“Acqua, che cosa può succedere”

Inserito da casoledelsa il 24 Novembre 2009

“Acqua, che cosa può succedere”.Associazione ecologisti democratici e governo.

SIENA23.11.2009indietroL’acqua Che cosa pensa del problema l’associazione degli ecologisti democratici

Il tema dell’acqua in provincia di Siena non è certo marginale. Nel Chianti e in Val di Chiana la scarsità d’acqua nel periodo estivo è ormai una costante. In varie zone pessima è la qualità di questo bene essenziale (si pensi a Rapolano) Del resto la stessa città capoluogo è alimentata per l’80% dalle acque del Luco molto calcaree. Fortunatamente il restante 20% arriva dall’Amiata dalla sorgente del Vivo: un’acqua molto dolce questa che mescolata all’altra a Montarioso consente di migliorare leggermente le caratteristiche dell’acqua che beviamo in città. Il progetto di collegamento, in parte già avviato, con l’invaso del Montedoglio (680 milioni di metri cubi, in provincia di Arezzo sul fiume Tevere) con tubature interamente nuove tra il depuratore di Foiano della Chiana e Montarioso, passando da Rapolano. dovrebbe risolvere il problema della qualità dell’acqua e di certe carenze idriche, anche se per il Chianti appare essenziale la creazioni di piccoli invasi, come quello ipotizzato sul torrente Arbia a Castelnuovo Berardenga. In questa situazione gli Ecologisti Democratici si domandano:che succederà con la decisione del governo e del parlamento italiano che di fatto impone agli enti locali di affidare la gestione delle acque interamente in mano dei privati? Chi farà gli investimenti necessari a risolvere i problemi del senese? Continueranno ad investire il pubblico e la Fondazione per poi lasciare a terzi il compito di una gestione fatta seguendo solo i criteri del profitto? Il risultato quale sarà? Che i costi se li sobbarcherà il pubblico e i profitti andranno ai privati? Non ci sembra un buon criterio. Non vogliamo fare la difesa acritica degli Enti Pubblici di cui spesso le inefficienze sono sotto gli occhi di tutti, ma ancora una volta il governo da un lato si lancia ogni giorno in proclami di federalismo spinto e poi nella pratica, come già accaduto con la legge per il rilancio del nucleare, fa approvare norme al Parlamento in cui si espropriano Regioni ed enti locali di qualsiasi autonomia. Si arriverà infatti all’assurdo, nell’ottica del federalismo, che le Ato (in sostanza i comuni) non saranno libere di scegliere a quale gestore affidare il servizio di erogazione dell’acqua, ma potranno mettere in gara solo imprese a capitale di maggioranza privato. Ci domandiamo che fine farà quell’Acquedotto Pugliese società interamente pubblica e tra le prime in Italia esempio di efficienza in una regione tra l’altro dove di acqua non ce n’è. E quando la maggioranza azionaria dell’Acquedotto del Fiora diventerà privata, potremo ancora “indignarci” per un deposito cauzionale? Nella fase poi in cui la Regione Toscana è impegnata nell’elaborazione di un “Patto per l’acqua” che dovrà definire le strategie per il futuro della nostra regione, riteniamo che ben più importante sia un altro problema più generale e squisitamente ambientale

Umberto Trezzi Coordinatore provinciale Ecologisti Democratici

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