E’ convocata per martedì 25 maggio alle ore 21.00 presso la sala “La Ginestra” in via Trento n. 84, a Poggibonsi una riunione congiunta delle assemblee Pd dei comune della Valdelsa.
All’ ordine del giorno: il tema dell’acqua pubblica, i referendum e la gestione del servizio idrico integrato.
All’incontro parteciperanno Moreno Periccioli presidente consorzio ATO 6, e Alberto Taccioli, responsabile provinciale Enti Locali Pd.
Interrogazione scritta con richiesta di risposta verbale
PREMESSO
Che nei giorni in cui è assente l’impiegata del distretto per corsi di aggiornamento, ferie programmate o malattia, spesso l’ufficio amministrativo rimane chiuso e anche quando viene un sostituto, fa solo l’orario del mattino.
Che questo crea un notevole disagio soprattutto alle persone che lavorano o vengono dalle frazioni
CHIEDE
che l’ Amministrazione Comunale si adoperi affinché, la USL si impegni a dislocare verso il nostro territorio un impiegato dai punti dove sono presenti più unità lavorative per garantire la continuità del servizio.
Gruppo Consiliare Centro-Sinistra per Casole
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Interrogazione scritta con richiesta di risposta verbale
PREMESSO
- Che la frazione del Merlo era da tempo che aveva bisogno dei dissuasori di velocità
- Che la sicurezza delle strade e dei pedoni sono importanti per tutta la comunità
CHIEDE
La verifica della disposizione del dissuasore posto davanti all’abitazione di Viti Ornella perché, in occasione di piogge abbondanti come si sono verificate nei giorni scorsi, confluisce una grossa quantità di acqua all’interno della sua abitazione
La disposizione di strisce pedonali che permettano ai cittadini l’attraversamento nei punti più importanti e utilizzati: fermata dello scuolabus - cassonetti dei rifiuti, davanti al ristorante “Il Merlo” - uscita del Parcheggio
Consigliere Comunale gruppo “Centrosinistra per Casole”
Alice Angioletti
Casole d’Elsa lì 19/05/2010
Riceviamo questo contributo. e lo pubblichiamo per una riflessione.
Nessun commento superfluo, indipendentemente dall’orientamento politico di ognuno la scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”.
In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.
Oggetto: Lettera aperta della scrittrice albanese Elvira Dones: NATA FEMMINA
“Egregio Signor Presidente del Consiglio
le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione.”
Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di
stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.
Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre,affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E’ una storia lunga, Presidente… Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci. Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui
infuria la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi
Merid Elvira Dones
Dall’Unità di oggi 19 Maggio. Editoriale del Direttore Concita De Gregorio
Da Domani anche Tu. Caro lettore,
sei davvero molto fortunato a vivere in un Paese dove c’è un governo che si prende cura di te. Anticipa i tuoi desideri e pensa i tuoi pensieri a volte prima che tu li abbia pensati. Difatti, caro lettore, sei stanco di scandali. Certo che lo sei. Non te ne importa più niente di cosa fa la cricca, di chi regala case a chi, di chi ride dei morti, di chi favorisce gli affari con la cocaina e le donne in regalo, di preti pedofili e di escort col registratore, di 40 ragazze per me posson bastare, di conti occulti in Lussemburgo, miliardi sporchi che rientrano per due soldi e tutto a posto, di mafie che fanno eleggere i parlamentari e poi li trattano come il maggiordomo, di piscine costruite come se fosse un’emergenza nazionale e mai usate, di banche vaticane e faccendieri che fanno la spola su e giù per i ponti di Roma, di mani sull’acqua pubblica e sul nucleare privato, pale per l’eolico, cliniche per le protesi, università per i nipoti, aerei di Stato e ballerine per il morale del capo, falegnami e club privè, cognati e aeroporti inutili, corsie preferenziali per le auto blu, frotte di autisti tunisini che poi non sono mai quello di Craxi.
Diciamoci la verità, non ne puoi più. Lo dicono anche i sondaggi, vedi: quasi un italiano su due non andrebbe più a votare, oggi. Non vuol sentir parlare di politica, se accende la tv e ci trova un notiziario - difficile, ma poniamo che ne trovi uno che sia un notiziario - cambia canale. Meno male che c’è Belen, anche l’occhio vuole la sua parte e quando uno torna a casa la sera stanco sfinito dal lavoro non ha mica voglia di vedere qualche iettatore, qualche menagramo che sbraita dai tetti, qualche infermiera suicida e poi quegli orfani che piangono, dannazione, ma come si fa a non capire che c’è un limite? Un po’ di rispetto per il riposo della sera, perbacco. Uno torna a casa la sera e si vuole rilassare, ne ha diritto.
Caro fortunato lettore, papi Silvio anche oggi ha pensato a te. Aveva detto che avrebbe sgominato la corruzione, certo, sì. Ma prima di mettersi a fare quel lavoraccio che chissà quanto tempo e quanta fatica ci vorranno ha avuto un pensiero per te, per noi, così riposiamo mentre lui lavora. Ha pensato che tutta questa robaccia che certi comunisti, molti dei quali magistrati, si ostinano a chiamare notizie come se fossimo ancora nel Novecento, gente che vive nel passato che non conosce l’ottimismo, ora - nei tempi moderni - si elimina. Come l’immondizia a Napoli: zac, sparita. Come si fa? Ma basta ordinarlo, no? Che ingenui. Non siete stati attenti, non avete ancora imparato. Si fa una legge. Una leggina che dice così: da ora chi diffonde le notizie sui reati va in galera. No: non chi commette i reati, non ti distrarre lettore. Chi li racconta. Ecco fatto, fine delle cattive notizie. Era tanto difficile? Se poi per caso sotto indagine finisse un sacerdote o un vescovo allora si informa subito il cardinale segretario di Stato. Anche la diplomazia internazionale è a posto. Oh, finalmente. Ci voleva tanto? Santa pazienza però, caro lettore. Deve sempre fare tutto Papi, anche le cose semplici. Che sia l’ultima volta, d’accordo? Da domani prometti che t’impegni, ti sforzi di migliorare il Paese anche tu.
Concita De Gregorio
Oggetto:Multiservizi
PREMESSO
Che con la fine dell’anno scolastico 2009/10, e comunque fine anno 2010, scade la convenzione con la Società Multiservizi di Colle.
CHIEDIAMO
1) Quali sono le intenzioni dell’ Amministrazione in merito a questa convenzione che attualmente fornisce pasti alle scuole di Casole e al personale comunale.
2) Il numero del personale in forza alla Multiservizi ma nell’organico del Comune di Casole
3) Costo attuale per unità del pasto, quota annuale alla Multiservizi suddivisa per servizi quale compartecipazione (pasti, personale, altri)
4) Se il comune di Casole, compartecipa alla spesa dell’asilo “Pasticci e Marachelle”.
Per il Sindaco e Giunta Pii ,
vittimismo e mistificazione della verità vanno a braccetto
Sindaco e Giunta Pii usano le riunioni pubbliche per mistificare la verità e contraddire loro stessi.
Contraddizione.
Nel C.C. del 10 Marzo 2010 alla domanda di un Consigliere di opposizione, perché l’Assessore Grassini aveva usato nella relazione di bilancio la frase “(..) vecchie logiche politiche spartitorie (…), il Sindaco rispondeva “…logiche della 1^ Repubblica, rapporti tra destra e sinistra, spartizione delle cariche nelle banche, nelle amministrazioni pubbliche, negli incarichi ad Architetti ed Ingegneri, logiche che io ho vissuto nel Pc o Pds quando ci riunivamo e spartivamo (..).
Certo il Sindaco Pii, ci vuol dare una bella lezione di moralità, dimenticandosi che lui per oltre 30 anni ha fatto parte di questo mondo, è stato in consigli di amministrazione di Banche, avendo goduto di benefici e dispensando incarichi non per merito ( come dice di voler fare oggi) ma per spartizione politica (come dice di aver fatto). Il Sindaco Pii, predica bene (!!) e razzola male.
Oggi, il Sindaco chiede al Partito Democratico di attivarsi per avere maggiori benefici in termini di contributi. Ma al Sindaco Pii e alla sua Giunta il PD di Casole risponde:
Ø Non conosciamo la logica dei “favori”, conosciamo la logica dei “meriti”.
Ø Non conosciamo la logica del “fai oggi un favore a me” che “domani lo faccio a te”
Ø Noi oggi ci adoperiamo concretamente per portare un contributo a tavoli istituzionali dove lui ritiene utile non partecipare neanche con un suo rappresentante, come Venerdì 14 Maggio a Colle, con il Presidente Martini, i sindacati, le istituzioni regionali e provinciali, gli imprenditori ed i loro rappresentanti
Ø . Il Pd di Casole, lavora in silenzio, lavora con quella umiltà a lui sconosciuta, lavora per non apparire ma per portare benefici concreti ai Casolesi.
Mistificazione della verità.
Conosciamo la serietà della Fondazione del MPS che non assegna contributi per “favori o amicizie o spartizione”, ma sulla base di progetti e di una suddivisione equa delle risorse al solo fine di aiutare l’economia o come nell’ultimo bando il mondo del sociale.
L’elenco dei contributi, smentisce il Sindaco Pii, che vuol fare del vittimismo, dell’uomo che vorrebbe fare ma non lo lasciano fare, dell’uomo discriminato perché non del palazzo.
San Gimignano, Monteriggioni, Sovicille hanno percepito la stessa quota, 30mila euro, di Casole d’Elsa, mentre Colle Valdelsa 120mila euro per la grave crisi economica che ha colpito questo Comune (Calp, Rimor, Trigano ecc..), lasciando moltissimi colligiani in gravi difficoltà.
Il contributo alla Soc. Valle del Sole di 25mila euro per il progetto “le oche bianche” per il nostro Sindaco non è considerabile, perché non è un suo progetto e non può metterlo nel suo elenco del “fare”.
Sindaco e Giunta Pii, più umiltà e rispetto per il lavoro degli altri sarebbero maggiormente apprezzati invece di lanciare crociate sciocche, stupide, false.
Sindaco e Giunta Pii - non si scherza sulla crisi del lavoro.
Il Sindaco Pii in apertura del Consiglio Comunale del 30 Aprile, ha sottolineato la crisi occupazionale che sta investendo la nostra zona, elencando le difficoltà della Glassiena, Itla e per il settore turistico la ritardata apertura del Gemini.
Il Sindaco invitava tutte le forze politiche, nelle loro possibilità, a fare interventi per favorire il superamento di alcune di queste criticità.
Però!! Ecco cosa era accaduto solo quattro giorni prima.
Il 26 Aprile a Poggibonsi è stato presentato ufficialmente alle Istituzioni, alle Associazioni di Categoria, il progetto “Competitività e innovazione” in Valdelsa. Imprese manifatturiere.
In questa occasione, il Sindaco di Poggibonsi (capofila del Progetto) ha illustrato gli obbiettivi e lo stato di avanzamento del progetto stesso, che coinvolge oltre ai Comuni della Valdelsa anche Gruppi Bancari.
Unico assente “Comune di Casole d’Elsa”!!.
Questa è la realtà. Cruda, amara, ma la vera realtà!!
Il Sindaco Pii non ha ritenuto opportuno partecipare e neanche mandare un proprio assessore!!!!.
Il Partito Democratico di Casole, invece, in modo responsabile, era presente, perché con la crisi ed i lavoratori non si scherza, non si fanno proclami per poi defilarsi. Il PD di Casole, si sta adoperando mettendo in campo tutte le energie e competenze, per aiutare il mondo del lavoro casolese.
Non si usa la Valdelsa (nelle persone dei Sindaci), come un soggetto di serie “B”, oggi mi servi domani non mi servi.
Di fronte alla Provincia (Ass. Scarpelli) ed ai rappresentanti delle Associazioni (Cna, Camera Commercio Siena, Federartigianato ecc..), il Sindaco Pii con la sua assenza cosa ha voluto dimostrare: che a Casole tutto è “magico”? che a Casole non c’è crisi? Che lui è il più bravo e decide se e quando aver bisogno delle istituzioni?
Sindaco e Giunta Pii, con i lavoratori e la crisi non si può e non si deve scherzare.
Chiaramente nel CC del 30 Aprile, il Sindaco e la sua Giunta, si sono ben guardati di giustificare questa gravissima assenza.
E questo vorrebbe essere il Sindaco della “Trasparenza”!!
Causa problemi tecnici, il Sito è stato bloccato per alcuni giorni.
Ringraziamo coloro che ci hanno chiamato per capire se il problema dipendeva da loro o meno, questo ci ha dato modo di toccare con mano che molti sono i nostri lettori.
Scusandoci ancora, riprendiamo le pubblicazioni. Grazie
DOCUMENTO approvato all’unanimità sulle difficoltà dei Comuni
Le politiche in materia di finanza locale attuate negli ultimi anni hanno portato ad un forte
peggioramento della situazione finanziaria dei Comuni toscani, mettendo a serio
repentaglio la capacità delle Amministrazioni locali di garantire il livello quantitativo e
qualitativo dei servizi rivolti ai cittadini, la possibilità di soddisfare i nuovi bisogni che
emergono dalla società e di sostenere la crescita del nostro territorio.
La crisi economica e occupazionale che sta attraversando il Paese acuisce il bisogno di
protezione e sostegno delle famiglie attraverso misure di assistenza sociale specifiche,
anche da parte di quelle fasce della popolazione che normalmente non ricorrevano alle
tradizionali misure di assistenza sociale. In tale situazione, nonostante una riforma della
fiscalità locale in senso federale in discussione in Parlamento, i Comuni hanno visto, di
fatto, diminuire fortemente la propria autonomia finanziaria e di bilancio, a seguito
dell’abolizione dell’Imposta comunale sugli Immobili per l’abitazione di residenza e la sua
sostituzione con trasferimenti statali a oggi peraltro incompleti, in un quadro di crescente
difficoltà dovuta alla diminuzione di entrate proprie da parte degli Enti Locali e
all’incertezza riguardo alle modalità ed effettiva entità dei trasferimenti da parte dello Stato.
In questi anni i Comuni italiani hanno dato un contributo fondamentale al miglioramento
dei conti pubblici, dimostrandosi il comparto della PA che meglio di tutti ha saputo
allinearsi agli obiettivi di risanamento di volta in volta previsti dalla legge, ma che, per
raggiungere questi risultati, ha dovuto sacrificare una cospicua parte della spesa per
investimenti, giacché il solo contenimento della spesa corrente non sarebbe stato
sufficiente al raggiungimento degli obiettivi. In considerazione della situazione economica
generale tutto ciò non è più sostenibile poiché le regole attualmente vigenti per il patto
interno di stabilità stanno determinando una sensibile diminuzione degli investimenti
pubblici e un forte rallentamento nel pagamento degli impegni già assunti, sottraendo in
questa congiuntura di particolare difficoltà importanti investimenti e ingente liquidità al
nostro sistema economico.
Alla luce di tutto ciò riteniamo non più rinviabile una iniziativa forte e riconoscibile da parte
di ANCI Toscana finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo dei Comuni come
Istituzioni immediatamente vicina ai cittadini e, attraverso i servizi che erogano, sostegno
concreto sul territorio ai loro bisogni. È necessario cioè mettere in campo interventi in
grado di porre al centro del dibattito politico le crescenti difficoltà finanziarie dei Comuni,
affermando con vigore che i Sindaci agiscono in rappresentanza e nell’interesse di tutti i
cittadini e rigettando con forza interpretazioni sbagliate e demagogiche delle
Amministrazioni Comunali toscane come incapaci di gestire le risorse a loro disposizione.
Di pari passo, nel momento in cui il parlamento sta affrontando un passaggio delicato e
importante per il futuro degli Enti Locali come il federalismo fiscale, crediamo che debba
essere aperto un confronto serrato con tutti i parlamentari eletti in Toscana, in modo da
non lasciare l’Italia Centrale senza una forte rappresentanza in un dibattito che rischia di
essere orientato esclusivamente dall’esigenza di bilanciare gli interessi delle Regioni del
Nord e del Sud del Paese.
Allo stesso modo è indispensabile cercare la massima coesione istituzionale e territoriale
su alcuni provvedimenti legislativi di carattere nazionale non più rinviabili perché necessari
per affrontare le difficoltà contingenti:
sostenere la spesa per gli investimenti, le politiche sociali e l’istruzione, sbloccando
i residui passivi per consentire i pagamenti dei i lavori e dei servizi effettuati dalle
imprese ed escludendo dal patto di stabilità i proventi da alienazioni del patrimonio
finalizzati a finanziare gli investimenti
tenendo di conto oltre che delle esigenze di equilibrio dei conti pubblici anche della
effettiva possibilità dei Comuni di riappropriarsi delle procedure di riscossione e
degli effetti che tale provvedimento avrebbe sui bilanci comunali.
mancata dinamicità futura del tributo
sostegno del fondo per la non autosufficienza, in modo da consentire ai Comuni di
mantenere inalterato il livello delle prestazioni sociali a vantaggio delle famiglie più
deboli maggiormente colpite dalla crisi economica.
Scolastici per le spese di funzionamento, che avranno presumibilmente ricaduta sui
bilanci degli Enti Locali.
Primo firmatario
: Luciana Cappelli,
Sindaco di Empoli
Hanno aderito
: Gianni Gianassi, Sindaco di Sesto Fiorentino; Lucia Coccheri, Sindaco di
Poggibonsi; Claudio Toni, Sindaco di Fucecchio; Giovanni Occhipinti, Sindaco di
Castelfiorentino; Andrea Campinoti, Sindaco di Certaldo; Rossana Mori, Sindaco di
Montelupo Fiorentino; Dario Parrini, Sindaco di Vinci; Giulio Mangani, Sindaco di
Montespertoli; Carlo Tempesti, Sindaco di Cerreto Guidi; Enrico Sostegni, Sindaco di
Capraia e Limite; Federico Campatelli, Sindaco di Gambassi Terme; Paola Rossetti,
Sindaco di Montaione; Bruno Valentini, Sindaco di Monteriggioni; Paolo Brogioni, Sindaco
di Colle Val d’Elsa; Renzo Mochi, Sindaco di Serravalle Pistoiese; Antonio Pappalardo,
Sindaco di Larciano; Sabrina Sergio Gori, Sindaco di Quarrata; Giacomo Bassi, Sindaco di
San Gimignano; Giuseppe Chiaramonte, Sindaco di Lamporecchio; Vittorio Gabbanini,
Sindaco di San Miniato; Carlo Nannetti, Sindaco di Lastra a Signa; Ilaria Bugetti, Sindaco
di Cantagallo; Ida Beneforti, Sindaco di Impruneta; Massimiliano Pescini, Sindaco di San
Casciano; Simone Gheri, Sindaco di Scandicci; Adriano Chini, Sindaco di Campi Bisenzio;
Marco Mairaghi, Sindaco di Pontassieve; Emiliano Spanu, Sindaco di Rapolano Terme;
Lorenzo Avanzati, Sindaco di Abbadia San Salvatore; Dino Seccarelli, Sindaco di
Pitigliano; Luciano Bartolini, Sindaco di Bagno a Ripoli; Giovanni Bettarini, Sindaco di
Borgo San Lorenzo; Ivan Mencacci, Sindaco di Lari; Osvaldo Ciaponi, Sindaco di Santa
Croce sull’Arno; Umberto Marvogli, Sindaco di Castelfranco di Sotto; Rinaldo Vanni,
Sindaco di Monsummano Terme; Simone Millozzi, Sindaco di Pontedera; Moreno
Franceschini, Sindaco di Cascina; Paolo Panattoni, Sindaco di San Giuliano Terme.
Un patto per l’acqua pubblica
Il Partito democratico si è opposto alle norme fatte approvare dal governo a colpi di fiducia e che spingono verso una privatizzazione forzata togliendo agli enti locali la possibilità di decidere e portando al rischio di monopoli privati nelle mani di poche grandi aziende spesso del tutto estranee ai contesti territoriali in cui viene svolto il servizio; norme presentate sotto il titolo di obblighi comunitari quando in realtà non c’è alcun atto comunitario o sentenza europea che imponga di forzare l’ingresso dei privati nel servizio idrico integrato.
Il Pd è contro il disegno di privatizzazione forzata imposto dal governo ed è vicino a quanti lo contrastano seguendo le diverse vie referendarie. Combattere, anche con il referendum contro la privatizzazione forzata dell’acqua è una battaglia fondata ma lo strumento referendario da solo non basta, è inadeguato sia per la scarsa efficacia dimostrata negli ultimi anni (24 referendum persi su 24 negli ultimi 15 anni per mancato quorum) sia perché sua natura abroga leggi senza definirne di nuove e più efficaci.
Il Pd vuole formulare una proposta complessiva di gestione del servizio idrico integrato con un percorso di costruzione di un progetto di legge partecipato, che coinvolga amministratori locali e cittadini e che metta al centro la risorsa acqua per sua natura pubblica, da rendere disponibile a tutti e da preservare per le future generazioni.
L’acqua, infatti, è un bene comune dell’umanità, un bene essenziale e insostituibile per la vita. L’acqua non può che essere un bene pubblico e deve essere garantita a tutti nel rispetto dei vincoli ambientali e al massimo livello di qualità, secondo principi di equità e solidarietà e con criteri di sostenibilità per preservarne la qualità e la disponibilità per le future generazioni.
L’acqua è quindi necessariamente un bene pubblico e lo sono anche le infrastrutture del servizio idrico che vanno gestite con criteri di efficienza ed economicità secondo logiche industriali in grado di assicurare costi sostenibili e qualità del servizio.
L’acqua è un bene scarso e va preservata attraverso la cura del territorio, la manutenzione dei bacini idrografici, la tutela dei corpi idrici e delle aree di salvaguardia.
L’acqua è un bene fisicamente limitato e come tale va prelevata e gestita secondo criteri efficienti, in particolare assicurando la migliore manutenzione delle reti di distribuzione, combattendo ogni forma di spreco e governando l’uso della risorsa e la sua assegnazione per i diversi usi, potabili, agricoli e industriali, garantendo l’obiettivo della sostenibilità attraverso incentivi al risparmio idrico e il rispetto di standard di qualità.
Per il Partito democratico sono obiettivi irrinunciabili la tutela delle acque, l’accessibilità per tutti, un uso razionale della risorsa che operi dal lato dell’offerta e non si limiti a rincorrere la domanda, l’equità delle tariffe e la massima qualità ed efficienza del servizio. Irrinunciabile anche l’obiettivo della copertura totale del servizio di depurazione sull’intero territorio nazionale e di una gestione sostenibile della risorsa acqua, con la riduzione quindi di dispersioni, sprechi e usi inappropriati.
Per raggiungere questi obiettivi:
- una forte regolazione pubblica, attuata da una autorità di regolazione nazionale di cui siano compartecipi Stato e regioni, che consenta di definire standard di servizio, monitorare i risultati, applicare eventuali sanzioni e quindi incentivi qualità, efficienza e risparmio per migliorare il servizio e garantire al tempo stesso equità e uso sostenibile della risorsa acqua
- ruolo fondamentale delle regioni e degli enti locali nelle scelte di affidamento del servizio idrico integrato nel pieno rispetto dei principi generali, degli standard di qualità, dei livelli minimi essenziali fissati
- gestione industriale del servizio idrico integrato (ossia dell’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue) anche per realizzare economie di scala, assicurare qualità omogenea e controllabile dei servizi, garantire sicurezza degli approvvigionamenti idrici ed efficienza nella depurazione
- un quadro normativo chiaro e stabile che metta fine alla continua incertezza prodotta dai ripetuti interventi del centrodestra che riparta affidando alle regioni il compito di organizzare il servizio idrico integrato sulla base di ambiti territoriali ottimali definiti secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità nel rispetto dell’unità dei bacini idrografici, dell’unitarietà della gestione e quindi del superamento delle frammentazioni, dell’adeguatezza delle dimensioni gestionali, della riduzione delle sperequazioni tra ambiti limitrofi
- tariffa come corrispettivo del servizio idrico integrato, che preveda una tariffa sociale per dare agevolazioni a determinate fasce di reddito e ai nuclei familiari numerosi e una tariffa che incentivi il risparmio idrico e scoraggi quindi i consumi elevati
- meccanismi che vincolino alla realizzazione degli investimenti necessari per il miglioramento del servizio, stimati in almeno 60 miliardi di euro con un impegno aggiuntivo per garantire lo stesso livello di servizio in ogni area del paese
Iniziamo da oggi un percorso di costruzione di un progetto di legge che si articola intorno a queste linee guida e che vogliamo elaborare con i nostri amministratori locali ed eletti, territorio per territorio, e con il sostegno dei cittadini che vorranno firmare la petizione a sostegno della nostra proposta.
22 aprile 2010