1 MAGGIO

Inserito da casoledelsa il 30 Aprile 2012

manifesto_1maggio_2012

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comunicato ufficiale del PD dopo le vicende del Consiglio Comunale di Siena del 27 Aprile

Inserito da casoledelsa il 28 Aprile 2012

“Un’iniziativa mossa da logiche familistiche che li colloca fuori dal mandato elettorale e da quello del Pd”

“La vergognosa iniziativa intrapresa oggi da alcuni consiglieri della maggioranza si colloca, in maniera irreversibile, fuori dal mandato che hanno ricevuto dagli elettori e fuori dal mandato politico del Partito democratico. Si tratta di un atto di irresponsabilità nei confronti della città e di tutta la comunità, aggravato dalla totale mancanza di consapevolezza della difficilissima fase economica in cui ci troviamo”. Con queste parole Giulio Carli, segretario del Pd cittadino ed Elisa Meloni, segretario provinciale del Pd, commentano la mancata approvazione del bilancio consuntivo del Comune di Siena.

“L’ordine del giorno presentato oggi – continuano Carli e Meloni – dai consiglieri Alessandro Piccini, Giovanni Bazzini, Luca Ranieri, Luca Guidieri, Anna Gioia e Lucio Pace, votato anche dal consigliere Giancarlo Meacci, è un’azione molto grave, in primo luogo perché priva la città dell’approvazione di un documento importante come il rendiconto consuntivo di gestione e, in secondo luogo, perché manca di qualsiasi motivazione concreta. Si tratta di un’iniziativa unilaterale che si colloca fuori da ogni percorso partecipato all’interno del Pd il cui gruppo è stato tenuto all’oscuro, fino al consiglio di oggi. Un’iniziativa fatta a tradimento, nonostante ci siano state, più volte e in più sedi, possibilità di confrontarsi sui contenuti del bilancio, compreso l’ultimo incontro che si è svolto ieri pomeriggio” .

“I sette consiglieri dovranno farsi carico delle conseguenze negative che la mancata approvazione del bilancio consuntivo – continuano Carli e Meloni – comporterà per la città e per il Comune, che oggi è stato minato nella sua stabilità. Ad aggravare questo quadro è la certezza che l’iniziativa intrapresa oggi sia stata guidata unicamente da logiche familistiche e personali, direttamente connesse all’insoddisfazione sulle nomine che la Fondazione Mps ha fatto per il consiglio di amministrazione della Banca Mps, e che niente hanno a che vedere con la regolarità del bilancio consuntivo del Comune di Siena. Un gesto di mera rivalsa politica per le scelte di rinnovamento, di meritocrazia e di discontinuità fatte nelle settimane scorse. Un comportamento, quindi, che va contro la città e il mandato elettorale e che dovrà essere sottoposto al giudizio degli organismi dirigenti e di disciplina del partito”.

‘”Ribadiamo – concludono Carli e Meloni – tutto il nostro sostegno e quello dei democratici senesi al sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, impegnato in una battaglia di rinnovamento politico e amministrativo utile prima di tutto a far uscire la città dalla fase di crisi in cui si trova. Continuiamo ad apprezzarne il coraggio e la fermezza necessaria in un momento così difficile, anche davanti a ricatti di ogni tipo che mortificano la dignità e l’operatività del Comune”.

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Il party da Silvio con i coetanei diciottenni

Inserito da casoledelsa il 27 Aprile 2012

di Lorenzo De Cicco

No, stavolta Noemi non c’entra, e neanche Ruby. Il festeggiato la maggiore età l’ha passata da un pezzo, ora va per i settantacinque. Ma diciotto anni fa, nel 1994, discese in campo. E nel Pdl qualcuno ha voglia di festeggiare, invitando “tanti bambini nati nel 1994 e che oggi hanno diciotto anni, che voteranno per le amministrative e che sono iscritti, come risulta dal nostro tesseramento, al partito”, spiega Angelino Alfano. “È l’anniversario di una vittoria straordinaria e avendo un presidente in grande forma e con un forte desiderio di contribuire alla costruzione del futuro, intendiamo festeggiare questo evento non in chiave nostalgica, ma guardando al futuro”, ha annunciato  due giorni fa il segretario del Pdl nel corso di una riunione a Montecitorio con lo stesso Berlusconi e i coordinatori regionali del partito. “La modalità per realizzare il nostro obiettivo” (la festa) è quella di chiamare a raccolta i berlusconiani classe 1994. “Ai coordinatori arriveranno gli elenchi di questi bambini, oggi diciottenni. Saranno loro a essere coinvolti in prima linea per un bellissimo evento, ricordando quel giorno e guardando al tempo stesso al futuro”.

Ci si chiede perché un diciottenne di oggi dovrebbe ringraziare Berlusconi, che dopo quasi un ventennio passato nei palazzi del potere ha lasciato le nuove generazioni alle prese con un tasso di disoccupazione giovanile al 31,9%, un dato che per la fascia d’età fino a 24 anni è il peggiore dal 1992, cioè due anni prima dell’annuncio a reti (Mediaset) unificate con la calza sulla telecamera. Per la deputata Annagrazia Calabria, 29 anni, berlusconiana doc e coordinatrice nazionale della Giovane Italia, l’organizzazione under35 del Pdl, i motivi non mancano. Ci ha salvato dal comunismo, ha evitato che la gioiosa macchina da guerra di Occhetto andasse al potere in Italia e questo è un dato storico –  spiega - Poi ha introdotto in Italia il bipolarismo, che spero rimanga anche negli anni a venire. E infine ha portato in politica una visione liberale che prima questo paese non aveva”. Un po’ poco forse per festeggiare, di questi tempi. “Ma non è solo una festa è anche una sorta di passaggio di testimone. Certo, vogliamo fare un regalo al presidente Berlusconi ma vogliamo anche spiegare ai ragazzi del nostro partito la storia del centrodestra, a partire dalla nascita di Forza Italia. Perché è grazie a lui se siamo arrivati qui”. Appunto non c’è proprio nulla da festeggiare

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Festa di primavera a San Gimignano: cinque giorni di eventi con i Giovani democratici

Inserito da casoledelsa il 27 Aprile 2012

la Festa di primavera promossa dai Giovani Democratici, si terrà a San Gimignano da venerdì 27 aprile a martedì 1° maggio, presso il Parco della Rocca di Montestaffoli.

La giornata di apertura punta tutto sull’aggregazione: dalle ore 16.30, chill out party fino a mezzanotte, con aperitivo a buffet e dj set con Loud Noise (Francesco Pace). Sabato 28 aprile si entra nel vivo delle iniziative politiche: ospite dei Giovani Democratici sarà il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, che si confronterà con i ragazzi in un dibattito a tutto tondo a partire dalla situazione politica nazionale.

Domenica 29 aprile, alle ore 18, lo spazio Aperilibri della Festa ospita  Franco Cazzola e il suo “Qualcosa di Sinistra”. Insieme all’autore, si confronteranno su miti e realtà delle sinistre al governo, in Italia ma anche in altri paesi europei dal secondo dopoguerra ai nostri giorni, la parlamentare Pd, Susanna Cenni, e il segretario comunale del Pd Niccolò Guicciardini, assieme all’autore. Coordinerà l’evento Silvio Delli, segretario Gd di San Gimignano. Al termine della presentazione sarà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti. A seguire, giovani a raccolta per ballare sulle note di due concerti live: gli Eagle Heart e, alle ore 22 direttamente da Roma, gli Intrinsic, gruppo vincitore del GdKontest 2011. Lunedì 30 aprile, si svolgeranno vari tornei di giochi e due nuovi appuntamenti con la musica dal vivo dei Note Pollution e degli Skouts, nutrito e vivace gruppo Ska in trasferta da Gubbio. Martedì 1° maggio, nel giorno della Festa dei lavoratori, il forum politiche giovanili del Pd di San Gimignano promuove un incontro con il coordinatore del forum Alberto Lampis per parlare di istruzione, lavoro, diritti e futuro.

Info. La Festa di primavera è promossa dai Giovani Democratici e dal Partito democratico di San Gimignano. La cena di sabato 28 aprile, in programma alle ore 20, è su prenotazione ai numeri 334 68890340577 940334 o via e-mail all’indirizzo info@sangimignanopd.it, e sarà possibile partecipare con un’offerta libera di sottoscrizione. Ogni giorno, presso il Parco della Rocca di Montestaffoli, a partire dalle ore 11.30 e fino alle ore 24, il pub propone primi piatti, taglieri, panni, grigliate e prodotti tipici toscani, con oltre settanta volontari che si alterneranno in cucina e non solo per rendere possibile l’organizzazione della Festa.

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25 APRILE A CASOLE D’ELSA

Inserito da casoledelsa il 25 Aprile 2012

           

“67° Anniversario della  Liberazione” 

25 Aprile 2012

Programma della manifestazione

 

OMAGGIO AI CADUTI

Ore 10.30 - Ritrovo in Piazza Libertà con labari e bandiere

         10.45 - Inizio corteo fino al Monumento ai Caduti

         11.00- Lettura lettere di partigiani - Deposizione fiori

 

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione.”

(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26-1- 1955)

 

Ore 17.00       Film sulla Resistenza  Centro Congressi - Via Casolani - Casole d’Elsa

ROMA  Città  aperta

con Anna Magnani e Aldo Fabrizi Regia di R. Rossellini

 

“Più forza all’antifascismo, più futuro per la democrazia” TUTTA la popolazione è  invitata

Sede ANPI Casole: c/o Circolo Cavallano - Via del Gesso  - Email: anpi.casoledelsa@alice.it

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25 APRILE 1945 - 2012

Inserito da casoledelsa il 24 Aprile 2012

Care iscritte, cari iscritti,il 25 aprile noi italiani ricordiamo la liberazione dal nazifascismo e la resistenza di quanti lottarono anche a costo della vita per la libertà e la democrazia nel nostro paese. Se oggi noi viviamo in un mondo migliore lo dobbiamo anche a loro. Per queste ragioni, la celebrazione del 25 aprile per noi democratici non è un semplice rito, ma il momento in cui ciascuno rinnova l’impegno personale e collettivo per la difesa e lo sviluppo della democrazia in Italia e in Europa.

La ricorrenza del 2012 si presenta da questo punto di vista ancora più significativa. Fin dall’inizio il Partito democratico ha avuto l’ambizione di essere il partito della liberazione, della Costituzione e della ricostruzione civile e democratica dell’Italia. Abbiamo passato anni terribili. Il populismo ha governato il paese, portando l’Italia sull’orlo del burrone. Noi abbiamo lottato contro questa deriva, chiamando tutti alla riscossa civile, per riportare l’Italia nell’alveo del modello europeo. A lungo siamo stati soli. Gran parte della classe dirigente sosteneva Berlusconi e il suo populismo e chiudeva gli occhi di fronte alla realtà. Alla fine i frutti dell’impegno del Pd sono arrivati, come dimostrano i risultati delle amministrative e dei referendum del 2011, la caduta del governo Berlusconi.

A un passo da una crisi devastante abbiamo ottenuto l’uscita da palazzo Chigi di Silvio Berlusconi.Il Pd si è impegnato, per la salvezza dell’Italia, al sostegno del governo guidato da Mario Monti. Il compito di un grande partito popolare e nazionale è di pensare prima all’Italia e poi ai suoi interessi. L’eredità lasciata dal centrodestra è tuttavia pesante e il senatore Monti ha dovuto prendere provvedimenti impopolari. Non tutte le misure che sono state varate l’avremmo predisposte noi. Abbiamo avanzato le nostre proposte e ottenuto anche alcuni importanti miglioramenti (dal prelievo sugli esportatori di capitale che hanno sfruttato il condono di Tremonti alla lotta contro l’evasione, alla difesa dell’articolo 18, fino alla battaglia per il futuro degli esodati). Ma non dimentichiamo e non permettiamo che si dimentichi che Monti è venuto non dopo i partiti, ma dopo Berlusconi.

Siamo a un tornante storico. Ci troviamo a vivere insieme la crisi economica più grave dal 1929 e la crisi politica peggiore dal 1992, anno di Mani Pulite. In questo passaggio il Pd si è assunto il compito di tenere in collegamento il governo con le esigenze sociali e la sofferenza del paese. Il Pd vuole essere il motore che spinge l’Italia ad arrestare il declino, a riprendere la crescita e, nello stesso tempo, il partito che promuove una riforma profonda della politica, senza la quale non può esservi una riscossa del paese.

In un momento così difficile per gli italiani è indispensabile ridare un senso etico alla politica, far capire che solo la buona politica può far uscire il paese dalle secche e che nuove scorciatoie populiste, di qualsiasi segno, ci riporterebbero nel burrone. I partiti, in primo luogo il Pd, devono dunque dare l’esempio, tirando la cinghia e avviando un rinnovamento e un rafforzamento delle regole interne, in modo da riavviare il cammino della democrazia.

Fin dall’inizio il Pd ha deciso di far certificare i propri bilanci da una società esterna di revisione (la stessa che certifica il bilancio della Banca d’Italia) ed ha proposto una legge per applicare e regolare l’articolo 49 Roma, 24 aprile 2012 della Costituzione, in modo da fissare norme precise per la vita interna e per la trasparenza dei partiti politici, fondamentali in ogni democrazia occidentale. Non erano scelte casuali, erano volute. Ma ora bisogna fare di più.

In questo ambito il Pd punta a una immediata e profonda riforma del finanziamento pubblico, perché i partiti, se devono assolvere al proprio compito democratico, non possono e non devono vivere prigionieri dell’interessato sostegno del o dei miliardari.
In particolare, il Pd propone:

a) La certificazione dei bilanci dei partiti da parte di società esterne di revisione; il controllo da parte della Corte dei conti; la pubblicazione dei conti su internet.

b) Tetti drasticamente più stringenti per le spese elettorali, non riferibili solo al periodo immediatamente precedente il voto, imponendoli dove oggi non sono previsti e riducendoli dove sono già in vigore.

c) Il dimezzamento da subito, rispetto all’anno scorso, dell’ammontare complessivo del finanziamento pubblico ai partiti costruendo un sistema basato su due pilastri, secondo il modello tedesco: 1) un contributo fisso relativo al numero dei voti; 2) un’agevolazione o una compartecipazione pubblica commisurata in base all’entità del finanziamento privato raccolto da ciascun partito. In proposito vanno ricordati due temi. Il primo: il Pd ha, fin dalla nascita, raccolto parte non irrilevante dei fondi con il tesseramento e con le feste democratiche, che per scelta politica il Pd lascia ai territori, con i contributi dei parlamenti e degli amministratori. Il secondo: il Pd ha girato una parte dei finanziamenti alle strutture regionali e continuerà a farlo anche nelle nuove e più stringenti condizioni. Con questo passaggio l’Italia resterà largamente al di sotto di quanto avviene in Germania, in Francia, in Spagna.

d) Il finanziamento privato deve essere consentito solo per somme molto contenute e reso trasparente, in modo che i cittadini possano controllare.

Il Parlamento oggi ha la possibilità di varare in poche settimane sia le norme per regolare la vita interna dei partiti, sia i drastici tagli e la riforma del sistema di finanziamento pubblico. E’ un contributo che la politica deve dare, oltre all’indispensabile riforma della legge elettorale per consentire ai cittadini di scegliere i parlamentari, alla riduzione del numero dei deputati e dei senatori e agli altri interventi di rinnovamento istituzionale.

Il Pd prende l’impegno solenne a procedere su questa strada e a incalzare le altre forze politiche, che devono abbandonare posizioni di facciata per essere richiamate alla concretezza dei fatti e dei tempi per ottenere risultati certi prima delle vacanze estive.

Il Pd non da oggi ha ingaggiato la battaglia per la ricostruzione civile e democratica dell’Italia, per uscire dal populismo e tornare in Europa.

Oggi, 25 aprile, è il momento per rinnovare quell’impegno.
Lo prendo di fronte a voi che ogni giorno alimentate le iniziative del partito. Chiedo a tutti forza e tenacia nel sostenere le ragioni della buona politica, le stesse che hanno spinto ciascuno di noi a lavorare per la democrazia e per il nostro paese

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I° MAGGIO A MENSANO 2012

Inserito da casoledelsa il 24 Aprile 2012

1° MAGGIO A MENSANO 2012

 ORE 8,30 Colazione al Cenacolo

 ORE 16,30 Tradizionale Merenda sul Poggio del deposito.

 PORCHETTA, AFFETTATI E SALSICCIE - CANTI E

 MUSICHE CON LA BANDACCIA DI MARCIALLA - VI

ASPETTIAMO A MENSANO……

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Lettera aperta

Inserito da casoledelsa il 24 Aprile 2012

LETTERA CHE RICEVIAMO DA CASOLENOSTRA PER LA PUBBLICAZIONE

Milano, 20 Aprile 2012
Chiarissimo Signor Sindaco del Comune di Casole d’Elsa,
Dottor Piero Pii.Gentile Dottor Pii,
vorrei sottoporre alla Sua attenzione, in occasione della convocazione per questo fine settimana dei Membri e simpatizzanti dell’Associazione Pensare Comune, ai quali verrà presentato il bilancio dei primi trentasei mesi di governo del Comune di Casole, quanto segue.

Mi limiterò ad osservare quanto realizzato nella frazione di Monteguidi rispetto a quanto promesso nel sontuoso programma di governo che Lei e Pensare Comune avevate diffuso prima delle Elezioni del 2009. Mi riferisco in particolare ai punti certi e garantiti come certamente realizzati entro il 31 Dicembre 2010 (cioè esattamente conclusi e realizzati già da 22 mesi!). La realtà purtroppo è profondamente diversa da quanto promesso.

- Il rifacimento della pavimentazione di Via dell’Amore, con sistemazione definitiva della rete fognaria il cui stato di degrado aveva causato gravissime infiltrazioni e la frana a Lei ben nota, non è assolutamente stato realizzato, così come non è stato reso noto alcun risultato riguardo alla videosorveglianza dello stato della stessa rete fognaria che Lei aveva dato come imminente durante una delle Sue ultime apparizioni a Monteguidi in occasione dell’Assemblea pubblica presso il Circolo Arci in data 24/08/2011.

- Il campo sportivo e tutta l’area giochi sono esattamente nella stessa condizione di tre anni fa,
mentre era stata promessa e data per certa entro il Dicembre 2010 una sistemazione congrua della vasta superficie che durante tutto l’anno è utilizzata per i giochi dei ragazzi e, nelle stagioni favorevoli, anche come luogo di incontro e svago per tutta la popolazione residente.

- Non vi è alcuna traccia di un campo da bocce che era stato promesso come piccola opera da realizzare entro Dicembre 2010 non solo a Monteguidi ma anche in tutte le altre frazioni.

- Del marciapiede di sicurezza che avrebbe dovuto unire il centro del Paese con il Cimitero entro il Dicembre 2010 non vi è alcuna traccia. Aggiungo che durante l’Assemblea del 24/08/2011 Lei aveva attribuito la responsabilità dei ritardi a divergenze con la Proprietà della fattoria di Monteguidi, divergenze che sono state completamente escluse e dichiarate infondate dalla stessa Società.

- Stiamo ancora attendendo, in questa piccola frazione alla periferia dell’ Impero, la mostra del Pittore Bastianini da Lei e dalla Sua Giunta data come certa, ancora una volta entro il Dicembre 2010.

- Non vi è alcuna traccia di alcun accordo con l’Enel, nè addirittura di alcuna trattativa per lo spostamento della cabina elettrica di Viale Primavera.

- Non vi è alcuna notizia dello stato di avanzamento dei lavori per la metanizzazione delle frazioni di Mensano e Monteguidi.

- Non vi è alcuna traccia di iniziative atte alla tutela del Paesaggio da perseguire mediante attività autonome del Comune di Casole, associate ad iniziative condivise con i Comuni vicini.

Vorrei farLe notare che le osservazioni sopra riportate riguardano promesse, date come certe da Lei e dalla Sua Giunta, la cui mancata realizzazione deve essere motivata solo da Lei e dalla Sua Giunta. E’ comunque un altro il punto drammatico che vorrei farLe notare.

Il numero di case sfitte, abbandonate o in vendita nella sola frazione di Monteguidi è di almeno VENTOTTO, ivi compresa una costruzione di tre villette a schiera che giace da anni incompiuta e testimone evidente di una fallimentare edilizia offensiva della omogeneità e unicità di un borgo medioevale. Nel frattempo vorrei farle notare che avendo percorso a piedi i lunghi chilometri che vanno dal Termine al ponte di Monteguidi sul fiume Cecina e da questo a Materno con ritorno a Monteguidi, ho potuto notare VENTUNO poderi che dallo stato di totale degrado in cui versavano da anni o decenni, sono stati riportati in vita, con interventi rispettosi dell’Ambiente e con messa a dimora di decine di migliaia di piante proprio da quegli “stranieri” che Lei ritiene estranei alla realtà Casolese e incapaci di coglierne gli aspetti peculiari. Quest’opera di recupero vorrei farLe notare che ha dato lavoro importante e prosegue a dare lavoro continuativo a molti stimati lavoratori dell’Area Casolese.

Appare da ultimo incomprensibile da quanto sopra che venga ancora una volta perseguita una politica edilizia distruttiva del tessuto rurale, quando un numero importante di abitazioni sono vuote o sfitte e quando realtà quali san Severo, Pietralata la Selva giacciono nel più totale abbandono.

Mi spieghi gentile Signor Sindaco che senso ha, in un momento di crisi totale, perseguire una politica edilizia prima di avere censito quanto presente e di avere rivitalizzato strutture abbandonate;l’insieme di queste realtà potrebbe da solo dare ospitalità a centinaia di persone, rendendo perciò incomprensibile l’urbanizzazione di Berignone e la realizzazione di nuove case a Monteguidi. Le faccio notare che questo è solo un piccolo esempio trattandosi della frazione più piccola del Comune.

Mi auguro che in ogni frazione venga fatto un accurato censimento di quanto abbandonato, sfitto o in vendita, che possa rappresentare il materiale su cui lavorare per programmare uno sviluppo sostenibile. Mi auguro anche che i Residenti delle varie frazioni segnalino alla Sua Amministrazione, in maniera puntuale, tutte le opere non realizzate rispetto a quanto promesso in campagna elettorale.

Gli argomenti di più ampio respiro rappresenteranno l’oggetto di una mia lettera successiva che mi permetterò di fare pervenire a Lei e alla Sua Giunta.
Come vede Le invio quanto sopra nel più totale rispetto, che vorrei fosse ricambiato e ritenuto degno di una Sua risposta.

Cordiali saluti
Prof. Dario Conte

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Controllare dal basso le attività delle aziende è difficile ma non impossibile. Il modello tedesco della co-gestione è un buon esempio di democrazia economica

Inserito da casoledelsa il 23 Aprile 2012

Con la crisi europea i media hanno riscoperto il “modello tedesco” e lo propongono costantemente come esemplare per il successo economico delle nazioni e per uscire dalla crisi. Ma da sessanta anni, precisamente dal 1951, il modello tedesco è basato anche sulla co-determinazione, cioè sulla democrazia industriale: tuttavia questo elemento fondamentale paradossalmente non viene quasi mai ricordato dai media. La legge tedesca della Mitbestimmung impone infatti che nei consigli di sorveglianza delle imprese siedano i rappresentanti del lavoro eletti da tutti i dipendenti, indipendentemente dalla loro iscrizione o meno ai sindacati. I lavoratori - che a livello sindacale nominano anche i consigli di fabbrica - sono così messi in grado di fare valere le loro proposte (e i loro veti) sulla strategia e la gestione aziendale anche nel massimo organo direttivo aziendale. I neoliberisti ovviamente non amano ricordare il successo della co-determinazione, perché sono invece a favore del comando monocratico dei top manager e della valorizzazione delle aziende a esclusivo profitto degli azionisti; ma che in Italia le potenzialità della Mitbestimmung non vengano ricordate neppure dalla sinistra, questo appare veramente stupefacente. Eppure in Germania sia la Linke che la SPD e i Verdi puntano all’ampliamento e al rafforzamento della Mitbestimmung. Mentre la Confindustria tedesca ha sempre cercato di cancellarla.

Il dibattito sulla democrazia economica all’estero è vivace e contrastato. Questo mio contributo rappresenta una sorta di appello perché la sinistra italiana discuta finalmente in maniera approfondita la questione decisiva del governo d’impresa (la cosiddetta governance) e della democrazia nell’economia. Ovunque la crisi viene fatta pagare a chi lavora, ai giovani, alle donne e ai pensionati. Diventa allora attualissimo e cruciale ridiscutere la questione della democrazia economica, cioè del potere dal basso - e istituzionalizzato, cioè riconosciuto e consolidato - del lavoro nelle aziende e nell’economia. Tra l’altro la Costituzione italiana recita all’articolo 46 che “la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende”: esistono quindi i presupposti giuridici per una battaglia politica sulla democrazia nell’economia.

Recentemente anche nel nostro paese è emerso prepotentemente il problema della democrazia economica grazie alla mobilitazione di successo per il referendum sull’acqua come bene pubblico, cioè da gestire con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori in un’ottica no profit. Il premio Nobel Elinor Ostrom ci ha insegnato che non esiste solo la proprietà privata o quella di stato, e che i beni comuni, come l’acqua, la cultura, l’ambiente, Internet e Wikipedia, l’informazione e la scienza, possono essere autogestiti democraticamente ed efficacemente dalle comunità interessate[1]. Peter Barnes suggerisce inoltre che per difendere e sviluppare i commons occorre che questi siano dati in proprietà a delle fondazioni no profit che abbiano come unico scopo sociale quello di preservarli a favore delle comunità e delle generazioni future - il riferimento di Barnes è l’Alaska Permanent Fund Foundation che ogni anno remunera i cittadini con i dividendi derivati dai ricavi del petrolio -[2]. In Italia la proposta di Barnes si sta concretizzando con il progetto di fondazione del Teatro Valle di Roma. A Napoli avanza anche la sperimentazione di forme partecipative tra cittadini e enti pubblici dopo la vittoria del referendum sull’acqua.

Ma la questione della democrazia economica non riguarda solo i beni comuni: riguarda anche l’economia di mercato. Nell’Unione Europea 12 paesi su 27 hanno introdotto forme avanzate di partecipazione dei lavoratori nei board delle aziende pubbliche e private: e questi paesi - tra cui naturalmente la Germania e i paesi scandinavi - sono anche quelli in cui si registra la maggior occupazione, più reddito per i lavoratori, maggiore competitività delle aziende, maggiore innovazione, migliore sostenibilità ambientale e maggiore potere sindacale[3]. Germania e paesi scandinavi stanno uscendo prima e meglio degli altri dalla crisi e dimostrano senza tema di smentita che, contrariamente a quanto reclamano i neoliberisti, la democrazia industriale non pregiudica la competitività aziendale; e che, contrariamente a quello che molti a sinistra credono, la presenza dei rappresentanti dei lavoratori nei board non elimina il conflitto di classe ma costituisce un compromesso avanzato e genera piuttosto un salutare dualismo di potere. Il controllo dei lavoratori eletti nel board delle imprese è tanto più utile nei periodi di crisi acuta, come quello attuale, in cui l’azione sindacale nazionale è più debole di fronte alle società multinazionali che possono delocalizzare come vogliono. E’ immediato confrontare la situazione drammatica della Fiat, che Marchionne sta trasformando in una società estera, con quella brillante della Volkswagen, che può delocalizzare solo con il consenso dei lavoratori presenti nel board.

Lo European Trade Union Institute, ha recentemente pubblicato uno studio che sottolinea il legame strettissimo tra modello anglosassone di governance d’impresa (”tutto il potere agli azionisti e ai top manager”), finanziarizzazione delle aziende, disinteresse per i problemi ambientali e sociali e crisi economica e finanziaria[4]. Un legame che l’ETUI propone di rescindere grazie alla democrazia industriale con l’obiettivo di realizzare un modello di “impresa sostenibile” responsabile verso la società e l’ambiente[5]. I lavoratori nel board possono fare da contrappeso alle tendenze speculative della proprietà e del top management interessato alle stock option. Secondo l’ETUI il modello tedesco potrebbe rappresentare un punto di partenza sia per l’Europa che per l’Italia.

La New Left Review britannica ha pubblicato la proposta del suo ex direttore Robin Blackburn che, riprendendo il progetto di riforma radicale della proprietà aziendale dello svedese Rudolf Meidner, auspica la formazione di fondi pensione finanziati completamente e obbligatoriamente per legge dalle aziende grazie ad azioni da emettere in proporzione agli utili[6]. Richard Hyman, docente di relazioni industriali alla London School of Economics e fondatore dello European Journal of Industrial Relations, si è pronunciato a favore delle proposte di Blackburn[7] sulla democrazia economica ma avverte anche che il capitalismo non è come una cipolla che si può ridurre strato per strato; è piuttosto come una tigre che non si lascia spellare viva. Tuttavia Hyman invoca, sulla scia della lezione di Gramsci, una sorta di guerra di posizione per democratizzare l’economia. Anche l’italiano Luciano Gallino recentemente ha auspicato un diverso e più responsabile ruolo dei fondi pensione gestiti dai sindacati per democratizzare l’economia[8].

A mio parere occorre approfondire il problema irrisolto della democrazia economica, evitando da una parte di attendere la “rivoluzione comunista” per tentare di introdurla nelle aziende, e dall’altra di subordinarsi a progetti neo-corporativi di partecipazione (come la condivisione degli utili proposta dall’ex ministro Sacconi). La democrazia economica può diventare invece uno dei pilastri portanti della democrazia. Occorre anche prendere atto che è molto improbabile che allo stato attuale i partiti di centrosinistra e di sinistra possano diventare promotori di politiche industriali progressive, democratiche e verdi senza una spinta radicale dal basso e senza nessun potere dei lavoratori nelle aziende. La sinistra italiana tenta di difendere il lavoro dagli attacchi del governo sull’occupazione, sull’articolo 18, sulle pensioni, ecc. Ma questa difesa è purtroppo debole: se si vuole vincere, in politica come nel gioco, occorre anche attaccare con dei programmi ambiziosi. L’obiettivo di controllare dal basso l’attività delle aziende è certamente difficile da raggiungere ma non bisognerebbe rinunciare in partenza. Occorre innanzitutto approfondire il dibattito.

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VENERDI 20 APRILE - SALA SET POLITEAMA - IO SONO CON TE

Inserito da casoledelsa il 18 Aprile 2012

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