INTERVISTA A BERSANI - IL MESSAGGERO 30.12.2010

Inserito da casoledelsa il 3 Gennaio 2011

«Sì agli investimenti, no allo strappo sui diritti»
Fiat, Bersani: non si può escludere dalla rappresentanza sindacale chi dissente. La posizione del Pd è univoca e chiara e la sosteniamo tutti
di Pier Luigi Bersani.
“Gli investimenti della Fiat sono importanti, preziosi per i territori interessati, per il nostro futuro industriale, per i redditi dei lavoratori. Ma non si può escludere dalla rappresentanza sindacale chi dissente e su questo la posizione del Pd è univoca e chiara e la sosteniamo tutti”, ha chiarito oggi il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani in un’intervista al Messaggero. “Se Marchionne dirottasse altrove gli investimenti, sarebbe un colpo micidiale”, ha dichiarato. Ma il Segretario del Pd si ribella a quanti gli chiedono di scegliere tra un si e un no integrale agli accordi senza Fiom - il governo da destra e Vendola da sinistra -. Bersani ha sottolineato: “La nostra è una posizione forte e unitaria”. E per questo ha giudicato superficiale la lettura di un Pd diviso tra filo-Cisl e filo-Cgil. Oppure diviso tra chi guarda al Terzo Polo e chi invece tiene di più a Vendola, oggi schieratissimo con la Fiom.Per vocazione Bersani attribuisce sempre al Pd un ruolo più ampio di ricomposizione politica. Non rinunciando, ad esempio, a rivolgersi a “tutte le opposizioni”. E sostenendo che, anche a partire dai problemi aperti sulla Fiat, «un governo serio dovrebbe sedersi al tavolo portando una sua politica industriale e cercando di coinvolgere le parti sociali in una nuova concertazione orientata alla crescita”. Il governo Berlusconi invece “non fa questo e anzi punta sulla divisione”. Ed anche sul referendum, la posizione espressa è stata molto chiara: «Quella scelta tocca ai lavoratori, anche perché costerà loro sacrifici. E il Pd non farà il mestiere del sindacato». Ha detto si agli investimenti, ma al tempo stesso battaglia in fabbrica e fuori contro la privazione dei diritti sindacali. E il Segretario del Pd riconosce a Marchionne il diritto di “esigere il rispetto degli accordi aziendali”: dopo il referendum le regole varranno per tutti. “Ma non si può escludere dalla rappresentanza chi ha espresso un’opinione contraria. Così si intacca un principio democratico”.

Per il leader del Pd questa è la battaglia che la politica deve portare avanti prima e dopo il referendum. Nel documento Pd diffuso ieri a Torino si chiede di ripartire dall’intesa del 2008 tra Cgil, Cisl e Uil per definire nuove regole condivise sulla rappresentanza. Il Pd ha anche presentato una sua proposta di legge al riguardo. Ma Bersani spera che siano prima “le parti sociali a sedersi a un tavolo e definire insieme le norme”.
Il Segretario democratico per ribadire pubblicamente che il Pd discute al suo interno, si confronta, ma mantiene una posizione univoca, è stato ospite di Sky Tg 24, rilasciando un’intervista sugli ultimi risvolti del caso Fiat e della politica nazionale. “Perchè si parla di Pd diviso? Abbiamo una posizione molto chiara e la sosteniamo tutti. Siamo un Partito che discute, capiamo che può sembrare una stranezza in Italia, ma noi discutiamo”. Ha detto Bersani parlando dell’accordo di Mirafiori. “Piuttosto è il governo che dovrebbe favorire i meccanismi di partecipazione. Perché se non correggiamo questo andamento, c’è una palla di neve che può diventare una valanga. È necessario che le grandi forze sociali riprendano il filo di un accordo sulla rappresentanza e sulla rappresentatività ma il governo non deve fare l’agnostico”.

Durante l’intervista video si è discusso anche su un futuro quadro di possibili alleanze e su questo Bersani ha dichiarato: “Negli ultimi due anni si è creata una formazione politica che nasce dal rifiuto di una deriva populista del centrodestra. E con questi siamo pronti a discutere. Anzi per noi è l’occasione per vedere oltre Berlusconi, per rivolgerci a tutte le forze di opposizione per una riforma della Repubblica, per un grande patto per il lavoro e la crescita, per uscire da una fase decennale e entrare in un’altra fase”.. Per questo secondo Bersani risulta assai improbabile che l’Udc entri nel governo, “perchè sarebbe un venir meno alle cose dette fin qui”, ha dichiarato al giornalista.

Sempre a proposito delle alleanze, Bersani però ha invitato a uscire dal politicismo: “Parliamo degli italiani, abbiamo un sacco di problemi. Io intendo che il Pd presenti una piattaforma di riforme su democrazia e lavoro e su quella aprire il confronto con tutte le forze di opposizione, chiedendo a tutte di non auto escludersi, con uno sforzo comune per uscire da questo decennio. Se anche qualcuno si riatresse - ha chiarito Bersani- noi terremo ferma la nostra proposta larga e aperta. I disastri sono troppo gravi per uscirne senza la generosità di uno sforzo comune, mettendo da parte egoismi di Partito. Questo è il messaggio”.

Quanto alla possibilità di elezioni, il Segretario del Pd ha detto ironicamente: “Sulle elezioni io non ci scommetto. Ci deve scommettere Berlusconi perchè se arriviamo lì è tutto merito suo ed è il suo fallimento totale. Io aspetto l’estrazione del lotto…”.
Nel corso dell’intervento sul canale Sky, Bersani ha difeso il patrimonio riformista del centrosinistra, dalle assurde accuse di “conservatorismo” che sono apparse nel Corriere della sera in diverse circostanze.”La rappresentazione della sinistra come ‘conservazione’ è inaccettabile. Come se non essere d’accordo con la Gelmini o chiedere a Marchionne come investirà i 18 miliardi, avendo chiarito solo come ne spenderà 2, fosse conservazione”. “Ne faccio anche un caso personale - ha aggiunto - io faccio il Segretario del Pd ma ho fatto anche il ministro: mettiamo in elenco le riforme che ho fatto io e quelle dei miei pari grado del centrodestra… e vediamo chi è riformista”.

A margine dell’intervista è stato chiesto a Bersani di vestire simbolicamente i panni del professore e compilare una pagella sul proprio Partito. Nel complesso il Segretario ha ovviamente promosso il progetto dei Democratici, ma ha lasciato ampi margini di miglioramento. In “coesione interna”, Bersani ha assegnato al Pd sei meno. “In iniziativa politica” invece - ha ribadito - va molto meglio”. Posto infatti che il mestiere più difficile è fare opposizione durante il berlusconismo, il leader Pd ha riconosciuto che i Democratici hanno azzeccato l’analisi: “Ci siamo tenuti attaccati ai problemi, il voto è quindi sette, in attesa di dare sette più l’anno prossimo. Da migliorare anche il rendimento elettorale -ha concluso - ma il sondaggio vero saranno le elezioni vere. Quando si arriverà al dunque sono convinto che ci sarà un ruolo del Pd nell’indicare le prospettive non solo nel prossimo anno ma nel prossimo decennio “.

Categoria: Dibattito, Informazioni | Nessun Commento »

 

Scrivi a:

Per Informazioni scrivi a:
info@pdcasoledelsa.net
oppure direttamente a:
Claudio Cavicchioli

Calendario

Gennaio 2011
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Categorie

Archivi

LINK

Meta