LA MANOVRA DEI “30 DENARI”
Doveva essere una manovra “lacrime e sangue” ma ancora una volta a piangere sono sempre i soliti noti. Ieri il Capo del Governo Tremonti ha spiegato al Paese, dopo una breve introduzione del Vice Berlusconi, la portata della manovra, mostrando un copioso fascicolo (150 pagine, 3 capitoli), la cui natura era stata nascosta a tutti.
Possiamo definirla una “MANOVRA DI SVOLTA A DESTRA”.
Niente più CENTRO, solo ed esclusivamente DESTRA.
Tocca 3 settori a) PENSIONI b) STATALI c) REGIONI (stato sociale)
La Confindustria definisce “soddisfacente ed approva”; grazie tante. Risulta alla Sig.ra Marcegaglia essere stati toccati gli interessi degli imprenditori?
Chiudendo le finestre delle Pensioni, tanti sono i cassaintegrati, che aspettavano la Pensione come unica ciambella di salvezza, vedono allontanarsi questa possibilità aumentando il disagio sociale, le turbolenze, il malcontento, le ingiustizie.
Meno trasferimenti alle Regioni vuol solo dire, meno servizi sociali (sanità, scuola, aiuti ai Comuni, ecc..). Le Regioni sono costrette ad aumentare le addizionali fiscali, così come i Comuni.
Questo vuol dire che le tasse non le aumenta il Governo ma Regioni e Comuni !!!
Siamo di fronte ad una manovra INGIUSTA eticamente e economicamente.
Nessun provvedimento per la “Protezione Civile”.
Nessun provvedimento sulle aliquote dei guadagni finanziari.
Nessun provvedimento su una tassazione correttiva per i Capitali ritornati con il Condono fiscale ( su 80 miliardi calcolate un ulteriore 20%).
Istat ci dice che 2 milioni di persone (60%) tra i 18 e 34 anni, non ha lavoro e pesa sulle famiglie, nel 1983 erano il 49%
Nelle pieghe della manovra c’è un capitolo di risparmio per i consiglieri di amministrazione delle società pubbliche che recita “ chi fa parte di consigli di società amministrative pubbliche deve essere onorato e quindi il gettone di presenza può raggiungere massimo la quota di Euro 30”, regola che ci porta ai più famosi “30 DENARI” dell’ultima cena di Gesù.
Oggi, il “traditore” del “popolo” è colui che per due anni ha negato la crisi, per poi somministrare 28 miliardi di euro di “sacrifici”
Ora dal Partito Democratico, ci aspettiamo una forte risposta, così come ha dato il sindacato della CGIL dichiarando uno “sciopero generale” per fine Giugno.
Ai Comuni andrà metà dell’evasione recuperata.
Intesa tra Regione, Finanza ed Erario.
FIRENZE26.05.2010
Cambio di marcia Il presidente della Regione Enrico Rossi inaugura una lotta più serrata all’evasione fiscale
Itinerari turistici nel Comune di Casole d’Elsa che non vorremmo mai vedere pubblicizzati.
Al Sindaco Pii, chiediamo se eventualmente non fosse stat pagata la tassa comunale per questi cartelli che indicano un “ABUSO EDILIZIO SOTTO SEQUESTRO” , non sia il caso rimuoverli.
Casole non merita questa pubblicità!!
Il PDL di Casole, vive un momento di grossa confusione politica ed esistenziale.
Il Coordinatore di Circolo, Giorgio Alfano, cerca di liberarsi di “lacci e laccioli” che ne riducono se non annullano la sua azione politica.
Non aver presentato la lista alle ultime amministrative, ma essersi mischiato in una correntone civico (??) con comunisti (??), democristiani (??), missini (??), socialisti(??) deve in effetti averlo stordito, annebbiato.
Si percepisce anche dalle votazioni dettate dal “Capo” in Consiglio Comunale, che a volte rinnegano la linea nazionale del suo Partito.
In questo sono uguali alla Lega Nord, che nelle regioni del nord gridano a “Roma ladrona” e poi in Parlamento votano esattamente il contrario (vedi trasferimenti autonomie locali o patto di stabilità).
Passiamo ai fatti di casa nostra.
Un murale fa bella mostra sul gradino del Circolo PDL di Casole (attento Alfano, che poi Pii dice che scrivi troppo e potrebbe rimbrottarti!), evidenziando la crisi occupazionale della nostra provincia, la cattiva amministrazione degli ultimi 60 anni del PD e lo spreco di risorse che calcolano in circa 2 mila miliardi delle vecchie lire.
Al Pdl di Casole ed al suo Coordinatore vogliamo ricordare:
Le statistiche consegnano Siena ai primi posti della qualità della vita
Siena è tra le Provincie con i redditi pro capite tra i più alti.
La Sanità Toscana è esempio per amministrazione e qualità nei servizi.
La Provincia di Siena ha promosso solo nell’ultimo anno, iniziative a sostegno dell’occupazione, e Casole ne ha beneficiato con il Bando per i lavoratori socialmente utili con 7 unità in Comune per sei mesi.
La Fondazione MPS, che il PDL dice essere fortino del PD, solo negli ultimi anni ha emanato diversi bandi straordinari per aiutare le aziende in crisi, il Sociale ( è di alcuni giorni fa lo stanziamento per Casole di 30 mila euro a favore delle famiglie in difficoltà con il canone d’affitto).
Ma prendendo solo gli ultimi anni, queste sono solo alcune opere che tramite la compartecipazione della Fondazione MPS, Casole ha potuto realizzare o sta realizzando:
Centro Polivalente di Pievescola
Nuova Scuola Media
Mostra di Marco Romano
Sicurezza stradale – asfaltatura
O aiuto a Società di servizi Provinciali
FTSA
Multiservizi
O contributi ad Associazioni di Volontariato Casolesi.
Al confuso Consigliere di maggioranza Giorgio Alfano ricordiamo anche:
Ø E’ Berlusconi che dice la crisi non c’è mai stata e comunque è gia passata, salvo ora dirci che occorre una manovra correttiva di 28miliardi di euro.
Ø E’ il Governo Berlusconi che non fa niente per la crisi, ma pensa solo a difendere i mafiosi con leggi fiscali o bavaglio o condoni edilizi.
Ø E’ il Governo Berlusconi che pensa a leggi per “legittimo impedimento” “lodo Alfano corretto, Piano casa o sanatorie contro demolizioni per abusivismo edilizio (vedi calabria e campania)
Ø E’ Berlusconi che dice che Saviano e le fiction come la “Piovra” sono il male dell’Italia
Al PDL di Casole invece chiediamo di portare un contributo fattivo alla crisi del nostro territorio. Come dire:
“PDL a Casole assente ingiustificato!!”
Mentre Berlusconi cala la maschera dell’inganno “la crisi non c’è” con il varo di una manovra “lacrime e sangue”, il buon Casini cerca di entrare al Governo dalla finestra.
Intanto il Ministro Alfano, dice che bisogna tornare al testo originale per quanto riguarda la legge sulle intercettazioni ( lodo Bongiorno).
Un articolo per una sana riflessione….
NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIAIeri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.
Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.
Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.
In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.
Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.
documentazione diffusa da
Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
http://www.perlapace.it/
A Casole un OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA.
Il Partito Democratico di Casole sostiene la raccolta del 5 x 1000 a favore della FTSA (Fondazione territori sociali Altavaldelsa).
Oggi anche il Sindaco e la Giunta Pii, chiedono ai cittadini di devolvere questo contributo a favore di questa Fondazione.
Ricordiamo che:
il Sindaco e la Giunta Pii, in campagna elettorale, dichiararono voler “gestire” il 5 x 1000 per progetti “utili”, ipotizzando di introitare Euro 200 mila.
E’ grazie al PD di Casole che questo contributo non è stato “deviato” dal Sindaco e la Giunta Pii, VOTANDO CONTRO il punto n. 11 -: Istituzione Fondazione “Casole” : Determinazione all’O.d.G. del Consiglio Comunale del 29 Settembre 2009. Il Sindaco lo ripropose nel CC del 24 Ottobre 2009 al punto 5, trovando ancora il Gruppo Centrosinistra per Casole contrario con la seguente motivazione:
“non trovava ragione la creazione di una Fondazione, essendoci già sul territorio locale e Provinciale, istituzioni con finalità culturali -Musei Senesi , Sociali –Ftsa ( al quale erano da diversi anni, destinati i proventi del 5 x 1000 da tutti i Comuni della Valdelsa), Fondazione Elsa Culture Comuni (Poggibonsi), Colle Promozione (il Sindaco Pii ritenne opportuno prendere una partecipazione del 1%), la Società Multiservizi.
Al Sindaco e alla Giunta Pii, diciamo, “Non è segno di debolezza cambiare idea, specialmente se questo va a vantaggio dei cittadini”.
“Un solo uomo al comando” si sta dimostrando impostazione fallimentare a tutti i livelli politici.
La Democrazia non si concretizza con slogan ma con fatti concreti, attraverso la vera condivisione, dalle piccole alle grandi cose.
Il PD e il Centrosinistra per Casole, saranno sempre al fianco di coloro che vorranno il bene dei casolesi, portando il proprio bagaglio di idee e di impegno concreto.
Un forte disagio interiore vivo in queste giornate segnate dalla memoria di fatti, che ci hanno colpito, e fatto crescere in noi, valori come, onestà, giustizia, rispetto dello Stato, rispetto del prossimo.
23 Maggio 1992 strage di Capaci, dove morì il Giudice Giovanni Falcone, la moglie e la sua scorta.
Oggi la realtà ci porta ad un Governo che vuol approvare una legge contro le intercettazioni, un Governo che ha approvato una legge sullo scudo fiscale, un Governo che vuol limitare l’autonomia e l’indipendenza della Giustizia
Un Capo del Governo che attacca scrittori come Saviano che ora vive in clandestinità.
Un Governo che sta preparando una manovra economica “lacrime e sangue”, dove un nuovo condono edilizio (il terzo dell’era Berlusconi) dovrebbe portare il maggior reddito.
I “Condoni”. Berlusconi, se veramente vuol commemorare le stragi del 92, deve ritirare la LEGGE BAVAGLIO, le ipotesi di condono che tendono a legalizzare speculazioni edilizie dove molte volte si nascondono progetti mafiosi.
Questi “condoni” portano ad incoraggiare altro abusivismo edilizio, i racket mafiosi, esattamente coloro che Borsellino e Falcone stavano combattendo.
Ci accompagn, sempre, uno scritto di Falcone:
Gli uomini passano le idee restano e continuano a camminare sulle gambe d’altri uomini.
La Regione Toscana vara l’Assessorato contro l’omofobia.
Nell’ultima redistribuzione di deleghe e incarichi voluta dal Governatore Enrico Rossi (PD) il ruolo è stato affidato all’assessore al Welfare Salvatore Allocca (PRC) che garantirà le politiche della Giunta regionale contro la discriminazione verso omosessualità e transessualità
Sperando di fare cosa gradita pubblichiamo questo interessante documento sull’acqua e sulla gestione della risorsa idrica.
VADEMECUM per l’acqua pubblica: 20 risposte per 20 domande
1- Di chi è l’acqua? E’ stata privatizzata ?
In Toscana, come in Italia, tutta l’acqua (sotterranea e superficiale) è per legge pubblica (D. Lgs 152/06, art 144 ), l’acqua infatti appartiene al demanio dello Stato.
ART. 144
(tutela e uso delle risorse idriche)
1. Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorche’ non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato.
La risorsa idrica non è quindi stata privatizzata in Italia. L’acqua è tutta sempre pubblica e il prelievo di acqua dal sottosuolo e dai corsi d’acqua è subordinato ad autorizzazione delle autorità competenti.
2- Un acqua privatizzata esiste: quella minerale
La sfruttamento di acque minerali e termali è sottoposto a specifiche normative, che consentono alle imprese, a seguito di autorizzazione, di estrarre acqua e venderla, come un qualsiasi altro prodotto, sul mercato, secondo le logiche di domanda offerta.
L’acqua minerale è l’unico caso in Italia di acqua considerata una merce.
3- Di chi sono le reti acquedottistiche e gli impianti idrici?
In Italia gli acquedotti sono demaniali, appartengono pertanto al demanio e sono inalienabili (art 133 del D. Lgs 152/06 e art 822 e 823 del Codice Civile).
Reti e impianti idrici in Italia non sono quindi vendibili, né privatizzabili. Gli impianti realizzati direttamente dai gestori sono restituiti gratuitamente agli enti locali a fine concessione.
ART. 143
(proprietà delle infrastrutture)
1. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture idriche di proprietà pubblica, fino al punto di consegna e/o misurazione, fanno parte del demanio ai sensi degli articoli 822 e seguenti del codice civile e sono inalienabili se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge.
4- L’acqua potabile è un servizio universale? E il trattamento degli scarichi ?
Il servizio idrico è un servizio di interesse generale (Direttiva Europea), che deve essere garantito a tutti i cittadini. In Italia oltre il 95 % della popolazione è allacciata al servizio acquedotto. Solo l’84,7% è allacciata al servizio fognatura, e il 70,4% dispone di un impianto di depurazione.
In Italia a tutta la popolazione è garantito il servizio idrico, in alcune zone del Paese il servizio può essere discontinuo.
Il ritardo del nostro Paese non riguarda il “diritto all’acqua”, ma il diritto/dovere a non inquinare.
5- Chi gestisce i servizi idrici?
Il compito di assicurare i servizi idrici in Italia è affidato ai Comuni, che per legge debbono associarsi in Ambiti Territoriali Ottimali.
Con la riforma del 2009 gli Ambiti Territoriali Ottimali possono affidare il servizio in concessione tramite gare (a cui possono partecipare aziende pubbliche e private) oppure costituire un Partenariato Pubblico Privato (PPP), una azienda pubblica che deve selezionare con gara un partner industriale cui cedere almeno il 40 %
La Riforma del 2009 ha ridimensionato molto la possibilità di affidare il servizio direttamente ad una azienda pubblica, il cosiddetto affidamento “in house”.
6- In Italia è stata decisa la privatizzazione del servizio idrico ?
La recente legge (L. 166/2009) ha fortemente incentivato il ricorso ad imprese private e ridotto molto la possibilità di utilizzare aziende pubbliche in house, prevedendo la scadenza anticipata al 2011 delle aziende in house e subordinando nuovi affidamenti in house a norme molto rigide.
La gestione pubblica dell’acqua può essere comunque garantita sia da parte di una azienda interamente pubblica che partecipa ad una gara e vince , sia attraverso la costituzione di una spa mista a maggioranza pubblica.
7- Chi sono i gestori dell’acqua in Toscana?
I gestori dell’acqua in Toscana sono 7 società per azioni, una di esse interamente pubblica, le altre a maggioranza pubblica. Sono società beneficiarie di un affidamento diretto da parte dei comuni che costituiscono l’ambito, che hanno contestualmente ceduto parte del capitale (dal 40 al 45 per cento) ad un partner industriale che ha garantito know how tecnico e capitali. Queste società hanno complessivamente 2.400 dipendenti, fatturano 603 milioni di euro all’anno, hanno fatto negli ultimi 9 anni 1,5 miliardi di euro di investimenti per mantenere la rete esistente e per nuovi interventi come il tubone che porta l’acqua da Firenze fino a Prato e Pistoia, impianti dissalatori sulla costa toscana, invasi per assicurare l’acqua alle piane lucchesi, aretine e grossetane, ed altro.
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ATO |
Gestore di ambito |
Durata della concessione |
Durata piano |
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| ATO 1 |
Toscana Nord |
GAIA Spa* |
20 |
gen 2005 - gen 2025 |
| ATO 2 |
Basso Valdarno |
Acque spa |
20 |
gen 2002 - gen 2022 |
| ATO 3 |
Medio Valdarno |
Publiacqua Spa |
20 |
gen 2002 - gen 2022 |
| ATO 4 |
Alto Valdarno |
Nuove Acque Spa |
20 |
giu 1998 - giu 2023 |
| ATO 5 |
Toscana Costa |
ASA Spa |
25 |
gen 2002 - gen 2027 |
| ATO 6 |
Ombrone |
Acquedotto del Fiora Spa |
25 |
gen 2002 - gen 2027 |
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* Il Comune di Lucca è gestito da Geal Spa
8- La recente legge produce effetti sugli affidamenti in Toscana ?
Per i cinque gestori in forma di spa mista no, le concessioni rimarranno valide fino alla loro naturale scadenza. La legge del 2009 infatti riconosce piena legittimità alle spa miste fatte in Toscana, quindi al “modello toscano”. Nel caso dell’ATO 1 Toscana Nord, l’affidamento in house va a scadenza al 2011 e l’ATO dovrà quindi decidere una nuova forma di gestione legittima: gara per la concessione o spa mista.
9- Chi decide gli investimenti?
L’Autorità di Ambito, composte dai Comuni nel Piano di Ambito.
10- Quanto si deve investire ?
Gli investimenti ne servizio idrico sono stimati in 60-70 miliardi di Euro in Italia nei prossimi 5 anni e in 3-4 miliardi di Euro in Toscana nello stesso periodo.
La Toscana ha già investito nel servizio idrico 1,5 miliardi di Euro da quando sono stati istituiti i gestori di ambito. E’ la regione con il miglior risultato in termini di investimento in Italia.
11- Quanto investono in Europa ?
La Germania, la Francia e il Regno Unito investono, per km di rete, più del doppio dell’Italia.
| Paese | Investimenti all’anno (miliardi di €) | Investimenti per acquedotto e fognatura (€/Km/anno) |
| Inghilterra |
4,9 |
7.547 |
| Francia |
5 |
6.774 |
| Germania |
6,5 |
6.592 |
| Italia |
2 |
3.745 |
12- Perché si deve investire così tanto ?
La rete idrica e gli impianti esistenti devono essere sempre sottoposti a manutenzione, per garantire il funzionamento del servizio e ridurre progressivamente le perdite di rete (oggi al 30-35%).
Deve essere completata la rete fognaria e gli impianti di depurazione, per garantire scarichi a norma in tutti i nuclei abitati. Dobbiamo farlo entro il 2014, altrimenti rischiamo sanzioni dell’Unione Europea.
Deve essere potenziato e interconnesso il sistema degli attingimenti di acqua, per garantire acqua a tutti sempre. Le alterazioni climatiche e i fenomeni di inquinamento rendono sempre più difficile disporre di acque idonee al consumo umano.
La rete deve essere estesa alle nuove aree edificate.
13- Quante persone bevono l’acqua del rubinetto in Toscana?
Un milione e 400 mila toscani, pari al 40 per cento della popolazione, bevono oggi l’acqua del rubinetto, sono 500.000 in più rispetto a cinque anni fa. Sommando la percentuale di coloro che bevono l’acqua regolarmente con coloro che la bevono saltuariamente si arriva ad un 71 per cento, risultato che testimonia come sia molto migliorato il servizio e la qualità dell’acqua assicurato dai gestori toscani.
14- Chi fa gli investimenti?
Gli investimenti nei servizi idrici vengono realizzati dal gestore, utilizzando il proprio capitale ed il finanziamento delle banche. La tariffa consente di ripagare nell’arco della concessione gli investimenti, ma i gestori devono sostenere la spesa di investimento, reperendo i capitali necessari.
15- Chi paga il servizio idrico?
Per legge in Italia in servizio idrico è pagato dagli utenti tramite una tariffa, calcolata al metro cubo. L’utente non paga il “valore” dell’acqua, ma esclusivamente i costi del servizio: costi operativi e costi di capitale.
L’ammontare di tali costi è definito dall’Autorità pubblica di regolazione, che definisce in Italia la tariffa sulla base di una metodologia omogenea a livello nazionale (Metodo normalizzato). Il gestore non può applicare una tariffa da lui decisa in modo unilaterale.
16- Quanto è cara la tariffa ?
Mediamente il servizio idrico costa in Italia 1,3 Euro a metro cubo. Poiché un metro cubo corrisponde a mille litri , il costo al litro del servizio idrico è pari a 0,0013 Euro. Una bottiglia di acqua minerale di un litro costa circa mille volte tanto.
La tariffa idrica italiana è la più bassa in Europa. In Francia, Germania e Regno unito la tariffa oscilla fra i 3 e il 6 Euro a metro cubo, 2/3 volte più cara che in Italia.
17- Quanto paga in media ogni anno una famiglia toscana per il servizio idrico?
Una famiglia di 3 persone che consuma 150 litri ad abitante al giorno paga fra i 240 e i 300 euro all’anno.
18- Le famiglie a basso reddito pagano il servizio idrico?
Non esistono in Italia provvedimenti nazionali tesi a tutelare le fasce deboli.
I Comuni possono disporre interventi di tutela a favore delle famiglie svantaggiate ma il metodo tariffario non consente un sistema di tariffazione che sia proporzionale al reddito familiare. Negli anni scorsi infatti sia i Comuni, le ATO, che la Regione Toscana hanno stanziato fondi per singoli progetti che hanno aiutato famiglie indigenti o famiglie numerose.
19- Il servizio idrico viene pagato con le tasse?
No. Ormai da anni il costo del servizio idrico integrato viene sostenuto dalla tariffa. Le condizioni dei conti pubblici italiani non lo consentono, anche se sarebbe corretto che parte gli investimenti più importanti, venissero pagati con la fiscalità generale. La Direttiva comunitaria del 2000 prevede che le tariffe devono consentire il recupero dei costi (anche quelli ambientali) del servizio idrico. Per il servizio fognatura e depurazione vale il principio “chi inquina paga” e non sono ammessi in Europa aiuti di Stato e sussidi pubblici.
20- I gestori possono fare utili?
Il sistema tariffario in vigore in Italia prevede la remunerazione del capitale investito dai soci pubblici o privati dei gestori individuati dagli Ambiti. Per attrarre capitali in questo settore e finanziare gli ingenti investimenti previsti in Italia il metodo tariffario prevede che possa essere considerata in tariffa, una remunerazione del capitale investito fino al massimo del 7 per cento.
Con questa quota di tariffa i gestori pagano gli oneri finanziari derivanti dai prestiti contratti per gli investimenti oppure pagando i dividenti (utili) ai soci che hanno investito capitale proprio nell’azienda di gestione.
In assenza della remunerazione del capitale investito in tariffa gli investimenti sarebbero possibili solo con risorse pubbliche a fondo perduto.
PD CASOLE D’ELSA
Nell’ambito di “Terra Futura”
VENERDÌ 28 MAGGIO 2010 alle 10,30
alla Fortezza da Basso, Firenze, allo Spazio Media Eventi all’interno della
sezione “Comunicare la Sostenibilità” (Piano Attico del Padiglione
Spadolini) IGNAZIO MARINO parteciperà alla presentazione del libro di
Giuseppe Civati, “Regione straniera. Viaggio nell’ordinario razzismo
padano”, Melampo Edizioni, 2009.
Saranno presenti anche GIUSEPPE CIVATI e MATTEO RENZI, sindaco di
Firenze.
L’incontro sarà moderato da SIMONE SILIANI, Fondazione Culturale
Responsabilità Etica Onlus, promotrice dell’iniziativa.
“Regione straniera” - Melampo Edizioni, 2009
La chiusura dei phone center gestiti dagli stranieri, l’opposizione
all’apertura di luoghi di culto a Milano (e non solo), la polemica
contro i kebab, le ripetute ordinanze dei sindaci raccontano una lunga
storia di discriminazioni e simboleggiano la miopia politica e
culturale della regione più avanzata del Paese. Benvenuti in Padania,
benvenuti nella Regione straniera.