NUCLEARE - WWF: “CI RISIAMO: L’ITALIA VOLA ALTO NEI NEGOZIATI INTERNAZIONALI, PER POI SMENTIRSI A CASA PROPRIA ”

Inserito da casoledelsa il 14 Luglio 2009

Approvato il nucleare e una norma che limita l’autoproduzione di rinnovabili

Il G8 a Presidenza Italiana affronta il nodo cruciale delle politiche climatiche ed energetiche del Pianeta, dalle quali emerge la necessità di puntare con decisione ed urgenza sulle nuove tecnologie pulite: sembrerebbe una strada finalmente tracciata anche per l’Italia, facilitata anche dal consenso che si sta formando tra i Paesi più influenti del mondo. E invece no: alla prova dei fatti, l’Italia decide di perseverare sulla vecchia strada e continuare a perdere tempo e denaro puntando tutte le proprie carte sull’opzione nucleare e ponendo un’ipoteca quasi irreversibile sulla diffusione delle energie rinnovabili nel nostro Paese.

In tutto ciò, il calendario parlamentare è impietoso nella sua drammatica puntualità, e paradossalmente si dimostra insensibile o indifferente al mutato contesto internazionale: approvando il decreto legge sul nucleare e una norma che limita l’autoproduzione di rinnovabili, si è andati palesemente controcorrente, quasi a “limitare”, ammortizzare e “indirizzare” la portata interna di una dichiarazione internazionale sul clima che, con tutti i limiti denunciati dal WWF, ha pur sempre sancito l’impegno mondiale ad intraprendere tutte le misure possibili per poter rimanere al di sotto dei 2°C di aumento medio della temperatura rispetto all’epoca preindustriale, andando ben oltre il mero riconoscimento dell’estrema pericolosità dei cambiamenti climatici di origina antropica.

“L’approvazione della legge che rilancia il nucleare in Italia è una crepa nella credibilità del nostro Governo - ha detto Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia - Le buone intenzioni reiterate nel confronto con i Grandi vengono di fatto smentite o contraddette da un provvedimento che, finanziando il nucleare, prosciuga ogni altra risorsa destinabile ad azioni immediate e a portata di mano per la lotta ai cambiamenti climatici. E se ciò non bastasse, con lo stesso provvedimento all’art. 33 si è creato un aggravio per gli auto produttori di energia (quindi anche quella rinnovabile) che saranno costretti a pagare un dazio per l’immissione alla rete. Dazio che invece non paga, guarda caso, chi immette energia ad alta tensione, come ad esempio l’Enel, con le centrali a carbone. E quindi è legittimo domandarsi: a chi giova questa ostinata insistenza?”.

Roma, 9 luglio 2009

Ufficio stampa WWF presso G8: Francesca Mapelli

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