BERSANI: c’è stata una vera riscossa civica e morale

Inserito da casoledelsa il 31 Maggio 2011

BERSANI: c’è stata una vera riscossa civica e morale”Notizie formidabili da tantissime città. Con il voto di oggi siamo davanti ad una risposta civica e morale del Paese. Una risposta che il centro sinistra ha saputo interpretare, e soprattutto il PD che , mettendosi al servizio di questa richiesta ha ottenuto un grandissimo risultato,… le elezioni tra primo e secondo turno sono state una valanga. Ai ballottaggi vinciamo con risultato travolgente. Facciamo un confronto con il 2006: un anno straordinario con 55 vittorie. Ora ne abbiamo vinte 66. Grazie a tutti ai militanti, al centrosinistra: hanno lavorato splendidamente con generosità”, ha detto aprendo la conferenza stampa sui risultati il segretario del PD Pierluigi Bersani.
“Noi governeremo per tutti - ha continuato il leader democratico - lo faremo con i nostri valori e principi. Lo faremo per tutti. Ma è bene dire che chi non ci ha votato non è un nostro nemico, è un cittadino per il quale governeremo. Noi siamo affezionati ai concetti basici della democrazia e della nostra Costituzione che la più bella del mondo”.

Poi ha riassunto quello che per lui è il segreto del successo del PD. “Noi non siamo quelli dell’uomo solo al comando, non cerchiamo risse e faziosità, non crediamo al meccanismo dell’imperatore e dei suoi feudatari. Noi guardiamo la gente all’altezza degli occhi e non dall’alto verso il basso: crediamo nella partecipazione e nella Costituzione. E poi abbiamo vinto parlando della vita comune della gente: lavoro, redditi, pensioni, ambiente, servizi. Ora continuiamo a suonare uno spartito di due note: democrazia e diritti sociali, perché il paese ha bisogno di sentire che qualcuno se ne occupa. Avendo girato l’Italia posso dire: attenzione questa speranza che si alza in piedi viene prima di un’esigenza politica.
E’ morale, è l’Italia che si è messa in cammino, noi vinciamo perché l’Italia vuole uscire dall’ubriacatura della vergogna e dell’arroganza di questi anni. C’è voglia di un’Italia per bene, dove ognuno fa il suo lavoro con onestà e trasparenza, l’abbiamo visto nelle piazze piene di donne e giovani.

Quindi Bersani ha voluto rivolgere un appello al centrodestra: considerando “che
1. abbiamo una maggioranza parlamentare attuale che non è quella uscita dalle elezioni politiche; che
2. dal voto di oggi e di due settimane fa i dati dicono chiaramente che il centrodestra non più maggioranza nel Paese; che
3. il governo è paralizzato e non in grado di risolvere i veri problemi dell’Italia;
chiedo a Berlusconi di non impedire una nuova fase politica, di non alzare degli steccati, di tenere conto della nuova realtà politica”.
Da questo voto amministrativo nascono “nuove responsabilità per il PD e il centrosinistra: l’impegno di essere all’altezza della speranza che si è risvegliata nel paese. Abbiamo lavorato molto fin qui, e da domani lavoreremo ancora di più”.
Ora Berlusconi deve dimettersi. “Abbiamo raccolto 10 milioni di firme e presentato in Parlamento mozioni di sfiducia per chiedere le dimissioni del governo. Con il voto di oggi c’è una ragione in più per richiederle. E dopo le dimissioni, le elezioni sono la strada maestra. Certo sarebbe meglio andare a votare con una diversa legge elettorale dato che quella attuale ha creato molti guai al Paese. Comunque il governo prenda atto della nuova realtà delle cose e agisca di conseguenza. Ora bisogna mandare a casa Berlusconi, ma bisogna anche guarire dalla malattia, far uscire dalle vene d’Italia le tossine che ci ha messo”.

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Un bluff per aggirare il referendum sul nucleare

Inserito da casoledelsa il 30 Maggio 2011

Dl omnibus

Un bluff per aggirare il referendum sul nucleare

I gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera e Senato e la segreteria nazionale hanno presentato alla Suprema Corte di Cassazione una documentata memoria per chiedere la conferma del referendum sul nucleare. Il dl omnibus approvato definitivamente questa settimana non rappresenta infatti un ripensamento della scelta atomica del governo. Si tratta piuttosto di un rinvio, o meglio, di un imbroglio creato ad arte per cercare di aggirare la volontà popolare. Del resto è stato lo stesso presidente del consiglio a dire che dopo la tragedia della centrale atomica di Fukushima, ‘gli italiani si sono spaventati e che per questo il governo ha deciso di aspettare uno o due anni perchè si tranquillizzino attendendo così che ci sia un’opinione pubblica più consapevole della necessità di tornare al nucleare’. Si tratta di dichiarazioni molto esplicite che dimostrano chiaramente il bluff delle norme su cui il governo ha ottenuto la 43esima fiducia con una manciata di voti di scarto. Più che di fiducia si dovrebbe parlare dell’ennesimo atto di sfiducia nei confronti degli italiani che il governo considera incapaci di intendere e di volere.

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Tutti per l’acqua, l’acqua per tutti

Inserito da casoledelsa il 29 Maggio 2011

Vivace dibattito a Casole sul referendum dell’acqua.

Tutti insieme con lo stesso obiettivo, raggiungere il quorum per una legge Ronchi da cancellare.

 

Un grazie ai relatori

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IL VENTO DEL CAMBIAMENTO

Inserito da casoledelsa il 26 Maggio 2011

Il vento del cambiamento

In questi anni ci siamo indignati, ci siamo stupiti, ci siamo domandati più volte perché, spesso
ci siamo anche demoralizzati, incapaci di intravedere la fine del tunnel. E ora a sorprenderci è il
vento del cambiamento, che arriva dal nord, ma anche dal sud, che arriva dai giovani, e anche dai
giovanissimi, ma anche dal mondo della cultura, della buona impresa, di un impegno nella società spesso invisibile ma che alla lunga produce sempre i suoi frutti.

Forse non ce l’aspettavamo, forse il risultato del primo turno delle amministrative ci ha colti
addirittura impreparati. Ma nel caso, è una grande lezione che dobbiamo fare interamente nostra.

Il senso di un risveglio civile e politico; la dimostrazione che le primarie, le primarie vere, sono
irrinunciabili; l’affermazione di una politica che non guarda alle appartenenze, agli schieramenti,
alle alleanze decise a tavolino, ma che sa diventare vincente nella trasparenza, nella condivisione,
nella sfida della partecipazione; la forza di un’Italia che sa guardare al futuro fuori da ogni
demagogia.

Tutto questo è emerso con un voto che, ovviamente, non aveva e non poteva avere solo un
valore amministrativo. Tutto questo, ne sono convinto, segnerà un ulteriore passaggio domenica e lunedì prossimo, per i ballottaggi che davvero potranno rappresentare la fine di un’epoca.

Sta a noi fare in modo che la lezione di questo voto non si disperda. Sta a noi raccoglierne
pienamente lo spirito.

A presto
Federico Gelli

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NUCLEARE, GOVERNO - TRUFFA: HA PAURA ANCHE DEL PARLAMENTO

Inserito da casoledelsa il 25 Maggio 2011

Il commento di Vigni, presidente nazionale Ecodem, sul voto di fiducia di oggi

“Nucleare, governo – truffa ha paura anche del Parlamento”

 

 

“Desolante. Il governo ha paura non solo del voto degli italiani, ma anche di quello del Parlamento. Vuole scippare il diritto degli elettori di decidere sul nucleare democraticamente, con il referendum, sapendo di perderlo. Per questo si è inventato il trucco della abrogazione solo temporanea delle norme. Come se non bastasse poi, imponendo il voto di fiducia, impedisce anche alla Camera di poter discutere e decidere. Ma i trucchi e le arroganze, come le bugie, hanno le gambe corte. La grande maggioranza degli italiani, compresi tanti elettori del centrodestra, non vuole tornare al nucleare e non cambierà facilmente opinione. Lo ha confermato anche il referendum consultivo in Sardegna. Per il nucleare in Italia non c’è futuro”: questo il commento di Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecodem, sul voto di fiducia alla Camera sul Decreto legge “Omnibus” in programma oggi, martedì 24 maggio.

 

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LA SARDEGNA SUL NUCLEARE: ESEMPIO DA SEGUIRE

Inserito da casoledelsa il 24 Maggio 2011

LA SARDEGNA SUL NUCLEARE:

ESEMPIO DA SEGUIRE

 

Il 15 e 16 maggio scorsi, in Sardegna c’è stato il referendum con il quale si chiedeva ai cittadini se erano contrari all’ installazione delle centrali nucleari nella loro regione. La risposta dei cittadini è stata chiara: il 98%  ha votato votato si, ma il punto più importante è che il quorum previsto del 33% per la Sardegna,  è stato raddoppiato con quasi il 60%  degli aventi diritto  recatosi  a votare.

Della notizia i mass media non ne hanno quasi  mai parlato, come del resto si parla poco dei referendum, nonostante  il sollecito del Capo dello Stato alla Rai, una decina di giorni fa circa,  a darne  ampia diffusione.

Assistere agli spot informativi dei  referendum è un’impresa : se ne parla in fasce orarie con bassi ascolti ed a ridosso di trasmissioni poco seguite.

Non restano molti giorni per pubblicizzare i referendum del 12 e 13 giugno e per auspicarci un successo come quello della Sardegna,  visto che gli organi di informazione faticano a darne la giusta pubblicità,  bisogna affidarsi anche  al passaparola, che non si può limitare solo a quello su internet, ma un passaparola che informi anche tutti quelli che non conoscono la rete .

Un passaparola che informi anche tutti coloro che non hanno ancora appreso che il 12 e 13 giugno si vota per temi importantissimi, che riguardano il nostro futuro, quello dei nostri figli e delle generazioni future.

Quattro sì,  per quattro quesiti:

due sull’acqua (per impedirne la privatizzazione),

uno sul nucleare (per non far costruire o impedire la riapertura delle centrali nucleari nel nostro Paese)

uno sul legittimo impedimento del premier (affinchè sia applicato l’art. 3 della Costituzione che  riconosce tutti  i cittadini  eguali davanti alla legge).

 

In molti penseranno che questi argomenti vengono fin troppo richiamati su questo blog,  però è  molto importante darne una giusta informazione e soprattutto è doveroso appellarsi al senso di civiltà che ognuno di noi ha,  non rinunciando ad  esercitare un diritto fondamentale per la nostra democrazia:  il voto.

 

                                                                                                                              Barbara Senesi

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INIZIA LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE AL REFERENDUM DEL 12-13 GIUGNO- 4 SI PER IL REFERENDUM

Inserito da casoledelsa il 23 Maggio 2011

IL PD DI CASOLE D’ELSA INIZIA LA SUA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE PER IL REFERENDUM DEL 12-13 GIUGNO.

E’ IMPORTANTE CHE LA GENTE SIA BEN INFORMATA E CHE IL 12 E IL 13 GIUGNO VADA A VOTARE ” 4 SI PER IL REFERENDUM”

OLTRE ALL’INIZIATIVA PUBBLICA CHE SI TERRA’ VENERDì 27 AL CENTRO CONGRESSI, DI SEGUITO VI ELENCHIAMO LA NOSTRA MOBILITAZIONE e VOLANTINAGGIO

28 Maggio dalle 10 alle 13 Casole - Giardini attigui strada degli Etruschi (le colonne)

30 Maggio  dalle 10 alle 13  Casole  Mercato Piazza della Liberta

5 Giugno dalle 10 alle 13 Mensano  Parcheggio entrata paese

                        ”         ” Pievescola  - entrata Centro polivalente

                        ”         ” Monteguidi  - entrata Circolo

 

 

 

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LE RISPOSTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALLE INTERROGAZIONI DEL CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA

Inserito da casoledelsa il 20 Maggio 2011

Pubblichiamo le risposte dell’Amministrazione Comunale di Casole d’Elsa ad alcune nostre interrogazioni presentate durante gli ultimi Consigli Comunali:

 PER LEGGERE LE RISPOSTE BASTA CLICCARE SULLE  DIDISCALIE:

ponte di_lernano2     muro_di mensano      corsina     ingresso _via_del_poggio

 

CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA

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FERMATA LA LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA

Inserito da casoledelsa il 20 Maggio 2011

FERMATA LA LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA:

COMMENTO DI SUSANNA CENNI

 

La legge contro l’omofobia si ferma alla Camera in Commissione Giustizia con i voti contrari del Pdl e dell’Udc.

Una posizione inaccettabile che fa capire come la maggioranza faccia enormi passi indietro sui diritti civili, riconosciuti in tutta Europa.

Il Ministro delle Paro Opportunità,  Mara Carfagna , è andata su tutte le furie poichè si era impegnata  pubblicamente  alla Camera, per la legge in questione,  in occasione della Giornata contro l’Omofobia . Dichiara “voterò con l’opposizione”.

Infatti , il 23 maggio il progetto di   legge approderà  alla Camera e così ognuno, con il proprio voto, si assumerà le proprie responsabilità.

“Sono quasi mille giorni che discutiamo su questa legge - spiega Susanna  Cenni, parlamentare del Partito Democratico - che ricordo era già stata fermata il 13 ottobre 2009, quando l’aula della Camera approvò le pregiudiziali di costituzionalità avanzate dall’Udc. Si trattava di un testo unificato che si componeva di due articoli. Il primo introduceva nel codice penale, tra le circostanti aggravanti comuni il fatto che i reati siano commessi per motivi di omofobia e trasfobia e il secondo dava la possibilità al condannato di poter scontare la pena presso le associazioni di discriminazione di omosessuali e transessuali. Una legge di civiltà, quindi, che nonostante le limature e la ricerca di mediazioni, la condivisione del Ministro competente, non è riuscita a superare i pregiudizi di una maggioranza confusa dal voto amministrativo e culturalmente arretrata”.

 “L’Italia - prosegue Cenni - è l’unico Paese tra quelli fondatori dell’Unione Europea, insieme alla Grecia, a non avere alcuna legislazione specifica contro l’omofobia e a favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso”.

“Solo pochi giorni fa- conclude la  Cenni - in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, il capo dello Stato aveva chiesto che la battaglia contro l’omofobia e le discriminazioni che ne derivano non fosse condotta solo ad opera di meritorie avanguardie, ma dovesse tradursi in un ben più vasto impegno civile. Un appello accolto anche a Siena, che sabato 21 maggio dedicherà una giornata alla lotta all’omofobia e alla transfobia, per promuovere la cultura della diversità, organizzando l’iniziativa ‘C’era una volta l’omofobia’, promossa dal Movimento Pansessuale a cui ho scelto di aderire, portando il mio personale contributo al dibattito sul tema ‘Verso una legge contro l’Omofobia?’. Io ci sarò. Sarò lì a sostegno dei movimenti e delle organizzazioni che da sempre si impegnano su questa battaglia. Ci sarò per confermare che il Pd è convinto nel proseguire il suo lavoro per ottenere una legge giusta e civile”.

 

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L’IMPOVERIMENTO CULTURALE DELL’ITALIA

Inserito da casoledelsa il 19 Maggio 2011

L’IMPOVERIMENTO CULTURALE DELL’ITALIA

 

Con il “Settimo Rapporto Annuale”,  presentato alla Camera dei Deputati, Roberto Grossi, presidente di Federculture, ha ricordato la drammatica situazione del settore culturale nel nostro Paese.

Con il crollo della Domus di Pompei, la chiusura di biblioteche e archivi storici straordinari, l’incapacità di ricostruire il centro storico di una città come l’Aquila, l’Italia si sta allontanando dai valori che l’ hanno resa unica e grande.

Le scelte di chi governa vanno nella direzione opposta, le priorità per il Governo sono ben altre, disattendendo la Costituzione che all’art. 9 impone a chi governa di promuovere la ricerca, tutelare il paesaggio e il patrimonio artistico della nazione.

Dal “Settimo Rapporto” apprendiamo che negli ultimi 5 anni i fondi per la cultura sono scesi del 30%. Si  ha una caduta delle risorse solo dal 2010 al 2011 del 12%, finanziamenti allo spettacolo dimezzati, interventi da parte dell’intero settore pubblico (Stato, Regioni, Enti Locali) in calo del 20%.

Ultimo dato, ma non per importanza, bensì cruciale, è quello relativo alle spese per la scuola e l’università.

L’Italia è al penultimo posto nella classifica Ocse per la spesa pubblica legata all’istruzione, in rapporto al Pil.

Non si investe più nella conoscenza e nel sapere, come se ci  fosse un progetto atto ad impoverire culturalmente gli italiani, la loro creatività e la voglia di sapere, si appiattiscono l’eccellenza e il merito, non si vogliono formare le coscienze critiche.

In controtendenza però, c’è  il dato riguardante la crescita  della spesa per la cultura e lo spettacolo nelle famiglie italiane, arrivando al 7% della  loro spesa totale.

Segno evidente che gli italiani non sono insensibili al settore come ci vorrebbe far credere  la classe dirigente nazionale.

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