Le tre scimmiette della Giunta Pii

Inserito da casoledelsa il 30 Luglio 2010

Viene riproposto nel CC di Sabato 31 Luglio ore 9,00 (!!!!), dal Sindaco Pii al punto n. 5  “ Regolamento per la realizzazioni di impianti fotovoltaici”.

Il Sindaco Pii, nel pieno disprezzo della trasparenza, della minoranza, del corretto procedere nell’interesse dei cittadini, ripresenta un regolamento frutto di non si sa quali lucubrazioni mentali.

Chiediamo: cosa fanno i signori della maggioranza? Cosa li tiene insieme tanto da subire la dittatura morale del “Capo”.

Il gruppo “pensare comune”, la destra, che va da AN ai DS(!),  è un coacervo di contrari e di diversi tenuti assieme solo dal comune banchetto (potere)  a spese dei cittadini.  Nessuno saprebbe dire che cosa è questo super partito di Pii, se dell’amore o del fare, due cose che stanno assieme solo se unite dall’avidità che muove il fare ma uccide l’amore.

Quale il loro motto? NON SENTO, NON VEDO, NON PARLO.

Sabato 31, verranno chiamati a discutere un regolamento, fondamentale per la vita della nostra comunità e del suo sviluppo turistico/agricolo. Un documento che mercoledì 28 c.m. nella sua prima lettura data all’opposizione, era totalmente diverso da quello che Pii voleva in tutta fretta approvare nel CC del 9 Luglio scorso. Un documento che veniva successivamente riproposto Giovedì 29 c.m., ulteriormente modificato. Ma sarà l’ultimo? Un documento mai passato dalla Commissione Energia (Consigliere alla Trasparenza sig.ra Basile, se ci sei batti un colpo).

Proviamo a chiederci perché il Sindaco Pii e la sua Giunta convocano un CC di Sabato 31 Luglio alle ore 9,00.

Quale punto all’ODG è inderogabile? Semplice: Il “Fotovoltaico”.

Per il Sindaco Pii, il sottobosco della discussione è quotidianità.

Perché dal regolamento non ha tolto la clausola retroattiva?

Sabato 31 Luglio, vedremo se il Sindaco Pii, nel rispetto del Consiglio Comunale, sarà così trasparente da elencare i nomi di coloro che hanno già fatto richiesta di installare un impianto, le potenze richieste, gli oneri pagati o da pagare, quantità di terreno. Forse allora scopriremo che verso Monteguidi si sta pianificando la distruzione del territorio, e che la Provincia è stata informata tanto da convocare “conferenze dei servizi” alle quali Pii non può presentarsi senza uno “straccio di regolamento”.

Tutto questo quando nello stesso CC  di Sabato 31 Luglio, il Sindaco Pii vuol approvare il “Regolamento della Consulta dell’Ambiente”.

Sindaco Pii, BASTA  IPOCRESIA, i cittadini vogliono SERIETA’, TRASPARENZA, LEGALITA’, MORALE, ETICA COMPORTAMENTALE

Chiedere questo è per Il Sindaco la sua Giunta, i consiglieri di maggioranza,il Presidente di Pensare Comune e il sig. Barbagallo Paolo

perversa logica di divisione e di contrapposizione?.
        Bruno Melani

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CHI TUTELA SALUTE E DIRITTI DEI CASOLESI.?

Inserito da casoledelsa il 30 Luglio 2010

In un nostro post del 10 Giugno c.a. dal titolo “La “trasparenza” e  “tutela diritti” dei Casolesi si scriveva : (..)Il Sindaco,  la Giunta Pii, il Consigliere alla “trasparenza non hanno ritenuto opportuno informare i Cittadini attraverso l’organo del Consiglio Comunale nella seduta del 7 Giugno c.m. sulle conclusioni del processo(pubblico) svoltosi a Poggibonsi lo scorso 24 Maggio, che indicava quale  “delitto”  “discarica abusiva in località il Piano di Casole”  e parte accusata “ Responsabile Ufficio Tecnico” di Casole della precedente Amministrazione (..).

 

A distanza di due mesi ci siamo recati nel luogo del “delitto” e tutto è rimasto intatto, le foto mostrano ferraccio, calcinacci, montagne di terra, un area completamente degradata e da bonificare.

Oggi al Sindaco, che vuol istituire la “Consulta dell’ambiente” dove dovrebbero entrare le associazioni ambientalistiche, lo invitiamo a leggere un post sulle discariche abusive e doveri costituzionali dei Sindaci.

Sito di Italia Nostra www.italianostrasiena.wordpress.com .

Nel post leggiamo: (…) Nel caso di deposito o di abbandono dei rifiuti o di immissione di essi nelle acque superficiali o sotterranee l’art. 14 L. 5 febbraio 1997 n.22 fa obbligo al sindaco di intervenire senza ritardo per la rimozione, l’avvio a recupero o lo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi, ingiungendo ai soggetti obbligati – gli autori del deposito o dell’abbandono o dell’immissione in solido con il proprietario o con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area impegnata, ai quali la violazione sia imputabile anche a titolo di colpa – se noti, di provvedere alle relative operazioni entro un certo termine, decorso inutilmente il quale, procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati e al recupero delle somme anticipate.  Dal tenore della norma si deduce che il sindaco deve comunque procedere alla rimozione o all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti stessi qualora i soggetti obbligati non siano noti o immeditamente identificabili, fatta salva la successiva rivalsa nei loro confronti per il recupero delle somme anticipate. [cfr CORTE DI CASSAZIONE, 7 settembre 2005 (ud. 10 giugno 2005), Sentenza n. 33034] (..).

Nostra nota: A Casole,  i soggetti sono noti ed identificati.

Inoltrerò alle autorità competenti un esposto, al fine di chiarire se l’amministrazione casolese nella persona del Sindaco pro tempore, ha espletato tutte le azioni previste in questi casi , a tutela dei cittadini.

Chiedere questo è per Il Sindaco la sua Giunta, i consiglieri di maggioranza,il Presidente di Pensare Comune e il sig. Barbagallo Paolo

perversa logica di divisione e di contrapposizione?.
        Bruno Melani

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Un Paese in bilico sul precipizio. Prepariamo scialuppe solide

Inserito da casoledelsa il 30 Luglio 2010

 Mentre sto scrivendo sta finendo la seconda chiama per il 36esimo voto di fiducia al governo sulla Manovra. Poco fa nell’emiciclo abbiamo assistito ad un ingresso quasi trionfale di Verdini, acclamato dai suoi, in compagnia del coordinatore del Pdl della Campania: tutti gli obiettivi dei fotografi erano orientati in quella direzione. La temperatura esterna è diminuita, ma quella politica è in piena ebollizione, e in questo momento ogni scenario è ancora aperto.
Lo scontro dentro la maggioranza è fortissimo. Riguarda il Pdl, i rapporti tra il Premier e Fini, riguarda l’esplosione, non più contenibile né attenuabile, dei fenomeni di corruzione e di collusione tra politica, affari, giustizia. Ma è forte anche con la Lega: nella manovra la previsione di un’ennesima proroga al pagamento delle rate relative alle quote latte ha visto minacciare le dimissioni (poi rinnegate) dal Ministro delle Politiche Agricole Galan, e soccombere la maggioranza in sede di commissione agricoltura durante la discussione e la votazione del parere sulla manovra. La P3, Verdini e la sua cricca ci rivelano, ancora una volta nella storia di questa Democrazia, pezzi dello Stato che operano fuori da ogni norma ed ogni legalità.
Qualcuno dà per imminente la caduta del Governo e la resa dei conti tra Berlusconi e Fini, altri sono al lavoro per scenari alternativi. Ma il termine “responsabilità” verso il Paese, verso ciò che accade fuori non è ricorrente. Intanto da settimane e settimane davanti a Montecitorio si alternano le manifestazioni dei lavoratori di Eutelia, dei terremotati di Abruzzo, delle tre associazioni agricole italiane, dei disabili, dei lavoratori della polizia, delle guardie carcerarie, degli Enti Locali, del Popolo Viola… Mentre la politica esplode, il Paese continua a manifestare la propria sofferenza, la propria difficoltà a intravedere un domani, una ripresa, un sostegno. La Fiat intraprende strade inimmaginabili fino a qualche anno fa. La caduta dei diritti dei lavoratori, nel nostro Paese, sta seguendo un inedito percorso inversamente proporzionale alla inaugurazione di qualche spiraglio nei Paesi asiatici.
Sfiducia, ansia, insicurezza, in alcuni casi disperazione. Delusione di chi ha creduto nelle promesse di Berlusconi.
Noi intanto non brilliamo, e sembriamo a volte ingessati di fronte ad un dibattito che a me qualche volta pare un po’ fuori dalla realtà, teso alla individuazione della premiership del centrosinistra… (Scusa caro Nichi, ma dopo soli 3 mesi dalla tua splendida elezione in Puglia, perché ti stai concentrando su altro e non sulla Puglia stessa, o su quel mezzogiorno in cui rappresenti una rara ancora di salvezza?)
Forse sarò impopolare di fronte allo pseudo referendum che pare appassionare anche qualche dirigente di primo piano del Pd, ma non mi pare questa la priorità del momento, così come non mi pare il massimo continuare a dedicare tanta parte del nostro tempo agli assetti. Perché dobbiamo per forza concentrarci sul toto-premier? Abbiamo un leader e tante competenze valide in questo Pd, e quando sarà il momento metteremo in campo la proposta capace di intercettare il consenso più alto.
Io oggi vedo altre priorità. Martedì eravamo a l’Aquila, per un difficile confronto con quelle popolazioni. C’è un mondo di lavoratori e lavoratrici ovunque in grande difficoltà, il 30% di giovani senza un lavoro, ci sono gli effetti della “riforma” Gelmini che adesso si toccano con mano, ci sarà un settembre in cui misureremo la resistenza del nostro tessuto economico, ci sarà da fare i conti con i tagli che Comuni, Province, Regioni saranno costretti a fare in conseguenza della Manovra, c’è un’evoluzione pesante dell’antipolitica, della semplificazione ad ogni costo che da un lato si traduce in becera contestazione di tutto ciò che ha l’odore della politica, dall’altro nella ricerca di modi di rappresentare il proprio dramma, la propria difficoltà che niente più hanno a che fare con il mandato politico, sindacale, associativo.
C’è una relazione da ricostruire o da consolidare con la carne viva di questo Paese, ed è una relazione che si costruisce ogni giorno, ascoltando, parlando, utilizzando le nostre Feste del Pd per discutere, e non è affatto facile in un’epoca così pesantemente nutrita dalla rabbia. Questa è la priorità ed è una sfida maledettamente complicata, che ci richiede umiltà ed impegno quotidiano in ogni luogo in cui siamo. Quasi niente di quello che facciamo, anche in Parlamento, riesce a sfondare le fortezze dell’informazione, ma nessuno ieri raccontava dell’assenza praticamente in blocco dell’Idv mentre votavamo le pregiudiziali di costituzionalità alla Manovra. Il sistema dell’informazione non cambierà certo a breve, e noi non rincorreremo lo stile urlato di altri. Io non vedo altre strade se non costruire un partito ed un consenso popolare e diffuso sulle cose, a partire dal basso, dai luoghi in cui siamo e viviamo, con pazienza, con ostinazione, e magari con maggiore solidarietà e meno personalismi. A questo Paese, che sta assistendo allo sbriciolamento delle sue fondamenta costituzionali ad opera di questo Governo e di una nuova gravissima questione morale, dobbiamo la costruzione di una storia diversa, di una speranza di rinascita, ed abbiamo le idee e le persone per farlo. Per questo abbiamo dato vita al Pd: non perdiamo di vista l’obiettivo. Nei prossimi giorni capiremo meglio cosa accadrà: se cadrà il governo, se ci sarà bisogno di atti di responsabilità, se si farà finta di niente. Noi però prepariamo scialuppe solide affinché questo Paese possa farcela, siamo la sola speranza.
Susanna Cenni

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Fabrizio Vigni: “Dedicheremo la Festa nazionale degli Ecodem a Enzo Tiezzi”

Inserito da casoledelsa il 28 Luglio 2010

Sarà dedicata ad Enzo Tiezzi la festa nazionale degli Ecologisti democratici. La manifestazione, intitolata “Green Italy: l’economia verde nel Paese più bello del mondo” si terrà a San Gimignano dal 28 luglio al 6 agosto, in collaborazione con il Partito democratico sangimignanese e con il coordinamento del Pd della provincia di Siena. Molti saranno gli ospiti e gli esponenti politici nazionali che interverranno alla Festa degli Ecodem, tra i quali il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani che sarà a San Gimignano nella giornata di venerdì 30 luglio, Dario Franceschini (29 luglio), Rosy Bindi (1 agosto), Nichi Vendola e Ermete Realacci (5 agosto).

“Abbiamo voluto dedicare la nostra Festa ad Enzo Tiezzi – spiega Fabrizio Vigni, presidente nazionale degli Ecodem – per ricordare un amico ma soprattutto uno scienziato e uno studioso di fama internazionale. Ho avuto la fortuna di conoscere Enzo nei primi anni Ottanta, prima della pubblicazione del suo libro forse più celebre, “Tempi storici tempi biologici” che avrebbe profondamente influenzato l’ambientalismo italiano. Enzo faceva parte, in quegli anni, del ristretto gruppo di scienziati che, tra Stoccolma, Barcellona e gli Stati Uniti, stava mettendo a punto il concetto di “sviluppo sostenibile”. Tiezzi è stato uno dei padri dell’ambientalismo italiano, gettando un ponte tra cultura scientifica e cultura umanistica, tra ecologia ed economia, in sintonia con studiosi come Edgar Morin, Elya Prigogine, Herman Daly, Barry Commoner”.

“Enzo – dice ancora Vigni – è stato anche uomo di sinistra, pronto a dare una mano sia a Siena, dove anche grazie al suo contributo il Pci senese già nella seconda metà degli anni ‘80, con una svolta lungimirante mise al centro del suo programma l’idea di ’sviluppo ecologicamente sostenibile’, che a livello nazionale, quando il suo impegno prese la forma di esperienza istituzionale, come deputato nel gruppo della Sinistra indipendente dal 1987 al 1992. Lo avevo sentito al telefono, l’ultima volta, all’inizio di quest’anno. Mi aveva chiamato per commentare una mia intervista sulla green economy ed ero stato felice di sentirlo. Sapevo che era malato e quando è scomparso mi sono tornate in mente le sue parole in una intervista all’Avvenire, quando parlando della morte disse ‘Anche se ho una certa età mi piacerebbe vivere ancora a lungo. Quello che non mi piace è l’attaccamento morboso che spinge ad effettuare le manipolazioni più terribili. Tutto mira a dare un’illusione di eternità che non fa parte della natura umana. Non si affronta così il problema della morte. Si debbono sopportare le malattie che abbiamo e accettare la morte con rassegnazione: l’atarassia, come dicevano Epicuro e Lucrezio”.

“Precursore del concetto di sviluppo sostenibile – conclude Vigni – Enzo ci ha lasciato proprio mentre da un lato la crisi ambientale globale si fa sempre più grave ma dall’altro, per fortuna, sembra finalmente prender corpo con la rivoluzione della ‘green economy’ quella svolta verso un nuovo modello economico che potrebbe davvero dare all’umanità nuove ragioni di fiducia nel futuro. Proprio per questo mi tornano ora in mente quelle sue parole sull’origine del concetto di sviluppo sostenibile: “Chi suona il piano sa che per mantenere nel tempo una nota si deve pigiare un pedale che si chiama sustain e le fa risuonare a lungo nel tempo”. Ciao Enzo, grazie per ciò che ci hai insegnato, e per le note che hai saputo suonare: note che messe in fila, una dopo l’altra, fanno del tuo pensiero un pensiero capace di risuonare a lungo nel tempo”.

 

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CINEMA ALL’APERTO –PISTA RIVELLINO

Inserito da casoledelsa il 27 Luglio 2010

UP   -   mercoledì  28 luglio ore 21:30

di P. Docter e B. Peterson.  Animazione, USA 2009  con le voci di G. Giannini, N. Marcorè, A. Foà

COSMONAUTA   -   mercoledì  4  agosto ore 21:30

di S. Nicchiarelli. Drammatico, Italia 2009 con C. Pandolfi, S. Rubini, P. Del Giudice

DIVERSO DA CHI ?  -  mercoledì  11  agosto ore 21:30

di  U. Carteni. Commedia, Italia 2008 con L. Argentero, C. Gerini, F. Nigro

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FESTA DEMOCRATICA - MENSANO

Inserito da casoledelsa il 26 Luglio 2010

 

 GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO,ALLA FESTA DEL PARTITO DEMOCRATICO A MENSANO CHE SI E’ CONCLUSA DOMENICA 25.7.2010 -

LA QUARTA ED ULTIMA SERATA DELLA FESTA,  HA VISTO L’ESIBIZIONE DEI CANTANTI DELL’ASSOCIAZIONE G.R.G. LA BADIA PER LA XV EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA CANZONE.

LA SERATA DI GIOVEDI’ 22,  HA RISERVATO UN MOMENTO DI RIFLESSIONE POLITICA, CON L’ASSEMBLEA PUBBLICA DEDICATA AI PROBLEMI LOCALI,  DOPO GLI ONORI DI CASA DEL SEGRETARIO DEL CIRCOLO DI MENSANO MARIO GALLI, E’ INTERVENUTO IL COORDINATORE DELL’UNIONE DEI CIRCOLI - CLAUDIA RUMACHELLA E I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE - ANGIOLETTI - FONTANELLI - CAVICCHIOLI E RUMACHELLA,  CHE HANNO RISPOSTO ALLE DOMANDE DEL PUBBLICO INTERVENUTO.

VENERDI 23 UN MOMENTO DI SVAGO CON LA GARA DI BRISCOLA , SABATO 24 CENA CON BRACERIA DI CARNI E SUCCESSIVO INTRATTENIMENTO MUSICALE.

GRANDE SODDISFAZIONE  DEGLI ORGANIZZATORI CHE DANNO APPUNTAMENTO ALL’ANNO PROSSIMO.

UN RINGRAZIAMENTO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHE HA GENTILMENTE CONCESSO GLI SPAZI DEL PARCO DEI TRAMEZZI E UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE A TUTTI I VOLONTARI CHE CON IL LORO LAVORO HANNO CONSENTITO,  ANCHE QUEST’ANNO, ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO EVENTO.

PD MENSANO

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Pensare comune: l’opposizione? Una scocciatura.

Inserito da casoledelsa il 26 Luglio 2010

 

Ci aspettavamo una risposta ai quesiti sul Piano Integrato Fotovoltaico dal Consigliere Sig. Barbagallo, ma invece leggiamo una lunga filippica a firma del Presidente dell’Ass. Pensare Comune sig. Piero Ciofi.

Tralasciamo le solite frasi classiche della “destra berlusconiana” che tendono più a denigrare l’avversario che a portare contenuti.

La sua risposta mi porta a delle riflessioni.

Ø     Il manifesto è privo di risposte ai quesiti posti, in merito al Punto 12 all’ ODG del Consiglio Comunale del 9 Luglio scorso.

Ø     Per lei, l’opposizione si deve preoccupare di problemi tipo, denominazione del “Palio dei maiali di Cavallano “ oppure “non votare il Bilancio Comunale”.

Ø     Per lei, un opposizione che continua a frequentare le adunanze in Consiglio Comunale, a chiedere documenti, a fare interrogazioni, mozioni, ordini del giorno è una scocciatura. Quando c’era  lei queste cose non esistevano, tanto ci pensava il Sig. Pii a portare avanti tutte le “faccende”.

Perché, quindi,  “disturbare il manovratore?”

Ø     Per lei, rispondere alle domande è una scocciatura, meglio scrivere di qualcosa d’altro, travisare lo scritto. Esempio:  dove si scrive che il Sig.Barbagallo (consigliere con delega agricoltura)  è esperto e competente e quindi ritenuto persona idonea ad esprimere opinioni su materie agricole, lei risponde come se avesse letto che il Sig. Barbagallo è incapace (lo invitiamo a rileggere il nostro post).

Ø     Ma se Pii è così bravo ed ha deliberato correttamente tutto sul fotovoltaico, perché ha cercato di forzare la mano al Consiglio Comunale con un regolamento transitorio e perfino retroattivo?

Certo  che rimane difficile dare lezioni di come si fa opposizione, da chi doveva farla ma in pratica non lo ha mai fatta. Purtroppo non può darci neanche lezioni di “coerenza politica” essendo al riguardo “Pensare Comune” un  contenitore vuoto.

Basta con il ritornello “siamo bravi ma non ci fate lavorare”. Ricordo che in consiglio comunale avete 8 voti contro 4. Continuate a incensarvi dicendo che avete raggiunto tutti gli obbiettivi del programma, quindi perché volete “piangervi a dosso e farvi compatire?”.

Quando trova altri cinque minuti di tempo, sig. Presidente, ci scriva sulla “questione morale”. Degli avvisi di garanzia, del perché Le Vigne, Pietralata, sono sparite dai vostri discorsi, delle sanatorie a San Severo, Pievescola, San Miche ecc, del perché non vi costituite parte civile anche dove ci sono stati patteggiamenti da parte dei lottizzanti (Cavallano). Di tutto questo spero di leggerla o di sentirlo dalla viva voce del Sig. Sindaco Piero Pii alla Fiera dell’Alberaia. O chiedere questo è per lei e per il Sig. Sindaco “perversa logica di divisione e di contrapposizione?.

Bruno Melani

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Fotovoltaico… cosa ne pensa il Consigliere Alfio Barbagallo?

Inserito da casoledelsa il 24 Luglio 2010

Il Sindaco Pii, persona attenta e sensibile anche in occasione di una sua pastorale ai casolesi, su Lucciana, ha voluto dare un saggio della sua arte  concludendo la lettera “ (…)voglio in questa occasione ringraziare tutti coloro che con il loro impegno hanno consentito il raggiungimento di questo obbiettivo e la presenza, anche in questa occasione, di tanta gente positiva è la migliore risposta a coloro che con pervicacia continuano nella loro perversa logica di divisione e di contrapposizione.

Facciamo un esempio di logica divisoria e contrapposizione, che noi invece riteniamo essere “sentinelle della trasparenza, rigore, onestà, legalità, moralità, coerenza, nostri valori di riferimento per una gestione amministrativa al servizio di tutti i cittadini”.    

Riflessioni sul:.  Piano Integrato Fotovoltaico.

Si legge nei risvolti dell’inchiesta P3  che Carboni e Soci avevano a disposizione, in Sardegna, terreni che aspettavano solo il via libera della Regione Sardegna. Mancava solo una cosa: IL REGOLAMENTO e la conseguente delibera della Regione Sardegna ( Pii, perché non parla ai casolesi dell’ Associazione LA SPONDA? ).

 

Visto che il Sindaco PII, non ci degna di una risposta ai nostri quesiti, le giriamo al Consigliere con delega all’Agricoltura Alfio Barbagallo.

Barbagallo, noto agricoltore casolese, proprietario di svariati ettari di terreno agricolo e non, di un pregevole patrimonio zootecnico, che nel suo passato ha ricoperto ruoli direttivi in seno alla Coldiretti Valdelsana, possiamo a ragione dire, essere una persona esperta e competente, quindi chi meglio di lui può “chiarirci” sull’argomento.

Ø      Perché il regolamento è retroattivo?

Ø      Il Sindaco Pii, ha dichiarato essere arrivate oltre venti richieste di installazioni di impianti, chi ha fatto tali richieste in quali luoghi e per quale potenza? Sono proprietari da quanti anni?

Ø      Quale il beneficio per i cittadini? E per il territorio? E per il turismo?

Ø      Di questo regolamento ne è stata data comunicazione per un parere di parte alle associazioni ambientalistiche e agricole?

Ø      Si è chiesto il parere alla Provincia e alla Regione?

Ø      E’ stata fatta una valutazione di impatto ambientale a livello annuo e quadriennale (termine del mandato amministrativo)?.

Detto questo, ci chiediamo perché su un argomento così rilevante per il nostro territorio, il Sindaco della “trasparenza” Pii, non ha ritenuto necessario portare a conoscenza dei cittadini delle sue intenzioni, per un parere che dire necessario e fondamentale è perfino riduttivo?

 

Tutto questo con la “Consulta per l’Ambiente” ha attinenza?

 

Aspettiamo fiduciosi le risposte.

Bruno Melani

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FIAT ……. PD se ci sei batti un colpo!

Inserito da casoledelsa il 24 Luglio 2010

Termini Imerese poi Pomigliano ora Mirafiori. Marchionni con il consenso di Bonanni (Cisl), Angeletti (Uil) e Sacconi (Governo) stannò facendo il più grosso “MASSACRO SOCIALE OPERAIO” del dopoguerra.

Sono nato nel PCI e le battaglie operaie ci hanno distinto e forgiato con il popolo in un unico ceppo d’acciaio. Oggi vedo il PD troppo morbido, insicuro, assente su questioni che domani andranno ad incedere sul futuro dei nostri figli e dei figli dei nostri figli.

BERSANI, svegliamoci. Non basta aver “la schiena dritta” bisogna che il padrone-Marchionni veda una mobilitazione nazionale senza uguali. Bersani, non facciamo che siano gli altri a portare avanti le battaglie che sono nel nostro DNA. Bersani che gli operai FIAT non ci rigirino contro come è stato per il referendum dell’acqua.

Oggi sull’unità è pubblicata una lettera di un operaio FIAT che risponde a Marchionni, il quale aveva inviato in data 9 Luglio una lettera a tutto il Gruppo.

Vi prego, leggetela con attenzione, dedicate qualche minuto alla riflessione, se potete stampatela e fatela leggere ai vostri colleghi di lavoro, al salumiere, al tabaccaio e da qui che partirà una nuova “rivoluzione sociale”.  Bruno Melani

Fiat, lettera di un operaio: «Caro Sergio, saremo noi a perdere tutto»

Caro Sergio, Non posso nascondere l’emozione provata quando ho trovato la sua missiva, ho pensato fosse la comunicazione di un nuovo periodo di cassa integrazione e invece era la lettera del «padrone», anzi, chiedo scusa: la lettera di un collega. Ho scoperto che abbiamo anche una cosa in comune, siamo nati entrambi in Italia. Mi trova d’accordo quando dice che ci troviamo in una situazione molto delicata e che molte famiglie sentono di più il peso della crisi. Aggiungerei però che sono le famiglie degli operai, magari quelle monoreddito, a pagare lo scotto maggiore, non la sua famiglia. Io conosco la situazione più da vicino e, a differenza sua, ho molti amici che a causa dei licenziamenti, dei mancati rinnovi contrattuali o della cassa integrazione faticano ad arrivare a fine mese. Ma non sono certo che lei afferri realmente cosa voglia dire.Quel che è certo è che lei ha centrato il nocciolo della questione: il momento è delicato. Quindi, che si fa? La sua risposta, mi spiace dirlo, non è quella che speravo. Lei sostiene che sia il caso di accettare «le regole del gioco» perché «non l’abbiamo scelte noi». Chissà come sarebbe il nostro mondo se anche Rosa Lee Parks, Martin Luther King, Dante Di Nanni, Nelson Mandela, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Emergency, Medici senza Frontiere e tutti i guerrieri del nonostante che tutti i giorni combattono regole ingiuste e discriminanti, avessero semplicemente chinato la testa, teorizzando che il razzismo, le dittature, la mafia o le guerre fossero semplicemente inevitabili, e che anziché combatterle sarebbe stato meglio assecondarle, adattarsi. La regola che porta al profitto diminuendo i diritti dei lavoratori è una regola ingiusta e nel mio piccolo, io continuerò a crederlo e a oppormi.

Per quel che riguarda Pomigliano, le soluzioni che propone non mi convincono. Aumentare la competitività riducendo il benessere dei lavoratori è una soluzione in cui gli sforzi ricadono sugli operai. Lei saprà meglio di me come gestire un’azienda, però quando parla di «anomalie» a Pomigliano, non posso non pensare che io non conoscerò l’alta finanza, ma probabilmente lei non ha la minima idea di cosa sia realmente, mi passi l’espressione, «faticare».

Non so se lei ha mai avuto la fortuna di entrare in una fonderia. Beh, io ci lavoro da 13 anni e mentre il telegiornale ci raccomanda di non uscire nelle ore più calde, io sono a diretto contatto con l’alluminio fuso e sudo da stare male. Le posso garantire che è già tutto sufficientemente inumano. Costringere dei padri di famiglia ad accettare condizioni di lavoro ulteriormente degradanti, e quel che peggio svilenti della loro dignità di lavoratori, non è una strategia aziendale: è una scappatoia. Ma parliamo ora di cose belle. Mi sono nuovamente emozionato quando nella lettera ci ringrazia per quello che abbiamo fatto dal 2004 ad oggi, d’altronde come lei stesso dice «la forza di un’ organizzazione non arriva da nessuna altra parte se non dalle persone che ci lavorano». Spero di non sembrarle venale se le dico che a una virile stretta di mano avrei preferito il Premio di risultato in busta paga oppure migliori condizioni di lavoro. Oppure poteva concedere il rinnovo del contratto a tutti i ragazzi assunti per due giorni oppure una settimana solo per far fronte ai picchi di produzione, sfruttati con l’illusione di un rinnovo e poi rispediti a casa. Lei dice che ci siete riconoscenti. Ci sono molti modi di dimostrare riconoscenza. Perché se, come pubblicano i giornali, la Fiat ha avuto un utile di 113 milioni di euro, ci viene negato il Premio di produzione? Ma immagino che non sia il momento di chiedere. D’altronde dopo tanti anni ho imparato: quando l’azienda va male non è il momento di chiedere perché i conti vanno male e quando l’azienda guadagna non è il momento di fermarsi a chiedere, è il momento di stringere i denti per continuare a far si che le cose vadano bene.

Lei vuole insegnarci che questa «è una sfida che si vince tutti insieme o tutti insieme si perde». Immagino che comprenda le mie difficoltà a credere che lei, io, i colleghi di Pomigliano e i milioni di operai che dipendono dalle sue decisioni, rischiamo alla pari. Se si perderà noi perderemo, lei invece prenderà il suo panfilo e insieme alla sua liquidazione a svariati zeri veleggerà verso nuovi lidi. Noi tremeremo di paura pensando ai mutui e ai libri dei ragazzi, e accetteremo lavori con trattamenti ancora più più svilenti, perché quello che lei finge di non sapere, caro Sergio, è che quello che impone la Fiat, in Italia, viene poi adottato e imposto da ogni altro grande settore dell’industria.

Spero che queste righe scritte con il cuore non siano il sigillo della mia lettera di licenziamento. Solo negli ultimi tempi ho visto licenziare cinque miei colleghi perché non condividevano l’idea «dell’entità astratta, azienda». Ora chiudo, anche se scriverle è stato bello. Spererei davvero che quando mi chiede se per i miei figli e i miei nipoti vorrei un futuro migliore di questo, guardassimo tutti e due verso lo stesso futuro. Temo invece che il futuro prospettato ai nostri figli sia un futuro fatto di iniquità, di ingiustizia e connotato da una profonda mancanza di umanità. (…) Un futuro in cui si devono accettare le regole, anche se ingiuste, perché non le abbiamo scelte noi. Sappia che non è così, lei può scegliere. Insieme, lei e noi possiamo cambiarle quelle regole, cambiarle davvero, anche se temo che non sia questo il suo obbiettivo (…). A lei le cose vanno già molto bene così. Sappia che non ha il mio appoggio e che continuerò ad impegnarmi perché un altro mondo sia possibile. Buon lavoro anche a lei.

Massimiliano Cassaro

 

 

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Pacco….paccotto……e..contropacco…..

Inserito da casoledelsa il 23 Luglio 2010

Dalla Regione Toscana 25 milioni contro l’abbandono delle terre.

Il rapporto scritto da G. Viviani e  presentato dalla Legacoop agroalimentare, “La cooperazione agricola in Toscana: stato attuale e scenari futuri” fa una fotografica dell’agricoltura in Toscana preoccupante. Alcune criticità:un quarto dei terreni coltivati rischia la dismissione;  la “vetustà”(vecchiaia) degli addetti (il 34% ha più di 70 anni, il 59% oltre i 60, mentre solo il 2% è under 30); gli elevati costi di affitto o di affitto dei terreni.

La Regione stanzia 25milioni di euro per incentivare quei giovani che vogliono inserirsi nel settore, con forme di sostegno al credito e all’impresa, magari mettendo a disposizione i terreni coltivabili della Regione, così da recuperare anche una funzione sociale dell’agricoltura. Ulteriore sostegno alle filiere agricole, alla filiera cerealicola, alla zootecnica, alla filiera vitivinicola e al florivivaismo.

Dopo l’esperienza positiva del Mercatale di Sovicille che ha visto crescere gli operatori agricoli, anche la Valdelsa sta sviluppando un progetto di filieracorta.

Monteriggioni, Poggibonsi e Colle Valdelsa  organizzano a sabati alternati il Mercatale di prodotti agricoli locali, cosiddetto chilometro zero. Un successo decretato dalle nuove proposte che continuano ad arricchire questi eventi.

A Casole d’Elsa, sembra che il mondo giri alla rovescia.

 L’amministrazione Pii, mentre da una parte dice di stare dentro il progetto  “Mercatale”, dall’altra evita ogni coinvolgimento pratico trincerandosi in problematiche che danneggerebbero i nostri agricoltori.  Perché solo a Casole?.

Il Sindaco Pii, è uomo pratico e non ama perdere tempo ( sua frase ricorrente nel corso di numerose riunioni), lui vuole “realizzare subito” costi quel che costi.

Per lui, agricoltura vuol dire terreni, solo terreni da cui ricavare “soldi freschi e subito” quindi agganciandosi alla “green economy” (economia verde) si inventa il Piano Integrato Fotovoltaico, scimmiottando i ben più noti  Piani Integrati Intervento.

Distese e distese di pannelli fotovoltaici. Propone a Casole una potenza massima di 7MW annue pari a decine e decine di ettari di terreno. Un disastro ambientale, una distruzione della ricchezza del nostro territorio senza pari. Molto peggio dei suoi precedenti disastri cementificatori. Già affamati costruttori , si stanno riciclando e aggirando per il territorio, cercando di acquistare vaste aree di territorio nel nuovo eldorado casolese  “silicianda il paese del silicio”.

Tutto questo silicio un giorno dovrà essere smaltito, ma Pii che pensa di essere furbo, rimanda il problema a tra 20 anni, tanto durano mediamente questi impianti, periodo che pensiamo (mai dire mai) non rivestirà più la carica di amministratore e così verrà ricordato dopo gli “abusi edilizi” anche per “l’inquinamento da scorie di silicio”.

E’ interessante notare come sta risolvendo, Pii, gli abusi edilizi piccoli o grandi che siano. Sanatorie solo e sempre sanatorie. Dopo San severo, San Miche anche Pievescola entra nel mirino di questa amministrazione che fa “cassa” incentivando il malcostume italico “che tanto prima o dopo un condono arriverà e se questo non accade si fa richiesta di una bella sanatoria amministrativa comunale”.

Questo è il rapporto che il Sindaco Pii ha con l’ idea di sviluppo della nostra comunità.

Niente agricoltura, devastazione del paesaggio, condoni camuffati da sanatorie.

Agli agricoltori non rimane che aspettare il comizio del Sindaco Pii, farcito di retorica, che farà all’inaugurazione della “Fiera dell’Alberaia” .

      di Bruno Melani

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