L’ITALIA DEMOCRATICA SI MOBILITA PER LA SCUOLA. IN GIOCO LIBERTA’ DI PENSIERO E PARITA’ DI CONDIZIONI. MARTEDI’ PROTESTA DAVANTI PALAZZO CHIGI.

Inserito da casoledelsa il 28 Febbraio 2011

La posta è troppo grande per lasciarla nelle mani di un governo di destra. La scuola è il centro motore della libertà di pensiero, della formazione e della possibilità di dare a tutti i giovani condizioni di partenza simili. Il Partito democratico ha guidano ieri la sollevazione del paese contro l’affondo della destra. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha parlato di «uno schiaffo inaccettabile a chi lavora in condizioni rese dal governo sempre più difficili: la scuola pubblica è nel cuore degli italiani». «Se Maria Stella Gelmini fosse un vero ministro, invece che arrampicarsi sui vetri per difendere Berlusconi, dovrebbe dimettersi».

Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd e che ieri ha contribuito a lanciare la mobilitazione attorno a questo tema: “Berlusconi punta a distruggere il luogo dove si formano le coscienze, dove le menti imparano a ragionare liberamente e si sviluppa lo spirito critico. Ecco perché infanga gli insegnanti e taglia risorse e personale alle scuole dello Stato, dirottando soldi verso istituti elitari. E’ un regime autoritario che, anziché prendere il potere con le armi, lo afferra occupando le istituzioni. Difendere la scuola pubblica, il valore delle donne, la legalità, l`informazione libera e la Costituzione, è in realtà la medesima battaglia. E il diritto di “ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità”, come disse Calamandrei”.

Rosy Bindi: “«Chi conclude gli incontri politici inneggiando alle sue indicibili abitudini notturne non è degno di pronunciare la parola famiglia ed è indifferente alla cultura».

Il tema scuola ha scosso tutte le opposizioni. Pier Ferdinando Casini: «Attacca la scuola pubblica dove alcuni genitori sono costretti a pagare la carta igienica per i figli. Perché non ci spiega come risolvere i problemi degli italiani?» Nichi Vendola, leader di Sei: Berlusconi attacca la scuola pubblica perché «anche grazie alla debolezza dell`istruzione ha potuto godere di 15 anni di egemonia culturale». Il vicepresidente di Fli Italo Bocchino ha avvertito: «Il vero centrodestra, quello di Fini, sta dalla parte della scuola pubblica». Tranchant l`affondo di Italia Futura, associazione di Luca Cordero di Montezemolo: «Lo spettacolo di un capo di governo che attacca sul terreno morale gli insegnanti della scuola pubblica è l`ennesima, imbarazzante novità che l`Italia offre al mondo».

Martedì Sit in di protesta del Pd di fronte a palazzo Chigi.

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BERLUSCONI SMONTA LA SCUOLA PUBBLICA, ATTACCA I GAY E PUNTA A DUE OBIETTIVI: RICOMPATTARE LA DESTRA E BLANDIRE LA CHIESA.

Inserito da casoledelsa il 28 Febbraio 2011

La strategia di Berlusconi oggi è rappresentata da un’offensiva a tridente. Da un lato lavora sulla giustizia, per evitare i giudici; dall’altro rinnova le più semplici e ritrite parole d’ordine della destra per fidelizzare (gli esperti di vendita dicono così) i propri clienti-elettori; dall’altra ancora lancia offerte di scambio interessato (soldi, prebende, sostegno) ai palazzi del potere.

L’attacco alla scuola pubblica rientra in questi due ultimi obiettivi. Dire che i professori sono ideologizzati e non insegnano ciò che dovrebbero è un’offesa clamorosa allo sforzo degli insegnati, costretti a far funzionare e vivere la scuola con risorse tagliate ogni anno di più dal governo di destra. Ma significa anche dire alla Lega che potrà cambiare le lezioni di

storia per insegnare che la Padania è una nazione. Significa dire ai più abbienti che i loro figli potranno studiare nelle migliori scuole private e che i figli del portiere, dell’artigiano o dell’operaio non avranno la possibilità di essere concorrenti agguerriti. Significa dire agli lettori più di destra che la libertà di pensiero, che si insegna nella scuola, non sarà un fenomeno di massa.

Non solo. Significa dire alle gerarchie ecclesiastiche che le strutture scolastiche gestite dai religiosi saranno privilegiate e sostenute. Dopo la salvaguardia delle scuole, degli ospedali e degli alberghi gestiti dai religiosi dalla prossima tassa locale Imu prevista nel decreto di attuazione del federalismo (che invece per artigiani e commercianti si tradurrà in una patrimoniale secca e pesante) e dopo l’assoluto appiattimento sulle posizioni più oltranziste che riguardano i temi etici, è arrivata la proposta sulla scuola.

Quale sia lo scambio è chiaro: la Chiesa di Roma fa finta di non vendere lo scandalo di un uomo pubblico che frequenta e paga minorenni e in cambio ottiene sostegno e favori. Di questa strategia ha fatto parte una lunga intervista al cardinal Bagnasco, presidente della Cei, da parte de Il Giornale (proprietà della famiglia Berlusconi). E ci sono già alcuni chiari riscontri.

La Stampa: “Alla Chiesa interessa ciò che un governante fa per il bene comune. Sul piano della condotta individuale indirizziamo a Berlusconi le stesse raccomandazioni rivolte a chiunque altro. Sui comportamenti personali il giudizio spetta solo a Dio». Il vescovo ciellino di San Marino-Montefeltro, Luigi Negri, esponente di primo piano della Cei e presidente della fondazione per il Magistero sociale della Chiesa, interrompe i preparativi perla visita del Papa nella sua diocesi e benedice il «clima costruttivo» tra le due sponde del Tevere: «Ci sono le condizioni per orientare cattolicamente la restante parte della legislatura verso i principi non negoziabili: vita, famiglia, libertà di istruzione». Il no del premier alle adozioni dei single e alle unioni gay (in contemporanea all`esortazione alla pacificazione tra i poteri contenuta nell`intervista del cardinale Bagnasco al «Giornale» della famiglia Berlusconi) sono «segnali positivi di disponibilità alla cooperazione per l`interesse generale dell`Italia».

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Bersani, ‘La scuola pubblica è nel cuore degli italiani, da Berlusconi uno schiaffo inaccettabile

Inserito da casoledelsa il 28 Febbraio 2011

Bersani, ‘La scuola pubblica è nel cuore degli italiani, da Berlusconi uno schiaffo inaccettabile’
Per il segretario Pd, “il premier se la prende con comunisti e gay, insultando così l’intelligenza e la coscienza civile del Paese”In difesa della scuola pubblica, attaccata ieri dal premier - in una delle sue ormai consuete uscite che hanno il solo scopo di distrarre l’opinione pubblica dai suoi guai giudiziari - sono arrivate le parole di Pier Luigi Bersani, a giudizio del quale “la scuola pubblica è nel cuore degli italiani, da Berlusconi uno schiaffo inaccettabile. Con richiami di sapore antico - ha sottolineato il segretario del Partito Democratico - il premier se la prende con comunisti e gay, insultando così l’intelligenza e la coscienza civile del Paese. All’elenco, Berlusconi stavolta ha aggiunto gli insegnanti della scuola pubblica. Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo. La scuola pubblica - ha concluso Bersani - è nel cuore degli italiani, è il luogo in cui l’Italia costruirà il suo futuro. Noi siamo con la scuola pubblica e non permetteremo che Berlusconi la distrugga”.
Per Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale del partito, “a Berlusconi, amico di dittatori e rais, e ballerino di bunga bunga, dà fastidio la scuola pubblica, perché è scandalizzato dalla cosa più pericolosa che la scuola produce: il pensiero”.
Proseguendo nella sua dichiarazione, la Puglisi ha rilevato che “per il massacratore Gheddafi, intimo amico del nostro premier, al quale ha dedicato un mega poster di sette piani in una via centralissima di Tripoli, chi pensa, è un nemico pericoloso. Lo è per l’ex agente Kgb Putin che non sopporta critiche di sorta.
Dopo essersi impossessato del 90% dei mezzi di informazione, dopo aver delegittimato la magistratura, ora Berlusconi punta a distruggere il luogo dove si formano le coscienze civili, dove le menti imparano a essere libere di ragionare e di criticare”.
A giudizio della Puglisi, l’obiettivo del premier è quello di “dirottare fondi verso istituti elitari, per famiglie ricche, scuole facilmente controllabili perché economicamente ricattabili: l’idea di qualsiasi regime autoritario che anziché prendere il potere con le armi, lo afferra occupando le istituzioni”.

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LA RIPRESA ITALIANA E’ LENTA

Inserito da casoledelsa il 28 Febbraio 2011

LA RIPRESA ITALIANA E’ LENTA

L’Istat ha reso noti i dati delle vendite, che sono l’elemento trainante dell’ intero ciclo economico, per il 2010, registrando un aumento dello 0,2% ; troppo poco per compensare le perdite subite per la profonda crisi economica del 2008 e del 2009.
In particolare, colpisce la situazione in un settore primario come quello degli alimenti che è in calo dello 0,3%, ed i piccoli esercizi sono i più penalizzati.
Un pò meglio va alla grande distribuzione dove i discount sono i protagonisti.
Per l’Istat l’andamento economico è stagnante, anche se si registra un lieve aumento per il comparto “no food” nel settore della foto-ottica, mentre è in calo la telefonia , il settore informatico e quello delle telecomunicazioni.
Allarmato di tutto ciò è il Codacons che fa notare come “gli italiani siano costretti a fare la dieta e a mangiare sempre meno, con lo spostamento verso i discount, ossia verso i prodotti non di marca”.
Adusbef e Federconsumatori sono più drastici: “in assenza di interventi determinanti sul versante della domanda di mercato, nel 2011 le cose andranno sempre peggio”; inoltre la situazione è peggiorata con l’impennata dei prezzi nel mese di gennaio.
Alla luce di tutto questo si deduce che l’uscita dalla crisi per l’Italia sarà lunga e difficile, anche perchè il Governo non si occupa in minima parte di tutti questi problemi, pensando ad altro.

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CALCIOMERCATO IN PARLAMENTO E ATTACCO ALLA GIUSTIZIA, LE TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA DI BERLUSCONI AVVELENANO L’ITALIA.

Inserito da casoledelsa il 28 Febbraio 2011

Le tecniche di sopravvivenza al potere del presidente del Consiglio ormai sono chiare: Berlusconi ha avviato una campagna a tappeto per la riacquisizione almeno di una parte dei deputati persi con la crisi e sta preparando una spallata drammatica all’assetto del sistema giudiziario. L’obiettivo è duplice: da un lato evitare il voto, perché ha paura di essere sconfitto; dall’altro evitare di anche una sola volta di fronte ai magistrati per i quattro processi che deve subire, perché sa bene di rischiare una condanna, soprattutto nei procedimenti per corruzione.

Tre sono le notizie di ieri che possono far capire meglio che cosa sta avvenendo. La prima: Massimo Maria Berruti (da finanziere ha fatto parte del primo gruppo che ha avviato una indagine approfondita sulla Fininvest, poi è diventato un dirigente della Fininvest e infine è stato candidato ed eletto nelle liste del Pdl) è stato condannato 2 anni e 10 mesi per riciclaggio nell’ambito dello stesso processo che vede Silvio Berlusconi chiamato in causa per frode fiscale sulla compravendita di diritti tv. La seconda riguarda la giustizia. Liana Milella su La Repubblica: “Roma - Temono Napolitano su intercettazioni e processo breve, ma dopo il Rubygate e le scoperte sulla “cella” di Arcore che ha rivelato le 23 volte della ragazza marocchina dal Cavaliere, pensano a imporre una autorizzazione anche solo per rilevare proprio una cella telefonica. Vogliono incassare soprattutto la mini prescrizione, una Cirielli bis, per chiudere i processi Mills e Mediaset, ma sfidano il Colle sulla riforma della giustizia. Da via Arenula trapela, per mano dell`agenzia Ansa, una bozza shock in cui scompare l`azione penale obbligatoria, il Guardasigilli diventa il capo del Csm dei pubblici ministeri, i procuratori generali e i dirigenti delle procure vengono eletti dal popolo (è la condizione posta da Bossi per licenziare il ddl costituzionale), i togati del Csm, ridotti a un terzo, vengono sorteggiati, i laici si allargano ai due terzi, il Consiglio non può né dare pareri sulle leggi, né fare documenti di indirizzo politico. Peggio di qualsiasi possibile previsione. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, smentisce «in via assoluta» solo l`ipotesi di diventare capo di un Csm (in quello dei giudici resterebbe il presidente della Repubblica). Ma tace su tutto il resto”.

La terza, clamorosa notizia riguarda il calciomercato in Parlamento. La Repubblica: “Un bonifico di tutto rispetto:150mila euro. E la rielezione garantita. E’ l`offerta che il deputato Pd Gino Bucchino, 62 anni, medico residente in Canada, eletto nella circoscrizione Nord America, sostiene di aver ricevuto da un mediatore, un «giovane esponente di Rifondazione socialista» che ha indicato Denis Verdini quale garante dell`operazione. La contropartita richiesta? Il passaggio alla maggioranza, tra le file dei “Responsabili”. Fatti, circostanze e contropartita vengono rivelati nel corso di una conferenza stampa che il parlamentare tiene a Montecitorio”….” Denuncia che apre un altro squarcio sinistro sul “calciomercato” che da settembre sta puntellando governo e maggioranza”. Pier Ferdinando Casini: “Ne posso citare venti di casi del genere”. Per salvare se stesso il presidente del Consiglio sta travolgendo tutte le regole, avvelenando la democrazia e la vita pubblica italiana.

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ACCETTARE E CAPIRE

Inserito da casoledelsa il 28 Febbraio 2011

ACCETTARE E CAPIRE di Barbara Senesi
E’ di alcuni giorni fa la notizia, apparsa su un giornale, che racconta di un abuso di cui è stata vittima un lavoratore disabile.
Questi i fatti: ad ottobre a Lido di Camaiore, è stato inaugurato il nuovo plesso scolastico di elementari e medie a cui ha partecipato il Ministro alle Infrastrutture Matteoli.
Il bidello diversamente abile di 45 anni, non ha potuto partecipare alla cerimonia inaugurale perchè alla mamma è stato consigliato dai dirigenti scolastici, di tenere a casa il figlio poichè in quel giorno non ci sarebbe stato nessuno per seguirlo; una motivazione paradossale, se si considera che la mattina cambia due autobus da solo, per andare a lavoro.
Non aveva nessuna importanza che nei giorni passati, il bidello, aveva partecipato alla pulizia, all’ abbellimento e all’ addobbo della scuola e che lui fosse molto contento dell’evento.
E siccome al peggio non c’è mai fine, dopo qualche giorno la dirigente scolastica torna di nuovo all’attacco e chiede al bidello una visita di idoneità.
La commissione di Lucca concede l’idoneità, ma tra pochi giorni, il bidello, si dovrà recare in commissione a Roma , perchè la preside ha fatto ricorso.
Perchè tanto accanimento persecutorio nei confronti di una persona? Una persona che in virtù della legge 104 sulle categorie protette, ha diritto ad un posto di lavoro dignitoso.
Perchè il bidello è stato discriminato e tenuto volutamente fuori dai festeggiamenti?
Forse temevano di fare brutte figure di fronte al Ministro? Forse perchè il bidello poteva essere elemento di disturbo in un contersto dove tutto è bello e giovane?
La realtà è, che ancora una volta, purtroppo, vengono calpestati i diritti dei più deboli.
Le persone diversamente abili, hanno diritto allo studio ed al lavoro come tutte le altre e devono essere accettati dalla società e dal contesto in cui vivono.
A causa di un impedimento fisico o intellettivo, vivono una vita già difficile per conto suo e quindi non dovrebbero aver a che fare con queste forme primitive e ottuse di comportamento.
Tanto si parla dell’ inclusione nella società di persone diversamente abili, ma dobbiamo renderci conto che è posssibile averla solo dove è accettata e condivisa e non dove regna una qualsiasi forma di ipocrisia, come nel caso della suddetta scuola che vuole apparire perfetta.
Forse è la società che cambia e che ci indica un modello di vita sempre più patinata e perfetta.
Oggi l’importante sembra essere l’apparire, il possedere, l’aver successo ed arrivare alla meta cercando scorciatoie lecite e non.
Ma tutto questo è giusto? Proviamo a domandarlo alla nostra coscienza e avremo forse, una risposta che ci porterà a pensare e credere che tutte le persone che hanno una qualsiasi forma di disabilità o che semplicemente sono più deboli, per condizione sociale, fisica o economica vanno accettate e capite.
Allora, poi tutto, sarà più facile.
Barbara Senesi

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Inizio, fine vita e la Sinistra

Inserito da casoledelsa il 24 Febbraio 2011

Ultimamente ho partecipato alla presentazione dei seguenti libri:

“RU486 Non tutte le streghe sono state bruciate” ed L’asino d’oro : aut: Flamini, Melega

“ Gli ultimi giorni di Eluana” ed. Biblioteca dell’immagine. Aut: De Monte, Gori

In entrambi gli eventi erano presenti gli autori e relatore comune il Prof. Mauro Barni – Ordinario di medicina legale all’università di Siena.

La presenza del Prof. Barni mi porta a due riflessioni che vorrei condividere con tutti i lettori.

Penso che i temi proposti  come la “Procreazione assistita,  legge 194”, “il  testamento biologico” possono essere accumonati perché nel nostro pensare sono definiti  “temi materialmente sensibili”.

Entrambi i libri sono stati presentati dagli autori come un desiderio di verità con l’obbiettivo di sgretolare questa montagna di mistificazione, finzioni, bugie, ipocrisia, falsa moralità da parte della Chiesa e di una parte politica  dove si faceva vedere le cose per come non erano. I libri quindi riportano informazioni, episodi realmente accaduti, riscontri medici, esperienze mediche.

Entrambi i libri dovrebbero essere letti da coloro che vanno a proporre leggi abrogative o in contrasto a questi temi.

Tutti hanno sentito parlare dell’aborto clandestino.

Tutti hanno avuto contatti dirette o indirette con persone sottoposte ad interruzione di gravidanza.

Tutti hanno avuto contatti con persone che hanno avuto problemi per assistere una persona alla fine della sua vita.

Conferenze, come queste, mirano a cercare di far capire come in questi tempi al di la di chi governa, c’è un tentativo di limitare i diritti civili, la libertà di scelta che ognuno di noi ha.. C’è un tentativo di insegnarci come dobbiamo nascere , come dobbiamo morire, come dobbiamo  far dei figli.

Tentativi seri di minare la vita civile di questo paese, dare a questa nazione un impronta etica forzata. Etica personale che non si può limitare per legge. Occasione per riprendere un discorso su temi importanti dove nelle sedi politiche questi argomenti sono oscurati da una pressione che tutto negano al nostro paese di poter progredire anche nelle coscienze e nella democrazia delle persone

Siamo oppressi da paladini che difendono la vita che non è ancora vita, la vita che non è più vita e poi mandano a morire annegati in mare poveri disgraziati in cerca di un soldo di fortuna.

Il Prof. Barni, ricordava che la Legge 194 del 28-3-78, porta la firma di Leone, Andreotti, Morleo, Anselmi, Ruffini. Un gruppo di persone che decise pensando ai cittadini e non a vincoli di partito. Una legge che ha un limite: l’obiezione di coscienza.

L’ obiezione di coscienza a volte è strumentale perchè tutti sanno che molte di queste scelte sono legate a motivi di comodo, come dimostrano i numerosi processi a carico di sanitari obbiettori accusati di eseguire aborti clandestini..

Il servizio sanitario deve, invece, garantire ai cittadini di poter usufruire di questa terapia.

 

Il 21 Febbraio p.v. riprenderà alla Camera la discussione sul disegno di legge Calabrò sul “testamento biologico”,e sinceramente, la mia speranza è quella che ritorni nel cassetto dove ha riposato per lungo tempo.

 

E’ l’ora che la Sinistra, se vuol essere alternativa a questo paese, deve prendere una precisa e chiara posizione, perché sull’autodeterminazione non ci può essere nessun compromesso. La Sinistra credo che sia perdente sulla battaglia dei diritti civili. Il Pd non può pensare di rinviare ulteriormente la discussione su i temi etici e civili. Fare una Commissione, come deciso nell’ultima Assemblea Nazionale, per discutere di questi temi, è come rimandare ulteriormente la questione. Io, invece credo, e propongo,  che un segnale importante debba essere dato: inserire i diritti civili in tutti i programmi politici del Centrosinistra.

Il Movimento Marino, si dovrebbe far promotore di una proposta in tal senso, verso il candidato Sindaco di Siena del Pd Ceccuzzi , dove il Pd ha già bocciato una mozione sul testamento biologico in Consiglio Comunale.

Concludo queste riflessioni con le esclamazioni finali del libro di Flamini, Melega:

Se vivessimo in un paese normale……. Se fossimo in un paese normale…….

In un  Paese normale medici, amministratori, politici si siederebbero attorno ad un tavolo e discuterebbero su temi etici, avendo in mente solo l’interesse delle cittadine e dei cittadini senza se e senza ma.

                  

                                                                                                                                    Bruno Melani

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SANGUE, PETROLIO E PROFUGHI

Inserito da casoledelsa il 24 Febbraio 2011

L’EUROPA COMINCIA A  MUOVERSI SUL DRAMMA DELLA LIBIA. MA IL COMPORTAMENTO DI  BERLUSCONI HA RESO DIFFIDENTI GLI ALTRI PAESI VERSO L’ITALIA.

NAPOLITANO: IL MEDITERRANEO E’ ESSENZIALE PER L’EUROPA.

 

Il sanguinoso tentativo di reprimere il risveglio popolare in Libia da parte del colonnello

Gheddafi ha provocato un disastro umanitario: morti, feriti, distruzioni in Libia e una massa

enorme di profughi in fuga verso gli altri paesi del Nord Africa ma anche verso l’Europa. Il

rischio è una migrazione di dimensioni bibliche.

L’Italia ha chiesto e chiede aiuto, ma il comportamento avuto da Berlusconi, dal suo governo e

dalla sua maggioranza, Lega compresa, hanno reso assai diffidenti gli altri paesi, restii oggi a

mettersi in gioco anche per noi. Ancora ieri, mentre il ministro Maroni presentava le proposte

dell’Italia e di altri paesi del europei che si affacciano sul Mediterraneo, Umberto Bossi ha

rilasciato una dichiarazione che ha fatto capire all’estero che cosa si agita in Italia: “Con tutti

questi profughi, se si va ad elezioni vinciamo noi”.

Tuttavia, di fronte alle dimensioni assunte da questo dramma umanitario anche l’Europa, l’Onu

e le altre istituzioni internazionali si sono smosse, anche se ancora si stenta a dare una risposta

all’altezza dei problemi. Oggi per esempio è prevista una riunione dei ministri degli Interni

europei, alla quale parteciperà Roberto Maroni. Ma non si prevede ancora uno sbocco positivo.

Fonti della presidenza ungherese hanno parlato ieri di un primo giro di orientamento, in cui

sarà ascoltata soprattutto l`esposizione italiana, in vista della compilazione di «una lista

di azioni concrete». Importanti saranno ovviamente le proposte presentate da Maroni e da altri

cinque ministri per la creazione di un fondo per i migranti.

Il problema che potrebbe impedire una rapida soluzione sarà la suddivisione degli oneri tra i

diversi paesi dell’Unione. Fra i paesi nordici, Germania compresa, c`è infatti molta resistenza

ad accettare il principio del «búrden sharing», soprattutto dopo le critiche all’atteggiamento

tenuto dal governo italiano nei confronti del leader libico Gheddafi, difeso fino all’ultimo

minuto, anche mentre aveva già dato l’ordine di bombardare i civili e mollato solo di fronte

all’evidenza della immane tragedia provocata in Nord Africa.

I risultati potrebbero tuttavia arrivare quando le circostanza fossero tali da convincere Roma

a presentare una formare richiesta di aiuto. Il presidente della Commissione europea, Barroso,

ha già ammesso «che i migranti vogliono andare in Europa, non in Italia», e che dunque la

questione non riguarda un solo paese. Il portoghese ha avuto colloqui con il presidente

della Repubblica, Giorgio Napolitano, e col premier Berlusconi: «Chiederò agli Stati membri di

mostrare solidarietà».

Le stime dell`agenzia per sorveglianza dei confini Ue, Frontex, non hanno lasciato dubbi d’altra

parte sulle dimensioni del problema: un numero compreso fra 500 mila e 1,5 milioni di africani,

prevalentemente subsahariani che risiedono in Libia: Secondo Frontex, i flussi potrebbero

essere «misti», gente che scappa dalla guerra mescolata ai terroristi. Qualora succedesse il

peggio, «si dirigeranno principalmente in Italia, Malta e Grecia».

 

In un’intervista pubblicata oggi da La Stampa in vista della visita del presidente della

Repubblica in Germania, Giorgio Napolitano presenta una riflessione sui ritardi dell’Europa e

sulla necessità di una ripresa dell’attenzione e dell’iniziativa politica dell’Unione. Tutta

l’Europa ha infatti dimostrato di essere in ritardo verso il risveglio della sponda sud del

Mediterraneo. L’allargamento ad Est può aver allontanato certo l’attenzione. Ma il

Mediterraneo, ha indicato il presidente in un’analisi lunga, dettagliata e che merita di essere

letta, resta strategico per il futuro dell’Europa.

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Cresce il costo della vita, record dal 2008

Inserito da casoledelsa il 23 Febbraio 2011

L’aumento dei prezzi ha registrato un’impennata nel mese di gennaio, portando l’inflazione a un record storico dal 2008: il costo della vita è cresciuto del 2,1% su base annua. Le città più colpite sono Aosta, Bari e Roma, mentre quelle meno toccate dal fenomeno Palermo, Milano e Campobasso.

Secondo le rilevazioni dell’Istat (Istituto nazionale di statistica), l’accelerazione dell’inflazione risente in particolare delle tensioni sui prezzi dei beni energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati: la benzina è aumentata dell’11,3% su base annua (+9,9% a dicembre) e del 3,5% su base mensile.

Per quanto riguarda l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, i maggiori incrementi hanno riguardato i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche (+0,8%), dell’abitazione, di acqua, elettricità e combustibili (+0,7%), e dei trasporti (+0,5%). In calo risultano i prezzi di ricreazione, spettacoli e cultura (-0,4%).

Tutto ciò tra l’apatia e l’indifferenza del Governo Berlusconi, attualmente impegnato solo a discutere del decreto legge sulle intercettazione e dell’immunità Parlamentare per cercare in qualche modo di salvare il Premier…come se fossero questi i reali problemi dei Cittadini!

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MILLEPROROGHE - NO DI NAPOLITANO

Inserito da casoledelsa il 23 Febbraio 2011

Napolitano boccia il milleproroghe. Lo fa con una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi, Renato Schifani e Gianfranco Fini in cui spiega che il testo approvato in Senato contiene elementi di incostituzionalità data l’ampiezza e l’eterogeneità delle modifiche introdotte nel Milleproroghe all’esame dell’aula della Camera, un carrozzone su cui sono state imbarcate riforme fiscali e nuove tasse, dal cinema alle calamità.
Lo ha reso noto oggi un comunicato del Quirinale: Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha oggi inviato una lettera ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio, nella quale ha richiamato l’attenzione sull’ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche fin qui apportate nel corso del procedimento di conversione al testo originario del decreto-legge cosiddetto “milleproroghe”.
«Ho ritenuto di dovervi sottoporre queste considerazioni - ha scritto il Capo dello Stato - perchè a mio avviso non mancherebbero spazi attraverso una leale collaborazione tra governo e Parlamento da un lato e fra maggioranza e opposizione dall’altro, per evitare che un decreto legge concernente essenzialmente la proroga di alcuni termini si trasformi sostanzialmente in una sorta di nuova legge finanziaria dai contenuti più disparati».
Il Capo dello Stato si è riservato «qualora non sia possibile procedere alla modifica del testo del disegno di legge approvato dal Senato, di suggerire l’opportunità di adottare successivamente possibili norme interpretative e correttive, qualora io ritenga, in ultima istanza, di procedere alla promulgazione della legge». E ha lanciato un avvertimento. «Devo infine avvertire - ha precisato Napolitano- che, a fronte di casi analoghi, non potrò d’ora in avanti rinunciare ad avvalermi della facoltà di rinvio, anche alla luce dei rimedi che l’ordinamento prevede nell’eventualità della decadenza di un decreto legge».
COSA C’E’ NEL MILLEPROROGHE
Sintetizzando:
Più che Milleproroghe siamo di fronte al ‘Milletasse’
Norme contro i precari della scuola
Un regalo padano a chi non paga le multe sul latte ; agricoltura penalizzata
Tagli al sud; colpito da catastrofe? Allora ti tasso
Stop alle demolizioni delle case abusive in Campania, anche se costruite in aree protette
Più tempo per gli abusivi “fantasma”
Al cinema biglietto più caro e tagli alla cultura
Più assessori per Alemanno
Il governo si dimentica del blocco turn over nelle università
Vuoi un figlio? Ti schedo
Taglio dei finanziamenti destinati ai malati di Sla
Nessuno spazio nel Milleproroghe per i lavoratori somministrati, gli ex-interinali, dell’INPS.
Non è certo la frustata all’economia annunciata da Berlusconi pochi giorni fa, anzi il cosiddetto decreto milleproroghe può essere sintetizzato come un’accozzaglia di norme eterogenee e spesso contraddittorie, molte delle quali dettate da interessi particolari. Nel provvedimento manca completamente un filo conduttore a dimostrazione dell’assenza di un organico progetto industriale per affrontare la grave crisi che attanaglia il Paese. Nonostante la propaganda governativa, non è certo questo lo strumento per rilanciare i consumi, innescare le leve dello sviluppo e favorire l’occupazione.Anto.Pro.

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