“L’America deve voltare pagina”

Inserito da barbara il 29 Agosto 2008

DENVER - Circondato da una folla enorme, completamente impazzita, Barack Obama ha chiuso la Convention democratica con un grande appello a cambiare il Paese e a chiudere l’era “fallimentare” di George W. Bush: “America, siamo migliori di come siamo stati in questi ultimi otto anni. Siamo un Paese migliore di così”.Accettando la candidatura per la corsa alla Casa Bianca “con profonda gratitudine e umiltà” esattamente 45 anni dopo lo storico discorso di Martin Luther King “I have a dream”, il senatore nero ha parlato allo stadio di Denver davanti a 84mila persone, che sventolavano bandierine a stelle e strisce, alzavano i cartelli con la scritta “Change” e lo interrompevano con continue standing ovation, presentando il suo sogno di rinascita. Ma il suo discorso, come promesso, è stato meno retorico del solito: più diretto, grintoso e di sostanza. Pensato per convincere gli elettori indecisi, per mostrare che Obama ha davvero delle ricette per riformare gli Stati Uniti e può essere un Comandante in Capo di cui fidarsi.

Per la prima volta ha anche attaccato a fondo John McCain, clone di una “presidenza fallita”, smontando le sue politiche pezzo per pezzo: “Che cosa pensate di qualcuno convinto che Bush ha ragione in oltre il 90 per cento dei casi? Non so quale sia la vostra impressione, ma io non sono disposto ad avere solo un 10 per cento di cambiamenti”.

“McCain - ha detto - è tutto tranne che indipendente. Dice che la nostra economia ha fatto “grossi progressi” con George Bush. Dice che i fondamentali dell’economia sono solidi. E quando uno dei suoi consiglieri - ha aggiunto parlando dello stratega economico Phil Gramm - ha parlato delle preoccupazioni degli americani l’ha fatto chiamandoli “una nazione di frignoni” e ha detto che il vero problema è “la recessione mentale” di chi la abita e non la crisi che gli Stati Uniti stanno attraversando. Una nazione di frignoni? Andatelo a dire ai lavoratori dello stabilimento del Michigan che, pur avendo scoperto che la fabbrica avrebbe chiuso, hanno continuato ad andare al lavoro perché sapevano di essere le persone su cui la gente contava. Andatelo a dire alle famiglie dei nostri soldati, che si sono fatti tre turni in Iraq. Non sono frignoni, sono l’America che conosco”.

Poi ha raccontato il suo programma: “Fatemi spiegare esattamente cosa significherà cambiamento se divento presidente”: indipendenza dal petrolio mediorientale in dieci anni, lavorando ad eliminare gli sprechi ed investendo sulle energie verdi; tagli fiscali alla classe media e non ai più ricchi e alle multinazionali che portano il lavoro fuori dall’America; un’istruzione di livello per tutti i bambini e un sostegno economico agli studenti per pagare l’università; impedire che le assicurazioni sanitarie possano discriminare chi è malato; ritirare le truppe dall’Iraq e concentrarsi nella battaglia contro i terroristi in Afghanistan, con l’obiettivo di catturare Bin Laden. “McCain - ha aggiunto - dice che andrà a prenderlo inseguendolo fino alle porte dell’inferno, peccato non siano andati a cercarlo nelle caverne in cui si nasconde”.

Non ha avuto tentennamenti, questa volta ha detto chiaro che l’America si può fidare dei democratici, il partito di Roosevelt e dei Kennedy, e si può fidare di lui: “Non avrò esitazioni a difendere questo Paese e, se necessario, invierò le nostre truppe ma con una missione chiara e il sacro impegno di dare a loro l’equipaggiamento di cui hanno bisogno in battaglia e l’assistenza che meritano quando torneranno a casa”.

Con queste parole ha toccato le corde del patriottismo americano, tanto che la platea democratica è scattata in piedi e ha cominciato a scandire all’unisono: “Usa, Usa, Usa”. “Sarò un presidente - ha concluso dopo 44 minuti - che guarda al futuro e non al passato. Ma ricordatevi, queste elezioni non sono su di me ma riguardano voi tutti”.

Il finale è stato spettacolare, più da concerto o da Olimpiadi che da Convention politica: una pioggia di coriandoli, i fuochi d’artificio e un applauso infinito.

 

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ITALIA CONDOMINIO DI ESTRANEI

Inserito da Claudio il 26 Agosto 2008

DI ILVO DIAMANTI
NON è facile percepire quanto sia cambiato il mondo intorno a noi, in poco tempo. Non il Mondo. Ma il “piccolo” mondo che ci circonda. Il territorio. Il nostro paese, la nostra città, il nostro quartiere, le case e le strade vicino a casa nostra. E’ avvenuto tutto in fretta, negli ultimi anni, anzi, negli ultimi decenni. I nostri occhi si sono abituati a vedere scomparire gli spazi, l’orizzonte. Si sono abituati a non vedere. Per cui “non” vediamo più, senza rendercene conto.

D’altronde, la casa è una vocazione nazionale. L’Italia: Paese di piccoli paesi, un Paese di compaesani (come lo ha definito, con una formula felice, il sociologo Paolo Segatti). Ha sempre inseguito il mito della “casa”. Luogo e, al tempo stesso, simbolo di una società centrata sulla famiglia. Dove le case si trasmettono per via generazionale, dai genitori ai figli. Una società, per questo, “stabile”, quasi immobile, anzi: immobiliare (abbiamo detto, in altre occasioni). Per cui la dilatazione edilizia non ci ha spaventati. Ci è sembrata naturale. Una casa per ogni famiglia. E per ogni figlio, se possibile. Non ci siamo accorti, anche per questo, del cambiamento intorno a noi. E, comunque, ci siamo abituati. L’abbiamo percepito come un costo necessario.

D’altronde, tutto ha un prezzo e non si può pretendere di conquistare il benessere, se non la ricchezza, senza rinunciare a qualcosa. Un pezzo di paesaggio, un frammento di ambiente, un metro di territorio, un po’ d’aria, un angolo di orizzonte. E, via via, una cerchia di relazioni personali e sociali, una scheggia di vita quotidiana. Fino a ritrovarsi racchiusi in una nicchia, da soli in mezzo agli altri. Non vorremmo replicare la ballata del ragazzo della via Gluck. Lamentare che “là dove c’era l’erba ora c’è… una città”. (Anche se la nostalgia è un vizio che conviene, a volte, coltivare).

Ci interessa, tuttavia, segnalare che il processo immobiliare, negli ultimi due decenni e soprattutto negli ultimi anni, ha assunto una velocità cosmica e un’estensione devastante, quanto gli effetti che ha prodotto. In Italia più che altrove. Secondo le valutazioni di Maria Cristina Treu (Presidente del CeDaT - Centro di Documentazione dell’Architettura e del Territorio del Politecnico di Milano), negli anni Novanta (dati Eurostat) le costruzioni, in Italia, hanno sottratto all’agricoltura circa 2.800.000 ettari di suolo. Ogni anno si consumano 100.000 ettari di campagna (il doppio della superficie del Parco Nazionale dell’Abruzzo). D’altra parte “l’Italia è anche il primo paese d’Europa per disponibilità di abitazioni; ci sono circa 26 milioni di abitazioni (di cui il 20% non occupate), corrispondenti a un valore medio di 2 vani a persona”.

Ragionando sui dati Eurostat di Germania e Francia (come ha osservato l’economista Giancarlo Corò), emerge che negli anni Novanta l’Italia ha urbanizzato un’area più che doppia di suolo rispetto alla Germania (1,2 milioni di ettari) e addirittura 4 volte quello della Francia (0,7 milioni di ettari). I riferimenti statistici più recenti (Cresme/Saie 2008) sottolineano come questa tendenza, negli ultimi anni, abbia conosciuto una ulteriore, violenta accelerazione. Dal 2003 ad oggi, infatti, sono state costruite circa 1.600.000 abitazioni (oltre il 10% delle quali abusive). Per contro, è noto che, da vent’anni, la popolazione in Italia non solo non è cresciuta ma è, al contrario, calata sensibilmente. E solo negli ultimi anni ha dato segni di ripresa, grazie al contributo degli immigrati. Il nostro Paese si è, dunque, urbanizzato in modo ampio, rapido, violento.

Ma per ragioni che solo in parte - limitata, peraltro - si possono ricondurre alla “domanda sociale”. All’evoluzione demografica, ai cambiamenti negli stili e nell’organizzazione della vita delle persone. Semmai è vero il contrario: gli stili e l’organizzazione della vita delle persone hanno subito mutamenti significativi e profondi in seguito alla rivoluzione immobiliare del nostro territorio. Anche se si tende a dimenticarlo, visto che l’attenzione si è concentrata altrove: sulle conseguenze economiche e finanziarie del fenomeno a livello globale. Visto che la casa e l’edilizia, dopo essere state, per anni, il principale motore della crescita, da qualche tempo si sono trasformate nel principale motore della crisi. In Italia, peraltro, i comuni hanno finanziato la loro “autonomia” e fronteggiato il calo dei trasferimenti dello Stato soprattutto con gli oneri di fabbricazione e la fiscalità legata alla casa (l’Ici).

Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali, industriali si sono moltiplicate. Senza limiti. Senza troppi vincoli. Ci hanno guadagnato in molti. Immobiliaristi e banche. Gli enti locali. Ma anche molti privati (impresari, ma anche proprietari di terreni). Così, abbiamo consumato in fretta il territorio, l’ambiente e, negli ultimi tempi, lo sviluppo e i risparmi. Ma anche (soprattutto, vorremmo dire) la società. Che esiste dove, quando e se ci sono relazioni, associazioni, luoghi e occasioni di incontro. Proprio quel che si è perduto in questi anni, nelle stesse zone dove esistevano e resistevano legami di comunità radicati e solidi. Come nel Centronord e soprattutto nella pedemontana del Nord e nel Nordest: aree policentriche, disseminate di piccoli paesi. Provate a girarle facendo attenzione ai cartelli che fiancheggiano le strade. Molti dei quali annunciano che lì vicino sta sorgendo, oppure è sorto, un “villaggio Margherita” oppure Quadrifoglio, un “quartiere Europa” o Miramonti.

Tanti insediamenti grandi o piccoli, disseminati di palazzi, villette a schiera, appartamenti di varia metratura, garage interrati. Intorno: prati un po’ esangui, strade e rotonde. Rotonde, rotonde e ancora rotonde. Magari una pista ciclabile. Al centro una piazza - veramente finta - attrezzata con panchine e magari un prato. Perlopiù ridotta a parcheggio, dove i bambini non giocano e gli adulti non si fermano a parlare. Accanto: altri quartieri e altri villaggi nuovi. Sorgono senza seri progetti di integrazione, socializzazione. Senza politiche finalizzate a costruire relazioni sociali, oltre agli immobili. Né ad alimentare la vita pubblica, oltre alla rendita privata. Località artificiali, dove confluiscono migliaia e migliaia di persone. Migliaia e migliaia di estranei. Di stranieri, immigrati: anche se sono veneti, lombardi, marchigiani. “Italiani veri”: da generazioni e generazioni. Ma in realtà: apolidi. Abitanti del “villaggio Margherita” e del “condominio Europa”.
È così che siamo diventati un paese di stranieri. Individui poveri di relazioni, sempre più soli e impauriti. Che passano la gran parte del loro tempo in casa. Con scarsi ed episodici contatti con il mondo circostante.

Principale fonte di conoscenza del mondo: la televisione. Comunicano con gli altri attraverso i cellulari e - i più competenti - le e-mail. Abituati a relazioni senza empatia, frequentano i centri commerciali, non solo per “consumare” ma per uscire di casa, per incontrare gente. Si tuffano nelle notti bianche, negli eventi di massa. Dove gli altri sono “folla” e restano “altri”. Estranei. Questo ci pare il problema principale, oggi. La scomparsa della società, sostituita da un’opinione pubblica pallida. Artificiale. Atomizzata. Non “Opinione”, ma “opinioni”, raccolte dai sondaggi, rappresentate “dai” e “sui” media. Più che “opinione pubblica”: pubblico. Spettatori. Persone senza città. Non-cittadini.

(24 agosto 2008)

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PROGRAMMA

Inserito da casoledelsa il 22 Agosto 2008

PRIMA FESTA PROVINCIALE PER IL PARTITO DEMOCRATICO
“IN FESTA NELLA TERRA DOVE I SOGNI DIVENTANO REALTA’
GIOVEDÌ 7 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
In Festa nella terra dove i sogni diventano realtà
Stefano Bisi, caporedattore de Il Corriere di Siena
Intervista
Fabio Ceccherini, presidente della Provincia di Siena
Simone Bezzini, segretario provinciale del Partito democratico
Presiede
Riccardo Burresi, presidente Assemblea provinciale del Partito democratico
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Spettacolo di musica, ballo e cabaret del Gruppo danze sportive MG Siena
ORE 21.30 - BALERA
Lo stress caballeros

VENERDÌ 8 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Una terra dove affetti e lavoro possono marciare insieme
A tu per tu con
Fiorenza Anatrini, assessore provinciale al welfare
Rosanna Pugnalini, consigliere regionale del Partito democratico
L’iniziativa sarà accompagnata dalle testimonianze più significative della provincia di Siena
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Pink Noise in concerto Tributo ai Pink Floyd
ORE 21.30 - BALERA
Francesco e Alessandra

SABATO 9 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Una terra dove l’agricoltura e le produzioni di qualità sono una realtà
A tu per tu con
Susanna Cenni, membro Commissione agricoltura della Camera dei Deputati
Claudio Galletti, assessore provinciale all’agricoltura
L’iniziativa sarà accompagnata da una degustazione di prodotti tipici, curata dell’Enoteca Italiana, e da testimonianze del mondo agricolo senese
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Fortezza fest con i gruppi Vandermars, Viola Noir e Thank you for the Drum Machine
ORE 21.30 - BALERA
Diana live

DOMENICA 10 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Il Partito democratico a Siena
Gaia Tancredi, giornalista de Il Corriere di Siena
Francesco Meucci, giornalista La Nazione di Siena
Intervistano
Franco Ceccuzzi, segretario comunale del Partito democratico di Siena
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Fortezza fest con i gruppi Mister Pink, Yes Ex Press, Elton Junk
ORE 21.30 - BALERA
I Delfini

LUNEDÌ 11 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Polo biomedicale senese: un settore dove il connubio tra ricerca, innovazione e impresa è realtà
A tu per tu con
Fabio Ceccherini, presidente della Provincia di Siena
Silvano Focardi, rettore dell’Università degli studi di Siena
Enrico Rossi, assessore regionale al diritto alla salute
Alessandro Starnini, vicesegretario del Partito democratico di Siena
L’iniziativa sarà accompagnata da testimonianze su alcune significative esperienze del settore
Coordina e intervista: Pino Di Blasio, giornalista de La Nazione
ORE 21.30 - ANFITEATRO
PAOLO HENDEL in “Il bipede barcollante”

MARTEDÌ 12 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Provincia di Siena: una terra all’avanguardia nella gestione dei rifiuti
A tu per tu con
Marco Buzzichelli, amministratore delegato Sienambiente
Daniele Fortini, presidente nazionale Federambiente
Claudio Galletti, assessore provinciale all’ambiente
Coordina e intervista: Massimo Sollazzini, giornalista
L’iniziativa sarà accompagnata da testimonianze sulle esperienze più innovative sul ciclo dei rifiuti in provincia di Siena
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Spettacolo teatrale e musicale “Jonny trent’anni”, di Gabriele Valentini con gli Adrenaline Junky
ORE 21.30 - BALERA
Nando e il suo complesso
MERCOLEDÌ 13 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Provincia di Siena: una terra dove dare credito a chi non ha credito diventa una realtà
A tu per tu con
Fiorenza Anatrini, assessore provinciale al welfare
Mario Marzucchi, presidente Microcredito di solidarietà spa
Angelo Riccaboni, preside della Facoltà di economia dell’Università degli studi di Siena
Coordina e intervista: Augusto Mattioli, giornalista de L’Unità
L’iniziativa sarà accompagnata da testimonianze sull’esperienza del microcredito in provincia di Siena
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Il mago e illusionista Secrik
ORE 21.30 - BALERA
Trio luna

GIOVEDÌ 14 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Un nuovo alfabeto riformista all’altezza delle sfide del nostro tempo
A tu per tu con
Simone Bezzini, segretario provinciale del Partito democratico
Gianni Cuperlo, deputato del Partito democratico
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Spettacolo teatrale
La Lut presenta: “D’amore e ombra” di e con Ugo Giulio Lurini
ORE 21.30 - BALERA
I Borgogni

VENERDÌ 15 AGOSTO
ORE 17
Tombola gigante
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Siena Jazz Quintet in concerto
ORE 21.30 - BALERA
I ribelli del Fox

SABATO 16 AGOSTO
ORE 21.30 - BALERA
Quelli delle note

DOMENICA 17 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Dalla provincia di Siena al Parlamento: un viaggio con i deputati senesi
A tu per tu con
Franco Ceccuzzi, deputato del Partito democratico
Susanna Cenni, deputato del Partito democratico
Coordina e intervista: Cristiana Mastacchi, giornalista Canale Tre Toscana
ORE 21.30 - ANFITEATRO
“Teatralmente insieme sotto le stelline d’agosto”, spettacolo per bambini con marionette e burattini

LUNEDÌ 18 AGOSTO
ORE 21.30 - ANFITEATRO
I sei ottavi in concerto. Tributo a Rino Gaetano
ORE 21.30 - BALERA
I delfini

MARTEDÌ 19 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Provincia di Siena: una terra dove vincere la sfida per un’energia rinnovabile e pulita è possibile
A tu per tu con
Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecologisti Democratici
L’iniziativa sarà accompagnata da testimonianze sulle esperienze più innovative del settore in provincia di Siena
ORE 21.30 - ANFITEATRO
“A.N.N.A. amore non ne avremo”
Spettacolo teatrale in occasione del 30° anniversario della morte di Aldo Moro e Peppino Impastato
ORE 21.30 - BALERA
Trio luna

MERCOLEDÌ 20 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
La città che cambia: le grandi trasformazioni urbanistiche a Siena
A tu per tu con
Maurizio Cenni, sindaco di Siena
Luciano Cortonesi, capogruppo del Partito democratico
Alessandro Trapassi, vicesegretario comunale del Partito democratico
Coordina e intervista: Alessandro Lorenzini, giornalista
ORE 21.30 - ANFITEATRO
PFM canta De Andrè. Tour 2008-2009

GIOVEDÌ 21 AGOSTO
ORE 20.30
Gara podistica Fortezza - San Miniato - Fortezza organizzata in collaborazione con UISP Siena
ORE 21.00 - ANFITEATRO
La sfida riformista in Italia e in Europa
Intervista a
Piero Fassino, ministro affari esteri del governo ombra del Partito democratico
Coordina e intervista: Daniele Magrini, giornalista
ORE 21.30 - BALERA
Amici della notte

VENERDÌ 22 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Provincia di Siena: una realtà dove industria e artigianato crescono in armonia con l’ambiente
A tu per tu con
Andrea Lulli, membro commissione attività produttive della Camera dei Deputati
Mauro Mariotti, assessore provinciale alle attività produttive
Coordina e intervista: Raffaello Ginanneschi, giornalista
L’iniziativa sarà accompagnata da testimonianze del mondo imprenditoriale e istituzionale della provincia di Siena
ORE 21.30 - ANFITEATRO
GEM BOY in concerto. Fiches Tour
ORE 21.30 - BALERA
Il gatto e la volpe

SABATO 23 AGOSTO
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Crescita, innovazione e sostenibilità. Le nostre sfide per il governo del territorio
A tu per tu con
Riccardo Conti, assessore regionale al governo del territorio
Silvana Micheli, assessore provinciale all’urbanistica e pianificazione territoriale
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Spettacolo di danza dell’Associazione Siena Danza, diretta da Anastasia Sardo
ORE 21.30 - BALERA
I ribelli del fox
ORE 21.30 - ANFITEATRO
L’Asino come sopravvivere al terzo millenno. Tributo ai grandi cantautori italiani

DOMENICA 24 AGOSTO
ORE 17.00
Tombola gigante
ORE 21.00 - SPAZIO DIBATTITI
Partito democratico: il nostro impegno per l’Italia
A tu per tu con
Giuseppe Fioroni, coordinatore nazionale area organizzazione del Partito democratico
Andrea Manciulli, segretario regionale del Partito democratico
Alberto Monaci, capogruppo del Partito democratico Regione Toscana
ORE 21.30 - ANFITEATRO
Finale Rock Kontest Siena. Gara musicale tra gruppi emergenti della provincia di Siena
ORE 21.30 - BALERA
Diana Live

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FESTA PROVINCIALE

Inserito da Claudio il 22 Agosto 2008

Vigni: “Un protocollo d’intesa per fare di Siena una capitale delle energie rinnovabili”
Presentare al grande pubblico le eccellenze delle Provincia di Siena nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. E’ stato questo lo scopo dell’iniziativa svoltasi nei giorni scorsi presso la Festa del Partito Democratico di Siena, alla quale hanno partecipato Fabrizio Vigni, portavoce nazionale degli Ecologisti democratici e presidente dell’agenzia provinciale per l’energia e Andrea Marrucci, responsabile provinciale ambiente del Pd. Tra ospiti della serata, inoltre, erano presenti: Pietro Del Zanna, assessore provinciale all’energia; Alessandro Piazzi, amministratore delegato di Intesa; Piero Sassoli, direttore Tra.In; Giuliano Simonetti, presidente Comunità montana Amiata Val d’Orcia.

“Il mio obiettivo - ha sottolineato Fabrizio Vigni - come presidente dell’agenzia provinciale per l’energia e l’ambiente, è quello di far divenire Siena un luogo di eccellenza non solo nella promozione del risparmio energetico e nella diffusione delle rinnovabili, ma anche nella creazione di un polo di ricerca, innovazione tecnologica e produzione di impianti nel settore dell’energia pulita. Un polo in grado di attrarre sul nostro territorio competenze scientifiche e industrie, favorendo lo sviluppo delle imprese già presenti e la nascita di nuove attività”.

“Si tratta - ha continuato Vigni - di sviluppare una ‘eco-industria’ che per le sue caratteristiche appare coerente con le vocazioni della nostra provincia e potrebbe diventare, in prospettiva, un settore strategico per l’economia senese. Entro settembre contiamo di definire, attraverso un protocollo di intesa, un piano di azione comune delle istituzioni senesi. E’ una scommessa importante per il futuro della nostra provincia. Del resto - ha concluso il portavoce degli ecologisti democratici - sta iniziando in tutto il mondo una rivoluzione energetica ed ambientale, che nei prossimi decenni dovrà portare a ridurre l’uso del petrolio, per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici. Le nuove frontiere sono quelle delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica”.

“La chiave dello sviluppo - ha dichiarato Andrea Marrucci, responsabile provinciale ambiente del Pd - è l’energia ambientale e rinnovabile, intervenendo subito sul risparmio energetico e sull’efficienza energetica, due concetti da non confondere, a partire dal campo dell’edilizia pubblica e privata. E’ fondamentale, inoltre, il ruolo del decisore pubblico per farsi sostenitore di buone pratiche e puntare sulle rinnovabili come, per esempio, l’approvvigionamento certo di gas metano”.
22 Agosto 2008

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Claudio Cavicchioli

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