LA MOBILITAZIONE SUL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Inserito da casoledelsa il 6 Dicembre 2010

 

LA MOBILITAZIONE SUL TPL DI GIOVEDI’ 2 DICEMBREGiovedì 2 dicembre c’è stata la mobilitazione promossa dalla Provincia e dal Comune di Siena in piazza Gramsci, con la partecipazione del Presidente della Provincia Simone Bezzini , dei sindaci della zona, del presidente di Tiemme Mobilità, Massimo Roncucci, delle varie associazioni di categoria e dei sindacati.
E’ stato un grido di allarme lanciato dai rappresentanti degli enti locali per mettere in luce le conseguenze del decreto legge 78/2010 sulla mobilità dei cittadini.
“I tagli avranno forti ripercussioni sul livello di efficienza e di qualità dei servizi erogati finora, sui pendolari che usano quotidianamente i mezzi pubblici e sulla qualità del nostro ambiente” affermano Paolo Brogioni, Lucia Coccheri e Bruno Valentini, Sindaci rispettivamente di Colle di Val d’Elsa, Poggibonsi e Monteriggioni.
Se sul fronte dei trasporti extraurbani la regione Toscana e la Provincia si stanno adoperando per ridurre i disagi; la situazione del servizio urbano è molto più grave, visto che è totalmente a carico dei comuni, già fortemente penalizzati dalla riduzione dei trasferimenti statali.
Da quì la necessità di una riorganizzazione delle corse , una diminuzione di quanto garantito finora, un aumento delle tariffe, per non parlare poi, della messa a rischio di molti posti di lavoro.

Dal Corriere di Siena di venerdì 3 Dicembre 2010

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DISABILITA’

Inserito da casoledelsa il 6 Dicembre 2010

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DISABILITA’
Venerdì 3 dicembre 2010, per la giornata internazionale sulla disabilità, il Presidente della Repubblica Napolitano ha incontrato al Quirinale alcuni giovani down che hanno frequentato degli stage nelle cucine e nei giardini di Palazzo.
E’ soddisfatto e sereno, ed anche un po’ commosso il Presidente, perchè ad incontrarlo ci sono i rappresentanti “dell’Italia migliore”, come lui ama definirla, quella che ” si unisce nella solidarietà”, quella del volontariato che si dedica agli altri superando gli egoismi, quella di chi ha avuto ed ha una vita difficile condizionata dalla disabilità.
Da dieci anni nelle cucine e nei giardini di Palazzo, si svolgono stage per giovani down, iniziativa a cui dette il via Carlo Azeglio Ciampi.
L’attuale Presidente della Repubblica ha voluto intensificare questa iniziativa ed ha permesso a questi giovani ragazzi down di frequentare uno stage di 8 giorni, per dare loro un’ occasione di apprendimento, di formazione e preparazione al lavoro che oggi per i giovani è un obiettivo da raggiungere, ma che, per chi è disabile ha una valenza maggiore in quanto , con il lavoro viene riconosciuto loro di essere come tutti gli altri, con le stesse capacità, le stesse potenzialità, gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Intanto però, le principali associazioni di disabili, respingono l’invito del Ministro Mara Carfagna, per i festeggiamenti della “Giornata Internazionale delle persone con Disabilità”.
I rappresentanti del FAND (Federazione delle Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) affermano che non c’è nulla da fasteggiare perchè non vogliono essere solo spettatori. Il governo, infatti, con l’ultima finanziaria, ha azzerato il fondo per la non autosufficienza, ha drasticamente ridotto i fondi per gli insegnanti di sostegno e quelli per l’inserimento lavorativo delle persone disabili, ha eliminato qualsiasi forma adeguata di sostegno per le famiglie con al loro interno disabili gravissimi.
Secondo i dati presentati a Bologna la scorsa settimana, durante la campagna “I diritti alzano la voce” , il fondo per la non autosufficienza nel 2008 poteva contare di 300 milioni, nel 2009 e nel 2010 di 400 milioni, dal 2011 in poi non avrà neanche un euro, come stabilisce la legge di stabilità che il Senato sta per approvare.
Anche per il Presidente dell’Ente Nazionale Sordi, Ida Collu, le celebrazioni sono solo una facciata, celando i gravi problemi che chi ha un handicap e la propria famiglia vivono.
Con i tagli drastici che ci saranno , anche questo settore, di qui al 2013, sarà gravemente compromesso.

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SONO TEMPI DI PIOGGIA, DI PIAZZA, DI TETTI

Inserito da casoledelsa il 6 Dicembre 2010

Sono mesi di pioggia e di piazza. Mentre alla Camera stavamo votando sulla riforma Gelmini, fuori migliaia di studenti e ricercatori manifestavano il proprio ‘no’. Lo stesso è avvenuto lunedì a Siena e in tutta Italia. Sabato scorso i lavoratori hanno sfilato con la neo segretaria Susanna Camusso, mercoledì le imprese del settore delle costruzioni hanno manifestato assieme ai lavoratori in piazza Montecitorio. Nel frattempo la pioggia sta confermando, al nord, al sud e in buona parte d’Italia, la fragilità di questo Paese, la mancanza di politiche di difesa del suolo. I crolli, non solo simbolici di Pompei, il fango, l’acqua: è un Paese che ha costruito male, che ha investito poco sull’assetto idrogeologico, che non investe sui suoi beni culturali.
Le mobilitazioni, grandi e partecipate, evidenziano ogni giorno la fragilità dell’azione di governo e l’assenza di politiche che guardano al futuro: il furto di speranza e di fiducia subito dalle giovani generazioni, l’ansia, l’insicurezza di chi teme di perdere il proprio lavoro e non vede un’adeguata rete di protezione sociale e solidale. Non è un caso che Susanna Camusso, prima donna a capo del principale sindacato dei lavoratori, abbia scelto di parlare ai giovani nella sua prima grande mobilitazione nazionale.
Il borsino della maggioranza continua ad oscillare. La maggioranza ormai esplosa impedisce i lavori di aula la prossima settimana, per evitare incidenti prima del voto di sfiducia (erano calendarizzate: la mozione di sfiducia al Ministro Bondi, il ministro caritatevole che ha dato incarichi al figlio ed all’ex marito della compagna presso il ministero della cultura; la mozione sulla libertà di informazione, ecc.). Poi arriveremo al 13 e 14 dicembre, data della mozione di sfiducia al Premier, con uno scenario che potrebbe cambiare in ogni istante. Intanto Brescia, Milano e le città universitarie imparano a conoscere l’occupazione di tetti, monumenti, torri, gru: studenti, ricercatori, lavoratori extracomunitari. Dalle piazze la disperazione sale verso l’alto, la protesta e le urla vengono portate verso il cielo, forse sperando di vedere da lì un Paese meno chiuso, meno in crisi.
Il Pd è con loro, e la scelta di Bersani di raggiungere i ricercatori sul tetto della facoltà di architettura ha significato questo. È stata battaglia alla Camera, c’è mobilitazione nel Paese e Dario Franceschini lo ha confermato nella sua dichiarazione conclusiva alla camera: l’11 dicembre, alla grande mobilitazione di Roma, saremo in tanti anche per loro.
Giovedì, a conclusione di concitate giornate di aula, siamo andati a Spineto, ad un seminario promosso dal gruppo Pd. Era con noi in veste di relatore Romano Prodi, c’era Giuliano Amato, c’erano esperti, osservatori. Abbiamo discusso di economia, di ‘welfare’, di Europa e di Italia. Mentre ascoltavo Prodi, la sua analisi degli scenari mondiali, il sorpasso sugli Usa da parte della Cina e degli altri Paesi emergenti (Brasile, Russia e India), il suo riferire di colloqui con capi di Stato e ministri degli esteri, non potevo fare a meno di confrontare la sua statura politico-istituzione con quella dell’attuale Premier italiano. E la triste sintesi è che non c’era bisogno di ‘wikileaks’ per conoscere l’immagine e la considerazione di cui godiamo di fronte al mondo…
Si, la galassia centrale sta crollando, e stavolta non è fantascienza. Un ciclo politico è giunto all’epilogo all’interno di una crisi economica difficile, che non si concluderà domani. A noi spetta il compito di far rinascere la speranza a credere nell’Italia, nelle sue possibilità. A noi il compito di far tornare la fiducia nel domani e negli altri, di dimostrare serietà, affidabilità. Lo dobbiamo a tutti coloro che hanno creduto nel Pd, lo dobbiamo alle intelligenze e alle speranze italiane che sono salite sui tetti, lo dobbiamo ai lavoratori, ai disoccupati, ai giovani, alle imprese. Agli uomini e alle donne che sono la parte più sana e più di questo Paese. Dobbiamo essere in tanti, sabato 11 dicembre a Roma, a consegnare l’avviso di sfratto al Premier, ma soprattutto ad aprire una pagina nuova in cui credere e per la quale lavorare in modo compatto, come fa una vera squadra che vuole vincere sull’avversario.

Susanna Cenni

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