La Regione finanzia il trasporto pubblico locale per i primi sei mesi del 2012

Inserito da casoledelsa il 31 Gennaio 2012

FIRENZE - La Regione Toscana garantirà il regolare funzionamento del trasporto pubblico locale per i primi sei mesi del 2012. Lo stanziamento di circa la metà delle risorse necessarie per l’anno in corso, deliberato dalla giunta regionale nella sua ultima seduta, oltre 96 milioni di euro, conferma l’impegno della Regione di rendere disponibile su base annua una cifra complessiva di circa 200 milioni con l’obiettivo di fondo di dare certezza a cittadini e enti locali sul servizio. Il tutto in un anno che sarà di passaggio in vista dell’entrata in vigore della riforma del settore, prevista dal 2013.”Con questo provvedimento - è il commento dell’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao - diamo concretezza all’impegno di recuperare sul bilancio regionale una cifra di 200 milioni per il 2012, riuscendo in questo modo a limitare al massimo (circa il 2%) la diminuzione di risorse dovute ai tagli del governo Berlusconi, tagli solo parzialmente reintegrati dall’esecutivo attuale, tanto che continuano a mancare 400 milioni al sistema del trasporto pubblico”.

“La Regione Toscana garantisce la continuità del servizio - continua l’assessore Ceccobao -, mentre continua il lavoro con gli enti locali per portare a compimento la riforma necessaria del trasporto pubblico locale. La Toscana è infatti la prima regione in Italia ad aver avviato una riforma del trasporto pubblico locale che punta ad una gara unica, una nuova rete dei servizi ottimizzati e adeguati alle esigenze dei territori. Una gara unica su base regionale invece delle 14 attuali, favorirà l’integrazione tra i servizi, renderà maggiormente sostenibile il settore attraverso l’adozione dei costi e dei ricavi standard, aumenterà l’efficienza. Permetterà insomma di rilanciare ulteriormente il trasporto pubblico locale di fronte ad uno scenario di minori risorse. Questo percorso, che dovrà portare già nel 2013 all’aggiudicazione dei servizi su tutta la regione, vede nel il finanziamento stabilito dalla giunta per il 2012 una premessa indispensabile”

Concluse le conferenze provinciali nell’anno 2011, nelle prossime settimane si riunirà la conferenza regionale per mettere assieme le proposte provenienti dai territori ed arrivare a formulare il bando di gara che conterrà la rete dei servizi del trasporto pubblico locale toscano dei prossimi anni.

Massimo Orlandi

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Documento Assemblea Comunale PD Casole D’Elsa

Inserito da casoledelsa il 30 Gennaio 2012

Anche a Casole, come più volte abbiamo detto,  non mancano i problemi reali con cui la persone si scontrano quotidianamente.

Infatti, non mancano famiglie con lavoratori cassaintegrati, figli disoccupati e chi ha ormai deciso di cessare la propria attività non avendo più la possibilità di andare avanti.

Come altrove, anche intorno al territorio casolese ruota una realtà desolante : nel Piano di Casole ci sono fabbriche ormai vuote da anni, senza interessamenti da parte di nessuno, che hanno vissuto solamente  prematuri annunci occupazionali.

Il Consorzio Agrario così utile ai piccoli coltivatori della zona, ma anche ai singoli cittadini, è chiuso per la parte agraria creando non poche difficoltà, e anche le piccole attività hanno enormi difficoltà a rimanere aperte.

Il tutto sotto gli occhi di una Amministarzione che, nonostante la propaganda, in realtà sembra non essere capace di intraprendere reali politiche che tutelino i piccoli artigiani i commercianti, ma anche i singoli cittadini.

Informiamo, proprio in merito agli strumenti di sostegno alle imprese di un Bando Provinciale che mette a disposizione 1 milione e 840mila euro, grazie alle risorse stanziate dal Fondo sociale Europeo per la programmazione 2007-2013 e che si rivolge a diversi settori produttivi, quali agricoltura, commercio, turismo, manifatturiero, edilizia, servizi e cultura, offrendo l’opportunità di sviluppare corsi e iniziative di formazione che abbiano l’obiettivo di far acquisire qualifiche o specializzazioni professionali delle proprie competenze.

Importante strumento per investire nella formazione professionale, con un’attenzione particolare a disoccupati, cassintegrati e occupati, sia diplomati che laureati.

Il Pd  di Casole d’Elsa ritiene che sia fondamentale un rilancio socio-economico, partendo dall’analisi imprescindibile che le “piccole botteghe” ,soprattutto quelle nei centri abitati, sono utili alla maggior parte della popolazione , soprattutto  a quella anziana che ha difficoltà per potersi spostare.

Ecco perchè, oggi più che mai, sono  indispensabili politiche per la valorizzazione dei centri storici, con l’obiettivo così di un ripopolamento e di una ristrutturazione delle unità immobiliari presenti oltre alla necessaria rivitalizzazione e ricostruzione di una coesione sociale.

Sarebbe buona cosa, per esempio, mettere in luce e promuovere l’ecosostenibilità sia per le nuova edilizia che per la riqualificazione dei centri storici.

Per quanto riguarda invece, la riqualificazione energetica è utile ricordare che la Camera dei Deputati, lo scorso giugno, ha approvato con i voti favorevoli anche del PD , la proposta di legge che istituisce il “Sistema casa qualità”; il disegno prevede che il rispetto dei requisiti definiti (risparmio energetico,sistemi di insonorizzazione,  vicinanza ai trasporti pubblici …) consenta di fruire di incentivi e agevolazioni che dovranno essere decisi e finanziati da Enti locali e Regione.

A breve poi, nel nostro Comune sarà la volta anche della soppressione del Postalino.

Il Postalino, nacque come progetto sperimentale della precedente Amministrazione.

Forse l’utilizzo da parte della popolazione non era sufficiente a coprirne i costi effettivi del servizio, ma è utile tenere a mente che era un servizio importante per alcune persone che ne usufruivano per raggiungere il centro del paese  e per poter svolgere le commissioni.

Il Pd infatti, a riguardo, ritiene che sarebbe auspicabile un ulteriore confronto nelle frazioni e nei luoghi da cui era servito, coadiuvato se neccesario dai Consigli di Frazione, per tentare un rilancio del servizio o stabilire in base alle reali esigenze dei fruitori un servizio alternativo.

Fondamentale è per il PD di Casole che i risparmi ottenuti dalla soppressione o dalla sostituzione del servizo vengano interamente riversati al servizio dei cittadini nel settore sociale (es. Borse di studio per l’acquisto dei libri per i bambini, agevolazioni per il canone di locazione alle famiglie in difficoltà).

Certamente il periodo che stiamo vivendo è difficile per tutti,ma è evidente che un’attenzione particolare debba essere rivolta verso i ceti più deboli, perchè più di tutti scontano le difficoltà di questa crisi e quindi più di tutti hanno la necessità di essere tutelati, ed è proprio da questa, se pur amara, constatazione , che che il Pd è convinto  si dovrebbe far partire gran parte delle scelte e delle decisioni politiche ed amministrative .

       PD CASOLE D’ELSA

 

 

Documento approvato dall’Assemblea Comunale del PD di Casole D’Elsa-26 Gennaio 2012

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La politica delle due scarpe…….

Inserito da casoledelsa il 29 Gennaio 2012

Capisco che aver rinnegato il Partito rappresentato per tanti anni sia in Consiglio Comunale a Casole che in Regione Toscana  per abbracciare il “verbo delle Liste Civiche”, sia per il Sig. Pii  uno sforzo degno del miglior Pietro Gross. Bisogna solo stare attenti a non inforcare un paletto per non perdere la gara.

E’ come quella fabbrica nel Piano di Casole  che c’è ma non c’è. O come quella apertura di una  Villa-Albergo  a Casole che non c’è, ma non ve lo dico.  O come, all’indomani delle elezioni Amministrative, quando dichiarava “Alla provincia ho votato Bezzini (PD)” salvo poi attaccare sistematicamente il PD e la sua politica.

Ricordo in uno degli ultimi Consigli Comunali quando il Consigliere di maggioranza  Sig.ra Basile concluse un suo intervento rivolgendosi al Consigliere Angioletti proferendo la parola “COERENZA”.  

 

Dalla stampa di giovedì 27 Gennaio:

 Un Appello dei primi cittadini della provincia per riflettere sui nuovi assetti istituzionali e sulle reali esigenze delle comunità locali. “Il Paese ha bisogno di una seria riforma istituzionale delle autonomie, ma il ruolo di coordinamento territoriale delle Province, che tengono storicamente insieme le municipalità piccole con i capoluoghi e le regioni, rappresenta una grande conquista costituzionale che ha almeno la dignità di essere discussa, anche in un’ottica della riduzione della spesa pubblica”.
E’ questo uno dei passaggi più significativi dell’appello lanciato all’unanimità dai trentasei sindaci dei Comuni della provincia di Siena all’Anci. I primi cittadini chiedono all’Associazione la verifica dell’effettivo scenario che aspetta le comunità locali senza le Province e di assumere iniziative dirette a correggere l’iter della riforma in atto, prevista dal governo Monti. (…)

Firmato I sindaci dei 36 Comuni della provincia di Siena: Lorenzo Avanzati (Abbadia San Salvatore); Roberto Pianigiani (Asciano); Marco Mariotti (Buonconvento); Piero Pii (Casole d’Elsa); (..)

 

Sempre sullo stesso argomento si legge sul www.federazione-civica.com :

Federazione Civica scrive al Premier Monti << Si ai Comuni, no alle Province>>

<< Si ai Comuni, no alle Province>> inizia così la lettera che la Federazione Civica (di cui fanno parte oltre 50 Liste Civiche) ha scritto al Presidente Monti ribadendo e richiamando l’attenzione sull’importante ruolo svolto dai Comuni, avallando e sollecitando invece l’abbandono delle Province.” dal coordinamento federativo, fanno sapere: ”Abbiamo apprezzato la risolutezza con la quale è stato affrontato il nodo della soppressione delle province, e auspichiamo che le pressioni della politica non riescano a vanificare quanto iniziato”. Del resto “le liste civiche nascono per rappresentare i territori comunali, le località anche minori, colpite praticamente a cadenza annuale da ogni manovra. Eppure se esiste un livello istituzionale vicino ai cittadini quello è senza dubbio quello comunale, motore primo di ogni ipotizzabile sviluppo. È assurdo accanirsi contro i Comuni, lasciando in piedi quel doppione amministrativo costituito dalla province, che sarebbero dovute sparire dalla nascita delle regioni.

Oggi le province non sono solo enti inutili: magari lo fossero. Sono enti spesso nocivi, in quanto ulteriore livello burocratico con potere di veto. Troppo vaste per rappresentare un territorio identitario, spesso finiscono per favorire alcuni comuni rispetto ad altri. Ma sopratutto, in un momento nel quale gli italiani sono chiamati con forza a fare dei sacrifici, riteniamo insopportabile, per non dire poco etico, che si lascino in vita costose strutture politiche, mentre si proceda spediti su altri punti come le pensioni.

 

29 Gennaio 2012  Bruno Melani

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 27-01-2012-INTERVENTO DEL GRUPPO CONSILIARE CENTRO SINISTRA PER CASOLE D’ELSA

Inserito da casoledelsa il 28 Gennaio 2012

Porto il saluto del Gruppo Consiliare del  Centrosinistra per Casole e del Pd  al sig. Fabio Castelnuovo della comunità ebraica di Siena in questa giornata della Memoria, che ricorda anche il tributo di molti cittadini delle  Terre di Siena, alla SHOAh. 

Anche la Comunità Ebraica Senese ha pagato il conto della  deportazione con 14 vittime.

Ancora oggi ci interroghiamo come sia potuta avvenire una simile tragedia e come sia possibile che   siano presenti  nelle società moderne, i germi e le ideologie di simili intolleranze: antisemitismo, razzismi e xenofobia.

Il Nostro Paese non può dimenticare l’antisemitismo che ha portato alle persecuzioni del popolo ebraico, dei rom , dei disabili, dei diversi in generale,degli avversari politici,  considerati “inferiori” e quindi disprezzati, perseguitati, violentati, esclusi .

Oggi più che mai, dopo i recenti episodi di Firenze che hanno colpito i due cittadini senegalesi e  di Torino contro la comunità Rom,  dobbiamo tenere vivo il ricordo 365 giorni all’anno affinchè , la solidarietà, la convivenza, l’altruismo diventino dei veri valori radicati in ognuno di noi.

Oggi più che mai, dobbiamo tenere vivo il ricordo, perchè ciò che è accaduto non ritorni mai più e perchè nessuno si dimentichi mai le sofferenze del passato di un popolo , come quello ebraico, che ha conosciuto l’esilio, la deportazione e lo sterminio.

Dobbiamo combattere ogni forma di violenza e di razzismo.

 

E’ importante quindi non abbassare la guardia su quelli che sono i valori democratici irrinunciabili della nostra Costituzione.

Più che mai queste giornate devono assumere un valore di riflessione sul progresso civile di un popolo e su come ancora oggi possiamo crescere come comunità matura e capace di integrare culture diverse.  Anche argomenti come la Shoah ,forse, vengono affrontati in maniera superficiale e non corretta, fin dalla formazione scolastica degli studenti.

Non dimentichiamo infatti che il tema della “Memoria” lo troviamo inserito nei testi scolastici solo da pochi anni.

E’ indispensabile quindi una integrazione della didattica della Memoria,  per una maggiore organicità e contestualizzazione delle vicende legate anche a quei  tragici eventi .

Troppo spesso si parla solamente di quei fatti, ma non si spiegano le ragioni profonde che le hanno generate. Non si spiegano ai ragazzi, ad esempio, i fondamenti della cultura  ed i contesti storici dei periodi in cui questa si è sviluppata.

Tutte le istituzioni devono crescere nell’affrontare questi temi,  con un approccio meno rituale o improntato solo sull’emotività delle persone.

 

In questo senso segnaliamo un progetto che va sviluppandosi a livello provinciale e che coinvolgerà tutto il mondo della scuola, a cura dell’assessore Simonetta Pellegrini, con la collaborazione e la sensibilità del corpo insegnante delle scuole della nostra Provincia.

 

Concludo dicendo che l’impegno di questa giornata:

 deve servire a coltivare la memoria intensamente, ma non in maniera retorica, depositando corone e partecipando a cerimonie ma riflettendo sulle ragioni di quegli orrori, e sulle ragioni che spinsero migliaia di uomini e donne a non piegarsi all’odio nazifascista mettendo in gioco la propria vita per fermare la barbarie che si stava compiendo in Europa.

Il giorno della memoria è fondamentale e in questi anni ha contribuito a generare in tanti giovani gli anticorpi contro il pregiudizio, a diffondere una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle diversità e anche, ci auguriamo, a stimolare la voglia di conoscere, di studiare, di approfondire la storia.

 

CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA

PD  CASOLE D’ELSA

 

 

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La “Giornata della Memoria”. Valori non in vendita.

Inserito da casoledelsa il 28 Gennaio 2012

Oggi 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria, istituito dal Parlamento italiano con la legge n.211 del 20 luglio 2000. La data è stata scelta, come ricorda la legge stessa, quale anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, in ricordo della Shoah, lo sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, per “conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

Dal Comitato Nazionale Anpi :

Se ce ne fosse ancora bisogno, CasaPound getta definitivamente la maschera. Dopo essersi ammantata di “cultura” e di “socialità”, in varie occasioni, sia pure senza successo, visto che nessuno ormai è disposto a cadere nella trappola, adesso l’esultanza per la morte del magistrato Saviotti e l’esplicitazione della speranza che a questa morte ed a quella di Bocca ne seguano altre, hanno un significato inequivocabile che va addirittura al di là dei richiami al fascismo ed al peggior populismo, avvicinandosi molto all’istigazione alla violenza. Vedrà la magistratura se esistono estremi di reato. Per noi, conta l’esecrabile fatto politico, che denunciamo come un episodio di inaudita ed inaccettabile gravità. Adesso, chi ha tollerato CasaPound, chi le ha concesso locali e sedi e ne ha favorito l’ascesa e lo sviluppo, ha solo la scelta fra una dissociazione aperta e definitiva oppure l’accettazione che diventi esplicita e pacifica la connivenza con un gruppo di questo tipo, davvero incompatibile col nostro sistema costituzionale e civile. Quanto a coloro che hanno creduto, in buona fede, nella favoletta dell’innocenza, delle inclinazioni culturali e sociali di CasaPound, è davvero tempo che aprano gli occhi, si ricredano e prendano atto di una realtà che ora è divenuta addirittura agghiacciante. Per il resto, chiediamo con fermezza che la Costituzione venga fatta rispettare dalle autorità pubbliche e vengano finalmente applicate le leggi che vietano ogni forma di incitamento all’odio e alla violenza, così come ogni tipo di apologia del fascismo e di ciò che esso ha tristemente rappresentato. Raccomandiamo alle nostre organizzazioni di vigilare, rifiutando – peraltro – qualsiasi tipo di provocazione.

 

Dall’Unità di Giovedì 26 c.m.

A Roma un signore di 83 anni, Pietro Terracina , deportato ad Auschwitz, ,che ogni giorno è pronto ad imbracciare l’arma della testimonianza contro i fascismi di ogni tempo e natura, ha deciso,  da quando è Sindaco Alemanno,  di non partecipare più ai viaggi della Memoria organizzati dal Campidoglio insieme alla comunità ebraica di Roma. A Pietro Terracina non piacciono coloro che da una parte celebrano la Resistenza  e dall’altra omaggiano chi ha combattuto dall’altra parte.

Dal Gazzettino di Parma:

I partigiani portano in Procura Casapound, il gruppo di estrema destra dei “fascisti del terzo millennio”. Le associazioni partigiane Anpi, Aned, Anpc e Alpi hanno sporto querela contro la fanzine distribuita in novembre davanti ad alcune scuole di Parma. Sul giornaletto, nella didascalia d’una foto che ritraeva un partigiano, Casapound liquidava la Resistenza come “raffiche di mitra, violenze e stupri” paragonando poi i combattenti antifascisti del ‘43-’45 ai giustizieri di Gheddafi sostenendo che “basta un’ora di viltà (…) per fare un partigiano”. La presidente provinciale Anpi, Gabriella Manelli: “Rigurgiti di fascismo da bloccare”

 

 

Un gesto, un significato!!

Stamani ho partecipato (fiero di indossare il fazzoletto dell’ANPI) a Colle Val d’Elsa alla inaugurazione delle “Stanze della Memoria”. Presenti rappresentanze di tutte le scuole del Comune. Le parole del Sindaco Brogioni, del rappresentante ANPI Colle sig. Corsi e del rappresentante la Comunità ebraica di Colle sono state toccanti e piene di significato per i giovani alunni ricordando anche a Noi che ancora oggi viviamo episodi di razzismo, di antisemitismo.

 Nel pomeriggio a Casole d’Elsa Consiglio Comunale aperto sulla “Giornata della Memoria”.      Ad inizio di seduta ho espresso al Sindaco il disagio  a presenziare  ad una commemorazione dove chi organizza ha tra i suoi consiglieri il responsabile di CasaPound della Valdelsa.                                                     Per rispetto dei valori che questo giorno ricorda, ho lasciato l’aula consiliare!!

 

Casole d’Elsa 27 Gennaio 2011   - Bruno Melani     


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27 gennaio GIORNO DELLA MEMORIA- PER NON DIMENTICARE

Inserito da casoledelsa il 27 Gennaio 2012

Il 27 gennaio 2012, nel sessantasettesimo anniversario dall’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, celebriamo per la dodicesima volta in Italia il Giorno della Memoria.

Una data che viene ricordata contemporaneamente in molti Paesi europei, e che è divenuta, in questi anni, importante e molto sentita dalla popolazione e dalle istituzioni, perchè il tentativo di annientamento degli ebrei d’Europa perpetrato dal nazismo e dai suoi alleati, nel segno di una ideologia criminale che si abbatté anche contro altre categorie, teorizzando la supremazia di uomini su altri uomini e portando l’Europa e il mondo a una immane catastrofe, è una parte della nostra storia collettiva che scuote le coscienze, spingendo le persone a chiedersi come possa essere potuto accadere.

L’impegno deve servire a coltivare la memoria intensamente, ma non in maniera retorica, depositando corone e partecipando a cerimonie ma riflettendo sulle ragioni di quegli orrori, e sulle ragioni che spinsero migliaia di uomini e donne a non piegarsi all’odio nazifascista mettendo in gioco la propria vita per fermare la barbarie che si stava compiendo in Europa.

Il giorno della memoria è fondamentale e in questi anni ha contribuito a generare in tanti giovani gli anticorpi contro il pregiudizio, a diffondere una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle diversità e anche, ci auguriamo, a stimolare la voglia di conoscere, di studiare, di approfondire la storia.

 

 

 

 

Non dimenticareQuei fanciulli dagli occhi smarriti
raffigurano infamia del mondo,
tutti in fila con abiti lerci
nella neve ora girano in tondo.

Aggrappati a una rete ossidata
son derisi dai loro aguzzini,
hanno tutti lo sguardo implorante
e innocenza di dolci bambini.

Stesso sguardo rivedi ogni giorno
nei fanciulli di tutta la terra,
quando a loro è negata ogni gioia
ed agnelli son per la guerra.

Essenziale non è ricordare
solamente Shoah cosa è stato,
c’è bisogno che ognuno dia voce
ad un bimbo che grida affamato.
( Michele Schiavone )

 

 

IL PD DI CASOLE D’ELSA

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Giorno della Memoria, Rossi ai giovani:”Ragionate con la vostra testa, attenti alle parole malate”

Inserito da casoledelsa il 26 Gennaio 2012

Giorno della Memoria, Rossi ai giovani:”Ragionate con la vostra testa, attenti alle parole malate”
26 gennaio 2012

“Siete la Toscana del futuro, per questo vi lancio due messaggi, due impeg

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Direzione territoriale 23 gennaio 2012- Documento conclusivo

Inserito da casoledelsa il 24 Gennaio 2012

La Direzione territoriale del Partito Democratico senese, riunitasi a Siena, lunedì 23 gennaio 2012 approva la relazione del segretario provinciale Elisa Meloni.

Il panorama nazionale, la riforma elettorale e le liberalizzazioni. Il nostro Paese e il nostro territorio stanno attraversando il momento più difficile e complesso che abbiano mai vissuto nella storia repubblicana. La crisi economica e finanziaria, il progressivo indebolimento della politica europea e mondiale, ma anche le difficoltà che i principali fattori di forza ed eccellenza del nostro territorio stanno affrontando, sommati a una sempre più forte disaffezione e sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni, fortemente alimentata dalla cultura populista e demagogica che ha dominato per quasi venti anni, rendono quella attuale, una fase inedita, straordinaria, che necessita di scelte, risposte, obiettivi, altrettanto inediti e straordinari. Come è stato ricordato dal palco romano dell’assemblea nazionale dello scorso fine settimana, la prima questione da affrontare è quella “democratica”, che deve indirizzare la politica. La Direzione territoriale, considera il decreto sulle liberalizzazioni, sul quale i gruppi parlamentare del Partito democratico hanno annunciato alcuni emendamenti in Parlamento, un necessario strumento di crescita, purché si tuteli il lavoro, l’equità fiscale e la giustizia per mettere in equilibrio il sistema economico. Banche, assicurazioni, energia, gas, trasporti, professioni, distribuzione di farmaci e carburanti sono i settori prioritari di intervento, su cui il Pd chiederà di fare qualcosa di più, soprattutto su quelle materie che incidono direttamente sulle tasche dei cittadini, dei pensionati e delle famiglie numerose. La Direzione territoriale considera necessario andare avanti con coraggio e trasparenza, ribadendo che liberalizzare è importante, che riformare e civilizzare il mercato del lavoro è importante, ma che non è sufficiente per creare lavoro. Bisogna essere molto concreti ed esserlo subito così che i mesi della difficoltà che abbiamo davanti siano anche i mesi della speranza e della prima riscossa. La Direzione territoriale, in una fase nella quale il distacco dai cittadini e dalle istituzioni è crescente, auspica e considera fondamentale per ristabilire il rapporto corretto con i cittadini e per ridare vigore e forza alla nostra democrazia, un grande impegno del Parlamento per cambiare l’attuale legge elettorale. Sarà determinante per un rinnovato rapporto di fiducia tra eletti ed elettori e tra eletti e territori, che gli Italiani possano scegliere, attraverso lo strumento democratico del voto, chi siederà in Parlamento e chi li governerà. Se non ci fossero le condizioni per una riforma, per quanto riguarda i rappresentanti del Pd non potrà che essere utilizzato il metodo delle elezioni primarie.

Lo sviluppo locale. In uno scenario in cui il nostro territorio non è immune dalle difficoltà più generali del Paese, la Direzione territoriale condivide la scelta fatta dal Presidente Simone Bezzini e dal Sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, di promuovere una cabina di regia, formata da Provincia, Comune di Siena, Camera di Commercio e sei sindaci in rappresentanza dei territori, con l’intento di rafforzare l’elevato livello qualitativo del territorio, mettendo in campo un modello di crescita, che valorizzi la capacità di fare sintesi e selezione degli investimenti. Siena e la sua provincia hanno la forza e l’energia per superare questo momento difficile, anche grazie a progetti e investimenti messi in campo in questi anni, che oggi rappresentano filoni di sviluppo strategici a livello regionale e non solo. Siamo pronti, grazie al lavoro fatto in questi anni, a essere protagonisti in alcuni dei settori che saranno i motori principali dell’economia di domani: dal biomedicale alle biotecnologie fino all’Ict e al distretto culturale, con al centro il recupero e il rilancio del Santa Maria della Scala, per vincere la sfida per “Siena capitale europea della cultura” nel 2019. Dobbiamo spingere ancora di più sul terreno dell’innovazione e della ricerca, e considerare il Patto strategico che sarà siglato con la Regione uno dei più importanti contributi per agganciare la ripresa e guardare con speranza al futuro. Un patto che avrà bisogno di un continuo confronto con le parti sociali e con gli attori economici e non solo, perché, mai come ora, è necessario lavorare in stretta collaborazione e sinergia con le istituzioni locali e regionali per aprirci a nuove sfide.  Un altro pilastro del nostro territorio è Il Monte dei Paschi, terzo gruppo bancario del Paese e azienda più grande della Toscana con 30mila dipendenti. La Banca rappresenta una grande risorsa per Siena e per l’Italia, in virtù del grande sostegno che fornisce al sistema produttivo del Paese, dei livelli occupazionali che ha sempre generato e delle importanti ricadute assicurate all’economia locale. Le difficoltà generali che riguardano il nostro Paese e l’aumento del rischio sul debito sovrano che le Banche italiane hanno in portafoglio, insieme alla debolezza della politica finanziaria europea, ha prodotto da parte dell’Autorità Bancaria Europea la richiesta di un ulteriore aumento di capitale a diverse banche italiane ed europee, tra cui Banca Monte dei Paschi, che, nei giorni scorsi ha risposto depositando un piano presso Banca d’Italia con gli strumenti e le scelte per evitare un ulteriore aumento di capitale. L’altra priorità, oggi, più di prospettiva, è la costruzione di un nuovo piano industriale che contribuisca a determinare una stagione di sviluppo per la Banca, insostituibile colonna portante dell’economia senese e toscana.  A questo proposito, formuliamo al Dottor Fabrizio Viola, nuovo Direttore generale, i migliori auguri di buon lavoro, ricordando e apprezzando, inoltre, l’impegno profuso in questi anni dal suo predecessore Dottor Antonio Vigni. La fase che sta attraversando la Fondazione Monte dei Paschi di Siena è altrettanto complessa, inedita e molto complicata. Il Partito democratico senese ritiene che sia fondamentale salvaguardare la Fondazione affinché questa sia in grado di svolgere il proprio ruolo anche se con modalità, obiettivi e risorse a disposizione diverse dal passato e al tempo stesso fare il possibile per mantenere ancorata la Banca al nostro territorio. Tutto questo anche contro operazioni in atto, volte a destabilizzare la città e la provincia ed a recidere il legame storico tra banca e territorio, mosse solo da interessi ed ambizioni particolari. Lo scenario che abbiamo di fronte è tanto e profondamente diverso dal passato e servirà la capacità, la lungimiranza, ma anche il grande senso di responsabilità e la ricerca di condivisione e unità, che non possono non essere gli obiettivi di tutti. Le migliori risorse andranno investite proprio in questo senso.

Le priorità dell’iniziativa politica: tesseramento, elezioni amministrative e conferenza programmatica. La Direzione territoriale ritiene molto importanti e invita tutto il gruppo dirigente a mobilitarsi in vista dell’apertura della campagna di tesseramento prevista per i primi due fine settimana del mese di febbraio: l’adesione responsabile e personale rappresenta per il nostro Partito un tratto essenziale del nostro modo di fare politica, aperto, inclusivo e trasparente ed è in questo momento tanto più fondamentale che la raccolta di nuove energie diventi l’occasione per discutere e confrontarsi, attraverso iniziative il più possibile aperte, sul futuro del Paese, partendo dalle difficoltà del presente  e con la volontà di far conoscere le nostre idee e proposte per la ricostruzione dell’Italia. Un altro appuntamento per il quale è richiesto un grande lavoro da parte di tutti, saranno le elezioni amministrative di primavera che vedranno andare al voto i Comuni di Montalcino, Monticiano e Sarteano. A Maurizio Buffi, Mauro Cencioni e Roberto Burani, che hanno guidato queste realtà, alle giunte e ai consigli comunali uscenti, va un forte e sentito ringraziamento da parte di tutta la Direzione territoriale, per il lavoro svolto in questi anni, che sarà già un buon punto di partenza per costruire i programmi elettorali futuri. Sono già aperti, in questi tre comuni, percorsi per l’individuazione dei candidati sindaco del Pd e parallelamente, a livello provinciale e insieme alla coalizione di centrosinistra stiamo lavorando per confermare e allargare, dove è possibile, le maggioranze uscenti. La Direzione territoriale considera prioritaria, la costruzione di un appuntamento programmatico entro la fine del mese di marzo, che sia di contributo per il Pd toscana (è prevista entro aprile la Conferenza programmatica regionale), e che ci permetta di aggiornare l’elaborazione del Partito democratico senese. Il lavoro si dipanerà a partire da due gruppi di lavoro, a partire dalla Direzione territoriale, coinvolgendo tutti i gruppi dirigenti locali, secondo due direttrici principali: quello della costruzione di un nuovo modello di sviluppo per il nostro territorio e quello del potenziamento dei valori della democrazia, della partecipazione e della cooperazione istituzionale. Due grandi filoni che raccolgono gran parte delle nostre politiche. Il primo: l’occupazione di qualità, lo sviluppo sostenibile, il modello di welfare, la cultura e l’innovazione. Il secondo: la coesione territoriale e la partecipazione democratica che- nel momento in cui, in via legislativa vengono rivisti nuovi assetti istituzionali, e si riducono consistentemente i membri delle assemblee elettive e alcuni punti di riferimento storici, come le Province - rischiano di venire meno, provocando il pericolo di un deficit democratico. Attraverso una riforma che non condividiamo nel merito e che, invece di una seria e necessaria riorganizzazione istituzionale, rischia di produrre più costi e disservizi per i cittadini.

Approvato alla unanimità.

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Con Monti un cambio di passo. Ma alcune cose vanno cambiate

Inserito da casoledelsa il 19 Gennaio 2012

Segretario Pier Luigi Bersani, lei è stato il primo liberalizzatore. Le piacciono le «lenzuolate» di Mario Monti? 
Rivendico almeno il coraggio: con un mio provvedimento, dalla sera alla mattina, scomparvero a suo tempo le licenze del commercio e le tabelle merceologiche: c’era un asse della politica che cercava di dare qualche occasione di lavoro ai giovani e di limitare speculazioni sui prezzi. Ora chiedo al governo di riprendere la questione sotto quei due profili, senza lasciare margine a cattive interpretazioni. 
Chi interpreta male e che cosa?
Sento dire per esempio che intervenire sui farmaci è de minimis. Non è vero, è una cosa fondamentale che riguarda miliardi di euro addosso in particolare agli anziani e alle famiglie numerose. Facciano il massimo, con coraggio, senza discriminare questo o quello.
Quale consiglio, lei che ci è passato e che di proteste ne ha incassate tante, si sente di dare al premier?
Avrei dato un consiglio preventivo: far girare meno bozze. Prima le decisioni, poi le discussioni e gli aggiustamenti. Secondo consiglio: stare larghi, trattandosi appunto di lenzuolate, affrontando il tema a 360 gradi. Terzo: darsi alcune priorità, non tutto quello che si fa poi lo si porta a casa. Vuole la scala? Farmaci, benzina, gas, banche e assicurazioni, professioni e servizi pubblici. Per equilibrare il consenso tra lobby e opinione pubblica, il messaggio di occuparsi di cose che incidono sul reddito reale, dà una forza enorme per combattere. 
Ma i tassisti, che lei non cita, sono un potere debole o forte?
Qui a Roma, per me o per lei, sono un potere fortissimo. Ma per l’universalità dei pensionati e dei lavoratori italiani no. E quindi se si parla di Roma, Napoli, Milano, ok. Poi ci appassioniamo moltissimo perché questa categoria rappresenta un’idea di città non spendibile in Europa.
Anche lei fu attaccato dai tassisti. Per questo ora li mette in secondo piano? 
No, guardi, ero stupefatto dai titoli sui giornali, tutti sui taxi. Avevo avuto minore attenzione facendo una cosa unica in Europa, e cioè la liberalizzazione del sistema elettrico. Per intenderci, avevo spacchettato l’Enel, che adesso è un attore mondiale.
Due mesi sono pochi per giudicare, ma come si sta a bordo di un governo tecnico?
Vedo più luci che ombre, se non altro per come è cambiato il glossario del governo, che ci ha riportato sui problemi reali. Ha fatto parecchie cose buone ma alcune scelte non vanno bene. Riguardo alla riforma delle pensioni, non aver ragionato sui meccanismi di transizione è un guaio serio che va aggiustato. Penso ai lavoratori precoci, quelli che si trovano senza lavoro, senza ammortizzatori, senza pensione. Bisogna aggiustare il tiro, e il governo si è impegnato a farlo. 
E poi l’evasione fiscale. Secondo Vincenzo Visco si sta agendo con timidezza.
Monti ha dato un segnale forte, pedagogico: mai più condoni. Anche la pressione mediatica è importante, ma si può fare di più. 
Che cosa, ci dica.
Banche dati interconnesse per creare una normale fisiologia di fedeltà fiscale. Consentire al fisco di guardare i movimenti bancari è positivo. Ma sulla tracciabilità avremmo fatto un passo in avanti, con misure scomode come l’elenco clienti fornitori, che è una delle chiavi fondamentali della banca dati. Insomma, noi la metteremmo ancora di più sullo strutturale: facciamo una Maastricht della fedeltà fiscale, un 2 o 3 per cento in più o in meno del livello europeo, andando a prendere i meccanismi di banca dati che funzionano meglio in Europa. Tassare a cascata gli enti locali che magari vogliono calibrare la pressione a seconda del reddito diventa paradossale di fronte a una base di imposizione poco credibile. Le regioni applicano il ticket secondo il reddito, poi ti trovi quello esente che parcheggia il Suv davanti alla farmacia. 
Perché è così difficile incrociare tutti i dati che segnalano gli evasori?
Noi, nel 2008, abbiamo perso un pezzo delle nostre elezioni sulla questione elenco clienti fornitori. Mascherato sotto il tema del carico burocratico c’è spesso la volontà di aggirare il fisco. Ma adesso basta: tu cittadino ti accolli un minimo di carico burocratico in nome della fedeltà fiscale. Abbiamo cominciato, ora andiamo avanti per favore.
E che altro dice a Monti dopo due mesi di coabitazione, anzi, di sostegno.
Le dico quali dovrebbero essere i prossimi passi. Primo, una mozione unitaria con tutti i partiti sui grandi temi europei. Secondo: sull’agenda di governo va fatta una mossa ulteriore per creare un rapporto stabile tra governo e gruppi parlamentari. Terzo: i partiti devono fare subito un calendario per le riforme istituzionali ed elettorale. 
Regolamenti parlamentari, bicameralismo, riforma elettorale, costi della politica: mettervi d’accordo su tutto in tempi brevi sarà impossibile.
No, se ciascuno dice ok, ho la mia posizione, ma faccio uno sforzo. Il peggio del peggio sarebbe arrivare dopo un anno senza aver portato a casa qualcuna di queste cose.
Su «Panorama», Pier Ferdinando Casini ha lanciato il suo personale auspicio, dopo Monti, di una grande coalizione con lei e Angelino Alfano al governo. 
Alfano e Bersani sono due italiani leali verso l’Italia che però la pensano diversamente. E penso che la democrazia respiri in questa dialettica. Il prossimo appuntamento elettorale sarà di ricostruzione, ciascun schieramento presenterà il suo programma per la ripartenza dell’Italia. Io auspico un bipolarismo civilizzato, alternativo sulle grandi questioni. Per esempio, torniamo ai meccanismi di semplificazione populistica, col nome sul simbolo, il maggioritario estremizzato e il consenso che viene prima delle regole o andiamo a riformare la democrazia rappresentativa dove ci sono i partiti, le coalizioni, dove c’è un sistema parlamentare più efficiente, dove i leader sono pro tempore e vengono fuori da un processo politico? Anche sul tema sociale dobbiamo chiarici: o facciamo un po’ di ridistribuzione o non possiamo avere crescita. Siamo alla disparità non più tollerabile dei redditi. Poi c’è il terzo punto, il civismo: dovremo rilanciare il sistema delle regole nella vita comune e qui c’è un campo sterminato che va dalla legalità alla giustizia, dalle donne agli immigrati. 
L’attuale sistema elettorale non garantirebbe questo processo?
Tutti pensano che non si può continuare così, e quando vedo riaffiorare antichi legami tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, penso che in tale illusione disastrosa ci potrebbe essere l’idea di andare avanti con questo meccanismo per fare ciascuno pulizia in casa propria. Spero che non si arrivi a questo, sarebbe un disastro. Per fare pulizia in casa tua non puoi far crollare la casa di tutti. 
Quando dice «noi» si riferisce ancora al Pd con l’Idv e con Nichi Vendola?
La ricostruzione presuppone un incontro tra forze progressiste, il Nuovo Ulivo, e forze moderate o di centro. Presuppone una piattaforma comune di legislatura che si preoccupi con una decina di riforme di fare democrazia contro il populismo e di aggiustare il patto sociale. Questo passaggio può influire sulla prospettiva. Quindi dico ad Antonio Di Pietro e a Vendola: il Pd si è caricato generosamente di questo passaggio, ben vengano le critiche, ma se si grida all’inciucio o al tradimento, non ci sto. 
Quanto ritiene possibile un rapporto politico, se non una futura alleanza, con il Movimento 5 stelle?
Invito il mio partito a tenere l’orecchio a terra e ad ascoltare tutto quello che si muove, anche nel movimento 5 stelle. Però non credo alla possibilità di un rapporto politico. Quando il movimento esprime domande le ascolto con rispetto, ma quando sento le soluzioni, non mi convincono. Non serve la demagogia.
Sul tema del lavoro, dopo tutti i distinguo, riuscirete ad approdare a una posizione unitaria?
Da un anno ci occupiamo del tema, abbiamo fatto un centinaio di assemblee locali e due nazionali. Il Pd è diviso? No, abbiamo fatto la nostra proposta al tavolo delle forze sociali. Al 90 per cento ci vede tutti d’accordo. La minoranza la tuteliamo come un patrimonio prezioso.
Ma quanto tempo impiega, tutte le volte, a negare le divisioni dentro il suo partito?
Non è facile abituarsi all’idea che ci sia una democrazia dei partiti dove il leader non è indicato dalla Madonna, ma risulta da un meccanismo competitivo. Qui ci sono una maggioranza e una minoranza, ma quando si arriva al dunque sappiamo decidere. Non do la colpa ai giornalisti, mi rendo conto che stiamo proponendo un altro sistema politico. Due anni fa ho detto: non metterò mai il mio nome sul simbolo. Qualcuno poteva chiedersi: ma questo che si è beccato un milione mezzo di voti alle primarie, che idee ha in testa? È inutile che mi girino attorno. Non ho carisma? Il mio carisma è questo. 
Quante volte si è sentito messo in difficoltà da Susanna Camuso, la leader della Cigl?
Non sono stato sempre d’accordo con la Cgil, con la Cisl o con la Uil, ma ancor meno con un governo che puntava sulla loro divisione. Mi sembrava puro masochismo. Ora vedo che il sindacato si presenta al tavolo del ministro Elsa Fornero con la sua piattaforma. È un bene. I tavoli sono fatti perché ognuno lasci lì qualcosa e tutti assieme si prenda su qualcosa. I tavoli sono drammatici, non sono inciucio, sono il luogo della sofferenza. 
Ha mai pensato a quando riterrà conclusa la sua esperienza di segretario?
Ho una missione: devo svezzare questo bambino. Il Pd ha 4 anni, è nato da una cosa che non si è mai vista, cioè da culture e politiche diverse che si sono date un’idea comune. Questi quattro anni ci dicono che siamo troppo giovani per aver risolto tutto, ma che non siamo più un esperimento fallito, tocca a noi. Devo mettere in sicurezza la prospettiva del partito riformista del nuovo secolo. Se pensassi che questo partito c’è già, me ne andrei ora.
L’emergenza economica e politica ha relegato in secondo piano i rottamatori. Col senno del poi rinosce a Matteo Renzi qualche ragione?
Ho sempre riconosciuto a Renzi la volontà di dare al Pd il senso di un contenitore vivace e mi dispiacerebbe,ora, vedere indebolita questa vivacità. Però ribadisco: tutto quello che si dice deve suonare come lealtà alla ditta. Se non siamo solidali fra noi, perché dovrebbero essere solidali con noi.
Festeggia per i risultati degli ultimi sondaggi?
Guardi, abbiamo vinto le amministrative, Berlusconi è andato a casa e siamo il primo partito. Ma io festeggio per quello che abbiamo seminato. Mi emoziona di più dire che siamo riusciti a mettere in formazione duemila giovani nel Mezzogiorno per un anno. Oppure avere allestito una specie di anagrafe, i circoli online, dove saranno collegati i nostri iscritti. L’anno prossimo potrò parlare online con tutti i farmacisti e i tassisti iscritti al Pd. O con quelli nati nel 1952 che magari mi insulteranno per la riforma delle pensioni. 
Secondo lei si devono ancora fare i conti con Berlusconi?
Guardo avanti, non mi interessa metterlo nel mirino. Credo che influenzi largamente la situazione, ma voglio augurarmi che prospetti per sé un futuro da leader, perché i leader a un certo punto sanno lanciare le fasi nuove e essere generosi sul futuro.
Hanno ancora senso proclami di «discesa in campo» di personaggi come Luca Cordero di Montezemolo? 
La politica ha bisogno di persone nuove, ma le persone nuove devono emergere da un percorso politico. Il ritornello: Montezemolo si presenta o non si presenta mi appassiona poco. 
E di Corrado Passera si preoccupa? Sono sempre più insistenti le voci di una sua candidatura con un movimento appoggiato dalla Chiesa…
Passera dove, come, con chi, con quali voti? Benvenuti quelli che dicono: voglio dedicarmi alla politica, ma mi aspetto che dicano attraverso quale percorso. Non può esistere più l’uomo solo al comando che si alza al mattino e dice: io amo l’Italia.
Quindi, niente più ausiliari?
No, non è che finita questa storia torniamo al manuale Cancelli. Ma non è il tasso tecnico di un ministro che fa la differenza. Il governo può ospitare personalità non suddite del partito, ma i partiti sono fondamentali per tenere insieme il Paese, il Nord e il Sud, e per rendere stabili le maggioranze. Detto questo, alt. Finito Monti torna il pur simpatico Mastella? Non credo davvero.
I partiti servono anche nella Rai?
No, sia chiaro che a marzo, se capita ancora di fare il cda con i partiti, io non partecipo, facciano loro.
Può nascere un nuovo partito dei cattolici?
Quest’anno festeggeremo i 50 anni del Concilio: voglio che alla festa nazionale del Pd si discuta anche di questo. Incrociando gli esiti del Concilio Vaticano con la Costituzione repubblicana, penso che l’idea di coagulare un partito attorno a una religione non sia proponibile. Non esiste in natura. 
Senza Berlusconi, si chiude la stagione degli interventi sulla giustizia? Lascerete la faccenda nelle mani dei tecnici?
Se questo governo riuscirà a cambiare l’agenda e cioè a dirci: mi occupo prima dei problemi strutturali, quindi di circoscrizioni giudiziarie, del codice, dei tre gradi di giudizio, dei disastri del processo civile, io porterò il mio partito a qualsiasi convergenza. Il paradosso italico è che per dieci anni abbiamo parlato di giustizia e la giustizia è il settore meno riformato e meno funzionante. Se il Pdl si convince di questo, io ci sto.
Il caso Penati ha scosso le fondamenta del Pd: serve un nuovo rigore anche a casa vostra?
Quell’inchiesta è stato un colpo duro che mi ha fatto soffrire e riflettere sempre con la presunzione di innocenza. Nessuna cautela, la magistratura vada in fondo. Da parte nostra, abbiamo con l’occasione lavorato per rafforzare i meccanismi interni. Il partito deve trovare regole di ingaggio più strette, lo stiamo già facendo.
Con Maurizio Crozza lei è diventato più pop. A maggior ragione in questa fase servirebbero i comici per riavvicinare i politici all’opinione pubblica?
Potevo dirlo anche in latino che non stiamo qui a pettinare le bambole. Ma mi piace l’idea di una politica al di sotto della sua solennità. Non credo, come qualcuno dice, di aver consentito a un comico di ridicolizzare la politica, quindi penso che sì, una comicità che critica senza volgarità e becerume, può riavvicinare noi politici alla gente

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Nasce Circoli in rete per un social network democratico

Inserito da casoledelsa il 17 Gennaio 2012

Il PD si dota di una rete comunicativa online che permetterà un flusso informativo integrale a disposizione degli iscritti e di tutte le strutture territoriali del partito articolato in oltre 7.000 circoli diffusi in tutta Italia

L’iniziativa, presentata oggi alla stampa, ha l’ambizione di realizzare un social network aperto agli 800mila iscritti e all’oltre un milione di votanti alle primarie.

Questa rete sarà uno strumento portante per l’organizzazione del partito, ha spiegato il segretario Bersani, parlando di una innovazione per il ‘partito prossimo venturo’. Il portale di servizio è “una cosa che non esiste e non ha precedenti nel paese” ha sottolineato Bersani sottolineando che “può garantire una partecipazione che non ha precedenti”.

Circoli in rete rappresenta anche un enorme database i cui dati - ha spiegato Nico Stumpo, responsabile organizzazione della segreteria Pd - sono usufruibili a livello nazionale, regionale, provinciale ma anche comunale e di circolo. Ogni iscritti, con un suo codice, potrà entrare e leggere i documenti e soprattutto comunicare e condividere le sue opinioni. In questo modo vorremmo realizzare una sorta di comunità, un social network del Partito democratico”.

Tutti i dati saranno controllati e certificati da garanti per avere un’affidabilità che permetta una posta elettronica certificata.

Oltre alla comunicazione di tipo verticale dall’alto al basso del partito e viceversa sarà possibile anche quella orizzontale tra tutti i circoli e gli iscritti. In questo modo si punta a ‘capire come il partito possa migliorare i rapporti sul territorio’. In altre parole la finalità è quella di “creare una comunità, capire meglio come stare insieme e come leggere la società” realizzando una “maggiore sinergia partito-cittadino”.

Quale utilità pratica? È stato fatto l’esempio di forum per categorie omogenee, per elementi soggettivi (come tutti i nati del 1952 ai fini della riforma pensionistica) oppure per problemi comuni (insegnanti, farmacisti, ecc.). L’obiettivo ultimo è quindi la promozione di partecipazione consapevole degli iscritti e dei dirigenti ai vari livelli. “La comunicazione non è più statica ma dinamica e interattiva.

Con Circoli in rete siamo finalmente in grado di conoscere in maniera approfondita i nostri iscritti, elettori e simpatizzanti. Di poterli raggiungere con facilità, di interagire con loro, di coinvolgerli e utilizzarli per le loro capacità e competenze. Sempre di più la politica deve essere strumento di sintesi tra i tantissimi individui che manifestano la voglia di affermare la propria soggettività esprimendo le proprie idee e pretendendo che queste siano prese in considerazione da chi è chiamato ad assumere decisioni che impattano la vita delle persone. La comunicazione integrale sarà sempre di più il campo in cui si misurerà la politica, testandone efficacia e validità.

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