CASO ALITALIA

Inserito da Claudio il 17 Settembre 2008

alitalia

Un pasticcio

Dopo l’abbandono del tavolo di contrattazione delle nove sigle sindacali, Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare i sindacati arrivando ad affermare che se la trattativa fallisse per un “egoismo irragionevole”, il governo non potrebbe “garantire” quanto promesso ai 3.250 esuberi previsti dal piano di salvataggio di Alitalia. Ci sarebbe cioè una “drastica” riduzione di sostegni e rimborsi, e che le parti in causa “devono considerare anche questo”. Una minaccia alla quale ha risposto la Cgil che considera le parole del premier “inaccettabili e non consone all’alto ruolo che ricopre” . Dopo questi fatti la Cgil ha chiesto al presidente del Consiglio Berlusconi “più rispetto, più misura e di evitare goffi tentativi di scaricare su altri responsabilità che sono, per la quota che gli compete, anche sue”, responsabilità pesanti dopo gli annunci spot lanciati durante la campagna elettorale sulla imminente cordata italiana, che misero in fuga Air France-Klm facendo fallire la trattativa allora in corso, molto più vantaggiosa economicamente e soprattutto meno drammatica in fatto di esuberi, visto che all’epoca, solo cinque mesi fa, si parlava poco meno di 2500 tagli a fronte degli attuali 3250 dichiarati, che potrebbero aumentare notevolmente. Anche perché il commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, ha appena fatto sapere che “nell’immediato non ci sono problemi di operatività per i voli Alitalia, ma i soldi non sono pochi, sono pochissimi, e stanno per finire”.

La situazione peggiore di ora in ora, e i disagi cominciano a farsi sentire in tutto il Paese. Il Cub ha proclamato nella giornata del 17 settembre quattro ore di sciopero, dalle 12.00 alle 16.00, e in corso anche agitazioni del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana). Le conseguenze previste per ora a Fiumicino sono limitate a Meridiana che ha programmato la cancellazione di tre voli: uno per Olbia e due per Cagliari. Air One non prevede invece soppressioni. Cancellati anche 40 voli mentre la Sea, indetto originariamente sempre per iol 17 settembre, dalle sigle Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas, è stato posticipato di un mese, al 17 ottobre prossimo.

Tra l’altro la Guardia di Finanza ha fatto visita alla sede di via della Magliana per acquisire, su delega della procura di Roma, una serie di documenti, tra cui i bilanci consolidati con le relative certificazioni da parte delle società di revisione, degli ultimi dieci anni. L’inchiesta non ha nulla a che vedere con l’attuale trattativa in corso per il salvataggio della compagnia di bandiera, ma solo la parte precedente culminata con la dichiarazione di insolvenza da parte del tribunale civile del 5 settembre scorso. Il fascicolo processuale, allo stato, rimane senza ipotesi di reato e senza indagati.

Per il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni “quello di Alitalia è un pasticcio tra i più gravi della storia dell’Italia del dopoguerra che lascerà i suoi miasmi ancora per molto tempo”. Un pasticcio, osserva Veltroni, ancor più “insopportabile” perché il governo vuol far pagare i prezzi di questo pasticcio a lavoratori che guadagnano 1300 euro al mese o a giovani precari ormai da molti anni”. A questo punto il segretario del PD denuncia come “il premier e molti uomini della sua maggioranza, al posto di riconoscere gli errori e i guai causati dalle loro decisioni, si esercitano a rovesciare le colpe sui sindacati, in particolare sulla Cgil, e sui dipendenti della compagnia”.

Ore di attesa, dunque, per Alitalia. Mentre sindacati e governo cercano l’accordo per quello che resta della compagnia di bandiera italiana, alla Camera si è tenuta anche un ‘audizione del commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani, il quale, vista la situazione di poca trasparenza, ha rinnovato l’appello per il rispetto della normativa e dei principi dell’UE. Non solo il commissario, viste le modalità con cui il governo sta procedendo nel risolvere la questione Alitalia, ha proposto un soggetto ”incaricato della supervisione dell’intera procedura di Alitalia per garantire il rispetto del diritto comunitario e internazionale, soggetto che avrebbe l’obbligo di riferire periodicamente alla Commissione”. Infatti durante l’audizione Tajani ha elencato i principi della normativa europea alla quale il governo dovrebbe ispirarsi, si tratta di “importanti precisazioni - come osserva Marco Filippi, capogruppo PD in commissione Lavori pubblici - che addensano molte nubi sull’operazione Alitalia: in particolare, Tajani ha sottolineato che la vendita degli asset della bad company deve avvenire a prezzo di mercato, che la nuova acquisizione del personale deve avvenire attraverso una nuova assunzione da parte della nuova società e che l’acquisizione degli slot deve avvenire in maniera trasparente e con procedure di evidenza pubblica, così come previsto dalle norme comunitarie. Ma soprattutto ha raccomandato la separazione netta tra la vecchia e la nuova società, oltre a segnalare l’opportunità per il governo di formalizzare la richiesta all’UE della nomina di un valutatore delle procedure in questione, come elemento di reciproca garanzia”. A questo punto sottolinea Filippi “è evidente che alla luce del provvedimento all’esame del Parlamento e delle trattative in corso, dove i rappresentanti del vecchio personale contratta le condizioni per il nuovo, i termini richiesti dall’UE non sono rispettati. Da tempo sono venuti meno i criteri di trasparenza, di corretta informazione istituzionale e sopratutto di deroga assoluta alle elementari norme di concorrenza del mercato”.

I criteri espressi dall’UE - incalzano le senatrici PD Francesca Marinaro e Marilena Adamo, rispettivamente capogruppo del PD e componente della commissione Politiche delle UE del Senato - “sembrano del tutto in contraddizione con l’operato del governo”. Infatti, come spiegano le due senatrici, “per quanto riguarda la trasparenza nelle procedure adottate, non sono state per nulla trasparenti, non c’è stata nessuna gara, si vuole procedere con una modifica ad hoc della legge Marzano ed infine l’advisor, BancaIntesa, è uno dei soggetti che dà vita alla nuova compagnia nonché il principale creditore di AirOne, e altro soggetto che dà vita alla nuova società.”.

Tra l’altro nel corso dell’audizione è stato sollevato il problema del prestito ponte per il quale, ha dichiarato Tajiani, ”è stata aperta una procedura investigativa per un sospetto che si trattasse di aiuto di Stato
illegittimo”. Anche se, come precisa, “non si emette una sentenza di condanna prima del processo”, il commissario ha anche spiegato che “se al termine delle indagini, il finanziamento risulterà non in sintonia, chiederemo all’ Alitalia di restituire i 300 milioni che ha ricevuto”, richiesti dal premier Berlusconi. Per Filippi “è evidente quindi che la procedura di investigazione in corso, salvo improbabili significative inversioni di rotta, si concluderà con una sentenza di infrazione comunitaria e, quindi, con la conseguente richiesta di restituzione del prestito ponte. C’è da chiedersi chi mai potrà risarcire lo Stato di questo denaro dato che i margini sui lavoratori si sono già esauriti. Tutto ricadrà inevitabilmente sugli utenti con un aggravio delle tariffe”.

Intanto il decreto legge su Alitalia approderà in aula al Senato martedì 30 settembre e dovrebbe essere votato entro giovedì 2 ottobre.

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