Diamo a Cesare …

Inserito da casoledelsa il 27 Novembre 2008

Il principale mezzo di comunicazione tra esseri umani ormai da alcune migliaia di anni è la parola; prima in forma orale e poi in quella scritta. Anche tra gli animali esistono forme di intercomunicazione nelle forme più disparate ma nessuna così elaborata e complessa come quella tra esseri umani.
Tramite le definizioni che scaturiscono dai vocaboli, riusciamo a trasmetterci concetti, immagini, sensazioni. Le parole possono ferire una persona o esaltarla, possono creare dei nemici o dare origine a un proselitismo che coinvolge masse talvolta anche imponenti. La parola crea speranze o le distrugge. La parola è uno strumento potente in mano a chi la sa usare.
Ad ogni parola viene assegnato un significato preciso e spesso inequivocabile ed è strano come invece noi tutti anziché attenerci obiettivamente al significato dei vocaboli spesso tendiamo ad attribuire ai singoli termini delle interperetazioni di comodo che poco hanno a che vedere con il significato reale della parola usata.
Prendiamo per esempio la parola “sviluppo”, questo vocabolo sottintende in senso lato una qualsivoglia forma di crescita. Quando gli si affianca il termini “sociale” o “economico” si vuol rimarcare un generalizzato miglioramento della qualità della vita di una determinata popolazione sia in termini di servizi che economici.
Alcuni anni fa nel nostro comune si cominciò a sentir parlare dall’allora amministrazione comunale della necessità di creare le condizioni per Casole per uno “sviluppo socio/economico” che avrebbe portato il nostro paese ad essere modello ed esempio anche per i paesi limitrofi ed oltre.
Ci venne allora detto che la via da percorrere per raggiungere questo traguardo stava nel realizzare le condizioni per un aumento della popolazione (in pochissimi anni), cosa che avrebbe permesso, grazie al numero di abitanti, di poter fruire di opportunità alle quali solo i Comuni di una certa dimensione potevano accedere.
L’allora sindaco gettò quindi le basi del piano regolatore che avrebbe consentito in futuro di accogliere tutte quelle famiglie di cui si riteneva Casole avesse bisogno. L’idea di per se poteva essere anche condivisibile, ma evidentemente nessuno allora si pose la domanda sul che cosa intendesse esattamente il primo cittadino per “sviluppo”.
I risultati si sono cominciati a vedere con il tempo, ed ognuno, può a suo giudizio trarre le conclusioni che più gli sembrano giuste.
Certo, l’obiettivo dell’aumento di popolazione è stato raggiunto, ma a quale prezzo? Sono stati realizzati interi “paesi dormitorio”, senza punti di aggregazione, con infrastrutture e servizi scadenti, in molti casi urbanisticamente discutibili.
A giustificazione di tutto questo si è sentito dire, che i vari piani regolatori hanno avuto approvazioni successive a vari livelli fino alla Regione, quindi come dire, se sbagli ci sono stati,  la colpa è un po’ di tutti e di nessuno.
Un po’ troppo comodo crediamo. Il piano regolatore parte da qui ed è qui che va considerato il bene della comunità, non a Siena o a Firenze dove esaminano il tutto seduti attorno ad un tavolo.
Quindi tornando al significato delle parole, se il fautore di questo progetto intendeva per “sviluppo” una crescita esponenziale di popolazione in un contesto disarticolato di abitazioni ed individui, certamente l’ha raggiunto. Per chi invece ingenuamente riteneva che si trattasse di un miglioramento della qualità della vita, immaginandosi magari un paese fiorente pieno di famigliole spensierate sullo stile “mulino bianco” credo proprio sia rimasto deluso e amareggiato del risultato.
Per usare poi un termine da giocatori di carte, se poi ci mettiamo sopra il carico da undici, rappresentato dalle irregolarità edilizie contestate dalla magistratura negli ultimi due anni il quadro assume veramente tinte fosche.
Oggi molti recriminano, anche giustamente, sulle gravi conseguenze soprattutto economiche che tutto questo ha comportato per molte famiglie di Casole o sui disagi che molti stanno vivendo in conseguenze delle edificazioni selvagge ma pochi riflettono realisticamente sul fatto che un piano regolatore non viene reso attuabile dalla sera alla mattina, occorrono mesi e mesi e una volta definito non si può cambiare facilmente in tempi brevi. Occorrono procedure altrettanto lunghe e articolate.
Ora può accadere che nel frattempo cambi l’amministrazione comunale che l’ha pensato e che subentrino nuovi amministratori.

E’ come se un vice cuoco prendesse in gestione un ristorante dove fino a un momento la cucina era diretta da un altro chef di chiara fama, trovando magari già le tavole apparecchiate e le pietanze pronte .
Magari potrebbe anche accadere che per l’eccessiva fiducia nel precedente chef e per l’impossibilità di accertarsi tempestivamente della qualità delle pietanze si sia costretti ad iniziare a dare da mangiare alla clientela, senza rendersi subito conto che nelle vivande c’è qualcosa che non và.
Magari qualcuno dei camerieri azzarda qualche commento sulla qualità del cibo, ma la fama del precedente chef è tale da non permettere dubbi.
Poi tutto ad un tratto cominciano i primi disturbi seguiti da altri, e poi altri ancora. Intervengono gli organi di controllo e chiudono il ristorante.
I clienti indignati si infuriano con il vice cuoco il quale trova qualche difficoltà a spiegare che non è lui l’artefice del pasticcio,  d’altronde è lui che ha somministrato le pietanze.

A questo punto ognuno si finisca la storiella come più gli aggrada….
la fantasia umana a questo proposito non ha limiti, figurarsi c’è pure chi immagina un lieto fine dove a sistemare le cose venga richiamato a gran voce il grande chef che ha originato il gran pastrocchio.

Va bene a questo mondo tutto è possibile, ma per favore impariamo a dare a Cesare quel ch’è di Cesare.

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Pimby 2008

Inserito da Claudio il 27 Novembre 2008

26/11/2008 h 17 Pimby 2008, premiati concretezza e impegno della Provincia di Siena in tema di rifiuti

 

«Il premio ottenuto dalla Provincia di Siena è frutto della capacità e del coraggio della politica di affrontare il tema dei rifiuti non con l’emergenza ma con la lungimiranza necessaria in questi casi,  tenendo fermi i principi della sicurezza e salute dei cittadini, in primo luogo, e cercando di ottenere le migliori soluzioni possibili con la tecnologia più moderna e avanzata». Con queste parole il presidente della Provincia di Siena Fabio Ceccherini, ha commentato il premio “Pimby 2008″, ricevuto proprio dalla Provincia di Siena e da Sienambiente, destinato ad amministrazioni locali che hanno scelto di realizzare grandi opere coniugando rispetto delle regole con il consenso dei cittadini. A Palazzo delle Esposizioni, per la cerimonia di consegna, anche Lucia Coccheri, presidente di Sienambiente Spa, che ha sottolineato: «Ricevere questo riconoscimento è un fatto di grande soddisfazione per l’azienda che rappresento, ma soprattutto per la comunità senese. La trasparenza del percorso di realizzazione del piano provinciale, la consapevolezza condivisa sui problemi da risolvere, il rapporto fiduciario dei cittadini con le istituzioni e verso il gestore, ha reso possibile il raggiungimento  degli obiettivi che nel corso degli anni ci siamo dati in materia di gestione dei rifiuti». Un riconoscimento, Pimby 2008, che giunge grazie al potenziamento del termovalorizzatore di Poggibonsi oltre che per i risultati raggiunti in tema di raccolta differenziata dei rifiuti e per le politiche attuate in materia di sostenibilità ambientale. «Il termovalorizzatore di Poggibonsi - ha infatti sottolineato il presidente Ceccherini -, inaugurato lo scorso settembre, chiude una stagione istituzionale e di investimenti sull’impiantistica lunga molti anni. E chiude con risultati concreti e positivi. Possiamo, infatti, considerare completato il ciclo integrato dei rifiuti; da anni siamo la provincia toscana con la più alta percentuale di raccolta differenziata (nel 2008 verrà raggiunto l’obiettivo del 45%), che d’ora in avanti dovremmo chiamare “finalizzata” perché nel nostro caso effettivamente il materiale raccolto viene poi trattato in modo differenziato; abbiamo ridotto le discariche all’aperto, dalle 10 del 1998 alle attuali 3; e realizzato 34 stazioni ecologiche in tutta la provincia. Questo premio - ha concluso Ceccherini -, oltre a farci naturalmente molto piacere, consente di affrontare con spirito positivo la sfida dell’Ato grande del sud della Toscana, nella certezza però che non va abbassato il livello raggiunto dalle singole aree ma ognuno deve mettere a disposizione i propri risultati per permettere a tutti significativi miglioramenti».
Il premio Pimby, insieme per una cultura sostenibile del fare - Il riconoscimento, nato per valorizzare esperienze concrete all’antitesi della sindrome  ‘Nimby’ (Not in my back yard),  è stato assegnato a quattro realizzazioni, una per ogni macro categoria di infrastrutture: energia, mobilità, trasformazioni sul territorio e rifiuti. Su 23 candidature la preferenza è così andata, oltre che al Comune di Civitavecchia, alla Regione Marche e al Comune di Rho, a Provincia di Siena e Sienambiente  per il potenziamento del termovalorizzatore di Poggibonsi. «Pimby premia per il secondo anno consecutivo quelle Amministrazioni virtuose che hanno contribuito a dare un input allo sviluppo del nostro Paese - ha dichiarato Chicco Testa, presidente del Comitato Scientifico di Associazione Pimby -. In Italia la destrutturazione dei meccanismi decisionali rende di fatto difficile qualsiasi grande progetto che venga dall’opinione pubblica percepito come potenzialmente rischioso. Ciò che è normale in altri Paesi d’Europa, da noi appare come un’ impresa miracolosa, anche se ammiriamo le infrastrutture dei nostri vicini».

26 novembre 2008

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La prima legge sul clima: ecco perché abbiamo fretta

Inserito da casoledelsa il 26 Novembre 2008

Il Governo Italiano continua a vedere solo come un lusso, un costo inutile, invece che come un investimento la riconversione energetica verso le energie “verdi” e la riduzione dei consumi di combustibili fossili e delle emissioni di gas serra, nascondendosi dietro il dito della crisi economica mondiale.

Fortunatamente nel Vecchio Continente c’è chi la pensa diversamente ed ha il coraggio e la lungimiranza di prendere nettemente una direzione che potrebbe rappresentare un epocale salto in avanti.

————
di ED MILIBAND* (fonte: Repubblica.it - 25/11/2008)

Sappiamo di dover agire sui cambiamenti climatici, ma come? Con il chiarirsi delle informazioni scientifiche, mentre assistiamo agli effetti dei cambiamenti non nel futuro, ma proprio qui e ora, con le emissioni mondiali in continua crescita, i paesi del mondo sono alla ricerca di nuove strategie. Ognuno di noi può imparare dagli altri.

Nel Regno Unito ci siamo impegnati a costruire di un futuro a basso tenore di carbonio. Una legge sui Cambiamenti Climatici, la prima nel suo genere, significa che le emissioni di gas serra devono essere ridotte per legge dell’80% entro la metà di questo secolo.

L’impegno riconosce la necessità immediata di un’azione per affrontare un cambiamento di questa portata. Quindi, avviandoci verso il 2050, ci saranno “budget del carbonio” per ogni quinquennio che, come la scadenza del 2050, saranno vincolanti per legge.

C’è chi ha già obiettato che, in tempi duri per l’economia, dovremmo fare marcia indietro sui nostri obiettivi in fatto di cambiamenti climatici. In realtà, pur se sono naturalmente possibili dei compromessi, esistono anche soluzioni comuni ad entrambi i problemi: misure di risparmio energetico per le famiglie che riducono consumi ed emissioni, nonché investimenti in nuove industrie ambientali che migliorano la sicurezza energetica mentre riducono la nostra dipendenza dai combustibili inquinanti.

D’altra parte, un ritardo in questa direzione non farebbe che rendere più costoso intervenire e, nel lungo periodo, sappiamo che i costi dell’inazione sui cambiamenti climatici superano i costi dell’azione. Dato che continueranno sempre a gravare pressioni urgenti sui politici del momento, nella legge adottata nel Regno Unito è stato inserito lo specifico impegno a farsi guidare dalle situazioni reali. Una Commissione indipendente sui cambiamenti Climatici ci ha consigliato l’obiettivo dell’80% in base agli ultimi dati scientifici, ai rapporti ONU ed alle consultazioni con esperti nazionali. Continuerà ad offrire la propria consulenza su ciascun budget del carbonio negli anni che ci dividono dal 2050, e farà ciò pubblicamente, in modo che i futuri governi saranno tenuti a spiegare le ragioni di un’eventuale mancata applicazione delle raccomandazioni.

Siamo orgogliosi della nostra legge sui Cambiamenti Climatici. Stiamo esaminando in che modo il Regno Unito possa fare la sua parte “in casa”. Siamo inoltre pienamente coinvolti nel più ampio ed ambizioso sforzo europeo. Diamo il nostro deciso sostegno all’obiettivo della Presidenza francese di concludere un accordo definitivo sul pacchetto Clima ed Energia del 2020 nel mese di dicembre. Attuando gli impegni politici assunti dagli Stati Membri nel 2007, l’Europa deve dimostrare una forte leadership mentre i negoziati internazionali sul clima entrano in una fase cruciale.

Sappiamo però che i governi da soli non sono in grado di operare questo cambiamento. Per le aziende, la riduzione delle emissioni di carbonio deve diventare una parte necessaria della propria attività. Riferire sul proprio impatto legato al carbonio è un inizio e, per le grandi società, prevediamo di renderlo obbligatorio dal 2012 con sollecitazioni continue a migliorare progressivamente la propria performance energetica e ambientale. Per le collettività, i gruppi confessionali ed i gruppi ambientalisti, rimane necessario premere in direzione del cambiamento.

Sappiamo inoltre che, anche se la determinazione nei confronti del cambiamento deve nascere a livello nazionale, essa non si può esaurire in tale ambito: abbiamo bisogno di un accordo mondiale.

Il mondo si riunisce il prossimo mese in Polonia e il prossimo anno in Danimarca. Il cammino di avvicinamento a Copenhagen passa per il mandato italiano di presidenza del G8, per cui nel prossimo futuro sarà particolarmente importante il ruolo dell’Italia sul dossier clima.

Con paesi che condividono idee ed ispirazioni, con governi e collettività che si stimolano a vicenda, sono convinto che potremo arrivare ad un accordo nel 2009 e che potremo porre le basi necessarie per creare un mondo a basso tenore di carbonio.

————
* L’autore è ministro nel governo Brown per l’Energia e i Cambiamenti climatici

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IO SONO SAVIANO

Inserito da casoledelsa il 24 Novembre 2008

 

IO SONO SAVIANO

Siamo tanti, forse più di quanti ognuno di noi, singolarmente, credesse potessimo

essere. Quante volte abbiam pensato di essere soli, nel nostro desiderio di sconfiggere

il cancro della camorra, delle mafie, della corruzione?

Quante volte abbiam pensato “se solo qualcuno mi seguisse…”?

Ora siamo tutti qui, ci stiamo contando, conoscendo, confrontando.

Non ci resta che agire, farci sentire, testimoniare a noi stessi, prima ancora che a tutti

gli altri, la nostra esistenza e voglia di lottare per un paese migliore, finalmente liberi

di esprimere la propria rabbia e la propria energia propositiva senza essere soffocati

dalla sensazione di esser poi additati come “diversi”, “fastidiosi”, “sovversivi”.

iosonosaviano.ning.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SIENA PROVINCIA VERDE IN EUROPA

Inserito da casoledelsa il 20 Novembre 2008

  

 a proposito di ambiente….

19/11/2008 h 17 Siena Provincia verde in Europa. La Commissione premia il progetto Carbon free

La Commissione Europea premia la Provincia di Siena per il suo progetto di Riduzione Emissioni Gas Effetto Serra. Giovedì 20 novembre a Bruxelles il presidente Fabio Ceccherini ritirerà il prestigioso Emas Award. La Provincia di Siena è l’unica amministrazione italiana ad avere ottenuto questo riconoscimento nella categoria pubbliche amministrazioni. «È una grande soddisfazione che conferma il valore di un’iniziativa in cui la Provincia di Siena crede fortemente e da lungo tempo – commenta il presidente Fabio Ceccherini –. Già a partire dal 2001 avevamo lavorato per la certificazione ambientale dell’Ente. Adesso siamo impegnati, nel rispetto dei protocolli di Kyoto, per arrivare ad essere una provincia, nel rapporto tra emissioni e immissioni, a blocco zero di Co2, cioè Carbon Free. Per il suo raggiungimento è fondamentale la partecipazione e condivisione di tutti i soggetti e la comunità senese. E questo premio è un grande incoraggiamento. Vuol dire che siamo sulla strada giusta». L’EMAS Award è assegnato dalla Commissione Europea alle organizzazioni, aziende e enti pubblici, registrate EMAS che si sono dimostrate le più virtuose a livello europeo. Il premio è giunto alla terza edizione e per il 2008 era incentrato sul tema dei cambiamenti climatici. La Commissione ha riconosciuto nella Provincia di Siena, si legge nella motivazione, “lo sforzo per la riduzione dei gas effetto serra, dei consumi energetici e per l’efficienza energetica”.Sempre giovedì 20 la stessa Provincia potrà concorrere al conseguimento dell’European EMAS Award, un altro premio in tema di energia rinnovabile, modifiche dei sistemi e dei processi di produzione con l’investimento in tecnologie pulite. Il percorso della Provincia verso le certificazioni e i protocolli ambientali viene da lontano. Nel 2001 erano iniziati i percorsi per la certificazione Iso 14001 che venne assegnata, primo ente in Italia, nel 2003. Poi fu la volta della registrazione EMAS nel 2006. Adesso il riconoscimento da parte dell’Europa.

19 novembre 2008

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UNA SERATA PER RIPARTIRE

Inserito da casoledelsa il 19 Novembre 2008

Una serata per ripartire………..
(di Bruno Melani)
Sabato 15 scorso a Pievescola presso il Centro Polivalente il Circolo Pd di Pievescola ha organizzato un incontro con i cittadini per parlare delle tematiche nazionali e locali e presentare le iniziative in vista delle elezione del maggio 2009.

La riunione alla quale hanno partecipato diversi cittadini è stata aperta dalla relazione di Sara Sammicheli coordinatrice del Circolo.

I temi toccati hanno dato spunto ad una serie di interventi da parte dei presenti molto partecipati ed interessanti nel loro contenuto.

Al dibattito hanno partecipato anche Claudio Cavicchioli segretario dei Circoli di Casole e Valentina Feti Sindaco di Casole.

Sara ha presentato il questionario che i circoli di Casole hanno realizzato per la fase di “ascolto e suggerimenti” da parte di tutti i cittadini per la costruzione del programma da presentare per le prossime amministartive del 2009.

Tra le prossime inziative ci sarà lo svolgimento delle assemblee di Circolo aperte ai cittadini anche presso le sedi di Pievescola, Mensano e Monteguidi con l’obiettivo di andare “verso i cittadini”.

Bruno Melani

 

 

 

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FLORENCE - ultimo atto

Inserito da casoledelsa il 17 Novembre 2008

 

(Da Valdelsa.net)

La Florence conferma la mobilità per tutto il personale dipendente. Decisa anche la messa in liquidazione volontaria dell’azienda
11-11-2008 FLORENCE CASOLE D’ELSA | L’azienda Florence di Casole d’Elsa ha confermato la procedura di mobilità per i 155 dipendenti e la scelta della messa in liquidazione volontaria per evitare il fallimento e mantenere il “know how”, le competenze dell’azienda e del personale. E’ quanto si è appreso a conclusione dal tavolo istituzionale convocato dalla Provincia di Siena la scorsa settimana e a cui hanno preso parte, oltre all’azienda e agli assessori provinciali alle crisi aziendali e al welfare Mauro Mariotti e Fiorenza Anatrini, il Comune di Casole d’Elsa anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

L’incontro era stato convocato per capire le motivazioni alla base delle scelte aziendali e per favorire l’accordo per la mobilità, richiesta dallo scorso 10 ottobre. La Provincia, oltre a prendere atto di un’ulteriore situazione di grave crisi in Val d’Elsa che colpisce in modo profondo il sistema occupazionale locale e in particolar modo quello femminile, ha inviato l’azienda a mettere in campo ogni azione possibile per evitare il fallimento, oltre che a trovare con le organizzazioni sindacali entro il 24 novembre un accordo sulle procedure di mobilità, dichiarando di mettere a disposizione delle lavoratrici tutti gli strumenti di cui i servizi per l’impiego dispongono come la formazione e percorsi di accompagnamento professionale. Gli incontri proseguiranno tra azienda e organizzazioni sindacali per l’accordo sulla messa in mobilità, mentre un nuovo tavolo istituzionale sarà convocato per valutare l’eventuale accordo raggiunto.

La Florence nel 1997 vantava 450 dipendenti e un indotto di altre 60 persone, in dieci anni si sono visti ridurre ad un terzo i posti di lavoro ed adesso la messa in mobilità che spesso si trasforma nell’anticamera del fallimento. In questi anni l’azienda ha visto diversi tentativi di soccorso, ultimo il prestito “di stato” stanziato dal precedente governo e bruciato in pochi mesi.

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FESTA DEL TESSERAMENTO A PIEVESCOLA

Inserito da casoledelsa il 13 Novembre 2008

PARTITO DEMOCARTICO  –  CIRCOLO DI PIEVESCOLA

SABATO 15 NOVEMBRE ORE 17,00

FESTA PER IL TESSERAMENTO 2008-2009

INTERVERRANNO CAROLINA PERSI DELLA DIREZIONE PROVINCIALE,

IL COORDINATORE DEL CIRCOLO DI PIEVESCOLA,  SARA SAMMICHELI E IL SEGRETARIO COMUNALE DEL PD CLAUDIO CAVICCHIOLI

CHIUSURA  CON MERENDA CENA A BUFFET

TUTTA LA POPOLAZIONE E’ INVITATA A PARTECIPARE

PD PIEVESCOLA

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CASOLE D’ELSA - NUOVO IMPIANTO DI DEPURAZIONE

Inserito da casoledelsa il 13 Novembre 2008

 

TRATTO DAL CORRIERE DI SIENA DEL 13.11.2008

Sono iniziati nei giorni scorsi gli attesi lavori a Pievescola

 Espletata la gara relativa alla realizzazione dell’impianto di depurazione in località Pievescola, nel comune di Casole d’Elsa. I lavori saranno completati entro giugno 2009, per un importo di aggiudicazione di gara pari a oltre 200 mila euro. L’impianto, di proprietà dell’amministrazione comunale e gestito dall’Acquedotto del Fiora, sarà posizionato nella zona artigianale vicina al fiume Elsa, in modo da consentire la consegna del refluo depurato nel corso d’acqua e poter così migliorare l’impatto dello scarico depurato sull’ambiente. La realizzazione di questo progetto consentirà al comune di Casole d’Elsa di risolvere definitivamente le criticità, che da tempo sono presenti nella zona, legate al trattamento delle acque reflue e, conseguentemente, un miglioramento della qualità ambientale del territorio interessato. “A nome di tutta l’amministrazione comunale - affermano Valentina Feti, sindaco di Casole d’Elsa, e Riccardo Gabellieri, assessore ai lavori pubblici - esprimiamo soddisfazione per una delle ultime grandi opere pubbliche portate avanti con determinazione da questa amministrazione e che, insieme al nuovo deposito dell’acqua del capoluogo, la cui inaugurazione sarà imminente, rappresenteranno un’importante risposta in termini di servizi alla cittadinanza”. Già negli anni ‘80 il comune di Casole d’Elsa aveva pianificato la realizzazione delle infrastrutture necessarie per la depurazione delle acque reflue (rete fognaria ed impianto di depurazione) e, negli anni successivi, aveva sostenuto investimenti proprio finalizzati a tale obiettivo. Negli anni precedenti, infatti, era stato realizzato il collettore fognario principale e gran parte della rete per convogliare gli scarichi dell’abitato di Pievescola ai piedi dell’area deputata ad ospitare il nuovo impianto di depurazione che, fino ad oggi, era rimasta opera incompiuta. La struttura ha una portata media di circa 8 mc/h (metri cubi l’ora) per arrivare ad una portata massima di oltre 17 mc/h. Oltre a garantire il rispetto dei normali limiti tabellari, l’impianto è stato concepito anche al fine di adeguare l’effluente alla Direttiva Cee ed al conseguente Dlgs 152/06 sulle acque reflue urbane per l’immissione in aree sensibili. Il trattamento delle acque di scarico si basa sul “sistema a fanghi attivi ad aerazione prolungata”, ampiamente collaudato presso molti impianti già in funzione, con ottimi rendimenti depurativi. Inoltre, tale sistema consente agevolazioni di natura gestionale, nonché la possibilità di automatizzare tutto il ciclo di processo, riducendo al minimo i consumi di energia

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Lettera aperta ai cittadini di Casole d’Elsa

Inserito da Claudio il 12 Novembre 2008

 Cari concittadini,
siamo ormai a pochi mesi di distanza, dalle prossime elezioni amministrative, che si svolgeranno nella primavera del prossimo anno.
Il Partito Democratico di Casole d’Elsa ha intrapreso un percorso politico che porterà alla scelta dei candidati ed alla stesura del programma elettorale. In questa fase avremo bisogno del contributo dei nostri elettori e simpatizzanti e di tutti coloro che veramente hanno a cuore il futuro di Casole.
Intendiamo percorrere questa strada all’insegna della trasparenza e nel rispetto dei tempi previsti dal regolamento del nostro partito.
Cercando ti essere concreti ed operativi distribuiremo alle famiglie casolesi un questionario dove ogni cittadino potrà esprimere il proprio parere sull’operato dell’Amministrazione e potrà indicare quali dovranno essere gli obiettivi di sviluppo per il futuro del nostro Comune.
Dalle risposte che ci perverranno, trarremo le linee di indirizzo per la costruzione del programma elettorale.
Riteniamo infatti che le prospettive future di questo territorio debbano essere determinate dalla volontà prevalente dei cittadini casolesi e non ispirate ad interessi di parte.
La macchina organizzativa del nostro partito ha tempi di risposta forse più lunghi di altri soggetti politici, ma questo garantisce pluralismo e dibattito interno.
Ci sono più livelli organizzativi dove potersi confrontare: i Circoli, l’Assemblea Comunale, gli organismi Provinciali.
Ogni rappresentante politico alla fine, deve rispondere del proprio operato, alla struttura d’appartenenza e comunque sempre di fronte al giudizio degli elettori.
Si è affacciato sullo scenario politico di Casole d’Elsa, un nuovo soggetto politico, che si presenta come Associazione Politico Culturale, ma che non nasconde la velleità di amministrare in futuro questo Comune.
Il nobile intento di contribuire al bene comune, dichiarato dall’associazione in un recente articolo apparso sulle pagine di un quotidiano locale, è certamente apprezzabile e potrebbe arricchire il dibattito politico nel nostro Comune, se non nascondesse (neanche troppo velatamente) la volontà di difendere interessi di parte rappresentati da gruppi egemoni interni, che ne potrebbero condizionare l’attività e le scelte amministrative.
Nel programma che ci apprestiamo a sviluppare ci pare di primaria importanza mantenere elevata la qualità della vita dei cittadini di Casole e uno sviluppo compatibile che ci consenta di preservare il nostro patrimonio più grande: l’ambiente.
Saremo felici di ricevere il contributo di quanti hanno a cuore il futuro della nostra comunità.
Cordiali saluti
PARTITO DEMOCRATICO
Casole d’Elsa

 
10/11/2008

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