LIBERALIZZAZIONI, E’ BATTAGLIA. IL PD OTTIENE DIVERSI MIGLIORAMENTI. MA FARMACISTI E PROFESSIONISTI, CON L’AIUTO DEL PDL, DANNO BATTAGLIA. GIOVEDI’, MENTRE GOVERNO E PARTI SOCIALI RIPARLANO DI LAVORO, IL PROFESSIONAL DAY

Inserito da casoledelsa il 28 Febbraio 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dovrebbe chiudersi questa mattina la battaglia in Commissione al Senato sul tema delle liberalizzazioni. Assai probabile che il governo imponga la questione di fiducia. Molte i progressi compiuti grazie agli emendamenti del Pd, ma ci sono anche passaggi non positivi, legati soprattutto alle pressioni dei professionisti, sostenuti dal Pdl ma anche molto ascoltati da alcuni settori del governo. Tra l’altro dopodomani, giovedì, mentre governo, sindacati e imprenditori torneranno a parlare di occupazione, precarietà e mercato del lavoro per tentare di trovare un accordo le organizzazioni dei professionisti hanno proclamato il “Professional Day”, giornata di protesta che somiglia tanto al tax day, la protesta dei commercianti contro il governo Prodi per le norme contro l’evasione fiscale e le misure che consentirono all’Italia di entrare nell’euro.

Ecco le modifiche al provvedimento del governo ottenute dal Pd in tutto o in parte. evidenziati in verde gli emendamenti accolti e evidenziati in giallo quelli parzialmente approvati in Commissione.

Banche. Mutui e conti correnti

 

 

: a) si prevede che, nella stipula di un mutuo, le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari non possano offrire o vendere contratti assicurativi in forma individuale o collettiva di cui siano contemporaneamente beneficiari o vincolatari (come richiesto da Antitrust e Isvap); b) qualora le banche condizionino l’erogazione di un mutuo bancario alla stipula di un’assicurazione sulla vita, il cliente può autonomamente reperirla sul mercato; c) viene prevista la restituzione (che finora è stata disattesa) dei premi delle polizze vita relativi al periodo residuo del mutuo, in caso di estinzione anticipata o portabilità del mutuo stesso; d) viene stabilita la cancellazione automatica (senza oneri per il cittadino) delle cosiddette ipoteche perenti, che rimangono formalmente iscritte nei registri immobiliari pur non essendo state rinnovate dal creditore, ovvero dopo la decadenza ventennale; e) le banche non possono condizionare l’erogazione di un mutuo bancario all’apertura di un conto corrente presso la medesima banca, pena l’applicazione di una sanzione come pratica commerciale scorretta; f) viene stabilito il principio della portabilità (trasferimento) senza oneri per il cliente del conto corrente presso un’altra banca; Costi transazioni elettroniche: a) il ripristino del limite dell’1,50% come limite soglia per eventuali incrementi delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti, coerentemente con il comma che ha proprio come obiettivo la riduzione di tali commissioni; b) riduzione dei tempi previsti per la riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti; c) l’eliminazione della sospensiva della gratuità delle transazioni con carta di credito fino a 100 euro dei pagamenti presso gli impianti di distribuzione dei carburanti; d) la gratuità dei conti correnti di base destinati esclusivamente all’accredito della pensione fino a 1.500 euro.

Le modifiche proposte per le assicurazioni

 

 

. a) si elimina la norma che prevede la riduzione del 30% del risarcimento dei danni per la riparazione del veicolo danneggiato, penalizzante per l’assicurato che si rivolge alla propria autocarrozzeria di fiducia; b) si vincola la compagnia di assicurazione a dichiarare, in sede di preventivo e in sede di stipula del contratto, la diminuzione del premio assicurativo relativo all’anno successivo a quello assicurato nel caso in cui il cliente non abbia incidenti, per garantire un’efficace applicazione della formula bonus-malus. Il cliente rimane comunque libero di scegliere, nell’anno successivo a quello assicurato, la polizza assicurativa RC Auto; c) si affida all’Isvap il compito di riformare, entro sei mesi, la formula bonus-malus per collegare la riduzione del premio delle polizze assicurative anche al comportamento dell’assicurato, rilevabile dal sistema della patente a punti; d) si propone la correzione dell’articolo 34 sul confronto delle tariffe con una stesura che renda effettivamente praticabile la presentazione di più offerte da parte dell’agente, attraverso la collaborazione con altri agenti allo scopo comunque di fornire al cliente una soluzione contrattuale immediatamente stipulabile; e) si prevede una sanzione a carico delle imprese di assicurazione che non provvedono a trasmettere la relazione all’Isvap sull’attività svolta per il contrasto alle frodi; f) si rende efficace e meno onerosa l’installazione e la disinstallazione della scatola nera, prevedendo anche la portabilità senza costi per l’assicurato del dispositivo in caso di cambio della compagnia assicurativa; g) si reintroduce la disciplina favorevole all’assicurato sulla disdetta delle polizze pluriennali, introdotta dalla legge n. 40 del 2007 e successivamente modificata dalla legge n. 99 del 2009 che ne ha ridotto portata ed efficacia.

Energia e carburanti

 

 

: si sostituisce la norma sulla separazione della rete di trasporto del gas per definire un perimetro e tempi certi e brevi all’operazione di scorporo di Snam da Eni, da avviarsi con l’adozione del DPCM entro il 31 maggio 2012; b) si rafforzano le norme per rendere più liberi i rapporti tra i gestori d’impianti di vendita e le fasi di approvvigionamento dei carburanti, anche con interventi di regolazione del mercato all’ingrosso da parte del Ministero sviluppo economico e dell’Acquirente unico; c) si prevede l’eliminazione dei vincoli e degli obblighi alla vendita contestuale di diverse tipologie di carburanti e all’apertura di impianti self service anche nei centri abitati; d) si sopprime la norma che cambia le attuali modalità di calcolo del prezzo medio praticato in Italia allo scopo di abbassare il divario del prezzo industriale con l’Unione europea. La sola rilevazione del prezzo praticato nei self service, infatti, altera la validità della rilevazione statistica. Trasporti: a) si rende subito operativa una specifica Autorità indipendente per i trasporti (eliminando l’assegnazione temporanea delle funzioni all’Autorità per l’energia e il gas); b) si rivedono le disposizioni riguardanti il rispetto del contratto collettivo nazionale per tutti gli operatori del settore ferroviario; c) si introduce una più rigorosa scansione temporale per la separazione tra l’impresa ferroviaria e quella che gestisce l’infrastruttura.

Autorita’ di regolazione

 

 

: Si introducono misure sull’incompatibilità degli incarichi per coloro che hanno ricoperto ruoli di governo o sono stati componenti di altre autorità di regolazione o vigilanza nei quattro anni precedenti (al fine di evitare passaggi diretti dei componenti dei collegi da un’Autorità all’altra anche durante l’esercizio del mandato).

Tutela dei consumatori

 

 

: Si integrano le disposizioni sulla class action volte a semplificare e rendere meno oneroso l’accesso a questo strumento di tutela collettiva da parte dei cittadini. Tribunale delle imprese: Si rivedono l’organizzazione, prevedendo un Tribunale per le imprese presso ciascun tribunale avente sede nel capoluogo del distretto della Corte di Appello (al posto delle attuali 12 sezioni specializzate), e le competenze in materia di controversia tra imprese.

Professioni

 

 

: a) si ripristina l’equo compenso per i tirocinanti (già previsto nel decreto 138/2011); b) si prevedono nuovi principi per la modernizzazione del ruolo e dell’assetto degli ordini professionali assicurando pari opportunità per i giovani; c) si prevede la costituzione di libere associazioni nel campo delle professioni non regolamentate; d) si propone di limitare la partecipazione al capitale delle società professionali da parte dei soci non iscritti all’albo.

Farmacie

 

 

: a) si rimuovono le limitazioni alla piena liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C (come richiesto da relazione Antitrust) contenute nell’articolo 32 del DL 201/2011 (Salva Italia), estendendola anche ai medicinali veterinari, al fine di ampliare la concorrenza a vantaggio dei cittadini; b) si propone che siano i comuni ad individuare entro 60 giorni il numero e le zone delle

 

Agricoltura: tra crisi, liberalizzazioni e quote latte continua l’impegno del Pd a tutela dei produttori

Inserito da casoledelsa il 27 Febbraio 2012

di SUSANNA CENNI

L’agricoltura vive una situazione di forte crisi che rischia di mettere in ginocchio migliaia di imprenditori, e le decisioni che riguardano l’Imu sulle imprese agricole rischiano di aggravarla ancora. I dati non sono rassicuranti, visto che i costi di produzione sono aumentati di +5-6% nell’ultimo anno e molte aziende, al contrario, hanno visto diminuire i ricavi (-7% della produzione lorda vendibile). L’allarme è confermato, come ha recentemente illustrato una nota stampa diramata della Cia di Siena, dai recenti dati del Censimento generale dell’agricoltura 2010, dove risulta che anche nel nostro territorio, nell’ultimo decennio si è perso circa il 35% delle imprese agricole e oltre il 10% della superficie coltivata. Maggiormente colpiti, poi, sono i settori cerealicolo e zootecnico. Qualche giorno fa gli agricoltori della Cia di Siena e di Arezzo hanno convocato un’assemblea pubblica a Bettolle per denunciare la situazione drammatica vissuta dalle imprese agricole, a cui rinnovo, come fatto a suo tempo, tutto il mio sostegno e appoggio. In questa difficile congiuntura, infatti, il mondo agricolo sta ancora facendo i conti con le ricadute dell’Imu, con le difficoltà di spesa delle famiglie italiane, con le pesanti conseguenze del gelo sulle colture e sugli approvvigionamenti e con i prezzi dei carburanti in ulteriore crescita.

In un quadro così complesso credo che le novità contenute nell’articolo 62 del decreto liberalizzazioni, pur non risolutive di tutti i problemi del comparto, rappresentino un segnale molto importante che dobbiamo sostenere e salvaguardare a tutela delle piccole imprese agricole. Altri Paesi europei hanno legiferato in materia di contratti e tempi di pagamento e in Italia il Pd ha presentato, già da diversi mesi, sue proposte di legge in materia. Introdurre elementi di maggiore garanzia e trasparenza non potrà che fare bene all’intera filiera, contribuirà a isolare azioni e infiltrazioni distorsive e a migliorare l’organizzazione e la strutturazione della filiera. Il Partito democratico ha scelto di essere dalla parte della tutela dell’intero settore, per questa ragione è impegnato alla Camera nel promuovere ogni utile iniziativa tesa ad attenuare e modificare le ricadute dell’Imu sulle imprese agricole. Al Senato, inoltre, si sta lavorando oltre che per difendere l’articolo 62, anche per modificare l’articolo 66, che prevede la vendita delle terre demaniali, introducendo anche la possibilità dell’affitto per i giovani agricoltori. Si tratta di alcuni dei comuni punti di impegno sui quali voglio auspicare un positivo risultato. Come positiva è la notizia secondo cui il Parlamento Europeo approverà in via definitiva, nell’ambito del nuovo regolamento sul settore lattiero-caseario, un provvedimento importantissimo che introdurrà, grazie al lavoro del Parlamento, la programmazione produttiva per i formaggi Dop. Uno strumento strategico, atteso da anni dal nostro Paese che premia la parte onesta dei nostri allevatori, dopo la batosta arrivata dalla decisione della Commissione europea di aprire una procedura di indagine per verificare se la proroga di sei mesi, concessa il 31 dicembre 2010 agli allevatori italiani per il pagamento delle multe sul latte, possa configurarsi come aiuto di Stato. Come ho avuto modo di dire più volte, si tratta di un atto annunciato, che dimostra come a causa dell’atteggiamento politico dell’ex Governo sono state ignorate le esigenze della stragrande maggioranza dei produttori italiani che, da sempre, si muovono nell’ambito della legalità. La proroga, infatti, era sbagliata e soprattutto non legale. A questo punto però l’unica cosa che possiamo augurarci, per non unire al danno anche la beffa, è che almeno per scongiurare la procedura d’infrazione si metta in campo una soluzione definitiva, per non penalizzare i produttori onesti. Sulla vicenda Imu non possiamo abbandonare la battaglia. Il Ministro Catania si è dichiarato disponibile, attendiamo gli atti.

 

GIUSTIZIA. PD: IL TEMPO DELLE PRESCRIZIONI DEVE ESSERE RIALLUNGATO.

Inserito da casoledelsa il 27 Febbraio 2012

Da Il Messaggero. Intervista ad Andrea Orlando, presidente del Forum giustizia del Pd, dopo la sentenza con la quale la magistratura ha interrotto per prescrizione dei termini il processo per corruzione (Mills) a carico di Silvio Berlusconi. «Le indicazioni del vicepresidente del Csm Michele Vietti sulla riforma della giustizia, a partire dalla questione della prescrizione, vanno nella direzione giusta». Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd, non è nuovo ad atteggiamenti dialoganti, ma è scettico sulla reale voglia del Pdl di arrivare a vere riforme. Onorevole Orlando, cosa pensa della proposta Vietti sulla riforma della prescrizione? «Va nella direzione giusta. C`è urgente bisogno. di riordinare il flusso dei processi in entrata sia nel campo della giustizia civile che di quella penale. Un primo parziale passo che va in questa direzione è rappresentato dalla proposta di legge di Tenaglia del Pd, ndr.) licenziata dalla Commissione Giustizia della Camera che prevede la sostanziale archiviazione di alcuni reati per l`inoffensività del fatto, e cioè per reati di lieve o piccola entità. Si dovrebbe poi ridurre il numero dei reati perché, come si usa dire, molti reati nessun reato, facendo diventare semplici illeciti amministrativi una parte dei cosiddetti reati bagatellari (come rubare una mela al supermercato). Infine, si potrebbero rivedere le modalità della prescrizione. Ma visto che Vietti ci invita giustamente al realismo, osservo che è complicato pensare a una revisione organica della prescrizione e dei tempi di massima durata dei processi perché veniamo da anni di scontro politico tra centrodestra e centrosinistra sul processo breve. Trovo difficile che chi si proponeva di rottamare i processi, come voleva il Pdl, possa aderire a un impianto avanzato come quello di Vietti. Noi del Pd, comunque, saremmo d`accordo con la sua proposta».

E, dunque, come si potrebbe fare? «Si può pensare a interventi più mirati e circoscritti che produrrebbero dei risultati significativi. Ne propongo tre. Primo. ripensare il sistema delle impugnazioni. Secondo, rivedere il sistema dei processi contumaciali. Terzo, aumentare i tempi di prescrizione per i reati di particolare e nuovo allarme sociale, a partire dalla corruzione. Infine, bisognerebbe cancellare un obbrobrio giuridico come il reato di immigrazione clandestina, che criminalizza uno

status e non un comportamento». Vietti parla comunque di un nuovo clima rispetto all`azione del ministro Severino. «E` vero, da quando c`è il governo Monti e grazie all`azione del ministro Paola Severino c`è un nuovo clima, nel rapporto tra politica e magistratura. E` radicalmente cambiata l`agenda del governo: l`esecutivo punta a dare più efficienza al sistema e a decongestionare le carceri, come ha iniziato a fare con il decreto svuota-carceri». Quali i passi concreti per rendere più efficiente la macchina della giustizia? «Mentre si procede a riorganizzare la geografia giudiziaria, è urgente affrontare le carenze di organico. Vi sono procure e tribunali con una pianta organica carente del 40%: è paradossale mentre si denunciano esuberi in altri rami della Pubblica amministrazione». Cosa ne pensa della prescrizione per Berlusconi nel processo Mills? «Le sentenze non si commentano. Tuttavia va ricordato che a questo risultato si è arrivati grazie a una condotta processuale finalizzata ad allungare i tempi. Una condotta politicamente grave per l`oggetto dell`accusa, cioè un reato contro la cosa pubblica e perché l`accusato, cioè l`ex premier, è un esponente delle istituzioni che così si è sottratto all`accertamento delle proprie responsabilità penali».

 

Genova, e non solo. Alla ricerca dell’entusiasmo

Inserito da casoledelsa il 27 Febbraio 2012

Qualche sera fa ho sentito un’intervista a Marco Doria, vincitore delle primarie a Genova, e ad alcuni cittadini che lo hanno sostenuto e votato: giovani, donne, portuali ed esponenti della Genova bene. La cosa che più mi ha colpito è stato l’entusiasmo, la testimonianza dei chilometri e delle scale percorse per sostenerlo. Mi ha colpito perché da troppo tempo non vedevo quell’entusiasmo e quella speranza. Sono i volti di coloro che si muovono per passione politica, che credono in un progetto e, in questo caso, in un’idea di città. Non conosco Doria e non sono in grado di esprimere una valutazione su come ha lavorato il sindaco Marta Vincenzi, né sulle ragioni che hanno portato la Pinotti a competere contro di lei nelle primarie, ma è innegabile quanto i risultati ci hanno consegnato: la città non ha creduto in loro, e forse ha diffidato del Pd, o quantomeno di un Pd così rappresentato.

Può darsi che la mia analisi sia frettolosa, ma non posso fare a meno di pensare che il Pd ha messo in scena prima di tutto le sue divisioni, mentre Doria ha generato entusiasmo e forse anche per questo, oltre ai suoi sicuri meriti e alle sue qualità, ha vinto.

Se è così, le domande cominciano a sommarsi, almeno per quanto mi riguarda.

Parto dalla prima: io sono convinta che le primarie siano uno strumento importante per aprirsi, per misurare consenso, per offrire opportunità di scelta, ma questo non ci esime da un lavoro permanente di relazione con gli elettori e con i cittadini. Se scopriamo, con i risultati delle primarie, che non c’è sintonia tra i candidati Pd e l’elettorato, il problema non è solo dei candidati sconfitti ma del Pd intero, della sua capacità di essere in sintonia con i cittadini.

La seconda: il livello, oramai impressionante, della sfiducia dei cittadini verso i partiti ci mostra la stanchezza verso un’immagine (e forse una sostanza?) delle forze politiche e dei loro rappresentanti, molto concentrati nei ragionamenti su assetti e alleanze, e troppo poco presi dal perseguimento di obiettivi di cambiamento e di costruzione di nuove risposte ai problemi. È vero o è una percezione sbagliata?

La terza: è possibile che proviamo ad affrontare il tema degenerazione correntizia senza che questo venga percepito come una “aggressione al pluralismo”? Io ritengo che troppo spesso prevalga l’immagine delle nostre differenze sulle ragioni del nostro essere una comunità, un soggetto che è nato per cambiare l’Italia. E questo è un problema che ci riguarda tutti, nessuno escluso. C’è molto da lavorare, ma o lo si fa o si muore, ed io credo che il tempo non sia molto.

Bersani si sta impegnando, e insieme a Franceschini sta accelerando relazioni e confronti sulla riforma elettorale, sulle riforme istituzionali e sulla trasparenza nel finanziamento dei partiti. Ma questo impegno non può limitarsi a operazioni di vertice. Si tratta di capire, adesso, come un partito che vuole cambiare il Paese e la politica possa rinnovare la sua relazione con l’opinione pubblica, le forme e i luoghi della partecipazione dei suoi aderenti. Ma si tratta anche di spiegare come si finanzia e come vive un partito, come torna a produrre cultura politica oggi, individuando la sua idea di “Mondo dopo la destra”, riprendendo il titolo di un bel seminario organizzato a Roma nei giorni scorsi. Possiamo farlo, abbiamo le risorse, ma rischiamo di annegare dentro a distinguo qualche volta davvero poco appassionanti, come la pseudo distinzione tra socialdemocratici e liberaldemocratici (in merito vi segnalo la bella riflessione di Alfredo Reichlin).

In Toscana si sta aprendo il percorso che ci porterà alla conferenza programmatica e, quindi, a un aggiornamento di programmi, idee, visioni del mondo e del quotidiano. Facciamolo nel modo più aperto e innovativo. Facciamolo senza steccati.

A Monti spetta il compito di guidare il Paese fuori dal baratro, ai partiti quello di lavorare per l’oggi e per il dopo: generare cultura politica e progetti di cambiamento, lavorare per realizzarli, appassionare, essere la comunità di tanti, delle idee e dei valori.

Susanna Cenni

 

MOZIONE “18 Anni in Comune”

Inserito da casoledelsa il 24 Febbraio 2012

Pubblichiamo la mozione presentata dal Gruppo Consiliare Centrosinistra per Casole, durante i lavori del Consiglio Comunale del 20.2.2012; 

       

                               Al Sindaco di Casole d’Elsa

                                                                       Sig. Piero PII  

 

Oggetto:Mozione “18 ANNI IN COMUNE”

Premesso:

- che sulla scia delle positive iniziative già avviate da diversi Comuni italiani, l’ANCI sta

organizzando in collaborazione con Save the Children e Rete G2 – Seconde Generazioni,

una Campagna informativa sull’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei

ragazzi neo maggiorenni di origine straniera.

- che con la Campagna “18 ANNI IN COMUNE”, si chiede ai Sindaci italiani di informare

i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri del loro diritto di acquisire la cittadinanza,

entro un anno dal compimento della maggiore età. L’acquisto della cittadinanza e con

essa della completa titolarità di diritti e doveri costituisce un passaggio chiave nel

percorso verso la piena integrazione. Ciò vale in particolare per i ragazzi nati e cresciuti

in Italia, nostri concittadini di fatto ma non di diritto.-

- che anche il Partito Democratico di Casole d’Elsa ha partecipato alla raccolta di firme denominata l’Italia Sono anch’io, per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai cittadini stranieri;

che anche il Comune di Casole d’Elsa ha aderito all’iniziativa…

                     

ll Gruppo Consiliare “Centrosinistra per Casole” chiede pertanto:

al Sig. Sindaco di Casole d’Elsa e al  Consiglio Comunale 

 

di aderire alla Campagna “18 anni in Comune”

 

 

Capogruppo

                                                                                   Centrosinistra per Casole d’Elsa

                                                                                       (Claudio  Cavicchioli)

                                                                                                  

Casole lì 13/02/2012

 

LAVORO, OGGI RIPRENDONO GLI INCONTRI. TRATTATIVA IN SALITA.

Inserito da casoledelsa il 24 Febbraio 2012

    NON CI SONO I SOLDI PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI E SI RISCHIA DI ABBASSARE QUELLO CHE C’E’. GLI IMPRENDITORI NON VOGLIONO CHE IL LAVORO PRECARIO COSTI DI PIU’. E IN MOLTI, A COMINCIARE DAL PDL, LAVORANO PER FAR SALTARE L’ACCORDO. LE DICHIARAZIONI DI FORNERO E BERSANI GONFIATE PER SCENEGGIARE LO SCONTRO.
    Riprende oggi il confronto tra il governo, i sindacati e gli imprenditori sull’occupazione, la precarietà, il mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali. La trattativa è tutta in salita e l’articolo 18, sul quale i giornali costruiscono oggi pagine su pagine, su questa difficoltà c’entra poco o nulla. I problemi riguardano: la riforma della cassa integrazione guadagni straordinaria e in deroga, tema sul quale Confindustria, piccole imprese e sindacati sono preoccupati per le proposte del ministro Elsa Fornero; l’assenza di risorse aggiuntive per la riforma degli ammortizzatori sociali che quindi non si capisce come verrebbe fatta; la cancellazione di varie forme di precarietà in entrata che commercianti e artigiani temono porti ad un aumento dei costi; ovviamente la manutenzione dell’articolo 18. Tutti d’accordo invece sul tema del contratto di apprendistato come forma prevalente di ingresso al lavoro.

 

Da La Repubblica. “Sulla cancellazione della Cigs il no di lavoratori e imprese: il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha proposto una radicale riforma degli attuali ammortizzatori sociali che entrerebbe in vigore solo tra diciotto mesi, quando, prevedibilmente, gli effetti peggiori della nuova recessione saranno alle spalle. Due i pilastri: una cassa integrazione per sostenere il reddito dei lavoratori di aziende temporaneamente in crisi e un sussidio di disoccupazione che scatterebbe nel momento in cui cessa il rapporto con l`azienda. In particolare il ministro ha proposto di «superare» la cassa integrazione straordinaria, quella alla quale si ricorre oggi per affrontare i processi di riorganizzazione strutturale dell`impresa. Una scelta che non hanno condiviso né i sindacati né le associazioni imprenditoriali proprio perché temono di non avere più strumenti adatti per affrontare crisi aziendali non congiunturali. In più il governo immagina di abolire l`indennità di mobilità che, insieme alla cassa straordinaria, ha permesso di gestire con scivoli molto generosi verso la pensione, ristrutturazioni pesanti come quelle dell`Alitalia (sette anni di ammortizzatori sociali) o dell`Alenia (nove anni tra cigs e indennità di mobilità)”.

Da La Repubblica. “Non ci saranno fondi aggiuntivi e anche i piccoli dovranno pagare: per la riforma degli ammortizzatori sociali non ci saranno significative risorse aggiuntive. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha parlato di «rimodulazione» di quelle attuali. E questo ha fatto scattare l`allarme sia sul fronte imprenditoriale, sia su quello sindacale. Questi ultimi temono che per potere estendere a tutti i lavoratori la cassa integrazione e il sussidio di disoccupazione (nel sistema attuale un lavoratore su cinque non è coperto) si riducano le tutele dei lavoratori protetti e si introducano sostegni insufficienti per chi ha un contratto flessibile. Ma sul tema delle risorse sono

preoccupatissime le imprese. I “piccoli” (artigiani e commercianti) hanno capito che l`introduzione di un sistema dì ammortizzatori universale, comporterà anche la loro contribuzione, cosa che finora non avevano sostanzialmente fatto. Proprio per fronteggiare la crisi dei “piccoli” il precedente governo aveva introdotto la cosiddetta cassa integrazione in deroga, finanziata con risorse pubbliche, statali e regionali. Ma anche la Confindustria teme un aggravio di costi a meno che non le siano restituiti i finanziamenti per la cigs”.

Da la Repubblica. “Articolo 18, la proposta non c`è ancora, spaccato il fronte imprenditoriale: non c`è ancora una proposta del governo sull`articolo 18 e non è ancora chiaro come si muoverà per rispondere alla richiesta della Bce di modificare le regole sui licenziamenti. Ma anche ieri il ministro del Lavoro, Elsa Foriero, ha ribadito che il capitolo sarà aperto per ultimo. Sull`articolo 18 non ci sono punti di contatto tra i sindacati e le imprese, mentre ci sono divisioni profonde su entrambi i fronti. La Confindustria è l`unica che punta davvero a limitare l`area di intervento dell`articolo 18 (reintegrazione in caso di licenziamento senza giusta causa) ai soli casi di licenziamento discriminatorio. Ma le piccole imprese che hanno meno di quindici dipendenti e dove quindi non si applica l`articolo 18, non hanno alcuna intenzione di aprire uno scontro sociale su questo. Tra i sindacati, la Cgil considera intangibile l`articolo 18 e propone di rendere più veloci le cause giudiziarie sui licenziamenti. Cisl e Uil si sono dette disposte da una parte a prevedere il risarcimento al posto del reintegro nel caso di licenziamenti individuali per motivi economici e, dall`altra, a riscrivere le fattispecie sulla giusta causa”.

Da La Repubblica. “Più cari i contratti a tempo, contrarie le aziende minori: contratti di lavoro flessibili più costosi: l`impostazione è stata apprezzata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Un primo passo concreto, secondo i sindacati, per uscire dalla precarietà. L`idea del ministro del Lavoro è di prevedere una aggravio di contributi sui contratti a tempo determinato (oltre il 70 per cento delle assunzioni avviene in questo modo) e poi uno sgravio di identico importo nel caso di stabilizzazione del rapporto di lavoro. Insomma una specie di meccanismo malus-bonus. Confindustria non ha dato un giudizio, riservandosi di farlo solo quando al tavolo ci sarà anche la flessibilità in uscita. Insomma: scambio tra minore flessibilità in entrata, con maggiore flessibilità in uscita. Ma anche su questo le piccole imprese non sono d`accordo perché mentre non hanno il problema dell`articolo 18, utilizzano molto più di quanto facciano le imprese industriali i contratti atipici. Su un punto, tuttavia, si è trovato un accordo tra tutti: quello di fare del contratto di apprendistato, che gode di una serie di sgravi fiscali e contributivi, il veicolo standard per l`ingresso dei lavoratori nel mercato del lavoro”.

Da Il Sole 24 Ore. “L`idea dì un contratto di apprendistato da utilizzare come canale unico di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro trova praticamente d`accordo tutte le parti sedute al tavolo: sindacati, Governo e imprese. Il contratto di apprendistato prevede benefici contributivi e la possibilità di inquadrare il dipendente due livelli al di sotto dell`inquadramento a lui effettivamente spettante. Ma vantaggi sono previsti anche per le aziende. A favore dell`impresa che decide dì stabilizzare il lavoratore alla fine del periodo”.

Da Il Sole 24 Ore. “Sul tavolo c`è anche la necessità di intervenire sull`eccessiva durata del contenzioso relativo alle cause di lavoro. Che in alcuni fori arriva a

superare i sei anni. A danno del lavoratore. Ma anche dell`impresa che, in caso di sconfitta, si trova a pagare un costo aggiuntivo. Di qui la convergenza di aziende e sindacati a intervenire per rendere certi i tempi processuali. Tra le proposte in discussione si è parlato della possibilità di creare una sorta di corsia preferenziale, con un richiamo alle procedure dell`articolo 700 del codice di procedura civile sui provvedimenti d`urgenza”.

Dalle agenzie di stampa. Il ministro Fornero: (DIRE) Roma, 22 feb. - “Non ho sentito altolà secchi”. Così il ministro del Lavoro Elsa Fornero, in collegamento con la Camera durante la presentazione del volume “Giovani senza futuro?” commenta le parole di ieri del leader del Pd, Pier Luigi Bersani. “Ho incontrato più volte- riferisce- esponenti del Pd: ho detto che onestà intellettuale le linee lungo le quali il governo sente il dovere di muoversi”, e, sottolinea, “non sono cose che inventiamo” ma “cose di cui discutiamo da tanto tempo. Posso capire- prosegue Fornero- che alcune forze politiche possano avere una sensibilità maggiore, per il radicamento di convinzioni, ma non credo ci siano aut aut e credo che anche il Pd sia disponibile a sostenere una buona riforma per la quale sto lavorando”. Se tra le parti sociali, impegnate al tavolo con l’esecutivo, dovesse emergere una riforma “non buona, allora il governo si assumerà la responsabilità di andare avanti” quindi anche senza l’accordo con le parti “e il Parlamento si assumerà la responsabilità di dire se appoggia il governo o no”.

Bersani. (DIRE) Roma, 22 feb. - “Dice bene il ministro Fornero: il Partito Democratico appoggerà una buona riforma. Naturalmente la valuteremo confrontandola con le nostre proposte. Quel che ci vuole è un buon accordo perché i mesi difficili che abbiamo davanti devono essere affrontati con il cambiamento, con l’innovazione e con la coesione sociale.” Lo afferma in una nota il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani.

Bonanni (Cisl). (AGI) - Roma, 22 feb. - “Consiglierei al ministro molta cautela perché al posto della riforma potrà verificarsi una controriforma”. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, commenta così a Montecitorio le dichiarazioni di Elsa Fornero sull’intenzione del Governo di andare avanti con la riforma del Lavoro. “Quando ci sono in ballo situazioni così delicate, prescindere dalle parti sociali e anche dal Parlamento, può configurare una situazione imbarazzante”. Il Paese, ha aggiunto, “si trova nel pieno della crisi e la gente è molto attenta a come saranno rielaborati gli ammortizzatori, a come si daranno sostegni ai lavoratori in difficoltà e a come ci si occupa della crescita. Mi pare che della crescita non si stia occupando nessuno”. Il segretario generale della Cisl ha confermato infine che il suo sindacato “non si schioderà dal tavolo e non lascerà il Governo decidere da solo. Dopo la vicenda delle pensioni, non permetteremo che si ripeta la stessa storia sul mercato del lavoro”.

 

QUESTIONARIO PD. E’ INIZIATA LA CONSEGNA DELLE COPIE

Inserito da casoledelsa il 22 Febbraio 2012

Parte la campagna di distribuzione dei questionario del PD  alle famiglie Casolesi.

Come già anticipato il questionario è la prima tappa di un progetto più ampio che porterermo avanti attraverso un gruppo di lavoro ad hoc sulla comunicazione.

Il nostro obiettivo , infatti, è quello di accogliere, non solo  le problematiche  ed i disservizi che ci  verranno segnalati, ma anche e sopattutto idee nuove, proposte e progetti concreti per migliorarci e cercare di migliorare l’intera comunità.

Compilare il questionario è molto semplice, come potrete vedere qui di seguito, è composto di 10 domande alcune con risposta aperta altre a crocetta che spaziano da temi importanti quali le opere pubbliche che si vorrebbero veder realizzate, a importanti tematiche della vita quotidiana, alle questioni sociali, politiche ed economiche, fino a concludere richiedendo un’opinione sul Pd di Casole e sul Gruppo Consilare, perchè siamo certi che è anche mettendosi in discussione che si può crescere.

Il questionario dovrà essere riconsegnato negli appositi contenitori che sono stati posizionati nel territorio Comunale :

-Casole: Fuori dalla sede del PD, Via Casolani

-Pievescola: All’ingresso del Centro Polivalente

-Mensano: Presso il Circolo

-Monteguidi: Presso il Circolo

-Cavallano: Presso il Circolo

Entro il 18 Marzo.

Il questionario, copiando e incollando la copia sotto riportata, potrà essere inviato anche via mail all’indirizzo casole@pdcasoledelsa.net

 

Grazie anticipatamente a tutti coloro che collaboreranno.

 

 

Copia Questionario

 

      QUESTIONARIO  

Carissima/o,

al fine di cercare di migliorare insieme il nostro Comune ricercandone le esigenze ed i disservizi nonché discutere sull’operato del nostro partito

 

Ti chiediamo gentilmente di compilarlo in tutte le sue parti inserendo una X al posto delle caselline, quando si tratta di domande con risposte predefinite, o di scrivere in stampatello, ogni volta che trovi i puntini di sospensione.

 

 

1.Nome e Cognome (facoltativo)…………………………………………………………………………

 

 

2. Qual è il luogo della tua residenza? ………………………………………………………………….

 

3. Da quanto tempo risiede nel comune di residenza? | __ | __ |  anni

 

4. In quale settore Lei lavora (o lavorava se pensionato, disoccupato, in cassa integrazione o in congedo)?

1 Agricoltura, pesca

2 Industria, artigianato

3 Commercio, turismo e altri servizi privati

4 Pubblica amministrazione e servizi pubblici

5 Altro (specificare):…………………………………………………………………………………………………………..

 

 

5. Quali  sono i tre interventi più importanti che vorrebbe vedere realizzati a Casole D’Elsa?

 

1°………………………………………………………………………………………

2°………………………………………………………………………………………

3°………………………………………………………………………………………

6. Quali sono i tre interventi più importanti che vorrebbe vedere realizzati nel quartiere/frazione dove abita?

 

1°………………………………………………………………………………………

2°………………………………………………………………………………………

3°………………………………………………………………………………………

 

7. Indichi il suo grado di soddisfazione rispetto alle seguenti tematiche:

 

Per niente soddisfatto

Poco soddisfatto

Abbastanza soddisfatto

Molto soddisfatto

Qualità della vita a Casole D’Elsa

1

2

3

4

Pulizia strade e marciapiedi-Gestione Raccolta rifiuti

1

2

3

4

Attenzione ai giovani

1

2

3

4

Qualità dei servizi per la cultura e tempo libero

1

2

3

4

Reperibilità dei parcheggi-Gestione del Traffico

1

2

3

4

Trasporto locale

1

2

3

4

Diffusione degli esercizi commerciali

1

2

3

4

Governo del territorio e tutela del paesaggio

1

2

3

4

Servizi scolastici

1

2

3

4

Qualità prestazioni svolte dal Distretto sociale di zona

1

2

3

4

Adeguatezza degli spazi gioco per bambini

1

2

3

4

Politiche della Valdelsa

1

2

3

4

 

 

8. Di seguito trova elencati una serie di questioni e temi sociali, politici, economici. Secondo Lei, ciascuno di questi temi quanto è importante per l’Italia?

 

 

Non è veramente un problema

È un problema secondario

È un problema abbastanza importante

È un problema molto importante

1. La disoccupazione

1

2

3

4

2. La sanità

1

2

3

4

3. La criminalità

1

2

3

4

4. La giustizia

1

2

3

4

5. Le tasse

1

2

3

4

6. L’evasione fiscale

1

2

3

4

7. La scuola

1

2

3

4

8. L’immigrazione straniera

1

2

3

4

9. La riforma federale dell’Italia

1

2

3

4

10. L’inefficienza della pubblica amministrazione

1

2

3

4

11. L’inquinamento dell’ambiente

1

2

3

4

12. L’arretratezza economica del Mezzogiorno

1

2

3

4

13. La posizione del nostro paese in Europa

1

2

3

4

14. L’inflazione

1

2

3

4

15. La corruzione politica

1

2

3

4

16. Il pluralismo dell’informazione

1

2

3

4

17. La crisi finanziaria internazionale

1

2

3

4

18. I costi della politica

1

2

3

4

19. La crisi democratica del Paese

1

2

3

4

 

 

9. Lei è iscritto (o è stato iscritto) a un partito politico?

1 No

2 No, ma lo sono stato. Il mio partito era (specificare)……………..………….

2 Sì, attualmente sono iscritto a (specificare)……………..………….

 

10. Cosa vorresti dire all’unione comunale del PD di Casole?

 

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

11. cosa vorresti dire al Gruppo Consliare Centrosinistra per Casole?

………………………………………………………………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

 

 

 

GRAZIE!

 

 

INTERROGAZIONE DEL CENTROSINISTRA PER CASOLE SU EVASIONE FISCALE

Inserito da casoledelsa il 22 Febbraio 2012

 

Al Sindaco di Casole d’Elsa Piero Pii

Interrogazione scritta con risposta scritta

CONSIDERATO

che a seguito dell’accordo tra il Governo e l’Agenzia delle Entrate, i Sindaci potranno segnalare i nomi e i cognomi dei possibili evasori fiscali

RITENIAMO

che con l’adesione a tale progetto l’Amministrazione di Casole d’Elsa lancerebbe un forte segnale sul rispetto delle regole e la serietà nei comportamenti.
Certi che l’attività di lotta all’evasione fiscale sia un obbiettivo generale da perseguire come politica di raggiungimento dell’equità fiscale da garantire ai cittadini, e che soprattutto in questa fase di grande difficoltà è importante non attingere risorse sempre dalle stesse persone
POSTO

che esso potrebbe rappresentare anche una chance economica per fare più cose nella nostra comunità considerando che nei primi 3 anni l’intero ricavato e dopo il 50% delle somme ricavate verranno incassate dall’Amministrazioni

POSTO
oltre, all’importanza morale e ed economica di adesione a tale disegno, che a Casole si porrebbe anche in continuità alla convenzione che, a seguito di una interrogazione proposta dal CentroSinistra per Casole in data 18/01/2010, fu stipulata con la Guardia di Finanza di Siena

CHIEDIAMO
a questa Amministrazione se abbia intenzione di creare un’unità di progetto interno dedicata alla lotta dell’evasione fiscale.

Casole d’Elsa, 20 Febbraio 2012                            Claudio Cavicchioli
                                                                            CentroSinistra per Casole

 

Afghanistan: “Profondo cordoglio per la morte dei militari italiani”

Inserito da casoledelsa il 21 Febbraio 2012

Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea Nazionale Partito Democratico ha espresso “il più sentito e sincero cordoglio, anche a nome dell’Assemblea nazionale del PD alle famiglie e alle forze armate, per la morte dei nostri tre militari che hanno perso la vita in un incidente quest’oggi in Afghanistan. E’ un giorno triste per l’Italia - ha dichiarato - che paga un nuovo pesante tributo di giovani vite per la pacificazione e la ricostruzione dell’Afghanistan.

Il Vice presidente del Senato Vannino Chiti, appresa la notizia dell’incidente automobilistico avvenuto nei pressi della località Shindand, ha voluto manifestare “la propria solidarietà alle forze armate impegnate da lungo tempo nella ricostruzione del Paese e nell’aiuto alle popolazioni civili. Sono un esempio per ognuno di noi e pagano, come in questa occasione, un prezzo altissimo”.

 

Sicurezza stradale, nuovo bando da 6 milioni

Inserito da casoledelsa il 17 Febbraio 2012

Firenze — Quasi 6 milioni di euro per migliorare la sicurezza della rete stradale in Toscana. A metterli a disposizione di Province e Comuni è la Regione, con un bando pubblicato sul Burt lo scorso 25 gennaio. Le risorse ammontano a 5.840.395 euro, che saranno assegnati agli enti locali che ne faranno richiesta presentando progetti per migliorare la sicurezza stradale e la vivibilità dei centri abitati.

La Regione si impegna a finanziare il 40% del valore degli interventi che saranno proposti, fino ad un massimo di 200.000 euro. “In questo modo — spiega l’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao – prevediamo di dare il via a circa 35-40 cantieri, attivando sul territorio regionale investimenti per almeno 15 milioni di euro”.

“Questo non è un periodo facile per le amministrazioni — continua l’assessore — le risorse pubbliche scarseggiano, ma la sicurezza stradale è una delle nostre priorità e vogliamo intervenire concretamente. Grazie alle risorse che abbimo attivato i comuni o le province potranno realizzare opere magari piccole, ma di grande importanza per i cittadini, come marciapiedi, attraversamenti pedonali, punti luce, isole spartitraffico, asfalto drenante, miglioramenti della segnaletica. Si tratta di interventi facilmente cantierabili che potranno concretamente migliorare la sicurezza e la vivibilità dei centri urbani e attivare lavoro sul terriotorio.”

Come comunicato dalla Regione Toscana agli enti locali interessati, il bando scadrà il prossimo 10 maggio. I progetti presentati entro quella data saranno valutati da una commissione che stilerà una graduatoria in base alla quale saranno distribuite le risorse disponibili.

“Quando parliamo di sicurezza stradale — continua Ceccobao — parliamo anzitutto della necessità di tutelare la salute di chi è al volante, dei passeggeri e di tutti coloro che si trovano lungo le strade. E’ un argomento quanto mai attuale e importante ed è per questo che, nonostante la crisi, non possiamo abbassare la guardia. Il nostro obiettivo è ridurre gli incidenti stradali almeno del 50%. So che è un traguardo ambizioso ma lavoreremo per raggiungerlo”.

Nella primavera scorsa la Regione Toscana aveva messo a disposizione altri 4 milioni di euro per opere di sicirezza stradale. Dunque nell’arco di dodici mesi l’amministrazione regionale ha investito 10 milioni, che andranno a generare quasi 30 milioni di euro per la realizzazione di circa 80 interventi su tutto il territorio toscano.

 

 

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oppure direttamente a:
Claudio Cavicchioli

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