“CASA IN COMUNE”: CON IL 5 PER MILLE PER SOSTENERE LE DONNE IN DIFFICOLTÀ-

Inserito da casoledelsa il 20 Aprile 2011

“CASA IN COMUNE”: CON IL 5 PER MILLE PER SOSTENERE LE DONNE IN DIFFICOLTÀ- ANCHE IL PD DI CASOLE SOSTIENE LA CAMPAGNA “5 PER MILLE A FAVORE DEL SERVIZIO SOCIALE.” 

Anche quest’anno, con la dichiarazione dei redditi sarà possibile destinare il proprio 5 per mille a favore delle attività sociali svolte dai Comuni di residenza.
Si tratta infatti di somme che verranno investite subito ed interamente in nuovi servizi o altri miglioramenti tangibili per i cittadini.
Una rapida analisi dei dati evidenzia come i contribuenti, fino ad ora, si siano orientati negli ultimi anni a favore di grandi associazioni di volontariato e di ricerca che operano a livello nazionale, prime fra tutti Unicef, Emergency, Medici senza frontiere e AIRC.
Il progetto 2011 promosso dalla Fondazione Territori sociali Alta Valdelsa è
“CASA IN COMUNE”, pensato per sostenere le donne a reinserirsi nel contesto sociale, lavorativo ed economico attraverso la costruzione di percorsi di autonomia. “Casa in comune” si rivolge quindi a donne con minori che vivono situazioni conflittuali e di difficoltà per sé e i propri figli; donne isolate dal contesto sociale, prive di una rete familiare di supporto e con problematiche socio-economiche; donne, in alcuni casi, vittime di violenza e che hanno bisogno di un’autonoma sistemazione abitativa.
Grazie all’accoglienza temporanea in una casa che può ospitare fino a 6 persone tra donne e bambini, e all’attivazione di una rete territoriale che spazia dai servizi alle associazioni, le donne saranno sostenute nel recuperare una dimensione quanto più possibile normale e sostenibile, affinché possano ritrovare la gioia di vivere e la serenità della vita familiare.
E’ importante quindi scegliere, e anche come PD di Casole ci faremo promotori, di destinare: il 5 per mille a favore dei nostri servizi sociali.
Non perdete l’occasione di far crescere la Val d’Elsa”.
IL PD DI CASOLE

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“Cari giovani reagite , mobilitatevi. Non è il paese che sognavamo”

Inserito da casoledelsa il 20 Aprile 2011

Tratto dall’intervista a Carlo Smuraglia “Cari giovani reagite , mobilitatevi. Non è il paese che sognavamo”

 

di Oreste Pivetta

 

Il neo Presidente dell’A.N.P.I., Carlo Smuraglia, appena eletto da una settimana, in un’intervista rilasciata a Oreste Pivetta, incita i giovani di oggi a mobilitarsi ed a reagire, citando anche Carlo Azeglio Ciampi con “non è il Paese che sognavamo”.

Non è il Paese, prosegue Smuraglia, che volevano quanti si sono battuti contro il fascismo e il nazismo, un paese che oggi vive uno dei suoi giorni peggiori, con gli insulti ai magistrati, le offese alle istituzioni, l’assalto alla Costituzione, i continui attacchi alla scuola pubblica; un copione ormai ripetuto, risaputo, noioso, che maschera le minacce alla democrazia.

Il Prof. Smuraglia inizia la sua intervista parlando dei manifesti comparsi di recente  a Milano con su scritto “via le br  dalle procure” come istiganti all’odio nei confronti delle istituzioni.

Ma il problema, dice, non sono solo i manifesti, sono le azioni, le parole, i comportamenti, gli attacchi alla scuola ed ai libri di testo, l’intenzione di controllare l’informazione, tutti gli episodi che mettono in luce il degrado culturale e politico , basti pensare ai tentennamenti  dell’istituzione della festa del 17 marzo sull’Unità d’Italia o alla proposta di legge per abolire la norma transitoria sulla Costituzione che vieta la ricostituzione del partito fascista.

Secondo  Smuraglia, l’A.N.P.I.  dovrà aiutarci a tenere alta la nostra attenzione, la nostra coscienza critica, richiamandoci allo spirito della nostra Costituzione, sapendo che se viene affossata, si distrugge il tessuto democratico di questo Paese.

“Bisogna reagire alla falsità, bisogna spiegare e far capire che la gravità sul caso Ruby, non sta solo nell’oscenità di avvenimenti, ma sta soprattutto nella telefonata del capo del Governo in questura.

Informare  significa contribuire a vincere l’indifferenza dei tanti, che non stanno con Berlusconi, ma non si sentono impegnati, perché sono sfiduciati. Mobilitare le coscienze è il nostro imperativo, mobilitare facendo intendere che cosa nascondono la riforma epocale della giustizia, l’aggressione alla Corte costituzionale, il rifiuto di un uomo di presentarsi ai processi che lo riguardano, che cosa nascondono persino le barzellette del premier, e che cosa significa per noi un parlamento bloccato settimane a discutere di leggi personali, mentre si dovrebbero affrontare temi come la crisi economica, la guerra in Libia, l’arrivo dei migranti sulle nostre coste. Dovremmo far capire che non stiamo vivendo una giornata normale in un paese normale”.

 

Questa intervista  al Presidende dell’ A.N.P.I ,  a pochi giorni dal 25 aprile, dovrebbe far riflettere, soprattutto i più giovani, sul vero significato  di quei valori e di quei principi per i quali si combattè più di un sessantennio fa, ideali di libertà  e di giustizia , lasciando alle spalle le macerie dell’oppressione.

Temi cari che bisogna tener presenti  anche a livello locale, nei piccoli paesi come Casole, tanto da dover condannare qualsiasi forma di ispirazione a movimenti  di estrema destra da parte di  chiunque , ma soprattutto da parte delle persone elette a rappresentarci.

 È il caso  del Consigliere Comunale  Centini, facente parte dell’Associazione Pensare Comune .

Associazione che da  sempre sostiene e ribadisce la sua “apartiticità e apoliticità” e che , ad ogni occasione si contraddice tra ciò che dice e la realtà dei fatti. In merito a questo , basti pensare ad un Consiglio Comunale di poco tempo fa, in cui viene approvato ad unanimità l’ordine del giorno sulla “Commemorazione del Giorno della Memoria 2011″.

Un  giorno certamente caro a tanti , ma sicurante non a tutti , perlomeno a quelle persone che finalmente hanno gettato la maschera e hanno fatto capire la loro reale appartenenza ad Associazioni di ispirazione neo-fascista.

Come si fa ad essere così incoerenti e “svestirsi” dai propri abiti quando  ci fa più comodo?

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Riforma del trasporto pubblico locale e velocizzazione

Inserito da casoledelsa il 20 Aprile 2011

Riforma del trasporto pubblico locale e velocizzazione: le sfide della ToscanaQualche giorno fa sono stato invitato ad un convegno in Veneto per raccontare la riforma del trasporto pubblico locale in Toscana. Ero di fronte ad una platea di amministratori locali, nonché al mio omologo veneto e a molti addetti ai lavori, che hanno mostrato un grande interesse per la nostra esperienza, ritenuta tra le più coraggiose dello scenario italiano. Questo mi convince ancora di più che la sfida che abbiamo lanciato a noi stessi ed a tutto il sistema del Tpl toscano, meriti di essere portata fino in fondo con ancora più convinzione e caparbietà.In una prospettiva di minori risorse per la mobilità pubblica, come deciso da questo Governo, dobbiamo reagire mettendo in campo una politica che favorisca un sistema integrato dei trasporti che risponda ai criteri di efficienza; sostenibilità ambientale ed economica; e velocizzazione delle relazioni. Per questo dobbiamo procedere verso la gara su lotto regionale unico nel 2012, spingere verso la creazione di un’unica azienda di trasporto pubblico su gomma più grande, solida, ed efficiente. Va riprogettata la rete secondo una logica di integrazione maggiore tra ferro e gomma, più di quanto (e non è poco) sia stato già fatto, favorendo le adduzioni dei bus alle stazioni, i parcheggi scambiatori, aumentare l’utilizzo dell’integrazione tariffaria.

Serve per garantire la tenuta del settore e per offrire un servizio migliore, sostenibile ed efficiente, ai nostri cittadini.
L’occasione del confronto di Venezia, mi ha permesso di illustrare un’altra partita dei trasporti toscani: quella della velocizzazione delle relazioni ferroviarie. L’alta velocità regionale (Avr), come l’abbiamo definita, dopo Pisa ed Arezzo toccherà un altro capoluogo di provincia. Dal prossimo 26 aprile Grosseto sarà collegata più velocemente con Firenze, e la Maremma sarà più vicina al cuore della Toscana.

Il Regiostar infatti, impiegherà 2 ore e 35 minuti per arrivare a Firenze, mezz’ora in meno rispetto all’attuale servizio che passa per Pisa, ad un costo che è la metà rispetto a quello degli Eurostar (12,50 euro contro 24,80). Il capoluogo maremmano potrà contare su una nuova coppia di treni: partenza da Grosseto alle 6.57 si arriverà a Firenze alle 9.32, passando per la costa tirrenica (Follonica, Campiglia, Livorno e Pisa); da Firenze il ritorno sarà alle 15.28, con arrivo a Grosseto alle 18.05. Dopo Pisa, Arezzo e adesso Grosseto, presto saranno altre città capoluogo ad essere interessate dal servizio, a partire da Siena e Lucca.

 

Luca Ceccobao Assessore regionale alle Infrastrutture

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