INCONTRO CON LE ASSOCIAZIONI VENATORIE

Inserito da casoledelsa il 22 Settembre 2008

 

 

GIOVEDI 18 SETTEMBRE, SI E’ TENUTO A CASOLE,  PRESSO LA SEDE DEL PD, IN VIA CASOLANI IL SECONDO INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI DEI CACCIATORI E L’ASSESSORE PROVINCIALE ALLA CACCIA E ALL’AMBIENTE, CLAUDIO GALLETTI.

ALLA PRESENZA DEL SINDACO DI CASOLE VALENTINA FETI, DEI RAPPRESENTANTI COMUNALI E PROVINCIALI DI FEDERCACCIA E ARCICACCIA SI E’ PARLATO DELL’ATTIVITA’ DI CACCIA NELLA ZONA DI BERIGNONE

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E LA PROVINCIA DI SIENA STANNO SVOLGENDO  OPERA DI MEDIAZIONE CON L’AZIENDA AGRITURISTICO VENATORIA BERIGNONE.

SI STA PROFILANDO UN ACCORDO SULLA CONFIGURAZIONE DEGLI AMBITI VENATORI  TRA  LA SOCIETA’ E LE ASSOCIAZIONI DEI CACCIATORI.

LE PARTI SI DOVRANNO REINCONTRARE , PER UNA DECISONE DEFINITIVA, ENTRO IL 1-11-2008.

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CRESCITA DIMEZZATA IN EUROPA

Inserito da Massimo il 22 Settembre 2008

(Estratto da Il sole 24 ore)
Adriana Cerretelli
BRUXELLES. Dal nostro inviato
Italia in stagnazione. Eurolandia sull’orlo della recessione. Sono decisamente finiti i tempi in cui ci si illudeva di sfuggire agli shock globali, finanziari o petroliferi che fossero, ripetendo il mantra dei fondamentali europei sani. Il commissario Ue Joaquin Almunia, il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, quello della Bce Jean-Claude Trichet, tutti in coro ieri a Bruxelles hanno dovuto prendere atto che la realtà è un’altra e molto grama.
Da un anno all’altro le attese di crescita nella zona euro si sono letteralmente dimezzate: dal 2,6% del 2007 oggi si spera di arrivare all’1,3% per il 2008 (ma non è detto), quando ancora in aprile si inseguiva l’1,7. L’inflazione annua corre al 3,6% quando in aprile era attesa al 3,1. «Un anno di turbolenze sui mercati finanziari, il raddoppio dei prezzi del petrolio, la correzione su alcuni mercati immobiliari hanno avuto un impatto sull’economia» ha detto Almunia presentando le sue previsioni.
Davanti all’Europarlamento Juncker ha evocato senza mezzi termini «il rischio di recessione tecnica (due trimestri consecutivi di contrazione del Pil, ndr)». In ogni caso la Germania già si trova in recessione tecnica, Spagna e Gran Bretagna ci andranno nel secondo semestre. Pur parlando di «una fase di depressione con un terzo trimestre che si annuncia debole» e di «rischi ancora orientati al rialzo» per l’inflazione, Trichet ha sottolineato che la ripresa economica dovrebbe tornare ad affacciarsi «nel corso del 2009».
Come la Francia, l’Italia sfugge ai due trimestri negativi. Però registra il peggior tasso di crescita dell’area, decisamente lontano dal valore medio. Quasi nullo, il suo dato, con lo 0,1% per il 2008 contro lo 0,5 che Bruxelles ancora prevedeva in aprile e contro l’1,5% messo a segno nel 2007. Peggiora anche l’inflazione, che nelle attese sale dal 3 al 3,7%, ma in questo caso è in linea con la media. Solo in Germania su base annua la crescita tiene all’1,8% senza variazioni. In Francia cala dall’1,6 all’1, in Spagna dal 2,2 all’1,4, in Gran Bretagna dall’1,7 all’1,1.
L’analisi di Bruxelles sulle ragioni della scarsa performance italiana è scoraggiante. Viene spiegata con la caduta dei consumi privati sotto la spinta del caro-prezzi e del conseguente calo del reddito disponibile, con la riduzione dei profitti delle imprese e relativi investimenti. Quindi meno importazioni e meno export. «Le prospettive per i prossimi mesi restano sfavorevoli tra deterioramento delle competitività e rallentamento della domanda mondiale. La sfida resta il recupero della competitività sul lato dei costi», si legge nelle previsioni che ci riguardano. Non solo. «I notevoli aumenti dei salari nonostante la scarsa crescita della produttività, combinati con una concorrenza interna limitata, rischiano di frenare un rapido declino dell’inflazione».
Detto questo, Almunia ieri ha ribadito il giudizio positivo sulla programmazione triennale del bilancio italiano non meno che sull’impegno del Governo a tenere il deficit sotto controllo. Da Juncker la promozione della Robin Tax sui profitti dei gruppi petroliferi: «È una decisione giudiziosa. Chi avrebbe immaginato che fosse Berlusconi ad adottarla mentre gli anglosassoni, i campioni del liberismo e della concorrenza, nazionalizzano le banche?».
Alla vigilia dell’Ecofin che si terrà a Nizza nel week-end e parlerà molto anche della crisi finanziaria internazionale e dei modi per tentare di governarla, Trichet ieri, sia pure con grande cautela, non ha escluso per la Bce un maggior ruolo di supervisione bancaria. «Dovremmo di sicuro prenderlo in considerazione molto attentamente» anche se, ha aggiunto, «spingiamo per il massimo di cooperazione e scambio di informazioni in Europa e nell’area euro». Juncker gli ha subito mandato a dire di «non essere favorevole a un’autorità centrale ma a un regolamento comune». Poi ha attaccato la multiforme rappresentanza dell’area euro nelle sedi internazionali: «Ridicola. Non vedo perché accanto al presidente della Bce ci debba essere una legione di governatori nazionali». Mini-scaramucce che annunciano un caldo Ecofin a Nizza.

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