Le donne sono necessarie alla buona politica

Inserito da casoledelsa il 5 Ottobre 2010

Contributo da “Sardegna Democratica” sul ruolo delle donne nella politica a cura di Ilaria Cara Un dibattito su questo tema si potrebbe aprire qui a Casole coinvolgendo tutti i consiglieri comunali (femmine), il segretario del Circolo di Casole (Alice) e il Segretario territoriale PD (Claudia), ex Sindaco (Valentina). BM

Recenti studi hanno evidenziato il nostro  ritardo nelle politiche di genere. L’Italia è preceduta da Paesi all’apparenza meno avanzati dal punto di vista politico. Anche se vi è stato un miglioramento, non siamo ancora in una posizione che ci collocherebbe tra i Paesi più evoluti. Le deputate oggi sono il 17,3%, le senatrici il 13,7%. La bassa rappresentanza si ripete negli organi locali, nelle Giunte e nei Consigli Regionali, dopo le ultime elezioni, le elette hanno raggiunto solo il 12%.

Mentre negli organismi provinciali si raggiunge il 10%, per le cariche comunali è più alta, attorno al 16%. Il percorso che porterà all’effettiva parità è iniziato un secolo fa (ricordiamo la Nuova Zelanda del 1893) e nel primo 900 moltissimi stati allargano il suffragio alle donne. In Italia ciò avviene solo nel 1946. Diversi gli strumenti messi in campo, in alcuni Stati Europei è bastata un’autoregolamentazione dei partiti. In altri, si è posto il problema di un intervento normativo, di una copertura costituzionale a tutti i provvedimenti con i quali si possano garantire forme di partecipazione paritaria.

Per es. in Italia, nel 2003 è stato approvata la modifica dell’art. 51 Cost. per favorire il riequilibrio delle presenza nelle assemblee elettive e nei pubblici uffici. L’eguaglianza di genere rappresenta uno dei principi cardine del diritto comunitario e l’U.E. ultimamente, soprattutto attraverso specifici interventi, si è prefissata considerevoli obiettivi quali: promuovere l’uguale partecipazione nei luoghi decisionali;combattere la violenza basata su ragioni di sesso e la tratta di esseri umani;eliminare gli stereotipi di genere presenti nella società;promuovere l’uguaglianza di genere al di fuori dei confini europei.

Ad oggi, se tutto ciò non é sufficiente. A cos’altro si può pensare??? Avremo più donne nei contesti che contano e quindi anche nelle istituzioni, allorquando la società e la politica decideranno di scandirsi secondo i tempi delle donne rispondendo primariamente alle loro esigenze. Esigenze date per scontate, ma che farebbero la differenza in quanto alleggerirebbero loro dal sovraccarico considerato che conciliare molteplici ruoli diventa impossibile per molte. Dovremo mettere la donna nelle condizioni di poter fare tutto e di non dover scegliere drasticamente se indossare determinati panni (magari quelli imposti loro dal comune sentire) piuttosto che altri.

Qualche soluzione spicciola che risolverebbe  problemi di ordine pratico di non poco conto: riaffermazione  della tutela della maternità e paternità; stato sociale a tutela della famiglia, per chi é detentore di redditi medio-bassi e avente a carico anziani, infanti e diversamente abili; politiche giovanili che contemperino lo stato di precarietà in cui versano i nostri ragazzi consentendo loro di occuparsi del futuro da protagonisti; presenza di commissioni di pari opportunità diffuse e realmente operative che rilancino il protagonismo della donna nella società; impresentabilità di liste che non garantiscano almeno il 33% di donne (obiettivo intermedio sancito dall’U.E. e disatteso dai più) fino ad arrivare progressivamente al 50%.

Si ha bisogno di donne che vengano elette grazie anche alla doppia preferenza e che non siano solo “riempi liste”,che siano individuate e sostenute perché meritevoli e non cooptate da uomini di cui l’indipendenza e capacità sarebbe dubbia. Donne che siano in grado di portare avanti le istanze delle donne che sono la maggioranza del nostro elettorato. Credo non convenga a nessuno esimerle da certi incarichi, soprattutto nel centrosinistra, che dovrebbe essere democratico alternativo progressista ma che soprattutto vanta compagne di grandi qualità.

Credo fortissimamente che le donne  possano tutto e anche meglio di ciò che sinora é stato fatto da una società maschilista. Possono in virtù dei loro punti di forza: la sensibilità, l’amore, lo spirito di sacrificio di cui si avvarrebbero anche in ruoli di responsabilità. E’ giunta l’ora di passare il testimone, o di condividerlo per una società che sia davvero plurale e paritaria.

 

Categoria: Dibattito | Nessun Commento »

 

Habemus ministro (ora si cerca il Ministero)! Paolo Romani, da Telelivorno al ministero

Inserito da casoledelsa il 5 Ottobre 2010

Finalmente abbiamo un ministro per lo sviluppo economico: Paolo Romani.
Purtroppo ora si cerca il ministero.
la manovra 2011 gli ha sottratto 900 milioni di fondi di dotazione, i fondi Ue e Fas sono stati trasferiti al ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, i circa 800 milioni di fondi per il turismo sono passati direttamente sotto la gestione di Michela Vittoria Brambilla, l’Istituto per la Promozione Industriale è stato soppresso
Un degno ministro per un governo indegno. Un lobbista di Mediaset, ennesima declinazione di un conflitto d’interessi che è una delle più grandi anomalie democratiche del mondo occidentale. Starà in carica solo qualche mese, magrissima consolazione.

Paolo Romani, da Telelivorno al ministero
Il probabile nuovo ministro dello sviluppo economico raccontato nel libro di Gilioli e Di Corinto
4 ottobre 2010
Colmando un vuoto che si trascinava da mesi in modo imbarazzante, Paolo Romani ha giurato ed è stato nominato ministro dello sviluppo economico, incarico vacante dalle dimissioni di Claudio Scajola. Durante gli oltre 150 giorni di interim di Silvio Berlusconi, il nome di Romani era circolato spesso, e a luglio la nomina sembrava cosa fatta. Tutto saltò a causa delle perplessità di Giorgio Napolitano, che riteneva inopportuno che Romani - considerato il suo passato di imprenditore delle telecomunicazioni - si occupasse direttamente proprio di questa materia.
Questo è il ritratto di Paolo Romani fatto da Alessandro Gilioli - giornalista dell’Espresso e apprezzato blogger - e Arturo Di Corinto nel loro libro uscito da poco. Si chiama “I nemici della Rete” ed è edito da BUR. Il decreto di cui parla la prima frase è il cosiddetto “decreto Romani”, approvato lo scorso marzo, che recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi ed equipara lo streaming di video online alle emittenti televisive tradizionali.

Categoria: Informazioni, News | Nessun Commento »

 

DIREZ. PROV. PD - DOCUMENTO CONCLUSIVO

Inserito da casoledelsa il 5 Ottobre 2010

 

La Direzione provinciale del Partito democratico senese, riunitasi a Siena, il 1° ottobre 2010, ribadisce una forte critica sulla manovra economica del Governo, che oltre alla gravissima incapacità di offrire risposte adeguate alla situazione economica in atto, con misure insufficienti a rilanciare lo sviluppo, gli investimenti e i consumi delle famiglie, di fatto riscrive il sistema delle Autonomie Locali. Vi sono incisivi interventi sul sistema istituzionale, fatti senza un confronto adeguato oltre che con le Regioni ed Enti Locali, anche all’interno del Parlamento, dove con la scelta di ricorrere al voto di fiducia, si impedisce un dibattito costruttivo e di merito con le opposizioni. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, un Governo decide con un proprio provvedimento misure essenziali del sistema di welfare locale, usando la faccia degli  stessi amministratori, privi oltreché di mezzi anche di possibilità decisionale.

 

La Direzione provinciale, ritiene necessario che il Partito democratico sviluppi sul tema delle Autonomie Locali un approfondito dibattito interno in grado di definire una proposta organica sul Sistema Istituzionale del nostro paese, con la rivisitazione del Testo Unico delle Autonomie Locali, anche a fronte della piena applicazione della riforma del Titolo V della Costituzione e del Federalismo, ad oggi privo di una visione complessiva e di un coerente disegno di sistema in gradi di offrire una risposta a quelle che oggi sono le reali problematiche di Regioni, Province e Comuni, di grande e piccole dimensione, oltreché dei territori montani. In tal senso, in base all’articolo 44 della Costituzione, ritiene che vada adeguatamente rivista e valorizzata la funzione istituzionale dell’organizzazione di governo della montagna, mediante l’istituzione di un ente che sia unico strumento associativo dei Comuni montani, con l’obiettivo di costruire sistemi territoriali che siano capaci di integrare ed arricchire l’offerta di vita associata, in una visione produttiva e non assistenziale dello sviluppo. Dunque, un complessivo processo di riforma sulle Autonomie Locali deve avvenire assicurando la creazione di un assetto istituzionale che eviti ogni sovrapposizione e duplicazione dei modelli istituzionali.

 

La Direzione provinciale ritiene necessario che, permanendo l’impegno fatto proprio dal sistema delle autonomie della Toscana per una riduzione dei costi impropri della politica,  vengano trovate le soluzioni più idonee a garantire l’impegno dei migliori amministratori nel governo delle Comunità Montane e delle Unioni di Comuni, un impegno oggi a rischio a fronte delle decisioni assunte dal Governo e dal Parlamento sulle indennità e gli emolumenti per gli enti di secondo grado, decisioni che rischiano per realtà omogenee di costituire situazioni di evidente e non sostenibile disparità.

 

 

Già la manovra finanziaria 2010 e le norme previste nel D.L. 2/2010, prevedevano: la riduzione del 20% dei consiglieri comunali; la riduzione degli assessori comunali e provinciali a un quarto del numero dei consiglieri; la possibilità di soppressione della giunta per i Comuni fino a 3.000 abitanti, con delega di funzioni proprie a non più di 2 consiglieri; la soppressione dei circondari provinciali; la soppressione del difensore civico comunale; la soppressione delle circoscrizioni comunali per i Comuni sotto i 250.000 abitanti (che penalizza oltre al funzionamento degli enti anche la partecipazione); la soppressione delle ATO, etc.

 

A tutto ciò si aggiunge il progressivo e assai consistente taglio di trasferimenti erariali ordinari a carico dei Comuni, che colpisce in particolare, la tenuta complessiva dei bilanci e perciò l’erogazione dei servizi essenziali per la tenuta economica e sociale delle nostre comunità, mortificando la capacità degli stessi di far fronte ai propri doveri previsti dalla Carta Costituzionale.

 

Per quanto riguarda la Regione Toscana la manovra produce un taglio ai trasferimenti di 320 milioni per il 2011 - il 50% dell’intera disponibilità di spesa corrente della Regione al netto della spesa sanitaria - di 350 milioni per il 2012 e per gli anni  seguenti. Si tratta di tagli ai trasferimenti del 50% nel 2011 e di oltre il 60% nel 2012. Considerando anche le province e i comuni, la riduzione complessiva dei trasferimenti dallo Stato al sistema Toscana sarà di 470 milioni nel 2011 e 600 milioni nel 2012. E ancora, dato che circa il 70% dei trasferimenti da Stato a Regione Toscana sono poi trasferiti agli enti locali, il taglio ricadente sui Comuni e le Province si aggira sui 350 milioni nel 2011 e 500 milioni nel 2012. I settori più colpiti saranno: trasporti, con un taglio di 200 milioni su un totale di spesa di 500; i fondi agricoli trasferiti alle province per 30 milioni su una spesa complessiva di 50; istruzione e cultura, per un taglio complessivo di 50 milioni su una spesa di 80. Ciò potrebbe significare il blackout totale dei servizi di trasporto su gomma e il dimezzamento delle risorse per il diritto allo studio (da 30 a 15 milioni di euro). Il recente rapporto IRPET e del Consiglio delle Autonomie Locali, dove pur dando conto della capacità del sistema toscana di tenere rispetto ai tagli del Governo, evidenzia il progressivo e inarrestabile ridursi dei trasferimenti erariali (256 euro pro capite nel 2006 per cittadino, 248 nel 2007), solo parzialmente compensato dall’incremento del trasferimento regionale. Da un calcolo ancora non definitivo per la Provincia di Siena questa manovra significa un taglio di risorse complessive pari a circa 8 milioni di euro.

 

Non è dunque sbagliato dire che anche dove, come in Toscana, il governo locale è stato generalmente sinonimo di buon governo, di capacità di spesa, di uso intelligente e razionale delle risorse pubbliche, con livelli di tassazione diffusi generalmente minori rispetto alle realtà consimili per livello avanzato dei servizi offerti, le politiche governative consolidatesi in questi anni mettono a repentaglio l’esistenza stessa dei tanti enti come autonoma espressione istituzionale dei territori di riferimento. Vi è il disegno neanche tanto nascosto di procedere al perseguimento di obiettivi di riduzione delle autonomie - individuate irragionevolmente come impropri centri di spesa pubblica - in assenza di un processo di avanzamento del dibattito sul nuovo codice delle autonomie, unilateralmente anticipato in questi mesi dal governo con provvedimenti di una certa forza rispetto all’organizzazione e ai servizi svolti degli enti locali.

 

In Toscana, rispetto al tema dell’ordinamento istituzionale, negli ultimi anni, la  legge 37 del 2008 ha affidato alle Comunità Montane e alle Unioni di Comuni a Statuto Speciale nate con questa legge di riordino, importanti deleghe e funzioni sulla base del principio di sussidiarietà, fondamento del federalismo.

 

Il Partito democratico senese, nell’ambito del piano di razionalizzazione della spesa della Regione e della riorganizzazione di alcune funzioni ed enti regionali, ritiene opportuna la promozione di un confronto concertato con il territorio e i protagonisti istituzionali per poter avviare la migliore e più partecipata riforma che preveda:

 

a)      La definizione attraverso la legislazione regionale degli ambiti ottimali con un processo di partecipazione anche della Amministrazione Provinciale in conseguenza della soppressione dei Circondari Provinciali: per la provincia di Siena riteniamo opportuno confermare gli attuali sistemi economici locali;

 

b)     La presenza, ove necessario, di un ente associativo sovracomunale che possa essere utile strumento per l’esercizio delle funzioni fondamentali dei Comuni, obbligati a gestire determinati servizi in forma associata, e per l’esercizio delle funzioni delegate o assegnate dalla Regione Toscana e dalla Provincia, prevedendo la possibilità che la rappresentanza di questi enti possa essere attribuita anche a consiglieri e assessori comunali oltre che ai sindaci;

 

c)      Gli attuali enti associativi sovracomunali rappresentati della Comunità Montane dell’Amiata Valdorcia e delle Unioni dei speciali dei Comuni della Val di Chiana e della Val di Merse, dovranno mantenere i servizi e gli uffici per i cittadini, trattandosi di zone lontane e marginali. Ad essi dovranno comunque essere garantite le risorse regionali storicamente assegnate a questi enti;

 

d)     Agli enti sovra comunali esistenti dovranno essere garantiti gli attuali livelli occupazionali e professionali in funzione delle attività collegate alle deleghe regionali ed alle deleghe provenienti dai Comuni e dalla Provincia;

 

e)      Chiedere alla Regione Toscana di farsi promotrice presso il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, e di definire in via legislativa misure che consentano ai territori montani e marginali agevolazioni di carattere fiscale, previdenziale, amministrativo, specifiche per lo sviluppo locale e di incentivare l’impiego armonico di risorse ambientali ed energetiche con l’obiettivo di un

riequilibrio a favore dei sistemi economici locali montani e marginali in modo tale che possa essere garantita la loro preservazione e specificità.

 

f)       Il fondamentale ruolo di programmazione dei Comuni attraverso i L.O.D.E sul tema delle politiche abitative va rafforzato soprattutto nel momento in cui la Regione decida di accentrare le funzioni in termini di gestione;

 

g)     Nell’ambito del progetto di riorganizzazione definito dalla Regione Toscana, in correlazione con una nuova strutturazione di Toscana Promozione, alle province è necessario che siano assegnate adeguate risorse, per le materie della programmazione turistica in ambito locale e in raccordo con i soggetti privati (e con riferimento, in particolare, alla costruzione del prodotto turistico) all’informazione ed accoglienza turistica locale ed alla comunicazione interna.

 

 

In questo contesto, il Partito democratico della provincia di Siena, ritiene fondamentale promuovere, sulla base del presente documento, un confronto in tutte le Assemblee comunali per approfondire, assieme e in tutto il territorio, una discussione volta a valorizzare le specificità locali e le diverse esperienze Istituzionali degli ultimi anni, superando anche alcune criticità, se e laddove vi sono state, con la volontà di promuoverne un rinnovato protagonismo e più incisive capacità di coesione e cooperazione istituzionale anche alla luce del mutato contesto economico, sociale e legislativo.

 

La Direzione provinciale impegna il segretario, l’esecutivo e i propri rappresentanti a livello regionale a farsi promotore presso il Pd Toscano di una richiesta di una discussione approfondita, che accompagni il documento della giunta regionale sulla razionalizzazione e riorganizzazione, e che superi un limite di confronto strategico non più rinviabile, in grado di riportare in una cornice complessiva le peculiarità dei diversi territori.

 

 Siena, 1° ottobre 2010   Approvato all’unanimità

 

 

Categoria: Federazione Provinciale | Nessun Commento »

 

PD VALDELSA COMPATTO PER RESISTERE AI TAGLI DEL GOVERNO

Inserito da casoledelsa il 5 Ottobre 2010

Il Pd compatto per resistere ai tagli del governo e rilanciare la Valdelsa

Un documento con le proposte del Partito democratico per ridurre la spesa pubblica, mantenere i servizi essenziali ai cittadini, rafforzare l’integrazione fra i Comuni e sviluppare la sinergia fra i diversi enti valdelsani. E’ quello al quale sta lavorando il Pd della Valdelsa e che è stato al centro della discussione nell’incontro svoltosi nei giorni scorsi a Casole d’Elsa. L’iniziativa, alla quale erano presenti i rappresentanti delle istituzioni e del Pd del territorio, è stata anche l’occasione per discutere della situazione economica della Valdelsa, colpita duramente dalla crisi e dai tagli imposti dal governo.

 “La sfida di oggi – affermano i democratici dell’area valdelsana – è coniugare la disciplina di bilancio con il ritorno alla crescita. Per cogliere questi obiettivi dovremo fare leva su quei valori che ci hanno permesso di vincere le sfide del passato: equità, solidarietà e razionalizzazione delle risorse. Concetti lontani anni luce da un governo che, per il 2011 ha previsto un taglio di trasferimenti per la Toscana e la provincia di Siena, rispettivamente di 320 e 8 milioni di euro. Gli enti locali, già soffocati dal Patto di stabilità, dovranno ridurre ulteriormente la spesa per gli investimenti e i servizi sociali. Ci saranno meno risorse per la scuola, per il diritto allo studio, per l’integrazione al reddito dei disoccupati, per l’assistenza agli anziani, per il trasporto pubblico locale e per il sostegno alle imprese, per l’edilizia pubblica”. “Il Pd – continuano i democratici – non ha intenzione di subire passivamente questa situazione e, nelle prossime settimane, organizzerà una grande mobilitazione contro i tagli del governo e per il rilancio del territorio. Stiamo elaborando un documento con le nostre proposte, che porteremo tra la gente, e che sarà la base per una mozione da portare nei consigli comunali, per confrontarci e discutere insieme sulle misure da mettere in campo per superare questo momento difficile. Il ‘governo del fare’, come lo definisce il premier, è in realtà il governo dei tagli e degli sprechi e le forze che si spacciano come paladine dei territori, come la Lega e le liste civiche, se non si opporranno si renderanno complici dell’esecutivo per togliere autonomia e risorse fondamentali agli enti locali”.

Categoria: Informazioni | Nessun Commento »

 

Scrivi a:

Per Informazioni scrivi a:
info@pdcasoledelsa.net
oppure direttamente a:
Claudio Cavicchioli

Calendario

Ottobre 2010
L M M G V S D
« Set   Nov »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Categorie

Archivi

LINK

Meta