Interrogazioni presentate al Consiglio Comunale del 18.9.2010

Inserito da casoledelsa il 20 Settembre 2010

INTERROGAZIONI PRESENTATE DAL GRUPPO CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA

AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 18.9.2010

Interrogazione scritta con richiesta di risposta verbale
PREMESSO
 CHE:il nostro Comune già da diversi anni è insignito della Bandiera Arancione, marchio della qualità turistico ambientale, destinato alle piccole località, d’eccellenza dell’entroterra.
 Che: tra i requisiti richiesti per il conseguimento di questo titolo è importante dimostrare di essere in grado di offrire un sistema di offerta turistica e di accoglienza organizzato;
 Che è interesse dell’amministrazione pubblica e degli operatori di settore, favorire politiche di supporto all’attività turistico
alberghiera da considerare una delle attività economiche prevalenti nel nostro Comune;che nell’attualità non risulterebbe aperta alcuna struttura comunale adibita ad ufficio turistico o a centro informazioni;
CHIEDE
 Al Sindaco o all’Assessore competente se effettivamente è presente nel nostro Comune o nel centro Storico di Casole d’Elsa, un punto informazioni turistiche, con ampia fruibilità da parte dei visitatori, che fornisca un servizio adeguato di promozione del nostro territorio.

GRUPPO CENTROSINISTRA
PER CASOLE D’ELSA
Casole lì 18/09/2010

 

 Interrogazione scritta con richiesta di risposta scritta
Oggetto: Concessioni Pietralata 

 

PREMESSO
 Che in data 30 Aprile questo Gruppo consiliare ha presentato interrogazione scritta con richiesta di risposta scritta alla quale il Sindaco ha risposto con lettera del 19 Maggio 2010 Prot. 4044 allegando relazione del tecnico istruttore Area Urbanistica ed Edilizia Privata Geom. Claudia Losi.
 Che tale risposta risulta parziale, mancando di riferire sui punti - 6,7,8
CONSTATATO
 Che dalle copie delle concessioni prodotte si può supporrre che la n. 12 del 1/2/2005 e n. 59 del 12/5/2005 siano scadute in quanto i lavori dovevano iniziare entro un anno dal rilascio dell’atto e terminare entro tre anni dalla data inizio lavori
 Che le concessioni sono rilasciate per destinazione a fini Turistico - Ricettive, mentre sono state fatte opere che prefigurano una destinazione a fini residenziali subendo quindi una variazione negli oneri di urbanizzazione
CHIEDONO
 Se corrisponde al vero che la differenza imputabile per gli oneri di urbanizzazione alla Società R.B. Toscana e stimabile in 103.000,00 euro, Se si, copia dell’atto e relativa controdeduzione della Soc. R.B.Toscana o eventuale copia del pagamento e titolo di Bilancio;
 Se i titoli a costruire scaduti sono stati annullati, in caso non affermativo, le motivazioni e cosa si intende fare per annullare l’atto.
 Di avere risposte ai punti richiamati in premessa.

GRUPPO CONSILIARE
Centrosinistra per Casole d’Elsa

Casole lì 18 Settembre 2010

 

Interrogazione scritta con richiesta di risposta scritta

Oggetto: ART: 129 UMI SD 2A -  Poggio a Bimbi

 

PREMESSO

Ø  Che con D.C.C. n. 137 del 30-9-2009 “atto di indirizzo in merito all’area Poggio ai Bimbi” viene approvato dal gruppo di maggioranza.

 

Ø  Che la Provincia di Siena – Lavori Pubblici – difesa del suolo – Assetto del territorio ha fatto una controdeduzione prot. 3638 del 4-5-2010 alla variante di assestamento al R.U. – Riadozione n. 11 del 8-2-2010 sulla scheda normativa UMI SD2A Poggio ai Bimbi dove si chiede di verificare l’opportunità di inserire i dimensionamenti UMI SD2A e SD2A.3. A tale richiesta viene specificato che tali inteventi sono messi in salvagurdia di cui all’art.67 delle NTA.

Ø  Che la Regione Toscana – Settore Sperimentazione e Pianificazione Territoriale  ha fatto una controdeduzione prot. 3638 del 4-5-2010 alla variante di assestamento al R.U. – Riadozione n. 11 del 8-2-2010 , au Art. 129 – UMI SD 2A (Poggio ai Bimbi) dove si legge: la sostenibilità dell’intervento dovrà essere verificata e valutata rispetto ai valori paesag

.gistici presenti facendo riferimento alle Schede di paesaggio PIT e in particolare essendo l’area tutelata ai sensi dell’art.136 del D.lgs. 42/2004, con gli obbiettivi di tutela e gli indirizzi di qualità del paesaggistica contenuti nella sez. 4 dove “è assolutamente prescritta la tutela del centro storico e del suo intorno territoriale per salvaguardare la loro integrità storico – culturale e le visuali panoramiche da esse offerte”. Stante quanto sopra , per tale previsione non sembra verificata la coerenza con il PIT.

A tale osservazione si rispondeva:  (..) ma riguardo all’intervento in questione è intenzione dell’Amministrazione comunale eliminare l’area in trasformazione attivando un processo di perequazione con l’individuazione di un altra area in una localizzazione meno “sensibile” prevedendo contemporaneamente la riqualificazione e valorizzazione dell’area Poggio ai Bimbi inserendola tra le aree di interesse pubblico.

TENUTO CONTO

Ø  Che sono stati pagati oneri di urbanizzazione per circa 104.000,00 euro.

Ø  Che sono stati fatti lavori collaterali

 

CONSTATATO

 

Che il Sindaco ha comunicato nel corso di un Consiglio Comunale che l’insediamento Poggio ai Bimbi viene eliminato senza nessuna costruzione e  di aver raggiunto un accordo con la proprietà

 

CHIEDONO

Ø  Copia dell’accordo ufficiale tra l’Amministrazione e la proprietà, o eventuale preaccordo o quant’altro possa far dichiarare al Sindaco di aver raggiunto un accordo con la proprietà.

Ø  Quali capitoli di Bilancio sono interessati dall’operazione.

Ø  Se sono stati restituiti oneri di urbanizzazione, parziali o totali.

Ø  Per la pertinenza delle abitazioni esistenti nella zona nord, quale intervento di riqualificazione è previsto. Se è stato presentato un progetto. Se esistono delle concessioni, quali.Se sono stati incassati oneri di urbanizzazione.

 

      Claudio Cavicchioli

Centrosinistra per Casole d’Elsa

                                                                                                                 

                                                                                                 

Casole lì 14 Settembre 2010

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DAL CORRIERE DI SIENA - 18-9-2010

Inserito da casoledelsa il 20 Settembre 2010

Articolo di Sonia Maggi

SIENA - Il terremoto scoppiò nel 2007, ne parlarono tutti. Un caso di abuso edilizio nel cuore della Toscana di vaste proporzioni e per di più con la complicità, almeno questa l’accusa, del Comune di Casole che aveva regolarmente rilasciato le concessioni edilizie. Tutto cominciò quando il pm Mario Formisano mise gli occhi sul borgo di san Severo, allora in fase di edificazione. Appariscente per tipologia architettonica e anche per gli annessi e connessi, la colata di cemento, come fu definita dagli ambientalisti, occupava una intera collina a breve distanza dal paese di Casole. Un bel numero di palazzine per 54 appartamenti, frutto del recupero di un vecchio podere: San Severo appunto. Nacque subito il sospetto che si trattasse di una moltiplicazione “dei pani e dei pesci” e in effetti, dalle verifiche fatte in fase di indagine, emerse un abuso edilizio per almeno 5000 metri cubi. Insomma un caso clamoroso che si portò dietro sei avvisi di garanzia e una estensione delle indagini a macchia d’olio che costrinsero all’apertura di altri fascicoli, a catena, uno dopo l’altro. Al punto che Casole si assunse ben presto la fama della sede di una delle più grosse speculazioni edilizie degli ultimi anni in Toscana.
Ville nel bosco Dopo San Severo fu la volta delle Vigne, un complesso edilizio edificato nel bosco della Selva sulle spoglie di un antico podere mezzadrile: da una casa con porcilaia erano spuntate dozzine di villetta di ottima fattura architettonica. Nuove indagini, per giungere alla conclusione che non solo erano stati gonfiati i volumi ma che era stata deturpata una porzione di bosco: nove avvisi di garanzia in questo caso.
Un terremoto, destinato dunque a far crollare quelle case definite abusive dalla magistratura e nel frattempo mettere in ginocchio ditte costruttrici, imprenditori, società immobiliari e gli stessi acquirenti, alcuni dei quali avevano già pagato il preliminare di acquisto.La soluzione - Per San Severo si è trovata una soluzione che ha portato al completo dissequestro del lotto: il comune ha approvato un nuovo piano di recupero che ha riportato sulla correttezza le volumetrie edificabili con conseguente demolizione dell’eccedenza e oggi, nonostante gli atti vandalici che hanno distrutto parte del costruito durante la lunga fase dei sigilli, i costruttori sono in procinto di terminare le palazzine e procedere alla vendita. Tutto sanato? Quasi.

L’aspetto penale - Resta da superare l’aspetto penale e ieri mattina il procedimento di San Severo riunito a quello delle Vigne è approdato dal Gup. Il giudice Monica Gaggelli ha optato per un rinvio, sebbene l’avvocato difensore di tre (dei sei) imputati per san Severo, di cui due coinvolti anche nel procedimento per le Vigne, abbia chiesto il patteggiamento. Il Gup ha accolto la richiesta di rito abbreviato per gli assistiti dell’avvocato Paolo Emilio Falaschi che ha consigliato ai suoi clienti la linea difensiva più “accomodante”, diciamo, così come ha fatto il difensore dell’imputato belga coinvolto nel caso le Vigne.

Parte civile - Per tutti gli altri coinvolti invece, il giudice dovrà decidere sul rinvio a giudizio o archiviazione, ma lo farà il prossimo 26 novembre, data in cui è stata fissata la prima udienza. L’impedimento di ieri mattina che ha portato a fissare una nuova data è legato alla richiesta di costituzione di parte civile dell’associazione ambientalista Casole Nostra per la quale è stata presentata un’eccezione: l’associazione si è formalmente costituita dopo l’accertamento del del reato e dunque potrebbe non essere ammessa. In questo caso la parte civile sarà sostenuta direttamente da Italia Nostra.

Demolizione? Ci si chiede a questo punto che fine faranno le villette delle Vigne, ancora sotto sequestro e se, come per San Severo si possa arrivare ad un dissequestro dopo demolizione parziale. Per il momento questa ipotesi sembra bloccata dal fatto che non è stato ancora chiesto al Comune di Casole un nuovo piano di recupero e dunque in teoria resta più probabile, in caso di accertamento del reato, la totale demolizione.

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