Il voto di ieri alla Camera dei Deputati dimostra alcune cose. La prima: la Lega Nord pura e dura è una commedia. La sostanza della Lega di Bossi e del gruppo dirigente che lo attornia ormai è il potere per il potere. A qualsiasi costo. Con qualsiasi compromesso. Per questo ieri la Lega Nord ha votato per la salvezza di Nicola Cosentino, plenipotenziario del Pdl in Campania e accusato dalla magistratura di essere il referente nazionale del Clan dei Casalesi. L’ex ministro Roberto Maroni ha votato sì all’arresto, ma è stato sconfitto.
Pld e Lega Nord, più i radicali, ieri hanno dunque salvato Cosentino. Il Pd, l’Idv e il Terzo polo hanno votato a favore delle richieste della magistratura. E bisogna rivendicarlo, lottando contro l’onda dell’antipolitica che punta a coinvolge tutti. Basta leggere i commenti di oggi su diversi quotidiani: la politica si chiude nel bunker, la politica fa scandalo e così via.
Ma c’è anche un altro dato rilevate, che non va sottovalutato e che forse l’intervento del governo di Mario Monti, l’importanza della manovra varata e di quella ancora da fare avevano fatto scivolare un po’ troppo in secondo piano nella coscienza di molti: la destra non è scomparsa. Ieri ha battuto un colpo forte. La destra è in campo. Ha subito un rovescio, ma è in campo. Berlusconi e Bossi hanno trovato l’accordo su uno scambio che dice: salviamo Cosentino e tentiamo di far saltare Monti subito. Un progetto irresponsabile, mentre l’Italia sta lentissimamente allontanandosi dal baratro dove proprio il governo di Bossi e Berlusconi l’aveva condotta. Un progetto, basato sul fatto che se Bossi e Berlusconi restano troppo lontani dal potere saranno messi da parte dal loro stesso schieramento e sulla volontà di votare con la legge elettorale attuale, il porcellum, per tentare di essere ancora loro a nominare i deputati in Parlamento.
La battaglia è in corso. Bisogna condurla con determinazione. Bisogna batterli. Lo abbiamo già fatto e lo rifaremo, in modo che dopo la transizione e l’emergenza si possa avviare la ricostruzione civile, sociale ed economia dell’Italia secondo il progetto che il Pd propone al paese. Se ne parlerà nell’assemblea nazionale del partito convocata a Roma per il 20 e il 21 gennaio.