Lui si diverte… noi per niente

Inserito da casoledelsa il 21 Gennaio 2011

Lui si diverte… noi per niente
Mi sarebbe piaciuto parlare con voi in questa newsletter di quanto è avvenuto a Mirafiori, di quanto il dibattito tre le ragioni del ‘sì’ e quelle del ‘no’ al referendum e abbiano nascosto il tema vero di cui dovremmo discutere, e cioè di come un Paese in declino sia in grado di risalire mettendo in campo innovazione (non è il caso dei Suv di Mirafiori), di come ragionare nel 2011 di rappresentanza piena dei lavoratori nell’ambito di divisioni sindacali profonde, di come gestire la crisi occupazionale che a breve non è destinata a migliorare e che, lo conferma in questi giorni Bankitalia, rappresenta un enorme problema, soprattutto per le nuove generazioni di Italiani e di Italiane.
Mi sarebbe piaciuto dirvi la mia e sentire la vostra sullo stato di salute del Pd, sulla necessità di produrre un collante vero e forte alla scommessa che abbiamo messo in campo tre anni or sono, della strana vocazione alla divisione presente nel Dna della sinistra: una vocazione ai distinguo, all’esercizio del tiro al piccione nei confronti del proprio leader, proprio mentre il centro destra ed il suo unico capo vivono la più grave crisi dalla loro nascita.
Mi sarebbe piaciuto raccontarvi dei passi avanti che la Fondazione Nilde Jotti sta compiendo dopo la sua nascita, degli appuntamenti che toccheranno anche Siena (il 25 febbraio), dell’interesse che la cosa sta suscitando in tante donne, in tante ragazze (ed anche in molti uomini).
Mi sarebbe piaciuto parlare della riflessione che il nostro segretario ha messo in campo, anche con la sua lettera al Messaggero di una settimana fa, chiamando le forze di opposizione e responsabili di questo Paese ad un Comune impegno per una rifondazione democratica di questo nostro Paese che si sta sgretolando giorno dopo giorno e precipitando verso il basso nell’economia, nella coesione sociale, nella tenuta civile, sociale, politica e democratica.
Purtroppo è nuovamente esploso un tema che riguarda lo stile di vita del nostro Premier, e stavolta la deflagrazione proviene dai magistrati milanesi. L’accusa è gravissima e, che si accerti o meno l’effettiva presenza di un reato compiuto da Berlusconi, la vicenda e i personaggi coinvolti (Fede, Lele Mora, Minetti) ci costringono a fare i conti con uno spettacolo indegno per l’Italia, umiliante per il Paese di fronte al mondo. Le pagine di tutti i giornali italiani ed esteri da giorni pubblicano stralci delle intercettazioni, dichiarazioni di testimoni, foto di splendide giovani ragazze che hanno frequentato cene, feste e probabili dopocena, ma stavolta c’è anche un pesante e corposo fascicolo che la giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati deve esaminare, c’è una convocazione del premier in tribunale, che quindi potrebbe tranquillamente fare chiarezza della vicenda recandosi, come ogni cittadino è tenuto a fare, davanti ai magistrati. Invece ancora una volta lui ha scelto un’altra strada: il messaggio televisivo, le dichiarazioni, gli avvocati, i difensori politici in tv, l’attacco ai magistrati, ai comunisti, ai giornali, addirittura alle tv. E ha detto che si sta divertendo davanti a questo spettacolo.
Martedì Dario Franceschini in aula, ad inizio lavori, ha chiesto al premier un sussulto di dignità: “si dimetta e chiarisca”. Lo ha chiesto Bersani. Lo hanno fatto le donne del Pd, anche noi parlamentari con un nostro documento. Lo hanno fatto le altre opposizioni. La Lega invece, ancora nascosta dietro al lenzuolino sempre più sdrucito di un federalismo che purtroppo si preannuncia vuoto e peggiorativo per molte realtà locali, tace.
Io temo che il voto sia sempre più vicino, e temo che avverrà in un Paese che non ne può più, un Paese arrabbiato, un Paese lacerato. Noi vorremmo altro, ma certo non dobbiamo averne paura: abbiamo molte cose da dire e da ricordare agli Italiani, abbiamo un’idea di Paese ben diversa da quella che Berlusconi sta mostrando a noi e al mondo.

Lui si diverte? Noi francamente no, per niente. Se ne vada, lui e la sua corte di servitori, nani e ballerine. Se ne vada. Lo faccia con dignità, preparando una soluzione oppure chiedendo le urne, purché lasci quel ruolo che è incapace di esercitare, lasci quel palazzo dal quale pensa di poter comprare qualsiasi cosa (parlamentari, calciatori, corpi femminili) e ci consenta di occuparci delle cose serie di cui questa Italia ha un infinito bisogno.

Susanna Cenni

Categoria: Attività, Dibattito, Informazioni

 

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