Inserito da casoledelsa il 27 Maggio 2010
LA MANOVRA DEI “30 DENARI”
Doveva essere una manovra “lacrime e sangue” ma ancora una volta a piangere sono sempre i soliti noti. Ieri il Capo del Governo Tremonti ha spiegato al Paese, dopo una breve introduzione del Vice Berlusconi, la portata della manovra, mostrando un copioso fascicolo (150 pagine, 3 capitoli), la cui natura era stata nascosta a tutti.
Possiamo definirla una “MANOVRA DI SVOLTA A DESTRA”.
Niente più CENTRO, solo ed esclusivamente DESTRA.
Tocca 3 settori a) PENSIONI b) STATALI c) REGIONI (stato sociale)
La Confindustria definisce “soddisfacente ed approva”; grazie tante. Risulta alla Sig.ra Marcegaglia essere stati toccati gli interessi degli imprenditori?
Chiudendo le finestre delle Pensioni, tanti sono i cassaintegrati, che aspettavano la Pensione come unica ciambella di salvezza, vedono allontanarsi questa possibilità aumentando il disagio sociale, le turbolenze, il malcontento, le ingiustizie.
Meno trasferimenti alle Regioni vuol solo dire, meno servizi sociali (sanità, scuola, aiuti ai Comuni, ecc..). Le Regioni sono costrette ad aumentare le addizionali fiscali, così come i Comuni.
Questo vuol dire che le tasse non le aumenta il Governo ma Regioni e Comuni !!!
Siamo di fronte ad una manovra INGIUSTA eticamente e economicamente.
Nessun provvedimento per la “Protezione Civile”.
Nessun provvedimento sulle aliquote dei guadagni finanziari.
Nessun provvedimento su una tassazione correttiva per i Capitali ritornati con il Condono fiscale ( su 80 miliardi calcolate un ulteriore 20%).
Istat ci dice che 2 milioni di persone (60%) tra i 18 e 34 anni, non ha lavoro e pesa sulle famiglie, nel 1983 erano il 49%
Nelle pieghe della manovra c’è un capitolo di risparmio per i consiglieri di amministrazione delle società pubbliche che recita “ chi fa parte di consigli di società amministrative pubbliche deve essere onorato e quindi il gettone di presenza può raggiungere massimo la quota di Euro 30”, regola che ci porta ai più famosi “30 DENARI” dell’ultima cena di Gesù.
Oggi, il “traditore” del “popolo” è colui che per due anni ha negato la crisi, per poi somministrare 28 miliardi di euro di “sacrifici”
Ora dal Partito Democratico, ci aspettiamo una forte risposta, così come ha dato il sindacato della CGIL dichiarando uno “sciopero generale” per fine Giugno.
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Inserito da casoledelsa il 27 Maggio 2010

Ai Comuni andrà metà dell’evasione recuperata.
Intesa tra Regione, Finanza ed Erario.
FIRENZE26.05.2010
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Cambio di marcia Il presidente della Regione Enrico Rossi inaugura una lotta più serrata all’evasione fiscale
La Regione Toscana annuncia un cambio di passo per rafforzare la lotta all’illegalità economica e all’evasione fiscale. E tra le novità c’è un premio per i Comuni: la metà di quello che aiuteranno a recuperare, rimarrà nelle loro casse. La Toscana è la prima a farlo. Sta tutto negli indirizzi approvati una settimana fa. E il cambio di marcia parte da un pacchetto in tre mosse: una convenzione (con l’Agenzia delle entrate, già firmata) e due intese (con l’Anci Toscana, l’associazione dei Comuni, e con la Guardia di Finanza, che sarà sottoscritta a breve). Negli ultimi anni, ogni anno, la Regione ha recuperato mediamente 80 milioni di euro di tributi non pagati, Irap e bollo auto in testa: 40 milioni l’anno con avvisi bonari, altrettanti con la riscossione coattiva attraverso Equitalia. In futuro le somme recuperate potrebbero essere ancora più grandi. “Ma soprattutto – sottolinea l’assessore al bilancio, alle finanze e ai tributi, on. Riccardo Nencini – per la prima volta la Regione sarà in grado di fronteggiare in modo organico l’illegalità economica”. Come? “Cooperando tutti assieme, incentivando la cooperazione, condividendo e incrociando domani ancor più di ieri le banche dati a disposizione di ciascuno. Con un’attenzione più specifica al “caso Prato” e un sostegno ancora più deciso per gli indirizzi contenuti nel patto per Prato Sicura, stipulato all’inizio di quest’anno da Prefettura, Comune e Provincia di Prato con la Regione”. Con il protocollo d’intesa che presto sarà firmato con il comando regionale della Guardia di Finanza la Regione si impegna a fornire informazioni, documentazione e ogni tipo di supporto necessario all’accertament o dell’evasione e di ogni altro tipo di infrazione fiscale e tributaria. L’intesa con Anci Toscana, sottoscritta al tavolo di concertazione dal sindaco e presidente dell’associazione dei comuni toscani Alessandro Cosimi, regolerà invece la partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento dei tributi regionali da parte dell’Agenzia delle entrate, già prevista dalla finanziaria regionale approvata lo scorso dicembre. «E’ una novità assoluta – spiega Nencini –. Finora era prevista una partecipazione all’accertamento dei tributi statali, ma mai nessuna Regione, fino ad ora, aveva pensato a dattare la norma nazionale alla realtà dei tributi regionali». I Comuni che aiuteranno l’azione di contrasto all’evasione fiscale potranno veder arrivare nelle proprie casse il 50 per cento delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo sull’Irap, l’imposta sulle attività produttive, e l’addizionale regionale Irpef. Per i tributi nazionali la compartecipazione è il 30 per cento
Categoria: GRUPPO CONSILIARE CENTROSINISTRA, Informazioni | Nessun Commento »