Berlusconi vuole chiudere l’Unità

Inserito da casoledelsa il 2 Settembre 2009

Comunicato della Direzione de l’Unità

 

Le argomentazioni contenute nei due atti di citazione sono formalmente dirette a dimostrare che l’Unità ha colpito la reputazione di Berlusconi, ma nella sostanza delineano un illecito non previsto dal nostro ordinamento, quello di lesa maestà.

Il legale del presidente del Consiglio contesta le nostre opinioni politiche, le nostre valutazioni (peraltro condivise da opinionisti di altri giornali nazionali e internazionali e comunque attinenti alla libera manifestazione del pensiero tutelata dall’articolo 21 della Costituzione) sui rapporti tra la maggioranza e il Vaticano. O i giudizi sui comportamenti privati del premier e sulla loro compatibilità col suo ruolo pubblico.

Viene addirittura qualificato lesivo della onorabilità del premier il fatto di aver riportato giudizi espressi pubblicamente da Veronica Lario attorno alle sue condizioni e alle sue frequentazioni con minorenni. Persino l’opinione di una scrittrice come Silvia Ballestra viene inserita nell’elenco delle affermazioni non pubblicabili.

Un passo dell’atto prodotto dal legale del premier riassume bene il senso complessivo dell’iniziativa. “Si è scritto, spacciandolo per vero, che ‘tutto’ sarebbe stato ‘nascosto ‘ manipolando l’informazione attraverso le televisioni. E che il dottor Berlusconi non solo avrebbe tale controllo ma addirittura ne avrebbe abusato e continuerebbe ad abusarne in danno del servizio pubblico Rai e per i suoi interessi personali (che sarebbero una sorta di guerra contro Sky). Il che, come quant’altro divulgato dall’Unità, è mera invenzione”.

In definitiva, è “diffamatorio” anche dire che Berlusconi controlla l’informazione in Italia.

Viene contestata la “illiceità” di due interi numeri del giornale in tutte le loro parti che si riferiscono al presidente del Consiglio e, attraverso il combinato disposto di articoli e commenti, diventa “diffamatoria” una linea politica e una visione del mondo.

Non è possibile, nei due atti di citazione, trovare nulla che riguardi il merito delle affermazioni contestate. Né, quindi, ci viene data la possibilità di dimostrare che esse sono fondate su dichiarazioni pubbliche (addirittura fatte da parlamentari della Repubblica un tempo legatissimi al premier, come Paolo Guzzanti) o su dichiarazioni già acquisite dall’autorità giudiziaria (come quelle della D’Addario) e diffuse da tutta la stampa mondiale.

E questo chiarisce le ragioni della scelta della sede civile e la richiesta di un risarcimento esorbitante. E’ evidente che Silvio Berlusconi, come già il fascismo, vuole chiudere il giornale fondato da Antonio Gramsci.

Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per impedirlo. Lanciamo, ai nostri lettori e a tutti i democratici, un appello perché si mobilitino a difesa della libertà di stampa.

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L’APPELLO DEI TRE GIURISTI IN DIFESA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA

Inserito da barbara il 2 Settembre 2009

Attacco alla libertà di stampa, aderisci alla petizione della Repubblica

FIRMA

http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107

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Interrogazione su “LA SUVERA”

Inserito da casoledelsa il 2 Settembre 2009

                                                       

                     Al Sindaco di Casole d’Elsa
                                                                            Sig. Piero PII
                                                                             Casole d’Elsa

Interrogazione scritta con richiesta di risposta scritta

Il sottoscritto Claudio Cavicchioli, Capogruppo in Consiglio Comunale per il CENTROSINISTRA PER CASOLE D’ELSA

1. In riferimento all’ordinanza n. 575 del Gennaio 2001

Chiede : SE SONO STATE ESPLETATE TUTTE LE FASI PER L’ATTUAZIONE

Casole d’Elsa 31-08-2009

                                                      Capogruppo
                                       Centrosinistra per Casole d’Elsa
                                             (Claudio Cavicchioli)

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L’opinione di Dario Conte

Inserito da casoledelsa il 2 Settembre 2009

Riceviamo e pubblichiamo dal Prof. Dario Conte iscritto al PD.

Ho assistito al Consiglio Comunale del 28/7/09 con grande attenzione. L’Ordine del Giorno è stato modificato ponendo il punto n. 4 (discussione sull’insediamento di Cavallano) al n.1 in quanto l’avvocato Tagliaferri, che ha svolto la relazione, doveva poi andare via. Prima dell’inizio dell’esposizione dell’avvocato il dott. Pii ha annunciato che si sarebbe allontanato dall’aula durante tutta la discussione essendo egli stesso, proprio per l’insediamento di Cavallano, destinatario da tempo di avviso di garanzia. La posizione del Sindaco è stata ovviamente apprezzata, anche se nessuno ha chiesto per quale ragione il dott. Pii avesse ricevuto un avviso di garanzia proprio per problematiche correlate all’insediamento di cui si sarebbe parlato. L’avv. Tagliaferri ha parlato per 45 minuti, e del suo intervento, che avrebbe potuto durare 5 minuti, vorrei sottolineare quanto segue:
1. L’avvocato non è mai andato sul posto
2. L’avvocato ha esordito dicendo che l’intero insediamento edilizio doveva considerarsi ‘irregolare’. A questa affermazione, che apparentemente era categorica, è seguita tutto un elenco di sentenze giurisprudenziali che potrebbero, a suo dire, essere utilizzate per una eventuale sanatoria. Peccato che abbia citato come possibile via di salvezza il fatto che esiste una strada di passaggio la cui esistenza, invece, è stata da tutti negata,
L’avvocato Tagliaferri ha poi asserito che dev’essere tutto salvaguardato, essendovi un ambulatorio comunale !? Per quanto riguarda il rumore della struttura, l’avvocato ha citato l’esistenza di un parere che evidenziava la totale irregolarità delle emissioni sonore, a fronte di un parere di parte che (ovviamente) negava questo. Con mio stupore, l’avvocato ha suggerito che il Comune dovrebbe, a Suo parere, pretendere un terzo parere da un perito giurato del Tribunale di Siena. E questo è il consiglio che il legale suggeriva all’amministrazione attuale. Inoltre, l’avvocato indicava chiaramente che la ditta deve procedere alla insonorizzazione, oppure che questa deve essere eseguita dal Comune e pagata dalla ditta Toscana Real Estate. A parere dell’avvocato Tagliaferri si doveva procedere a una diffida della società, e, in caso di mancato risultato, procedere a un’azione giudiziaria sia in sede amministrativa che penale. Nelle more comunque consigliava ,in caso di rumore eccessivo, di abbassare il volume dei suoni emessi nell’ambito della struttura!!! Le domande che vengono spontanee alla fine di questo primo punto sono :
1. quanto è stato speso sinora di pareri legali da parte del Comune di Casole per un insediamento che appare irregolare ,come sottolineato dallo stesso avvocato Tagliaferri?
2. quanto è costata la perizia dell’avvocato Tagliaferri, che si è limitato a dire cose di una ovvietà sconcertante (tipo ’se c’è troppo rumore abbassate il volume’)?
3. quanto costerà l’ulteriore parere di un perito giurato del Tribunale di Siena, la cui opera è suggerita dallo stesso avvocato Tagliaferri?
Ed in ogni caso, alla fine di un lungo iter e di una protesta che si trascina da anni, qual è stato finora l’esborso del Comune di Casole per l’insediamento di Cavallano? Credo sia dovere dell’opposizione chiedere un preciso resoconto degli esborsi dal tempo 0 sino alla conclusione di questo iter.

Riguardo agli altri punti all’ordine del giorno, non vi sono osservazioni da fare se non che:
1. il 26/09/09 verranno iniziati i lavori per la frana in località Monteguidi, per la quale sono stati stanziati 126.000 euro
2. NON verranno attivate nuove cave; in particolare non vi saranno estrazioni in località San Michele e Galliena. La cava di Pusciano servirà solo per l’estrazione di materiale atto al mantenimento delle strade pubbliche
3. vi sarà la revoca della gestione della Selva, e il comune di Casole rientrerà nel consorzio di gestione. Il Sindaco si è fatto garante di un ripristino della viabilità, di un corretto uso delle risorse, di un recupero ambientale e di verifiche biennali della gestione stessa.
4. l’apparato fognario della località Il Merlo sarà ripristinato a spese della società del Fiora
5. riguardo alla Commissione Edilizia, è stato confermato quanto suggerito nel Bando della Giunta precedente
6. riguardo alla nomina della commissione per il paesaggio, sono stati confermati i sigg. Pagni, Nucci e Vanini

Osservazione aggiuntiva: nel corso della seduta il dott. Pii si è scatenato contro l’atteggiamento critico del blog Casole Nostra. Ha testualmente detto che l’unica sede in cui risponderà alle numerose domande che da mesi gli vengono rivolte sarà quella istituzionale del Consiglio Comunale. Peccato però che il Dott. Pii finga di dimenticare che nel corso di un Consiglio Comunale gli unici che possono porre domande sono i consiglieri e gli assessori, potendo ogni altro interlocutore essere allontanato per “disturbo di attività pubblica”. E’ del tutto evidente quindi che occorre organizzarsi in modo che le domande che verranno ritenute opportune vengano inoltrate tramite l’opposizione, per iscritto.
Prof. Dario Conte

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Lettera aperta al Sindaco Piero Pii

Inserito da Bruno il 2 Settembre 2009

Caro Sindaco Pii;
Non ho potuto partecipare all’ultimo Consiglio Comunale di Casole per impegni istituzionali inderogabili e la cosa mi è  dispiaciuta in quanto ho sentito che ti sei un po’ “scaldato” su come portiamo a conoscenza dei cittadini le vicende Amministrative della vita Casolese.
Vorrei ribadire che non accettiamo da te lezioni di comportamento politico, su come condurre la nostra “opposizione”, su come parlare alla gente, su cosa esporre o meno nella nostra bacheca o sul nostro blog.

So che per te il richiamo della “visibilità” è forte, ma evita ai cittadini che con interesse seguono i Consigli Comunali, le tue introduzioni (comizi), attaccando ora il Pd ora altre Associazioni che portano avanti osservazioni sul tuo operato. Vorrei ricordarti che in un precedente Consiglio Comunale hai detto che non avresti risposto a questo tipo di provocazioni, invece ci intrattiene sempre su questo argomento che alla fine ci fa anche pensare male e costringi i nostri consiglieri a ricordarti il motivo per cui siete adunati.

I nostri unici giudici sono i cittadini, che con il voto del 6 Giugno scorso ci hanno indicato la strada , un percorso che ci vede compagni, valori come “Legalità” “Trasparenza” e temi come “difesa del territorio” “agricoltura” “mobilità” “energia” “volontariato” “politiche sociali” “lavoro” “Turismo” “amministrazione del comune”
Non sarò ancora bravo come te nel conoscere la storia di Casole, ma su questo mi sto documentando, andando prima di tutto dalla gente di Casole.
A Milano i Sindaci con i quali ho incrociato i guantoni del dibattito politico, sono stati: Pillitteri, Formentini, Tognoli, credo di aver maturato un esperienza tale da poter dibattere anche con la tua persona.
Ci dovrebbe legare un filo comune : “il bene di Casole”, quindi quando amministrerai bene, avrai il nostro consenso, quando amministrerai male, avrai la nostra opposizione.
Un consiglio, se mi permetti.
Il gioco delle tre carte fallo fare a chi ne è maestro. Togliere 20mila euro dalla voce “Alberaia filiera corta” e metterle alla “manutenzione delle strade”, poi prendere 10 mila euro da entrate exta tributarie e metterne 12mila euro a “manifestazioni culturali” non lo capisce nessuno, specialmente quando hai fatto un consiglio aperto alla Fiera dell’Alberaia (tre giorni prima) magnificando la manifestazione.       Ti avrei capito se alla gente spiegavi che stavi togliendo e non dando!!
In merito ai lavori stradali, aspetto che spieghi ai Cittadini come sono stati spesi i 200mila euro che la Fondazione MPS ha dato alla Giunta Feti per la manutenzione nelle frazioni.
Non è che è rimasto qualcosa che potrebbe andare per la sicurezza stradale?
Non voglio abusare oltre del tuo prezioso tempo, sicuramente,non mancheranno  altre occasioni per continuare questo piacevole (per me) dialogo.
Un augurio di buon lavoro
Casole lì 1/9/2009   Bruno Melani(Segretario PD Casole)

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Gli Orti Urbani o Sociali - l’opinione del Centrosinistra per Casole

Inserito da Bruno il 2 Settembre 2009

 

Mozione presentata al Consiglio Comunale di Casole del 31-8-2009 dal Centrosinistra per Casole

 

 

 

Il Centrosinistra per Casole, nell’ambito dell’ attuazione del proprio Programma elettorale porta avanti il tema degli ORTI SOCIALI o URBANI.
Un attività a favore dei cittadini, con particolare attenzione agli anziani, intende intraprendere ogni iniziativa atta a stimolare l’aggregazione e la socializzazione degli stessi attraverso varie attività utilizzando al meglio tutte le strutture, gli spazi e le energie disponibili sul territorio. Gli orti urbani/sociali rappresentano una delle opportunità di aggregazione e d’attività individuale atte a stimolare la vita psico-sociale dei cittadini di Casole d’Elsa. Per tale motivo, le scelte prioritarie per l’assegnazione degli orti devono essere rivolte alle persone che sono ormai escluse dalle attività lavorative, ovverosia gli anziani, o quelle persone che necessitano di essere inserite in attività di svago quale opportunità per risolvere altre problematiche. A tal fine l’assegnazione degli orti deve essere individuata come un’opportunità che deve risultare temporanea e non definitiva e che deve tener conto dei diritti di tutti i cittadini nel beneficiare di tale opportunità. Allo stesso tempo prevedere una piccola percentuale nell’assegnazione di orti per richieste di giovani, in modo di promuovere il rapporto di questi con la terra ed il lavoro manuale, nonché per favorire la trasmissione della conoscenza delle persone anziane, frutto di numerosi anni di esperienza, alle generazioni successive. Chiediamo all’Amministrazione di impegnarsi a mettere a disposizione il maggior numero possibile di appezzamenti di terreno, con la consapevolezza che non potranno essere soddisfatte tutte le richieste. E’ importante sottolineare il principio che tali appezzamenti rimarranno comunque di proprietà pubblica e in nessun modo diverranno di proprietà del singolo individuo, neppure attraverso forme di passaggi ereditarie.
Alleghiamo bozza di Regolamento che disciplina la materia, pronti al confronto con altri documenti per lo stesso argomento.

Centrosinistra per Casole d’Elsa

Casole lì, 31-8-2009

 

 

 

 

 

 

REGOLAMENTO COMUNALE PER L’ASSEGNAZIONE TEMPORANEA DI AREE COMUNALI
AD USO ORTI
ARTICOLO 1
Oggetto del Regolamento
Il presente Regolamento disciplina l’assegnazione e la gestione temporanea di aree comunali per uso orto.

ARTICOLO 2
Competenza
Le competenze della gestione sono dell’Assessorato competente e del relativo Ufficio Comunale.

ARTICOLO 3
Vigilanza e controllo
L’Amministrazione Comunale provvederà semestralmente (Marzo - Ottobre) alla vigilanza ed al controllo della conduzione degli orti gestiti dagli assegnatari, per mezzo di personale incaricato che produrrà una relazione scritta.
All’ Assessorato Politiche Sociali è demandato il controllo della graduatoria e della correttezza degli atti.
ARTICOLO 4
Assegnazione

1. I lotti destinati ad orto, vengono assegnati mediante atto di concessione dell’Amministrazione Comunale ai residenti aventi diritto, previa formazione di graduatoria.
2. La graduatoria ha durata di due anni e sarà rinnovata previa pubblicazione di apposito bando. L’assegnazione degli orti avrà le seguenti modalità:
a) 70% scelti fra i soggetti ultrasessantenni
b) 20% scelti fra soggetti con età compresa tra i 25 anni e i 60 anni
c) 10% scelti fra i giovani di età inferiore ai 25 anni
3. L’Assessorato alle Politiche Sociali potrà segnalare casi particolari a cui assegnare l’orto a residenti non rientranti nei parametri del presente regolamento, con attenzione ad Associazioni di portatori di handicap.
4. In ogni caso verrà assegnato un solo orto per nucleo famigliare e la posizione dell’appezzamento verrà assegnata mediante sorteggio.
5. L’assegnazione dell’appezzamento è fatta nominativamente al richiedente che non può, per nessuna ragione trasferirlo, cederlo od affittarlo ad altri, ma deve coltivarlo direttamente.
6. Gli orti vengono assegnati nello stato di fatto in cui si trovano. Competono pertanto all’assegnatario eventuali interventi di pulizia, sistemazione ecc.
7. Possono presentare richiesta di assegnazione tutti i cittadini residenti e che non siano possessori o gestori di altro orto nel Comune di Casole d’Elsa.
8. Nel rispetto dei seguenti requisiti di accesso e punteggi:

- Pensionati oltre 59 anni 10 pt
- Età oltre 59 anni ma non occupati 8 pt
- Pensionati età inferiore a 60 anni 4 pt
- Pensionati età superiore a 50 anni e invalidi 4 pt
- Giovani sotto i 25 anni purchè maggiorenne 8 pt

In presenza di almeno uno dei requisiti precedenti, sono altresì attribuiti i seguenti punteggi aggiuntivi:
- Persone sole (vedovi/single) risultanti dallo stato famiglia 2 pt
- Per ogni anno di residenza sul territorio comunale 0,2 pt

8. In caso di parità di punteggio, si procederà per sorteggio in seduta pubblica.

 

ARTICOLO 5
Durata della concessione

1. La concessione avrà una durata biennale, rinnovabile previa verifica della permanenza dei requisiti previsti dal presente Regolamento, alle seguenti condizioni:
Entro il 30 settembre dell’anno di scadenza il concessionario dovrà presentare domanda di rinnovo. Farà fede la data del protocollo comunale.
L’Amministrazione Comunale entro 60 giorni dovrà dare conferma scritta dell’avvenuto rinnovo. Data la provvisorietà della concessione, per motivi di necessità pubblica con comunicazione scritta, l’Amministrazione Comunale potrà revocare la concessione stessa in qualsiasi momento.

ARTICOLO 6
Doveri dell’assegnatario

1. L’atto di assegnazione obbliga 1′assegnatario all’osservanza delle norme e delle condizioni del presente Regolamento;l’inosservanza costituisce motivo di revoca dell’assegnazione.
2. La quota annua della concessione è pari a Euro 48,00. (€ 4 al mese).Tale importo dovrà essere pagato al Comune entro il 30 aprile di ogni anno, tramite bollettino di conto corrente postale.
Il contributo potrà essere aggiornato negli anni.
3. La manutenzione ordinaria, della struttura assegnata, sarà a totale carico del concessionario.
4. L’orto assegnato deve essere tenuto in modo decoroso e pulito. All’interno di esso, per ragioni di sicurezza e igienico-sanitarie, non potranno essere allestite strutture per la cottura dei cibi. E’ vietato detenere bombole di gas liquido, od altro materiale pericoloso ed inquinante. L’assegnatario si impegna a contenere entro i limiti indispensabili l’uso di anticrittogamici, prodotti antiparassitari e similari (esclusivamente quelli appartenenti alla III e IV classe tossicologica) ponendo la massima attenzione alla loro distribuzione, affinché non siano irrorati i prodotti degli orti vicini e i corsi d’acqua. E’ opportuno ricordare che le caratteristiche dell’orto permettono di praticare facilmente l’agricoltura biologica, evitando quindi di danneggiare l’ecosistema con prodotti nocivi. Inoltre è vietato produrre rumori molesti, accendere fuochi, bruciare residui vegetali.
5. E’ vietato allevare animali di qualsiasi specie.
La presenza di animali domestici è consentita solo in presenza del possessore.

 

6. L’Amministrazione mette a disposizione degli orti una rete idrica secondaria per l’irrigazione. Gli assegnatari sono tenuti ad adottare tutti gli accorgimenti necessari a ridurre i consumi idrici.
7 La delimitazione dell’area interna dovrà essere effettuata in rete plastificata verde, con altezza di metri 1,50, evitando l’uso di filo spinato.
Ogni concessione potrà ospitare una struttura di legno, avente dimensioni massima di Mt. 1,50 x 1,50 x 2,00 (h) ad uso deposito attrezzi. . La struttura non dovrà superare le misure stabilite dal Regolamento per l’assegnazione orti. Non sono consentite altre strutture.
Le spese di manutenzione ordinaria di quanto dato in concessione sono a totale carico dell’assegnatario. Le spese straordinarie, nonché eventuali sostituzioni di manufatti od impianti sono a carico dell’Amministrazione comunale.
9. Gli orti non possono essere utilizzati come deposito di materiale non necessario alla conduzione degli stessi. E’ tassativamente vietato occupare anche parzialmente i vialetti interni. In questi ultimi non potrà essere posato alcun tipo di passerella (tappeti, moquette, ecc.). E’ obbligo dell’assegnatario effettuare la manutenzione del perimetro esterno del vialetto prospiciente all’orto assegnato, nonché il taglio dell’erba e la pulizia generale.
10. E’ permesso creare strutture ad uso serra che non superino un’altezza di 100 cm dal terreno e che siano costruite con materiale idoneo, così come utilizzare strutture di sostegno degli ortaggi che non superino l’altezza di Mt. 1,60.
11. Deve essere rispettata la delimitazione di ogni singolo orto; non potrà essere eliminata la rete e non potranno essere aperti accessi di comunicazione tra orti confinanti.
12. L’accesso agli orti è consentito solo a piedi o in bicicletta.
All’interno dell’area è vietata la circolazione di mezzi a motore, come è vietato qualsiasi intralcio alla circolazione.
13. Tutti gli animali che non siano dannosi per le coltivazioni o per la salute pubblica devono essere protetti: uccelli, ricci, pipistrelli, ecc.
14. L’accesso agli orti è permesso dall’alba al tramonto.
15. E’ a carico dell’assegnatario il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti. E’ fatto assoluto divieto di depositare rifiuti nell’area assegnata o negli spazi comuni.
Gli scarti delle colture si possono sotterrare negli orti, a scopo di concimare il terreno.
16. Le colture dovranno essere esclusivamente ortive, per il solo autoconsumo.
E’ vietato coltivare piante che possano danneggiare i vicini assegnatari, come ad esempio
girasoli, mais, piante ad alto fusto, soprattutto sulle aree dei bordi dell’orto assegnato.
16 La copertura dei pergolati dovrà essere realizzata esclusivamente con materiali o prodotti ecologici quali cannette,bambù, ecc. o piante arrampicanti.
17 E’ altresì consentito allestire in ciascun orto,a partire dal 1° novembre di ogni anno e fino al termine del periodo di stasi vegetativa di fine inverno, due coperture ad uso serra provvisoria per sementi, in materiale plastico con le seguenti dimensioni massime:lunghezzacm300, larghezza cm100, altezza cm 60.
18 Su ogni appezzamento è consentito ubicare un solo bidone per la raccolta dell’acqua piovana in materiale plastico della capacità massima di litri 100.
19 .E’ tassativamente vietata qualsiasi lavorazione dell’orto che possa arrecare danno o disturbo agli assegnatari degli orti confinanti.
20 Devono essere evitate le iniziative che sono nocive alla vita di api, pipistrelli, uccelli e ricci; tutti gli altri animali che non siano dannosi per le coltivazioni..

 

 

 

ARTICOLO 7
Rinuncia e revoca dell’assegnazione

L’assegnazione è fatta nominativamente al richiedente e non può essere trasferita ad altri per qualsiasi motivo.
Può essere assegnato un solo orto per nucleo familiare
I casi di cessazione del contratto sono i seguenti:
a) trasferimento in altro Comune
b) decesso, salvo richiesta scritta del coniuge convivente di continuare il rapporto di concessione stipulato con regolare contratto
c) orto incolto
d) mancato pagamento quota annua (morosità)
e) ripetute infrazioni gravi delle norme del presente Regolamento
f) mancato pagamento di sanzioni di cui all’articolo 9
g) disdetta da parte dell’assegnatario
h) Chiunque venga colto a prelevare prodotti in altri orti e venga segnalato per iscritto all’Assessorato competente, sarà privato immediatamente dell’assegnazione del proprio.
La revoca viene disposta da parte dell’Ufficio competente.

Le persone non aventi diritto dovranno liberare l’orto entro il 30 novembre . Nel caso di decesso
dell’assegnatario, il/la coniuge o il/la convivente del defunto/a, purchè risultante dallo stato di famiglia, non ché residente e di n possesso dei requisiti di cui all’art.4), se lo richiede per iscritto, potrà continuare a condurre l’orto fino al 31 dicembre dell’anno in cui è avvenuto il decesso; oltre tale data, vi è l’obbligo di liberare l’orto e di consegnare le chiavi all’ufficio competente.

ARTICOLO 8
Sanzioni

1. Il mancato rispetto, qualora non ricorrano gli estremi di revoca di cui al precedente art.7, delle norme previste dal presente Regolamento comporta sanzioni dell’infrazione a partire da Euro 10 (dieci) fino a Euro 100 (cento) a seconda della gravità. Le sanzioni vengono comminate dall’Ufficio competente.

ARTICOLO 9
Disposizioni finali e transitorie

1. L’Amministrazione declina ogni responsabilità per danni provocati a persone o cose, nell’esercizio e utilizzo degli orti.
2. Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento si applicheranno le normative vigenti.

ARTICOLO 10
Entrata in vigore

Il presente Regolamento entra in vigore dalla data della sua approvazione e produce i suoi effetti dalla data del………………………………….

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