LA POLITICA VA FATTA CON LE MANI PULITE.

Inserito da casoledelsa il 31 Gennaio 2011

LA POLITICA VA FATTA CON LE MANI PULITE! “Se c’è un uomo politico che dà scandalo e che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!” (Sandro Pertini, Presidente di tutti gli italiani)

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ARTICOLO DI VITTORIA FRANCO - da l’Unità

Inserito da casoledelsa il 31 Gennaio 2011

 CLICCA SU ART UNITA’ PER LEGGERE L’ARTICOLO   art_unita

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CENTRO DIURNO ALZHEIMER A SIENA

Inserito da casoledelsa il 31 Gennaio 2011

CENTRO DIURNO ALZHEIMER A SIENA 

Grazie al lavoro svolto in sinergia tra la Fondazione Monte Paschi Siena, il Comune di Siena, le Pie Disposizioni, l’Azienda USL 7 e la conferenza dei sindaci è stato possibile realizzare l’apertura di un centro diurno per persone affette da alzheimer a Villa Le Rose, poco fuori da Porta Romana, a Siena.
Le Pie Disposizioni hanno concesso in comodato d’uso gratuito uno spazio, ristrutturato grazie al contributo della Fondazione MPS. Il nuovo centro diverrà operativo a febbraio ed accoglierà gli utenti dai 15 Comuni della zona socio-sanitaria senese offrendo assistenza di base, riabilitativa, infermieristica e specialistica nei giorni feriali dalle 8.00 alle 20.00.
Il nuovo centro, non solo aiuterà i malati, ma anche le loro famiglie, in quanto gestire un malato con una sindrome che intacca ogni aspetto della vita quotidiana, non è cosa da poco.
Per il Sindaco e Presidente della società della salute Maurizio Cenni, si è realizzato un grande progetto grazie alla sinergia tra le istituzioni , che non dovrebbe mai mancare quando si lavora per il sociale ed è un modello da seguire nei prossimi anni, per mantenere il livello qualitativo dei servizi che abbiamo.
Un modello da seguire, anche per le altre zone socio-sanitarie della provincia.

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GLI ITALIANI ED IL FISCO: L’INDAGINE DEL CENSIS

Inserito da casoledelsa il 28 Gennaio 2011

GLI ITALIANI ED IL FISCO: L’INDAGINE DEL CENSIS

Questo numero del dossier è focalizzato sui risultati dell’indagine “Gli italiani ed il Fisco”: la ricerca condotta dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) per il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, nella quale vengono approfondite le opinioni e aspettative dei cittadini, e le trasformazioni avvenute nel rapporto tra gli italiani e il fisco. Si segnala che per la consultazione di alcuni link a fondo pagina è necessaria la registrazione gratuita al sito internet del Censis.

I CONTENUTI DEL DOSSIER
La percezione che gli italiani hanno del fisco continua ad essere sostanzialmente negativa: ingiusto per il 36,2 per cento, inefficiente per il 25,5 per cento ed esoso per il 23,7 per cento. Solo il 9,9 per cento lo giudica efficiente e il 4,7 per cento lo ritiene solidale.

E’ quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis per il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, presentata nei giorni scorsi a Roma dal Direttore Generale del Censis Giuseppe Roma, dal Presidente del Censis Giuseppe De Rita e dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Claudio Siciliotti.

Un giudizio indiscutibile al quale si somma l’indicazione dell’evasione fiscale come il principale problema del fisco. E’ così per il 44,4 per cento degli intervistati, esattamente il doppio di quanti (il 22 per cento) individuano in un eccessivo livello di tassazione il male maggiore.

La condanna dell’evasione rappresenta la tematica che interessa, in questo contesto, maggiormente gli italiani. La sensazione diffusa, che emerge dall’inchiesta, è che sono sempre più numerosi quelli che, nonostante l’incremento degli accertamenti, riescono a “farla franca”, sottraendosi ai propri doveri di contribuenti. Il 60 per cento del campione ritiene che l’evasione fiscale sia addirittura aumentata negli ultimi tre anni.

Come prevedibile, la grande maggioranza degli italiani giudica quindi elevato il carico fiscale. La pensa così ben l’81,1 per cento del campione. Le imposte meno accettate sono: il canone Rai (per il 47,3 per cento), il bollo auto (14,5 per cento), l’Ici (12,7 per cento), la tassa sulla nettezza urbana (12,1 per cento) e l’Irpef (11,6 per cento). Ma le tasse non sono giudicate troppo alte in assoluto, quanto piuttosto in relazione alla qualità dei servizi ricevuti (è così per il 58,1 per cento degli intervistati). Posti di fronte all’opzione “più servizi, più tasse” oppure “meno tasse, meno servizi”, la maggioranza (il 55,7 per cento) propende per la prima ipotesi. Gli italiani sembrano dunque chiedere un ritorno alla funzione di protezione tradizionalmente svolta dallo Stato, affievolitasi negli ultimi due decenni. E il richiamo all’abbassamento delle tasse sembra avere “meno attrazione” rispetto alla voglia di una maggiore giustizia fiscale.

La mancanza di tutele per il cittadino di fronte al sistema fiscale è l’altro grande tema che emerge dalla ricerca. Comprendere e risolvere i “rapporti con il fisco” continua ad essere ancora molto faticoso. La complessità e la scarsa chiarezza del sistema tributario sono la principale fonte di disagio per il 79,9 per cento del campione, seguono la difficoltà a vedere tutelati i propri diritti di contribuente (72,3 per cento) e la mole di documentazione necessaria per avere accesso alle agevolazioni (72,2 per cento). Il 68,2 per cento lamenta poi i tempi di attesa troppo lunghi per ottenere i rimborsi.

Complessivamente, per il 36,8 per cento degli intervistati il sistema fiscale negli ultimi tre anni è peggiorato, è rimasto uguale per il 48,6 per cento ed è migliorato solo per 14,6 per cento. Unica eccezione positiva è rappresentata dalla facilità di pagamento dei tributi, migliorata per il 52,7 per cento del campione. Alla maggior parte degli intervistati il fisco continua ad apparire “poco amico”. Quasi 8 italiani su 10 (il 76,9 per cento) si sentono poco o per niente tutelati, e addirittura il 55,4 per cento non ha mai sentito parlare dello “Statuto del contribuente” (il 22,1 per cento ne ha sentito parlare, ma non sa di cosa si tratta). Lo strumento che dovrebbe garantire maggiore certezza giuridica per i contribuenti è quindi sostanzialmente sconosciuto.

Timorosi di sbagliare o di imbattersi in errori del fisco, l’82 per cento degli italiani si affida al supporto degli intermediari. Per la dichiarazione dei redditi il 40,5 per cento opta per i commercialisti e il 41,5 per cento per i “Caf”. La funzione di intermediazione svolta dai commercialisti viene vista come decisiva: la giudica utile il 76,5 per cento degli italiani. Anche perché il 55,7 per cento non utilizza internet in alcun modo per lo svolgimento degli adempimenti fiscali, il 28,1 per cento lo fa unicamente per cercare informazioni e solo il 15,7 per cento effettua pagamenti, quando è possibile, per via telematica.

Il 51,7 per cento degli italiani ritiene poi l’aumento dei controlli e degli accertamenti fiscali per combattere l’evasione l’intervento più urgente da attuare, mentre “solamente” il 23,4 per cento chiede di abbassare il livello dell’imposizione fiscale e il 22,1 per cento di semplificare il sistema tributario. Aumentare le forme di tutela del contribuente è la priorità per il 20 per cento del campione, per il 16,6 per cento la soluzione è l’attuazione del federalismo fiscale, per il 12,5 per cento occorre invece introdurre il quoziente familiare.

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Pubblichiamo il documento,inviato dal Gruppo Centrosinistra per Casole d’Elsa, al Comune ormai diversi giorni fa, contenente richiesta di dimissioni del Sindaco-…Forse questo documento non era meritevole di essere discusso in Consiglio Comunale??? Evidentemente no, perchè il Sindaco Pii lo ha volutamente escluso dall’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale fissato per il prossimo 2 Febbraio.

Inserito da casoledelsa il 27 Gennaio 2011

 

AL CONSIGLIO COMUNALE DI CASOLE D’ELSA
e.p.c. AL SINDACO PIERO PII
e.p.c. AL SEGRETARIO COMUNALE

Il Gruppo Consiliare, CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA
nel considerare le ultime vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il Sindaco Dott. Piero Pii , presenta il seguente documento di richiesta di dimissioni .
Citiamo - Enrico Berlinguer
“La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico ”

Recita l’art. 54 della costituzione :
“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi. I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed ONORE, prestando GIURAMENTO nei casi stabiliti dalla legge.”

Nel Programma elettorale del Centrosinistra per Casole si leggeva: (…)
Nell’amministrare intendiamo osservare anche i principi basilari che devono guidare l’azione corretta di una pubblica Amministrazione, ovvero:
 legalità, intesa come rispetto di norme, procedure, regole operative; è la forma più alta di rispetto della volontà popolare
 efficienza, intesa come costante verifica della capacità operativa della struttura ed adeguamento della sua azione;
 efficacia, intesa come continua verifica dell’idoneità della nostra azione a rispondere ai bisogni che ne avevano determinato la scelta e lo specifico intervento;
 economicità, intesa come attenzione a realizzare interventi e servizi considerando un adeguato rapporto costi/benefici;
 trasparenza intesa non tanto come accessibilità, sempre garantita, ma soprattutto come diverso modo di intendere il rapporto Amministrazione - Cittadino.
PREMESSO
 Che a Casole, la “questione morale” la “legalità” la “trasparenza” sono valori importanti senza i quali non può esistere “democrazia” come da sempre espresso dal Centrosinistra per Casole d’Elsa.
 Che in data 10-11-2010 , il Sindaco Piero Pii davanti al Tribunale di Siena , accusato del reato ai sensi dell’art. 71, comma1 (in relazione agli artt.64 e 65) del T.U. in materia edilizia, approvato con D.P.R. 6/6/2001 n. 380 e del reato ai sensi dell’art. 95 (in relazione agli artt.93 e 94) del T.U. in materia edilizia, approvato con D.P.R. 6/6/2001 n. 380, ha richiesto ed ottenuto domanda di oblazione ex art 162/162 bis c.p.p.
 Che in data 16-12-2010, al Sindaco Piero Pii, di fronte al Tribunale di Poggibonsi, venivano contestati quattro capi d’accusa che andavano dagli abusi edilizi perpetrati in area soggetta a vincoli ( boschivo e idrogeologico ), omissioni procedurali, trasformazione del bosco. Per i reati in materia di edilizia, veniva richiesta ed ottenuta oblazione ex art 162/ 162 bis cpp mentre veniva rimandata l’udienza al 17 febbraio per i reati ambientali.
 Che sono già calendarizzate altre udienze che vedono coinvolto il Dott. Pii, assieme ad altri soggetti, in procedimenti giudiziari per presunti abusi edilizi;

 Che il manuale di procedura penale alla voce “oblazione” recita testualmente: “L’oblazione ha una prevalente finalità di deflazione processuale: lo Stato soddisfa la pretesa punitiva con il pagamento di una somma di denaro prima dell’apertura del dibattimento” e prosegue “Il giudice quando ammette l’oblazione fissa con ordinanza l’ammontare della somma che l’imputato è tenuto a versare e ne dà avviso all’interessato. Il medesimo giudice, verificato il pagamento della somma in questione, dichiara il reato estinto per intervenuta oblazione” . Non si può sostenere quindi che l’oblazione corrisponda ad una sentenza di assoluzione, né tanto meno sostenere che il reato ascritto non sia stato commesso.

 Che nel corso di un Assemblea Pubblica nel Gennaio 2007 il Sig. Pii, dichiarò:
 “a Casole mai perpetrato nessun abuso edilizio”
RICORDATO:
 Che questo Gruppo Consiliare in più interrogazioni chiedeva :
Se fosse a conoscenza,il Sindaco e la Giunta,di eventuali avvisi di garanzia o rinvii a giudizio riconducibili a personale dell’Amministrazione, ricevendo sempre risposte negative a riguardo.
Che la Provincia di Siena CON ATTO N. 179 DEL 13-10-2209, ha ritenuto opportuno costituirsi parte civile, in considerazione della persistente condotta degli imputati contraria alla normativa in vigore; nel procedimento penale n. 2247/07 R.G.N.R., aperto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, in merito ad una discarica abusiva posta a Cavallano di Sopra.

CONSTATATO:
 Che il Sindaco Piero Pii, differentemente da altri Comuni, dove si sono verificate vicende giudiziarie analoghe, non ha mai ritenuto opportuno e corretto costituirsi parte civile.
 Che il Sindaco Pii, non può partecipare alle sedute dei Consigli Comunali dove si trattano argomenti su soggetti a lui legati da interessi economici-professionali.
 Che anche in occasione di alcune delibere di Giunta è assente per motivi economico - professionali.
 Che la questione morale è un aspetto importante per il Centrosinistra per Casole d’Elsa come dimostrato in svariate occasioni.
 Che la giustificazione addotta dal Sindaco, sig. Piero Pii, che al momento dei fatti non fosse né Sindaco né Amministratore è assolutamente ininfluente. Ciò che conta è che oggi siamo di fronte ad un Sindaco evidentemente coinvolto in vicende che riguardano il Comune che lui stesso rappresenta e quindi si trova nell’impossibilità oggettiva sia di svolgere correttamente il ruolo che ricopre , e ancor più grave, di difendere e tutelare gli interessi dell’intera Amministrazione e di tutti i cittadini.

Sulla base di quanto sopra esposto,
il Gruppo Consiliare Centrosinistra per Casole d’Elsa non intende e non può assistere passivamente a questa situazione;
- è dovere di tutti i consiglieri comunali, anche con motivazioni disgiunte da queste, restituire alla politica la dignità che le compete e assicurare un governo autorevole ed efficiente al paese Casole;

SI CHIEDE PERTANTO
al Sig. Piero Pii, un gesto di responsabilità, rassegnando le dimissioni dalla carica di Sindaco del Comune di Casole d’Elsa.

Con osservanza
Gruppo Consiliare
Centrosinistra per Casole d’Elsa
Casole d’Elsa , 14 Gennaio 2011

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UN GIORNO SPECIALE……….!!!!!

Inserito da casoledelsa il 26 Gennaio 2011

Nel corso dell’assemblea pubblica del 21 c.m., il sig. Pii ha comunicato che il 17 Febbraio 2011 l’Associazione “Pensare Comune” farà una bella iniziativa dove si valuterà una visione politica generale diversa dal centrodestra e centrosinistra, in un contesto, dove ci possono essere altre alternative politiche.

Si è “dimenticato” di comunicare che lo stesso giorno presso il Tribunale di Poggibonsi ci sarà la seconda udienza che lo vede interessato per problematiche edilizie con trasformazione del bosco presso Castello di Casole, e con il Comune di Casole nella persona del Sindaco protempore parte offesa.

Si è “dimenticato” di comunicare che da inizio anno è stato depositato un documento dal Gruppo Consiliare Centrosinistra per Casole, per la discussione nel prossimo Consiglio Comunale, avente come oggetto “Richiesta dimissioni del Sindaco”.

Riportiamo una dichiarazione del Presidente della Camera (notoriamente uomo non di sinistra), in merito alle vicende del Presidente del Consiglio, che penso calzino a pennello anche alla situazione che si è venuta a creare a Casole.

“La presunzione di innocenza non può essere confusa con la presunzione di immunità, o peggio ancora di impunità. Non può pensare, avendo vinto le elezioni, di essere al di sopra della legge. - Berlusconi confonde il consenso popolare, che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia.”

Dove a “autorità di garanzia” possiamo sostituire “Consiglio Comunale” o “autorità cittadina”.

Scrivevo in un mio post del 30 Aprile 2010:

E’ “immorale” nascondere la verità ai cittadini che hanno il diritto di conoscere fatti che riguardano Amministratori pubblici.

26 Gennaio 2011 Bruno Melani

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il 27 Gennaio “Il giorno della Memoria”-Per non dimenticare mai

Inserito da casoledelsa il 26 Gennaio 2011

Il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è “Giorno della Memoria”, per ricordare la Shoah, le leggi raziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

“Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,voi che trovate tornando la sera il cibo caldo e i visi amici:considerate se questo è un uomo. Che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo. Come un rana d’inverno.

Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro  cuore”

Primo Levi, “Se questo è un uomo”

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Rumachella (Pd): “Pedaggio, anche il comune di Casole si mobiliti”

Inserito da casoledelsa il 25 Gennaio 2011

Ordine del giorno presentato dal Centrosinistra per Casole d’Elsa,  al sindaco Pii e alla giunta: “Strada in condizioni disastrose”
Il Centrosinistra per Casole d’Elsa ha presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale sul ‘Siena-Firenze day’, la mobilitazione promossa dalle province di Siena e di Firenze per il prossimo 12 febbraio per chiedere il ritiro del pedaggio sull’Autopalio e la sistemazione e la messa in sicurezza della strada. “Il nostro ordine del giorno - spiega il segretario Pd Claudia Rumachella - chiede al sindaco Pii e alla giunta comunale di Casole di aderire alla mobilitazione del 12 febbraio, alla quale noi democratici parteciperemo in tutti i comuni coinvolti, unendoci ai presidi che si terranno a tutte le uscite della Siena-Firenze. Auspichiamo che anche Casole si unisca agli altri enti locali del territorio nel dire ‘no’ al pedaggio e nel chiedere invece una adeguata manutenzione della strada - dice la segretaria del Pd di Casole - e interventi di ammodernamento e messa in sicurezza”.”Con il via libera da parte del governo Berlusconi - prosegue Rumachella - Anas introdurrà il pedaggio sulla Siena-Firenze a partire dal primo maggio prossimo. Una decisione inaccettabile e provocatoria per le nostre comunità, come abbiamo scritto nell’ordine del giorno che sottoporremo all’approvazione del consiglio comunale. Una scelta che ricadrebbe sulle spalle dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori, ma anche sullo sviluppo economico e turistico del nostro territorio. Auspichiamo che anche l’amministrazione comunale di Casole si unisca al ‘no’ di tutte gli altri comuni del territorio, che hanno già annunciato la propria adesione alla mobilitazione. Il Pd è contrario al pedaggio su una strada che versa in condizioni disastrose - conclude Rumachella, - con un asfalto ai limiti dell’impraticabile, una carreggiata troppo stretta e nessuna corsia di emergenza”.

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Perché serve una legge sulla rappresentanza

Inserito da casoledelsa il 25 Gennaio 2011

Perché serve una legge sulla rappresentanza

Chiusa la stagione dell’accordo Giugni c’è il rischio di un vuoto

di Pietro Ichino
 Sulla questione della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro il Governo ha assunto una posizione molto netta di rifiuto di qualsiasi intervento legislativo, motivandola con l’esigenza di “rispettare e promuovere la libertà di autodeterminazione contrattuale delle parti sociali” e l’autonomia del sistema delle relazioni industriali. Motivazione, questa, sicuramente condivisibile: non c’è dubbio che il first best sia un grande accordo interconfederale firmato da tutti i sindacati e le associazioni imprenditoriali sulle regole in materia di rappresentanza sindacale e contrattazione collettiva, come quello che il ministro del Lavoro Giugni riuscì a promuovere diciotto anni fa.

Il Governo, però, sembra non chiedersi che cosa accadrà se – chiusa ormai la stagione del “protocollo Giugni” del 1993 – sindacati e imprenditori non riusciranno a raggiungere un nuovo accordo. Ipotesi, questa, più che probabile, perché oggi l’ampia intesa tra di essi c’è soltanto sui criteri di misurazione della rappresentatività sindacale nei luoghi di lavoro, ma è lontanissima sulla questione cruciale, che è questa: la coalizione sindacale maggioritaria può negoziare al livello aziendale un accordo di contenuto difforme rispetto al contratto nazionale? Se sì, entro quali limiti e a quali condizioni? E se l’accordo contiene una clausola di tregua, l’impegno a non scioperare contro il contratto vale o no per tutti i dipendenti dell’azienda?

La mancanza di una base di regole che diano risposte chiare a questi interrogativi è dannosa per tutti. Lo è per il sindacato minoritario che – come la Fiom alla Fiat – legittimamente ritiene di non dover firmare il contratto collettivo voluto dalla coalizione maggioritaria: con la norma oggi in vigore, quel sindacato perde il diritto alla rappresentanza riconosciuta in azienda. Ma la mancanza di regole chiare su questa materia fa danno anche all’impresa e alla coalizione sindacale maggioritaria che il contratto lo firmano, perché le espone all’ostruzionismo della minoranza, esercitato sia con l’azione diretta (stante il potere, del quale oggi dispone chiunque, di proclamare scioperi contro il contratto anche il giorno dopo la sua stipulazione), sia con l’azione giudiziaria (perché non è chiaro quali siano i poteri negoziali della coalizione maggioritaria e i limiti di efficacia dell’“accordo separato”).

Infine, la mancanza di una disciplina universalmente applicabile su questa materia oggi fa danno anche alla Confindustria, determinando un incentivo per le imprese a rifiutare o revocare l’iscrizione per sottrarsi all’applicazione dei contratti nazionali firmati dalla stessa Confindustria negli anni passati, e alle loro conseguenze in tema di diritti sindacali in azienda.

Con il suo rifiuto di un intervento legislativo su questa materia, sia pure in via provvisoria e sussidiaria, il Governo paradossalmente finisce per rilanciare il modello della conflittualità permanente anni ’70: la Fiom alla Fiat – come un qualsiasi comitato di base in qualsiasi altra azienda – rimarrà priva dei rappresentanti riconosciuti, ma conserverà intatta la possibilità di scatenare una guerriglia contro il contratto stipulato da altri, a colpi di scioperi e azioni giudiziarie (per le quali si stanno già scaldando i motori). È questo il motivo per cui anche la Cisl dovrebbe dismettere la propria tradizionale opposizione all’intervento legislativo: una norma di legge snella, che stabilisca con chiarezza i diritti di maggioranza e minoranza secondo un principio di democrazia sindacale, non ridurrebbe in alcun modo la libertà contrattuale che la stessa Cisl e la Uil hanno esercitato fino a oggi anche quando erano in minoranza, stipulando “accordi separati” contenenti soltanto aumenti retributivi (questi contratti non presentano alcun problema giuridico e continueranno a poter essere stipulati liberamente); ma consentirebbe l’esercizio della libertà contrattuale anche là dove essa oggi è ostacolata dall’assenza delle regole necessarie: cioè dove si negoziano piani industriali innovativi e sono in gioco modifiche rispetto al contratto nazionale in materia di organizzazione, estensione e distribuzione dei tempi di lavoro, inquadramento professionale, o struttura delle retribuzioni.

La realtà è che – come anche i liberisti puri teorizzano – la libertà contrattuale non può essere esercitata senza un ordinamento che stabilisca e garantisca requisiti di validità ed effetti del contratto. Sul piano sindacale oggi questo ordinamento manca. Lasciare le cose come stanno non serve affatto a promuovere l’autonomia negoziale collettiva: al contrario, conserva in vita un insieme incoerente e lacunoso di vecchie norme legislative che è di ostacolo alla libertà di autodeterminazione contrattuale delle parti sociali. 

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I segretari del Pd dei comuni della Valdelsa senese: “Autopalio, dal Governo nessun impegno su progetti e investimenti”

Inserito da casoledelsa il 24 Gennaio 2011

 

I segretari del Pd dei comuni della Valdelsa senese: “Autopalio, dal Governo nessun impegno su progetti e investimenti”
Il Pd valdelsano contro il pedaggio: “Il 12 febbraio tutti al Siena-Firenze day”

“L’incontro dei giorni scorsi fra il governatore toscano Enrico Rossi, l’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao e il ministro Matteoli ha confermato l’ipotesi del pedaggio, che il Governo intende ripristinare dal primo maggio prossimo. Il Pd non si rassegna e continuerà a battersi contro questa tassa ingiusta, che respingiamo fintanto che lo Stato non avrà portato a termine i necessari lavori di ammodernamento e messa in sicurezza di tutto il tracciato dell’Autopalio”. I segretari del Pd dei comuni di Colle Val d’Elsa, Massimo Bartalucci; di Poggibonsi, Gabriele Rizzo; di San Gimignano, Niccolò Guicciardini; di Radicondoli, Silvia Ribechini; di Casole d’Elsa, Claudia Rumachella, e di Monteriggioni, Raffaella Senesi, intervengono congiuntamente contro l’ipotesi pedaggio e ribadendo la loro partecipazione alla grande mobilitazione del prossimo 12 febbraio, promossa dai presidenti delle province di Siena e Firenze, Simone Bezzini e Andrea Barducci.

 

“L’unica cosa certa dopo l’incontro con Matteoli è il ritorno del pedaggio a partire dal primo maggio - proseguono gli esponenti del Pd. - Dal Governo non è arrivata alcuna certezza né sui progetti di ammodernamento, né sugli investimenti necessari per risistemare tutti i 65 chilometri della strada, né tanto meno sull’esenzione del pedaggio per i residenti. Vogliamo essere sicuri che i soldi che Anas ricaverà dalla riscossione del pedaggio sulle strade senesi vengano poi destinati alla manutenzione e al miglioramento delle nostre infrastrutture, anziché essere dirottati su altre realtà e altri territori, aggiungendo al danno anche la beffa. Per questo alla mobilitazione del 12 febbraio noi ci saremo e confidiamo nella partecipazione di migliaia di persone. Dobbiamo far sentire con forza la nostra voce”.

 

“Oltre a manifestare - insistono i segretari del Pd - presenteremo nei Consigli comunali una mozione contro il pedaggio e per chiedere l’ammodernamento della strada. Organizzeremo anche una raccolta di firme in tutti i comuni, per una petizione popolare da inviare al ministero delle Infrastrutture. Chiediamo che il Governo ritiri definitivamente il pedaggio, una tassa ingiustificata che andrebbe a colpire i pendolari, le aziende del territorio, i cittadini che utilizzano la Siena-Firenze, che è l’unico collegamento fra i due capoluoghi di provincia e che versa in condizioni disastrose. Piuttosto si metta in cantiere un progetto completo di ammodernamento e messa in sicurezza di questa arteria fondamentale per la Toscana - dicono ancora i segretari democratici - che oggi è insicura e gravemente inadeguata e che domani al completamento della nuova Grosseto-Siena e della nuova 429 Empoli-Poggibonsi, lo sarà in modo ancor più drammatico”.

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