Leali ma non conformisti

Inserito da casoledelsa il 30 Settembre 2010

Pubblichiamo volentieri il documento scritto da alcuni amici pisani, in vista del congresso provinciale.

Noi a Siena abbiamo eletto i nostri direttivi nella seconda metà di Giugno. E’ importante però capire e riflettere cosa dicono e pensano la base di altre provincie. Questo è un momento importante per la vita politica del paese. Siamo alla vigilia del voto?

La scelta degli organismi dirigenti del partito provinciale è l’occasione per avviare un confronto sui processi che stanno segnando lo sviluppo di questo territorio e sul ruolo che il partito stesso può giocarvi. Crediamo opportuno aprire il dibattito con un documento che porta all’attenzione degli iscritti, dirigenti e rappresentanti istituzionali del partito quelli che riteniamo essere i nodi più problematici su cui c’è bisogno di un’elaborazione politica nuova nella convinzione che il successo del Partito Democratico provinciale si potrà misurare sulle soluzioni che saprà individuarvi. Lo facciamo pubblicamente non solo perché il partito non ha nulla da temere da un confronto sulle idee “leale ma non conformista”, ma perché l’essenza della democrazia sta in questo confronto ed anzi riteniamo che una malinteso sforzo di unanimismo abbia appannato la capacità di dibattere lealmente tra noi e con la società, allontanando la partecipazione e lasciando cosi eccessivo spazio a schieramenti personalistici.

Il quadro politico

La sfida principale che il nostro partito deve affrontare, a livello locale come a livello nazionale, è sapere trovare soluzioni ai problemi collettivi che siano allo stesso tempo socialmente eque e potenzialmente maggioritarie, capaci di promuovere la giustizia e di raccogliere il consenso popolare. Nel contesto attuale, segnato dalla crisi economica, diventa necessario indicare senza indugio alcune priorità politiche perché il paese non può permettersi di rimanere immobile: i problemi sociali sempre più gravi richiedono soluzioni alte. Un fallimento nella capacità di gestire l’attuale ristrutturazione del capitalismo mondiale significherebbe il fallimento del progetto nato con la fondazione del Partito Democratico e lascerebbe il campo alle forze politiche che coltivano il progetto di una ristrutturazione culturale, finanziaria, dei diritti, del lavoro e del capitale fortemente diseguale e antidemocratica. Riuscire in questo intento richiede un affinamento del nostro armamentario politico e culturale: se i processi produttivi e culturali portano la società ad essere sempre più frammentata in interessi particolari spesso contrapposti l’elaborazione politica non può affidarsi prevalentemente allo strumento della mediazione, ma deve proporre visioni più generali. Le organizzazioni sociali che organizzavano il consenso di massa (i sindacati, i partiti e le chiese) hanno diminuito la loro capacità di intercettare e mediare i bisogni collettivi, e la politica è chiamata a guardare con crescente attenzione agli interessi di chi deve affrontare le difficoltà odierne senza poter contare su canali privilegiati di rappresentanza. Questa lettura della vocazione del PD ci porta ad individuare alcuni nodi locali come prioritari.

Il lavoro

Il PD è il partito del lavoro, e deve rappresentare tutti i lavoratori: quelli presenti, futuri e passati. I lavoratori presenti vanno tutelati nel proprio posto di lavoro in termini di sicurezza, di dignità e di possibilità di espressione delle loro attitudini. L’occupazione femminile (che nella provincia di Pisa e nel resto del Paese è abbondantemente al di sotto della media europea) deve essere promossa con misure di sostegno e di conciliazione vita-lavoro. Bisogna denunciare e combattere la piaga del lavoro nero (immigrato e non), anche a costo di toccare interessi consolidati e influenti, ed investire in efficaci percorsi di formazione professionale per proteggere i lavoratori nel mercato del lavoro. La crisi economica, con le sue ripercussioni sulle imprese private e sugli enti pubblici, ha evidenziato alcune contraddizioni che fasi più floride ci avevano permesso di nascondere: questa situazione richiede un nuovo diritto del lavoro perché l’attuale legislazione, ispirata alla protezione del posto di lavoro, è stata elaborata in un contesto economico e sociale molto diverso dall’attuale e rappresenta oggi un ostacolo alle opportunità dei lavoratori futuri. Il Partito Democratico deve proteggere sia i lavoratori nel mercato del lavoro che quelli che a questo mercato si affacciano, sviluppando il sistema di formazione professionale e riformando il sistema degli ammortizzatori sociali in chiave universalistica. Il PD di oggi ha grandi difficoltà ad intercettare il voto dei giovani, dei lavoratori “sospesi” (disoccupati, sotto occupati, precari): la sfida più grande per costruire il PD di domani è quella di costruire una nuova cultura del lavoro, di dare voce a questa generazione, di farsi difensori dei loro diritti. Per i lavoratori passati (pensionati) bisogna promuovere politiche di sostegno che evitino la loro marginalizzazione sociale, ma che li valorizzino come depositari e mezzi di trasmissione alle future generazioni di una cultura sociale e lavorativa espressione dell’identità del territorio. Il sistema economico pisano, incentrato su una varietà di settori produttivi, richiede una particolare attenzione alle peculiarità locali: dal comparto turistico a quello agro-alimentare e dei servizi, dal distretto conciario a quello meccanico, esso è prevalentemente articolato in aziende di piccole dimensioni. Ciò porta benefici nella flessibilità gestionale, ma anche svantaggi per la determinazione di una politica di sviluppo armonica e non disordinata o casuale. Un Partito capillarmente diffuso come il PD deve essere in grado di comprendere e governare questa complessità. In sede di scelte politiche che impattano sull’economia territoriale, il Partito può e deve ascoltare e contemperare le richieste di tutti gli attori sociali, inclusi gli imprenditori che troppo spesso guardano alla politica come ad un elemento di freno e non come un luogo di confronto nella progettazione dello sviluppo economico. Il Partito deve quindi promuovere e diventare lo snodo fondamentale di una rete collettiva, attraverso un metodo che parta dall’ascolto soggettivo (dei lavoratori, dei pensionati, degli studenti, degli imprenditori) ed arrivi alla proposta integrata e compartecipata di un modello di sviluppo locale condiviso e solidale, lontano da una logica di pura e confusa emergenza e con rinnovate possibilità competitive di mercato. In questo quadro ed in un area come quella pisana in cui esiste una università ed una ricerca di eccellenza diventa strategico favorire e rafforzare le collaborazioni tra impresa e ricerca di qualità.

Le politiche sociali

Ridurre la spesa sociale, direttamente o tramite i tagli agli enti locali, significa far pagare la crisi ai più deboli e minare lo spirito della costituzione. Insieme alla denuncia puntuale dei tagli effettuati dal governo centrale è necessario proporre un nuovo orizzonte per il welfare, che in Italia ha contato troppo spesso sul ruolo della famiglia tradizionale che oggi non è più in grado di supplire alle carenze pubbliche. La stagione attuale è segnata da conflitti molto preoccupanti sul sistema educativo, sui servizi per l’infanzia e sulla questione abitativa: su questi temi il nostro partito deve portare avanti politiche credibili ed eque. La formazione e la scuola pubblica sono visti dalla destra come un peso per la società. Il PD deve rimarcare con forza che l’accesso ad una istruzione qualificata deve essere offerto e garantito a tutti. L’azione del PD deve essere coordinata tra il livello nazionale che deve contrastare in ogni modo possibile le politiche dell’attuale Governo, e i livelli locali che devono cercare di mantenere il livello dei servizi educativi e formativi offerti, pur nel quadro dei tagli alle spese degli enti locali. Occorre invertire la politica attuale ed investire in tutta la scuola pubblica, dagli asili nido fino all’Università ed alla ricerca post laurea. Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia la priorità è rappresentata dall’offrire a tutte le famiglie una risposta; per fare questo è necessario razionalizzare i costi affidandosi anche all’iniziativa privata in convenzione e monitorando costantemente la qualità del servizio. Attenzione all’infanzia significa anche costruire città e paesi che siano a misura di bambino, con spazi di socializzazione e svago sicuri e fruibili ovvero diffusi sul territorio e protetti dal traffico. Rispetto agli altri paesi europei, l’Italia registra una percentuale estremamente bassa di edilizia popolare: con una percentuale pari al 4% è, infatti, quello con la minore quota di alloggi di edilizia sociale pubblica, a fronte del 36% dell’Olanda e del 20% della media comunitaria. La spesa per l’offerta abitativa pubblica in Italia, dagli anni ‘80, si è ridotta del 90% (fonte ANCI). A Pisa la situazione del mercato degli affitti è sottoposta ad ulteriori tensioni per la particolarità degli affitti agli studenti. Il PD, deve promuovere politiche più efficaci sulla casa, a livello regionale e provinciale. L’ultimo piano casa regionale mette a disposizione importanti risorse ma è incentrato sulla costruzione di nuovi edifici, con l’effetto di continuare a consumare territorio. Riteniamo più opportuno destinare maggiori risorse all’acquisto di abitazioni invendute, alla sostituzione edilizia ed alla riappropriazione di alloggi abitati da nuclei familiari che non hanno più i requisiti per risiedervi. E’ sicuramente importante il sostegno ad iniziative come l’Agenzia Casa. Tutto questo deve necessariamente accompagnarsi al contrasto dell’elusione fiscale per il recupero di risorse da reimpegnare nell’edilizia popolare e nei servizi. La crisi economica sta facendo emergere tensioni abitative anche in comuni che fino a qualche anno fa ne erano esenti; questi non possono essere lasciati da soli ma devono essere inclusi in processi di programmazione di dimensione più ampia. Il tessuto provinciale pisano è ricco di capitale sociale, come testimoniato dalle molte associazioni attive in svariati campi: queste sono palestra di democrazia e laboratori di partecipazione, e rendono più sicure le nostre città. La ricchezza dell’associazionismo risiede anche nel loro ruolo di elaborazione e di critica, che alimenta e qualifica il discorso pubblico. Il Partito democratico riconosce il contributo delle associazioni con le quali porta avanti un continuo dialogo.

L’uso del territorio

Il PD deve mettere al centro le tematiche ambientali, dove è necessaria un’inversione di tendenza: non può esserci sviluppo senza attenzione alle risorse naturali e al nostro immenso patrimonio territoriale e paesaggistico. L’area vasta è il luogo primo dove affrontare questi temi, che vanno oltre i confini comunali: lo sviluppo della rete infrastrutturale, lo smaltimento dei rifiuti, la collocazione dei grandi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, la distribuzione sul territorio delle aree industriali et cetera. La dimensione provinciale è quella ottimale per affrontare queste sfide e garantire uno sviluppo equilibrato e coerente del territorio e deve per questo promuovere meccanismi perequativi che garantiscano un’equa ripartizione fra i comuni dei vantaggi e degli svantaggi dovuti alla localizzazione di certe funzioni, nell’interesse della collettività. Lo sviluppo urbano ed industriale del territorio pisano ha seguito negli anni una politica di sfruttamento intensivo, fortemente pilotato dalle necessità economiche dei comuni e delle province che hanno visto nel reddito che arriva dai trasferimenti o dalle entrate proprie direttamente legate al consumo del territorio (ICI, concessioni edilizie e urbanizzazioni) la soluzione a larga parte delle proprie esigenze finanziarie. Risulta in questa fase di profonda crisi del mercato immobiliare quasi surreale il dibattito che si è aperto a livello regionale sulle politiche urbanistiche. Negli ultimi 2 anni e forse ancora per i prossimi 2 o 3 anni saranno gli stessi costruttori ad investire pochissimo su nuove costruzioni anche nel caso di permessi a costruire già rilasciati o in aree già edificabili. E’ quindi importante inoltre che il PD cerchi di limitare il consumo di suolo: questo significa promuovere leggi e scelte amministrative che favoriscano il riuso del territorio legando ogni nuovo insediamento alla rimozione dei manufatti ed al recupero delle aree dismesse, oppure alle ristrutturazione ed alle ricostruzioni in loco, come già ampiamente previsto nelle legislazioni degli altri paesi europei. E’ poi importante che i futuri piani regolatori, come sta già accadendo in alcuni comuni, tendano ad abbattere la rendita finanziaria con l’applicazione di criteri di perequazione edilizia. L’attività edilizia deve essere piuttosto volta al recupero degli edifici, alla costruzione in aree già urbanizzate, al miglioramento della qualità dell’abitare, seguendo le linee d’indirizzo dettate dalla nuova amministrazione regionale. E’ necessario impiegare più risorse per analizzare la struttura del territorio e studiare le dinamiche socio-economiche, perché il dimensionamento degli strumenti urbanistici sia collegato all’effettivo fabbisogno e non alla speculazione e all’esigenza di “fare cassa” con gli oneri di urbanizzazione per sostenere i bilanci comunali strozzati dai vincoli del patto di stabilità. Per questo, è a maggior ragione necessario svincolare il finanziamento degli enti locali dal consumo di territorio se si vuole evitare che i comuni, pressati da un lato dalla mancanza di risorse e dall’altro dall’aumento delle competenze, debbano abdicare al loro ruolo di programmazione. A livello provinciale è prioritaria una pianificazione coordinata degli interventi, superando la contrapposizione tra “area pisana” e “area valdera” e la gestione ristretta delle piccole unioni comunali, al fine di gestire piani integrati che permettano di individuare in maniera organica le aree di urbanizzazione e di industrializzazione. Il coordinamento della programmazione è irrinunciabile per lo sviluppo delle infrastrutture, per la riqualificazione del territorio, la riduzione del rischio di inquinamento dei suoli e la prevenzione del rischio idraulico.

Il partito

La ragione della crescita di tanti movimenti riconducibili ad una cultura di sinistra, dai “grillini” al “popolo viola”, e del contemporaneo forte incremento dell’astensione elettorale, va ricercata nella diffusa sensazione che il PD non riesca ad offrire una concreta alternativa, che sia talvolta lontano dai problemi reali, lento ad intervenire nel quotidiano: il PD pisano non fa eccezione. Riteniamo che questo non derivi dalla mancanza di iniziative, ma piuttosto da un profilo identitario incerto: la ricerca di una identità democratica non può essere condotta guardando all’indietro verso le culture politiche del novecento che sono proprie dei partiti fondatori, ma deve partire dalla definizione dei referenti sociali a cui vogliamo offrire rappresentanza. Accettare questo punto di partenza significa anche non cedere alla tentazione di elaborare un profilo simile a quello dei partiti di destra: i concetti di sicurezza, sviluppo economico, efficienza della pubblica amministrazione sono centrali per il nostro partito ma devono essere coniugati con quelli di legalità, giustizia e pari opportunità. Occorre che il PD ritorni a farsi sentire senza incertezze, riprendendosi il proprio spazio tra la gente. I circoli devono diventare luoghi di coordinamento con la società, dove il PD ed i suoi rappresentanti nelle amministrazioni devono dialogare continuamente con i cittadini, così come altre occasioni di confronto vanno costantemente generate ed alimentate. Il partito deve essere luogo di confronto e proposta, stimolo per le amministrazioni democratiche a svolgere al meglio il proprio mandato. È necessario che il PD definisca in modo netto ed inequivocabile la centralità delle primarie, coinvolgendo gli iscritti al partito nella scelta delle proprie cariche interne e di tutti gli elettori per le cariche monocratiche. Per quanto riguarda in particolare il partito a livello provinciale è opportuno riprendere quanto stabilisce lo statuto regionale: “Il Coordinamento territoriale rappresenta l’unitarietà della politica del partito nel territorio di competenza provinciale o sub-provinciale ed in rapporto con il livello regionale concorre all’elaborazione dell’indirizzo politico del partito, nelle forme e nei limiti previsti dagli statuti regionale e nazionale”. È quindi necessario che il livello provinciale assuma un ruolo di maggior coordinamento delle politiche dei comuni e della provincia che molto spesso, in passato hanno seguito strade diverse ed a volte contrastanti tra loro. Per fare questo sono necessari momenti di confronto e di formazione degli amministratori. Al contempo è necessario che il livello provinciale dia spazio alle 4 macroaree provinciali, decentrando poteri, risorse umane e finanziarie, in modo che ogni tema possa essere affrontato nella dimensione più opportuna. Rafforzare il partito a livello di zona, deve andare in parallelo alla riduzione della proliferazione di dipartimenti, aree di lavoro ed incarichi che, anziché rendere più efficace l’azione della politica, portano ad organismi dirigenti pletorici. In questo quadro diventa anche urgente affrontare la giusta esigenza avvertita da molte parti di una riduzione graduale ma sostanziale dell’apparato politico la cui dimensione risulta anacronistica, inutile e dannosa per un partito del XXI secolo.

 

Categoria: Dibattito | Nessun Commento »

 

Interrogazione “Via 2 Giugno” Cavallano

Inserito da casoledelsa il 30 Settembre 2010

Oggetto: Via 2 GIUGNO - Urbanizzazione

PREMESSO

Ø      Che via 2 giugno è interessato al piano di lottizzazione di Cavallano di Sopra

Ø      Che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha aperto un procedimento penale n. 2247/07 R.G.N.R., decreto di citazione diretta a giudizio ex artt. 550 e 552 c.p.p. emesso nei confronti di diversi soggetti, per avere,   i medesimi nell’anno 2007 realizzato, o comunque consentito che terzi realizzassero, una discarica attraverso l’abbandono massiccio e ripetuto nel tempo di rifiuti provenienti da attività di edificazione e demolizione,  senza aver eseguito la disciplina prevista dall’art. 186 G.Lgs. 152/6, NONCHE’ PER NON AVER OTTEMPERATO ALL’ORDINANZA COMUNALE DI RIMOZIONE DEI RIFIUTI ABBANDONATI

Ø      Che per tale procedimento penale  la Provincia di Siena CON ATTO N. 179 DEL 13-10-2209, ha ritenuto opportuno costituirsi parte civile, in considerazione della persistente condotta degli imputati contraria alla normativa in vigore;

Ø      Che detto procedimento penale ha avuto una sua prima parziale conclusione con il patteggiamento da parte di alcuni citati a giudizio, i quali richiedevano il dissequestro dell’area. La richiesta veniva accolta e resa immediatamente eseguibile.

Ø      Che il Sindaco nel corso di comunicazioni a Consigli Comunali riferiva che dopo il dissequestro di tale,  avrebbe permesso la sistemazione a verde e parcheggi così come da accordi con i lottizzanti.

Ø      Che il Sindaco in più assemblee pubbliche dichiarò che l’area sarebbe stata sistemata a verde e parcheggi anche nelle parti pubbliche

RICORDATO

v     L’accordo tra il Comune di Casole d’Elsa e la proprietà,  in atto di vendita del terreno a foglio di mappa 1, p.lla 277 e p.lla 284.

CHIEDIAMO

Ø      Copia atto di compravendita terreno  a rogito n. 839 del 27.07.2005

Ø      Copia determina resp. UTC n. 30 del 5-3-2005.

Ø      Elaborati tecnici per la realizzazione delle opere urbanizzazione primaria con particolare riferimento al parcheggio secondo la scheda del PRG

Ø      Progetto esecutivo dell’intera area ( via 2 Giugno – foglio 1 p.lla 277,278,279,280,281) di opere di urbanizzazione comprensive di parcheggi e aree a verde sia la parte dei privati sia la parte comunale.

Ø      Chi eseguirà i lavori e in quali tempi. Se ci saranno costi per l’amministrazione.

Ø      Se è prevista la messa in sicurezza della scala che da Via 2 Giugno porta al parcheggio di strada del Poggio fronte civico n. 1, e soluzione per portatori di handicap.

Ø      Stato dell’arte dei lavori in detta strada. Se eseguiti quelli primari, copia relativo collaudo.

Ø      Se sono state date sanzioni amministrative, copia dell’atto ed eventuale pagamento.

 

Categoria: Consiglio Comunale, GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA | Nessun Commento »

 

Interrogazione “Muro Rocche Mensano”

Inserito da casoledelsa il 30 Settembre 2010

Oggetto: Muro rocche Mensano

PREMESSO

v      CHE: il decoro urbano è importante per l’immagine del Capoluogo , delle frazioni e per la conservazione delle stesse;

v     CHE : ci vengono segnalate dai cittadini della frazione di Mensano  necessità di manutenzioni sul patrimonio immobiliare del Comune;

v   Che il muro, con vista panoramica, in Piazza delle Rocche, lato sud,  risulta in pessimo stato, con la cimasa di copertura, in cemento,  ormai quasi completamente distaccata e usurata dagli agenti atmosferici;

v                  Che  nella strada di collegamento per il Cimitero di Mensano, sono presenti dissesti del manto stradale, rami dei cipressi che quasi ostruiscono il passaggio,  alberi che limitano gli spazi di manovra per i mezzi che eseguono le esequie funebri;

v                  Che il marciapiede di Via I’ Maggio, lato est, presenta vistosi dissesti del manto asfaltato e affiori di radici dei pini domestici che costeggiano la strada;

 

CHIEDIAMO

Ø     Al Sindaco o  all’Assessore ai lavori pubblici di effettuare un sopralluogo sul posto per verificare gli interventi da fare in queste parti della frazione di Mensano;

Categoria: Consiglio Comunale, GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA | Nessun Commento »

 

Interrogazione “Capannino Suvera”

Inserito da casoledelsa il 30 Settembre 2010

PREMESSO

 

-        Che sono in corso lavori di ultimazione di un capannone industriale in località Capannino della Suvera, nei pressi dell’incrocio tra la Strada Provinciale della Montagnola Senese e la Strada Provinciale delle Galleraie;

-       Che da parte dei  cittadini che abitano nelle vicinanze ci vengono rivolte richieste di informazione sui lavori a carattere pubblico da realizzare;

 

 

SI CHIEDE:

 

Al Sindaco o all’Assessore ai Lavori Pubblici  quale sarà l’intervento del Comune nella realizzazione dell’urbanizzazione di questa zona, quali unità abitative riguarderà, e che tempi sono previsti per la realizzazione di un eventuale intervento.

 

Categoria: Consiglio Comunale, GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA | Nessun Commento »

 

Interrogazione “Le Vigne”

Inserito da casoledelsa il 30 Settembre 2010

Oggetto: Le Vigne

PREMESSO

 

Che questo gruppo consiliare si è sempre dimostrato attento alle vicende relative la tutela e la correttezza delle previsioni urbanistiche del nostro Comune anche alla luce delle vicende giudiziarie in corso e tra questi anche del caso delle “Vigne”

 

                                       CONSIDERATO

Che  la delibera di giunta n. 110 ad oggetto “atto di indirizzo  della giunta circa il complesso le Vigne” evidenzia, a detta della Giunta, elementi di grande criticità  sia per la situazione attuale sia nei rapporti con gli altri Enti interessati tanto da ritenere opportuno, per far luce sulla vicenda, una conferenza di servizi tra tutte le istituzioni coinvolte, nonostante tutte le carte relative a tale procedimento siano attualmente in mano alla Procura di Siena

                                      CONSIDERATO inoltre

Che così come disciplinata dalla Legge sul procedimento Amministrativo la conferenza di servizi può essere richiesta per l’analisi di interessi pubblici e quindi interessi particolarmente importanti per l’intera collettività

                                

                              si chiede pertanto :

Perché il sindaco, visti gli interessi preposti, non ha ritenuto opportuno prima di adottare la suddetta delibera di Giunta informare almeno l’intero Consiglio Comunale, indubbiamente rappresentante e specchio dell’intera cittadinanza, sulle problematicità evidenziate in detta delibera e soprattutto qual è la linea politica e amministrativa che vorrebbe intraprendere con la Conferenza di servizi richiesta.

Categoria: Consiglio Comunale, GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA | Nessun Commento »

 

Interrogazione “Conv. Lucciana”

Inserito da casoledelsa il 30 Settembre 2010

Oggetto: Lucciana – Conv. N. 642 del 20.11.2002

PREMESSO

Ø      Che il Consiglio Comunale con delibera n. 107 del 28-11-1997 ha adottato il Progetto di Recupero e relativa Bozza di Convenzione della località Lucciana

Ø      Che il Consiglio Comunale con delibera n. 8 del 19-2-1998 ha definitivamente approvato il predetto Piano di recupero

Ø      Che in data 20.11.2002 è stata stipulata la convenzione n. 642, tra il Comune di Casole d’Elsa e la Soc. Agraria Lucciana srl, per l’attuazione del piano di recupero relativo alla frazione denominata “Lucciana Comune di Casole D’Elsa”.

Ø      Che la Convenzione in oggetto disciplinava sia opere primarie che secondarie

Ø      Che nelle secondarie era previsto “revisione generale di parte dell’attuale strada Comunale che si diparte dalla Provinciale per Cavallano fino ad arrivare alla frazione Lucciana”. Specificando che le aree relative alle strade da realizzare erano di circa mq. 1.970.

Ø      Che il Sindaco in una precedente interrogazione, verbale, dichiarò che su richiesta dei cittadini di Lucciana sarebbero state eseguite zone di scambio nella strada di collegamento Lucciana  - Provinciale.

Ø      Che il Sindaco in una precedente interrogazione, verbale, dichiarò che per le problematiche di carattere telefonico, una Società telefonica aveva in programma una prova di attivazione con circa sei famiglie.

CONSTATATO

Ø      Che attualmente la strada di collegamento tra Lucciana e la Provinciale è inadeguata nel tracciato e in alcuni tratti  pericolosa per i margini da fossi laterali.

Ø      Mancanza di un adeguata segnalazione turistica della Frazione Lucciana.

 

CHIEDIAMO

Ø      Progetto del tracciamento delle strade nuove previsto tra le opere primarie la cui realizzazione della  ossatura doveva essere condizionante al rilascio delle concessioni edilizie

Ø      Se sono state realizzate le zone di scambio nella strada di collegamento tra Lucciana e la Provinciale. Qualora questo non fosse stato realizzato, motivo e soluzione alternativa.

Ø      Se nella segnaletica era previsto un cartello riportante l’inizio della frazione Lucciana con relativa indicazione livello mare, nel caso negativo se è intenzione dell’Amministrazione dare ampia indicazione dell’inizio frazione così come per tutte le frazioni del Comune.

Ø      Copia collaudo opere primarie

Ø      Copia collaudo opere secondarie e copia fine lavori

Ø      Stato dell’arte delle problematiche telefoniche.

Categoria: Consiglio Comunale, GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA | Nessun Commento »

 

Interrogazione “discarica Il Piano”

Inserito da casoledelsa il 30 Settembre 2010

Oggetto: Discarica “il Piano”

 

PREMESSO

Ø      Che il giorno 24 Maggio si è concluso il procedimento Penale presso il Tribunale di Poggibonsi riguardante una  discarica formatasi attraverso l’abbondano massiccio e ripetuto nel tempo di rifiuti provenienti da attività di edificazione e demolizione in località “Il Piano”. Tale procedimento vedeva citati  un dipendente del Comune di Casole e la Società che aveva inoltrato richiesta al Comune di Casole.

Ø      Che tale procedimento si è concluso con un patteggiamento e un assoluzione per non aver potuto dimostrare il fatto “conoscitivo” causa problemi di carattere organizzativo nella distribuzione posta pervenuta all’ ufficio protocollo  del  Comune di Casole.

Ø      Che nel corso del C.C. del 23 Dicembre 2009, il Sindaco dichiarò “ non ci sono procedimenti penali in corso che riguardano l’amministrazione comunale”

Ø      Che il legislatore dice:

v     Nel caso di deposito o di abbandono dei rifiuti o di immissione di essi nelle acque superficiali o sotterranee l’art. 14 L. 5 febbraio 1997 n.22 fa obbligo al sindaco di intervenire senza ritardo per la rimozione, l’avvio a recupero o lo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi, ingiungendo ai soggetti obbligati – gli autori del deposito o dell’abbandono o dell’immissione in solido con il proprietario o con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area impegnata, ai quali la violazione sia imputabile anche a titolo di colpa – se noti, di provvedere alle relative operazioni entro un certo termine, decorso inutilmente il quale, procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati e al recupero delle somme anticipate.  Fatta salva la successiva rivalsa nei loro confronti per il recupero delle somme anticipate.

Ø      Che nel fatto in esame la cattiva organizzazione comunale ha messo a rischio la salute pubblica

CHIEDIAMO

Ø      Se le conclusioni processuali hanno spinto questa Amministrazione a modificare le procedure organizzative della posta in arrivo a garanzia dei  cittadini.

Quindi se è stato predisposto anche un registro di Posta in Arrivo in tutti gli uffici comunali.

Ø      Essendo noti gli autori del “delitto”, se sono state intraprese azione per  la rimozione e il ripristino della zona o quali azioni si intendono eventualmente intraprendere.

Ø      Se sono state date sanzioni amministrative, copia dell’atto.

Categoria: Consiglio Comunale, GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA | Nessun Commento »

 

NO! Io voglio capire.

Inserito da casoledelsa il 29 Settembre 2010

NO!  Io voglio capire.

 

Mi chiedo. Sono io che non stò capendo cosa succede nella politica o tutti siamo cogl…(così ci definirebbe Berlusconi).

Non mi interessa la storia della casa di Montecarlo, squallida vicenda di interessi personali. Cosa avrebbe detto o fatto il Sig. Storace se Fini non lo avesse trombato?

No! Voglio capire dell’appoggio del Partito Democratico al 4° governo Lombardo in Sicilia.

Oggi l’appartenenza alla maglia (valori) è mercificabile.

Esempio calcistico (politico).

Ibrahimovich (Calearo) che passa tranquillamente dalla Juve (PD) all’Inter (API) per finire al Milan (PDL). Il tutto giustificato: Ibra,per il bene dei tifosi, Calearo per il bene degli operai(sich!!).

Il Sig. Lombardo, personaggio indecifrabile (si far dire) che prima si allea con Cuffaro (condannato per mafia), oggi con il  PD!!!!

Ci spiegano, che dobbiamo combattere la mafia, quindi, chi meglio di noi (PD), difensori della legalità, possiamo aggregare tutte le anime pulite della Sicilia?

Poi, ci mettiamo davanti alla Tv e i telegiornali ci raccontano del teatrino della politica. Che siamo in piena campagna acquisti. Di politici che per un soldo di cacio saltano il fosso andando ad aggregarsi a chi, fino ad ieri, era il loro avversario più acerrimo (vero Mannino? Vero Pii?).

Ecco, vediamo il Sig. Lombardo che va da Berlusconi a porgere il cappello per “vedere cammello” e per il bene dei siciliani, decidere se il suo gruppo (MPA), voterà la fiducia al governo.

In me il sentimento di INDIGNAZIONE, oramai viene sostituito da INCAZZATURA.

E’ possibile che nel PD nessuno mi parli di queste “amicizie?” Non è bastato l’errore di aver candidato il Sig. Calearo per farci aprire gli occhi?

Caro PD, io voglio capire!

 Bruno Melani.

Categoria: Dibattito, News | 1 Commento »

 

Un deposito di rifiuti nucleari nel Senese? La posizione di EcoDem Siena

Inserito da casoledelsa il 26 Settembre 2010

Associazione ecologisti democratici

CIRCOLO DI SIENA
IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SIENA INDICATO QUALE LUOGO IDONEO AD OSPITARE UN DEPOSITO DELLE SCORIE RADIOATTIVE DELLE FUTURE CENTRALI NUCLEARI. PIU’ CHE PERPLESSITA’ STUPORE

Lungi da noi fare del gratuito allarmismo.

Tuttavia crediamo che non possa passare sotto silenzio quanto scritto dal Sole 24 Ore di ieri a proposito del piano per la localizzazione delle scorie nucleari che Sogin, società controllata al 100% dal Ministero dell’Economia, sta definendo (anzi secondo l’autorevole quotidiano sarebbe già pronto, ma ancora segreto).

“La mappa che emerge dovrebbe comprendere soprattutto il Lazio settentrionale (spicca il Viterbese) e la Toscana Meridionale (Grossetano e Senese); le Murge e la fascia tra Puglia e Basilicata; in Piemonte il Monferrato e la zona appenninica. Tutta la fascia delle colline emiliane e romagnole e alcune aree della bassa lombarda tra Cremona e Mantova”

Il criterio di scelta di questi luoghi nasce da un processo di “esclusione”. La Sogin infatti non ha individuato “i luoghi migliori per ospitare il deposito atomico, ma al contrario ha indicato in quali posti l’impianto non va messo”

Certo, sono molte le località indicate e non in tutte si andranno a realizzare i depositi (potrebbe essere anche uno solo), fa solo impressione pensare che una mente dotata di raziocinio possa indicare le colline del senese come idonee ad ospitare un deposito atomico!!

Visto che oltre di Siena si parla anche di Monferrato, si pensa forse che tra atomo e vino di qualità ci sia un benefico rapporto? O forse c’è un legame tra maggioranze politiche e depositi, visto che, salvo qualche eccezione, le zone individuate sono amministrate dal centro sinistra?

L’articolo dice che uno dei criteri di scelta sia stato quello dell’assenza di rischio sismico e geologico: si cerca quindi di riequilibrare con un bel deposito nucleare, che quanto a rischi non è certo da meno di un terremoto, la evidente disparità tra aree dissestate e aree che, per buona sorte e spesso buone amministrazioni, sono ancora felici angoli del nostro paese,?

Il Sole 24 Ore ci rassicura sul fatto che il Governo lascerà poi spazio agli enti locali che “potranno discutere con i cittadini e candidarsi in gara per ospitare gli impianti e l’interessante centro ricerche (e parco tecnologico) di generose dimensioni”

Grazie, ma a Siena a un Parco tecnologico, non certo sul nucleare, ma sulle energie alternative, ci sta già pensando la nostra Amministrazione Provinciale e ne siamo soddisfatti, anche se sarà di “normali” dimensioni.

Anzi gli Ecologisti Democratici, interpretando sicuramente il pensiero della maggior parte dei cittadini del senese e del grossetano, invitano i nostri amministratori a non fare gare per avere questo prezioso regalo. Ne facciamo volentieri a meno, qualunque siano i presunti vantaggi che ci volessero vendere.

Crediamo che i pericoli di un deposito di scorie nucleari sia noto a tutti, se pensiamo che ancora oggi non si sa dove piazzare le scorie prodotte negli anni passati dalla centrale di Trino Vercellese e che ovunque il grosso problema nella realizzazione delle centrali è proprio trovare il luogo dove piazzare le scorie: deve essere chiaro che qui non si tratta del loro smaltimento, ma di interrarle per lasciar passare quelle decine di migliaia di anni necessarie prima che perdano la loro potenza radioattiva!!

Invitiamo quindi tutte le istituzioni, enti, associazioni e cittadini a seguire con attenzione la vicenda per essere pronti a portare le buone ragioni di Siena per un chiaro e deciso NO

Siena 23 settembre 2010

Categoria: Informazioni | Nessun Commento »

 

Le Vigne e il bosco percepito

Inserito da casoledelsa il 24 Settembre 2010

Il Bosco percepito….. Le Vigne  può essere utile al Sindaco e alla sua Giunta per aiutarli a risolvee i loro dubbi

http://italianostrasiena.wordpress.com/2010/09/24/the-wood-or-not-the-wood-this-is-the-question-linquietante-storia-del-bosco-non-percepito-delle-vigne-di-casole-delsa/

copia ed incolla nella barra degli indirizzi.  BM

Categoria: Informazioni | Nessun Commento »

 

« Older Entries

Scrivi a:

Per Informazioni scrivi a:
info@pdcasoledelsa.net
oppure direttamente a:
Claudio Cavicchioli

Calendario

Settembre 2010
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Categorie

Archivi

LINK

Meta