Riflessione - Un minuto di silenzio

Inserito da casoledelsa il 22 Settembre 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.  In una scuola no al minuto di silenzio ROMA -

“Solo alle 11 e 30 di questa mattina ho ricevuto la circolare del ministro Gelmini sul minuto di silenzio. Ma nel mio istituto, né alle elementari e né alle materne si parteciperà a questo invito per la ‘riflessione solidale’, perché in questo momento sarebbe solo retorico”. Lo ha detto il dirigente scolastico della scuola materna ed elementare ‘Iqbal Masih’ di Roma, Simonetta Salacone. L’istituto statale, ceh sorge alla periferia di Roma e conta circa il 30% degli stranieri, in particolare nomadi, è stato lo scorso anno capofila della protesta contro la Riformna Gelmini. “Se proprio va osservato un minuto di silenzio - ha aggiunto Salacone - dev’essere dedicato a tutte le vittime che muoiono sul posto di lavoro e del resto anche quei soldati stavano facendo il loro lavoro”. “Una vera missione di pace va fatta con dottori e insegnanti, non con i militari”, ha spiegato la dirigente, che ha ricordato “il mancato sostegno agli ospedali di Emergency”. Per Salacone “in un momento in cui si discute sul senso della missione in Afghanistan, se ritirare o meno le truppe, penso che sia più necessaria una discussione tra adulti, come docenti e genitori, che sarà avviata nel mio istituto nei prossimi giorni. I bambini delle scuole materne ed elementari, invece, sono troppo piccoli per riflettere su alcuni temi”.

Categoria: Dibattito

 

2 Commenti per “Riflessione - Un minuto di silenzio”

  1. stefano milordini dice:

    E’ una vergogna paragonare la vita di sei persone a sei lavoratori morti nell’adempiere il proprio lavoro. Forse Simonetta Salacone dimentica che si è trattato di un vile attentato dove hanno perso la vita anche 15 civili e oltre 50 sono rimasti feriti. I nostri soldati sono lì per garantire la pace in un paese che sappiamo con certezza trattasi di un focolaio del terrorismo internazionale, sostenuto da atteggiamenti e da persone che la pensano proprio come lei. Perchè non prova a insegnare ai propri alunni gli usi e i costumi talebani, il loro concetto nel trattare i diritti della persona, in particolar modo della donna.
    Un applauso alla comunità afgana che ha voluto essere presente alla cerimonia e omaggiare chi con il sacrificio della propria vita difende i diritti e la pace del loro paese dalla dittatura talebana. Ora non possiamo abbandonarli è nostro compito difendere questi diritti da chi intende sopprimerli come era in passato, anche al costo di altre vite umane. La storia ci insegna, e stia sicura verrà anche il turno dei dottori e degli insegnanti dopo che i militari avranno ristabilito la pace e la sicurezza nel paese.
    Stefano Milordini

  2. casoledelsa dice:

    SONO D’ACCORDO CON IL COMMENTO DI STEFANO MILORDINI.
    IL MINUTO DI RACCOGLIMENTO E’ DEDICATO A 6 GIOVANI RAGAZZI CHE HANNO PAGATO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA LORO SCELTA DI PORTARE LA PACE IN UN PAESE IN PREDA ALLA QUERRA CIVILE E AL VILE ATTENTATO CHE HA CAUSATO LA MORTE ANCHE DI CIVILI E BAMBINI.
    QUESTO E’ IL TEMA.
    POI POSSIAMO DISCUTERE SU COME E’ STATA PORTATA AVANTI QUESTA MISSIONE DI PACE , SE E’ OPPORTUNO O MENO RIMANERE IN AFGANISTAN, MA QUESTO NON ERA IL TEMA DEL LUTTO NAZIONALE DI LUNEDI’.

    PUR ESSENDO COSCIENTE DELLE POSSIBILI STRUMENTALIZZAZIONI DI CERTE VICENDE RITENGO CHE IL MINUTO DI SILENZIO ANDAVA OSSERVATO ANCHE PER IL RISPETTO DELLA STESSA NOSTRA STORIA.

    CLAUDIO CAVICCHIOLI

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