Carceri, lo straniero rimane

Inserito da Massimo il 25 Settembre 2008

Carceri, lo straniero rimane (estratto dal Sole 24 ore)
Andrea Maria Candidi, Giovanni Parente
Pianeta diviso a metà sull’assistenza penale. Con l’eccezione di uno striminzito pugno di Stati, Africa e Asia alzano uno steccato quasi invalicabile alla cooperazione, non solo con l’Italia. È un responso senza appello quello che si ricava dalla cartina geografica dell’integrazione giudiziaria, costruita in base al censimento degli accordi bilaterali o multilaterali siglati dai vari Paesi. A partire dai casi più eclatanti, vale a dire India e Cina, in pratica mezzo mondo che non scende a patti con nessuno, quanto meno in tema di collaborazione tra organi giudiziari per indagini contro la criminalità internazionale.
Quello degli strumenti di cooperazione in materia penale è un tema tornato alla ribalta di recente, quando il ministro della Giustizia, alle prese con il riproporsi prepotente del problema dell’affollamento delle carceri, ha indicato nel trasferimento dei detenuti stranieri verso i Paesi di origine una strada da battere.
Come previsto su queste pagine il 7 aprile scorso, se il trend di ingressi degli ultimi mesi verrà confermato da qui alla fine dell’anno, all’inizio del 2009 gli istituti penitenziari italiani si troveranno, quanto a presenze, nelle stesse condizioni che hanno costretto il Parlamento nel 2006 ad approvare in tutta fretta la legge sull’indulto. E la ricetta Alfano (che comunque ha sottolineato l’imprescindibilità di investire nell’apertura di nuove carceri), alla luce del quadro non certo esaltante degli accordi internazionali, muove una goccia nell’oceano.
… tra i primi dieci Paesi di provenienza dei detenuti stranieri nelle carceri nostrane, solo in tre casi è ipotizzabile il trasferimento. Negli altri sette, tra cui Marocco, Tunisia e Algeria (da cui provengono quasi 8mila reclusi, il 40% del totale degli stranieri che al 31 agosto sfiorano le 21mila unità su un totale complessivo di circa 56mila detenuti), l’operazione è resa impossibile dall’assenza di uno strumento legislativo ad hoc. Le diplomazie sono dunque avvertite.
Allo stato le materie su cui si sono costruiti i rapporti di collaborazione con le autorità giudiziarie dei Paesi stranieri, cui l’Italia aderisce, sono sostanzialmente quattro: estradizione (e mandato d’arresto europeo), trasferimento di persone condannate, assistenza giudiziaria (che consente a un’autorità di chiedere agli organismi stranieri di procedere a indagini al posto suo), lotta al riciclaggio. Istituti regolati innanzitutto da quattro convenzioni europee - ma aperte alla firma anche oltre i confini del Vecchio continente - siglate a Parigi nel 1957 (estradizione) e a Strasburgo nel 1959 (assistenza giudiziaria), nel 1983 (trasferimento condannati, con protocollo addizionale del 1997) e nel 1990 (lotta al riciclaggio).
Questi i quattro caposaldi che, affiancati da una serie di accordi bilaterali, costituiscono l’ossatura normativa della complessa disciplina della cooperazione internazionale in materia penale. Alla fine, restano sulla carta 82 Paesi … che stringono rapporti con l’Italia, compresi quelli europei, con i quali la rete di collaborazione è a 360 gradi dopo l’ultimo tassello del mandato d’arresto europeo. Dunque, oltre i confini del mondo occidentale (anche le intere Americhe sono praticamente dotate di strumenti di cooperazione) e l’Oceania, rimane ben poco. Perché tra Africa e Asia si individuano solo tredici ordinamenti che hanno deciso di sottoscrivere perlomeno una forma di cooperazione.
Tra questi appaiono anche Algeria, Marocco e Tunisia che aderiscono però solo alla Convenzione europea in materia di estradizione. In cui parte attiva, che chiede cioè il trasferimento, non è lo Stato in cui è detenuto il cittadino straniero, ma lo Stato che sta ricercando la persona in questione perché ad esempio lì è stata inflitta la condanna. Questo vuol dire che verso l’Algeria, il Marocco o la Tunisia, l’Italia può trasferire solo cittadini ricercati o condannati da quegli ordini giudiziari, e non cittadini originari di quei Paesi ma condannati dai tribunali italiani…

Il glossario
Estradizione
È la consegna, allo Stato richiedente, di una persona ricercata o perché oggetto di una condanna definitiva a pena detentiva o a misura privativa della libertà personale o perché oggetto di una ordinanza di custodia cautelare in carcere
Mandato d’arresto europeo
Sostituisce, nella Ue, l’estradizione con una procedura di cattura e consegna delle persone ricercate. La consegna avviene non più attraverso le procedure estradizionali, gestite dalle autorità centrali degli Stati, ma con provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria
Assistenza giudiziaria
Attraverso tali strumenti, gli Stati possono prestarsi assistenza nella lotta contro la criminalità internazionale. Ad esempio, il giudice che deve svolgere indagini all’estero può chiedere alle Autorità di quello Stato di eseguirle in sua vece trasmettendone i risultati al Paese richiedente, ai fini del loro utilizzo nel processo. Anche le rogatorie sono atti di tale tipo
Trasferimento condannati
Consente ai cittadini di uno Stato, detenuti in espiazione di pena in un altro Stato, di essere trasferiti in quello d’origine per continuare a espiare la pena. Presso il Consiglio Ue è in discussione una proposta di decisione quadro in base alla quale il trasferimento delle persone condannate può prescindere, a determinate condizioni, dal consenso della persona da trasferire e dall’accordo tra gli Stati
Il quadro dei partner
L’Europa con le manette…
Paesi che hanno tutti gli strumenti compreso il mandato d’arresto europeo
Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria
…e quella senza
Paesi che hanno tutti gli strumenti ma non il mandato d’arresto europeo
Albania, Andorra, Armenia, Azerbaijan, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Georgia, Islanda, Liechtenstein, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Norvegia, San Marino, Serbia, Svizzera, Turchia, Ucraina
Dove lo scambio è possibile
Paesi che hanno strumenti in tema di estradizione e trasferimento detenuti
Australia, Bahamas, Bolivia,Canada, Costarica,Cuba, Israele,Perù,Stati Uniti, Venezuela
Niente trasferimento
Paesi che hanno strumenti in tema di estradizione, ma non trasferimento detenuti
Algeria, Argentina, Brasile, ElSalvador, Kenia, Lesotho, Libano, Marocco, Messico, Monaco, Nuova Zelanda, Paraguay, Russia, Santa Sede, Singapore, Sri Lanka, Sud Africa, Tunisia, Uruguay
Estradizione off limits
Paesi che hanno strumenti in tema di trasferimento detenuti ma non di estradizione
Cile, Ecuador, Giappone, Hong Kong, Mauritius, Panama, Thailandia, Tonga, Trinidad e Tobago

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