio 2012

Dopo aver profuso, fino a pochi istanti fa, un impegno incessante alla ricerca della continuità del mandato amministrativo, con rammarico devo prendere atto che, all’interno del Consiglio Comunale, non esiste più la maggioranza uscita dal responso elettorale dodici mesi fa. Per questo ho deciso di consegnare al Segretario Generale del Comune di Siena le mie dimissioni da Sindaco, per rispetto istituzionale di fronte ai cittadini e all’intera città.

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VILE ATTENTATO A BRINDISI

Inserito da casoledelsa il 20 Maggio 2012

Brindisi, tre bombe davanti a una scuola
muore una ragazza, altri cinque studenti feriti 

 - “Cordoglio e vicinanza ai familiari della vittima, ai feriti e all’intera collettività brindisina”. Questo il primo messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolto alla famiglia di Melissa Bassi, la studentessa uccisa a Brindisi nello scoppio di un ordigno collocato sul muretto dell’istituto professionale ‘Morvillo-Falcone’. Il capo dello Stato, in serata, è intervenuto di nuovo sull’attento definendo “significativa la forte e spontanea mobilitazione della città così come la reazione combattiva e determinata che si è manifestata in tante realtà del Paese alla violenza e alla minaccia di qualsiasi matrice”. Di sconcerto e dolore, ma soprattutto di sdegno e condanna sono tutte le reazioni arrivate dalle istituzioni e da ogni parte politica.”Lo stato è compatto, è molto vigile: siamo molto attenti a tutto e c’è un forte impegno”. Così il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, che sulla matrice dell’attentato non si sbilancia: “Serve equilibrio - dice - la questione è molto complessa e ancora non definita: le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono tante, nessuna di queste può darci una certezza”. “È una tipologia di attentato non consueto, non tipico dei messaggi di mafia. Il governo - continua il ministro - ha mandato a Brindisi 200 uomini di polizia e carabinieri, 100 per il controllo del territorio e 100 per le indagini. Troveremo i colpevoli”. Lunedì mattina il ministro tornerà nella città per presiedere un vertice con i responsabili nazionali e locali delle forze dell’ordine e della magistratura. Martedì riferirà in aula al Senato sul gravissimo attentato.

Intanto il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, è andato a Brindisi e ha visitato i ragazzi feriti in ospedale. Poi, in una lettera pubblicata sul sito del Miur 1, si è rivolto agli studenti e alle studentese ha detto: “Oggi siete stati colpiti selvaggiamente ma vi invito a non cedere a sentimenti di dolore e rabbia, pensando di essere soli”.

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha parlato a lungo con il sindaco della città pugliese, Cosimo Consales, con il governatore Nichi Vendola e con il capo dello Stato. Da Camp David, dove si trova per il G8, ha detto che “il governo intende avere la più grande fermezza e determinazione contro ogni tipo di criminalità e opera perché il paese sia più che mai unito in questi momenti”.

VIDEO Monti: ”Atto di inciviltà” 2

Sempre dagli Stati Uniti, messaggio di cordoglio e partecipazione da parte del neopresidente, Francois Hollande che ha definito l’attentato “odioso” e dichiarato la sua vicinanza al nostro Paese. “Voglio esprimere - ha detto Hollande - questa solidarietà al premier Mario Monti”.

Di risposta unitaria del paese parla anche Silvio Berlusconi: “Questo nuovo episodio criminale - dice l’ex premier - alimenta un clima di tensione che cerca di mettere alla prova la tenuta delle nostre istituzioni democratiche. Come in altri momenti drammatici, la risposta che dobbiamo dare a simili atti di terrorismo e di destabilizzazione, è nell’unità e nella concordia di tutte le forze politiche, sociali, e culturali del nostro Paese”.

“Voglio esprimere dolore e indignazione per il più aberrante dei delitti che si è consumato questa mattina - dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani - esprimo solidarietà alle vittime e alle loro famiglie e chiedo che tutti assieme si reagisca per avere verità e colpire gli infami e garantire serenità alla nostra democrazia e alla vita quotidiana dei cittadini”.

Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, chiede che il governo riferisca in Aula su un fatto “di gravità inaudita”: “La morte di una giovane studentessa e il ferimento di altri sei ragazzi, in seguito all’esplosione di un ordigno ci lasciano basiti. Ci auguriamo - dice Di Pietro - che le autorità competenti facciano al più presto chiarezza su questa terribile vicenda, assicurando alla giustizia i responsabili di un così vile atto criminale”.

Beppe Grillo ritiene che la bomba scoppiata a Brindisi ricorre in un periodo storico molto simile a quello del ‘92-’93. Così intervendo sul suo blog, il comico dichiara: “Ho smesso di credere alla coincidenze. Gli italiani lo pensano e io lo dico: da tempo ci si aspettava una bomba come questa, era nell’aria come prima di un temporale”. “Dopo Brindisi e l’attentato ad Adinolfi a Genova - continua Grillo - spero che questo non sia l’inizio di una militarizzazione del territorio, di leggi speciali, di neo terroristi e di depistaggi”. Parole - quelle di Grillo - definite “inquietanti” da Fabrizio Cicchito e Maurizio Gasparri, capigruppo alla Camera e al Senato del Pdl.

Secondo il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini è necessario “ammainare le bandiere di parte e, come all’epoca del terrorismo, affrontare le sfide del presente”. Sulla bacheca di Facebook, l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni scrive: “È un atto di terrorismo, probabilmente di stampo mafioso. Bisogna trovare subito i colpevoli e sbatterli in galera per sempre”.

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che è arrivato a Brindisi già in mattinata, ha commentato: “Dobbiamo dare una risposta forte e chiara. Ordire una strage di ragazzi in una scuola è il delitto più orrendo”. Secondo il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, si tratta di “un atto barbaro che colpisce i ragazzi, l’intera comunità brindisina e noi tutti”. “Lo Stato - prosegue D’Alema - dovrà mobilitarsi con tutte le sue energie per individuare e punire i responsabili di questo orrore”. Dal Pd anche il commento dell’ex segretario Walter Veltroni: “Questo feroce attentato - dice Veltroni - deve suscitare una risposta forte e unanime, da parte dello stato come da parte dei cittadini e di tutte le forze politiche e sociali: l’impegno contro la mafia e la criminalità organizzata come quello contro i segnali di un ritorno terroristico deve essere massimo”. Il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli ha definito l’attentato “una strage criminale e terroristica infame che ha colpito una scuola e ha provocato un dolore immenso alla città di Brindisi e a tutta l’Italia”.

VIDEO Vendola: ”Vergogna per i vigliacchi che colpiscono i figli” 3

Interviene anche il presidente di ‘Libera’, Don Ciotti, dove poche ore più tardi, a Brindisi, ci sarebbe il passaggio della “Carovana antimafia”. In una nota, il prete antimafia ha espresso tutta la sua vicinanza alle famiglie dei ragazzi coinvolti nell’attentato: “Bisogna aspettare l’esito delle indagini. Quello che ora sentiamo di dover dire è che una morte di questo genere è inaccettabile”. “In Puglia - dice don Ciottti - ci sono beni confiscati alle mafie dove tanti giovani si danno da fare per ridare a questo nostro paese più legalità, più dignità, più lavoro, più giustizia sociale. Che questo fatto violento non ci faccia dimenticare la meraviglia di questi ragazzi impegnati a costruire anche il nostro futuro”.

“L’attentato a Brindisi è un fatto orribile e vile - ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa del Vaticano. Siamo sgomenti e mentre preghiamo per le vittime ci dobbiamo augurare che non solo la città colpita, ma tutto il Paese riesca a reagire con decisione alle tentazioni di violenza e alle provocazioni terroristiche”. Condanna anche dall’Associazione nazionale magistrati: “È un gesto palesemente diretto a scardinare la civile convivenza e i valori fondanti di cui vive la nostra democrazia”.

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