PROPOSTA PD CASOLE - CONSULTA AMBIENTE

Inserito da casoledelsa il 11 Settembre 2010

 Proposta portata dal  PD di Casole  alla discussione della commissione per i Regolamenti  sulla Consulta dell’ambiente.

ARTICOLO 1

FINALITÀ

 

La Consulta Ambientale (di seguito denominata Consulta) è istituita presso il Comune di Casole d’Elsa e si configura come organismo consultivo,propositivo di studio e osservazioni rispetto all’attività dell’Amministrazione Comunale in tema di tutela ambientale. La Consulta rappresenta dunque un importante sede di confronto e scambio di informazioni tra soggetti aventi scopi di tutela dell’ambiente e della natura, di promozione ed educazione alla sostenibilità ambientale

 

ARTICOLO 2

COMPITI E FUNZIONI

 

Ø    Essa ha come compito primario quello di coadiuvare l’Amministrazione ed il Consiglio Comunale in tutte quelle scelte che abbiano valenza ambientale, paesistica e naturalistica e che riguardino le risorse naturali sia rinnovabili che non rinnovabili.

Ø    Essere luogo di confronto e collaborazione tra Associazioni, Enti, gruppi e cittadini per sviluppare la capacità di comprendere i valori dell’ambiente come bene comune, anche mediante la discussione dei programmi di intervento sulla natura, sul territorio e sul patrimonio ambientale cittadino;

Ø    Formulare altresì, anche di sua autonoma iniziativa, proposte operative intese a sollecitare il Comune ad adottare atti o iniziative o interventi su problemi ambientali, ovvero ad invitare il Comune a stanziare appositi fondi nel bilancio preventivo annuale o nel piano pluriennale degli investimenti;

Ø    Istituire Gruppi di lavoro (Tavoli tematici) su questioni di particolare rilevanza ambientale.

 

 

ARTICOLO 3

SETTORI DI INTERVENTI

 

Settore di competenza è quello ambientale in particolare la Consulta, individua i seguenti temi come ambiti di discussione:

v   la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali;

v   la salvaguardia della biodiversità

v   la promozione, l’informazione ed l’educazione ambientale;

v   la mobilità sostenibile;

v   pianificazione, tutela, destinazione e uso del territorio;;

v   la qualità dell’aria;

v   la qualità dell’acqua e il risparmio idrico;

v   ogni tipo di inquinamento, nella fattispecie inquinamento atmosferico, acustico, elettromagnetico, luminoso ecc. con particolare riferimento alla tutela della salute pubblica;;

v   la valorizzazione delle fonti alternative e del risparmio energetico;

v   raccolta, riciclo, trattamento, smaltimento dei rifiuti in ogni forma;

v   difesa e diritti degli animali

v   verde urbano ed extraurbano;

 

 

 

ARTICOLO  4

ACCESSO AGLI ATTI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Al fine di porre in essere le funzioni e le attività di cui all’articolo precedenti, il Presidente (o un suo delegato) ha diritto ad accedere ed estrarre copia degli atti dell’amministrazione relativi alla materia ambientale, con modalità analoghe a quelle consentite ai consiglieri comunali secondo le vigenti disposizioni del regolamento Comunale e dello Statuto Comunale.

 

 

ARTICOLO  5

COMPOSIZIONE E  REGOLE

La Consulta è così composta:

Ø    l’Assessore per l’ambiente o Consigliere delegato in materia;

Ø    due consiglieri comunali, uno di maggioranza ed uno di minoranza;

Ø    un rappresentante delegato da ogni associazione ambientalista, riconosciuta come tale negli appositi elenchi del Ministero dell’Ambiente e/o Regione Toscana, preesistente  alla nomina della Consulta e con regolare sede istitutiva nel territorio della Provincia di Siena.

Ø    un rappresentante per ogni Enti e Istituzioni, privata o pubblica, operante sul territorio della Provincia di Siena con fini di tutela e valorizzazione ambientale, ricerca e innovazione;

Ø     non possono far parte della Consulta, salvo l’ Assessore o delegato in materia politica ambientale, coloro che ricoprono incarichi politici in ambito comunale.

Ø    Possono far parte della Consulta anche cittadini non facenti parte di Associazioni, enti o istituzioni secondo le modalità illustrate dall’art. 6, in numero indicativo di 10.

Ø   il Presidente della Consulta, di diritto, può invitare alle riunioni altre persone, professionisti o Enti quando l’argomento trattato ne consigli la presenza. Parimenti anche gli altri membri della Consulta possono esercitare lo stesso diritto avanzando identica richiesta al Presidente.

 


ARTICOLO 6

NOMINA

Ø    Approvato in Consiglio Comunale il presente regolamento, l’Amministrazione apre il periodo(60 gioni) per l’invio delle richieste di adesione alla Consulta attraverso idonee forme di pubblicità.

Ø    Decorsi sessanta giorni dalla pubblicità, i soggetti che hanno richiesto di partecipare alla Consulta sono convocati dal Sindaco per la seduta di insediamento della Consulta medesima. Tale termine è vincolante.

Ø    Nel caso di singoli cittadini (non devono essere aderenti ad Associazioni, enti o istituzioni già presenti nella consulta), nella richiesta di adesione alla Consulta deve essere specificato in modo dettagliato la motivazione per la quale il cittadino chiede di poter far parte della Consulta, le categorie di persone che il cittadino stesso ritiene di poter rappresentare (es. abitanti di un quartiere, cittadini residenti nei pressi di situazioni a rischio ambientale, giovani, anziani, donne, ecc.) e/o le proprie competenze utili alla funzione che la Consulta andrà a svolgere.

Ø    I componenti la Consulta vengono nominati con decreto sindacale ai sensi dell’art. 50 del D. Lgs. 267/2000 per lo stesso periodo di durata del Consiglio Comunale e restano comunque in carica fino alla nomina della successiva.

Ø    Il Presidente e il Vice Presidente ( avente compito di coadiuvare il Presidente e sostituirlo momentaneamente all’occorrenza nell’esercizio dei compiti affidatigli)  vengono eletti tra i componenti della Consulta aventi diritto di voto. Il Presidente ha la funzione di rappresentare la Consulta presso il Sindaco, la Giunta, l’Amministrazione Comunale e tutte le altre sedi in cui si esplica l’attività della Consulta stessa, ne convoca le sedute, ne rispetta (e ne fa rispettare) i doveri e diritti, ne coordina i lavori, ne redige gli atti da sottoporre all’Amministrazione Comunale con l’ausilio del Segretario.

Ø    La nomina del Presidente e del Vice Presidente avverrà nel rispetto della seguente procedura: L’Assemblea in base a considerazioni di merito e di competenza, elegge il Presidente e il Vice Presidente con maggioranza assoluta dei partecipanti alla votazione.

Ø   ogni membro della Consulta non può rappresentare più di una associazione, ente o istituzione

Ø    In caso di dimissioni dei Consiglieri comunali dalla loro carica, il Consiglio Comunale provvederà a nuove nomine.

Ø    In caso di dimissioni di uno dei rappresentanti di Associazioni, Enti o Istituzioni è facoltà delle organizzazioni da questo rappresentate nominare un sostituto.

 


 

ARTICOLO 7

FUNZIONAMENTO

1)   Durante la prima seduta, la Consulta  prende visione dello Statuto Comunale e ne  accetta totalmente e incondizionatamente i contenuti, quindi vengono eletti il Presidente e il Vice Presidente come da art. 6 del presente Regolamento

2)   Le funzioni di segretario della Consulta sono svolte da un dipendente comunale scelto dal Sindaco.

3)   Spetta al Presidente fissare l’ordine del giorno.

4)   La Consulta si riunisce, su convocazione del Presidente, almeno due volte all’anno presso i locali indicati con specifico atto della Giunta Comunale. La richiesta di convocazione della Consulta può essere avanzata anche da almeno 1/3 dei suoi componenti. In tal caso il Presidente deve provvedere alla sua convocazione entro 15 giorni.

5)   La Consulta viene convocata dal Presidente con almeno 10 giorni di anticipo, tramite avviso scritto, contenente l’ordine del giorno. Queste disposizioni non si applicano ai casi di estrema urgenza in cui il Presidente convocherà la Consulta con modi e tempi a sua discrezione.

6)   In qualsiasi momento, per esigenze particolari e contingenti, l’Amministrazione Comunale,  attraverso propri Assessorati ed uffici, può procedere all’immediata convocazione della Consulta,  comunicando l’argomento in discussione.

7)   Le riunioni sono valide qualora siano presenti almeno 1/2 dei componenti. Gli atti di competenza disciplinati dall’art. 4 sono validi qualora siano presenti almeno la ½ più uno dei componenti.

8)    La Consulta adotta le sue decisioni con la maggioranza dei votanti. In caso di parità di voti il voto espresso dal Presidente  vale doppio.

9)   Eventuali persone invitate ai sensi dell’art. 5  del presente regolamento  non hanno diritto di voto.

10)                     La Consulta è tenuta ad esprimere il proprio parere non più tardi di 30 giorni dalla data della richiesta.

11)                     Allo scopo di favorire la più ampia discussione sui problemi dell’ambiente, la Consulta potrà convocare, su richiesta di almeno 1/3 dei componenti, assemblee pubbliche.

12)                     I pareri espressi dalla Consulta non sono vincolanti per le decisioni dell’Amministrazione Comunale; degli stessi deve essere data menzione negli atti deliberativi ai quali si riferiscono. L’Amministrazione Comunale prevede uno spazio adeguato all’interno dell’Albo Pretorio e del sito web comunale per permettere la pubblicazione dei lavori della Consulta.

13)                     le Associazioni Ambientaliste , gli Enti e le Istituzioni interessate a far parte della Consulta dovranno avanzare specifica richiesta. Il Sindaco trascorsi sessanta giorni dall’adozione del presente regolamento, per la prima costituzione, ed entro sessanta giorni dalla sua elezione, per le successive, provvederà ad assumere specifico atto di nomina. La composizione della Consulta, così determinata rimane invariata per la durata del mandato. Qualora si costituissero, durante il mandato della Consulta, nuove Associazioni sul territorio della Provincia di Siena, esse possono comunicare al Sindaco la loro richiesta di essere ammesse alla Consulta.

14)                     Le sedute della Consulta sono pubbliche.

15)                     In caso di qualsivoglia richiesta dell’Amministrazione Comunale da parte della Consulta per effetto delle decisioni adottate, la stessa dovrà inoltrare per iscritto specifica e motivata istanza agli Assessori o delegati per competenza ed agli uffci Comunali competenti nella materia di riferimento.


 

ARTICOLO 8

VERBALI DELLE SEDUTE

Ø    Di ogni seduta viene redatto apposito verbale lasciato a disposizione per la consultazione presso la Segreteria Comunale di Casole d’Elsa. Il verbale contiene l’esposizione sintetica degli argomenti trattati e delle posizioni sviluppatesi nel corso del dibattito, nonché testo integrale delle deliberazioni assunte con il risultato delle votazioni eventualmente effettuatesi.

Ø    Nei verbali delle riunioni della Consulta, ciascun rappresentante delle associazioni ambientalistiche, Enti o Istituzioni hanno la facoltà di richiedere che venga formalmente sintetizzata la propria posizione.

Ø    La Consulta è tenuta a redigere una relazione annuale sul suo operato e sulla situazione ambientale di Casole d’ Elsa, da portare a conoscenza del Consiglio Comunale.

 

ARTICOLO 9

DURATA  E  DECADENZA

Ø    La Consulta resta in carica per la durata del mandato dell’Amministrazione e, in assenza di espresso pronunciamento da parte del Consiglio Comunale, fino alla nomina dei nuovi Amministratori.

Ø    Il Sindaco neo eletto procede a rinnovarla entro tre mesi dalla data di insediamento.

Ø    I membri della consulta decadono se per tre volte consecutive, senza dare giustificazione al Presidente in forma scritta, non partecipano all’Assemblea. La sua sostituzione avverrà conformemente a quanto previsto dall’art. 6 del presente regolamento.

 

 

 

ARTICOLO10

MODIFICHE  AL  REGOLAMENTO

Le variazioni o le modifiche al regolamento della Consulta potranno essere proposte all’Amministrazione Comunale previa approvazione dei 2/3 dei componenti della Consulta stessa.

ARTICOLO11

PARTECIPAZIONE   ALLA  CONSULTA

La partecipazione alla Consulta è a titolo gratuito, senza ciò comporti richiesta alcuna di somme a qualsiasi titolo neanche di rimborso spese eventualmente sostenute per la partecipazione medesima.

 

ARTICOLO12

DISPOSIZIONI   FINALI

Per ogni altro aspetto non espressamente previsto nel presente Regolamento, si fa riferimento al vigente Regolamento Comunale sugli organi di Partecipazione

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IL PASTICCIO “LE VIGNE”

Inserito da casoledelsa il 11 Settembre 2010

Le Vigne anni 90/2000

le-vigne-oggi

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Le Vigne come sono oggi dopo costruzioni

Viene pubblicato sul web ad Agosto 2010 la delibera di Giunta n. 110 del 19 Maggio 2010

 

 

 

 

 

“ Atto di indirizzo della Giunta Comunale circa il complesso “Le Vigne””.

 

Diverso modo di interpretare il mandato amministrativo di un Sindaco nei confronti dei propri cittadini.

A Fiesole  il sindaco Fabio Incatasciato dice
. “Finalmente dopo sei anni siamo riusciti a sanare uno degli abusi edilizi più grandi mai avvenuti sul nostro territorio. Ripristineremo la collina, non dovrà restare traccia della cementificazione

A Casole il Sindaco Piero Pii e la sua Giunta deliberano di “CONDIVIDERE il podere “Le Vigne ”. Con CHI?.

 

A Fiesole  il sindaco Fabio Incatasciato risponde ad un signore che durante la demolizione,  chiede come mai non le avessimo espropriate come si fa con i beni confiscati alla mafia.

 Domanda giusta: ma quelle villette erano una ferita a tutta una comunità, un colpo all’ idea che si possa, nelle regole e nella legalità, pianificare ancora il futuro e la salvaguardia ambientale. Quando la demolizione sarà finita, avremo tutti vinto una battaglia più grande.

A Casole il problema della LEGALITA’ è ORTICANTE per il Sindaco Piero Pii. L’idea è che si vuol dimostrare “CHE TUTTI SIANO COLPEVOLI”.

 

Ma la vicenda di Ontignano (Fiesole) ci insegna che l’ urbanistica è altra cosa. Ci insegna che il territorio, le colline, lo straordinario patrimonio della nostra regione si difendono con le norme, i piani regolatori, le scelte condivise.

Torniamo alla delibera 110/2010 sul Podere Le Vigne.

 

 Da uno stralcio della Delibera  rileviamo:

 

PRESO ATTO (…) 

a) se la Comunità Montana rilasciò l’autorizzazione in sanatoria ( 3766 del 17.10.2006 ) sulla base (“assolutamente determinante”) della relazione Nannetti è poco verosimile che l’Ufficio abbia rilasciato un parere tanto importante senza la conoscenza dello stato dei luoghi su cui stava per attuare un intervento edilizio consistente. Infatti questi sono i fatti che precedono lo stesso rilascio dell’autorizzazione in sanatoria: in data 14 settembre 2006 venne richiesta alla Comunità Montana l’autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico ma quando il 19/9/2006 i tecnici della Comunità Montana si recarono sul posto per le verifiche istruttorie riscontrarono l’esecuzione anticipata di alcuni lavori da parte dell’impresa appaltatrice. Seguì così ulteriore sopralluogo del Corpo Forestale dello Stato che emise verbale amministrativo prot. n.605 per violazione art.82 della Legge Forestale. Sembra pertanto contraddittorio affermare da parte della Comunità Montana che l’autorizzazione in sanatoria sarebbe stata rilasciata sulla base determinante della Relazione Nannetti. Occorre inoltre far notare che al rilascio di un’autorizzazione tanto importante non può applicarsi una sorta di procedura equivalente all’autocertificazione dei requisiti.

b) Oltre a quanto rappresentato al punto precedente dobbiamo comunque far notare che la richiesta di autorizzazione in sanatoria fu richiesta in data 16 ottobre e rilasciata il giorno successivo. La Comunità Montana rilasciò l’autorizzazione in tempi così celeri ( 24 ore dall’istanza ) che sono inusuali anche per amministrazioni efficienti come le nostre. La celerità non può avere indotto alla superficialità. Infatti adeguati sopralluoghi erano stati fatti e se fosse stata rilevata la presenza di bosco ciò avrebbe avuto sicuramente rilievo in sede di redazione dei verbali di infrazione alla legge forestale. A nostro avviso c’era una diffusa consapevolezza che l’area d’intervento de LE VIGNE ( interessata dalla previsione urbanistica comunale ) non era caratterizzata da bosco come è sempre risultato dalle carte tecniche del Regolamento urbanistico.

RILEVATO che la Regione Toscana con nota del Dirigente Dr. Marco Gamberini chiedeva chiarimenti circa tempi e modalità per le determinazioni di competenza del comune.

A voti unanimi resi nei modi di legge,

D E L I B E R A

1. di evidenziare che tutta la vicenda mostra aspetti che meritano definitivi approfondimenti da parte di tutti gli uffici e le istituzioni coinvolte per riportare a sintesi un quadro conclusivo di “ certezze “ condivise.

2. di confermare la coerenza e la trasparenza degli atti compiuti dal Comune negli anni.

3. di dare atto che è interesse precipuo dell’Amministrazione tutelare la correttezza delle previsioni urbanistiche effettuate nel pieno rispetto delle normative regionali con il fine, come nel caso de LE VIGNE, di promuovere lo sviluppo e la qualificazione del territorio.

4. di ritenere che lo strumento idoneo per svolgere valutazioni di tutta la vicenda e degli atti amministrativi correlati sia una CONFERENZA DI SERVIZI tra tutte le istituzioni coinvolte.

5. di dare mandato al Sindaco di intraprendere tutte le azioni necessarie ad espletare gli indirizzi sopra espressi.

 

Il tutto ci porta a delle riflessioni e considerazioni:

1)    Il Sindaco Pii e la sua Giunta deliberano a Maggio 2010 quello che tranquillamente potevano deliberare al 7 Giugno del 2009 non essendoci stati nel frattempo fatti diversi da quelli citati. Perché solo adesso? Forse perché il 17 di Settembre si svolgerà l’ udienza preliminare sia per Le Vigne che per San Severo?

2)    Il Sindaco Pii e la sua Giunta, che si dicono profondi conoscitori del territorio, hanno delle “nebbie” su un luogo conosciutissimo da cacciatori, cercatori di funghi, turisti, per la sua bellezza boschiva.

3)    Il Sindaco a più interrogazioni sul Pod. Le Vigne da parte del Gruppo consiliare Centrosinistra per Casole rispondeva che sulla materia è stato chiesto un parere all’Avv. Tagliaferro, il quale essendo molto preso ancora non ha dato seguito all’incarico (è passato un anno!!).

 

 

4)    Il Comune di Casole si è avvalso di parere tecnico di noto urbanista della Regione Arch. Del Zotto e dell’Arch. Blanco (a cui Pii ha commissionato il nuovo Piano regolatore!!), ma detti pareri non solo non vengono menzionati ma addirittura ignorati.

5)    E’ sicuramente a conoscenza del Sindaco Pii, che esiste una memoria DELLA PROPRIETA’ dove si afferma che in quel luogo ESISTEVA UN BOSCO (avete letto bene LA PROPRIETA’).

6)    E’ il Sindaco che su interrogazione del Gruppo Centrosinistra per casole in data 30/4/2010 ha consegnato nota di sanzioni comminate dal Min. Politiche agricole e forestali e Corpo Forestale dello Stato per importo totale di 99.598,70 per “trasformazione di bosco in altra destinazione d’uso. Movimentazione di terra realizzazione di nuovi edifici, piscina. Posa in opera di serbatoi con sbancamenti  ed asportazione di piante forestali e conseguente danno al bosco. Movimentazione di terreno a bosco con asportazione di piante forestali e ceppaie”. Tra le persone sanzionate risulta esserci anche un dipendente comunale. Ma di tutto questo nella delibera non si fa cenno.

7)    E’ sicuramente a conoscenza del Sindaco che nel Regolamento Urbanistico di Casole troviamo

                Scheda rilievo n° 261  PODERE  LE VIGNE  ( sono riportati 4 edifici)

Ø     edificio 001: restauro; ….non è stato restaurato: è stato DEMOLITO

Ø     edificio 002: conservazione di tipo 2;  ß E’ STATO DEMOLITO .. COME MAI?

Ø     edificio 003: demolizione con ricostruzione senza aumento di volume e con tecnologie costruttive, materiali e finiture conformi a quelle dell’edificio principale; ß IL VOLUME E’ STATO AUMENTATO ?

Ø     edificio 004: demolizione con ricostruzione senza aumento di volume - con eventuale adeguamento dell’altezza - con tecnologie costruttive, materiali e finiture conformi a quelle dell’edificio principale.   ß IL VOLUME E’  STATO AUMENTATO?

 

Ø     MODALITA’ DI ATTUAZIONE: Programma Integrato di Intervento 

questo è illegittimo in quanto i P.I.I. devono essere indicati nel  Piano Strutturale e Pod. Le Vigne non lo è.

8)     Non spiega il Sindaco qual è la normativa richiamata per convocare UNA CONFERENZA DEI SERVIZI. Non è sicuramente tra le specificità di questi ATTI quello di CONDIVIDERE dei dubbi di un Sindaco. Quindi cosa sarà, una riunione tra amici?

9)    Perché il Sindaco (della trasparenza) non ha ritenuto informare il Consiglio Comunale (luogo di massima rappresentanza dei cittadini e organo di indirizzo e di controllo dell’attività amministrativa ) di detta delibera? Strano uomo il nostro Sindaco, vuol dibattere e poi su argomenti di carattere Urbanistico TACE.

        In definitiva mica chiediamo che ci spieghi del “BILANCINO”!

 

CONCLUSIONE:

q       L’Assessore ai LL. PP. Mansueto, come può dare mandato al Sindaco su un fatto che coinvolge un dipendente comunale di cui  lui stesso aveva pubblicamente denunciato  il comportamento professionale quando era all’opposizione e quindi è sicuramente a conoscenza degli abusi perpetrati?

q       L’Ass. all’ Urbanistica Pieragnoli si è documentato prima di dare assenso alla richiesta del Sindaco? Chi svolge un incarico così delicato non può assentire solo per piacere al Sindaco ma deve “servire  la cittadinanza nell’interesse generale”.

q       Il Sindaco Pii, che è stato ideatore dei P.I.I. e del Piano Strutturale, sul Podere Le Vigne dica invece alla cittadinanza perché ancora non ha annullato i titoli abilitativi e, nell’interesse della comunità, il Comune non si è costituito Parte Civile” rimuovendo chi è stato poco “fedele e leale  al proprio incarico”?

Pubblicare questo è per Il Sindaco la sua Giunta, i consiglieri di maggioranza,il Presidente di Pensare Comune e il sig. Barbagallo Paolo 

perversa logica di divisione e di contrapposizione?. 

 

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