Cara iscritta, caro iscritto,
sono Ignazio Marino, il terzo uomo: il candidato fuori dagli schemi, fuori dagli apparati, fuori dalle correnti e dalle appartenenze passate.
Due anni fa abbiamo dato vita al PD per guardare al futuro, per riportare giustizia, affermare il merito, per mettere al centro le persone, dare loro coraggio. Ma non ci siamo riusciti, non abbiamo ancora identità, idee e proposte chiare. Perdiamo consensi anziché guadagnarne. Ecco perché ho deciso di candidarmi: voglio un PD capace di sostenere idee chiare e forti, efficaci nel rispondere alle paure delle persone e nel dare loro nuove speranze.
Non mi riconosco in questo PD che parla con tante voci quante sono le correnti. Chi mi sostiene parla con una voce sola, dice si e no netti: si al contratto unico, al salario minimo garantito, al reddito di solidarietà; no al nucleare; no ai respingimenti e si a regole chiare per l´immigrazione; si alle unioni civili, si al testamento biologico. E, ancora, si al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia, si all´energia rinnovabile, si alle pari opportunità e al merito, si al rapporto diretto tra elettori ed eletti con primarie e collegi uninominali.
È con questo spirito che affronto il congresso, senza paura, senza rendite di posizione, consapevole che serve un salto in avanti e che dal confronto democratico uscirà un PD più forte e unito. Ho stima di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, hanno un´esperienza politica molto più lunga della mia, rappresentano elementi importanti della nostra storia, hanno avuto responsabilità politiche e di governo già nel secolo scorso.
Ma alla mia proposta di un confronto pubblico per permettere agli iscritti di valutare cosa abbiamo da dire e scegliere quali idee preferiscono, Franceschini e Bersani hanno detto no: propongono di confrontarsi solo dopo l´11 ottobre, invocando il rispetto per gli iscritti. Ma proprio non capisco: è più rispettoso degli iscritti fare un confronto prima che si chiudano i congressi dei circoli o quando tutto è finito?
Il partito che ho in mente è laico, federale, decentra le risorse sul territorio, considera iscritti e circoli i veri “capi” dell´unica corrente che vorrei: la corrente dei circoli.
Vi invito a leggere le nostre proposte, a partecipare tutti ai congressi di circolo, a scegliere su idee e valori che preferite.
Bersani e Franceschini hanno dalla loro strutture e apparati invidiabili, e tuttavia penso che il significato della mia candidatura sia più forte e capace di parlare al cuore e al cervello di quei tanti italiani che non fanno ancora parte del nostro PD. È arrivato il momento in cui il coraggio deve prevalere sulla timidezza, è arrivato il momento di rischiare con entusiasmo, di investire sul futuro, per vivere il PD e cambiare l´Italia.
I recenti e continui attacchi alla libertà e alla correttezza della stampa e dell’informazione portati avanti in queste ultime settimane da parte del premier e dai suoi collaboratori, compresi i media di sua proprietà, non possono certo passare inosservati,
tanto che ogni giorno i sono oggetto di articoli, critiche ed approfondimenti da parte delle più importanti testate giornalistiche europee ed americane.
Come coordinamento territoriale del Partito Democratico di Casole d’Elsa esprimiamo il nostro dissenso e la nostra preoccupazione verso l’atteggiamento anomalo del Presidente del Consiglio nei confronti di alcuni giornalisti e di una parte della stampa che cerca di mettere in luce verità per lui scomode. Questa stampa risulta quindi sgradita al presidente Berlusconi, che, invece di rispondere coi fatti a delle domande legittime, minaccia querele e invita a boicottare la pubblicità verso certa stampa, oppure, di fronte a critiche come quelle ricevute da Avvenire, scatena i suoi collaboratori ed i suoi giornali con l’obiettivo unico di screditare.
Si profila uno scenario preoccupante, al limite dell’intolleranza verso chi esprime in modo legittimo opinioni critiche o disapprovazione. L’ultimo esempio è quello del Presidente della Camera Fini, fortemente attaccato da Il Giornale (di proprietà della famiglia Berlusconi) e dal suo direttore dopo aver criticato l’operato del Governo e della maggioranza ed il comportamento del premier.
Un fatto è screditare un avversario, o comunque uno che la pensi diversamente, un altro fatto è l’inalienabile diritto alla critica e soprattutto all’informazione precisa e puntuale, sia per cittadini, sia per chi fa dell’informazione la propria professione. In queste settimane sembra si sia perso di vista questo importante aspetto, avvelenando un clima politico già di per sé teso, con una crisi che mette in difficoltà le famiglie e le imprese e per cui il Governo pare avere risposte labili.
I questi giorni, proprio alla luce di questi fatti, è necessario far sentire la propria voce, con una grande mobilitazione per dire no agli attacchi alla libertà di stampa del Presidente del Consiglio e per contribuire ad un’informazione sempre più completa e libera. E’ quella che sta preparando il Partito democratico senese in vista della grande mobilitazione nazionale prevista a Roma per il 19 settembre. La macchina organizzativa provinciale si è messa in moto in questi giorni e sta organizzando pullman per portare il maggior numero di persone possibile alla volta della Capitale.
Chiunque fosse interessato a partecipare alla manifestazione e volesse prenotare un posto in pullman, può telefonare allo 0577 229256 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13.
Per questo, dunque, il 19 settembre dovremo essere a Roma ‘in massa’, e far sentire la nostra voce insieme a quella di tanti altri democratici che arriveranno da ogni altra parte d’Italia”.
PD coordinamento territoriale Casole
Comunicato Federazione Giornalisti
La manifestazione del 19 settembre è importante per potere continuare a svolgere con dignità questo mestiere.
E’ importante per assicurare al Paese un diritto fondamentale: sapere cosa succede nella nostra Repubblica.
E’ importante per l’effetto a catena che le leggi in arrivo e la querela delle domande pongono: non potremo più scrivere di alcun atto, di alcun tipo, potremo essere soggetti a querele civili nel caso le domande da noi poste fossero giudicate capziose.
E’ importante perché riguarda noi tutti.
ESSERCI SARA’ IMPORTANTE, DELEGARE NON E’ PIU’ POSSIBILE.
In occasione della manifestazione del 19 settembre per la libertà di stampa che si terrà a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16.00, si sta costruendo in questi giorni una rete logistica per permettere a chiunque di poter arrivare a Roma e prendere parte all’evento.
Da Colle Val d’Elsa verrà organizzato un pullman per Colle-Poggibonsi-Casole.
Chiunque voglia partecipare può rivolgersi a Bruno cell. 334.6889032.
PD Territoriale Casole d’elsa
Dall’Unità del 12 Settembre 2009
Cofferati: «Come nel ‘69 il mondo del lavoro deve difendere i suoi diritti»
di Rinaldo Gianola
Sarebbe bello se i lavoratori riscoprissero oggi lo spirito del 1969. L’azione collettiva, nel sindacato unito e forte, è la sola che consente a chi lotta di raggiungere risultati positivi. Le scelte individuali, isolate, non portano da nessuna parte». Con Sergio Cofferati l’impegno era di ricordare con l’Unità l’autunno caldo di quarant’anni fa: una straordinaria stagione di cambiamento e di democrazia, quando gli operai si alzarono in piedi e presero il destino nelle loro mani. Ma dobbiamo fare i conti con le lotte di questi giorni. «Se non stiamo sul tetto non esistiamo» dicono gli operai della Esab, mentre i precari si mettono in mutande e altri lavoratori occupano uffici o salgono sulla gru. Le cronache della crisi sociale di questa triste Italia sono piene di proteste clamorose, che spesso sfuggono al sindacato. Tra passato e presente, cerchiamo di ragionare su cosa sta succedendo con l’ex leader della Cgil.Autunno 1969, Sergio Cofferati è alla Pirella Bicocca. Cosa faceva?
«Entro in Pirelli il 9 giugno 1969, avevo 21 anni. Il giorno dopo faccio il primo sciopero». Un predestinato… «Ma no… La Bicocca aveva 13 mila dipendenti ed era la più grande fabbrica di Milano (l’Alfa Romeo di Arese non era ancora decollata). Dalla fine del 1968 la fabbrica era in lotta. Prima con il rinnovo del contratto di categoria gomma-plastica che aveva alzato il profilo dell’azione operaia e poi con la vertenza sul cottimo: con questa si apre simbolicamente a Milano l’autunno caldo. È una battaglia chiave: i lavoratori chiedono di aumentare le tariffe di cottimo e di introdurre prime forme di controllo sull’organizzazione del lavoro. Si tratta di una grandissima novità culturale. I lavoratori conquistano il “Comitato cottimo” dove i rappresentanti sindacali valutano, contestano e modificano le tabelle».
E lei? «Beh, questo era il miolavoro di tecnico. Mi occupavo di tempi e metodi dell’organizzazione. Studiai la prima “isola” produttiva nel settore dei cavi ».
Politicamente che aria tirava?
«Altri tempi. In Bicocca c’erano i sindacati confederali e il Comitato unitario di base (Cub). Poi le sezioni di pci, dc e psi. Presenti i gruppi extraparlamentari: Lotta continua, Avanguardia Operaia, il Movimento studentesco. All’inizio rappresentavo l’Ms perchèmi ero iscritto alla facoltà di Matematica. Entrai nel pci nel 1972. La fabbrica era unascuola di lotta e di democrazia. Incontrai grandi dirigenti come i comunisti Tadini e Bonalumi, il socialista Bonfanti.Congli extraparlamentari i rapporti erano tesi,maricordo dei bei personaggi come Cipriani di Ao e l’operaio Mario Mosca».
L’accusavano di essere un “destro”. È vero?
«Certo. Lavoravo a contatto con la direzione e alcuni compagni mi contestavano. Dicevano che non potevo usare gli strumenti del padrone e poi difendere i lavoratori. Io rispondevo che era meglio per tutti noi conoscere i meccanismi della fabbrica e dell’organizzazione. Che discussioni… mi ritengo fortunato: ho incontrato in quegli anni delle persone straordinarie ».
Autunno caldo è sinonimo di partecipazione, ungrandemovimentocollettivo. Cosa successe?
«Nel 1969 milioni di lavoratori presero davvero coscienza delle loro condizioni e del loro ruolo nella società. L’enorme mobilitazione era indotta da un’azione forte di tutto il sindacato. L’unità confederale fu un motore decisivo. In più c’erano il merito, la qualità delle richieste sindacali e l’ingresso di una nuova leva di operai e impiegati con i loro interessi, aspirazioni, stili di vita. E poi il clima generale: quello che accadeva in Bicocca, a Mirafiori, a Porto Marghera aveva uneffetto moltiplicatore sulle speranze e sulla volontà di milioni di lavoratori ».
Quale fu lareazionedegli imprenditori a quel movimento?
«La Pirelli aveva una sua originalità nel panorama industriale. Nonostante le forti tensioni, l’azienda manteneva un orizzonte aperto, Leopoldo Pirelli era unuomo che guardava avanti, fu pure l’ispiratore in quegli anni della riforma di Confindustria. Certo la grande avanzata dei lavoratori era vista come una minaccia dai poteri più oscuri e reazionari del Paese: nel dicembre 1969 c’è la strage di piazza Fontana e inizia un’altra tragica storia ».
Qual è oggi l’eredità del 1969?
«Considero quella dell’autunno caldo un’eredità storica importantissima. Nel 1969 ci fu l’affermazione del ruolo nazionale della classe operaia, dei produttori di ricchezza. I lavoratori sono stati poi decisivi per consentire al Paese di passare le strettorie che aveva davanti. La classe operaia è stata determinante nella lotta al terrorismonegli anni Settanta e per l’ingresso dell’Italia in Europa».
Nostalgia?
«I lavoratori, i sindacati devono riscoprire lo spirito del 1969. Anche la politica e gli imprenditori dovrebbero guardare con preoccupazione a quello che succede. Se qualcuno, nel governo o tra gli industriali, pensa che unsindacato debole, diviso possa portare vantaggi alle imprese, si ricordi che non è mai stato così e non lo sarà mai».
Oggi,davantialla crisi, i lavoratori reagiscono con proteste spesso individuali. Come le giudica?
«Queste azioni nascono dalla sfiducia, dalla paura, dall’esasperazione. Ma quando una persona sceglie di agire da sola, qualunque sia la ragione, lancia un segnale negativo. Si fa strada l’idea che si può ottenere un risultato positivo solo quando si è visibili e non quando si è forti e coesi. Si pensa che se una cosa non la dice la tv allora non esiste, ma l’effetto mediatico diminuisce man mano che queste azioni isolate si moltiplicano».
E allora, come se ne esce?
«Credo nel sindacato, nella sua funzione di rappresentanza, di organizzatore dell’azione collettiva dei lavoratori. Certo, oggi, è più difficile. C’è una frammentazione del mondo del lavoro. Da questa situazione se ne esce solo se le confederazioni ritrovano un apprezzabile rapporto unitario. Oggi non c’è un soggetto sociale o una classe che da sola può cambiare le cose. Da soli non si va da nessuna parte».
Care iscritte, cari iscritti, in questi giorni si sta votando in tutti i circoli d´Italia.
Mi rivolgo direttamente a voi perché conosco la vostra passione e il vostro
attaccamento al partito.
In ogni Festa, in ogni assemblea, in ognuno dei mille circoli di tutte le
province italiane in cui sono andato da segretario, ho ascoltato le vostre
speranze e ho capito le delusioni per quello che si poteva fare meglio e non
è stato fatto.
Perché di certo abbiamo fatto errori ma ora dobbiamo rimboccarci le maniche
e correggerli, andando però avanti nella nuova storia comune che abbiamo
appena iniziato a vivere.
Il mio impegno è questo: non tornare indietro.
Non tornare indietro rispetto alla scelta di un partito radicato nel
territorio, con un Circolo in ogni comune e in ogni quartiere. Un partito
aperto, che unisce la straordinaria forza dei nostri iscritti e dei nostri
militanti alle energie di tanti elettori pronti a lavorare con loro per un
progetto in cui credono.
Non tornare indietro rispetto all´idea di un partito ricco di diversità come
tutti i grandi partiti nel mondo. Abbiamo scelto noi di chiudere una lunga
stagione di divisioni per far nascere il Pd, la casa di tutti i
progressisti: laici, cattolici, di sinistra, ambientalisti, liberal,
socialisti. E così deve restare il Pd: il partito in cui quelle diversità
sono la ricchezza che permette di costruire la sintesi e la linea comune.
Per questo sono orgoglioso che a sostenere la mia candidatura vi sia tutta
questa varietà di storie.
Per questo sono orgoglioso che il Coordinatore della mia mozione
congressuale sia Piero Fassino.
Per questo mi si è aperto il cuore quando alla fine di agosto un vecchio
signore ha attraversato la folla che riempiva la piazza, mi ha abbracciato e
mi ha detto: “Sono l´ultimo segretario del Partito Comunista di Gallipoli ma
voterò per te, perché non mi interessa da dove vieni ma dove vuoi andare”.
Questo è il Pd che abbiamo sognato e che ora dobbiamo costruire: un luogo in
cui ognuno ha portato l´orgoglio della propria storia precedente ma in cui
si sta insieme per il futuro che si vuole costruire, per l´idea di Italia
che abbiamo.
Come sapete, quando 6 mesi fa tutti mi hanno chiesto di fare il Segretario
del Pd, in un momento molto difficile, avevo detto che il mio lavoro sarebbe
finito in ottobre. Poi ho riflettuto molto su quelle parole di Berlusconi
appena sono stato eletto: “Ecco l´ottavo leader del centrosinistra. Tra un
po´ ci sarà il nono”. Ho masticato amaro quel giorno perché ho pensato che
purtroppo non aveva torto: in quindici anni di là c´è stato sempre lui, di
qua tutti i leader che si sono susseguiti sono stati più ostacolati dal
fuoco amico che da quello avversario.
Allora mi sono detto: questa volta a decidere se devo smettere o se dopo sei
mesi devo continuare a fare il Segretario del Pd, non saranno quattro o
cinque capi chiusi in una stanza ma saranno gli iscritti e gli elettori del
Pd.
Ecco, solo questo vi chiedo: quando voterete nei Circoli e poi alle Primarie
del 25 ottobre, tra noi candidati scegliete chi vi convince di più, chi
immaginate potrà fare meglio l´opposizione e preparare le future vittorie,
ma scegliete liberi.
E´ troppo importante la scelta per seguire l´indicazione di qualcuno che
conta o per restare legati alle antiche appartenenze.
Seguite solo la vostra coscienza, fate come quel vecchio segretario del Pci:
scegliete uno di noi, ma non per la storia da cui proviene ma per quella
futura che propone al partito e al Paese.
Se farete così, chiunque vinca avrà vinto tutto il Pd.
Dario Franceschini
Cara iscritta, Caro iscritto,
in questi giorni il nostro congresso comincerà a vivere in tutti i circoli. È
il primo congresso del Pd, un congresso davvero fondativo. Abbiamo tutti la
responsabilità di costruire uno strumento utile all´Italia e agli interessi e
ai valori che vogliamo rappresentare. Il compito dei candidati è quello di
dire con chiarezza se ci sia qualcosa da correggere di ciò che abbiamo fatto
fin qui e che cosa ci sia da correggere per guardare avanti e dare nuova
forza al nostro grande progetto.
Le candidature non sono contrapposizioni; sono diverse proposte che si
sottopongono agli iscritti e ai cittadini elettori. Loro decideranno, e tutti
ci rimetteremo alle loro decisioni. Per questo la discussione può essere
serena, chiara e vera. Un partito, infatti, è una comunità di protagonisti.
Alla fine del nostro percorso congressuale dovremo dire parole chiare e nuove
all´Italia e avviare un ciclo politico che porti ad una alternativa di
governo. Questo è il nostro compito, questa è la nostra responsabilità.
Comunque la pensiate, voglio salutarvi tutti con grande amicizia e
solidarietà e augurarvi (e augurarci) buon lavoro.
Pier Luigi Bersani
Proposto il contratto di solidarietà per 250 dipendenti della ”Rimor”.
Sindacati: ”E’ possibile fermare l’emorragia occupazionale”
La forte flessione dell’industria del camper è da tempo che sta preoccupando la Val d’Elsa, terra leader in Italia della produzione del settore. La crisi economica ha peggiorato in modo grave la situazione nel nord della Provincia senese. Dai sindacato della FIOM CGIL e FIM CISL arriva la decisione di proporre un contratto di solidarietà per i lavoratori della Rimor, azienda storica nella produzione di camper con sede a Poggibonsi e a Radicofani.”Nonostante i presunti segnali di ripresa - spiegano in una nota FIOM CGIL e FIM CISL-, che a fasi alterne economisti più o meno accreditati si affannano quotidianamente ad annunciare, l’amara realtà con cui i lavoratori metalmeccanici senesi stanno facendo i conti è il perdurare del ricorso alla cassa integrazione e la preoccupante impennata dei licenziamenti specialmente nelle piccole aziende. E’ proprio per evitare di perdere ulteriori posti di lavoro che alla “Rimor”, azienda che sta risentendo di un forte calo degli ordinativi, è stato raggiunto un accordo sindacale per un contratto di solidarietà”.
L’accordo, che ancora deve essere accolto dall’assemblea dei lavoratori, prevede in sintesi che “per un anno tutti i 250 dipendenti attualmente occupati, senza distinzioni fra operai e impiegati, passeranno dalle attuali 40 ore settimanali ad un minimo, nei momenti di maggiore flessione, di 28 ore; riduzione di orario che verosimilmente non dovrebbe comunque andare oltre ad un giorno di chiusura settimanale”.
“Soluzione non solo equa in un periodo di difficoltà generale - tengono a precisare i sindacati-, ma anche la meno penalizzante il reddito dei lavoratori; infatti, grazie all’integrazione a carico dell’Inps prevista per questo ammortizzatore sociale, a fronte di 32 ore di lavoro settimanali i dipendenti avranno comunque uno stipendio pari a circa 38 ore e mezzo”.
La costruzione di quello che viene definito un “importantissimo risultato”, è dovuto alla costruttive relazioni sindacali tra FIOM CGIL - FIM CISL - RSU da una parte e Direzione aziendale della Rimor Autocaravans dall’altra, risultato che ora le sigle si aspettano venga guardato “con crescente interesse dalle Associazioni datoriali e da quelle aziende che fino a qualche tempo fa disdegnavano a priori questo tipo di soluzione”.
“Questo accordo - se legge ancora nella nota - è la dimostrazione pratica che è possibile fermare l’emorragia occupazionale in atto che con troppa disinvoltura molte aziende ritengono inevitabile. Ciò che spesso denotiamo nel comportamento delle imprese è una scarsa conoscenza di tutti gli strumenti a disposizione per superare la crisi, a cominciare proprio dal contratto di solidarietà che ad oggi rappresenta la migliore risposta a garanzia dei posti di lavoro e del reddito dei lavoratori, consentendo alle aziende di mantenere tutte le professionalità così da poter rispondere prontamente nel momento in cui il mercato darà effettivi segnali di ripresa”.
“Se è vero - e concludono FIOM CGIL e FIM CISL - che la crisi per essere superata richiede senso di responsabilità e collaborazione fra tutti i soggetti di rappresentanza sociale, questo accordo risponde appieno a questo indirizzo e inoltre il termine “solidarietà”, ritenuto spesso desueto, anacronistico ed appartenente ad una certa retorica dialettica, ritrova finalmente la sua giusta collocazione.
I membri delle Commissioni consiliari delll’amministrazione provinciale.
Commissione Garanzia e Controllo (per il Pd Fabio Panci, Marco Nasorri, Monica Cioni e Mauro Bianchi; per il Pdl Fabrizio Camastra, Lorenzo Rosso; per l’IdV Antonio Giudilli; La Sinistra per Siena Roberto Renai; per l’Udc Angiolo Del Dottore; per il Prc Comunisti Italiani Antonio Falcone e per la Lega Nord Gabor Rossi).
Commissione Affari Generali (per il Pd Marileno Franci, Alice Raspanti, Elisa Meloni, Marco Nasorri; per il PDL Marco Andreassi, Francesco Michelotti; per l’IdV Antonio Giudilli; La Sinistra per Siena Roberto Renai; per l’Udc Angiolo Del Dottore; per il Prc Comunisti Italiani Antonio Falcone e per la Lega Nord Gabor Rossi)
Commissione Sviluppo Economico, Turismo, Attività Termali (per il Pd Alberto Taccioli, Monica Cioni, Marco Nasorri, Beatrice Di IAcovo; per il Pdl Massimo Mori, Donatella Santinelli; per l’IdV Antonio Giudilli; La Sinistra per Siena Roberto Renai; per l’Udc Angiolo Del Dottore; per il Prc Comunisti Italiani Antonio Falcone e per la Lega Nord Gabor Rossi).
Commissione Uso e Assetto del Territorio, lavori pubblici, trasporti e servizi pubblici (per il Pd Marileno Franci, Marco Nasorri, Alberto Taccioli, Fabio Panci; per il Pdl Fabrizio Camastra e Lorenzo Rosso; per l’IdV Antonio Giudilli; La Sinistra per Siena Roberto Renai; per l’Udc Angiolo Del Dottore; per il Prc Comunisti Italiani Antonio Falcone e per la Lega Nord Gabor Rossi).
Commissione Agricoltura, ambiente, caccia e pesca (per il Pd Mauro Bianchi, Beatrice Di Iacovo, Marileno Franci, Marco Nasorri, per il Pdl Massimo Mori, Donatella Santinelli; per l’IdV Antonio Giudilli; La Sinistra per Siena Roberto Renai; per l’Udc Angiolo Del Dottore; per il Prc Comunisti Italiani Antonio Falcone e per la Lega Nord Gabor Rossi).
Commissione Cultura, istruzione, welfare (per il Pd Laura Mannucci, Simona Garosi, Marco Nasorri, Niccolò Guicciardini; per il PDL Marco ANdreassi, Francesco Michelotti; per l’IdV Antonio Giudilli; La Sinistra per Siena Roberto Renai; per l’Udc Angiolo Del Dottore; per il Prc Comunisti Italiani Antonio Falcone e per la Lega Nord Gabor Rossi)
RIPORTIAMO IN MANIERA INTEGRALE LA MOZIONE DEL CENTROSINISTRA AL CONSIGLIO COMUNALE APERTO DELLA FESTA DELL’ALBERAIA SULL’AGRICOLTURA.
CI PERMETTIAMO DI FAR NOTARE CHE CONTIENE ANCHE DELLE PROPOSTE PRECISE IN TEMA DI FILIERA CORTA E DI DOC CASOLE D’ELSA. SULL’ARGOMENTO SONO ANCHE GRADITI COMMENTI E INTEGRAZIONI.
(claudio c.)
FIERA DELL’ALBERAIA 2009CONSIGLIO COMUNALE APERTO
DOCUMENTO DI INDIRIZZO DEL GRUPPO CONSIGLIARE
CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA
Portiamo il saluto del Gruppo Consigliare del Centrosinistra per Casole d’Elsa, al Sindaco, agli Assessori, ai Consiglieri Comunali ed al Comitato Organizzatore della Festa dell’Alberaia a tutti i rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali.
Questa manifestazione, giunta alla nona, edizione rappresenta un importante appuntamento annuale , per il mondo agricolo e rurale, ed ha raggiunto, ormai connotati di carattere regionale.
Vorrei in particolare salutare il Comitato Organizzatore presieduto da Luigi Menichetti e ricordare che grazie all’impegno di molti volontari del luogo, si è ripresa, nove anni fa, questa antica fiera che si svolgeva in questo luogo, fin dall’inizio del secolo scorso.
I nostri ringraziamenti all’Amministrazione Comunale in carica e in particolare e a quella precedente, guidata dal Sindaco Feti che con il proprio impegno ha contribuito ad un grande accelerazione allo sviluppo di questo evento, nelle edizioni degli ultimi anni.
Salutiamo anche tutte le istituzioni che con il loro prezioso contributo ne hanno reso possibile la crescita ed il successo: citiamo in particolare la Regione Toscana, l’Amministrazione Provinciale di Siena, l’Unione dei Comuni della Val di Merse (prima Comunità Montana) la Confederazione Italiana Agricoltori e la Coldiretti, la Camera di Commercio Industria e Artigianato di Siena e la Fondazione Monte dei Paschi.
Ci auspichiamo che questo evento, pur in una naturale evoluzione intonata alle nuove tendenze dell’attività agricola, non perda quei connotati caratteristici di rappresentazione del mondo contadino e della attività rurale e che sia stimolo all’avvicinamento dei giovani ed a favorire un ricambio generazionale.
Sono invece da rifuggire tentazioni di carattere commerciale che ne potrebbero compromettere lo spirito originario e la naturale connotazione di strumento di promozione del settore agro-alimentare.
In questo contesto e al fine di sviluppare una discussione vale la pena di tracciare un minimo di quello che è lo scenario sia a livello nazionale che livello locale delle problematiche del settore agricolo.
Innanzi tutto vale la pena ricordare che anche il comparto agricolo sta risentendo della crisi economica internazionale.
Se i dati del 2008 hanno riportato una sostanziale tenuta rispetto a settori più colpiti, come quello manifatturiero, le anticipazioni sul 2009 lasciano intravedere una contrazione del reddito agricolo.
Dovuto a diversi fattori tra i quali ad esempio, l’andamento delle produzioni cerealicole: la riduzione della domanda con conseguente caduta dei prezzi all’origine, riduce ancor più i margini di valore aggiunto dell’impresa agricola.
A sostegno del settore invece è l’attività agrituristica che continua, specialmente in Toscana ed in particolare nella nostra provincia, a apportare un reddito aggiuntivo e integrativo all’attività agroalimentare all’imprenditore .
Nel comune di Casole d’Elsa ad esempio negli agriturismi, nella scorsa stagione 2008, sono transitati ben 70.000 turisti che hanno soggiornato sui nostri territori per ben 8 giorni di media, un livello quindi certamente superiore alla media nazionale che si attesta a 5 giorni medi.
Sarà quindi importate anche a livello di gestione del territorio proteggere le aree rurali da politiche abitative, che ne alterino l’alto valore paesaggistico ed ambientale.
L’imprenditore deve dal canto suo sviluppare una capacità multifunzionale, che consenta di integrare il reddito, senza snaturare la sua primaria vocazione di produttore agricolo.
Certo non ci convince la visone strategica governativa, che ci pare abbia relegato questo tipo di attività economica al ruolo di Cenerentola.
Pensiamo ad esempio al taglio delle risorse per gli investimenti del 26% , pensiamo al mancato rifinanziamento del FONDO DI SOLIDARIETA’PER LE CALAMITA’ NAZIONALI che malgrado le promesse del presidente del Consiglio Berlusconi, ancora non è stato rifinanziato.
Emergono debolezze e scarsa autorevolezza, anche in campo comunitario dove prevalgono logiche dettate dai paesi del Nord Europa e non vengono sufficientemente tutelate le tipicità dei prodotti italiani.
Pensiamo ad esempio alla nuova direttiva europea sul vino, meglio conosciuta come OCM - Vino, le cui ricadute lasciano intravedere forti preoccupazioni ai nostri produttori locali.
La mancata introduzione del divieto di zuccheraggio e le nuove regole per l’etichettatura dei vini da tavola, sono penalizzanti per le produzioni di pregio italiane e in particolare per le produzioni di origine controllata e garantita, della nostra provincia e del nostro Comune.
Ci auguriamo che l’Italia, assieme agli altri paesi europei produttori di vino, sappia creare un asse capace di modificare questi aspetti .
La vicenda ad esempio delle ” quote latte ” dove si sono profuse grandi energie da parte del Ministro Zaia, ha di fatto screditato il nostro paese
ed ha penalizzato tutti quegli allevatori che erano con le carte in regola nelle quote di produzione. Il decreto governativo, dà sicuramente grossi benefici, ma solo al 3% delle aziende ( per lo più tutte dislocate nel nord Italia) che ad oggi non hanno rispettato la legge. L’unica modifica positiva che è stata apportata, riguarda la rinuncia al contenzioso, dato positivo per il 97% delle aziende che hanno invece rispettato la legge.
Quindi le 840 mila tonnellate di latte ammesse in più, saranno ripartite a quel 3% di chi non ha mai rispettato le regole, agli altri (il 97% dei produttori) resteranno le briciole e questo crea grosse disparità tra produttori di latte italiani e quelli europei.
In quest’ottica auspichiamo quindi una visone strategica lungimirante nella politica agricola nazionale, che abbia poi conseguenti ripercussioni locali.
E’ importante il recupero di una dignità culturale che si va sempre più perdendo e che deve ripartire quindi dalle scuole e dalla cultura per riportare il settore primario, nelle scelte occupazionali delle giovani generazioni.
In questa direzione e nell’ottica di una valorizzazione dell’agricoltura locale andava anche il nostro programma elettorale, per la nascita di un Istituto Comprensivo a Casole d’Elsa con l’istituzione di una Scuola Professionale ad indirizzo appunto agricolo-forestale.
Una scuola che come previsto dai regolamenti regionali, dovrebbe rispondere alle esigenze ed alle caratteristiche del nostro territorio e favorire il ricambio generazionale e la professionalizzazione dell’attività agricola.
Uno temi poi più rilevanti di discussione per questo comparto è la semplificazione burocratica che attanaglia pesantemente le imprese agricole, in particolare le attività di allevamento e zootecnia.
Rileviamo anche la presenza di regole inique che colpiscono in maniera preponderante il piccolo agricoltore.
Esistono ad esempio delle imposizioni fiscali che non distinguono, dimensionalmente, i contribuenti richiedendo la stessa tassa ASL da produttori vitivinicoli, sia che producano 1 hl di vino che ne producano 5000 hl.
E’ da rilevare positivamente invece una proposta di legge regionale che dovrebbe rendere più semplice l’attività delle aziende agrituristiche.
Per renderle più competitive sul mercato e che riguarda la riduzione dei tempi per l’apertura di un’attività e la somministrazione di alimenti e bevande.
Un altro aspetto che è emerso nel dibattiti sul mondo agricolo è la difficoltà per l’accesso al credito delle aziende, che in momenti di crisi come questo hanno bisogno di sostegno finanziario per superare questa difficile fase congiunturale.
Sarebbe auspicabile quindi che come avviene in altri settori economici si costituissero dei Consorzi Fidi di Garanzia, che ad oggi non esistono nel mondo agricolo, ma che se opportunamente utilizzati potrebbero facilitare notevolmente la concessione di credito da parte del sistema finanziario.
Ma guardiamo adesso i numeri della realtà locale del nostro Comune:
sono presenti 125 aziende di
cui 22 con superficie inferiore a un ettaro
47 tra 1 e 10 ettari
49 tra 10 100 ettari
6 grandi tra 100 e 1000 ettari
1 oltre mille ettari
13 aziende biologiche
La superfici agricola utilizzata totale è di ha 5192
Nel 2000 la superficie agricola utilizzata era di 6021 ettari quindi in questi 9 anni le coltivazioni si sono ridotte di oltre 800 ettari.
Questi dati dimostrano ancora gli spazi e le possibilità di sviluppo nel nostro Comune, dell’attività agricolo forestale.
Sarà quindi una grande sfida quella di favorire il ritorno al settore primario come elemento di crescita economica e di creazione di nuovi posti di lavoro.
Le nostre proposte:
Le proposta principale che ci sentiamo di sostenere come Centrosinistra
è quella della filiera corta. Un Mercatale di Area in collaborazione con gli altri comuni dell’area Valdelsa.
Qui è determinante la presenza e la cooperazione, per un progetto efficace
e che abbia numeri critici di una certa consistenza.
C’è già un tavolo aperto, che vede come capofila il Comune Colle di Val d’Elsa e che porterà ad un marchio “Mercatale della Val d’Elsa”.
Il progetto prevede la costituzione di 2 nodi per la vendita dei prodotti tipici, individuabili nei locali della Cantina Sociale, in loc. Fontana e qui nella zona della Festa dell’Alberaia, che è punto di transito e crocevia per la Costa e per la zona della Val di Merse.
L’obiettivo di questa scelta è quello di coniugare le esigenze dei consumatori che possono così acquistare un prodotto di qualità ad un prezzo equo, l’esigenze degli enti : che è quella di valorizzazione e di promuovere il territorio, e le imprese agricole che sostengono il proprio reddito e possono far conoscere le proprie produzioni.
Creare quindi un sistema capace di valorizzare e cogliere tutti gli aspetti dell’intera area, includendo successivamente anche accordi con la grande distribuzione.
Questa è la nostra proposta di filiera corta.
Proponiamo inoltre lo sviluppo della DOC Terre di Casole che dovrà raggiungere una massa critica, anche come quantità di vigneti, importante per poter emergere con volumi maggiori, nel mercato vitivinicolo.
In questo senso proponiamo di aiutare i piccoli produttori con l’apertura di una cantina di vinificazione che riguardi questi territori utilizzabile quantomeno dai viticoltori di Casole d’Elsa e di Radicondoli, così da rendere conveniente l’imbottigliamento del vino anche a chi produce piccole quantità.
L’idea sarebbe quindi di prevedere un Centro Multifunzionale proprio qui all’Alberaia o nella zona dell’ex Caseificio (di proprietà regionale) con gli spazi per il Mercatale - la cantina di vinificazione - e un museo degli attrezzi agricoli.
Un centro che se opportunamente reclamizzato rappresenterebbe il nodo principale del mondo agricolo di tutta la Valdelsa.
Detto questo passiamo a quelli che secondo noi sono i compiti dell’Amministrazione Comunale che anche se indirettamente, può favorire lo sviluppo del settore.
Il Comune ha il compito e la capacità di mettere in campo e insieme le migliori risorse del territorio, per definire e favorire lo sviluppo del comparto agroforestale e agroalimentare, cercando e creando eccellenze e nuove opportunità.
Il nostro territorio ha immense potenzialità e alcune eccellenze e tipicità, che non sono però legate, come fatto in altri territori anche limitrofi, al “brand Casole”.
Non si presentano cioè sul mercato portando in modo unitario e univoco, il luogo di produzione come valore aggiunto.
Pensiamo all’olivicoltura e alla produzione locale di olio, qualitativamente eccellente e garanzia di conservazione e caratterizzazione del nostro territorio e del nostro paesaggio;
nonostante ciò l’olio di Casole non è meglio riconoscibile rispetto ad un olio “generico”: non trae dalla provenienza il valore aggiunto che potrebbe avere.
Pensiamo, da questo punto di vista, anche alla viticoltura, che si è fortemente sviluppata negli ultimi anni, anche e soprattutto grazie alla DOC e al relativo consorzio, ma che ancora deve trovare una propria netta connotazione identitaria legata a Casole: i tempi sono pronti perché questo settore faccia il salto di qualità, in termini di mercato, distribuzione, connotazione territoriale. Il Comune, presente nel Consorzio, deve dare il proprio input per una crescita del vino casolese, pretendendo che abbia nel territorio il valore aggiunto e che lo porti sui mercati nazionali e internazionali come un brand di eccellenza; una proposta che ci sentiamo di fare in tal senso è quella di dare a tutte le aziende del consorzio uno stile unico e accattivante, riconoscibile a colpo d’occhio come vino DOC di Casole d’Elsa, all’interno del quale le singole aziende si possano caratterizzare e riconoscere.
Sfruttare cioè l’ente consorzio come trait d’union, che possa far cooperare una pluralità di soggetti facendoli muovere sul mercato come un unico sistema integrato, fare un passo in più verso la promozione e la comunicazione, oltre al ruolo di controllo e di garanzia. Questo può far crescere nettamente e rapidamente questo tipo di produzioni casolesi, creando nuove opportunità di sviluppo e di lavoro, innovando sulla gestione e sulla politica commerciale. Questo può essere un traguardo cui il Comune può contribuire ad arrivare.
Proprio la parola “innovazione” riteniamo sia la chiave del futuro dell’agricoltura casolese, innovazione che vuol dire cominciare a pensare in modo diverso dal passato per stare sul mercato, ricercando settori produttivi e modalità di commercializzazione in cui siamo pressoché assenti.
Un pensiero va alla produzione ortofrutticola, che, è vero, non potrà mai competere con la produttività di altri luoghi come il sud Italia, la Maremma o la Val Padana, ma che potrebbe dire la sua e rappresentare reddito aggiuntivo per le nostre imprese.
Magari nuovi posti di lavoro se inserita in un serio progetto di tipicità del territorio e di filiera corta: mettendo insieme le varie istituzioni locali e i vari produttori, potremmo offrire alle famiglie di Casole e della Valdelsa prodotti locali ad un costo competitivo rispetto allo standard, riscoprendo il legame prodotto-territorio, importante anche dal punto di vista culturale. Progetto che potrebbe anche prevedere, la fornitura a attività di ristorazione tipica locale.
Innovazione che può portare anche verso colture non dedicate all’alimentazione umana o animale, come piante per usi industriali o colture indirizzate verso le bioenergie, che permetterebbero anche di sfruttare terreni meno produttivi.
Anche in questo ambito è importante il concetto di filiera corta, e l’amministrazione comunale cooperando con altri enti, può creare il mercato per certe produzioni.
Accanto a questo aspetto, un forte innovazione potrebbe essere quella dell’impiego di scarti agroforestali o zootecnici con finalità di recupero energetico, con metodi e tecnologie già sperimentate e funzionanti in altri contesti geografici, specialmente della Pianura Padana o nell’Europa centrosettentrionale, ma anche con recenti esempi locali come l’impianto di Gallina, in Valdorcia.
Anche qui il compito del comune potrebbe essere quello di una pianificazione energetica, con particolare attenzione alle risorse rinnovabili, di un’informazione a tutta la popolazione e alle imprese, agricole e non, sulle opportunità di business e di risparmio, di dotarsi degli opportuni strumenti a livello di competenze, di regolamenti e di pianificazione urbanistica per agire celermente e con sicurezza.
Quest’ultimo aspetto, considerato il terzo reddito dell’agricoltura, oltre alla produzione e all’agriturismo, potrà rivestire grande importanza negli anni a venire, a patto di gettarne seriamente e concretamente le basi fin da ora.
C’è bisogno di innovazione in vari sensi, di ricambio, di competenze e di fantasia per inseguire questi importanti obiettivi e come gruppo di Centrosinistra per Casole faremo sicuramente la nostra parte, in modo fattivo e propositivo, nell’ottica del bene per il nostro territorio, delle nostre famiglie e delle nostre imprese.
Grazie a tutti dell’attenzione…..
GRUPPO CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA
E’ convocata per VENERDI’ 18 SETTEBRE 2009 ore 21.00 c/o Sede PD di Casole Via Casolani
un Assemblea generale Iscritti e simpatizzanti
con O.d.g. Verso il Congresso - analisi Mozioni
Ricordiamo gli appuntamenti Congressuali per Circolo
MENSANO e MONTEGUIDI Lunedì 21 ore 20.00 Circolo Mensano
PIEVESCOLA Martedì 22 ore 20.00 Centro Polivalente
CASOLE - CAVALLANO Lunedì 28 ore 20.00 Sede PD Casole
Le assemblee congressuali sono aperte agli iscritti e simpatizzanti
La Segreteria PD territoriale Casole