Il Senato e la pillola RU486

Inserito da casoledelsa il 29 Novembre 2009

Comunicato stampa Area Marino PD Siena

 

PD Area Marino Siena, Una vergogna il voto sulla RU486
La commissione Sanità del Senato ha approvato oggi con il voto favorevole di PdL e Lega il documento finale, presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini, che chiede al governo di fermare la procedura di immissione in commercio della RU486 in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 ed il farmaco.
Ancora una volta la maggioranza di governo per nascondere le proprie divisioni interne fa una scelta politica su una questione tecnica già ampiamente discussa degli organismi delegati.
L’Agenzia Italiana del Farmaco, ente tecnico e neutrale ha già autorizzato la distribuzione del farmaco nel pieno rispetto della legge 194: l’uso e la commercializzazione della RU486 sono infatti consentiti solo in ospedale.
Alle retoriche di partito ed agli interessi di parte si sacrifica ancora una volta l’altro. Le fanfare del Governo dimenticano l’umanità e riaffermano un potere che salda gli interessi dei conservatori, quello sulla donna e sul suo corpo, la cui misteriosa e “pericolosa” identità deve essere costretta nei rigidi canoni della sofferenza.
Una donna da proteggere dicono, da se stessa, dalla libertà, dall’incapacità di fare scelte sofferte, ma pur sempre scelte dimenticando secoli di filosofia politica e di diritto.
Qual è il prossimo passo? Cosa si nasconde dietro questo provvedimento?
L’obiettivo, quello vero, messo in pratica da molti medici antiabortisti e supportato dal Governo è l’attacco alla legge 194, un attacco velato, un attacco ipocrita che si ammanta della difesa della donna salvo poi trattarla come oggetto da riproduzione.
Sabato 28 novembre in occasione della manifestazione contro la violenza sulle donne saremo in piazza per un motivo di più.
In nome di uno stato laico l’area Marino insieme a tutto il PD è pronta ad affollare la stampa, le piazze, a combattere in Parlamento contro il provvedimento del Governo.–
PD Area Marino Siena

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Il Sindaco PII - L’uomo per tutte le stagioni -

Inserito da casoledelsa il 27 Novembre 2009

 

10 domande dai sindaci della provincia di Siena…uno solo non ha firmato la petizione al governo…PIERO PII SINDACO DI CASOLE

                                   IL  PD  DI CASOLE  AI CASOLESI

MENTRE “PENSARE COMUNE” CI ALLIETERA’ CON LE SUE ” FREDDE MAGIE”
IL SINDACO PII, EVITA DI “RISCALDARE” IL FUTURO DEL PAESE , MANIFESTANDO IL SUO SOSTEGNO ALLA POLITICA DEL GOVERNO BERLUSCONI.

PII ESALTA TUTTE LE SUE CONTRADDIZIONI POLITICHE.
IERI IN CAMPAGNA ELETTORALE HA “SBANDIERATO LA SUA FEDE DI SINISTRA”
OGGI HA “UFFICIALIZZATO LA SUA FEDE DI DESTRA”.

                                    PII “OSTAGGIO” DELLA “DESTRA”
COSA NON INTERESSA A BERLUSCONI E PII:
A PII NON INTERESSA IL MIGLIORAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE VIARIE (VEDI STRADA DI MENSANELLO), PER RILANCIARE L’ECONOMIA
A PII NON INTERESSA LA MACCHINA “COMUNE”, LA SUA EFFICIENZA CHE ATTRAVERSO IL BLOCCO DEL TURN-OVER NON PUO’ GARANTIRE AI CITTADINI QUELLA QUALITA’ NECESSARIA PER SOSTENERE I SERVIZI.
A PII NON INTERESSA IL SOSTEGNO ALL’AGRICOLTURA
A PII NON INTERESSA L’UNIVERSITA’, LA CULTURA IL FUTURO DI QUESTO PAESE
A PII NON INTERESSA IL SETTORE MANUFATTORIERO, CHE QUI IN VALDELSA COINVOLGE MIGLIAIA DI FAMIGLIE IMPIEGATE NEL SETTORE CAMPER E CRISTALLO

                    COSA INTERESSA A PII ?
A PII INTERESSA: SALVARE SE STESSO, E COLORO CHE NEGLI ANNI HANNO DEVASTATO IL NOSTRO TERRITORIO ATTRAVERSO SPECULAZIONI EDILIZIE DA TEMPO AL VAGLIO DELL’AZIONE GIUDIZIARIA:
“LE VIGNE” ; “CAVALLANO”; “SAN SEVERO”; “LA SUVERA”"PIETRALATA” “POGGIO MARINO” “LA SELVA”

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“Acqua, che cosa può succedere”

Inserito da casoledelsa il 24 Novembre 2009

“Acqua, che cosa può succedere”.Associazione ecologisti democratici e governo.

SIENA23.11.2009indietroL’acqua Che cosa pensa del problema l’associazione degli ecologisti democratici

Il tema dell’acqua in provincia di Siena non è certo marginale. Nel Chianti e in Val di Chiana la scarsità d’acqua nel periodo estivo è ormai una costante. In varie zone pessima è la qualità di questo bene essenziale (si pensi a Rapolano) Del resto la stessa città capoluogo è alimentata per l’80% dalle acque del Luco molto calcaree. Fortunatamente il restante 20% arriva dall’Amiata dalla sorgente del Vivo: un’acqua molto dolce questa che mescolata all’altra a Montarioso consente di migliorare leggermente le caratteristiche dell’acqua che beviamo in città. Il progetto di collegamento, in parte già avviato, con l’invaso del Montedoglio (680 milioni di metri cubi, in provincia di Arezzo sul fiume Tevere) con tubature interamente nuove tra il depuratore di Foiano della Chiana e Montarioso, passando da Rapolano. dovrebbe risolvere il problema della qualità dell’acqua e di certe carenze idriche, anche se per il Chianti appare essenziale la creazioni di piccoli invasi, come quello ipotizzato sul torrente Arbia a Castelnuovo Berardenga. In questa situazione gli Ecologisti Democratici si domandano:che succederà con la decisione del governo e del parlamento italiano che di fatto impone agli enti locali di affidare la gestione delle acque interamente in mano dei privati? Chi farà gli investimenti necessari a risolvere i problemi del senese? Continueranno ad investire il pubblico e la Fondazione per poi lasciare a terzi il compito di una gestione fatta seguendo solo i criteri del profitto? Il risultato quale sarà? Che i costi se li sobbarcherà il pubblico e i profitti andranno ai privati? Non ci sembra un buon criterio. Non vogliamo fare la difesa acritica degli Enti Pubblici di cui spesso le inefficienze sono sotto gli occhi di tutti, ma ancora una volta il governo da un lato si lancia ogni giorno in proclami di federalismo spinto e poi nella pratica, come già accaduto con la legge per il rilancio del nucleare, fa approvare norme al Parlamento in cui si espropriano Regioni ed enti locali di qualsiasi autonomia. Si arriverà infatti all’assurdo, nell’ottica del federalismo, che le Ato (in sostanza i comuni) non saranno libere di scegliere a quale gestore affidare il servizio di erogazione dell’acqua, ma potranno mettere in gara solo imprese a capitale di maggioranza privato. Ci domandiamo che fine farà quell’Acquedotto Pugliese società interamente pubblica e tra le prime in Italia esempio di efficienza in una regione tra l’altro dove di acqua non ce n’è. E quando la maggioranza azionaria dell’Acquedotto del Fiora diventerà privata, potremo ancora “indignarci” per un deposito cauzionale? Nella fase poi in cui la Regione Toscana è impegnata nell’elaborazione di un “Patto per l’acqua” che dovrà definire le strategie per il futuro della nostra regione, riteniamo che ben più importante sia un altro problema più generale e squisitamente ambientale

Umberto Trezzi Coordinatore provinciale Ecologisti Democratici

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IL PD NON CI STA’ - Manifestazione contro il Governo - IL PD di Casole scende in piazza

Inserito da casoledelsa il 23 Novembre 2009

Il Governo viene a Siena con tre ministri e due sottosegretari per la decima tappa di “Governoincontra”.

Un migliaio di operai, studenti, cassaintegrati e semplici cittadini hanno manifestato oggi pomeriggio contro un Governo che è assente da 18 mesi sui problemi della provincia di Siena.

Anche una rappresentanza del PD di Casole ha voluto essere presente per manifestare contro chi fa della “visibilità” il suo credo mentre la criusi economica stà mietendo disoccupati ed cassaintegrati.

il governo con il naso lungo  il braccino corto.

Un governo ad emissione zero per la provincia di Siena: nessun finanziamento nessun provvedimento, a favore del territorio.

IL PD ha consegnato al governo un dossier di 100 pagine con le sue proposte per lo sviluppo di Siena e della sua Provincia.

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La Provincia vara il pacchetto anti-crisi.

Inserito da casoledelsa il 21 Novembre 2009

Da Valdelsa net  del 20-11-2009

 Bezzini: ”Misure straordinarie che abbiamo adottato con grande senso di responsabilità”
“Con l’adozione di questo strumento la Provincia - spiega il presidente Simone Bezzini - dimostra vicinanza e attenzione al mondo del lavoro, ai lavoratori e alle famiglie. Le istituzioni devono essere attente e guardare ai problemi reali del territorio. Si tratta di un lungo lavoro fatto di ascolto, confronto e sintesi condiviso con le categorie economiche e le organizzazioni sindacali. A fronte di una riduzione delle risorse e davanti a mesi difficili che ci attendono, è necessario resistere alla crisi e aprire una nuova fase di sviluppo sostenibile della nostra provincia in modo dinamico. Ma guai a pensare di gestire tutto dentro i confini provinciali. Sarebbe un errore. Noi in modo responsabile siamo pronti a fare la nostra parte, ma sulla crisi occorre più attenzione da parte del Governo che deve assumersi le sue responsabilità. Noi aspettiamo risposte importanti da mesi e voglio augurarmi possano arrivare nei prossimi giorni. Alla propaganda preferiamo un confronto costruttivo e basato sui contenuti”.

Gli obiettivi

Obiettivo principale del Piano quello di rinforzare il sistema produttivo provinciale, stimolando e accompagnando le imprese ad intraprendere percorsi di innovazione. Al tempo stesso quello di migliorare il welfare, le politiche sociali e assistenziali destinate ai cittadini, alle famiglie e ai lavoratori, tenendo in considerazione i cambiamenti della società e del mondo del lavoro. Il Piano sottolinea la necessità di proteggere temporaneamente il capitale industriale, tecnologico e le risorse umane presenti all’interno del sistema produttivo provinciale allo scopo di superare la fase più critica della crisi ed agganciare tempestivamente la fase di ripresa. Così facendo punta ad evitare una drastica caduta dell’occupazione e del reddito da lavoro nei principali settori economici provinciali che, una volta verificatasi, porterebbe ad una conseguente caduta dei consumi e, di riflesso, della stessa produzione. Tre le macro aree di intervento del pacchetto, il sostegno al reddito e all’occupazione, il sostegno al sistema produttivo locale e azioni sugli investimenti a sostegno della domanda interna.

“Con l’elaborazione di questo documento abbiamo dimostrato di avere la capacità di proporre risposte concrete alle necessità dei cittadini in difficoltà - ha detto Marco Nasorri (Pd) - Tutti insieme possiamo andare oltre la crisi. Le istituzioni di questo territorio non hanno perso tempo e non si sono nascoste. Da questa crisi non usciamo se non ci sarà un ruolo attivo del Governo nazionale. Noi non disconosciamo le nostre responsabilità, ma il Governo faccia la sua parte”.

“Oggi pensavo di dover discutere un documento sulla crisi provinciale e sugli strumenti per uscirne - ha detto Donatella Santinelli (PdL). E’ però del tutto evidente che, pur condividendo lo sforzo di impostazione, questo documento è carente su alcuni settori, come quello agricolo e manca di una strategia strutturale per uscire dalla crisi e così si torna a chiamare in causa sempre il Governo centrale. Ma la Provincia che apertura ha dato al Governo? Credo che si debba trovare una posizione di avvicinamento tra le parti che contribuisca a dare consistenza in termini di risposte alla crisi”.

“L’obiettivo di questo Consiglio - ha spiegato Roberto Renai (La Sinistra per Siena) - era quello di creare una discussione organica basta su contributi di idee. Così non è stato. Il contributo delle opposizione deve essere maggiore e migliore. Ringrazio la Giunta per lo straordinario lavoro che ha fatto caricandosi di una responsabilità enorme. Cosa che invece non ha fatto il Governo. Dalla crisi non si esce con la demagogia ma con proposte concrete e controproposte organiche”.

“Questo documento è stato tenuto nascosto fino a settembre sottraendolo ad una discussione - ha detto Gabor Rossi (Lega Nord) - Un piano che confonde e illude i cittadini. Da una parte richiama quanto già conoscevamo, dall’altra enuncia solo bei discorsi. La Fondazione ricopre d’oro tutto il territorio e voi non siete riusciti e risolvere i problemi ma solo a prosciugare le risorse disponibili con l’assistenzialismo”.

“A questo Governo - ha spiegato Antonio Giudilli (IdV) - manca la capacità di ridare slancio all’economia. E’ il Governo centrale che deve predisporre un piano anti crisi credibile ed efficace. La Provincia ha fatto il massimo per quanto di sua competenza”.

“Mi rammarico - ha detto Antonio Falcone (PRC - Comunisti Italiani) - perché avevo chiesto che la discussione avvenisse in altro modo. La Giunta ha fatto il suo dovere, i gruppi consiliari non sono stati capaci di elaborare un approfondimento. Il Consiglio Provinciale aperto non ha offerto dati certi, ne una presenza rappresentativa. Così pur riconoscendo alla Giunta l’impegno profuso in questi mesi, lo ritengo esclusivamente politico ma non traducibile in capitoli di bilancio e quindi in azioni concrete”.

Sull’importanza del documento approvato si sono espressi anche i consiglieri Di Iacovo, Taccioli, Mannucci e Bianchi (Pd) rimarcando la portata degli interventi messi n campo per sopperire con misure e risorse del territorio ad una crisi di livello internazionale e nazionale. I consiglieri Mori e Michelotti (PdL) hanno invece sottolineato come il Governo nazionale stia facendo la sua parte e come le opposizioni con senso di responsabilità hanno elaborato proposte concrete su cui aprire un confronto.

Le principali misure contenute nel pacchetto anti-crisi

Molte le misure e gli interventi inclusi nel piano come il protocollo per l’anticipo del trattamento di cassa integrazione straordinario o in deroga per i lavoratori, gli incentivi per l’assunzione di persone con disabilità o disoccupate che abbiano compiuto 45 anni; gli incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato di disoccupati o inoccupati, lavoratori iscritti nelle liste di mobilità della Provincia di Siena, in CIGS; incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato di donne attraverso contratti di lavoro part-time e full-time o giovani laureati.

Tra le altre misure la stabilizzazione dei lavoratori atipici, misure per l’imprenditoria femminile, interventi per il sostegno al reddito delle famiglie e per riqualificare il capitale umano. Altro capitolo quello dedicato ai progetti di alta formazione, le azioni per garantire adeguate condizioni di liquidità al sistema delle imprese e per accompagnare processi di ristrutturazione aziendale o quelle per favorire il radicamento e lo sviluppo del sistema economico-produttivo provinciale.

Infine il sostegno alla crescita del sistema produttivo con azioni a favore della ricerca e all’innovazione delle imprese - bando ricercatori in azienda e la definizione di un programma di marketing e promozione dei centri di innovazione presenti in provincia di Siena (Siena Nanotech, TLS, Unisi, Centro Torrita), azioni a sostegno del settore agricolo e dello sviluppo rurale, la nascita di una filiera integrata del turismo e il rilancio della destinazione termale di Chianciano Terme, così come il sostegno alla nascita e al consolidamento di settori emergenti ed innovativi (energie alternative, marketing territoriale), oltre alla realizzazione di politiche infrastruttturali.

Il Consiglio Provinciale ha respinto con il voto contrario del Pd, de La Sinistra per Siena e IdV un ordine del giorno del PdL sulla crisi economica e un ordine del giorno, sempre in tema di crisi economica presentato dai consiglieri Santinelli, Rosso e Mori (PdL), in riferimento alle aziende agricole. Approvato, invece, un ordine del giorno presentato dal consigliere Nasorri sulla crisi economica.

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“Il PD per il futuro di Casole” incontro dibattito

Inserito da casoledelsa il 21 Novembre 2009

  

CIRCOLO TERRITORIALE DI CASOLE D’ELSA

Mercoledì 25 Novembre 2009 ore 21.15

INCONTRO E DIBATTITO con iscritti e simpatizzanti sul tema:

                    Il  PD per il futuro di Casole

INTERVERRANNO:
Tiziano Scarpelli
della Segreteria PD e Assessore politiche del lavoro Prov. di Siena

Marco Spinelli
Candidato a Consigliere Regionale - Ex Sindaco di Colle

Claudio Cavicchioli
Capogruppo PD - Consiglio Comunale di Casole

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Dibattito “No al nucleare!”

Inserito da casoledelsa il 21 Novembre 2009

                                                       NO  AL  NUCLEARE

Il Partito di Rifondazione Comunista organizza un pubblico dibattito con la popolazione per discutere le ragioni dell’opposizione alla costruzione delle centrali nucleari in Italia.

Centro Congressi di Casole Luned’ 23 Novembre ore 21.15

                      Nucleare: se lo conosci lo eviti

sarà presente l’autore dell’omonimo libro Marco Bersani, rappresentante ATTAC - Italia

inoltre l’ingegnere Fabio Latini relazionerà sugli aspetti tecnici della costruzione delle centrali nucleari e dei relativi pericoli

                              Tutti i cittadini sono invitati

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NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI

Inserito da casoledelsa il 20 Novembre 2009

Firma l’appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

 
Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.
Oggi quell ‘impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele

 

 

 

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Fondazione Mps: erogazioni del 2009 - Assegnazioni a Casole d’Elsa: Edificio Scolastico - Valle del Sole -Coro Bianciardi - Parrocchia Mensano

Inserito da casoledelsa il 19 Novembre 2009

 

La Fondazione Monte dei Paschi ha diramato il comunicato con cui annuncia le erogazioni per il 2009.

AL COMUNE DI CASOLE D’ELSA  EURO 150.000,00  per arredo nuovo edificio scolastico.

altre erogazioni ricadenti sul nostro territorio:

Coro Francesco Bianciardi - Casole d’Elsa

Svolgimento attività istituzionale  Euro  1.000,00

Parrocchia di San Giovanni Decollato a Mensano

Lavori di Restauro Strutturale del Complesso Monumentale

Euro 70.000,00

Valle del Sole Soc. Coop.va Sociale _Casole d’Elsa

Realizzazione di un intervento educativo per giovani diversamente abili:

Euro 20.000,00

 

La situazione di crisi ha portato l’organismo guidato da Gabriello Mancini a dare “una risposta forte, assicurando al proprio territorio di riferimento un sostegno consistente attraverso cifre importanti destinate soprattutto allo sviluppo locale ed al sociale, che vede aumentare la propria quota fino ad arrivare ai 40 milioni di euro”.

Sono comunque 180 i milioni erogati, di cui poco meno di 108 quelli che la Fondazione impegna quest’anno per la sua attività istituzionale, a cui si aggiunge l’accantonamento di 64 milioni di euro destinati al Fondo di stabilizzazione delle erogazioni.

La Deputazione Amministratrice ha approvato questa mattina la distribuzione degli utili a valere sul Bilancio 2008 e, nel contesto, ha presentato nel dettaglio le “erogazioni 2009″.

“Chiara la volontà di dare accoglienza comunque adeguata, pur alla luce delle minori risorse disponibili, alle richieste arrivate con il bando ordinario 2009, a cui si unisce la responsabile decisione di forti accantonamenti a garanzia delle erogazioni future.

Del resto una prima risposta concreta alle istanze della comunità senese era venuta dalla Fondazione Mps con la sottoscrizione per un importo di 15 milioni di euro dell’aumento di capitale della Finanziaria Senese di Sviluppo e poi con il bando straordinario dello scorso gennaio, mediante il quale sono stati erogati complessivamente 17,4 milioni di euro per i settori dello sviluppo economico e del sociale.

Le erogazioni vedono dunque attivata una massa consistente di contributi, 179,8 milioni di euro (233 milioni lo scorso anno, ma fu un dato record, lontano dalle medie precedenti), dovuta anche a 14 milioni recuperati da somme erogate in passato e non utilizzate. A costituirne la parte preponderante sono naturalmente i 108 milioni di euro (165 nel 2008) destinati ai progetti di terzi, a cui si aggiungono i 17,4 del bando straordinario, i 36,4 milioni che la Fondazione ha destinato a interventi diretti in settori di particolare rilievo, attraverso i progetti propri come ad esempio Accademia Chigiana, Siena Biotech, Vernice Progetti. Da considerare infine la somma di 18 milioni, suddivisa in parti uguali tra Progetto Sud e Fondi Regionali per il Volontariato.
A fronte delle 3.000 domande giunte alla Fondazione (furono 3.633 lo scorso anno), dopo un’accurata analisi effettuata in questi mesi dalla struttura e quindi dalle commissioni della Deputazione Amministratrice, ne sono state ammesse 2.626 (3.173 lo scorso anno) e di queste 1.006 (1.345 nel 2008) hanno ottenuto il finanziamento. Una rigorosa scelta selettiva compiuta tenendo conto di criteri di priorità quali il completamento dei progetti già avviati, la realizzazione di infrastrutture (tra cui sedi per le associazioni del volontariato o impianti sportivi), l’immediata e concreta ricaduta sul territorio, il sostegno alle categorie deboli. Altro criterio importante la capacità di fare sistema, come nel caso della cablatura del territorio senese o del protocollo fra i comuni montani del grossetano per la riqualificazione dei centri urbani.

E’ ancora il territorio della provincia di Siena, così come lo statuto della Fondazione prevede, il principale beneficiario degli utili, con oltre 89 milioni di euro, che rappresentano l’82,45% del totale, salendo a quota 84,03% se si considera anche l’incidenza del bando straordinario. Al resto della Toscana, come sempre tenuta nella massima considerazione, sono stati destinati oltre 15 milioni di euro, pari al 13,92 %, di cui 6,6 milioni assegnati al territorio grossetano, 6,11%. L’impegno nei confronti delle altre regioni italiane si attesta su 3,9 milioni (3,62%), ma va ricordato anche il finanziamento di circa 9 milioni al Progetto Sud.

La ripartizione geografica conferma l’impegno della Fondazione Mps nei confronti del territorio senese, e proprio la massima considerazione verso le difficoltà esistenti si è concretizzata in un’inversione del trend degli ultimi anni, portando ad una crescita della percentuale di erogazioni destinata alla nostra provincia. Era stata infatti del 78,56% nel 2005, dell’81,71% l’anno successivo, dell’80,32% nel 2007, dell’81,42% lo scorso anno. Impegno che si estende anche al territorio grossetano verso il quale viene mantenuto forte il legame storico con un sensibile aumento di risorse. Da sottolineare inoltre significative erogazioni in ambito regionale ed anche nazionale dove c’è stata particolare attenzione per alcune aree territoriali quali Mantova, il Veneto, il Piemonte, la Puglia.

Fra i settori rilevanti, allo sviluppo locale ed edilizia popolare è toccata la maggior quota parte delle erogazioni, con oltre 41,7 milioni di euro, tutti distribuiti sul territorio senese. Tra questi oltre 4,5 milioni sono stati destinati al Progetto Casa, che coinvolge i comuni della provincia senese, con una cifra consistente, 1,5 milioni, stavolta finalizzata ai fondi integrazione canoni di affitto. Ammontano a oltre 32 i milioni destinati finora dalla Fondazione a tale progetto.

A seguire troviamo l’arte e la cultura, con quasi 20 milioni, ai quali vanno aggiunti gli interventi diretti della Fondazione, tra cui i progetti propri Accademia Musicale Chigiana e la società strumentale, Vernice Progetti Culturali.
Quindi il settore dell’educazione, istruzione e formazione destinatario di oltre 16,7 milioni di euro.
Al quarto posto la sanità, che ha ricevuto oltre 10,4 milioni di euro.
Ed ancora la ricerca scientifica con più di 7,6 milioni, una cifra che conferma l’impegno della Fondazione Mps la quale, oltre a sostenere le attività dell’Università agli Studi di Siena, dell’Università per Stranieri, degli altri atenei toscani e italiani, nonché di numerosi istituti di rilevanza nazionale, porta avanti il progetto della sua società strumentale, Siena Biotech, a cui si aggiunge la partecipazione in “Toscana Life Sciences”, il parco scientifico e polo tecnologico con sede a Siena, attraverso anche la società strumentale Biofund.

Nei rimanenti settori particolare rilievo e priorità agli interventi su volontariato, welfare, assistenza anziani, giovani e categorie deboli. Considerando che proprio al sociale erano andati quasi 13 milioni del bando straordinario i finanziamenti nel comparto raggiungono un tetto che oltrepassa i 40 milioni di euro, di gran lunga superiore ai 31 milioni dello scorso anno.
Da sottolineare anche la cifra di oltre 2,6 milioni destinata a progetti di protezione e qualità ambientale e quella per il sostegno all’attività sportiva, che si attesta su una somma superiore ai 2,5 milioni di euro.

Ai progetti di cooperazione internazionale assegnati quasi 1,4 milioni di euro, a cui va aggiunta la seconda tranche di 1 milione di euro per il progetto proprio articolato su base triennale “Fondazioni4Africa”, condotto in collaborazione con altre tre Fondazioni: Compagnia di San Paolo, Cariplo e Cariparma.
Con le quote di co-finanziamento per un ammontare di oltre 206 milioni, verranno complessivamente attivate risorse per circa 315 milioni di euro.
Nella distribuzione dei contributi l’orientamento è stato ancora una volta quello di privilegiare i progetti di consistenza superiore ai 500 mila euro, che rappresentano il 56,56 % del totale, mentre il 29,77 % è compreso nella fascia tra 100 mila e 500 mila euro. Soltanto il 2,76 % delle erogazioni riguarda cifre inferiori ai 20 mila, un sostegno comunque insostituibile per tutta la rete di molteplici attività che si svolgono sul territorio nell’ambito dell’associazionismo e che costituiscono un forte impulso al rafforzamento del tessuto sociale della comunità”.

Tutti i progetti finanziati e i relativi importi sono visibili sul sito www.fondazionemps.it

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ACQUA: SI ALLA PROPRIETA’ PUBBLICA NO ALLA PRIVATIZZAZIONE

Inserito da casoledelsa il 18 Novembre 2009

Il governo, la Lega Nord e il Pdl, con il ventisettesimo ricorso al voto di fiducia che espropria il Parlamento, sta per mercificare l’acqua: un bene essenziale per la vita.

Se questa legge sarà approvata nelle prossime ore sarà cancellata una conquista di civiltà il principio per il quale tutte le acque sono pubbliche, come recita l’articolo 1 della Legge 36 del 1994, meglio conosciuta come Legge Galli.

Mentre si inneggia al federalismo fiscale, che rimane una legge manifesto senza decreti attuativi, le comunità locali vengono espropriate della libertà di scelta sulla forma migliore di gestione del servizio idrico, come avviene in tutti i paesi d’Europa, a partire da Francia e Germania.

L’articolo 15 del decreto legge 135/09, frutto di un blitz al Senato senza una discussione adeguata sulla riforma dei servizi pubblici locali, rischia di provocare la paralisi dell’intero settore, visto che si fermerebbero gli investimenti programmati, verrebbe meno la manutenzione delle infrastrutture esistenti, con un peggioramento della qualità delle reti e del servizio per i cittadini e per le imprese.

Per il Pd occorre scongiurare la privatizzazione e tutelare, in ogni modo, la proprietà pubblica del bene acqua, investire per migliorare il servizio idrico, per investire nella vita e nell’ambiente. L’uso dell’acqua per il consumo umano deve essere prioritario rispetto a tutti gli altri usi. L’acqua è una risorsa che va salvaguardata e utilizzata secondo criteri di solidarietà, per rispettare le aspettative ed i diritti delle generazioni future, a poter fruire di un patrimonio ambientale integro.Gli usi delle acque sono e devono rimanere pubblici per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche.

La gestione industriale del servizio idrico deve rimanere a controllo pubblico, per ottimizzare costi, ridurre sprechi ed inefficienze che si scaricano sulle tasche dei cittadini, non può essere dominata dal profitto, limitandosi alla giusta remunerazione degli investimenti. Una privatizzazione selvaggia rischia di mettere a rischio la qualità del servizio, l’occupazione del settore, le opere per nuovi acquedotti.

Per il Pd si deve tornare in Parlamento a discutere di una riforma condivisa che possa salvaguardare l’acqua come bene pubblico.

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