DIREZ. PROV. PD - DOCUMENTO CONCLUSIVO

Inserito da casoledelsa il 5 Ottobre 2010

 

La Direzione provinciale del Partito democratico senese, riunitasi a Siena, il 1° ottobre 2010, ribadisce una forte critica sulla manovra economica del Governo, che oltre alla gravissima incapacità di offrire risposte adeguate alla situazione economica in atto, con misure insufficienti a rilanciare lo sviluppo, gli investimenti e i consumi delle famiglie, di fatto riscrive il sistema delle Autonomie Locali. Vi sono incisivi interventi sul sistema istituzionale, fatti senza un confronto adeguato oltre che con le Regioni ed Enti Locali, anche all’interno del Parlamento, dove con la scelta di ricorrere al voto di fiducia, si impedisce un dibattito costruttivo e di merito con le opposizioni. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, un Governo decide con un proprio provvedimento misure essenziali del sistema di welfare locale, usando la faccia degli  stessi amministratori, privi oltreché di mezzi anche di possibilità decisionale.

 

La Direzione provinciale, ritiene necessario che il Partito democratico sviluppi sul tema delle Autonomie Locali un approfondito dibattito interno in grado di definire una proposta organica sul Sistema Istituzionale del nostro paese, con la rivisitazione del Testo Unico delle Autonomie Locali, anche a fronte della piena applicazione della riforma del Titolo V della Costituzione e del Federalismo, ad oggi privo di una visione complessiva e di un coerente disegno di sistema in gradi di offrire una risposta a quelle che oggi sono le reali problematiche di Regioni, Province e Comuni, di grande e piccole dimensione, oltreché dei territori montani. In tal senso, in base all’articolo 44 della Costituzione, ritiene che vada adeguatamente rivista e valorizzata la funzione istituzionale dell’organizzazione di governo della montagna, mediante l’istituzione di un ente che sia unico strumento associativo dei Comuni montani, con l’obiettivo di costruire sistemi territoriali che siano capaci di integrare ed arricchire l’offerta di vita associata, in una visione produttiva e non assistenziale dello sviluppo. Dunque, un complessivo processo di riforma sulle Autonomie Locali deve avvenire assicurando la creazione di un assetto istituzionale che eviti ogni sovrapposizione e duplicazione dei modelli istituzionali.

 

La Direzione provinciale ritiene necessario che, permanendo l’impegno fatto proprio dal sistema delle autonomie della Toscana per una riduzione dei costi impropri della politica,  vengano trovate le soluzioni più idonee a garantire l’impegno dei migliori amministratori nel governo delle Comunità Montane e delle Unioni di Comuni, un impegno oggi a rischio a fronte delle decisioni assunte dal Governo e dal Parlamento sulle indennità e gli emolumenti per gli enti di secondo grado, decisioni che rischiano per realtà omogenee di costituire situazioni di evidente e non sostenibile disparità.

 

 

Già la manovra finanziaria 2010 e le norme previste nel D.L. 2/2010, prevedevano: la riduzione del 20% dei consiglieri comunali; la riduzione degli assessori comunali e provinciali a un quarto del numero dei consiglieri; la possibilità di soppressione della giunta per i Comuni fino a 3.000 abitanti, con delega di funzioni proprie a non più di 2 consiglieri; la soppressione dei circondari provinciali; la soppressione del difensore civico comunale; la soppressione delle circoscrizioni comunali per i Comuni sotto i 250.000 abitanti (che penalizza oltre al funzionamento degli enti anche la partecipazione); la soppressione delle ATO, etc.

 

A tutto ciò si aggiunge il progressivo e assai consistente taglio di trasferimenti erariali ordinari a carico dei Comuni, che colpisce in particolare, la tenuta complessiva dei bilanci e perciò l’erogazione dei servizi essenziali per la tenuta economica e sociale delle nostre comunità, mortificando la capacità degli stessi di far fronte ai propri doveri previsti dalla Carta Costituzionale.

 

Per quanto riguarda la Regione Toscana la manovra produce un taglio ai trasferimenti di 320 milioni per il 2011 - il 50% dell’intera disponibilità di spesa corrente della Regione al netto della spesa sanitaria - di 350 milioni per il 2012 e per gli anni  seguenti. Si tratta di tagli ai trasferimenti del 50% nel 2011 e di oltre il 60% nel 2012. Considerando anche le province e i comuni, la riduzione complessiva dei trasferimenti dallo Stato al sistema Toscana sarà di 470 milioni nel 2011 e 600 milioni nel 2012. E ancora, dato che circa il 70% dei trasferimenti da Stato a Regione Toscana sono poi trasferiti agli enti locali, il taglio ricadente sui Comuni e le Province si aggira sui 350 milioni nel 2011 e 500 milioni nel 2012. I settori più colpiti saranno: trasporti, con un taglio di 200 milioni su un totale di spesa di 500; i fondi agricoli trasferiti alle province per 30 milioni su una spesa complessiva di 50; istruzione e cultura, per un taglio complessivo di 50 milioni su una spesa di 80. Ciò potrebbe significare il blackout totale dei servizi di trasporto su gomma e il dimezzamento delle risorse per il diritto allo studio (da 30 a 15 milioni di euro). Il recente rapporto IRPET e del Consiglio delle Autonomie Locali, dove pur dando conto della capacità del sistema toscana di tenere rispetto ai tagli del Governo, evidenzia il progressivo e inarrestabile ridursi dei trasferimenti erariali (256 euro pro capite nel 2006 per cittadino, 248 nel 2007), solo parzialmente compensato dall’incremento del trasferimento regionale. Da un calcolo ancora non definitivo per la Provincia di Siena questa manovra significa un taglio di risorse complessive pari a circa 8 milioni di euro.

 

Non è dunque sbagliato dire che anche dove, come in Toscana, il governo locale è stato generalmente sinonimo di buon governo, di capacità di spesa, di uso intelligente e razionale delle risorse pubbliche, con livelli di tassazione diffusi generalmente minori rispetto alle realtà consimili per livello avanzato dei servizi offerti, le politiche governative consolidatesi in questi anni mettono a repentaglio l’esistenza stessa dei tanti enti come autonoma espressione istituzionale dei territori di riferimento. Vi è il disegno neanche tanto nascosto di procedere al perseguimento di obiettivi di riduzione delle autonomie - individuate irragionevolmente come impropri centri di spesa pubblica - in assenza di un processo di avanzamento del dibattito sul nuovo codice delle autonomie, unilateralmente anticipato in questi mesi dal governo con provvedimenti di una certa forza rispetto all’organizzazione e ai servizi svolti degli enti locali.

 

In Toscana, rispetto al tema dell’ordinamento istituzionale, negli ultimi anni, la  legge 37 del 2008 ha affidato alle Comunità Montane e alle Unioni di Comuni a Statuto Speciale nate con questa legge di riordino, importanti deleghe e funzioni sulla base del principio di sussidiarietà, fondamento del federalismo.

 

Il Partito democratico senese, nell’ambito del piano di razionalizzazione della spesa della Regione e della riorganizzazione di alcune funzioni ed enti regionali, ritiene opportuna la promozione di un confronto concertato con il territorio e i protagonisti istituzionali per poter avviare la migliore e più partecipata riforma che preveda:

 

a)      La definizione attraverso la legislazione regionale degli ambiti ottimali con un processo di partecipazione anche della Amministrazione Provinciale in conseguenza della soppressione dei Circondari Provinciali: per la provincia di Siena riteniamo opportuno confermare gli attuali sistemi economici locali;

 

b)     La presenza, ove necessario, di un ente associativo sovracomunale che possa essere utile strumento per l’esercizio delle funzioni fondamentali dei Comuni, obbligati a gestire determinati servizi in forma associata, e per l’esercizio delle funzioni delegate o assegnate dalla Regione Toscana e dalla Provincia, prevedendo la possibilità che la rappresentanza di questi enti possa essere attribuita anche a consiglieri e assessori comunali oltre che ai sindaci;

 

c)      Gli attuali enti associativi sovracomunali rappresentati della Comunità Montane dell’Amiata Valdorcia e delle Unioni dei speciali dei Comuni della Val di Chiana e della Val di Merse, dovranno mantenere i servizi e gli uffici per i cittadini, trattandosi di zone lontane e marginali. Ad essi dovranno comunque essere garantite le risorse regionali storicamente assegnate a questi enti;

 

d)     Agli enti sovra comunali esistenti dovranno essere garantiti gli attuali livelli occupazionali e professionali in funzione delle attività collegate alle deleghe regionali ed alle deleghe provenienti dai Comuni e dalla Provincia;

 

e)      Chiedere alla Regione Toscana di farsi promotrice presso il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, e di definire in via legislativa misure che consentano ai territori montani e marginali agevolazioni di carattere fiscale, previdenziale, amministrativo, specifiche per lo sviluppo locale e di incentivare l’impiego armonico di risorse ambientali ed energetiche con l’obiettivo di un

riequilibrio a favore dei sistemi economici locali montani e marginali in modo tale che possa essere garantita la loro preservazione e specificità.

 

f)       Il fondamentale ruolo di programmazione dei Comuni attraverso i L.O.D.E sul tema delle politiche abitative va rafforzato soprattutto nel momento in cui la Regione decida di accentrare le funzioni in termini di gestione;

 

g)     Nell’ambito del progetto di riorganizzazione definito dalla Regione Toscana, in correlazione con una nuova strutturazione di Toscana Promozione, alle province è necessario che siano assegnate adeguate risorse, per le materie della programmazione turistica in ambito locale e in raccordo con i soggetti privati (e con riferimento, in particolare, alla costruzione del prodotto turistico) all’informazione ed accoglienza turistica locale ed alla comunicazione interna.

 

 

In questo contesto, il Partito democratico della provincia di Siena, ritiene fondamentale promuovere, sulla base del presente documento, un confronto in tutte le Assemblee comunali per approfondire, assieme e in tutto il territorio, una discussione volta a valorizzare le specificità locali e le diverse esperienze Istituzionali degli ultimi anni, superando anche alcune criticità, se e laddove vi sono state, con la volontà di promuoverne un rinnovato protagonismo e più incisive capacità di coesione e cooperazione istituzionale anche alla luce del mutato contesto economico, sociale e legislativo.

 

La Direzione provinciale impegna il segretario, l’esecutivo e i propri rappresentanti a livello regionale a farsi promotore presso il Pd Toscano di una richiesta di una discussione approfondita, che accompagni il documento della giunta regionale sulla razionalizzazione e riorganizzazione, e che superi un limite di confronto strategico non più rinviabile, in grado di riportare in una cornice complessiva le peculiarità dei diversi territori.

 

 Siena, 1° ottobre 2010   Approvato all’unanimità

 

 

Categoria: Federazione Provinciale

 

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